martedì 16 marzo 2010

Copacabana Isola delle Femmine Di Trapani Mandamento Cinisi

 

…… Ed è un dato ormai processualmente acquisito che, fino a quando il suo capo indiscusso, Gaetano BADALAMENTI, non fu espulso da Cosa Nostra, la famiglia di Cinisi costituiva uno dei più importanti mandamenti della provincia di Palermo, ricomprendendo, oltre al circondario di Cinisi e Terrasini, anche i territori di Balestrate, Carini, Capaci e Isola delle Femmine (cfr. BUSCETTA, MARINO MANNOIA e MUTOLO, nonché DI MATTEO Mario Santo). Successivamente, il mandamento venne sciolto e la famiglia aggregata al mandamento di Partinico, mentre i territori che ne avevano fatto parte furono divisi tra lo stesso mandamento di Partinico e (dopo il 1982) il neo-mandamento di San Lorenzo, dopo la ristrutturazione seguita alla conclusione della sanguinosa guerra di mafia dei primi anni ’80.

In proposito, DI CARLO Francesco ha rivelato che “All’uscita di Gaetano BADALAMENTI, la famiglia è stata sciolta, quella di Cinisi. Ci hanno messo dei reggenti nella famiglia. Mi sembra che l’hanno aggregato addirittura…hanno sciolto anche il mandamento, ma la famiglia propria è stata aggregata a Partinico, a Nene’ GERACI. Mentre un’altra famiglia, proprio quella di Torretta, sciogliendo il mandamento di Cinisi che faceva parte Torretta, Carini, Cinisi, Terrasini e Capaci, la famiglia di Torretta l’hanno aggregata a Totò INZERILLO (NdR: poi assassinato nell’Aprile del 1981) visto che tutti i parenti appartenevano a lui, come imparentate. Hanno aggregato il mandamento di Totuccio INZERILLO. Mente gli altri tutti a Partitico. Mente quella di Capaci l’hanno aggregata a San Lorenzo. Hanno diviso così il mandamento”. (Cfr. dichiarazioni rese all’udienza del 27.11.96, proc. Maxi-quater).

Sostanzialmente conformi le informazioni in possesso del collaboratore FERRANTE Giovan Battista, già esponente di spicco proprio della famiglia di San Lorenzo: “Il mandamento di San Lorenzo si estendeva fino a Carini, quindi comprendeva le famiglie di Partanna Mondello, di Tommaso Natale, di Isola delle Femmine, Capaci e di Carini.”. E aggiunge: “Quando c’era qualcosa che riguardava Terrasini, Cinisi, Tappeto….Partinico…ecco, faceva parte del mandamento di Partinico” (v. interrogatorio del 24.10.96, f. 57-58, vol. 8)….. 

…….. Ma soprattutto il rapporto offre un preciso riscontro alle dichiarazioni dei collaboratori che hanno rivelato l’esistenza di una consuetudine di rapporti di affari e cointeressenze tra Gaetano BADALAMENTI e i principali esponenti di quello che sarebbe diventato lo schieramento vincente nella guerra di mafia, nonché di legami fiduciari con emissari o prestanome degli stessi, come Giuseppe MANDALARI e il Geom. LIPARI (v. dichiarazioni, rispettivamente, di DI CARLO Francesco, sul MANDALARI; e di SIINO Angelo, sul LIPARI).

In particolare, si legge nel rapporto predetto:

FINAZZO Giuseppe, componente del clan mafioso capeggiato dal noto Gaetano BADALAMENTI, era l’uomo di fiducia più vicino al capo. Tale asserto trova comprova nel fatto che già in data 24.11.1977 la sede legale della S.I.F.A.C. S.p.A. “Cava Calcarea”,sita in località San Giovanni, agro di Cinisi, trasferiva la sede legale dalla via Serra Di Falco nr. 149 di Palermo alla via S. Badalamentinr. 60 di Cinisi, abitazione di FINAZZO Emanuele, fratello di FINAZZO Giuseppe. Infatti in via Serra di Falco nr. 149 all’epoca del trasferimento domciliava MANDALARI Giuseppe, nato a Palermo il 18.08.1933, ivi domiciliato, via Serra di falco nr. 253, commercialista, appartenente al clan dei “ corleonesi” e che fu oggetto di indagini in merito alla “anonima sequestri”, nonché processato in data 8.05.1979 perché imputato di favoreggiamento del luogotenente di LEGGIO Luciano, Salvatore RIINA.

I compromessi equilibri con il gruppo dei corleonesi indussero pertanto BADALAMENTI Gaetano e i suoi associati a salvaguardare la società S.I.F.A.C., trasferendo la sede della stessa dalle mani del commercialista amico dei corleonesi, in casa propria, onde non pregiudicare una delle fonti di guadagno della consorteria mafiosa BADALAMENTI.

Le cennate vicissitudini della S.I.F.A.C. sono toccate anche alla società SAZOI, sul cui conto appare utile interloquire.

La SAZOIS.p.A. (società agricola zootecnica industriale) sorse il 13.05.1974 e stabilì la sua sede in via Sera di Falco nr. 149 di Palermo, sede anche della S.I.FA.C.

Azionisti della SAZOI erano i fratelli BADALAMENTI Gaetano e Vito mentre presidente il citato Giuseppe MANDALARI. Il 20.09.1978, la frattura con i corleonesi era ormai evidente, la società:

-         cambiava denominazione, da “SAZOI” in “CAPOCABANA”;

-         stabiliva il nuovo oggetto sociale come segue: “COSTRUZIONE EDILE E STRADALE, ACQUISTO DI TERRENO EDIFICABILE, ACQUISTO DI EDIFICI VECCHI DA DEMOLIRE E RICOSTRUIRE, COMPRAVENDITA IMMOBILIARE, COMMERCIALIZZAZIONE DI OGNI PRODOTTO PER L’EDILIZIA, LO SVOLGIMENTO DI OGNI ATTIVITA’ COMMERCIALE PER LA GESTIONE DI ALBERGHI, STABILIMENTI BALNEARI, BAR, RISTORANTI ED IMPIANTI RICREATIVI E SPORTIVI”,

-         trasferiva la sede dalla via Sera di Falco nr. 149 di Palermo, in Contrada Mansueto di Capaci.

Rimanevano invariati gli azionisti e la presidenza veniva assunta dallo stesso BADALAMENTI Gaetano”.

E su questo punto il rapporto conclude sottolineando che “attualmente fra i sindaci del collegio sindacale della società figura RUFFINO Maria Stella, moglie dell’ucciso FINAZZO Giuseppe, mentre scompare del tutto MANDALARI Giuseppe”.

 

…….Di Francesco DI TRAPANI, basterà rammentare, sulla scorta delle informative già citate, che all’epoca del fatto era noto agli Inquirenti come affiliato al clan BADALAMENTI, nonché ricercato per essere sottoposto allamisura della sorveglianza speciale con obbligo di dimora. D’altra parte, il suo legame con la famiglia mafiosa dei MADONIA è emerso anche nell’ambito del processo c.d.”Maxi-uno” in esito al quale il DI TRAPANI venne condannato per il reato di associazione mafiosa (v. anche scheda biografica in atti, vol.4 e e Nota 14.04.1999 a firma del C.te della stazione CC. di Cinisi, vol. 17). E dei suoi ambigui rapporti con i corleonesi, ma anche del rapporto di fiducia personale con Gaetano BADALAMENTI, hanno riferito, in termini del tutto conformi a quanto raccontato dal DI CARLO, anche i collaboratori MUTOLO e PALAZZOLO Salvatore………

 

 

Motivazione Sentenza Impastato Giuseppe

Relazione Commissione Parlamentare Antimafia 1985

Relazione che la Commissione parlamentare Antimafia approva seduta 6 dicembre 2000

GESTIONE beni confiscati legge 109 7 marzo 96
PORTOBELLO CUTINO PALazzotto E IL GRUPPO Progetto destinano il bene confiscato

Caserma dei Carabinieri Isola delle Femmine Opere Triennali

Sequestro beni mafiosi a Isola delle Femmine
Maxisequestro tra cui appartamento a Isola delle Femmine

Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori

ROS sequestrano 15 milioni di beni ai mafiosi tra Palermo Cinisi Carini Isola delle Femmine

Licenza Edilizia 1 del 2010 Lucido Coniglio Puglisi Baldassare

Licenza Edilizia Riso Rosaria 26 Novembre 09 Dionisi Vincenzo

Licenze Edilizie Crivello Crivello Costanzo Sorelle Pomiero Progettista geom Impastato Giovanni Amministratore

P.R.G. e Comparto 1 di Isola delle Femmine

P.R.G. Isola delle Femmine e i compromessi

P.r.g. Isola delle Femmine

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in questi ultimi mesi sento parlare con sempre piu' insistenza che ...

Isola delle Femmine l'isola felice del Sindaco Portobello

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Tutela e miglioramento qualità ambiente servizio idrico integrato 2007 2013

LEGGE 15 luglio 2009, n. 94
Disposizioni in materia di sicurezza pubblica. (09G0096) (Suppl. Ordinario n. 128)

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