lunedì 9 novembre 2009

Massimo Ciancimino: "Si può scegliere come vivere"









Editoriali - Editoriali

Scritto da Federico Elmetti
Lunedì 09 Novembre 2009 21:46



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Massimo Ciancimino: "Si può scegliere come vivere"

Ieri, 8 novembre 2009, è apparso sul sito di BlogSicilia un articolo scritto da un utente (nickname: jophx) dal titolo provocatorio “Ciancimino, un cretino o un volpino?”. Naturalmente si riferiva al più famoso tra i cinque figli di Don Vito, Massimo Ciancimino, che in questi ultimi mesi ha goduto di particolare visibilità mediatica (non ultima l'apparizione alla trasmissione AnnoZero del 9 ottobre 2009) grazie alle rivelazioni che da quasi due anni sta fornendo alle procure di tutta Italia in merito alle stragi del '92-'93 e alla cosiddetta trattativa tra stato e mafia. L'articolo mirava a stabilire, senza per altro prendersi troppo sul serio, in quale delle due categorie, “cretino” o “volpino”, si dovesse classificare colui che erroneamente viene definito un collaboratore di giustizia, ma che in realtà viene ascoltato dai magistrati semplicemente in qualità di persona informata sui fatti.

Massimo è il classico rampollo “casinista, pecora nera della famiglia, inconsistente, senza spina dorsale, viziato, cresciuto nella “bambage”, dedito alla gnocca e a tutti i vizi di questo mondo grazie all’uso ed abuso dei soldi di papà” oppure è un furbetto “che la vicinanza al padre, nel tramonto della propria vita quindi al massimo della saggezza e dell'amore paterno, ha fatto maturare, sbocciare, “allignare” in tutta la sua intelligenza e con la consapevolezza delle proprie origini e storia familiare”?



Ne è scaturito un dibattito interessante tra gli utenti del sito, che hanno avuto tra di loro un ospite d'eccezione, lo stesso Massimo Ciancimino. Con la pacatezza che sempre lo contraddistingue e che sembra sollevarlo, con distacco, dalle cose, talora gravi ed esplosive, che racconta, ha risposto alle argomentazioni, senza sottrarsi alle critiche, ma rivendicando il proprio ruolo e le proprie scelte. Poi, visto che lo spazio per il botta e risposta tra i commentatori era troppo esiguo per poter esprimere appieno il proprio pensiero, Massimo Ciancimino ha deciso di scrivere lui, di suo pugno, una lettera alla redazione di BlogSicilia per rispondere punto su punto. Lettera prontamente pubblicata, col titolo “Non si può scegliere dove nascere ma come vivere sì”.

Una lettera che contiene indubbiamente spunti interessanti di riflessione e che ci restituisce un Massimo Ciancimino “più umano”, con tutti i problemi e le paure di chi, per sua stessa ammissione, si ritrova a destreggiarsi in un gioco più grande di lui. Con tutti i ragionevoli timori e difficoltà di chi, in qualità di figlio, si trova a dover parlare delle colpe del padre e, in qualità di padre, ha la necessità di tutelare l'incolumità della moglie e del figlio, che “a giorni festeggia il suo quinto compleanno” e a cui, non a caso, è stato dato il nome di VitoAndrea, “non aderendo, a differenza dei miei fratelli, - dice Massimo - all’ennesimo invito Paterno a non dare a nessuno dei nostri figli il nome del Nonno Vito”.

E qui trapela l'orgoglio, tutto siciliano, di portare quel cognome così pesante, un cognome che immediatamente rimanda, nell'immaginario collettivo, al “sacco di Palermo”, a collusioni pericolose, a fatti di mafia. Non che Massimo sia uno stinco di santo, né che miri a passare per tale. Anzi. Ha ben presente i propri errori (è stato condannato per riciclaggio del denaro del padre), non ne fa mistero, non ha alcuna vergogna di parlarne, quasi ostentando quella naturalezza con cui ha ammesso di fronte ai giudici di avere sbagliato, e quindi pagato. Anche questo fa parte del personaggio. Narcisista? Può darsi. Sfrontato? Non parrebbe. Quel che è certo, e che ci tiene a sottolineare, è la sua diversità dagli altri quattro fratelli. Fa presente che, sebbene inizialmente fossero tutti e cinque sotto indagine, solo lui poi fu rinviato a giudizio, mentre, per quanto riguarda i fratelli, “stranamente le loro posizioni, su richiesta della procura, vengono archiviate perché niente prova circa la loro conoscenza sulle attività politiche del padre, quindi le origini del denaro”. E' quel termine, “stranamente”, la chiave di volta del pensiero di Massimo. Ritiene, a torto o a ragione, di essere stato preso come capro espiatorio: lui unico confidente del padre, lui unico custode di verità indicibili, lui unico conoscitore e gestore del tesoro di Don Vito.

Non lo dice per discolparsi, ma per dimostrare in modo provocatorio come, se c'è un epiteto che non gli si addice, è proprio quello di “cretino”. Avrebbe potuto un cretino scapestrato, dedito solo ai vizi e alle donne, gestire un patrimonio enorme come quello ereditato dal padre? Ma è lui, Massimo, il primo a sapere che, soprattutto in Sicilia, “è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio”. E i pregiudizi su di lui, inutile nascondersi, fioriscono e proliferano. Soprattutto da quando ha iniziato a parlare e a “vuotare il sacco”. Perché ha deciso di parlare solo adesso dopo così tanto tempo? Perché non ha denunciato il padre quando era ancora in vita? Perché non si è offerto volontariamente ai magistrati, ma ha atteso che i magistrati venissero da lui? Forse temeva di perdere i benefici derivanti dal tesoro di Don Vito e ora che tante verità stanno venendo alla luce tenta di salvare il salvabile? Forse sta tentando di accattivarsi i magistrati per avere degli sconti di pena?

Quando Massimo fu chiamato per la prima volta da Ingroia e Di Matteo nel gennaio del 2008, aveva messo in conto tutto questo. Aveva messo in conto che gli sarebbero piovute addosso miriadi di critiche. Aveva messo in conto che le sue rivelazioni avrebbero scatenato polemiche violente. Aveva messo in conto che sarebbe stato sottoposto ad un sistematico tentativo di delegittimazione. E aveva messo in conto, soprattutto, che avrebbe messo a repentaglio la sua vita e quella della sua famiglia. Nella lettera a BlogSicilia, Massimo Ciancimino si lascia andare e racconta di un episodio che fotografa bene, nella sua semplicità e, in un certo senso, normalità, il rapporto che sta vivendo in questo momento col figlioletto: “Proprio ieri, in seguito ad una frase sicuramente detta nell’ingenuità ed innocenza che li contraddistingue, (nello specifico un compagno di classe gli ha detto che il suo Papà dice sempre che prima o poi ammazzeranno il padre di VitoAndrea…) ho cercato di parlare con Lui di cosa sta accadendo nella nostra vita familiare”.

E' chiaro che chi si mette a sparare sulla “memoria ad orologeria” del figlio di Don Vito, contando sul fatto che sui Ciancimino sia possibile dire di tutto per il semplice motivo che portano quel cognome, non comprende, o non vuole comprendere, come dietro ad una decisione tanto travagliata come quella di iniziare una delicatissima collaborazione con la giustizia, che potrebbe riscrivere la storia del nostro paese degli ultimi vent'anni, vi siano sempre degli uomini con le proprie paure, le proprie debolezze e, soprattutto, i propri affetti personali da tutelare in ogni modo. Anche questo, Massimo l'aveva messo in conto. E per questo non si tira indietro e risponde con pazienza alle critiche, da quelle legittime a quelle più gratuite. Spiega che se ha aspettato fino al 2008 per parlare con i magistrati non è stato per suo vezzo personale, ma semplicemente perché nessun magistrato (anche, aggiungo io, tra coloro che in questi giorni pontificano di “legittime” trattative tra mafia e stato in vista di una cessazione della strategia stragista) fino ad allora si era “ricordato” di chiamarlo, lui che costituiva la memoria storica del defunto padre, per anni cardine fondamentale e imprescindibile di quell'ingranaggio perfettamente oliato che permetteva l'interazione tra le istituzioni da una parte e Cosa Nostra dall'altra. E lui è il primo ad essere rimasto stupito di questa incomprensibile “dimenticanza”.

Ci sono voluti due magistrati come Ingroia e Di Matteo sotto la guida del procuratore capo Francesco Messineo per capire che le cose che sicuramente Massimo sapeva potevano dare un impulso decisivo alle indagini. Ci è voluta, ancora prima, una lunga intervista al giornalista di Panorama Gianluigi Nuzzi, che in parte fu lo spunto per un articolo “Vi racconto Mio Padre don Vito Ciancimino” pubblicato dal settimanale nel dicembre del 2007, per accendere i riflettori su di lui e sulle rivelazioni che avrebbe potuto fornire. E per quei magistrati della procura di Palermo, di Caltanissetta e di tutte le altre che da mesi lo stanno ascoltando, Massimo Ciancimino ha parole di profonda stima e riconoscenza: “Posso soltanto dire di aver trovato magistrati come Ingroia, Di Matteo, Lari, Scarpinato ed altri che non hanno mai mancato di giusta attenzione alle mie parole, sempre liberi da qualsiasi forma di pregiudizio rispetto al contenuto delle mie risposte”.

A volte è strana la vita del magistrato antimafia: apprezzato e stimato proprio dai collaboratori di giustizia (che di solito mostrano di avere un gran fiuto nel saper scegliere i magistrati migliori a cui affidare le proprie rivelazioni) e delegittimati da coloro che rappresentano le istituzioni e si autodefiniscono servitori dello stato. E' successo a suo tempo a Giovanni Falcone con Tommaso Buscetta, è successo a Paolo Borsellino con Vincenzo Calacara e Gaspare Mutolo, è successo a Giancarlo Caselli con Balduccio Di Maggio, succede oggi ai magistrati di Palermo e Caltanissetta che vengono accusati dal presidente del consiglio di utilizzare i pentiti per cospirazioni, da esponenti del governo di essere schierati politicamente e addirittura da uno dei simboli della caccia ai latitanti, il capitano Sergio De Caprio, il mitico capitano Ultimo, di essere dei “servi di Riina” per aver dato credito alle dichiarazioni di un altro "servo di Riina" come Massimo Ciancimino (per inciso, per queste dichiarazioni, De Caprio si è beccato una querela da Ciancimino).

Coloro che oggi si stracciano le vesti e scuotono il capo per una magistratura che torna ad indagare sulle stragi del '92-'93 sulla base delle rivelazioni di un mafioso sanguinario come Gaspare Spatuzza e sui ricordi e le carte messe a disposizione da un figlio di un mafioso come Massimo Ciancimino, dovrebbero prima chiedersi come mai, in tutta la storia dell'antimafia, gli unici successi si sono riscontrati proprio quando i magistrati sono riusciti a far cantare i tanto vituperati pentiti, i macellai, i delinquenti di strada, insomma, la manovalanza di Cosa Nostra. Se si fosse aspettato che qualcuno di più alto grado spontaneamente denunciasse le sconcerie intercorse tra pezzi delle istituzioni e criminali comuni, forse adesso saremmo ancora qui a disquisire sull'esistenza o meno della mafia.

Ciò che è grave non è il fatto che dei magistrati “vadano dietro” ai pentiti, ma che, per sperare di vederci chiaro, siano costretti a farlo, con tutte le cautele del caso ovviamente, perché non esiste uno solo, all'interno dello stato, che abbia il coraggio di esporsi e di dire tutto quello che sa. Il fatto che la magistratura debba affidarsi alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, la cui attendibilità è tutta da vagliare, dovrebbe risuonare come un atto d'accusa fortissimo contro quegli uomini delle istituzioni che, pur sapendo, tacciono o mentono. Ma anche questo, Massimo Ciancimino l'aveva messo in conto: il collaboratore di giustizia è credibile fino a che serve a far catturare altri latitanti, nel momento in cui le sue dichiarazioni possono diventare pericolose per i pesci grossi, viene delegittimato e crocifisso. E' per questo che, quando qualcuno gli chiede di spiegare il suo silenzio durato così tanti anni, Massimo non si scompone più di tanto e dice: “Credo debba girare la domanda ad altri”. Ed è anche per questo che lancia un appello vibrante, non agli uomini dello stato, ma alla “progenie di Riina e Provenzano” perché seguano il suo esempio di “figlio della mafia” e decidano di mettere a disposizione della giustizia tutto il patrimonio di conoscenze che hanno acquisito in qualità di testimoni diretti. “Credo che anche i figli di Riina e Provezano potrebbero fare qualcosa in tal senso, sarebbe un grande passo”.

Non ci tiene a passare per eroe. A chi gli chiede “Ma chi te lo fa fare?” si schermisce e tenta di ridimensionare il suo ruolo. Ripete che non sta facendo nulla di eccezionale, sta semplicemente rispondendo alle domande che i magistrati gli fanno, portando i documenti che i magistrati gli dicono di portare. D'altra parte è assolutamente cosciente del “non semplice ruolo di testimone diretto o indiretto di fatti riguardanti le collusioni politico affaristiche mafiose degli ultimi venti anni, anni - dice - in cui mio Padre sicuramente esercitava una importante figura tra gli attori principali”. Se è vero, come si dice, che “le colpe dei padri non debbono mai ricadere sui figli”, per Massimo Ciancimino questo detto dovrebbe valere ancora di più. Primo, perché nel momento in cui la magistratura l'ha chiamato in causa, non si è tirato indietro, non si è nascosto dietro i “non so” e i “non ricordo” di cui abbondano le dichiarazioni di illustri ministri ed ex-ministri. Secondo, proprio perché “nessuno gliel'ha fatto fare”. Di vantaggi, è facilmente dimostrabile, ne avrebbe avuti decisamente di più a starsene zitto. Dice di star facendo tutto quello che sta facendo semplicemente perché pensa “di poter essere utile”. E scusate se è poco.

Non si può sceglier dove nascere ma sicuramente si può sceglier come vivere”, spiega Massimo. Frase che Salvatore Borsellino potrebbe benissimo far sua, conoscendone perfettamente il significato e avendola in un certo senso sperimentata sulla propria pelle, quando da giovane si allontanò da Palermo per tentare di sfuggire al “puzzo del compromesso morale” che ammorbava l'isola. Solo per scoprire, molti anni dopo, che quel cancro si era esteso in tutto il paese e si era trasformato in una vera e propria metastasi che veniva a bussargli alla porta, alle porte di Milano. Non a caso, forse, uno dei pochi che ha avuto il coraggio di dimostrare a Massimo Ciancimino vicinanza e riconoscenza per le preziose informazioni che sta fornendo ai magistrati (tra cui brilla la copia del famigerato papello) è stato proprio lui, Salvatore, colui che da anni si batte in prima persona con coraggio veemente perché si arrivi finalmente alla Verità e alla Giustizia sulle stragi del '92.

Lui, sicuramente, ha scelto come vivere.

Federico Elmetti


Ascolta questo articolo



http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=2014:massimo-ciancimino-qsi-puo-scegliere-come-vivereq&catid=2:editoriali&Itemid=4



MAFIA



«SI MUORE GENERALMENTE PERCHÈ SI È SOLI O PERCHÈ SI È ENTRATI IN UN GIOCO TROPPO GRANDE. SI MUORE SPESSO PERCHÈ NON SI DISPONE DELLE NECESSARIE ALLEANZE, PERCHÈ SI È PRIVI DI SOSTEGNO. IN SICILIA LA MAFIA COLPISCE I SERVITORI DELLO STATO CHE LO STATO NON È RIUSCITO A PROTEGGERE».



(Giovanni Falcone)


*Profumo di mafia
*Letti e Segnalati
*Verità nascoste


*Profumo di MAFIA a Isola delle Femmine?
*IO non ho PAURA
*Intervista a: Gaspare Portobello


*Cosentino, inviata alla Camera richiesta di misura cautelare
*Fini, stop a Cosentino in Campania"Alle Regionali candidature trasparenti"


*L’eredità di Ciancimino (di Michele Costa, figlio del procuratore Gaetano)
*Massimo Ciancimino risponde all’avvocato Michele Costa
*Massimo Ciancimino a BlogSicilia: "Non si può scegliere dove nascere ma come vivere sì":
*Processo Mori, Massimo Ciancimino deporrà a gennaio
*Palermo, carabinieri sequestrano beni per 15 milioni di euro


*"Progettammo un attentato alla Dia"


*Dell'Utri, in aula deporrà SpatuzzaE la Corte interrompe la requisitoria
*Quando e' una donna a far tremare la mafia
*Consegnato il Papello originale di Riina

*Basta ''papelli'', basta condoni. - di Santo Della Volpe
*Mafia beni confiscati
*Grasso: un filo lega le stragi della mafia
*I Misteri del Papello
*Odore di mafia
*Falcone Giovanni la sua parola
*Prefetto Mori sulla trattativa mafia-stato
*Mafia Carini Capaci Isola delle Femmine e dintorni
*Sequestrate slot machine, erano dei LO PICCOLO
*ANNO ZERO: LO STATO TRATTO' CON LA MAFIA
*MAFIA E APPALTI ARRESTI E SEQUESTRI TRA BORGETTO BALESTRATE CAPACI CASTELVETRANO
*Italcementi. Calcestruzzi Cemento in odor di mafia?
*Mafia Siino Italcementi e Comune Isola
*Italcementi & Pubblica Amministrazione
*La mafia si riappropria dei beni sequestrati attraverso aste giud
*L´ipermercato e la mafia: condanne a raffica
*MAURO ROSTAGNO I primi anni a Torino, con i genitori...
*Minacce di morte a Sandro Ruotolo:
*Ferraro: «Dissi a Borsellino dei contatti tra i carabinieri e Ciancimino»
*La marcia del popolo delle Agende Rosse
*Borsellino: ''Mafia e Stato hanno ucciso mio fratello''
*La verità sulle stragi del '92 e del '93, secondo l'avvocato Cianferoni
*Ingroia: “Verità a un passo. Ma non tutti la vogliono”
*Il papello di Riina. Borsellino: ''sto vedendo la mafia in diretta'' *Consegnato ai magistrati il papello di Riina
*Borsellino sapeva della trattativa. *Ruotolo convocato dai magistrati di Palermo
*La giustizia di facciata e le bugie del ministro
*Massimo Ciancimino: ''Ho paura di essere ucciso''
*Mani avanti! Cosa c'e' sotto?
*Mafia e stato: a che punto siamo?
*La verità sulle stragi del '92 e del '93, secondo l'avvocato Cianferoni
*Intervista ad Antonio Ingroia: ''Strage di mafia ma restano delle zone d'ombra''
*Il procuratore Lari: ''Non e' stata la mafia a far sparire l'agenda di Borsellino''
*Motivazione sentenza Dell'Utri primo grado
*La Trattativa ( 2 articoli )
*Paolo Borsellino ( 14 articoli )
*Giovanni Falcone ( 25 articoli )
*Lo strano caso del comune di Fondi
*L’ombra della mafia sui partiti nel Lazio
*Mafia: Maroni, a Fondi si votera’ a marzo. opposizione, lo stato sconfitto

venerdì 6 novembre 2009

INTERVISTA A: GASPARE PORTOBELLO

Sommario della Pagina:


° Onorevole Gianfranco Fini
° Io non ho paura
° Solidarietà democratica
° Isola delle Femmine: Foto d’archivio
° Intervista Sindaco Portobello Gaspare alla redazione de “Il Vespro”

° Consigli Utili per gli acquisti

° Che fine ha fatto "l'Isola Felice" del Sindaco Portobello
° Denuncia esposto del movimento Rinascita isolana sulla gestione ATO PA1
°
Accesso atti sui Bilanci di previsione e consuntivi degli ultimi 5 anni gestione raccolta rifiuti
° Accessso atti sulla trasmissione PRG adottato dal C.C. di Isola delle Femmine 3 agosto 2007

° A proposito della nuova querelle aperta in Consiglio Comunale dal Sindaco Portobello: “Giova ricordare, peraltro, che il personaggio proprietario del bene confiscato, in occasione delle scorse elezioni politiche sosteneva il candidato della lista “Rinascita Isolana” Rosario Rappa.” (Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO Allegato: DELIBERA C.C. N.52.pdf (13 kb)
Si può supporre, che i legami parentali possono rappresentare elementi univoci e non contestabili, a cui ragionevolmente si potrebbe far risalire un possibile pericolo di infiltrazione mafiosa?
Giova ricordare la presenza nella giunta municipale del Sindaco Gaspare Portobello, di un nipote acquisito del personaggio citato ed etichettato dal Sindaco: “condannato per mafia”. La cittadinanza di Isola delle Femmine resta in attesa di quanto il Sindaco Professor Gaspare Portobello vorrà disporre per il ripristino della legalità e della trasparenza nella Pubblica Amministrazione.







Gianfranco Fini :


Bisogna avere la forza di dire: “Io quel signore non lo voglio candidato perché magari è portatore di interessi che non hanno nulla a che vedere con quelli generali della collettività” ha detto l’onorevole Gianfranco Fini



Io Non ho paura

Noi stiamo discutendo a chi è meno mafioso di destra o di sinistra che sia. Questo paese ha bisogno di persone per bene non indagate non sospettate non colluse, che abbiano le tasche vuote……
C’è qualcuno che mangia che gradisce questa è gente che ti fa star anche bene, chi sta con loro sta bene all’inizio questo è il problema…….
La politica che ha fatto promesse alla Mafia per speculare, fare affari, servirsi della Cosa Pubblica, con questa criminalità, sarà un giorno necessario fare i conti.
Solidarietà democratica

Esprimiamo la nostra solidarietà al movimento politico “Insieme Isola delle Femmine”, alla redazione de “Il Notiziario” oltre che all’amico Nino Rubino per essere stato denunciato dal Vice sindaco PALazzotto Salvatore.

E’ chiaro l’intento provocatorio e ricattatorio che si vuole mettere in atto: Intimidire minacciare mettere a tacere qualsiasi forma di informazione e di denuncia sulle collusioni tra mafia e politica.
Dobbiamo supporre sia del tutto casuale che la denuncia provenga da ambienti che hanno fatto della lotta alla Mafia la loro ragione di vita (al fratello del Vicesindaco al compagno Michele, negli anni passati hanno BRUCIATO l’auto per il suo ostinato impegno di lotta senza quartiere contro la mafia locale).
A Isola delle Femmine, questi signori la politica la interpretano non più come contenuto di ciò che si pensa e di ciò che si dice, contenuto che può essere liberamente e democraticamente messo in discussione e criticato. La politica non è più il rispetto delle regole e del libero e civile confronto delle idee, la politica non è più rispetto delle istituzioni e della responsabilità per la carica ricoperta, non è più riconoscimento dell'importanza della Cosa Pubblica, ma USO privato dei luoghi pubblici. E’ del tutto evidente l’obiettivo che perseguono i nostri “amministratori” con il loro codazzo di portaborse sostenitori suggeritori consulenti ed altri……..: fare dei propri interessi privati il proprio ruolo pubblico; e fare della politica il proprio lavoro.

Rivolgiamo il nostro appello ai Cittadini di Isola delle Femmine affinchè facciano sentire la propria voce e la propria indignazione contro una “banda” di politicanti affaristi faccendieri e speculatori che negano il diritto alla parola e che fanno del loro nepotismo l’arma di ricatto di sopraffazione e di emarginazione.
Praticare la cultura democratica del libero confronto e della libera circolazione delle idee che certamente non sembra far parte del DNA dei nostri “governanti, TUTTI (ricordate Isola per Tutti?) tesi a classificare i cittadini di Isola delle Femmine in base alla loro simpatia e/o appartenenza politica e da questo far dipendere il loro rapporto relazionale. ( si arriva a non salutare più i “memici”)



Foto d'archivio Isola delle Femmine

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IINTERVISTA A: GASPARE PORTOBELLO


SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE





Signor Sindaco, quasi settimanalmente la stampa locale riporta di polemiche e liti politiche con l'opposizione o con esponenti di alcune associazioni.


La polemica è quasi sempre in esclusiva con il gruppo “Rinascita”, che ancora non ha digerito la sconfitta elettorale, democratica mente determinata dagli elettori di Isola delle Femmine.



Ad ogni occasione scoppia però la polemica.


Per la prima volta l'ex Sindaco Bologna è stato sconfitto democraticamente.


Lui dava appuntamento a tutti perché era certo di essere il nuovo Sindaco lo scorso 8 giugno e, non essendo riuscito a vincere le elezioni, ci è rimasto male. Questo fa parte delle piccole polemiche.



La situazione politica ad Isola dovrebbe ormai essersi stabilizzata, anche se ci sono gli sconfitti che ancora non si rassegnano.


Si ma devono rassegnarsi, perché la democrazia ha i suoi valori e devono essere rispettati.



Andiamo ai problemi della città. La situazione rifiuti e l'ATO Palermo1.


Siamo in una condizione molto difficile: i costi di gestione rispetto al passato sono triplicati, i comuni non sono in grado di pagare questi costi per cui stiamo chiedendo aiuto alla Regione e, soprattutto, c'è un modello di ATO Rifiuti che è completamente fallimentare. Questo modello presupponeva l'utilizzazione di termovalorizzatori e di raccolta differenziata con percentuali di raccolta da regioni che neanche nel Nord Italia riescono a fare (60-65 %); presupponeva investimenti per i mezzi e che l'ATO dovesse dotarsi di discariche autonome per ogni ambito. Il modello è fallito e quindi sono falliti i costi, non facciamo altro che aumentare il costo del conferimento a discarica. Il nostro ATO (ndr.: il Palermo 1) ha debiti discarica di Bello Lampo, e quindi dell'AMIA, per trentatre (33) milioni di euro, con una compartecipazione di tutti i comuni, compresa I sola del le Femmine. Secondo me non siamo in grado di sanare il debito.



Si è creata una specie di “catena di Sant’Antonio”


E' proprio cosi e non siamo in grado di uscirne fuori.



Qual è la vostra situazione debitoria nei confronti dell'ATO Pa1.


La nostra situazione è la seguente: loro sostengono di vantare nei nostri confronti un credito di 2


milioni di euro, mentre secondo noi dobbiamo dare qualcosa in meno. Ora faremo una transazione, noi dobbiamo riconoscere alcune esposizioni debitorie all'ATO perché non abbiamo avuto liquidità, cercheremo di diluire nel tempo il debito.



Rispetto al piano industriale sottoscritto, l'ATO rispetta quanto previsto?


Io contesto proprio questo, il mancato rispetto del piano industriale. Loro hanno fatto circa la metà di quanto previsto. Mi sembra però antipatico e scorretto essere la controparte dell'ATO, perché i proprietari siamo noi Sindaci. La situazione è difficile perché c'è un modello che è fallimentare e se continuiamo così non affrontiamo in modo serio la problematica degli ATO Rifiuti. Non è colpa né del Consiglio di Amministrazione, né del Presidente Palazzolo, che hanno lavorato egregiamente. C'è un sistema fallimentare.


Il problema sembra essere comune a tutti gli ATO. E' il Piano Regionale dei Rifiuti che è sbagliato.


Tant'è che sul tavolo del Presidente della Regione che il nuovo piano che prevede la riforma degli ATO.



Da un ATO all'altro. Come siete messi con l'ATO Idrico?


L'ATO Idrico è diverso, perché praticamente presuppone oltre al servizio pure la gestione della tassa, quindi il rapporto è diretto con i cittadini e noi non avremo più costi, non avendo il compito della riscossione del ruolo idrico. Lì il ruolo del Sindaco è quello di mediare ed ottenere il migliore servizio per i cittadini. Abbiamo sottoscritto la cessione delle reti, idrica e fognaria, i primi giorni di giugno, in contemporanea ai comuni di Carini e Capaci.



Problemi riscontrati in questi primi mesi? Perché a Carini già sono partite le prime contestazioni.


Anche noi abbiamo riscontrato qualche piccolo problema. Prima quando c'era qualche problema nella rete il Comune di Isola delle Femmine era in grado di intervenire entro le 24 ore e risolverlo. Il personale tecnico dell'ATO Idrico ha invece qualche problema ad intervenire nell'immediato, anche se intervengono lo fanno con tempi più lunghi. Noi però siamo in una situazione ottimale perché la nostra rete idrica è nuova ed è stata rinnovata quasi totalmente e la fornitura dell'acqua è giornaliera.



E' previsto un aggravio dei costi per gli utenti?


Sull'immediato no, anzi è previsto un risparmio di circa 10 euro sulla bolletta annuale. L'aumento sarà per quelli che consumano acqua in eccesso.



Situazione porto.


Finalmente dopo tanto che ci lavoriamo abbiamo il progetto esecutivo, il parere della Soprintendenza e manca soltanto la valutazione di impatto ambientale. Appena riusciremo ad ottenere la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale, ndr.) da parte dell'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, faremo l ' u l t i m a r i u n i o n e d e l l a Commissione Lavori Pubblici nella quale renderemo il porto di Isola delle Femmine finalmente cantierabile e finanziabile. Dopo 22 anni di attesa è un grossissimo risultato. Ma n c a v a i l p a r e r e d e l l a Soprintendenza e lo abbiamo ottenuto, abbiamo anche quello dell'Area Marina Protetta, manca ancora quello della LIPU che gestisce la Riserva Naturale.



Per quanto riguarda invece gli scarichi a mare. Voi avete il pennello a mare che scarica sul versante est del porto.


Porteremo tutto al depuratore di Carini. Abbiamo realizzato la nuova condotta che porterà gli scarichi al depuratore consortile e riusciremo così ad eliminare il pennello a mare. Saremo uno dei pochi comuni che non hanno scarichi dei reflui a mare. Un merito in più per un paese che con il mare ci vive, grazie alle sue spiagge ed al turismo. (a.c.)




In Pubblicazione su “Il Vespro” mese di Novembre 2009


Consigli Utili per gli Acquisti






L'isola felice del Sindaco Professor Gaspare Portobello diventa sempre più povera?







ESPOSTO DENUNCIA DEL MOVIMENTO "RINASCITA ISOLANA" ALLA CORTE DEI CONTI ALLA REGIONE ENTI LOCALI PRE PROBABILI DANNI ERARIALI








Delibera di Giunta per proposta di transazione con ATO PA1 4 maggio 07







Tribunale Carini Decreto Ingiuntivo 21 Aprile 2008









Verbale Consiglio Amministrazione ATO PA1 ottobre 2008








Delibera Giunta opposizione decreto ingiuntivo 3 aprile 09







Tribunale Carini decreto ingiuntivo ATO PA1




Disciplinare di Incarico avv Lo Monaco per Ricorso al decreto Ingiuntivo ATO PA 1







Indennità Risultato dr. Scafidi gennaio maggio 2009

Accesso agli atti Trasmissione delibera C.C. adozione PRG di Isola delle Femmmine

Accesso agli atti Tributi Tassa Raccolta Rifiuti 2004 2005 2006 2007 2008 Bilanci Previsione e Bilanci Consuntivi




A.T.O. PA1 A.P.S.


*Rifiuti Smaltimento "processo pirolisi"


*Guastella Sindaco di Torretta “Mi dimetto se…”


*A.T.O. “non ci sono soldi” i debiti dei comuni

*Corte dei Conti e conti dell'ato pa 1

*A.T.O rifiuti gestione costi e debiti

*A.T.O. rifiuti rischio 107 licenziamenti

*Nasce l’ato dell’acqua del palermitano

*Rifiuti urbani/ Solo 27 Comuni rispettano la legge, tutti gli altri sotto la soglia, il Sud sotto terra

*Isola delle Femmine. da questa sera in azione le “ronde gioiose”

*Rifiuti politica e servizi segreti

*Montelepre Scuola Rifiuti Differenziata


*Zuccarello

*Zuccarello Portobello Sicar discarica rifiuti?


*Zuccarello Portobello Rifiuti Rifiutamoci Raccolta differenziata


*Per non dimenticare fatti e misfatti d... (Zuccarello)

*Wind Shear Ricorso al TAR del Comune di Isola delle Femmine

martedì 3 novembre 2009

Epidemia misteriosa in Ucraina già 30 morti e in Italia? Tutto tace



Epidemia misteriosa in Ucraina, già 30 morti e in Italia? tutto tace






Influenza suina pandemia o business farmaceutico? guarda!
Caricato da TRAMONTANA77. - Guarda gli ultimi video.


In Italia la notizia non è ancora circolata, ma da qualche settimana una nuova epidemia ad opera di un virus sconosciuto sta seminando il terrore nella Ucraina occidentale. Poiché in questi giorni si festeggiano i morti, questa notizia ci sta come il cacio sui maccheroni. Nella seconda metà di Ottobre il nuovo virus ha ucciso più di una trentina di persone. Quarantamila sarebbero gli ammalati. Analogamente al famigerato A-H1N1, anche questo virus causa una infezione acuta al sistema respiratorio, ma le autorità escludono si tratti dell’influenza suina. Nella regione di Ternopil, il 25% dei medici entrati in contatto con i malati si sono ammalati a loro volta. La nuova malattia sarebbe quindi altamente infettiva, ma scarsamente letale. Nella regione è stata annunciata una sorta di quarantena, invitando i cittadini a non uscire di casa se non per motivi gravi. Per strada, la polizia già indossa mascherine protettive. I farmaci antivirali sono ormai introvabili nelle farmacie, davanti alle quali si formano lunghe code e a Leopoli ora non si troverebbero più neppure le mascherine.
L’edipemia ha ora raggiunto la città di Chernivtsi, sud-ovest dell’Ucraina, ad un passo dalla Romania.
Nel frattempo, proseguono in occidente le controverse vaccinazioni contro un virus H1N1 che invece sta causando meno danni del previsto. Le vaccinazioni di massa vengono fatte con vaccini poco testati contenenti adiuvanti generalmente ritenuti dannosi per la salute. In Italia va per la maggiore il Focetria di Novartis mentre in Germania si usa Pandemrix della Glaxo SmithKiline, entrambi vaccini contenenti i discussi adiuvanti. I medici italiani sono renitenti ad usare il vaccino su di sé e sondaggi indicano che il 70% dei tedeschi è poco incline a farsi vaccinare, soprattutto dopo avere appreso che ai politici ed i militari tedeschi verrà invece somministrato un vaccino privo dell’MF-59, l’adiuvante della discordia, ossia il Celvapan della Baxter. D’altra parte, è come finire dalla padella alla brace, dato che otto mesi fa la Baxter inviò a 18 laboratori in tutta Europa 72 chili di una base per la comune influenza stagionale contenente virus vivi dell’influenza aviaria, un episodio gravissimo che difficilmente si può ascrivere ad un errore (cose del genere non possono accadere per sbaglio in laboratori soggetti a standard di sicurezza BS3, bio-safety level 3) e sul quale oggi tutti i media hanno steso una colpevole coltre di silenzio (In Austria, dove è avvenuto il fatto, qualcuno cerca di portare in giudizio la Baxter per questa vicenda, con l’accusa di tentato genocidio). Sarà per tutte le suddette ragioni che il governo di Obama ha da poco approvato una legge che manleva i produttori farmaceutici da qualsiasi responsabilità giuridica in merito ai danni alla salute provocati dai loro vaccini?
Adesso la nuova epidemia nell’Ucraina occidentale conferma l’inquietante trend che si era già notato: la comparsa sempre più frequente sulle passerelle del Villaggio Globale di nuovi virus Brutti & Cattivi. Accipicchia, dopo decenni di pigro tran tran, per il mondo dei virus si sono da qualche anno accesi i riflettori della ribalta, e sarà meglio che ci abituiamo d’ora in poi alla comparsa periodica sul proscenio di nuove collezioni virali autunno-inverno e primavera-estate, proprio come ci ha abituato il mondo della moda.
Ma per questa nuova linea, chi sono gli stilisti?

Suina: pandemia, bufala, strategia di lobby, o sterminio di massa?



Premessa

La Sanofi-Aventis in data 9 marzo 2009 a Città del Messico firma in pompa magna un accordo per la realizzazione di un nuovo impianto che produrrà 25 milioni di vaccini antinfluenza stagionale per 100 milioni di euro e che, eventualmente, in caso di pandemia, potrà convertirsi alla produzione dei vaccini pandemici.
La Sanofi-Aventis produce già circa 1,6 miliardo di dosi di vaccini antinfluenzali ed altri 20 tipi di vaccini, ed è leader del settore.
Secondo l’OMS, la casistica mondiale annua dell’influenza interpandemica potrebbe essere nell’ordine del miliardo di casi, responsabili ogni anno di 300-500 mila morti in tutto il mondo.

Proprio a Città del Messico, in marzo, compaiono i primi casi di influenza H1N1, ribattezzata in suina. Se è vero che l'impianto è lungi dall'essere costruito, la coincidenza che ne giustifica l'investimento è strabiliante.

La Pandemia secondo la nuova definizione dell'OMS

Nel 2007 la definizione di pandemia per l'OMS includeva oltre a criteri di diffusione geografica, anche la presenza di una morbosità e di mortalità elevate (cfr. An influenza pandemic occurs when a new influenza virus appears against which the human population has no immunity, resulting in epidemics worldwide with enormous numbers of deaths and illness). Nel 2009, sembra proprio in Aprile, la definizione viene inspiegabilmente cambiata, cancellando il riferimento all'elevata morbosità e mortalità, definendola come una malattia che provoca più casi del normale a livello mondiale!!! (cfr. A disease epidemic occurs when there are more cases of that disease than normal. A pandemic is a worldwide epidemic of a disease. An influenza pandemic may occur when a new influenza virus appears against which the human population has no immunity.)

Il 24 aprile l’OMS parla ufficialmente di qualche centinaia di casi d'infezione e 7 decessi, tutti in Messico. Il 29 aprile il primo decesso fuori dal Messico, fa scattare la "pandemia" ufficialmente al livello 5, sulla scala di 6.
L'11 giugno viene dichiarato il livello 6 di pandemia, cioè che la malattia si è diffusa in più di una regione del mondo (e ci mancherebbe con la globalizzazione attuale), ma non che la malattia è particolarmente grave e pericolosa. Anzi, la pandemia viene definita di grado moderato: al 10 giugno aveva colpito 74 nazioni con 27 000 cases of influenza A(H1N1), inclusi 141 decessi. Ciò nondimeno potrebbe causare forti impatti sul sistema sanitario.
Molti paesi hanno stipulato contratti per acquistare da Big Pharma un certo numero di dosi di vaccino nel caso che ci fosse una dichiarazione da parte dell’OMS del raggiungimento del sesto livello di pandemia. Ad es in Italia è stato firmato un accordo nel 2005 con la Chiron SRL (ora Novartis) e Sanofi-Aventis ad impegnarsi ad acquistare presso di loro i vaccini, in seguito all'influenza aviaria del 2003/2004.

Le aziende produttrici dei vaccini fanno ovviamente azione di lobby sull’OMS per ciò che riguarda le definizioni e dichiarazioni di pandemia.

I vaccini

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I vaccini in Italia

Quattordici milioni di euro è la cifra stanziata a Scoppito (L'Aquila) dall'azienda farmaceutica Sanofi Aventis dopo il sisma che ha colpito l'Abruzzo lo scorso 6 aprile, un impegno consistente per lo stabilimento farmaceutico che ha sede appunto nel Comune di Scoppito ed è ritenuto strategico dall'azienda francese, che nella Penisola ha altri 4 stabilimenti: Brindisi, Anagni, Garessio (Cuneo) e Origgio (Varese).
Di questi 14 milioni, 8 sono stati investiti per mettere in sicurezza lo stabilimento produttivo di Scoppito, costruito con criteri anti sismici, e per realizzare una tendopoli durante la fase di emergenza. Altri 6 per costruire il complesso residenziale dedicato a circa 500 collaboratori dell'azienda. I lavori per il villaggio iniziati il 6 luglio si sono conclusi il 23 settembre.



L'unità di Crisi istituita dal Ministero della Salute dopo la dichiarazione della pandemia da parte dell'OMS, valutando in 9 milioni i possibili casi di influenza H1N1, ha emesso delle note in data 17 e 21 luglio 2009, fatte proprie dal governo italiano, firmate dal Sottosegretario alla Protezione Civile, Bertolaso, esprimendo sia a Novartis che a Sanofi-Aventis l'interesse ad acquisire 24 milioni di dosi di vaccino antinfluenzale A da ciascuna di tali società.


Il 21 agosto 2009 si procedeva a firmare l'accordo con la Novartis per i primi 24 milioni di vaccini.

In data 2 settembre con rilievo istruttorio n. 234 , l’Ufficio di controllo di legittimità su atti dei Ministeri dei servizi alla persona e dei beni culturali – esaminato il contratto allegato al provvedimento – ha chiesto di fornire chiarimenti in ordine ai seguenti punti:


1) la decima premessa – parte integrante del contratto – precisando che l’esito delle ricerche, la capacità di sviluppare con successo il Prodotto, i tempi di produzione, la qualità dell’inoculo virale, la capacità produttiva e il lancio del prodotto sono ancora in corso di definizione, sembra vanificare a favore della Novartis tutti i successivi vincoli contrattuali;

4)l’art. 4.1 stabilisce che il Ministero accetti il prodotto anche in assenza dell’autorizzazione all’ammissione in commercio in Italia, concordando in tal caso un generico “Quality Agreement”;

6)l’art. 4.4,
riguardante eventuali difetti di Fabbricazione o Danni Fisici del prodotto, richiede l’accordo della Novartis sull’esistenza degli stessi;


7)l’art. 4.5 prevede
rimborsi al Ministero per danni causati a terzi, limitatamente a causa di Difetti di Fabbricazione, mentre ai sensi dell’art. 4.6 il Ministero dovrà risarcire ovartis per danni causati a terzi in tutti gli altri casi;

8)l’art. 9.3 prevede
il pagamento alla Novartis di euro 24.080.000 (al netto di IVA) ai fini della partecipazione ai costi in caso di non ottenimento dell’autorizzazione all’immissione in commercio del Prodotto, senza alcuna specificazione in merito ai criteri di quantificazione del predetto importo;

9)l’art. 9.5
stabilisce che, qualora il contratto venga risolto per violazione di disposizioni essenziali da parte di Novartis, il pagamento dovrà essere ugualmente effettuato per il prodotto fabbricato e consegnato;

10)l’art. 10.2
considera Informazioni Riservate anche l’esistenza del contratto e le disposizioni in esso contenute, clausola – in considerazione dell’evidenza pubblica della procedura – impossibile da rispettare;

11)il contratto appare
carente di parere di organo tecnico in grado di attestare la congruità dei prezzi in esso concordati.

La Corte dei Conti in data 21 settembre ha bocciato le richieste vista "l'eccezionalità e la somma urgenza dell'intervento".

Il colosso farmaceutico francese Sanofi-Aventis chiude il terzo trimestre 2009 con risultati in crescita: utile netto a 2,229 miliardi di euro, in aumento del 7,7% a tassi di cambio costante rispetto al terzo trimestre 2008, e vendite nette a 7,4 miliardi (+6%). A spingere la crescita soprattutto l'insulina Lantus (+20% a 778 milioni di euro), mentre il fatturato dei vaccini contro l'influenza stagionale cala del 3,2% a 378 milioni. In previsione delle vendite di vaccino contro l'influenza pandemica A/H1N1 (circa 500 milioni di euro nel quarto trimestre dell'anno), il gruppo parigino corregge al rialzo le stime per l'intero esercizio. Per fine 2009 si aspetta un utile per azione in progressione dell'11%.

Novartis: nel terzo trimestre il risultato netto e' salito dell'1% a 2,1 miliardi di dollari.

I primi morti da vaccino


Dagens Nyheter riporta che un quarto caso di morte causato dai vaccini contro l’influenza suina
si è verificato in Svezia. Una donna molto anziana, 90 anni, è morta ieri pochi giorni dopo avere ricevuto il vaccino contro l’influenza suina Pandemrix. Questa è la quarta morte che si sospetta sia direttamente collegata al vaccino in questione, ovvero ai cosiddetti “pesanti effetti collaterali” del nuovo vaccino non testato e dei coadiuvanti che esso contiene. I livelli di squalene presente nei vaccini utilizzati in Svezia sono migliaia di volte maggiori di quelli utilizzati nei vaccini che hanno causato la Sindrome del Golfo che fino ad ora ha ucciso o danneggiato seriamente oltre 30.000 militari Statunitensi [almeno altri 120.000 hanno sviluppato sintomi meno severi, ed in complesso circa il 25 % dei militari statunitensi spediti in Iraq nel 1991 si sono ammalati - N.d.T.].

Vaccino H1N1 – Il contratto misterioso.

Il 7 ottobre scorso emanammo il seguente comunicato agli organi di stampa: “ … La Corte dei conti ha sollevato alcune eccezioni (in 11 punti) sulla fornitura dei vaccini. La dichiarata eccezionalità ha però vanificato la possibilità di avere delucidazioni su di un singolare contratto di acquisto del vaccino A(H1N1). Aldo Barbona (presidente LIDU 1948 onlus)” Qualche giornale ne sta parlando molto timidamente e allora torniamo sull’argomento perché consideriamo necessario commentare la vicenda in modo più approfondito.. Il 21 settembre 2009 la Corte dei conti, che esercita controllo di legittimità su atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato, ha emanato la Deliberazione n. 16/2009/P. La Corte con tale atto tenta di dare la sua valutazione sul “contratto di fornitura di dosi di vaccino antinfluenzale A(H1N1) stipulato tra il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e la Novartis Vaccines and Diagnostics s.r.l..”. Chiede perciò chiarimenti sui seguenti 11 punti del contratto:
1) la decima premessa è parte integrante del contratto precisando che l’esito delle ricerche, la capacità di sviluppare con successo il Prodotto, i tempi di produzione, la qualità dell’inoculo virale, la capacità produttiva e il lancio del prodotto sono ancora in corso di definizione, sembra vanificare a favore della Novartis tutti i successivi vincoli contrattuali;
2) la tredicesima premessa prevede l’applicazione dell’IVA vigente al momento della consegna anziché quella vigente alla firma del contratto;
3) l’art. 3.1 (ribadito dall’art. 5.3) prevede la possibilità del mancato rispetto delle date di consegna del Prodotto, senza l’applicazione di alcuna penalità;
4) l’art. 4.1 stabilisce che il Ministero accetti il prodotto anche in assenza dell’autorizzazione all’ammissione in commercio in Italia, concordando in tal caso un generico “Quality Agreement”;
5) le garanzie poste a favore del Ministero in caso di mancata autorizzazione all’ammissione in commercio del Prodotto in Italia previste dall’art. 4.2 non appaiono correlate all’esborso finanziario sopportato dal Ministero fino a quella data, né bilanciate con quelle poste a carico del Ministero medesimo dall’art. 9.3 nel caso di impossibilità di ritiro del Prodotto;
6) l’art. 4.4, riguardante eventuali difetti di Fabbricazione o Danni Fisici del prodotto, richiede l’accordo della Novartis sull’esistenza degli stessi;
7) l’art. 4.5 prevede rimborsi al Ministero per danni causati a terzi, limitatamente a causa di Difetti di Fabbricazione, mentre ai sensi dell’art.. 4.6 il Ministero dovrà risarcire Novartis per danni causati a terzi in tutti gli altri casi;
8) l’art. 9.3 prevede il pagamento alla Novartis di euro 24.080.000 (al netto di IVA) ai fini della partecipazione ai costi in caso di non ottenimento dell’autorizzazione all’immissione in commercio del Prodotto, senza alcuna specificazione in merito ai criteri di quantificazione del predetto importo;
9) l’art. 9.5 stabilisce che, qualora il contratto venga risolto per violazione di disposizioni essenziali da parte di Novartis, il pagamento dovrà essere ugualmente effettuato per il prodotto fabbricato e consegnato;
10) l’art. 10.2 considera Informazioni Riservate anche l’esistenza del contratto e le disposizioni in esso contenute, clausola in considerazione dell’evidenza pubblica della procedura impossibile da rispettare;
11) il contratto appare carente di parere di organo tecnico in grado di attestare la congruità dei prezzi in esso concordati. Analizzando il contratto suddetto, la Corte dei conti scopre che non può approfondire, il contratto è a trattativa riservata ed è stato secretato, perché valgono le stesse emergenze previste in caso di eventi calamitosi di natura terroristica (ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3275 del 28 marzo 2003 – Disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare l’emergenza derivante dall’attuale situazione internazionale).
Scopre così che il trattamento dell’influenza A(H1N1) è stata messa nella mani della Protezione civile, alla stessa stregua degli eventi calamitosi come terremoti, frane, guerre batteriologiche, ecc. Alla luce delle considerazioni della Corte dei conti, veniamo per di più a sapere che:
· Anche se la Novartis non arrivasse in tempo a fornire i vaccini, noi pagheremmo lo stesso 24.08.000 euro. (Vedi punto 8).
· Il Ministero pagherà Novartis anche in caso di “non ottenimento dell’autorizzazione all’immissione in commercio del Prodotto”. (Vedi punto 8)
· Il fornitore (nel caso specifico Novartis) pagherà l’IVA alla consegna e non alla stipula del contratto. (Vedi punto 2)
· Nell’eventualità che ci siano difetti di fabbricazione, sarà la Novartis a dire l’ultima parola sulla consistenza degli stessi. (Vedi punto 6)
· Novartis pagherà i danni in caso di difetto di fabbricazione, in tutti gli altri casi di danni a terzi pagherà il Ministero. (Vedi punti 6 e 7)
· Per la Novartis non è prevista alcuna penalità. (Vedi punto 3).
La Corte dei conti conclude il documento affermando “Queste dettagliate deroghe - anche se non del tutto esaustive - inducono la Sezione a ritenere il provvedimento al di fuori degli ordinari schemi contrattuali e di conseguenza - nel riconoscere l’eccezionalità e somma urgenza dell’intervento - a non procedere alla disamina dei vari punti di rilievo sollevati dall’Ufficio di controllo.” Se ce ne fosse bisogno, abbiamo avuto ulteriore prova della incapacità dei nostri governanti nello spendere i soldi dei cittadini governati, come ci attesta la conclusione del documento al punto 11.
Roma lì, 19 ottobre 2009.
Aldo Barbona (Presidente “LIDU 1948 onlus” – Lega Italiana dei Diritti Umani)
Massimo Andellini (Presidente UVA - Unione Vegetariana Animalista)


* Epidemia misteriosa in Ucraina già 30 morti e in Italia? Tutto tace
* LETTI E SEGNALATI
* LE NOTIZIE CHE NON LEGGERETE ALTROVE


http://cittadiniresistenti.blogspot.com/2009/11/suina-pandemia-bufala-strategia-di.html


H1N1: perché non mi vaccinerò


Attilio Speciani


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In un'epoca in cui le informazioni possono essere conosciute in tempo reale, i ministeri per la salute potrebbero fornire dati aggiornati quotidianamente per confrontare i dati sull'infezione H1N1 con quelli degli anni precedenti. Invece la contabilità dei malati è fumosa, i test per la diagnosi hanno una affidabilità che non supera il 32%, e le comunicazioni giornalistiche orientate al sensazionalismo piuttosto che alla concretezza.


Nessuno ancora ha in mano un dato ufficiale sulla presenza di anticorpi protettivi in chi non si è ammalato nonostante la vicinanza a malati di H1N1. Nessuno fornisce i dati di protezione in chi si è vaccinato per l'influenza gli anni scorsi, con un vaccino trivalente in cui una componente, anche se diversa, era comunque di tipo H1N1, in grado di sviluppare almeno una parziale copertura nei confronti di questa influenza suina. I dati ufficiali sulla capacità di guarigione presente in tutti gli individui normali non vengono divulgati e si cerca di dare valore solo alle notizie che provocando paura provocheranno risposte irrazionali nei cittadini.


Nonostante questo, i dati sull'inverno appena concluso in Australia e in Brasile hanno confermato che la mortalità per questa influenza è veramente a livelli bassissimi, per cui si può pensare che le capacità di difesa autonoma delle persone sia elevata e che il virus in sé non abbia caratteristiche di aggressività rilevanti.


Questo basterebbe per orientare la scelta vaccinale in senso negativo. Ogni vaccino ha un rischio, anche se i dati sugli effetti dannosi della vaccinazione antinfluenzale e delle altre vaccinazioni vengono spesso nascosti da lavori strutturati ad arte. Il confronto tra rischi importanti, come quello di sviluppare una malattia neurologica come la sindrome di Guillain-Barré, e la possibilità di ammalarsi non regge. Se da genitore dovessi pensare che i miei figli potessero ammalarsi (tra 1 su 100.000 vaccinati e 1 su 10.000 a seconda dei lavori scientifici) e in alcuni casi rimanere paralizzati come effetto della vaccinazione per un tempo variabile da pochi mesi a tutta la vita, sceglierei sicuramente per la forma influenzale...


Purtroppo l'esperienza dell'unica influenza suina mai affrontata dall'uomo con una vaccinazione è drammatica. Fu proprio nel 1976 che l'influenza suina New Jersey venne affrontata con la vaccinazione di massa per l'H1N1 suino che si era sviluppato quell'anno. Le conseguenze furono drammatiche. Il numero di sindromi neurologiche e di paralisi post vaccinali fu immediatamente enorme e la vaccinazione dovette essere ritirata dopo poche settimane di impiego.


I tempi di sperimentazione per la vaccinazione che viene oggi proposta sono di fronte a tutti. Le comunicazioni orientate a generare paura riecheggiano ancora nelle orecchie e sulle pagine di tanti giornali: “...non faremo in tempo a fare il vaccino” dicevano tutti, evocando paure che oggi è bene riconsiderare. Se infatti era vero quello che veniva detto, vuol dire che il vaccino che già da mesi viene utilizzato non ha seguito i normali protocolli di valutazione del rischio. La vera sperimentazione di massa sarà fatta su cittadini ignari del rischio e semplicemente resi oggetti. Vale la pena quando ci sono valide alternative naturali, sicure ed efficaci?


Le stesse preoccupazioni sono emerse dall'articolo del Corriere della Sera del 13 settembre scorso (pagina 45) che pur riportando le rassicurazioni degli esperti, tutti concordi (ma come fanno...) nel dire che questa vaccinazione sarà sicurissima anche nei bambini e nelle donne gravide, raccontava come la sperimentazione non fosse ancora completa e i diversi prodotti utilizzati per stimolare la reazione immunitaria fossero di diverso tipo e ognuno con diversi possibili problemi. Da cittadino mi domando come è possibile che con tanta confusione, gli esperti possano esprimere considerazioni univoche sulla sicurezza e sulla mancanza di rischio.


Vale la pena ricordare che uno degli adiuvanti che sarà impiegato in questo prossimo vaccino H1N1 è lo squalene. Un adiuvante è una sostanza che facilita la reazione immunitaria, e che viene miscelata allla preparazione dell'H1N1 per favorire la risposta immunologica. C'è chi dice che la facilita troppo, e che anzi la sovverte, tanto che proprio lo squalene è riconosciuto fin dal 2002 come una delle sostanze che può indurre forme di artrite simili all'artrite reumatoide dopo l'iniezione, con dati di tutto rispetto pubblicati sul Clinical Experimental Immunology.


Evidentemente, dopo la vaccinazione di massa avremo l'antiartritico di massa... Un bell'antinfiammatorio utile per tutti.


In modo più rispettoso del buon senso, a dispetto delle indicazioni vaccinali per tutte le donne gravide evidenziate nelle linee guida ministeriali, la SIGO (Società Italiana Ginecologia ed Ostetricia) attraverso le parole del suo Presidente, il professor Giorgio Vittori, si è espressa per una prudente cautela nella decisione di vaccinare, evitando di sottoporre globalmente tutte le proprie assistite a questo genere di trattamento, seppur consigliato dal ministero (DoctorNews, anno 7 n. 151 del 15 settembre 2009). Quindi non sono per fortuna l'unico nel mondo sanitario ad avere soppesato rischi e benefici scoprendo più rischi che benefici.

Per questo, con serenità, dico no alla mia vaccinazione anti H1N1, sperando che il buon senso aiuti anche altri a fare la stessa scelta.




H1N1: la prevenzione antinfluenzale

Attilio Speciani


Vogliamo dare un aiuto pratico alle tante persone che ci chiedono come fare la prevenzione invernale in modo naturale. Le indicazioni suggerite possono essere attuate da ora in avanti ma per coloro che arrivano a questo tipo di preparazione in ritardo, la data di inizio può essere anche più avanzata (novembre, dicembre, e talvolta anche gennaio), mantenendo lo stesso schema di progressione fino alla primavera.


Minerali


Adulti e bambini, a partire dal mese di settembre, possono iniziare a prendere una dose al giorno (5 ml), di Oximix 1+ miscela di oxiprolinati adatti alla protezione invernale) assumendola durante un pasto oppure diluita in un poco di acqua, ad esempio durante o dopo la prima colazione. Si tratta di una miscela di minerali che stimolano efficacemente la capacità difensiva del sistema immunitario. In periodi di particolare freddo, umidità, affollamento, la dose può essere raddoppiata.


Vitamina C


Durante il periodo che va da ora a marzo, almeno fino a che non compaiano sugli alberi le gemme che annunciano la successiva primavera, va presa una integrazione di Vitamina C. Noi suggeriamo in genere una dose compresa tra 500 e 1000 mg al giorno, preferendo un preparato a lento rilascio, in modo da potere effettuare una sola assunzione al giorno (ad esempio Ester C Plus 500 o 1000) oppure 4 spruzzi sublinguali di Cellfood Vitamina C spray, o 1 dose al giorno di Selenio Vitamina C o ancora 2-3 bustine di CK Promin. Per i bambini il dosaggio può essere inferiore (da 250 a 500 mg al giorno) mentre per lo spray o per la preparazione miscelata con Selenio, il dosaggio sarà identico a quello degli adulti.



Medicinali omeopatici


Lo schema più semplice è quello di utilizzare, come viene fatto in molti paesi europei, una dose di Oscillococcinum 200K ogni settimana, iniziando da ora e terminando alla fine dell'inverno.


Un altro schema che consiglio frequentemente è quello effettuato attraverso l'impiego di un medicinale omeopatico preparato a partire dai ceppi influenzali precedenti (Influenzinum 200 o Iver 200 ad esempio), di cui prendere 1 Tubo Dose ogni 4 settimane; per l'inverno 2009/2010 le date potrebbero essere, usando le domeniche come punto di riferimento,



  • 13 settembre
  • 11 ottobre
  • 8 novembre

In alcuni casi, con soggetti più deboli o facilmente "ammalabili" preferisco fare continuare l'assunzione anche in altre tre occasioni



  • 6 dicembre 2010
  • 3 gennaio 2010
  • 31 gennaio 2010

In tutte le altre domeniche faccio invece assumere al mattino una dose di Oscillococcinum 200K. In pratica 3 dosi di Oscillococcinum 200K seguite da una di Influenzinum o di Iver 200 e così via con una assunzione ogni 7 giorni.


Per questo tipo di prevenzione si può scegliere ovviamente anche un qualsiasi altro giorno che non sia la domenica.


Tè verde


IL Tè verde ha documentato in lavori recenti una spiccata azione antivirale e una specificità di azione nei confronti di tutti i virus H1N1. Si tratta quindi di una potente arma a disposizione sia per la prevenzione dell'influenza A suina (1 tavoletta al giorno di Fito Tè Verde nel periodo invernale) sia per una azione di difesa specifica (2-4 tavolette al giorno) nei giorni in cui si abbia la sensazione di essere sotto assedio per il freddo, l'ecceso di contatti ambientali con persone malate e così via.


Alimentazione


La ricerca di sostanze crude, vive e vitali (frutta e verdura) è in questa stagione un obbligo e non solo un suggerimento. Per gli adulti o i bambini incapaci di assumere frutta e verdura, l'impiego di preparati antiossidanti come gli oxiprolinati segnalati tra i minerali può essere di notevole utilità.


Attività fisica


Secondo diversi studi, mezz'ora al giorno di esercizio fisico per quattro volte la settimana rappresenta un potente stimolo per il sistema immunitario e ha un alto valore protettivo nei confronti delle infezioni virali e batteriche. Il tipo di movimento con l'impatto più positivo sulle condizioni globali del sistema immunitario è l'esercizio moderato e prolungato: camminare di buon passo, la corsa lenta, il nuoto prolungato, la bicicletta sono esercizi adatti a tutti.


Molto indicate anche le pratiche di respirazione profonda, come quelle descritte nel libro Resistere all'inquinamento (Tecniche Nuove), che favoriscono la pulizia dell'organismo e mantengono vitale la funzionalità dell'apparato respiratorio.


Nei prossimi giorni aggiorneremo i nostri lettori sulle strategie per affrontare gli episodi di raffreddamento in modo pratico e sicuro, e per affrontare qualsiasi forma influenzale o parainfluenzale in modo efficace, rispettando gli equilibri dell'organismo.




lunedì 2 novembre 2009

L'Omicidio Di Napoli e L'indifferenza di.............


L'Omicidio Di Napoli e L'indifferenza di.............
Caricato da isolapulita. - Video notizie in tempo reale










Scendere in Piazza Contro l'indifferenza

2.11.09











Guido Ruotolo Fonte La Stampa





Povera Napoli, che divora i suoi figli. Quel corpo senza vita di Mariano Bacioterracino, freddato da un killer spietato, che non sbaglia una mossa, che si allontana come se fosse un automa, un robot senza sentimenti ed emozioni. E soprattutto quei passanti che non si fermano, anzi quella donna che si china a terra per vedere se il corpo senza vita le appartiene, tutto questo è Napoli oggi, una città che ha deciso di smettere di vivere.

Mariano Bacioterracino, un camorrista specializzato in rapine. Forse è stato ucciso per uno sgarro, perché amante della moglie di un altro camorrista. Forse. Adesso che quel video è stato rilanciato nell’etere, lo si è visto in tutto il mondo, una soffiata ha messo gli investigatori sulla pista buona per individuare il killer. Insomma, quel killer ha un nome e cognome, anche se è latitante. La notizia si diffonde nel giorno in cui la Mobile di Napoli cattura un pericoloso latitante, Salvatore Russo, ieri è toccato al fratello, catturato dai carabinieri. E tutti gridano alla vittoria dello Stato.

Quel video che riprende l’esecuzione di Bacioterracino è muto. Muto come lo è il battito del cuore di questa città. Ricordo quel giorno di giugno del 1997. Dodici anni fa. Una sparatoria tra camorristi, in salita Arenella. E il sorriso di mia cugina Silvia se ne è andato per sempre. Vittima innocente della follia camorrista. Il suo corpo senza vita a terra. Suo figlio Francesco, cinque anni, accanto al corpo della madre, sua figlia Alessandra che guarda la scena dalla finestra. Allora, la città si ribellò. Fece scalpore la morte di Silvia.

Mariano Bacioterracino e Silvia Ruotolo. La morte divora Napoli. Il sussulto, la protesta, gli impegni per liberare Napoli dalla violenza camorrista, dalla morte. Un tempo erano le epidemie, le guerre, l’eruzione del Vesuvio e la povertà a falcidiare questa città. Oggi è la violenza. Della camorra, della droga, del gangsterismo urbano. E, soprattutto, a uccidere Napoli è l’assuefazione. Perché la città non reagisce, non si indigna, non scende per strada? Perché non riapre quel capitolo glorioso delle sue «Quattro giornate»? Sì, contro la camorra, la droga, la violenza bisognerebbe scendere in piazza, armati soltanto di collera e di voglia di andare contro quella che i giovani di oggi vivono come «normalità»: «Perché il silenzio? Perché è normale che a Napoli accadano queste cose».

Forse è il tempo di piangere i vivi più che i morti. E’ vero, a Napoli la camorra c’è sempre stata. Dall’Unità di Italia in poi. Ma oggi il problema è che non ha avversari. La politica e la società civile hanno tirato i remi in barca. Le forze di polizia e la magistratura sembrano quei soldati giapponesi ai quali, rifugiatisi nella foresta, nessuno ha ancora detto che la guerra è finita.






Silvia Ruotolo Viene uccisa 11 giugno 1997


Accadde Oggi. Silvia Ruotolo, napoletana 39enne, torna a casa dopo aver preso da scuola Francesco, il suo secondo bambino, di cinque anni.




Vittorio Savino








Siamo alla salita Arenella, a Napoli, è l’11 giugno del 1997. Dal balcone li guarda, attendendoli, Alessandra, la sua prima figlia, di dieci anni. All’improvviso un fuoco di sbarramento folle, Silvia cade a terra colpita, quaranta proiettili in tutto, morta sul colpo, un altro ragazzo resterà ferito. Obiettivo era Salvatore Raimondi, uomo del clan Cimmino, nemico del clan Alfieri che ha disposto l’agguato mortale. Silvia diventa subito un emblema delle vittime della camorra, la Napoli bene resta esterrefatta da tanta ferocia. Bisogna aspettare l’11 febbraio del 2001 perché la Corte d’Assise di Napoli condanni all’ergastolo per l’assassinio di Silvia il boss Giovanni Alfano, Vincenzo Cacace e Mario Cerbone, responsabili di quella strage e di tante altre azioni criminose. Silvia è cugina di Sandro Ruotolo, giornalista-coraggio che noi tutti conosciamo per le tante denunce pubbliche che porta avanti sulla televisione, targata Rai.


Confermati tre ergastoli ai killer di Silvia Ruotolo


Il pm chiede 4 ergastoli


Finisce in trappola la banda del racket volevano 700 mila euro da un medico



giovedì 22 ottobre 2009

ASSUNZIONI E VOTO DI SCAMBIO



ASSUNZIONI E VOTO DI SCAMBIO?






Alcuni giorni orsono abbiamo assistito ad uno spettacolo indecente ed avvilente per la democrazia, i diritti e i doveri.


Protagonisti amministratori e “potenziali dipendenti”.


Era prevedibile che le cambiali firmate o meno, a sostegno della campagna elettorale per le elezioni amministrative, sarebbero arrivate a scadenza ed i creditori ne avrebbero preteso l’incasso.


Non di denaro consisteva il credito “promesso” ( Il denaro da voci udite sembra sia stato offerto prima e precisamente 10.000 euro) bensì di LAVORO!


Fuori dai nostri intenti di offendere le coscienze libere e sane dei Cittadini isolani, risparmiamo di riferire: insulti grida minacce che vicendevolmente si scambiavano “Creditori e Debitori”, sotto la sede del Municipio. Il Sindaco è stato costretto a chiamare i carabinieri per farsi proteggere, sembra che abbia provveduto a denunciare qualche “aspirante dipendente”.


Uno spettacolo veramente indecente, basare la propria carriera politica-amministrativa sui BISOGNI delle PERSONE.


Assunzioni clientelari e voto di scambio?

Ecco come si possono giustificare i successi elettorali di alcuni gruppi ben individuati di “politici” locali. Gruppi e personaggi che continuano a scambiare le proprie cariche come uffici di “collocamento”.


Nelle ultime elezioni abbiamo assistito ad un mortificante via-vai della speranza di giovani e padri di famiglia che per una promessa di posto di lavoro si sono resi disponibili a riempire la nostra piazza e a sostenere la campagna elettorale amministrativa come segno di riconoscenza.


Come può un paese aprirsi al cambiamento con questi metodi coercitivi e ricattatori?


Può un cittadino “onesto” pensare che improvvisati “politici” possano avere una qualche etica nella gestione del pubblico denaro?


Quanto è accaduto nelle scorse elezioni non è altro che la prosecuzione dei vecchi metodi di sempre che riproducono la solita spartizione dei posti di lavoro.


I soliti “avvoltoi” non si lasciano sfuggire nessuna occasione per aprirsi al più avvilente clientelismo.


Da parte nostra diciamo basta alla mortificazione delle coscienze: non è più possibile anteporre:


Il denaro a tutto!


La nostra Comunità sta andando a rotoli perché non esistono più regole, se non quelle stabilite dai soliti “ignoti”.

Vedasi la vicenda degli abusi edilizi denunciati in queste settimane. Sembra siano coinvolti direttamente e/o indirettamente anche dei nostri amministratori.

Si proprio quei Signori che dovrebbero essere per i Cittadini di Isola delle Femmine modello di onestà lealtà trasparenza legalità rispetto e responsabilità per la funzione che ricoprono.

Un domani saremo tutti corresponsabili perché è questo modello di agire politico amministrativo che stiamo trasmettendo alle nuove generazioni.


Non comprendiamo il perché quando arriva nel nostro paese un’impresa o comunque una qualche attività imprenditoriale, si debba consumare questa pratica deteriore, che vede predominare la logica della spartizione tra “eletti”.


Si può chiedere al Sindaco una vigilanza politica attorno a queste situazioni, alla magistratura poi il compito di individuare ipotesi di reato.



E non solo quello relativo al voto di scambio.




Comitato Cittadino Isola Pulita


Beghe di Paese?

Questa mattina mi sono recato presso la stazione dei Carabinieri di Isola delle Femmine e in un colloquio avuto con Il Comandante della Stazione mi è stato riferito: che non è stata presentata nessun tipo di denuncia, esposto querela o “delazione”, sulla mia persona o di un componente della mia famiglia.
L’incontro di cui ringrazio il Comandante, è stato da me caldeggiato a seguito di notizie FATTE di proposito circolare in paese, per una mia presunta violazione delle norme edilizie.


Ancora una volta i Cittadini di Isola delle Femmine si possono rendere conto che gli autori di tali “accanimenti e/o persecuzioni” contro chiunque ostacoli le “cose loro”, inficia (eufemismo), fa venir meno il significato della Responsabilità,della Legalità e del Rispetto delle Regole (la mia bussola) che dovrebbe indurre gli organi preposti ad individuare comportamenti univoci e programmati per rendere più equa e soprattutto efficace la battaglia verso questo modo di fare assai diffuso e illegale.


Pino Ciampolillo

mercoledì 21 ottobre 2009

CANALE 5 E IL GIUDICE MESIANO


CANALE 5 E IL GIUDICE MESIANO
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Dopo il discusso servizio sul giudice andato in onda a Mattino 5



Brachino: «Mi scuso con Mesiano e lo aspetto in studio»



Il giornalista di Canale 5: «Basta insulti». Il ministro Alfano: «Ma quella di Berlusconi non è diritto di serie B»


MILANO - «Chi mangia fa molliche. Il servizio sul giudice RaimondoMesiano, andato in onda giovedì scorso, non è stato un capolavoro. Di questo me ne assumo tutte le responsabilità. Mi scuso quindi con Mesiano e mi impegno a non trasmettere più quelle immagini. Io non ho alcuna paura di scusarmi». Così il direttore di Videonews, Claudio Brachino, torna sulla vicenda al centro delle polemiche, cioè il servizio sul giudice Mesiano trasmesso da Mattino 5 firmando un pezzo su Il Giornale. Brachino reagisce agli «insulti» che gli sono piovuti addosso, e definisce «inaccettabile» la reazione di Repubblica. In più invita il giudice a venire in trasmissione affinchè possano essere a lui rivolte tre domande.


LE DOMANDE - Brachino è intervenuto a Mattino 5 durante la rubrica «Controcanto». Ha preferito leggere un testo, rinunciando alla sua consuetudine di parlare a braccio. «Faccio alcune doverose precisazioni - ha esordito -, siccome nel weekend abbiamo ricevuto una valanga di critiche si si accettano a differenza degli insulti. Chi mangia fa molliche, dicevano i vecchi giornalisti. Questo significa che tra i tanti servizi trasmessi da una testata, ci si concentra su quelli un po' più sfortunati. E il servizio andato in onda giovedì scorso non appartiene certo alla categoria dei capolavori. E me ne assumo come direttore tutte le responsabilità». Sul merito di un singolo servizio - ha aggiunto Brachino - si può discutere all'infinito. Questo fa parte della libertà di critica come fa parte della libertà di stampa criticare un magistrato. Alcuni termini usati nel testo hanno offeso Mesiano. Io mi scuso con lui. A me le scuse non fanno paura. Per me, la sensibilità di una persona viene prima del ruolo sociale e delle discussioni sul diritto di cronaca e del diritto alla privacy. Mi impegno quindi a non trasmettere più quelle immagini». Il direttore ha invitato però anche le voci critiche a fare lo stesso: il riferimento è alle reti Sky e a Raitre, che esprimono il loro dissenso ritrasmettendole continuamente, «trasformando così il rimedio in qualcosa di più grave della malattia».


LE STRAVAGANZE - Brachino in diretta a Mattino 5 ha precisato che non c'è stato alcun pedinamento, spiegando come quel servizio ponesse una domanda: «la cosiddetta promozione a orologeria del giudice Mesiano, a pochi giorni dalla sentenza sul lodo Mondadori, era davvero per indiscussi meriti professionali?». In più, il direttore di Videonews ha sottolineato la rilevanza del magistrato come personaggio pubblico e per questo ha trasmesso le immagini che lo riprendono in alcuni momenti della sua vita quotidiana. Non c'è però - ha precisato Brachino - alcuna valutazione politica nè giuridica, così come non sono stati usati «epiteti infamanti». Resta quella che il direttore ha definito una semplice battuta, quando vengono definiti stravaganti gli ormai famosi calzini azzurri. È qui Brachino ha rinviato al dizionario di lingua italiana Zanichelli, dove stravagante sta anche per originale. Poi l'attacco a Repubblica: «è inaccettabile la reazione di questo giornale. Non è forse lo stesso che ha pubblicato le immagini della villa del premier con ospiti internazionale colti in frangenti in cui non si poteva neanche discutere del colore dei calzini. E non è forse lo stesso che ha pubblicato le immagini del bagno della residenza romana del presidente del Consiglio rubate con un telefonino?». Brachino, al termine del suo editoriale, ha invitato il giudice Mesiano in studio per potergli presentare le proprie scuse e contestualmente rivolgergli tre domande: «la promozione è meritata o è un premio politico per una sentenza che di fatto va contro il premier? Le idee politiche di un giudice, per quanto legittime, come agiscono sulla sua serenità e indipendenza? È vero che nel processo civile non serve un collegio di tre magistrati, ma non «stravagante» decidere su una somma di 750 milioni di euro senza avvalersi di tecnici e consulenti?».


IL MINISTRO ALFANO - «Per me le scuse di Brachino chiudono un caso, ma ne aprono platealmente un altro: il diritto alla privacy vale solo se c'è di mezzo un magistrato? Solo in quel caso il diritto alla privacy prevale sul diritto di cronaca, e quando di mezzo c'è il diritto dei comuni cittadini e del capo del Governo?». Lo ha detto all'Adnkronos il ministro della Giustizia Angelino Alfano, parlando delle polemiche su Mesiano. «Sono semprte stato un sostenitore del diritto alla privacy -ha proseguito Alfano, a Palermo per inaugurare un progetto al carcere Pagliarelli- un diritto che è di ciascun cittadino e non solo dei magistrati. Oggi anche il Pd si è accorto dell'esistenza di questo diritto, però se ne è accorto solo per difendere l'ormai famoso esponente di una potente corporazione come quella dei magistrati. E se ne è accorto anche il segretario del Pd che domenica ha usato i calzini turchesi nella sua campagna elettorale per l'elezione alla segreteria nazionale del partito». «Una privacy elettoralistica? -si chiede ancora Alfano- spero di no. La privacy non è un diritto a corrente alternata, a seconda di chi sia la vittima della sua violazione. Nel nostro Paese centinaia di migliaia di cittadini sono stati intercettati senza essere direttamente coinvolti nelle indagini. I loro nomi, spesso i loro affetti, sono stati pubblicati sui giornali e senza ragione. Del loro interesse e della salvaguardia della privacy si sono occupati il Governo e la maggioranza, ma con l'ostilitá dell'opposizione».


TOPOLANEK - Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ricorda poi, parlando con l'ADNKRONOS, la vicenda del primo ministro della repubblica ceca, Mirek Topolanek, fotografato nella tenuta estiva di Silvio Berlusconi in Sardegna: «nel nostro paese -ha detto- un capo di governo straniero è stato fotografato all'interno della residenza privata del presidente del Consiglio dei Ministri e nessuno si è indignato. Piuttosto, qualcuno si è indignato della legittima indignazione del presidente Berlusconi che difende la propria privacy». «Si è frugato, usando ogni metodo -ha proseguito- nel privato del presidente del Consiglio in omaggio al diritto di cronaca: anche in questo caso la privacy è stata considerata un diritto di serie b. Noi abbiamo sempre considerato uguali e di pari rango tre diritti costituzionali: quello alle indagini, quello alla privacy e quello di cronaca. Spero che lo sfoggio dei calzini turchesi coincida con la promozione in serie a del diritto alla riservatezza e alla privacy anche quando il problema riguarda il comune cittadino o il leader del governo». E ha concluso: «Spero che non sia l'ennesima prova che la sinistra sta sempre e comunque dalla parte dei magistrati e non dei cittadini».






http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_19/bachino-risposta-mesiano_9c014296-bc88-11de-9662-00144f02aabc.shtml

venerdì 16 ottobre 2009

SENTENZA VERANDA ISOLA DELLE FEMMINE


C.G.A. 5 agosto 1993, n. 291


  • Art. 20 L.R. 4/2003, liberalizzando tutta una serie di opere interne, dispone che “in deroga ad ogni altra disposizione di legge, non sono soggette a concessioni e/ o autorizzazioni, né sono considerate aumento di superficie utile o di volume, né modifica della sagoma della costruzione, la chiusura di terrazze di collegamento oppure di terrazze non superiori a metri quadrati 50 e/o la copertura di spazi interni con strutture precarie”.


  • Il quarto comma dello stesso art. 20 precisa che “Ai fini dell'applicazione dei commi 1, 2 e 3 sono da considerare strutture precarie tutte quelle realizzate in modo tale da essere suscettibili di facile rimozione”


http://www.lexambiente.it/article-print-5432.html




Repubblica Italiana

In nome del Popolo Italiano

Il Tribunale Amministrativo Regionale Sede di Palermo

Seconda Sezione ha pronunciato la seguente sentenza


N 945/07 Reg Sent N 18 Reg Gen

ANNO 2007

ai sensi dell’art. 9 della l. n. 205/2000


sul ricorso R.G. N. 18/07 proposto da ROMANO Nunzio, rappresentato e difeso, giusta procura a margine del ricorso, dagli avv.ti Salvatore Federico e Cristiano Bevilacqua, presso il cui studio in Palermo, via Campolo n. 92, è elettivamente domiciliato,


CONTRO


il Comune di Isola delle Femmine, in persona del Sindaco pro tempore, non costituito in giudizio,


PER L'ANNULLAMENTO


-dell’ordinanza n. 54 del 16 ottobre 2006, con la quale è stata disposta la demolizione di opere edilizie abusive.


VISTO il ricorso introduttivo del giudizio;


VISTA la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato;


Relatore Presidente Nicolò Monteleone;


Udito all’udienza camerale del 13 marzo 2007 il difensore del ricorrente, come da verbale;


VISTI l’art. 21, decimo comma, e l’art. 26, quarto e quinto comma, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, come rispettivamente modificati dall’art. 3 e dall’art. 9 della legge 21 luglio 2000, n. 205, che consentono al giudice amministrativo, adito in sede cautelare, di definire il giudizio con "sentenza succintamente motivata”, ove la causa sia di agevole definizione nel rito o nel merito;


CONSIDERATO che il ricorso si appalesa fondato sotto il profilo di censura dedotto con il primo motivo d’impugnazione, in quanto per le opere in questione in data 28 dicembre 2005 era stata presentata apposita istanza di autorizzazione in sanatoria ex art. 20 della legge reg.le 16 aprile 2003, n. 4 e, per costante giurisprudenza, deve ritenersi illegittima l'ordinanza di demolizione di opere edilizie abusive qualora il Comune non si sia previamente ed esplicitamente pronunciato sulla domanda di sanatoria presentata antecedentemente dall'interessato, quantomeno per evitare di vanificare a priori l'interesse al rilascio del titolo abilitativo in sanatoria e, pertanto, l'inconveniente consistente nel demolire un'opera, per poi consentirne la ricostruzione in base a concessione edilizia, nel caso in cui sussistano i presupposti per il suo rilascio (Cons. Stato, sez. V, 14 giugno 1994, n. 654; C.G.A. 5 agosto 1993, n. 291; T.A.R. Campania, sez. IV, 20 ottobre 2003, n. 12925, 16 maggio 2005, n. 6205; T.A.R. Sicilia, sez. III, 17 giugno 2005, n. 993, 25 novembre 2005, n. 6317, 16 maggio 2006, n. 1119);


- che, ciò stante ed assorbito quant'altro, il ricorso deve essere accolto, con conseguente annullamento del provvedimento impugnato;


- che, in relazione alla natura della controversia, si ravvisano giusti motivi per compensare tra le parti le spese del giudizio;


P.Q.M.


Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Sezione terza, accoglie il ricorso in epigrafe indicato e, per l'effetto, annulla il provvedimento impugnato.


Spese compensate.


Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Amministrazione.


Così deciso in Palermo, nella Camera di consiglio del 13 marzo 2007, con l'intervento dei Signori Magistrati:


- Nicolò Monteleone

- Presidente - estensore

- Cosimo Di Paola

- Consigliere

- Giovanni Tulumello

- Primo Referendario

Depositato in Segreteria il 22.3.2007

Il Direttore

Maria Rosa Leanza


http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Palermo/Sezione%202/2007/200700018/Provvedimenti/PA_200700945_SE.DOC

TAR Calabria, Reggio Calabria – Sentenza 20 maggio 2009, n. 344
Ai sensi dell’art. 3, co. 1, D.l.vo 19 agosto 2005 n. 195, l'autorità pubblica deve rendere disponibile, l'informazione ambientale detenuta a chiunque ne faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il proprio interesse, nella specie, peraltro, manifestato e sussistente nel fatto di aver stipulato contratto di somministrazione di acqua potabile con il Comune. L’art. 2 (“Definizioni”) del medesimo D.l.vo n. 195 cit. chiarisce che per “informazione ambientale” si intende “qualsiasi informazione disponibile in forma scritta, visiva, sonora, elettronica od in qualunque altra forma materiale concernente: 1) lo stato degli elementi dell'ambiente, quali l'aria, l'atmosfera, l'acqua, il suolo, il territorio … 3) le misure, anche amministrative, quali le politiche, le disposizioni legislative, i piani, i programmi, gli accordi ambientali e ogni altro atto, anche di natura amministrativa, nonché le attività che incidono o possono incidere sugli elementi e sui fattori dell'ambiente di cui ai numeri 1) e 2)”. Orbene, i controlli che il Comune deve effettuare ai sensi del D.l.vo 2 febbraio 2001 n. 31, e più esattamente degli artt. 6 e segg. (l’art. 5, citato in ricorso, si occupa, invece, dei cc.dd. valori di parametro), possono annoverarsi tra le misure amministrative che incidono sullo stato dell’acqua e sono, quindi, accessibili. 24-7-2009

Tribunale di Palermo, Sezione III Penale – Ordinanza 22 giugno 2009

Legittimazione processuale in presenza di danno ambientale - “Le Associazioni di protezione dell’ambiente, ivi comprese quelle a carattere locale non riconosciute ex art. 13 legge 8 luglio 1986, n. 349, possono intervenire nel processo e costituirsi parti civili, in quanto abbiano dato prova di continuità della loro azione, aderenza al territorio, rilevanza del loro contributo, ma soprattutto perché formazioni sociali nelle quali si svolge dinamicamente la personalità di ogni uomo, titolare del diritto umano all’ambiente”. (v. Cass. Sez. 3, n. 9837 dell’1 ottobre 1996, Locatelli).24-09-2009

TAR Calabria, Reggio Calabria – Sentenza 20 maggio 2009, n. 343

L’art. 3, co. 1, D.l.vo 19 agosto 2005 n. 195 precisa che l'autorità pubblica deve rendere disponibile l'informazione ambientale detenuta a chiunque ne faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il proprio interesse. Nella specie, peraltro, il richiedente - come prima riferito - ha palesato l’interesse sotteso all’acquisizione dell’informazione.01-09-2009

TAR Sicilia, Palermo, Sezione III – Sentenza 14 luglio 2009, n. 1292

Pronuncia relativa ad una controversia riguardante un provvedimento di demolizione di opere edili basato sul presupposte che le stesse fossero state realizzate su area appartenente al demanio marittimo. 10.10.2009

Consiglio di Stato, Sezione IV – Sentenza 24 marzo 2009, n. 1765

Il principio secondo cui l' art. 2 primo comma L. 19 novembre 1968 n. 1187, che ha fissato entro il limite temporale del quinquennio l'efficacia delle prescrizioni dei piani regolatori generali « nella parte in cui incidono su beni determinati ed assoggettando i beni stessi a vincoli preordinati all'espropriazione od a vincoli che comportino l'inedificabilità », si riferisce ai vincoli che producano una pressoché totale ablazione del diritto di proprietà, essendo tanto intensi da annullare o ridurre notevolmente il valore degli immobili cui si riferiscono, ivi compresa l'ipotesi di imposizione temporanea di inedificabilità fino all'entrata in vigore dei piani particolareggiati, per la cui redazione non sia fissato alcun termine finale certo.31-08-2009


TAR Puglia, Lecce, Sezione I – Sentenza 23 maggio 2009, n. 1289

Il Collegio rileva che l’obbligo giuridicamente rilevante per l’amministrazione comunale di provvedere alla integrazione del piano regolatore generale nelle parti decadute ai sensi dell’art 2 della legge 19.11.1968, n.1187 è adeguatamente soddisfatto nella fattispecie concreta, ove si è in presenza della determinazione ad avviare il complesso procedimento di pianificazione idoneo a culminare nel varo di uno strumento urbanistico generale inedito, quale può essere considerato il P.U.G. per un territorio precedentemente dotato di Piano di Fabbricazione. L’assunto è tanto più vero quando il procedimento urbanistico in questione ha già superato la fase preliminare della stesura del cd Documento preliminare e programmatico che , com’è noto, contiene le linee generali di indirizzo da impiegare nella adozione del nuovo strumento di governo del territorio.25-08-2009

http://88.57.244.243/elencoatti.php?codice_area=2&codice_categoria=1







Cristiano Bevilacqua: L'URBANISTICA NELLA SUA EVOLUZIONE
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MONITORAGGIO ABUSIVISMO EDILIZIO
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LICENZA EDILIZIA LA FATA MARIA ANTONIA TOIA


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LICENZA EDILIZIA POMIERO


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LICENZA EDILIZIA BRUNO ROSARIO GRECH


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LICENZA EDILIZIA IN SANATORIA GAMBINO GIOVANNI


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LICENZA EDILIZIA IN SANATORIA VASSALLO ANTONIETTA


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LICENZA EDILIZIA IN SANATORIA RIZZO PROVVIDENZA


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LICENZA EDILIZIA IN SANATORIA DI LORENZO EMANUELE


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LICENZA EDILIZIA IN VARIANTE CARDINALE ORAZIO


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LICENZA EDILIZIA SCALICI GIUSEPPE


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LICENZA EDILIZIA TINNIRELLO


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LICENZA EDILIZIA GIAMBONA


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LICENZA EDILIZIA LO BELLO /RALLO


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Ordinanze Ufficio Tecnico Comunale:

ORDINANZA N. 57.pdf