giovedì 25 marzo 2010

cinque

 

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto. Non ci sono più emendamenti aggiuntivi.

Rimangono l’articolo 6 bis e l’articolo 18 e abbiamo terminato. Il 20 lo votiamo domani.

Onorevoli colleghi, vi invito, come sempre, alla massima puntualità per quanto riguarda la seduta di domani.

La seduta è rinviata a domani, mercoledì 24 marzo 2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine

del giorno:

I - Comunicazioni

II - Discussione dei disegni di legge:

1) - «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati» (numeri 525-528/A) (Seguito)

Relatore: on. Mancuso

 

ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA DISEGNO DI LEGGE “GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI E BONIFICA DEI SITI INQUINATI” (NN. 525-528/A)

 

«Articolo 9

Piano regionale di gestione dei rifiuti e relativi adeguamenti

l. Il piano regionale di gestione dei rifiuti, le modifiche e gli aggiornamenti sono approvati, sentite le province, i comuni e le autorità d’ambito con decreto del Presidente della Regione, su proposta dell’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, secondo il procedimento di cui all’articolo 12, comma 4, dello Statuto regionale e previo esame da parte della competente commissione dell’ Assemblea regionale siciliana. Il piano può essere approvato anche per stralci funzionali e tematici e acquista efficacia dalla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana. Il piano è redatto in conformità a quanto previsto all’articolo 199 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche e integrazioni.

2. Il piano di cui al comma 1 fissa gli obiettivi inerenti ai livelli di raccolta differenziata, indicando altresì le categorie merceologiche dei rifiuti prodotti. Costituiscono parte integrante del piano, il programma regionale per la riduzione dei rifiuti biodegradabili (RUB) di cui al decret legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 (Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti), il programma per la gestione degli apparecchi contenenti PCB di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 209 e successive modifiche e integrazioni (Attuazione della direttiva 96/59/CE relativa allo smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili), nonché i piani per la bonifica delle aree inquinate di cui all’articolo 199, comma 5, del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche e integrazioni, ed altresì, il piano per la bonifica ed il ripristino delle aree inquinate.

3. Il piano regionale di gestione dei rifiuti:

a) definisce le modalità per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata e di recupero di materia, al netto degli scarti dei processi di riciclaggio, per ognuno degli ambiti territoriali ottimali, attraverso l’elaborazione di un documento di indirizzo denominato ‘Linee-guida operative sulla raccolta differenziata’ in grado di supportare e guidare gli enti attuatori nella progettazione di dettaglio ed ottimizzazione dei sistemi di raccolta differenziata, privilegiando la raccolta domiciliare integrata, per il raggiungimento dei livelli minimi così fissati:

1) anno 2010: R.d. 55 per cento, recupero materia 40 per cento;

2) anno 2011: R.d. 60 per cento, recupero materia 45 per cento;

3) anno 2012: R.d. 65 per cento, recupero materia 50 per cento;

b) definisce le modalità per l’accertamento, da parte di ogni Autorità d’ambito, della tipologia,

delle quantità e dell’origine dei rifiuti da recuperare o da smaltire, all’interno dell’ATO di riferimento, anche mediante un sistema che consenta di rilevare gli effetti progressivi della implementazione dei sistemi di raccolta differenziata, mediante analisi del rifiuto urbano residuo (RUR) che diano informazioni sulla composizione dello stesso;

c) fissa i criteri per la classificazione dei materiali presenti nel RUR, non riciclabili né altrimenti recuperabili, in ordine di importanza (ponderale e di pericolosità) al fine di impostare politiche e pratiche locali per la riduzione della immissione al consumo di tali materiali;

d) definisce le modalità attraverso cui assicurare la gestione integrata dei rifiuti urbani non pericolosi all’interno degli ATO;

e) fissa i criteri attraverso i quali assicurare il recupero e lo smaltimento dei rifiuti speciali in luoghi prossimi a quelli di produzione, tenuto conto delle zone di crisi ambientale, al fine di ridurre la movimentazione degli stessi;

f)  fissa i criteri per l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti e i criteri per l’individuazione dei luoghi o impianti idonei allo smaltimento, nonché le condizioni ed i criteri tecnici per la localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti, escluse le discariche, in aree destinate ad insediamenti produttivi;

g) definisce i criteri per la localizzazione degli impianti operativi di selezione della frazione secca a valle della raccolta differenziata, correlandone la potenzialità, la funzionalità e la possibilità di conversione, parziale o totale, alle strategie di raccolta differenziata e di trattamento del RUR;

h) fissa le modalità per la verifica degli impianti di compostaggio e/o di digestione anaerobica

esistenti, della loro coerenza e compatibilità, anche solo parziale, con le strategie di trattamento della revisione del piano, anche in relazione ai fabbisogni di trattamento del rifiuto organico prodotto;

i)  individua le modalità attraverso cui verificare, in ciascun piano d’ambito, sulla scorta del numero e della distribuzione territoriale delle piattaforme CONAI per il ritiro dei rifiuti differenziati già esistenti, la capacità di assorbimento dei rifiuti provenienti da raccolta differenziata integrata, allo scopo di consentirne l’accesso con spostamenti contenuti da parte del soggetto incaricato del servizio di gestione dei rifiuti;

l)  determina, nel rispetto delle norme tecniche statali in materia, disposizioni speciali per rifiuti di tipo particolare, compresi i rifiuti da imballaggio;

m) fissa i criteri per la stima dei costi delle operazioni di recupero e di smaltimento dei rifiuti urbani, nonché per la stima dei costi di investimento per la realizzazione del sistema impiantistico regionale;

n) individua le iniziative dirette a limitare la produzione dei rifiuti ed a favorire il riutilizzo, il

riciclaggio ed il recupero dei rifiuti, anche mediante la realizzazione di campagne conoscitive mirate per richiamare l’attenzione su comportamenti di differenziazione non ancora ottimizzati;

o) descrive le azioni finalizzate alla promozione della gestione integrata dei rifiuti;

p) pone i requisiti tecnici generali relativi alle attività di gestione dei rifiuti, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria;

q) prevede l’esclusione di trattamenti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani che non facciano ricorso a tecnologie atte a garantire i requisiti di efficienza energetica fissati dalla Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio. I trattamenti di incenerimento devono essere classificati come operazioni di recupero e non come operazioni di smaltimento;

r)  definisce l’adeguamento della capacità di discarica dei rifiuti urbani residui, mediante l’ampliamento di discariche esistenti e/o la realizzazione di nuove discariche, sufficienti a soddisfare il fabbisogno stimato per tutto il periodo transitorio di entrata a regime del nuovo sistema di gestione integrata dei rifiuti e comunque almeno per tutto il triennio 2010-2012;

s) prevede il fabbisogno di nuove discariche fino al 2020, sulla base degli obiettivi di raccolta differenziata previsti a regime nella presente legge;

t) individua le modalità specifiche per la gestione integrata dei rifiuti nelle isole minori;

u) fissa l’individuazione dei sistemi di trattamento e smaltimento dei rifiuti e le relative tipologie impiantistiche, con particolare riferimento ai sistemi di pretrattamento di tipo meccanico-biologico o termico preliminari al conferimento in discarica e comunque conformi alle migliori tecnologie disponibili (BAT);

v) determina l”individuazione dei sistemi di pretrattamento del rifiuto urbano residuo (RUR) da predisporre immediatamente in conformità a quanto previsto dal decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 (Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti), privilegiando la realizzazione immediata di sistemi di trattamento meccanico-biologico con ulteriore recupero di materia dalle frazioni di sopravaglio e corredati da centri di analisi del RUR, allo scopo di coordinare l’ottimizzazione progressiva delle raccolte differenziate e dei piani di prevenzione nei rispettivi bacini di competenza.

4. Il piano regionale di gestione dei rifiuti è redatto in sostituzione di quello vigente, ai sensi dell’articolo 199 del decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche, in recepimento della Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio».

 

All’articolo 9:

Emendamento 9.32 (I parte):

Al comma 1 le parole “le Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “le Società di regolamentazione di cui al precedente art. 6”.

Emendamento 9.33:

Al comma 1 è soppresso l’ultimo periodo.

Emendamento 9.10:

Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

“1 bis. La pianificazione regionale definisce i criteri e le modalità per promuovere la programmazione e l’esercizio della gestione integrata dei rifiuti, favorendone la riduzione, le forme di raccolta aggregate dei materiali post consumo, indirizzando le raccolte di materiali singoli o aggregati da destinare al riciclaggio e al recupero in modo omogeneo nel territorio regionale, al fine di generare una filiera industriale del riciclo e del recupero che possa contare su di un flusso certo di materia per qualità e quantità.”.

Emendamento 9.13:

Al comma 3, lettera a), i punti 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:

“1) anno 2010: R.d. 20 per cento, recupero materia 15 per cento;

2) anno 2012: R.d. 40 per cento, recupero materia 30 per cento;

3) anno 2015: R.d. 65 per cento, recupero materia 50 per cento.”.

Emendamento 9.32 (II parte):

Alla lettera b del comma 3 le parole “ogni Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “ogni SRR”.

Subemendamento 9.15.2 all’emendamento 9.15:

Sopprimere le parole da “Il piano deve ...” fino alle parole “legislativa dell’ARS”.

Emendamento 9.15:

Al comma 3 sostituire la lettera r) con la seguente: “r) definisce un piano per l’ampliamento di discariche pubbliche esistenti e/o nuove discariche pubbliche, sufficienti per soddisfare il fabbisogno del conferimento di rifiuti degli ATO per almeno tre anni. Il piano deve prevedere anche le modalità per pervenire a una tariffa unitaria per il conferimento in discarica ed è, entro centoventi giorni, sottoposto al parere della competente commissione legislativa dell’ARS”.

Emendamento 9.4:

Al comma 3 sostituire la lettera u) con le seguenti:

“u) fissa l’individuazione dei sistemi per incrementare l’intercettazione dei rifiuti fin dalle fasi della raccolta e ciò al fine di ridurre il relativo conferimento in discarica; u1) fissa i criteri per il trattamento preventivo dei rifiuti ammessi allo smaltimento in discarica comunque conformi alle migliori tecnologie disponibile (BAT).

Emendamento 9.5:

Al comma 3 sostituire la lettera v) con la seguente:

“v) determina l’individuazione dei sistemi di pretrattamento del rifiuto residuo (RUR) da predisporre immediatamente in ossequio a quanto previsto dal decreto legislativo n. 36/03 in recepimento della Dir. 99/31, privilegiando livelli di trattamento che comportino il minor costo a carico della tariffa ed il maggior vantaggio ambientale”.

Emendamento 9.18:

Al comma 3 aggiunger la lettera w):

“w) stabilisce i criteri e le modalità da adottarsi in tutto il territorio della regione, per la determinazione delle tariffe di conferimento in discarica”;

«Articolo 10 Piano d’ambito

1. Il piano d’ambito definisce il complesso delle attività necessarie a garantire la gestione integrata dei rifiuti urbani nell’ATO di riferimento.

2. Il piano d’ambito è redatto sulla base delle indicazioni del piano regionale di gestione dei rifiuti e nel rispetto dei relativi criteri contenuti.

3. Il piano d’ambito cura altresì:

a) l’analisi dei piani comunali di raccolta differenziata, qualora i comuni appartenenti all’ambito li abbiano già predisposti ovvero la redazione dei piani comunali di raccolta (PCR) ed i piani comunali della raccolta differenziata (PCRD), ivi comprese le modalità di gestione dei centri di raccolta nei comuni (CR);

b) le modalità di gestione, alla scala dell’ATO, dei servizi e degli impianti relativi allo smaltimento, al riciclo ed al riuso dei rifiuti;

c) la descrizione del modello gestionale che si vuole adottare per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata;

d) la descrizione delle fasi temporali in cui il piano si articola, partendo dalla situazione attuale fino alla situazione a regime, dopo il superamento dell’emergenza;

e) la descrizione delle singole fasi in termini di:

1) investimenti (attrezzature, mezzi, impianti);

2) costi gestionali (personale, materiali di consumo);

3) obiettivi di raccolta differenziata;

4) enti coinvolti;

5) popolazione coinvolta in termini di tipologia e di territorio;

6) impianti che si prevedono di utilizzare;

 

 

7) trattamento del rifiuto;

8) sbocco del materiale trattato (riutilizzo);

9) destinazione dei sovvalli;

f)  la descrizione delle fasi economiche correlate alle fasi temporali;

g) l’analisi dei costi, ai fini della loro totale copertura;

h) l’individuazione delle fonti di finanziamento, nonché delle modalità di copertura dei costi non finanziabili o non finanziati;

i)  la descrizione della procedura di controllo del raggiungimento degli obiettivi intermedi e finali del ‘piano’, con la specifica degli indicatori e dei relativi valori di riferimento;

l)  l’impostazione del contratto di servizio, evidenziando lo standard minimo ed i servizi aggiuntivi, comprensivi dei relativi costi, volti a migliorare lo standard;

m)    gli interventi finalizzati all’autosufficienza impiantistica dell’ATO, inclusa la programmazione e la localizzazione degli impianti previsti.

4. L’Autorità d’ambito adotta il piano d’ambito ed il relativo piano economico-finanziario di supporto entro sessanta giorni dalla pubblicazione del piano regionale di gestione dei rifiuti,

trasmettendolo entro dieci giorni all’Assessorato regionale dell’energia e di servizi di pubblica utilità.

L’Assessorato medesimo, entro i successivi novanta giorni, verifica la conformità del piano d’ambito al piano regionale di gestione dei rifiuti. Il termine può essere sospeso soltanto per una volta, ove siano necessarie richieste istruttorie e riprende a decorrere dal ricevimento delle informazioni richieste. Trascorso il termine di novanta giorni, calcolato al netto del lasso di tempo necessario per l’acquisizione delle informazioni supplementari, il piano d’ambito acquisisce piena efficacia.

5. Il piano d’ambito è sottoposto a verifiche ed aggiornamenti. Le variazioni strettamente necessarie all’adeguamento a nuove disposizioni o indirizzi di livello europeo, statale o regionale sono comunicate alla Regione e sono sottoposte alla verifica di conformità.

6. Le previsioni contenute nel piano d’ambito sono vincolanti per gli enti soci, nonché per i soggetti che abbiano ottenuto l’affidamento dei servizi di gestione integrata dei rifiuti.

7. La mancata adozione del piano d’ambito preclude la concessione di eventuali contributi europei, statali e regionali per la realizzazione del sistema di gestione integrata dei rifiuti».

 

All’articolo 10:

Emendamento 10.1:

Al comma 3, lettera e), punto 6) dopo le parole “prevedono di utilizzare” aggiungere le parole “ad integrazione di quelli già esistenti”.

Emendamento 10.11:

Al comma 4 dell’articolo 10 le parole “L’Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “la SRR”.

«Articolo 11 Azioni per la prevenzione della produzione dei rifiuti

1. La Regione, gli enti locali e l’Autorità d’ambito, ai fini di cui all’articolo l, comma l, lettera a), favoriscono e sostengono, attuando quanto previsto nel Piano di Azione del P.O. FESR 2007-2013:

a) azioni e strumenti incentivanti o penalizzanti finalizzati a contenere e ridurre la quantità di rifiuti prodotti o la loro pericolosità da parte di soggetti pubblici o privati;

b) iniziative per la diffusione degli acquisti verdi;

c) campagne informative e di sensibilizzazione rivolte a soggetti pubblici e privati per l’adozione di comportamenti tali da favorire la prevenzione e la riduzione dei rifiuti.

2. La Regione promuove con soggetti pubblici e privati accordi che definiscono specifiche linee di azione per favorire la riduzione della quantità e pericolosità dei rifiuti prodotti, attuando quanto previsto nel Piano di Azione del P.O. FESR 2007-2013.

3. L’Assessore regionale per l’energia e dei servizi di pubblica utilità predispone ulteriori linee guida per indirizzare tutti i soggetti interessati verso le migliori pratiche di prevenzione e riduzione dei rifiuti.

4. La Regione definisce iniziative per l’attivazione degli accordi e dei contratti di programma previsti dall’articolo 206 del decreto legislativo 152/06 e successive modifiche ed integrazioni, nonché per l’introduzione nel territorio dei criteri di fiscalità ecologica di riduzione, prevenzione e minimizzazione dei rifiuti oltre che per stimolare la creazione di nuove imprese nel campo delle nuove tecnologie ambientali, del riciclo e riuso dei rifiuti e dello sviluppo sostenibile e promuovere la realizzazione completa delle filiere produttive per il riciclaggio delle materie da rifiuto.

 

All’articolo 11:

Emendamento 11.6:

Al comma 1 le parole “l’Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “le Società consortili di cui al precedente art. 6 (SRR)”.

«Art. 12.

Azioni per favorire la raccolta differenziata e le forme di recupero

1. La Regione, ai fini del raggiungimento degli obiettivi statali e comunitari in materia, promuove lo sviluppo della raccolta differenziata e del recupero di materia tramite strumenti che riguardano in particolare:

a) azioni e strumenti incentivanti finalizzati a favorire la riorganizzazione del sistema di raccolta differenziata in grado di assicurare alte percentuali di intercettazione, in particolare mediante il sistema di raccolta porta a porta;

b) iniziative incentivanti volte ad assicurare un elevato recupero delle frazioni di rifiuto raccolte in maniera differenziata ed il collocamento sul mercato del materiale riciclato;

c) l’attivazione di forme di comunicazione e sensibilizzazione;

d) la stipulazione di accordi e intese con soggetti pubblici e privati, tra i quali i consorzi nazionali di filiera di cui al decreto legislativo 152/2006.

2. La Regione, indica nel piano di bonifica delle aree inquinate e, più in generale, in tutti gli strumenti di pianificazione interessati al ripristino di particolari aree, gli interventi per i quali può essere impiegata nelle operazioni di ripristino la frazione organica stabilizzata (FOS) proveniente dai sistemi di trattamento prima del conferimento in discarica e le caratteristiche della stessa in rapporto ai livelli di contaminazione stabiliti per i vari siti».

 

All’articolo 12:

Emendamento 12.3:

Il comma 1 è sostituito dai seguenti:

1. In conformità a quanto previsto dall’art. 11 della Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, al fine di attivare idonei strumenti economici finalizzati all’incremento della raccolta differenziata anche attraverso la creazione di nuove opportunità di sviluppo, trovano applicazione:

a) le misure contenute nel D.M. 8 maggio 2003, n. 203, affinché gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico operanti nel territorio della regione coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti dal riuso e riciclo di materie derivanti dalla raccolta differenziata, nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo;

b) le misure contenute nel Piano Nazionale di Azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione, Green Public Procurement (G.P.P.), di cui alla Strategia di Lisbona, approvato con Decreto del Ministero dell’Ambiente dell’11 aprile 2008.

2. Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge il Presidente della Regione, sentite le competenti Commissioni legislative dell’Assemblea regionale siciliana, emana con proprio decreto le disposizioni attuative del precedente comma 1 e quelle necessarie a promuovere le produzioni di beni materiali mediante l’impiego di materie derivanti dalla raccolta differenziata, rispondenti alle operazioni di cui alle lettere b) e c) dell’articolo 4 della Direttiva 2008/98/CE, incluso l’accesso prioritario ad agevolazioni e finanziamenti pubblici, purché tali produzioni utilizzino una quota non inferiore al 30% di rifiuti che devono provenire da raccolta effettuata nella Regione.

3. La Regione promuove, con le reti della media e grande distribuzione di vendita, protocolli d’intesa finalizzati alla riduzione degli imballaggi e dei contenitori monouso, al maggiore impiego di imballaggi riutilizzabili ed alla diffusione di prodotti sfusi con erogatori alla spina, nonché ad ogni altra idonea iniziativa indirizzata alla riduzione, prevenzione e minimizzazione della produzione di rifiuti.

 

 

«Art. 13 Riduzione della produzione dei rifiuti da parte delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti assimilati.

 

Condizioni per il rilascio delle autorizzazioni per le medie e le grandi strutture di vendita.

1. Entro i tre anni successivi alla data di entrata in vigore della presente legge e fatti salvi i contratti di fornitura di beni e servizi eventualmente in corso, la Regione, le province, i comuni e gli altri enti, istituti, società ed aziende soggette alla vigilanza degli stessi, impiegano, per le proprie necessità, carta e cartoni prodotti utilizzando, integralmente o prevalentemente, residui recuperabili, in misura non inferiore al quaranta per cento del fabbisogno. I soggetti di cui al presente comma sono altresì tenuti, entro il medesimo periodo e per la stessa percentuale, ad utilizzare manufatti di plastica riciclata.

2. Ai soggetti di cui al comma 1 è fatto divieto di utilizzare nelle proprie mense, per la somministrazione degli alimenti o delle bevande, contenitori e stoviglie a perdere. I medesimi

soggetti hanno altresì l’obbligo di provvedere alla raccolta differenziata di carta e cartone, cartucce di inchiostro e toner per fotocopiatrici e stampanti, o nastri per macchine da scrivere.

3. L’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità promuove intese e convenzioni con le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici nazionali per incentivare l’uso di carta e cartoni prodotti integralmente o prevalentemente con materie prime secondarie, per promuovere la raccolta differenziata di carta e cartone, cartucce d’inchiostro per fotocopiatrice e stampanti, nastri per macchine da scrivere o quant’altro stabilito dal piano regionale nonché per disincentivare l’utilizzo di contenitori e stoviglie a perdere.

4. Ai fini del rilascio dell’autorizzazione prevista dalla legislazione vigente per le medie e le grandi strutture di vendita, è richiesta la presentazione del bilancio dei rifiuti prodotti e auto smaltiti da parte delle strutture da insediare. Il bilancio è elemento indispensabile ai fini della valutazione del raggiungimento degli standard minimi stabiliti dal piano regionale di gestione dei rifiuti. La priorità fra domande concorrenti in regola con gli standard urbanistici e commerciali, è data, a parità delle altre condizioni, al richiedente che presenta comparativamente, in termini di quantità, il miglior bilancio rifiuti.

5. Nei capitolati per appalti pubblici di opere, di forniture e di servizi sono inserite specifiche condizioni per favorire l’uso di residui recuperabili, secondo le modalità indicate nel piano regionale di gestione dei rifiuti.»

«Art. 14 Potere sostitutivo

 

l. A far data dalla pubblicazione del piano regionale di gestione dei rifiuti, qualora gli enti di cui alla presente legge non ottemperino alle funzioni e ai compiti assegnati, l’Assessore regionale per la funzione pubblica e le autonomie locali, su segnalazione dell’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, dispone, previa diffida, la nomina di commissari straordinari, nei seguenti casi:

a) mancata istituzione delle Autorità d’ambito o mancata elezione degli organi delle stesse Autorità, nei termini previsti dalla presente legge;

b) mancata adozione del piano d’ambito;

c) mancata approvazione dei bilanci delle Autorità d’ambito nei termini previsti;

d) mancato espletamento delle procedure per l’affidamento del servizio e degli adempimenti di cui all’articolo 6, comma 5.

2. Nei casi di cui al comma 1, la nomina del commissario straordinario dà luogo alla decadenza degli organi dell’Autorità d’ambito commissariata e all’avvio delle consequenziali azioni di responsabilità amministrativa ed erariale.

3. Costituisce grave violazione di legge da parte degli enti locali interessati:

a) l’approvazione dei bilanci di previsione in assenza dell’allegato di cui all’articolo 172, comma l), lettera b) del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, con riferimento ai bilanci delle Autorità d’ambito;

b) la violazione degli adempimenti di cui all’articolo 4, comma 2.

4. In presenza delle condizioni di cui al comma 3, l’Assessore regionale per la funzione pubblica e le autonomie locali dispone, previa diffida, la nomina di commissari straordinari e contestualmente dispone la decadenza degli organi delle amministrazioni interessate ai quali debba ascriversi la violazione.

 

5. Per le finalità di cui all’articolo 4, comma 2, lettera c) i commissari straordinari sono autorizzati a disporre variazioni di bilancio, nonché rettifiche delle aliquote TARSU o dei valori della TIA, in coerenza allo standard di cui all’articolo 15, comma 3.

6. A far data dall’entrata in vigore della presente legge, ove a causa delle violazioni di cui al comma 4 o dalla mancata adozione delle ordinanze di cui agli articoli 191 e 192 del decreto legislativo n. 152/2006, derivino situazioni di rischio per l’igiene e la sanità pubblica accertate da parte dell’autorità sanitaria competente per territorio o per materia, l’intervento sostitutivo può essere disposto con decreto del Presidente della Regione, adottato anche in assenza di previa diffida, su proposta dell’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, di concerto con l’Assessore regionale per la funzione pubblica e le autonomie locali. In questo caso, l’eventuale adeguamento della TARSU o della TIA ha luogo con riferimento alla media delle aliquote applicate dalle amministrazioni comunali comprese negli ambiti territoriali ottimali attualmente costituiti. Il commissariamento comporta la decadenza degli organi degli enti ai quali sia da ascriversi l’omissione, nonché l’avvio della consequenziale azione di responsabilità amministrativa ed erariale.

7. Gli oneri conseguenti all’attività del commissario straordinario sono posti a carico dell’ente interessato.»

 

All’articolo 14:

Emendamento 14.21:

Al comma 1, lettera a) sostituire le parole “mancata istituzione dell’Autorità d’ambito” con le parole “mancato espletamento degli adempimenti di cui al comma 2 dell’articolo 7”.

Emendamento 14.20 (I parte):

·         Al comma 1 lettera a) sostituire le parole “Autorità d’ambito” con “SRR” e la parola “Autorità” con “Società”;

·         Al comma 1 lettera c) sostituire le parole “Autorità d’ambito” con “SRR”;

·         Al comma 1 lettera d) sostituire le parole “comma 5” con “comma 6”;

Subemendamento 14.20.1 bis all’emendamento 14.20:

Il comma 2 è sostituito dal seguente:

“2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, lettere b), c) e d) laddove i sindaci ed i presidenti della provincia non diano corso, previa diffida, agli adempimenti necessari, si fa luogo alla nomina di un commissario straordinario che li sostituisce nelle funzioni societarie. Il commissario straordinario provvede, nell’esercizio dei relativi poteri, all’adozione della delibera di decadenza dei rappresentanti degli Enti locali negli organi della società commissariata ed all’avvio delle consequenziali azioni di responsabilità. Il commissario straordinario assume, altresì, le funzioni rivestite dai sindaci e dal Presidente della Provincia nella società di cui all’articolo 6. I commissari straordinari durano in carica dodici mesi e possono essere rinnovati, per una sola volta, per un corrispondente periodo di tempo. Il rinnovo dell’incarico è disposto con decreto dell’Assessore regionale per la Funzione pubblica e per le Autonomie locali, adottato almeno novanta giorni prima della scadenza del mandato commissariale. Nei due mesi antecedenti alla conclusione dell’incarico, il commissario straordinario provvede agli adempimenti funzionali alla ricostituzione degli organi della Società”.

Subemendamento 14.20.2 all’emendamento 14.20:

Al comma 3, lettera b), aggiungere dopo il comma 2 le parole “lettere da a) ad h)”.

Emendamento 14.20 (II parte):

Sostituire il comma 2 con il seguente:

“2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, lett. b, c, d, la nomina del commissario straordinario dà luogo alla decadenza degli organi della Società consortile commissariata e all’avvio delle consequenziali azioni di responsabilità amministrativa ed erariale. Il commissario straordinario assume altresì la titolarità delle funzioni degli organi della società di scopo di cui all’art. 6. I commissari straordinari durano in carica dodici mesi e possono essere rinnovati, per una sola volta, per un corrispondente periodo di tempo. Il rinnovo dell’incarico è disposto con decreto dell’Assessore regionale per La Funzione pubblica e l’Autonomie locali, adottato almeno novanta giorni prima della scadenza del mandato commissariale. Nei due mesi antecedenti alla conclusione dell’incarico, il commissario straordinario provvede agli adempimenti funzionali alla ricostituzione degli organi della Società.”.

Emendamento 14.20 (III parte):

Al comma 3 lettera a) sostituire le parole “Autorità d’ambito” con le parole “Società consortili di cui all’articolo 6”;

Emendamento 14.20 (IV parte):

Il comma 4 è sostituito dal seguente: “4. In presenza delle condizioni di cui al comma 3, l’Assessore regionale per la funzione pubblica e le autonomie locali dispone, previa diffida, la nomina di commissari straordinari e contestualmente dispone la decadenza degli organi delle amministrazioni interessate ai quali debba ascriversi la violazione. I commissari straordinari durano in carica dodici mesi e possono essere rinnovati, per una sola volta, per un corrispondente periodo di tempo. Il rinnovo dell’incarico è disposto con decreto dell’Assessore regionale per la funzione pubblica e le autonomie locali, adottato almeno novanta giorni prima della scadenza del mandato commissariale. Nei due mesi antecedenti alla conclusione dell’incarico, il commissario straordinario provvede agli adempimenti funzionali alla ricostituzione degli organi decaduti.”.

Subemendamenti 14.20.1 bis. 2 e 14.20.5 all’emendamento 14.20:

Dopo la parola “diffida” aggiungere le parole “non inferiore a 90 giorni”; dopo le parole “in carica” sostituire le parole “dodici mesi” con le parole “sei mesi”.

Emendamento 14.20 (V parte):

Al comma 5 sostituire le parole “comma 3” con “comma 4”;

Emendamento 14.20 (VI parte):

Al comma 6 sostituire le parole “comma 4” con “comma 3”;

«Art. 15. Disciplina dell’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti

1 Fatta salva la disciplina transitoria di cui all’articolo 18, il servizio di gestione integrata dei rifiuti è affidato dalle Autorità d’ambito, per la durata e secondo quanto previsto dagli articoli 201 e 202 del decreto legislativo n. 152/2006. Le stesse Autorità provvedono ad individuare, sulla base del piano d’ambito e nel rispetto dell’articolo 23 bis del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modifiche dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, il soggetto incaricato di svolgere la gestione del servizio per tutto l’Ambito Territoriale Ottimale, stipulando e sottoscrivendo con lo stesso un contratto normativo che disciplina le modalità di affidamento, di sospensione e di risoluzione ad opera dei singoli comuni della parte di servizio relativa al territorio dei comuni stessi. La stipula e la sottoscrizione del contratto d’appalto relativo ai singoli comuni compresi nell’A.T.O. hanno luogo fra l’appaltatore e la singola amministrazione comunale, che provvede direttamente al pagamento delle prestazioni ricevute e verifica l’esatto adempimento del contratto.

2. Al completamento del primo triennio di affidamento, e successivamente con cadenza triennale, l’Autorità d’ambito procede alla verifica della congruità dei prezzi rispetto alle condizioni di mercato applicate a parità di prestazioni. Nel caso sia accertato che, a livello nazionale, il costo medio applicato a parità di prestazioni, sia inferiore per non meno del 5 per cento rispetto a quello praticato dal gestore, i comuni possono recedere dal contratto di appalto e provvedere ad un’autonoma organizzazione del servizio sul proprio territorio, salvo che l’affidatario dell’appalto non dichiari la propria disponibilità ad adeguare il corrispettivo alle sopravvenute condizioni finanziarie.

3. Nei casi di cui al comma 2, l’affìdamento da parte del singolo comune è effettuato a condizione che:

a) garantisca il raggiungimento dei medesimi risultati del servizio e livelli di raccolta differenziata, in quantità e qualità, previsti nel piano d’ambito;

b) riassuma a proprio carico il personale a qualsiasi titolo trasferito alle Società ed ai consorzi

d’ambito esistenti alla data di approvazione della presente legge, o corrisponda alla Autorità d’ambito i relativi oneri;

c) assuma a proprio carico la quota parte dei costi generali gravanti sull’Autorità d’ambito per la gestione del medesimo servizio nell’intero ATO.

4. Fino all’approvazione della tariffa integrata ambientale, di cui all’articolo 238, comma 11, del decreto legislativo n. 152/2006, al fine di assicurare l’appropriata copertura dei costi del servizio di gestione integrata dei rifiuti, l’Autorità d’ambito individua uno standard medio al quale è parametrata la tariffa di igiene ambientale o la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per i comuni compresi negli Ambiti Territoriali Ottimali. Nella definizione dello standard si tiene conto del livello di effettiva riscossione dell’ultimo triennio solare. I comuni possono adeguare la TIA o la TARSU allo standard, fermo restando che, nel caso in cui si determini uno scostamento rispetto a quanto necessario a garantire la corretta gestione del servizio, sono comunque tenuti a individuare nel proprio bilancio le risorse finanziarie ulteriori rispetto a quelle provenienti dalla tariffa o dalla tassa, vincolandole alla copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione integrata dei rifiuti.

5. Successivamente alla definitiva determinazione della TIA, con le modalità di cui all’articolo 6, comma 6, laddove il livello dell’imposizione tributaria non sia sufficiente alla copertura dei costi del servizio di gestione integrata nel territorio comunale, i singoli comuni ne dispongono l’incremento ovvero individuano nel proprio bilancio le risorse finanziarie ulteriori, vincolandole alla copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione integrata dei rifiut».

 

All’articolo 15:

Subemendamento 15.17.2 all’emendamento 15.17:

Al comma 1 le parole “per la durata e secondo quanto previsto” sono sostituite dalle parole “secondo le modalità previste”.

Subemendamento 15.17.3 all’emendamento 15.17:

Dopo le parole “Le stesse società” sono aggiunte le parole “avvalendosi degli UREGA”.

Emendamento 15.17 (I parte):

Al comma 1 sostituire le parole:

·         “dalle Autorità d’ambito, per la durata e secondo quanto previsto dagli articoli 201 e 202 del decreto legislativo n. 152/2006. Le stesse Autorità” con “dalle Società consortili di cui al precedente articolo 6 in nome e per conto dei comuni consorziati, per la durata prevista dall’art.  202 del decreto legislativo n. 152/2006. Le stesse Società”;

·         “per tutto l’Ambito Territoriale Ottimale” con “per i comuni consorziati”;

·         “nell’ATO” con “ nella Società consortile”.

Emendamento 15.17 (II parte):

Al comma 2 sostituire le parole “l’Autorità d’ambito” con “Società consortile, anche su segnalazione di singoli comuni”;

·         aggiungere dopo le parole “a livello nazionale” le parole “o regionale” e dopo le parole “i comuni” le parole “fino all’affidamento del nuovo appalto con le modalità di cui al precedente comma 1”.

Emendamento 15.17 (III parte):

Alla lettera b) del comma 3 sostituire:

·         le parole “riassume a proprio carico” con “utilizzi”;

·         le parole “o corrisponda all’Autorità d’ambito” con “corrispondendo alla Società consortile”;

Alla lettera c) sostituire:

·         la parola “assuma” con “mantenga”;

·         le parole “sull’Autorità d’ambito” con “sulla Società consortile”.

Emendamento 15.17 (IV parte):

Al comma 4 sostituire le parole “l’Autorità d’ambito“con “la Società consortile”.

Emendamento 15.18:

Al comma 4 le parole “individua e definizione” sono sostituite dalle parole “indica e indicazione”.

Emendamento 15.19:

Il comma 5 è soppresso.

 

«Articolo 16

Capitolato generale della gestione integrata dei rifiuti

1. Al fine di uniformare nel territorio della Regione il servizio di gestione integrata dei rifiuti, sia

relativamente agli affidamenti, alle gestioni dirette ed alle concessioni esistenti oltreché in ordine a

quelli futuri, il Presidente della Regione entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della

presente legge, con proprio decreto emana un capitolato generale della gestione integrata dei rifiuti

in Sicilia e lo schema di un contratto a risultato per il conseguimento delle percentuali di raccolta

differenziata stabilite dall'articolo 9, comma 3. Entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto

sono adeguati, anche in variante al contratto principale, i capitolati speciali di appalto e i contratti di

servizio in essere tra le società, i consorzi d'ambito e i comuni.

2. Ai fini dell'affidamento della gestione di cui all'articolo 15, l’Autorità d'ambito definisce altresì

un capitolato speciale d'appalto in ragione delle specificità del territorio interessato c delle

caratteristiche previste per la gestione stessa».

 

Comunico che all’articolo 16 sono stati presentati i seguenti emendamenti:

- dagli onorevoli Caronia, Ruggirello e De Luca: 16.1, 16.2, 16.4;

- dagli onorevoli Gucciardi, Ferrara, Vitrano e Picciolo: 16.3.

Comunico che gli emendamenti 16.1, 16.2, 16.4 e16.3, sono stati ritirati. L’Assemblea ne prende

atto.

Pongo in votazione l’articolo 16, nel testo risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario

si alzi.

(E’ approvato)

Si passa all’articolo 17. Ne do lettura:

 

«Articolo 17 Accelerazione delle procedure autorizzative

1. Ai fini della più celere attivazione degli impianti necessari alla gestione integrata dei rifiuti, incluse le discariche, il Dipartimento competente dell’Assessorato regionale per l’energia ed i servizi pubblici adotta le procedure di cui all’articolo 208 del decreto legislativo 152/06 e individua, per ciascuna istanza di approvazione o autorizzazione, un responsabile unico del procedimento.

2. Entro quindici giorni dall’acquisizione dell’istanza, il responsabile del procedimento richiede a tutti i soggetti competenti il proprio parere motivato, da esprimere entro e non oltre tre mesi dalla richiesta. Trascorso infruttuosamente il predetto termine, il parere si intende favorevolmente reso.

3. Il responsabile del procedimento convoca la conferenza di servizi che deve concludere

l’istruttoria entro centocinquanta giorni dalla presentazione della relativa istanza con un parere unico motivato, di assenso o diniego.4 Le conclusioni della conferenza di servizi sono valide se adottate a maggioranza dei componenti.

5. Il provvedimento finale è rilasciato dal competente Dipartimento dell’Assessorato regionale

dell’energia e dei servizi di pubblica utilità e sostituisce ogni altra approvazione e/o autorizzazione di legge, fatte salve quelle di competenza statale».

(E’ approvato)

Comunico che l’articolo 18 momentaneamente non verrà trattato perché è un po’ complesso.

Si passa all’articolo 19. Ne do lettura:

 

«Articolo 19 Rinvio dinamico

1. I rinvii operati dalla presente legge alla legislazione statale si intendono effettuati in senso

dinamico».

(E’ approvato)

 

L’articolo 20, l’entrata in vigore la votiamo all’ultimo per pudore.

 

Comunico che rimangono gli articoli 18, il 20 riguardante l’entrata in vigore, l’articolo 6 bis e gli

articoli aggiuntivi che saranno esaminati domani.

Onorevoli colleghi, abbiamo fatto un buon lavoro, vi ricordo che domani, sempre alle 16, ovviamente, è convocata l’Aula.

Onorevoli colleghi, se siete d’accordo, esaminerei gli articoli aggiuntivi. Grazie onorevoli colleghi

 

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto. Non ci sono più emendamenti aggiuntivi.

Rimangono l’articolo 6 bis e l’articolo 18 e abbiamo terminato. Il 20 lo votiamo domani.  Onorevoli colleghi, vi invito, come sempre, alla massima puntualità per quanto riguarda la seduta di domani.

La seduta è rinviata a domani, mercoledì 24 marzo 2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

I - Comunicazioni

II - Discussione dei disegni di legge:

1) - «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati» (numeri 525-528/A) (Seguito)


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