mercoledì 1 luglio 2009

Isola delle Femmine Radr meteo o acquario marino?


Respinto il ricorso al TAR Comune di Isola delle Femmine
Manifestazione Cittadina organizzata Coordinamento "No Radar a Isola delle Femmine"

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TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE SEDE PALERMO



Num. Reg. Gen.: 1765/2009


Data Dep.: 22/10/2009



Sezione: 3



Oggetto del ricorso: AUTORIZZAZIONE IN VARIANTE ALLO STRUMENTO URBANISTICO DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE PER LA REALIZZAZIONE DI UN RADAR



Istanza di fissazione:

Istanza di prelievo: NO



Ricorrenti:

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE



Resistenti:

ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO AMBIENTE

CONSIGLIO REGIONALE DELL'URBANISTICA

DIRIGENTE GENERALE DELL'ASSESSORATO TERRITORIO E AMBIENTE

ENAV SPA





Avvocati

Nome: GIUSEPPE Cognome: SPINELLI

AVVOCATURA DISTRETTUALE PA

Nome: SAVERIO Cognome: LO MONACO





Atti Depositati

Deposito 05/11/2009 Parte ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO AMBIENTE

Atto Depositato ATTO > DI COSTITUZIONE




Deposito 30/10/2009 Parte ENAV SPA

Atto Depositato MEMORIA > DI COSTITUZIONE




Deposito 22/10/2009 Parte COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

Atto Depositato DOMANDA > FISSAZIONE UDIENZA



Deposito 22/10/2009 Parte COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

Atto Depositato RICORSO




Provvedimenti

Esito RESPINGE Tipologia ORDINANZA SOSPENSIVA

Data Provvedimento 09/11/2009 Numero 200901038

Decreti


Nessun decreto



Udienze

Data fiss. udienza: 06/11/2009

Tipologia udienza: CAMERA DI CONSIGLIO

Relatore: FEDERICA CABRINI

Tipologia del relatore: CONSIGLIERE

Tipologia componente: PRESIDENTE

Terzo componente: MARIA CAPPELLANO

Tipologia componente: REFERENDARIO

http://www.giustizia-amministrativa.it/WEBY2K/DettaglioRicorso.asp?val=200901765


W I N D S H E A R

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*I siciliani si mobilitano contro l'ecomostro di niscemi
*Manifestazione contro l'installazione del radar a isola delle femmine
*Isola Pulita richiede convocazione consiglio comunale aperto e per ...
*Siamo contro l'installazione del radar Rilevazione Wind Shear dannoso alla salute
*FIRMA LA PETIZIONE “no radar a Isola delle Femmine”
*Onorevole Signor Presidente della Repubblica Isola Pulita scrive al Presidente
*Stop all'installazione dell'antenna della ............. a isola ...
*ASSESSORE REGIONE SICILIA SORBELLO STOP ALL'ANTENNA DELLA MORTE*INSIEME CE LA FAREMO CONTRO LA LOBBY DELL'ANTENNA KILLER A ISOLA DELLE FEMMINE
*COMUNICATO STAMPA SORBELLO NO RADAR A ISOLA DELLE FEMMINE
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*Isola delle Femmine Radar meteo o acquario marino?



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Isola delle Femmine: Rdar meteo o acquario marino?
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La trasparenza come strumento di controllo legge 15 marzo 2009
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ITALCEMENTI: CRISI ECONOMICA E CONSEGUENZE OCCUPAZIONALI
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RIFIUTI POLITICA E SERVIZI SEGRETI
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Commissione Edilizia Comunali Sentenze
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Radar contro Città della scienza dubbi sull’ex base della Marina

di Luca Insalaco
mercoledì 1 luglio 2009













Antenna per rilevare il wind shear da un lato, parco marino dall’altro. In ballo 80 mln di €. Due progetti completamente differenti in programma per lo stesso sito

PALERMO – Radar meteo o acquario marino? La destinazione dell’ex base della Marina militare italiana di Isola delle Femmine è un dilemma. L’area, come si ricorderà, è stata individuata dall’Enav per l’installazione dell’antenna Tdwr (Terminal doppler weather radar), un potente radar per il rilevamento e il monitoraggio del wind shear, fenomeno atmosferico particolarmente presente a Punta Raisi, che insidia gli aerei in fase di decollo e atterraggio. Alla vigilia della tornata elettorale, l’Assessorato regionale Territorio e ambiente, accogliendo le richieste del comitato “No radar”, ha stoppato l’iter autorizzativo per consentire tutti gli accertamenti sanitari e sull’impatto ambientale del progetto. Una decisione che, per il momento, ha rasserenato la popolazione, poco propensa a barattare la sicurezza dei voli con la propria salute.


Il sito, però, già nel 2007 era stato scelto per farvi sorgere una delle più imponenti “città della scienza” d’Europa, per lo studio e la tutela della flora e della fauna del Mediterraneo, con annessi acquario, percorso ambientalistico, stazione di biologia marina e ostello della gioventù nelle vicinanze dell’aeroporto palermitano. Tra i partner del progetto, firmatari di un protocollo d’intesa, gli assessorati regionali Turismo e ambiente, la Provincia regionale di Palermo, Arpa Sicilia, il Comune di Isola delle Femmine, l’Università di Palermo, Confindustria Sicilia, Tecla e Unimed Servizi.


“L’intervento di Confindustria Sicilia – fu il commento di Ettore Artioli, allora vicepresidente dell’associazione degli industriali per il Mezzogiorno - mira a promuovere la nascita, attorno a questo centro scientifico-turistico internazionale, di un sistema che, fra strutture di ricerca, attività ricettive e indotto dei servizi, sia capace di assorbire circa tremila persone”.


Lo studio preliminare fu inserito dalla Giunta Musotto nel Piano triennale delle opere pubbliche, per l’anno 2008, con un importo di 80 milioni di euro, fondi europei, e affidò a due tecnici l’incarico di redigere lo studio di fattibilità. Adesso l’opera è stata inserita nel Piano triennale delle opere pubbliche, attualmente in Consiglio provinciale, per l’anno 2010. La spesa prevista è di 50 milioni di euro, contro gli 8 milioni di euro, anche in questo caso fondi comunitari, in ballo per l’antenna meteo. Uno dei due progetti è probabilmente di troppo.


http://www.qds.it/index.php?id=708












Sei gallerie dentro la montagna



Sei gallerie nel cuore della montagna, profonde fino a 800 metri. Un eliporto nascosto dal bosco. Un canale che passa sotto l' autostrada e arriva a mare. Ecco la base Nato di Isola delle Femmine, il deposito di armi e munizioni (quali non si è mai saputo) che si affaccia sul tratto di autostrada fra le due gallerie: per cinquant' anni gli automobilisti hanno visto soltanto due militari dentro una garitta. Il mistero è rimasto protetto da una folta vegetazione e dalla montagna. L' operazione trasparenza è arrivata ieri mattina. Per la prima volta i cancelli sono stati aperti a un rappresentante delle istituzioni civili, è il sindaco di Isola delle Femmine Stefano Bologna che aveva chiesto di essere rassicurato sull' effettivo smantellamento della struttura. L' operazione trasparenza è stata decisa in tutta fretta dai vertici militari dopo un articolo di "Repubblica" che informava delle denunce presentate dal deputato Giovanni Ferro e dai pacifisti su strani movimenti di camion attorno alla base. L' appuntamento è per le 11.30. All' ingresso, sulla statale 113, il sindaco incontra due marescialli della Capitaneria di porto, i comandanti dei carabinieri di Isola e Torretta. Poco dopo arrivano anche due ispettori della Digos. Il corteo, tre auto in tutto, si avvia lungo la strada della montagna. La stampa resta invece al cancello, niente autorizzazione. La caserma all' ingresso ha porte e finestre sbarrate da ormai dieci anni. Il cancello da cui si accede alla base è invece sempre rimasto aperto, vigilato con discrezione da una pattuglia. La delegazione intrattiene il sindaco per mezz' ora. Poi, all' uscita, è il momento del bilancio. I marescialli della Marina e dei carabinieri vanno via, resta solo la Digos all' improvvisata conferenza stampa. «Mi hanno rassicurato che nelle gallerie dentro le montagne non c' è più nulla da anni. Sono convinto che sia proprio così», esordisce il sindaco Bologna. «Io stesso ho visto gli ingressi delle sei gallerie chiuse ermeticamente con delle sbarre di acciaio arrugginite». Al primo cittadino è stato spiegato che il deposito non è più ufficialmente della Nato ma della Marina militare che l' ha affidato in custodia alla Capitaneria di porto di Palermo. «Il personale di vigilanza - dice il primo cittadino - è addirittura civile, e opera senza armi. Unico scopo del servizio è impedire l' azione dei vandali». La base nacque negli anni Cinquanta. Quella vallata nascosta fra Pizzo Mollica e monte Raffo Rosso è una postazione unica. Da ieri, grazie al sopralluogo del sindaco Bologna, sappiamo esattamente cosa c' è alla fine del percorso che si inerpica sulla galleria autostradale di Isola delle Femmine. Dopo circa duecento metri, si trova il primo tunnel-deposito. Porta sbarrata: l' effettiva dimensione e le strutture che ospita sono ancora segreti militari. «La galleria più piccola è di 80 metri, la più grande di 800», è stato spiegato dai sottufficiali della Capitaneria a Stefano Bologna. Si arriva quindi a un bivio. La strada che sale verso la montagna conduce a un magazzino e alle restanti gallerie. L' altro percorso è in direzione della grande conca. è lì l' eliporto. Attorno ci sono alcune casermette: una era adibita al corpo di guardia, composto da una ventina di militari che si alternavano alle garitte. «Ho visto piccole strutture prefabbricate», spiega il sindaco. Dove fosse la base comando non si sa. Forse dentro le gallerie? Lì Bologna non è potuto entrare. Dalla conca, poi, è ben visibile un canale che arriva al mare, passando sotto l' autostrada. - Salvo Palazzolo

Va in affitto l' ex base Nato ecco le gallerie dei misteri



Per anni abbiamo visto quel militare sulla galleria dell' autostrada di Isola delle Femmine, armato come se fosse in guerra. Provavamo a scrutare oltre, ma c' era sempre un bosco che sembrava di un' altra regione a coprire la montagna. Tutti gli altri boschi attorno a Palermo venivano cancellati dalle villette, il bosco di Isola no. Poi, un giorno di cinque anni fa, il militare non salì più sulla garitta blindata. E tutti si chiesero che fine avesse fatto. Ognuno aveva la sua storia: dicevano che nel ventre della montagna c' era una polveriera, oppure un deposito non si sa di cosa. Qualcuno era passato dai portici di via Ruggero Settimo e aveva incrociato i cartelloni dei pacifisti: su Isola c' era il simbolo della Nato e di un deposito di munizioni. Quando nessuno lo sapeva, trent' anni fa, Peppino Impastato aveva fotografato uno strano elicottero che atterrava dentro il bosco. Per entrare oltre il segreto militare che nessun civile ha mai potuto attraversare, è stata necessaria a Repubblica un' autorizzazione della Marina. «La base è stata dismessa dalla Nato nel 2000 e adesso è tornata al Demanio», dice il capitano di fregata Francesco Maugeri mentre attraversiamo il cancello sulla strada statale di Isola, quasi all' ingresso del paese. «La futura utilizzazione non sarà militare - precisa l' ufficiale - la Marina ha già comunicato di non essere interessata alla struttura. Al momento, noi ci limitiamo a custodire i luoghi». La strada è tutta in salita e comincia subito ad arrampicarsi sulla montagna. Ci scortano gli uomini che hanno in custodia la struttura: il corteo di auto procede lentamente su una curva mozzafiato che passa sulla galleria dell' autostrada e finisce alla garitta del militare che non c' è più. Da quel punto il corteo può accelerare: la strada sembra tutta dritta, fino al bosco che si vede in lontananza, il bosco che nasconde il mistero. C' è un silenzio irreale attorno. All' improvviso non si vedono più neanche le auto che sfrecciano sull' autostrada. Da un lato c' è la montagna, dall' altro il mare e l' isolotto delle Femmine che sembra di poter toccare con un dito. Peppino Impastato aveva fatto la foto giusta: nel bosco c' è un grande eliporto. Ci vogliono cento e più passi per percorrere solo un lato del quadrato dipinto con le strisce bianche: è l' unica vera porta per entrare dentro la base. Dal cielo. Adesso la montagna è lì, davanti all' eliporto, e appare nel suo vero aspetto. Il segreto è rimasto protetto per cinquant' anni da una gola: fra le pareti ricoperte di reti antimassi sale una strada intervallata da due piazzole. Si comincia a vedere una grande apertura dentro la montagna, se ne intravede anche un' altra. I custodi della base spiegano che sono l' ingresso delle gallerie. La base ne ha sei: la più piccola è di 650 metri, la più lunga di 950. Ci avviciniamo. Un cancello sbarra l' ingresso alla galleria numero uno. Sopra c' è il simbolo della Nato. Ovunque le scritte sono in italiano e inglese. L' enorme macchinario che alimenta il sistema di aerazione del tunnel appare in ottimo stato. Si può provare a guardare oltre il cancello: c' è un corridoio di trenta metri, dal quale si dipartono i due rami della galleria. Inutile chiedere alle guide cosa ci fosse dentro. Non rispondono. Nell' 86 il ministro della Difesa Spadolini provò a rassicurare che nel ventre della montagna non c' erano testate nucleari. Ma il deputato della Sinistra indipendente Giovanni Salatiello insisteva: «Elicotteri sbarcano armi pericolose dalle navi della Sesta Flotta ferme al largo». Doveva esserci un gran fermento fra queste gallerie. Mi spiegano che qualunque cosa portassero dentro, utilizzavano muletti elettrici. Sparse dietro il bosco sono rimaste delle casermette, ma nessuna ha l' aria di una centrale operativa. Forse, la consolle di comando è rimasta dentro la montagna. La strada che sale nel ventre della roccia porta alle altre gallerie. «La base nacque negli anni Cinquanta - spiega il comandante Maugeri - all' epoca c' erano solo quattro aperture. Nel ' 92 furono iniziati i lavori per gli altri due tunnel, poi completati nel ' 97». Eccoli, sono quelli più alto, e anche i più profondi. La guerra fredda era finita da un pezzo, eppure la Nato continuava a scavare nelle montagne alle porte di Palermo per sistemare altre armi e munizioni. C' era davvero una polveriera sotto la città, e nessuno lo sapeva. Qualcuno a Isola provava a protestare, ma la protesta durava una notte, il tempo necessario ai militari per chiudere gli ingressi al paese e far passare colonne di camion sulla statale. Fra i ricordi della Guerra fredda c' è anche l' arrivo di una nave americana al porticciolo del paese, due volte all' anno. Nessuno ha mai saputo cosa scaricassero alla base. Da quassù, quasi a toccare Pizzo Mollica e Monte Raffo Rosso, parte un canale: passa sotto l' autostrada e va a finire a mare. I pescatori raccontano di quella maledetta primavera di vent' anni fa: le motovedette blindarono il mare davanti al canale. Qualcuno disse che venivano giù proiettili, a causa dell' alluvione. Altri sostennero che le armi salivano. Oggi lo sbocco a mare del canale è una discarica. «La zona della base, sotto la vigilanza della Marina, è rimasta intatta dal punto di vista naturalistico - tiene a dire Francesco Maugeri - e le gallerie sono state sigillate dopo un' accurata bonifica. Continuiamo a tutelare l' area fino a quando non arriverà un nuovo proprietario». Ecco il punto. Il Comune di Isola ha lanciato la proposta di annettere i 450 mila metri quadrati dell' ex struttura militare alla riserva di Capo Gallo. Anche l' Ismett, l' istituto trapianti, ha chiesto notizie sulle gallerie. Per il momento non ci sono altri pretendenti. Non resta che guardare ancora una volta lo spettacolo mozzafiato che si gode dalla grande terrazza sul mare, e sperare che da queste parti non arrivino mai gli speculatori. Altrimenti, meglio che la base resti chiusa per altri cinquant' anni. -


Salvo Palazzolo










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