domenica 31 maggio 2009

PRENDI I SOLDI E SCAPPA


PRENDI I SOLDI E SCAPPA


IL PROFESSORE GASPARE PORTOBELLO SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE PENSA CHE LA DETERMINA DI CUI ALL'OGGETTO NON NECESSITI DI ALCUN COMMENTO E SCONSIGLIA VIVAMENTE QUALCHE MALE INTENZIONATO A COLLEGARE LA CITATA DETERMINAZIONE CON LE CRITICHE E LE ACCUSE CHE EGLI IL SUO FIDO DR. MARCELLO CUTINO E IL GRUPPO TUTTO DI PROGETTO ISOLA HANNO VIVACEMENTE E PREPOTENTEMENTE RIVOLTO IN MANIERA OFFENSIVA ALL'INDIRIZZO DEL CONSIGLIERE AVVOCATO GIUSEPPE PAGANO
"...APPROPRIATOSI INDEBITAMENTE DI UNA INDENNITA' DI CARICA DI VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO...."
IL SINDACO COMUNICA CHE PUR ESSENDO STATE EMESSE DAL COMUNE DUE INDENNITA' (RIFERENTESI ALLO STESSO PERIODO) PER LA CARICA DI VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO (AVV. PAGANO E CAPITANO LUCIDO) LA ATTIVITA' E' STATA ESPLETATA DAL SOLO AVVOCATO GIUSEPPE PAGANO.
IL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE HA PAGATO DUE INDENNITA' A FRONTE DI UNA SOLA PRESTAZIONE?

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE


DETERMINAZIONE DEL CAPO SETTORE


N° 174 del 29.05.2009

Oggetto: Liquidazione a saldo indennità di fine mandato, ai sensi dell'art 12 del decreto presidenziale 19/2001.

IL CAPO SETTORE


Premessso che in data 28.05.2009 è stata acquisita al protocollo 710/int la nota del SINDACO con la quale viene richiesta l'erogazione del saldo dell'indennità di fine mandato.


Visto l'art 12 del D. Pres. N 19/2001, che pervede che al Sindaco spetta un indennità di fine mandato pari ad una mensilità per ogni anno di mandato, commisurata all'indennità media percepita nel periodo del mandato;


Preso atto che il di questo Comune ha percepito un'indennità mensile di Euri 1.718,51 per il periodo giugno 2004 – maggio 2005 e un indennità mensile di Euri 1.422,73 per il periodo giugno2005 – maggio 2009;


Rilevato pertanto che l'indennità di fine mandato complessiva, calcolata secondo quanto previsto dal citato art 12 del D.P. n. 19/2001 (un'indennità mensile per ogni anno di mandato, commisurata all'indennità media percepita negli anni del periodo del mandato) ammonta ad Euri 7.489,43;


Considerato che con determinazione del Vice Sindaco n 26 del 20.7.2009, si è provveduto ad erogare al Sindaco Professore Gaspare Portobello l'indennità di fine mandato maturata nel periodo giugno 2004- giugno 2007, per un importo pari a Euri 4.603,97;


Ritenuto pertanto, dover erogare al Sindaco Professore Gaspare Portobello la somma di Euri 2.885,46 a saldo e conguaglio dell'indennità di fine mandato spettantegli per il periodo giugno 2004 maggio 2009;

DETERMINA

  1. Erogare, per i motivi espressi in narrativa, al Sindaco di questo Comune, professore Gaspare Portobello, l'indennità di fine mandato ai sensi dell'art 12 del D.Pres n 19/2001, calcolata come sopra, pari a Euri 2.885,46, a saldo e conguaglio di quanto sopra dovuto per il periodo giugno 2004 maggio 2009, tenuto conto di quanto già liquidato giusta determinazione n 26/2007

  2. Impegnare la somma suddetta di Euri 2.885,46 sul cap 14 dell'intervento 1.01.01.03 “Sindaco, Assessori, Presidente e Vice Presidente del Consiglio” del c.B. Che presenta la necessaria disponibilità.

  3. Dare mandato all'Ufficio ragioneria di emettere il conseguente mandato di pagamento in favore del Sindaco Professore Gaspare Portobello.


    Imp. n. 653/2009

    Si attesta la regolarità contabile e la relativa copertura finanziaria







Il Sindaco Portobelllo Gaspare puntando il dito verso il balcone ove generalmente pronuncia il suo discorso elettorale urla:


“ Stefano Bologna devi dire alla cittadinanza di Isola delle Femmine chi ti ha sostenuto finanziariamente nella campagna per le elezioni regionali del 2001?”


“ Stefano Bologna confessa alla cittadinanza i nomi dei “finanziatori” della tua candidatura alle elezioni provinciali del 2003”.


“ Stefano Bologna e poi vieni a dirci che proprio tu hai sventato un tentativo di estorsione a proposito della storia dell'Ufficio del genio civile di Trapani. Ma a chi vuoi farla bere questa favola


Stefano Bologna?”


I tantissimi cittadini ancora estasiati dai meravigliosi racconti delle avventure dell' Indiana Jones (al secolo VicePresidente del Consiglio nonché Capitano Lucido Lucido Lucido il vero l'originale) restano increduli dalle pesantissime domande che il Sindaco Portobello poneva al Suo ex amico nonché suo vicesindaco Stefano Bologna.


I cittadini attoniti attendono invano la risposta da un balcone che non dà alcun segno di vita, ed in assenza di risposte cominciano le riflessioni dei Cittadini da cui sorgono spontanee delle domande.




Il Professore Portobello ammette di aver amministrato con un Sindaco che aveva alle spalle moltissimo prima del 2001 un “FINANZIATORE” elettorale.




Una piccola parentesi Signor Sindaco Gaspare Portobello a proposito del 2001 anno di concessione della licenza edilizia illegittima (vedasi interrogazione Presidente Commissione Ambiente Senatore Sodano) concessa alla Italcementi per la costruzione, quale ruolo svolgeva Lei Professore Portobello all'interno della giunta Bologna?


Parlando di anni anni anni mi sorge spontanea una domanda “Avevate i calzoncini corti quando avete inziato a precepire le indennità di carica?”


Scusi dell'interruzione, dicevamo.




Immaginando l'arguzia e la perspicacia del Nostro Sindaco Gaspare Portobello, mi chiedo se eventalmente si è posto delle semplici domande durante tutti questi anni che ha amministrato con Stefano Bologna:


Perchè il “finanziatore”ci ha finanziato? Quali vantaggi ne ha ricavato?


In caso di risposta affermativa, il nostro Sindaco Portobello che ha amministrato con il suo ex amico Stefano Bologna in tutti questi anni si è forse chiesto:


Chi è il NOSTRO “finanziatore”?




In caso di risposta affermativa, il nostro Sindaco Portobello che ha amministrato con il suo ex amico Stefano Bologna in tutti questi anni si è putacaso chiesto:


Nelle elezioni amministrative del 2004, ove sono stato eletto Sindaco quale ruolo avevano i Nostri “finanziatori”? Oppure si sono dissolti come neve al sole?




In caso di risposta affermativa, il nostro Sindaco Portobello che ha amministrato con il suo ex amico Stefano Bologna in tutti questi anni e che ha deciso di candidarsi a capo di una “nuova” lista Progetto Isola si è semplicemente chiesto:


In questa tornata elettorale con chi si sono posizionati i NOSTRI finanziatori?




Inutilemnte i Cittadini hanno atteso sino a notte fonda, dal Sindaco Professore Gaspare Portobello risposte che non son giunte:


Conoscendo la Sua propensione alla riflessione ed alla meditazione su una qualsiasi risposta siamo certi che il Nostro Sindaco Gaspare Portobello sarà in grado di fornircele ed in maniera esaudiente


alla nostra voglia di trasparenza, di democrazia ma soprattutto di non illegalità e con il convincimento che anche a isola delle Femmine non esistono ZII

mercoledì 20 maggio 2009

SICILIA: SORBELLO, NESSUNA AUTORIZZAZIONE PER RADAR WIND-SHEAR

Lo Curto Sorbello Cutino ...


SICILIA: SORBELLO, NESSUNA AUTORIZZAZIONE PER RADAR WIND-SHEAR


Palermo 20 Maggio 2009 ore 18,06



ASCA Palermo, 20 mag - ''Nessuna autorizzazione alla realizzazione del radar meteorologico (TDWR - Terminal Doppler Weather Radar) e' stata rilasciata dall'assessorato regionale Territorio e Ambiente''.

Lo ha ribadito l'assessore regionale siciliano Pippo Sorbello incontrando stamani il comitato ''No radar a Isola delle Femmine'' negli uffici dell'assessorato, aggiungendo che al momento esiste soltanto un parere di del Consiglio Regionale Urbanistica unicamente all'autorizzazione, in variante allo strumento urbanistico generale.

''Per quanto attiene agli aspetti di carattere sanitario - prosegue Sorbello - che sono di competenza di altri soggetti istituzionali, qualora dovessero emergere rischi per la salute umana, e' mio fermo impegno di procedere tempestivamente alla rivisitazione delle autorizzazioni rilasciate. Inoltre l'Assemblea Regionale Siciliana, nella seduta del 30 aprile 2009, ha approvato un ordine del giorno che impegna il Presidente dell'ARS ad istituire una Commissione d'inchiesta al fine di stabilire se il luogo dove sara' posto il sistema radar sia da considerarsi area sensibile e che eventualmente possa essere riconsiderato il sito per l'installazione del radar. A cio' si aggiunga la necessita' di acquisire il parere dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente in merito alla compatibilita' del progetto con i limiti di esposizione all'inquinamento elettromagnetico. Infine, se fosse necessario, revocheremo il parere del Consiglio Regionale Urbanistica anche alla luce del fatto che il sito prescelto per l'installazione del radar e' lo stesso individuato nel febbraio di due anni fa e sancito con un protocollo d'intesa dove realizzare un acquario marino. Un progetto inserito nelle opere triennali della Provincia regionale di Palermo e che ha gia' un finanziamento di 80 milioni di euro della Comunita' Europea''.

''In ogni caso - ha concluso l'assessore - nessun apparato trasmittente sara' autorizzato e installato nel territorio siciliano e a Isola delle Femmine, se non nella massima sicurezza per la salute della popolazione residente.

Ribadisco che verranno messi in atto tutti gli strumenti, in raccordo con l'amministrazione comunale e i comitati cittadini, necessari per garantire il diritto alla salute e la tutela dell'ambiente.




dod/rg/ss Asca


http://www.asca.it/regioni-SICILIA__SORBELLO__NESSUNA_AUTORIZZAZIONE_PER_RADAR_WIND-SHEAR-399078-sicilia-16.html

ACQUARIO MARINO A ISOLA DELLE FEMMINE
http://isolapulita.blogspot.com/2007/02/assessorato-regionale-al-territorio-e.html
le scuse del comitato "no radar a isola delle femmine" a sorbello e alla lo curto eleonora per le accuse a loro rivolte dal presidente della commissione ambiente di isola delle femmine in un comizio nella piazza centrale di isola al suo fianco il sindaco gli assessori aiello giucastro impastato e tutta la lista progetto isola

sabato 16 maggio 2009

COMUNICATO STAMPA SORBELLO NO RADAR A ISOLA DELLE FEMMINE


LE SCUSE DEL COMITATO "NO RADAR A ISOLA DELLE FEMMINE" A SORBELLO E ALLA LO CURTO ELEONORA PER LE ACCUSE A LORO RIVOLTE DAL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE AMBIENTE DI ISOLA DELLE FEMMINE IN UN COMIZIO NELLA PIAZZA CENTRALE DI ISOLA AL SUO FIANCO IL SINDACO GLI ASSESSORI AIELLO GIUCASTRO IMPASTATO E TUTTA LA LISTA PROGETTO ISOLA













SICILIA: SORBELLO, NESSUNA AUTORIZZAZIONERADAR A ISOLA DELLE FEMMINE

(ASCA) -- Palermo, 15 mag - ''Nessuna autorizzazione alla realizzazione del radar meteorologico (TDWR - Terminal Doppler Weather Radar) e' stata rilasciata dall'assessorato regionale Territorio e Ambiente''. Lo sottolinea l'assessore regionale siciliani all'Ambiente, Pippo Sorbello, che aggiunge: ''Al momento esiste soltanto una variante urbanistica (che non significa parere di conformita' urbanistica) che rappresenta un atto secondario rispetto al procedimento principale di competenza delle autorita' sanitarie. Infatti, come abbiamo sempre fatto, teniamo in primo piano la salute dei cittadini e le nostre azioni saranno sempre improntate ad evitare qualsiasi nocumento ai danni della popolazione e dell'ambiente connessi a problematiche inerenti l'elettromagnetismo''.

Il fenomeno del wind-shear, oggetto di una estesa sperimentazione, si caratterizza per le repentine variazioni di direzione ed intensita' del vento nelle aree aeroportuali, che possono creare criticita' negli atterraggi e decolli degli aeromobili. Tale fenomeno e' oggetto di approfonditi studi a livello internazionale. ''Ma - ricorda Sorbello - nessuna sperimentazione nel territorio siciliano potra' arrecare danno alla salute delle popolazioni. Stiano tranquilli gli abitanti di Isola delle Femmine (PA) e del circondario che verranno messi in atto tutti gli strumenti, in raccordo con l'amministrazione comunale e la cittadinanza, necessari per garantire il diritto alla salute e la tutela dell'ambiente''.

dod/rg/bra (Asca)




Coordinamento "no radar a Isola delle Femmine"





Allegato B
Seduta n. 380 del 28/10/2003



TESTO AGGIORNATO AL 29 OTTOBRE 2003







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...


INFRASTRUTTURE E TRASPORTI


Interpellanze urgenti (ex articolo 138-bis del regolamento):

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro per le politiche comunitarie, per sapere - premesso che:
nel dicembre del 1994 il Consiglio Europeo a Essen ha deciso la realizzazione di 14 progetti prioritari in materia di trasporti;
nel 2001 la Commissaria europea Loyola de Palacio ha presentato una prima revisione dell'accordo di Essen;
conseguentemente, nel giugno del 2003 il Comitato presieduto da Karel Van Miert ha presentato l'elenco di 29 progetti prioritari da finanziare, tra i quali figura il Corridoio V;
il Presidente della B.E.I., alla quale è affidato il finanziamento di tali progetti, in una intervista il 19 ottobre 2003 a Il Sole 24 Ore ha affermato che si starebbe predisponendo una short list delle opere prioritarie da finanziare, e che il Corridoio V quasi sicuramente non sarebbe inserito tra le priorità immediatamente finanziabili;
la realizzazione del Corridoio V è fondamentale per lo sviluppo del Veneto e del Friuli per la realizzazione della Torino-Lione, nonché per sviluppare i rapporti politici ed economici con i nuovi Paesi aderenti all'Unione europea e in generale con tutta l'Europa orientale -:
se il Governo italiano intenda intervenire affinché il Corridoio V venga inserito nelle priorità decise dalla Unione europea.
(2-00950) «Vianello, Banti, Giovanni Bianchi, Bimbi, Bova, Bressa, Camo, Carbonella, Coluccini, Fumagalli, Galeazzi, Grotto, Iannuzzi, Kessler, Tonino Loddo, Lucà, Maran, Martella, Merlo, Mosella, Nannicini, Olivieri, Pinza, Reduzzi, Ruzzante, Santagata, Stradiotto, Tanoni, Vernetti, Zani, Zanotti, Adduce, Borrelli, Caldarola, Calzolaio, Cazzaro, Chianale, Crisci, Duca, Gasperoni, Giacco, Giachetti, Giulietti, Guerzoni, Letta, Lettieri, Lolli, Mancini, Mariotti, Maurandi, Minniti, Nieddu, Nigra, Oliverio, Panattoni, Pappaterra, Pasetto, Piglionica, Quartiani, Raffaldini, Rava, Rotundo, Ruggieri, Sabattini, Sandi, Sandri, Sasso, Tidei, Trupia, Vigni».

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, per sapere - premesso che:
la più grande struttura di immagazzinamento ferroviario d'Europa, quella sita a Borgo Cervaro nella città di Foggia, sembrerebbe destinata alla chiusura per volontà della direzione di Treni Italia;
tale impianto, che si estende su una superficie di venti ettari tra capannoni e impianti meccanizzati, aperto appena dieci anni fa dalle ex Ferrovie dello Stato, costò oltre 200 miliardi di vecchie lire e avrebbe






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dovuto garantire, secondo i programmi previsti, l'approvvigionamento di materie prime e pezzi di ricambio all'intero sistema ferroviario nazionale;
se tale decisione fosse attuata si determinerebbe, in un territorio già afflitto da enormi problemi di disoccupazione e chiusura di piccoli e medi impianti, una nuova battuta di arresto sul fronte dello sviluppo e la perdita di un importante impianto che, se opportunamente riconvertito, potrebbe garantire numerosi posti di lavoro nella provincia di Foggia -:
se e quali notizie si abbiano in merito alle decisioni della società Treni Italia di arrivare alla chiusura dell'impianto di immagazzinamento di Borgo Cervaro;
quale sarebbe l'origine di questa mutata strategia industriale da parte della Società Treni Italia e per quale motivo si vorrebbe chiudere un impianto che è costato 200 miliardi di vecchie lire invece di pensare ad una sua eventuale riconversione;
se non ritenga necessario adoperarsi affinché possa essere rivista la decisione di chiudere l'impianto, che sarebbe un altro colpo durissimo alle aspirazioni di sviluppo della città di Foggia e della sua provincia;
quali sarebbero le intenzioni della Società Treni Italia nei confronti degli attuali cinquanta addetti all'impianto di Borgo Cervaro;
se questa decisione è collegata alla volontà ormai manifesta di non procedere in tempi rapidi all'ammodernamento dell'intera linea ferroviaria della regione Puglia;
se e come, dopo le tante disattese dichiarazioni rese in questo senso, il Governo intenda seriamente intervenire per garantire lo sviluppo nella regione Puglia e in quali tempi si intenda arrivare all'ammodernamento del sistema ferroviario, viario e portuale della regione medesima.
(2-00952) «Di Gioia, Boato».

Interpellanza:

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:
l'ENAV da oltre un decennio ha installato sull'aeroporto di Punta Raisi un dispositivo per la rilevazione di un particolare e pericolosissimo fenomeno meteorologico legato alla variazione improvvisa e inaspettata del vento a bassissima quota, meglio conosciuto come fenomeno di wind shear, protagonista di gravi incidenti aerei che nel mondo hanno provocato, purtroppo, numerose vittime;
il giorno 27 settembre del 1989 l'aeroporto di Palermo ha rischiato una terribile disgrazia, per fortuna conclusasi senza vittime, per l'incidente occorso ad un MD 80 dell'Alitalia che, apprestandosi a decollare, veniva invece sbattuto di nuovo sulla pista di decollo per l'improvvisa e inaspettata comparsa di wind shear;
già la Commissione di Monitoraggio Sicurezza Operativa Aeroportuale istituita con decreto ministeriale 30-T 1o marzo del 1999 aveva denunciato, senza mezzi termini, la pericolosità dell'aeroporto di Palermo Punta Raisi dovuta alla mancanza di un impianto di rilevazione del wind shear, richiamandone la particolare rilevanza ai fini della sicurezza dei voli;
a seguito del rapporto della Commissione, ENAV di punto in bianco rendeva operativo l'impianto sperimentale installato, per disattivarlo poi quasi immediatamente per la completa inaffidabilità dei dati che forniva, tanto da costringere le associazioni professionali dei piloti e dei controllori di volo a denunciare pubblicamente lo stato di fatto e richiedere una verifica da parte di ENAC;
il 7 aprile del 2001 un Boeing 737 proveniente da Lione, durante l'avvicinamento all'aeroporto di Palermo, subendo l'avaria di parte dei comandi di volo, richiedeva di usare la pista più lunga per l'atterraggio, ma essendo stato informato della presenza di wind shear, poi rivelatosi






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infondata, era costretto ad atterrare su quella più corta dove, fortuna e perizia dell'equipaggio, consentivano all'aereo di non uscire fuori pista;
il 24 novembre 2002 il volo Air Europe Linate-Palermo delle ore 20 a seguito di violente folate di scirocco che hanno generato il wind shear, ha perso repentinamente quota per ben due volte e solo la grande perizia del pilota ha consentito un atterraggio senza danni a passeggeri e cose;
già dal febbraio 2001 le associazioni professionali dei controllori di volo avevano ritenuto totalmente inaffidabile sin dai primi minuti di operatività l'impianto precipitosamente messo in funzione a seguito della denuncia della Commissione di Sicurezza Operativa Aeroportuale anzidetta;
a seguito delle ispezioni effettuate a più riprese da ENAC fin dal 2001, la mancata presenza di un idoneo sistema di rilevazione del wind shear sull'aeroporto è stata ritenuta pericolosa e critica ai fini della sicurezza, tanto che con numerosi richiami ed un nutrito carteggio da parte del Dipartimento Sicurezza dell'ENAC, è stato sollecitato ad ENAV un provvedimento urgente;
per le peculiarità proprie dell'aeroporto, che ne individuano tratti orografici specifici, e per molti versi singolari, ENAV aveva deciso di condurre nel 2002 un ulteriore test bed sull'aeroporto mediante l'utilizzazione di tecnologie molto più avanzate e già sperimentate con successo in altri aeroporti del mondo, per poi inspiegabilmente cancellare il progetto mantenendo l'attuale pericolosità dell'aeroporto e non tenendo conto di quanto sollecitato da ENAC per la risoluzione della criticità;
la società GESAP, gestore dell'aeroporto di Palermo Punta Raisi, risultati vani i tentativi e i solleciti ad ENAV per l'installazione di un sistema di rilevazione di wind shear sull'aeroporto, al fine comunque di aumentare il livello di sicurezza dell'aeroporto, e per risolvere la criticità rappresentata da ENAC attraverso le sue ispezioni, ha fin dal 2001 richiesto ad ENAC l'autorizzazione ad installare impianti composti di rilevazione già sperimentati con successo in altri aeroporti del mondo e dei quali esiste ampia certezza nell'affidabilità dei dati forniti, autorizzazione che ENAC non ha mai rilasciato benché al contempo abbia sollecitato la risoluzione della criticità evidenziata dai suoi team ispettivi;
molto più recentemente GESAP, benché abbia nuovamente ribadito ad ENAC la richiesta di autorizzazione ad installare un sistema affidabile per la fornitura ai piloti di informazioni essenziali, ad oggi non ha ricevuto alcuna autorizzazione a farlo e l'aeroporto rimane senza un ausilio indispensabile alla sicurezza dei voli, predisposto per garantire l'incolumità dei viaggiatori, in dispregio del fatto che da altre venti anni, numerose commissioni e ispezioni ne hanno ribadito l'assoluta ed urgente necessità;
nei giorni scorsi l'aeroporto di Palermo Punta Raisi è stato oggetto di condizioni temporalesche che connesse alla singolare orografia dell'aeroporto, hanno messo i velivoli nella condizione di operare senza alcuna informazione preventiva sullo stato del wind shear e che l'approssimarsi della stagione invernale non potrà che aumentare la probabilità di comparsa del fenomeno -:
se il Ministro non intenda disporre una commissione di inchiesta per accertare le ragioni per le quali ENAC ha negato fino ad oggi a GESAP l'autorizzazione ad installare sull'aeroporto impianti di rilevazione del wind shear, evidenziando però al contempo e contraddittoriamente, la pericolosità dello scalo dovuta proprio alla mancanza dell'impianto di rilevazione;
che cosa intenda fare il Ministro per porre fine ad una sperimentazione oramai inutile che ENAV conduce da oltre venti anni senza alcun successo e stabilire che l'aeroporto, teatro di terribili disgrazie nel






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passato, possa finalmente raggiungere il livello di sicurezza che gli compete per garantire ai cittadini la sicurezza di uno dei maggiori scali aeroportuali europei.
(2-00953) «Fallica, Mormino, Baiamonte, Amato, Stagno d'Alcontres, Grimaldi, Palumbo, Giudice, Gazzara, Germanà, Sardelli, Lazzari, Paoletti Tangheroni, Tarantino, Cossiga, Romoli, Saro, Lenna, Muratori, Fontana, Milanese, Arnoldi, Casero, Di Teodoro, Blasi, Verro, Zanettin, Palma, Saponara, Bertolini, Perlini, Pinto, Aracu, Carlucci, Michelini, Nicotra, Scherini».

http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed380/bt34.htm

Treu: soccorsi tempestivi. I politici: subito l' agenzia per la sicurezza


I piloti dell' Anpac: servono controlli per la sicurezza sulle piccole compagnie




LE REAZIONI Treu: soccorsi tempestivi. I politici: subito l' agenzia per la sicurezza I piloti dell' Anpac: servono controlli per la sicurezza sulle piccole compagnie MILANO - Come era prevedibile il disastro di Genova scatena polemiche politiche su un tema come quello della sicurezza del volo da anni rovente nel nostro Paese ma rimasto comunque drammaticamente irrisolto. Il ministro dei Trasporti Treu dopo aver precisato in Parlamento che ancora non sono note le cause dell' incidente aggiungeva che "e' stata nominata una Commissione secondo le regole". Per le 27 persone sopravvissute e' stata determinante la prontezza d' intervento nei soccorsi. "Ci sono stati quattro minuti decisivi", ha ricordato il ministro subissato dalle interpellanze. Mentre Giorgio Bornacin di Alleanza nazionale chiedeva di far luce sulle strategie di Alitalia che affitta i voli a compagnie minori come Minerva, Terracini e Grillo di Forza Italia volevano sapere se le norme di sicurezza nello scalo genovese sono all' altezza dell' importanza dell' aeroporto. Cesare De Piccoli dei Ds sottolineava l' urgenza di arrivare all' istituzione dell' agenzia per la sicurezza e in proposito Eduardo Bruno del Pdci e Domenico Tucillo del Ppi domandavano perche' il provvedimento e' ancora fermo tra la presidenza del Consiglio e il Senato. Quante volte negli ultimi dieci anni si sono ascoltate a Montecitorio simili richieste? La gestione della sicurezza dell' aviazione da noi sembra una chimera. Ancora si vola con un codice della navigazione che risale al 1942 quando negli aerei si adoperava il legno. Una legge all' inizio degli anni Ottanta accoglieva delle norme imposte dall' organizzazione internazionale dell' aviazione civile ma a distanza di quasi vent' anni non sono state ancora assimilate dal famoso Codice e quindi i piloti che li rispettano volano quasi nell' illegalita' . Tra i fatti "non accaduti" c' e' appunto la tragicommedia dell' agenzia per la sicurezza del volo. Il Parlamento europeo imponeva nel 1994 di costituire entro due anni un organismo specifico. Da noi il tempo scadeva inutilmente mentre volavano tra i diversi enti interessati (dal Cnr al ministero dei Trasporti) bozze che servivano esclusivamente ad animare tavole rotonde. Solo il 23 dicembre scorso il Consiglio dei ministri approvava un decreto che provocava la nascita, sulla carta, dell' attesissimo ente. Ma si trattava solo di "un oggetto misterioso che si aggirava per le stanze del Palazzo", come lo definiva l' agenzia di stampa Air Press. Perche' i contenuti erano ignoti mentre l' unico aspetto che emergeva erano le ipotesi sull' organigramma (presidente e 4 membri del collegio direttivo) e l' attribuzione delle poltrone spartite tra i ministeri di Grazia e Giustizia, dei Trasporti e degli Interni. "Dove sono gli esperti aeronautici che devono guidare le indagini in caso di incidenti in un mondo tecnologico cosi' sofisticato come l' aviazione?" si chiede Danilo de Judicibus dell' Anpac, l' associazione nazionale dei piloti e relatore di una delle tante famose bozze. Il nuovo ente, comunque, quando prendera' forma si occupera' soltanto di analisi degli incidenti e non di valutazione generale della sicurezza e della prevenzione. Questi aspetti rientrerebbero nei compiti del neonato Enac (ente nazionale dell' aviazione civile) uscito dalla fusione tra il vecchio organismo Civilavia e il Registro aeronautico italiano. "Cosi' abbiamo creato degli organismi - spiega de Judicibus - che stabiliscono le regole e contemporaneamente si controllano. Il Parlamento europeo aveva stabilito che l' ente della sicurezza dovesse essere autonomo e indipendente e invece il nostro dipendera' dal ministero dei Trasporti. Inoltre - aggiunge - non si e' risolto il problema della divisione tra le indagini giudiziarie e quelle tecniche". Ma i piloti si dimostrano anche preoccupati per la nascita delle piccole compagnie che come la Minerva vivono dei voli concessi da grandi compagnie. "In linea di principio siamo contenti che si creino nuovi posti di lavoro - dice Francesco Barbato, responsabile in Anpac degli aspetti tecnici e della sicurezza - ma non si puo' nascondere che un pericolo per la sicurezza esista come hanno dimostrato diversi incidenti negli Stati Uniti. Le piccole societa' per sopravvivere devono conquistare fette di mercato e da qualche parte devono rosicchiare nelle spese. Per questo ci preoccupiamo ed esigiamo le necessarie garanzie". Cordoglio per le vittime e' stato espresso dal presidente del Consiglio D' Alema e dal presidente della Camera Violante. Giovanni Caprara ----------------------------------------------------------------- LE PISTE MALATE LA MAPPA La mappa degli aeroporti (sopra) dimostra come il panorama della sicurezza abbia bisogno di notevoli interventi. Negli ultimi anni diversi adeguamenti sono stati fatti ma questo rivela solo che fino agli inizi degli anni ' 90 la situazione era ancora piu' grave. "Ora gli scali sono sicuri ma migliorabili" afferma diplomaticamente il comandante Niki Snider portavoce dell' Anpac, l' associazione dei piloti. Da anni, ad esempio, si discute dell' installazione delle apparecchiature per scoprire il pericoloso wind shear, cioe' quelle raffiche violente di vento capaci di schiacciare al suolo un velivolo in decollo o in atterraggio. Ma solo adesso il governo sembra deciso a materializzare le promesse a Palermo, Catania, Reggio Calabria e Genova aggiungendo che dopo arriveranno anche negli altri aeroporti italiani.


Caprara Giovanni


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(26 febbraio 1999) - Corriere della Sera