martedì 30 marzo 2010

LEGGE APPROVATA IL 25 MARZO 2010

LEGGE APPROVATA IL 25 MARZO 2010

Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti

inquinati

Titolo I

Oggetto, finalità e competenze

Art. 1.

Oggetto e finalità

1. Oggetto della presente legge è la disciplina

della gestione integrata dei rifiuti e la messa in

sicurezza, la bonifica, il ripristino ambientale dei

siti inquinati, nel rispetto della salvaguardia e

tutela della salute pubblica, dei valori naturali,

ambientali e paesaggistici, in maniera coordinata con

le disposizioni del decreto legislativo 3 aprile 2006,

n. 152 e successive modifiche ed integrazioni, in

attuazione delle direttive comunitarie in materia di

rifiuti. Finalità della presente legge sono le

seguenti:

a) prevenire la produzione di rifiuti e ridurne la

pericolosità;

b) promuovere la progettazione di prodotti ed

imballaggi tali da ridurre all'origine la produzione

di rifiuti, soprattutto non riciclabili, adottando

anche le necessarie forme di incentivazione;

c) promuovere l'informazione e la partecipazione dei

cittadini, attraverso adeguate forme di comunicazione,

rivolte anche agli studenti delle scuole di ogni

ordine e grado;

d) promuovere il riutilizzo, il riciclaggio ed il

recupero dei rifiuti urbani e speciali;

e) promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti

solidi urbani e di quelli assimilati agli urbani,

adottando in via prioritaria il sistema di raccolta

porta a porta e definendo sistemi di premialità e

penalizzazione finalizzati ad aumentarne le relative

percentuali;

f) incrementare l'implementazione di tecnologie

impiantistiche a basso impatto ambientale, che

consentano un risparmio di risorse naturali;

g) ridurre la movimentazione dei rifiuti attraverso

l'ottimizzazione dello smaltimento in impianti

prossimi al luogo di produzione, con la garanzia di un

alto grado di tutela e protezione della salute e

dell'ambiente;

h) favorire la riduzione dello smaltimento in

discarica;

i) riconoscere il ruolo dei comuni quali

responsabili del servizio erogato ai propri cittadini,

anche attraverso soggetti diversi, ai sensi

dell'articolo 4;

l) valorizzare la partecipazione dei cittadini, con

particolare riferimento a forme di premialità

economiche in funzione dei livelli di raccolta

differenziata raggiunti;

m) rendere compatibile l'equilibrio economico del

servizio di gestione integrata dei rifiuti con le

risorse pubbliche disponibili e con le entrate

derivabili dalla riscossione della TARSU o della TIA,

avuto riguardo alla necessità di tutelare con misure

di perequazione le fasce sociali più deboli e di

ridurre l'evasione e la elusione fiscale in materia.

2. Ai fini di quanto previsto dal comma 1 la Regione

assicura lo smaltimento dei rifiuti urbani non

pericolosi attraverso l'autosufficienza degli Ambiti

Territoriali Ottimali (A.T.O.) di cui all'articolo 200

del decreto legislativo 152/2006. Per i rifiuti

speciali si applica, per quanto possibile ed

ambientalmente conveniente, il principio della

vicinanza del luogo di produzione a quello di

smaltimento, tenendo conto del contesto geografico,

delle eventuali condizioni di crisi ambientale o della

necessità di impianti specializzati. Il conferimento

dei rifiuti avviene previo decreto emanato dal

competente Dipartimento regionale dell'acqua e dei

rifiuti, che verifichi l'esistenza di tutte le

condizioni necessarie al conferimento stesso.

3. Per quanto non disciplinato dalla presente legge,

si applicano le disposizioni contenute nel decreto

legislativo 152/2006 e nella normativa statale e

comunitaria vigente.

Art. 2.

Competenze della Regione

1. Nel rispetto delle linee guida e dei criteri

generali di cui all'articolo 195 del decreto

legislativo 3 aprile 2006, n. 152, la Regione esercita

le competenze di cui all'articolo 196 del medesimo

decreto legislativo 152/2006 anche provvedendo:

a) alla promozione della gestione integrata dei

rifiuti, come complesso delle attività volte a ridurre

la quantità dei rifiuti prodotti, nonché ad

ottimizzare la raccolta, compresa la raccolta

differenziata, il recupero e lo smaltimento dei

rifiuti;

b) all'adozione, sentita la Conferenza permanente

Regione-Autonomie locali, del piano regionale di

gestione dei rifiuti di cui all'articolo 9;

c) alla verifica di conformità al piano regionale di

gestione dei rifiuti dei piani d'ambito di cui

all'articolo 10;

d) al rilascio dell'autorizzazione unica per i nuovi

impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti

speciali, nonché dell'autorizzazione alle modifiche

degli impianti esistenti, secondo le disposizioni

statali e comunitarie e sulla base di quanto stabilito

dal piano regionale di gestione dei rifiuti;

e) alla predisposizione, sentita la Conferenza

permanente Regione-Autonomie locali, dello schema

degli atti previsti per la costituzione delle società

per la regolamentazione del servizio di gestione

rifiuti, d'ora in avanti S.R.R., di cui all'articolo

6;

f) alla determinazione, sentita la Conferenza

permanente Regione-Autonomie locali, dei criteri per

la determinazione di idonee misure compensative in

favore:

1) dei proprietari degli impianti di recupero,

trattamento e smaltimento, operanti alla data del

31 dicembre 2009, da conferire in disponibilità

totale o parziale alle S.R.R., rapportandole

all'uso storico dell'impianto, ossia alla quantità

dei rifiuti trattati, agli investimenti effettuati

per la realizzazione degli impianti medesimi al

netto delle risorse pubbliche investite per la

realizzazione degli stessi ed ai relativi

ammortamenti nonché ai costi di gestione in fase

post-operativa;

2) dei comuni interessati dall'impatto ambientale

determinato dalla localizzazione degli impianti di

recupero, trattamento e smaltimento, compresi i

comuni limitrofi alle discariche o la cui area

urbana sia interessata dal transito di mezzi

adibiti al trasporto dei rifiuti;

g) all'approvazione dei progetti e

all'autorizzazione all'esercizio delle attività

relative ad impianti di recupero e smaltimento

rifiuti, previste dagli articoli 208, 210 e 211 del

decreto legislativo 152/2006;

h) alla definizione degli standard minimi da

inserire nel bando e nel capitolato e all'adozione di

uno schema tipo di contratto del servizio integrato di

gestione dei rifiuti;

i) all'elaborazione, approvazione e aggiornamento

dei piani per la bonifica di aree inquinate;

j) alla determinazione degli interventi finanziari

necessari per l'attuazione del piano regionale di

gestione dei rifiuti che dovranno essere finalizzati

alla riduzione della tariffa sostenuta dai cittadini;

k) alla determinazione degli interventi a favore

della realizzazione di impianti di ricerca e di

sperimentazione di cui all'articolo 211 del decreto

legislativo 152/2006;

l) al monitoraggio, programmazione e controllo in

ausilio all'Osservatorio nazionale sui rifiuti, di cui

all'articolo 206 bis del decreto legislativo 152/2006;

m) all'adozione, nei casi previsti, degli interventi

di controllo sostitutivo;

n) all'autorizzazione a smaltire, per un periodo

limitato, rifiuti urbani presso impianti ubicati fuori

dal territorio provinciale di produzione degli stessi

nei casi previsti dall'articolo 191 del decreto

legislativo 152/2006;

o) all'attivazione della raccolta differenziata dei

rifiuti non pericolosi come definiti dalla vigente

normativa;

p) all'attivazione, per gli aspetti di propria

competenza, dei centri di raccolta nazionale

individuati ai sensi dell'articolo 195, comma 1,

lettera f) del decreto legislativo 152/2006.

2. L'Assessore regionale per l'energia ed i servizi

di pubblica utilità definisce con proprio decreto:

a) le forme di concertazione e di consultazione,

anche mediante la costituzione di un tavolo tecnico

istituzionale, allo scopo di garantire la massima

diffusione e concertazione non vincolante sulle

decisioni in materia di gestione dei rifiuti;

b) le linee guida in materia di gestione integrata

dei rifiuti necessarie all'attuazione della presente

legge.

3. Fatta salva ogni diversa previsione espressa,

l'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di

pubblica utilità, ferme restando le competenze di cui

all'articolo 91 della legge regionale 3 maggio 2001,

n. 6, adotta con decreto del dirigente generale tutti

i provvedimenti applicativi inerenti alle attribuzioni

affidate all'Amministrazione regionale in forza della

presente legge. In particolare, con decreto del

dirigente generale:

a) sono rilevati i livelli impositivi applicati nei

singoli ambiti territoriali ottimali, al fine di

accertare e valutare, per ogni ambito, la congruenza

fra l'imposizione tributaria applicata ed i costi del

servizio di gestione integrata dei rifiuti;

b) sono rilevati i livelli applicati della tariffa

per lo smaltimento, il trattamento ed il recupero dei

rifiuti solidi urbani ed assimilati, nonché delle

misure compensative, sulla base dei criteri di cui

alla lettera f) del comma 1, al fine di accertare la

congruenza fra i costi dell'impianto e la tariffa

determinata;

c) sono indicati i criteri e gli standard minimi e

massimi dei servizi di gestione dei rifiuti urbani,

predisponendo altresì bando, capitolato e contratto di

servizio tipo sulla base dei quali hanno luogo le

procedure di evidenza pubblica per l'affidamento dei

servizi, nonché la stipula dei relativi contratti

d'appalto.

Art. 3.

Competenze delle province

l. La provincia esercita le funzioni di cui

all'articolo 197 del decreto legislativo 3 aprile

2006, n. 152, anche provvedendo nell'ambito della

propria competenza alle seguenti funzioni:

a) il controllo e la verifica degli interventi di

bonifica ed il monitoraggio ad essi conseguenti;

b) il controllo periodico sulle attività di

gestione, di intermediazione e di commercio dei

rifiuti, ivi compreso l'accertamento delle violazioni

delle disposizioni di cui alla parte quarta del

decreto legislativo 152/2006;

c) la verifica ed il controllo dei requisiti

previsti per l'applicazione delle procedure

semplificate;

d) l'individuazione delle zone idonee alla

localizzazione degli impianti di smaltimento dei

rifiuti nonché delle zone non idonee alla

localizzazione di impianti di recupero e di

smaltimento dei rifiuti, sulla base delle previsioni

del piano territoriale di coordinamento di cui

all'articolo 20, comma 2, del decreto legislativo 18

agosto 2000, n. 267, ove già adottato, e delle

previsioni di cui all'articolo 199, comma 3, lettere

d) e h), del decreto legislativo 152/2006, sentiti la

S.R.R. territorialmente competente ed i comuni. Le

province possono istituire, ai sensi della legge 23

marzo 2001, n. 93, l'Osservatorio provinciale sui

rifiuti, per coadiuvare le funzioni di monitoraggio,

programmazione e controllo del Dipartimento regionale

dell'acqua e dei rifiuti provvedendo ai relativi

adempimenti utilizzando le risorse umane, strumentali

e finanziarie già disponibili;

e) la tenuta del registro delle imprese e degli enti

sottoposti alle procedure semplificate di cui agli

articoli 214, 215 e 216 del decreto legislativo

152/2006, integrando tale registro con i dati relativi

agli impianti comunque autorizzati ed operativi

presenti sul proprio territorio, ed inviando i

relativi dati all'Assessorato regionale del territorio

e dell'ambiente, all'Assessorato regionale

dell'energia e dei servizi di pubblica utilità ed

all'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente

(A.R.P.A. Sicilia);

f) la stipula, previa approvazione dell'Assessorato

regionale dell'energia e dei servizi di pubblica

utilità, di accordi interprovinciali per la gestione

di determinate tipologie di rifiuti, al fine del

raggiungimento di una maggiore funzionalità ed

efficienza della gestione dei rifiuti non perseguibile

all'interno dei confini dell'ambito territoriale

ottimale.

2. II presidente della provincia adotta le ordinanze

di cui all'articolo 191 del decreto legislativo

152/2006 e successive modifiche ed integrazioni nonché

per tutte le tematiche che esulino dal territorio di

un singolo comune e che ricadano nell'ambito del

territorio provinciale, ove non altrimenti attribuite.

3. Per le attività di propria competenza la

provincia si avvale del supporto tecnico scientifico

dell'ARPA Sicilia, rimborsando i soli costi sostenuti

dalla predetta Agenzia e con espresso divieto del

ricorso a soggetti esterni salvo apposite convenzioni

con altre strutture pubbliche o universitarie che si

impegnino a stipulare accordi economici di consulenza

e prestazioni alle medesime condizioni praticate

dall'ARPA Sicilia.

4. La provincia invia ogni trimestre alla Regione

le informazioni e i dati autorizzativi ed ogni anno

redige ed invia alla Regione una relazione sulle

attività svolte.

Art. 4.

Competenze dei comuni

1. I comuni esercitano le funzioni di cui

all'articolo 198 del decreto legislativo 3 aprile

2006, n. 152, anche provvedendo, nell'ambito della

propria competenza, alle finalità di cui al comma 2.

2. Ai sensi del comma 1 i comuni:

a) stipulano il contratto di appalto per

l'affidamento del servizio di gestione integrata dei

rifiuti, relativamente al territorio di ogni singolo

comune, con i soggetti individuati con le modalità di

cui all'articolo 15 dalle S.R.R.;

b) assicurano il controllo del pieno adempimento

dell'esecuzione del contratto di servizio nel

territorio comunale;

c) provvedono al pagamento del corrispettivo per

l'espletamento del servizio di gestione integrata dei

rifiuti nel territorio comunale, assicurando

l'integrale copertura dei relativi costi, congruamente

definendo a tal fine, sino all'emanazione del

regolamento ministeriale di cui all'articolo 238 del

decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche ed

integrazioni, la tariffa d'igiene ambientale (TIA) di

cui all'articolo 49 del decreto legislativo 5 febbraio

1977, n. 22 o la tassa per lo smaltimento dei rifiuti

solidi urbani (TARSU), ovvero prevedendo nei propri

bilanci le risorse necessarie e vincolandole a dette

finalità;

d) provvedono, altresì, all'adozione della delibera

di cui all'articolo 159, comma 2, lettera c) del

decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, vincolando

le somme destinate al servizio di gestione integrata

dei rifiuti e garantendo il permanere del vincolo di

impignorabilità, mediante pagamenti in ordine

cronologico;

e) adottano, ove necessario, la delibera di cui

all'articolo 194, comma 1, lettere b) e c) del decreto

legislativo 18 agosto 2000, n. 267, avviando la

conseguente azione di responsabilità nei confronti

degli amministratori delle S.R.R.;

f) adottano il regolamento comunale per la raccolta

differenziata in conformità alle linee guida allegate

al piano regionale di gestione dei rifiuti ed al piano

d'ambito;

g) adottano per quanto di competenza disposizioni

per la tutela igienico-sanitaria nella gestione dei

rifiuti;

h) provvedono all'abbattimento delle barriere

architettoniche nel conferimento dei rifiuti;

i) esercitano le funzioni atte a garantire la

raccolta delle diverse frazioni di rifiuti urbani e

prescrivono le disposizioni per la corretta gestione

dei rifiuti urbani pericolosi e dei rifiuti

cimiteriali;

j) emanano le ordinanze per l'ottimizzazione delle

forme di conferimento, raccolta e trasporto dei

rifiuti primari di imballaggio e la relativa

fissazione di obiettivi di qualità;

k) regolamentano, per quantità e qualità, i rifiuti

speciali non pericolosi assimilabili ai rifiuti urbani

ai fini della raccolta e dello smaltimento sulla base

dei criteri fissati dalle norme vigenti, ove non

disciplinati dalla Regione;

l) prevedono, di concerto con la Regione, le

province e le S.R.R., all'interno degli strumenti di

pianificazione urbanistica, le infrastrutture e la

logistica necessaria per la raccolta differenziata,

anche per la separazione secco umido, e per lo

smaltimento, riciclo e riuso dei rifiuti;

m) promuovono attività educative, formative e di

comunicazione ambientale a sostegno della raccolta

differenziata;

n) verificano lo stato di attuazione della raccolta

differenziata e la qualità del servizio erogato dal

soggetto gestore anche attraverso un comitato

indipendente costituito da rappresentanti delle

associazioni ambientaliste, dei consumatori e di

comitati civici.

3. I comuni rappresentanti almeno il 20 per cento

delle quote di partecipazione alla S.R.R. possono

promuovere la valutazione, da parte dell'Assessorato

regionale dell'energia e dei rifiuti, dei costi

stimati nel piano d'ambito per l'espletamento del

servizio di gestione integrata dei rifiuti.

L'Assessorato medesimo assume le proprie

determinazioni entro sessanta giorni dalla richiesta,

prorogabili una sola volta per ulteriori sessanta

giorni, ove necessario per esigenze istruttorie.

Trascorsi i predetti termini, i costi del servizio si

intendono definitivamente assentiti, fatta salva la

facoltà di impugnazione per le singole amministrazioni

comunali.

4. II sindaco adotta le ordinanze di cui agli

articoli 191 e 192 del decreto legislativo 152/2006 e

successive modifiche ed integrazioni, per tutti gli

interventi che ricadano nell'ambito del territorio

comunale.

5. Nell'ambito del proprio territorio, ciascun

comune esercita il controllo sulla qualità e

l'economicità del servizio espletato per la gestione

integrata dei rifiuti, attivando, di concerto con la

S.R.R. e con il gestore del servizio, tutte le misure

necessarie ad assicurare l'efficienza e l'efficacia

del servizio e l'equilibrio economico e finanziario

della gestione.

Titolo II

Ambiti Territoriali Ottimali

Art. 5.

Ambiti territoriali ottimali per la gestione integrata

dei rifiuti

1. Sulla base delle esigenze di efficacia,

efficienza ed economicità di cui all'articolo 200,

comma 1, lettera f) del decreto legislativo 3 aprile

2006, n. 152, ed in attuazione dei principi di

coordinamento della finanza pubblica di cui ai commi

33 e 38 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007,

n. 244, nonché al fine di consentire il sollecito

avvio dell'assetto organizzativo derivante

dall'applicazione della presente legge, sono

confermati gli Ambiti territoriali ottimali costituiti

in applicazione dell'articolo 45 della legge regionale

8 febbraio 2007, n. 2, quali identificati nel decreto

presidenziale 20 maggio 2008, pubblicato nella

Gazzetta ufficiale della Regione siciliana 6 giugno

2008, n. 25. Essi sono i seguenti:

a) ATO 1 - PALERMO;

b) ATO 2 - CATANIA;

c) ATO 3 - MESSINA;

d) ATO 4 - AGRIGENTO;

e) ATO 5 - CALTANISSETTA;

f) ATO 6 - ENNA;

g) ATO 7 - RAGUSA;

h) ATO 8 - SIRACUSA;

i) ATO 9 - TRAPANI;

l) ATO 10 - ISOLE MINORI.

2. Il piano regionale di gestione dei rifiuti,

comunicato ai comuni ed alle province interessate,

costituisce, sulla base di un dettagliato studio sul

punto, la sede per il riscontro dell'adeguatezza della

nuova delimitazione degli ATO rispetto agli obiettivi

generali del piano stesso. Il numero complessivo degli

ATO non può comunque eccedere quello di cui al comma

1.

3. I singoli comuni appartenenti all'ATO, entro

trenta giorni dalla comunicazione di cui al comma 2,

possono richiedere il passaggio ad un diverso ATO,

secondo quanto previsto dall'articolo 200, comma 6,

del decreto legislativo 152/2006. Il passaggio è

disposto mediante decreto dell'Assessore regionale per

l'energia ed i servizi di pubblica utilità, previa

istruttoria da parte del competente dipartimento ed è

adottato entro centottanta giorni dalla presentazione

della richiesta, che si intende assentita nel caso di

infruttuoso decorso del termine.

Art. 6.

Società per la regolamentazione del servizio di gestione

rifiuti

1. In attuazione di quanto disposto dall'articolo 45

della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2, per

l'esercizio delle funzioni di gestione integrata dei

rifiuti, la provincia ed i comuni ricompresi in

ciascun ambito territoriale ottimale costituiscono,

per ogni ATO, una società consortile di capitali per

l'esercizio delle funzioni affidate alla società

stessa con la presente legge. Le società sono

denominate Società per la regolamentazione del

servizio di gestione rifiuti', con acronimo S.R.R..

Alla società consortile non possono partecipare altri

soggetti pubblici o privati.

2. Gli oneri per la costituzione ed il funzionamento

delle S.R.R. sono posti a carico dei comuni

consorziati.

3. Le quote di partecipazione degli enti locali a

ciascuna S.R.R. sono determinate nel seguente modo:

a) 95 per cento ai comuni sulla base della

popolazione residente in ciascun comune, quale risulta

dai dati dell'ultimo censimento generale della

popolazione;

b) 5 per cento alla provincia appartenente all'ATO.

4. Gli organi della S.R.R. sono individuati ed

eletti fra i soci secondo la disciplina prevista al

riguardo per le società stesse dal codice civile. Le

relative funzioni sono svolte a titolo gratuito.

5. La S.R.R., nelle more dell'emanazione del decreto

ministeriale di cui al comma 6 dell'articolo 238 del

decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive

modifiche ed integrazioni, individua uno standard

medio di riferimento per la tariffa di igiene

ambientale di cui all'articolo 49 del decreto

legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 o per la tassa per

lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per i comuni

compresi negli ambiti territoriali ottimali, come

introdotti dalla presente legge.

6. Nelle votazioni dell'assemblea dei sindaci ogni

comune ha diritto ad un voto ogni diecimila abitanti e

per frazioni oltre cinquemila, fino a un massimo di

voti pari al 30 per cento dei voti totali, calcolati

sulla base della popolazione residente nell'ambito

territoriale ottimale al 31 dicembre 2007, secondo i

dati dell'ultimo censimento generale della

popolazione. I comuni con popolazione inferiore a

diecimila abitanti hanno in ogni caso diritto a un

voto.

7. Per il funzionamento della S.R.R. si applicano le

norme del codice civile. L'amministrazione ed il

controllo sulle società sono disciplinati altresì

dagli atti costitutivi e statuti che si conformano

alle previsioni di cui alla presente legge.

8. Gli atti adottati dalla S.R.R. sono pubblicati

per intero sul sito web della stessa.

Art. 7.

Avvio operativo delle Società per la regolamentazione

del servizio di gestione rifiuti - SRR

1. L'assessore regionale per l'energia ed i servizi

di pubblica utilità, sentite le associazioni di

province e comuni, adotta con proprio decreto lo

schema-tipo di atto costitutivo e di statuto della

S.R.R., predisposti dall'Ufficio legislativo e legale

della Regione che si avvale a tal fine del supporto

tecnico del dipartimento regionale dell'acqua e dei

rifiuti, trasmettendoli alla provincia per l'ulteriore

invio ai comuni interessati.

2. Gli enti locali appartenenti all'ATO sono

convocati dalla provincia entro i successivi sessanta

giorni per l'assemblea di insediamento e per

l'approvazione della convenzione e dello statuto.

3. Entro quarantacinque giorni dall'approvazione

degli atti di cui al comma 2 la S.R.R. elegge i propri

organi. Con l'elezione degli organi la S.R.R. è

costituita.

4. Il patrimonio delle S.R.R. comprende un fondo di

dotazione, nonché gli eventuali conferimenti

effettuati dagli enti locali consorziati e le

acquisizioni già realizzate o da realizzare dagli enti

consorziati con fondi nazionali, regionali o

comunitari, relative al servizio di gestione integrata

dei rifiuti. Sono esclusi dal fondo di dotazione i

beni già trasferiti ai consorzi ed alle società

d'ambito, esistenti alla data di entrata in vigore

della presente legge, che accedono alla gestione

liquidatoria di cui all'articolo 19, comma 2.

5. Il fondo di dotazione è sottoscritto da ogni

comune in proporzione alla popolazione servita,

secondo le modalità fissate nello statuto e nella

convenzione, che determinano altresì la ripartizione

fra i comuni delle quote di finanziamento delle

S.R.R..

6. Il patrimonio di beni mobili ed immobili degli

enti locali appartenenti all'ATO, è conferito per la

gestione dei servizi di gestione integrata dei rifiuti

secondo le modalità di cui all'articolo 202 del

decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

7. Nei trasferimenti di beni ed impianti di cui al

comma 4 dell'articolo 204 del decreto legislativo 3

aprile 2006, n. 152, si tiene in considerazione anche

il valore di eventuali contributi pubblici erogati a

favore degli stessi.

8. La S.R.R. conferisce in comodato eventuali beni

propri o dei propri soci ai soggetti affidatari del

servizio integrato di gestione dei rifiuti, che ne

assumono i relativi oneri nei termini e per la durata

prevista dal contratto di servizio.

9. La dotazione organica della S.R.R. è adottata

dagli organi della stessa società ed approvata con

decreto dell'assessore regionale per l'energia ed i

servizi di pubblica utilità, con le modalità di cui

all'articolo 4, quarto comma, della legge regionale 29

dicembre 1962, n.28, e successive modifiche ed

integrazioni. La mancata definizione del procedimento

di approvazione impedisce il ricorso, da parte della

S.R.R., a qualsiasi assunzione ed, altresì,

all'instaurazione di qualsiasi rapporto di consulenza,

collaborazione o incarico esterni, nonché

all'instaurazione di rapporti di lavoro disciplinati

dal decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.

10. Con il decreto di cui al comma 9 sono altresì

disciplinate le modalità attraverso cui le S.R.R.

provvedono al fabbisogno del personale occorrente alle

loro funzioni, ricorrendo in via prioritaria alle

procedure di mobilità interna e successivamente alle

procedure di mobilità esterna. Nel caso in cui

l'attivazione delle predette procedure non sia

sufficiente a coprire il fabbisogno necessario, è

consentito il ricorso all'assunzione mediante pubblico

concorso ai sensi dell'articolo 49 della legge

regionale 5 novembre 2004, n. 15 nonché dell'articolo

45 della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2, e

dell'articolo 61 della legge regionale 14 maggio 2009,

n. 6.

11. I termini di cui al presente articolo hanno

natura perentoria e in caso di inosservanza danno

luogo ad intervento sostitutivo con le modalità di cui

all'articolo 14.

Art. 8.

Funzioni delle società per la regolamentazione

del servizio di gestione rifiuti

l. La S.R.R. esercita le funzioni previste dagli

articoli 200, 202, 203 del decreto legislativo 3

aprile 2006, n. 152, e provvede all'espletamento delle

procedure per l'individuazione del gestore del

servizio integrato di gestione dei rifiuti, con le

modalità di cui all'articolo 15.

2. La S.R.R. esercita attività di controllo

finalizzata alla verifica del raggiungimento degli

obiettivi qualitativi e quantitativi determinati nei

contratti a risultato di affidamento del servizio con

i gestori. La verifica comprende l'accertamento della

realizzazione degli investimenti e dell'utilizzo

dell'impiantistica indicata nel contratto e nel piano

d'ambito, eventualmente intervenendo in caso di

qualsiasi evento che ne impedisca l'utilizzo, e del

rispetto dei diritti degli utenti, per i quali deve

comunque essere istituito un apposito call-center

senza oneri aggiuntivi per la S.R.R..

3. La S.R.R. è tenuta alla trasmissione dei dati

relativi alla gestione dei rifiuti con le modalità

indicate dalla regione nonché a fornire alla regione

ed alla provincia tutte le informazioni da esse

richieste.

4. La S.R.R. attua attività di informazione e

sensibilizzazione degli utenti funzionali ai tipi di

raccolta attivati, in relazione alle modalità di

gestione dei rifiuti ed agli impianti di recupero e

smaltimento in esercizio nel proprio territorio.

5. Qualora nel piano regionale di gestione dei

rifiuti siano previsti attività ed impianti

commisurati a bacini di utenza che coinvolgano più

ATO, le relative S.R.R. possono concludere accordi per

la programmazione, l'organizzazione, la realizzazione

e la gestione degli stessi.

Titolo III

Programmazione

Art. 9.

Piano regionale di gestione dei rifiuti

1. Il piano regionale di gestione dei rifiuti, le

modifiche e gli aggiornamenti sono approvati, sentite

le province, i comuni e le S.R.R. con decreto del

Presidente della Regione, su proposta dell' Assessore

regionale per l'energia ed i servizi di pubblica

utilità, secondo il procedimento di cui all'articolo

12, comma 4, dello Statuto regionale e previo parere

della competente commissione legislativa dell'

Assemblea regionale siciliana. Il piano può essere

approvato anche per stralci funzionali e tematici e

acquista efficacia dalla data di pubblicazione nella

Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.

2. La pianificazione regionale definisce i criteri e

le modalità per promuovere la programmazione e

l'esercizio della gestione integrata dei rifiuti,

favorendone la riduzione, le forme di raccolta

aggregate dei materiali post consumo, indirizzando le

raccolte di materiali singoli o aggregati da destinare

al riciclaggio e al recupero in modo omogeneo nel

territorio regionale, al fine di generare una filiera

industriale del riciclo e del recupero che possa

contare su un flusso certo di materia per qualità e

quantità.

3. Il piano di cui al comma 1 fissa gli obiettivi

inerenti ai livelli di raccolta differenziata,

indicando altresì le categorie merceologiche dei

rifiuti prodotti. Costituiscono parte integrante del

piano, il programma regionale per la riduzione dei

rifiuti biodegradabili (RUB) di cui al decreto

legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 (Attuazione della

direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di

rifiuti), il programma per la gestione degli

apparecchi contenenti PCB di cui all'articolo 4 del

decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 209 e

successive modifiche e integrazioni (Attuazione della

direttiva 96/59/CE relativa allo smaltimento dei

policlorodifenili e dei policlorotrifenili) nonché i

piani per la bonifica delle aree inquinate di cui

all'articolo 199, comma 5, del decreto legislativo

152/2006 e successive modifiche e integrazioni, ed

altresì il piano per la bonifica ed il ripristino

delle aree inquinate.

4. Il piano regionale di gestione dei rifiuti:

a) definisce le modalità per il raggiungimento degli

obiettivi di raccolta differenziata e di recupero di

materia, al netto degli scarti dei processi di

riciclaggio, per ognuno degli ambiti territoriali

ottimali, attraverso l'elaborazione di un documento di

indirizzo denominato Linee-guida operative sulla

raccolta differenziata' in grado di supportare e

guidare gli enti attuatori nella progettazione di

dettaglio ed ottimizzazione dei sistemi di raccolta

differenziata, privilegiando la raccolta domiciliare

integrata, per il raggiungimento dei livelli minimi

così fissati:

1) anno 2010: R.d. 20 per cento, recupero materia 15 per

cento;

2) anno 2012: R.d. 40 per cento, recupero materia 30 per

cento;

3) anno 2015: R.d. 65 per cento, recupero materia

50 per cento;

b) definisce le modalità per l'accertamento, da

parte di ogni S.R.R., della tipologia, delle quantità

e dell'origine dei rifiuti da recuperare o da

smaltire, all'interno dell'ATO di riferimento, anche

mediante un sistema che consenta di rilevare gli

effetti progressivi della implementazione dei sistemi

di raccolta differenziata, mediante analisi del

rifiuto urbano residuo (RUR) che diano informazioni

sulla composizione dello stesso;

c) fissa i criteri per la classificazione dei

materiali presenti nel RUR, non riciclabili né

altrimenti recuperabili, in ordine di importanza

(ponderale e di pericolosità) al fine di impostare

politiche e pratiche locali per la riduzione della

immissione al consumo di tali materiali;

d) definisce le modalità attraverso cui assicurare

la gestione integrata dei rifiuti urbani non

pericolosi all'interno degli ATO;

e) fissa i criteri attraverso i quali assicurare il

recupero e lo smaltimento dei rifiuti speciali in

luoghi prossimi a quelli di produzione, tenuto conto

delle zone di crisi ambientale, al fine di ridurre la

movimentazione degli stessi;

f) fissa i criteri per l'individuazione delle aree

non idonee alla localizzazione degli impianti di

smaltimento e recupero dei rifiuti e i criteri per

l'individuazione dei luoghi o impianti idonei allo

smaltimento, nonché le condizioni ed i criteri tecnici

per la localizzazione degli impianti di gestione dei

rifiuti, escluse le discariche, in aree destinate ad

insediamenti produttivi;

g) definisce i criteri per la localizzazione degli

impianti operativi di selezione della frazione secca a

valle della raccolta differenziata, correlandone la

potenzialità, la funzionalità e la possibilità di

conversione, parziale o totale, alle strategie di

raccolta differenziata e di trattamento del RUR;

h) fissa le modalità per la verifica degli impianti

di compostaggio e/o di digestione anaerobica

esistenti, della loro coerenza e compatibilità, anche

solo parziale, con le strategie di trattamento della

revisione del piano, anche in relazione ai fabbisogni

di trattamento del rifiuto organico prodotto;

i) individua le modalità attraverso cui verificare,

in ciascun piano d'ambito, sulla scorta del numero e

della distribuzione territoriale delle piattaforme

CONAI per il ritiro dei rifiuti differenziati già

esistenti, la capacità di assorbimento dei rifiuti

provenienti da raccolta differenziata integrata, allo

scopo di consentirne l'accesso con spostamenti

contenuti da parte del soggetto incaricato del

servizio di gestione dei rifiuti;

l) determina, nel rispetto delle norme tecniche

statali in materia, disposizioni speciali per rifiuti

di tipo particolare, compresi i rifiuti da

imballaggio;

m) fissa i criteri per la stima dei costi delle

operazioni di recupero e di smaltimento dei rifiuti

urbani, nonché per la stima dei costi di investimento

per la realizzazione del sistema impiantistico

regionale;

n) individua le iniziative dirette a limitare la

produzione dei rifiuti ed a favorire il riutilizzo, il

riciclaggio ed il recupero dei rifiuti, anche mediante

la realizzazione di campagne conoscitive mirate per

richiamare l'attenzione su comportamenti di

differenziazione non ancora ottimizzati;

o) descrive le azioni finalizzate alla promozione

della gestione integrata dei rifiuti;

p) pone i requisiti tecnici generali relativi alle

attività di gestione dei rifiuti, nel rispetto della

normativa nazionale e comunitaria;

q) prevede l'esclusione di trattamenti di

incenerimento dei rifiuti solidi urbani che non

facciano ricorso a tecnologie atte a garantire i

requisiti di efficienza energetica nei termini fissati

dalla Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e

del Consiglio. I trattamenti di incenerimento devono

essere classificati come operazioni di recupero e non

come operazioni di smaltimento;

r) definisce un piano per l'ampliamento di

discariche pubbliche esistenti e/o nuove discariche

pubbliche, sufficienti per soddisfare il fabbisogno

del conferimento di rifiuti delle S.R.R. per almeno

tre anni;

s) prevede il fabbisogno di nuove discariche fino al

2020, sulla base degli obiettivi di raccolta

differenziata previsti a regime nella presente legge;

t) individua le modalità specifiche per la gestione

integrata dei rifiuti nelle isole minori;

u) fissa l'individuazione dei sistemi per

incrementare l'intercettazione dei rifiuti fin dalle

fasi della raccolta al fine di ridurre il relativo

conferimento in discarica;

v) fissa i criteri per il trattamento preventivo dei

rifiuti ammessi allo smaltimento in discarica comunque

conformi alle migliori tecnologie disponibili (BAT);

w) determina l'individuazione dei sistemi di

pretrattamento del rifiuto urbano residuo (RUR) da

predisporre immediatamente in ossequio a quanto

previsto dal decreto legislativo 13 gennaio 2003, n.

36, Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa

alle discariche di rifiuti', privilegiando livelli di

trattamento che comportino il minor costo a carico

della tariffa ed il maggior vantaggio ambientale;

x) stabilisce i criteri e le modalità da adottarsi

in tutto il territorio della regione, per la

determinazione delle tariffe di conferimento in

discarica.

5. Il piano regionale di gestione dei rifiuti è

redatto in sostituzione di quello vigente, ai sensi

dell'articolo 199 del decreto legislativo 152/2006 e

successive modifiche, secondo i principi fissati dalle

norme comunitarie.

Art. 10.

Piano d'ambito

1. Il piano d'ambito definisce il complesso delle

attività necessarie a garantire la gestione integrata

dei rifiuti urbani nell'ATO di riferimento.

2. Il piano d'ambito è redatto sulla base delle

indicazioni del piano regionale di gestione dei

rifiuti e nel rispetto dei relativi criteri.

3. Il piano d'ambito cura altresì:

a) l'analisi dei piani comunali di raccolta

differenziata, qualora i comuni appartenenti

all'ambito li abbiano già predisposti ovvero la

redazione dei piani comunali di raccolta (PCR) e dei

piani comunali della raccolta differenziata (PCRD),

ivi comprese le modalità di gestione dei centri di

raccolta nei comuni (CR);

b) le modalità di gestione, alla scala dell'ATO, dei

servizi e degli impianti relativi allo smaltimento, al

riciclo ed al riuso dei rifiuti;

c) la descrizione del modello gestionale che si

vuole adottare per il raggiungimento degli obiettivi

di raccolta differenziata;

d) la descrizione delle fasi temporali in cui il

piano si articola, dalla situazione attuale fino alla

situazione a regime, dopo il superamento

dell'emergenza;

e) la descrizione delle singole fasi in termini di:

1) investimenti (attrezzature, mezzi, impianti);

2) costi gestionali (personale, materiali di

consumo);

3) obiettivi di raccolta differenziata;

4) enti coinvolti;

5) popolazione coinvolta in termini di tipologia e

di territorio;

6) impianti che si prevedono di utilizzare ad

integrazione di quelli già esistenti;

7) trattamento del rifiuto;

8) sbocco del materiale trattato (riutilizzo);

9) destinazione dei sovvalli;

f) la descrizione delle fasi economiche correlate

alle fasi temporali;

g) l'analisi dei costi, ai fini della loro totale

copertura;

h) l'individuazione delle fonti di finanziamento,

nonché delle modalità di copertura dei costi non

finanziabili o non finanziati;

i) la descrizione della procedura di controllo del

raggiungimento degli obiettivi intermedi e finali del

piano, con la specifica degli indicatori e dei

relativi valori di riferimento;

l) l'impostazione del contratto di servizio,

evidenziando lo standard minimo ed i servizi

aggiuntivi, comprensivi dei relativi costi, volti a

migliorare lo standard;

m) gli interventi finalizzati all'autosufficienza

impiantistica dell'ATO, inclusa la programmazione e la

localizzazione degli impianti previsti.

4. La S.R.R. adotta il piano d'ambito ed il relativo

piano economico-finanziario di supporto entro sessanta

giorni dalla pubblicazione del piano regionale di

gestione dei rifiuti, trasmettendolo entro dieci

giorni all'Assessorato regionale dell'energia e dei

servizi di pubblica utilità. L'Assessorato medesimo,

entro i successivi novanta giorni, verifica la

conformità del piano d'ambito al piano regionale di

gestione dei rifiuti. Il termine può essere sospeso

soltanto per una volta, ove siano necessarie richieste

istruttorie e riprende a decorrere dal ricevimento

delle informazioni richieste. Trascorso il termine di

novanta giorni, calcolato al netto del lasso di tempo

necessario per l'acquisizione delle informazioni

supplementari, il piano d'ambito acquisisce piena

efficacia.

5. Il piano d'ambito è sottoposto a verifiche ed

aggiornamenti. Le variazioni strettamente necessarie

all'adeguamento a nuove disposizioni o indirizzi di

livello europeo, statale o regionale sono comunicate

alla Regione e sono sottoposte alla verifica di

conformità.

6. Le previsioni contenute nel piano d'ambito sono

vincolanti per gli enti soci, nonché per i soggetti

che ottengano l'affidamento dei servizi di gestione

integrata dei rifiuti.

7. La mancata adozione del piano d'ambito preclude

la concessione di eventuali contributi europei,

statali e regionali per la realizzazione del sistema

di gestione integrata dei rifiuti.

Art. 11.

Azioni per la prevenzione della produzione dei

rifiuti

1. La Regione, gli enti locali e le S.R.R., per le

finalità di cui all'articolo l, comma l, lettera a),

favoriscono e sostengono, attuando quanto previsto nel

piano di azione del programma operativo del Fondo

europeo per lo sviluppo regionale (FESR) 2007-2013:

a) azioni e strumenti incentivanti o penalizzanti

finalizzati a contenere e ridurre la quantità di

rifiuti prodotti o la loro pericolosità da parte di

soggetti pubblici o privati;

b) iniziative per la diffusione degli acquisti

verdi;

c) campagne informative e di sensibilizzazione

rivolte a soggetti pubblici e privati per l'adozione

di comportamenti tali da favorire la prevenzione e la

riduzione dei rifiuti.

2. La Regione promuove con soggetti pubblici e

privati accordi che definiscano specifiche linee di

azione per favorire la riduzione della quantità e

pericolosità dei rifiuti prodotti, attuando quanto

previsto nel Piano di Azione del P.O. FESR 2007-2013.

3. L'Assessore regionale per l'energia ed i servizi

di pubblica utilità predispone ulteriori linee guida

per indirizzare tutti i soggetti interessati verso le

migliori pratiche di prevenzione e riduzione dei

rifiuti.

4. La Regione definisce iniziative per l'attivazione

degli accordi e dei contratti di programma previsti

dall'articolo 206 del decreto legislativo 3 aprile

2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni,

nonché per l'introduzione nel territorio dei criteri

di fiscalità ecologica di riduzione, prevenzione e

minimizzazione dei rifiuti oltre che per stimolare la

creazione di nuove imprese nel campo delle nuove

tecnologie ambientali, del riciclo e riuso dei rifiuti

e dello sviluppo sostenibile e promuovere la

realizzazione completa delle filiere produttive per il

riciclaggio delle materie da rifiuto.

Art. 12.

Azioni per favorire la raccolta differenziata e le

forme di recupero

1. In conformità alla normativa comunitaria ed ai

principi da questa desumibili, trovano applicazione:

a) le misure contenute nel decreto del ministro

dell'ambiente e della tutela del territorio 8 maggio

2003, n. 203, affinché gli uffici pubblici e le

società a prevalente capitale pubblico operanti nel

territorio della regione coprano il fabbisogno annuale

di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti

dal riuso e riciclo di materie derivanti dalla

raccolta differenziata, nella misura non inferiore al

30 per cento del fabbisogno medesimo;

b) le misure contenute nel Piano nazionale di azione

per la sostenibilità ambientale dei consumi nel

settore della pubblica amministrazione, approvato con

decreto del ministro dell'ambiente e della tutela del

territorio e del mare 11 aprile 2008.

2. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore

della presente legge il Presidente della Regione,

sentite le competenti Commissioni legislative

dell'Assemblea regionale siciliana, emana con proprio

decreto le disposizioni attuative del comma 1 e quelle

necessarie a promuovere le produzioni di beni

materiali mediante l'impiego di materie derivanti

dalla raccolta differenziata, rispondenti alle

operazioni di preparazione per il riutilizzo ed il

riciclaggio, incluso l'accesso prioritario ad

agevolazioni e finanziamenti pubblici, purché tali

produzioni utilizzino una quota non inferiore al 30

per cento di rifiuti che devono provenire da raccolta

effettuata nella Regione.

3. La Regione promuove, con le reti della media e

grande distribuzione di vendita, protocolli d'intesa

finalizzati alla riduzione degli imballaggi e dei

contenitori monouso, al maggiore impiego di imballaggi

riutilizzabili ed alla diffusione di prodotti sfusi

con erogatori alla spina, nonché ad ogni altra idonea

iniziativa indirizzata alla riduzione, prevenzione e

minimizzazione della produzione di rifiuti.

4. La Regione indica nel piano di bonifica delle

aree inquinate e, più in generale, in tutti gli

strumenti di pianificazione interessati al ripristino

di particolari aree, gli interventi per i quali può

essere impiegata nelle operazioni di ripristino la

frazione organica stabilizzata (FOS) proveniente dai

sistemi di trattamento prima del conferimento in

discarica e le caratteristiche della stessa in

rapporto ai livelli di contaminazione stabiliti per i

vari siti.

Art. 13.

Riduzione della produzione dei rifiuti da parte

delle

pubbliche amministrazioni e dei soggetti

assimilati.

Condizioni per il rilascio delle autorizzazioni

per

le medie e le grandi strutture di vendita.

1. Entro i tre anni successivi alla data di entrata

in vigore della presente legge e fatti salvi i

contratti di fornitura di beni e servizi eventualmente

in corso, la Regione, le province, i comuni e gli

altri enti, istituti, società ed aziende soggette alla

vigilanza degli stessi, impiegano, per le proprie

necessità, carta e cartoni prodotti utilizzando,

integralmente o prevalentemente, residui recuperabili,

in misura non inferiore al quaranta per cento del

fabbisogno. I soggetti di cui al presente comma sono

altresì tenuti, entro il medesimo periodo e per la

stessa percentuale, ad utilizzare manufatti di

plastica riciclata.

2. Ai soggetti di cui al comma 1 è fatto divieto di

utilizzare nelle proprie mense, per la

somministrazione degli alimenti o delle bevande,

contenitori e stoviglie a perdere. I medesimi soggetti

hanno altresì l'obbligo di provvedere alla raccolta

differenziata di carta e cartone, cartucce di

inchiostro e toner per fotocopiatrici e stampanti, o

nastri per macchine da scrivere.

3. L'Assessorato regionale dell'energia e dei

servizi di pubblica utilità promuove intese e

convenzioni con le amministrazioni dello Stato e gli

enti pubblici nazionali per incentivare l'uso di carta

e cartoni prodotti integralmente o prevalentemente con

materie prime secondarie, per promuovere la raccolta

differenziata di carta e cartone, cartucce

d'inchiostro per fotocopiatrice e stampanti, nastri

per macchine da scrivere o quant'altro stabilito dal

piano regionale nonché per disincentivare l'utilizzo

di contenitori e stoviglie a perdere.

4. Ai fini del rilascio dell'autorizzazione prevista

dalla legislazione vigente per le medie e le grandi

strutture di vendita, è richiesta la presentazione del

bilancio dei rifiuti prodotti e autosmaltiti da parte

delle strutture da insediare. Il bilancio è elemento

indispensabile ai fini della valutazione del

raggiungimento degli standard minimi stabiliti dal

piano regionale di gestione dei rifiuti. La priorità

fra domande concorrenti in regola con gli standard

urbanistici e commerciali, è data, a parità delle

altre condizioni, al richiedente che presenta

comparativamente, in termini di quantità, il miglior

bilancio rifiuti.

5. Nei capitolati per appalti pubblici di opere, di

forniture e di servizi sono inserite specifiche

condizioni per favorire l'uso di residui recuperabili,

secondo le modalità indicate nel piano regionale di

gestione dei rifiuti.

Art. 14.

Potere sostitutivo

l. A far data dalla pubblicazione del piano

regionale di gestione dei rifiuti, qualora gli enti di

cui alla presente legge non ottemperino alle funzioni

e ai compiti assegnati, l'Assessore regionale per le

autonomie locali e la funzione pubblica, su

segnalazione dell'Assessorato regionale dell'energia e

dei servizi di pubblica utilità, dispone, previa

diffida, la nomina di commissari straordinari, nei

seguenti casi:

a) mancato espletamento degli adempimenti di cui al

comma 2 dell'articolo 7 o mancata elezione degli

organi delle S.R.R., nei termini previsti dalla

presente legge;

b) mancata adozione del piano d'ambito;

c) mancata approvazione dei bilanci delle S.R.R.

nei termini previsti;

d) mancato espletamento delle procedure per

l'affidamento del servizio e degli adempimenti di cui

all'articolo 6, comma 5.

2. Nei casi di cui al comma 1, lettere b), c), e

d), laddove i sindaci ed i presidenti della provincia

non diano corso agli adempimenti necessari, previa

diffida non inferiore a novanta giorni, si fa luogo

alla nomina di un commissario straordinario che li

sostituisce nelle funzioni societarie. Il commissario

straordinario provvede, nell'esercizio dei relativi

poteri, all'adozione della delibera di decadenza dei

rappresentanti degli enti locali negli organi della

società commissariata ed all'avvio delle

consequenziali azioni di responsabilità. Il

commissario straordinario assume altresì le funzioni

rivestite dai sindaci e dal presidente della provincia

nella S.R.R.. I commissari straordinari durano in

carica sei mesi e possono essere rinnovati, per una

volta sola, per un corrispondente periodo di tempo. Il

rinnovo dell'incarico è disposto con decreto

dell'Assessore regionale per le autonomie locali e la

funzione pubblica, adottato almeno novanta giorni

prima della scadenza del mandato commissariale. Nei

due mesi antecedenti alla conclusione dell'incarico,

il commissario straordinario provvede agli adempimenti

funzionali alla ricostituzione degli organi della

S.R.R.

3. Costituisce grave violazione di legge da parte

degli enti locali interessati:

a) l'approvazione dei bilanci di previsione in

assenza dell'allegato di cui all'articolo 172, comma

l), lettera b) del decreto legislativo 18 agosto 2000,

n. 267, con riferimento ai bilanci delle S.R.R.;

b) la violazione degli adempimenti di cui alle

lettere da a) a g) dell'articolo 4, comma 2.

4. In presenza delle condizioni di cui al comma 3,

l'Assessore regionale per le autonomie locali e la

funzione pubblica dispone, previa diffida non

inferiore a novanta giorni, la nomina di commissari

straordinari e contestualmente la decadenza degli

organi delle amministrazioni interessate ai quali

debba ascriversi la violazione. I commissari

straordinari durano in carica sei mesi e possono

essere rinnovati, per una sola volta, per un

corrispondente periodo di tempo. Il rinnovo

dell'incarico è disposto con decreto dell'Assessore

regionale per le autonomie locali e la funzione

pubblica, adottato almeno novanta giorni prima della

scadenza del mandato commissariale. Nei due mesi

antecedenti alla conclusione dell'incarico, il

commissario straordinario provvede agli adempimenti

funzionali alla ricostituzione degli organi decaduti.

5. Per le finalità di cui all'articolo 4, comma 2,

lettera c) i commissari straordinari sono autorizzati

a disporre variazioni di bilancio, nonché rettifiche

delle aliquote TARSU o dei valori della TIA, in

coerenza allo standard di cui all'articolo 15, comma

4.

6. A far data dall'entrata in vigore della presente

legge, ove a causa delle violazioni di cui al comma 3

o della mancata adozione delle ordinanze di cui agli

articoli 191 e 192 del decreto legislativo 3 aprile

2006, n. 152, derivino situazioni di rischio per

l'igiene e la sanità pubblica accertate da parte

dell'autorità sanitaria competente per territorio o

per materia, l'intervento sostitutivo può essere

disposto con decreto del Presidente della Regione,

adottato anche in assenza di previa diffida, su

proposta dell'Assessore regionale per l'energia ed i

servizi di pubblica utilità, di concerto con

l'Assessore regionale per le autonomie locali e la

funzione pubblica. In questo caso, l'eventuale

adeguamento della TARSU o della TIA ha luogo con

riferimento alla media delle aliquote applicate dalle

amministrazioni comunali comprese negli ambiti

territoriali ottimali attualmente costituiti. Il

commissariamento comporta la decadenza degli organi

degli enti ai quali sia da ascriversi l'omissione,

nonché l'avvio della consequenziale azione di

responsabilità amministrativa ed erariale.

7. Gli oneri conseguenti all'attività del

commissario straordinario sono posti a carico

dell'ente interessato.

Titolo IV

Affidamento del servizio integrato di gestione dei

rifiuti

Art. 15.

Disciplina dell'affidamento del servizio di

gestione integrata dei rifiuti

1. Fatta salva la disciplina transitoria di cui

all'articolo 19, il servizio di gestione integrata dei

rifiuti è affidato dalle S.R.R. in nome e per conto

dei comuni consorziati, secondo le modalità previste

dall'articolo 202 del decreto legislativo 3 aprile

2006, n. 152. Le stesse società, avvalendosi

dell'Ufficio regionale per l'espletamento di gare per

l'appalto di lavori pubblici, provvedono ad

individuare, sulla base del piano d'ambito e nel

rispetto dell'articolo 23 bis del decreto legge 25

giugno 2008, n. 112, convertito con modifiche dalla

legge 6 agosto 2008, n. 133 e successive modifiche ed

integrazioni, il soggetto incaricato di svolgere la

gestione del servizio per i comuni consorziati,

stipulando e sottoscrivendo con lo stesso un contratto

normativo che disciplina le modalità di affidamento,

di sospensione e di risoluzione ad opera dei singoli

comuni della parte di servizio relativa al territorio

dei comuni stessi. La stipula e la sottoscrizione del

contratto d'appalto relativo ai singoli comuni

compresi nella S.R.R. hanno luogo fra l'appaltatore e

la singola amministrazione comunale, che provvede

direttamente al pagamento delle prestazioni ricevute e

verifica l'esatto adempimento del contratto.

2. Al completamento del primo triennio di

affidamento, e successivamente con cadenza triennale,

la S.R.R., anche su segnalazione di singoli comuni,

procede alla verifica della congruità dei prezzi

rispetto alle condizioni di mercato applicate a parità

di prestazioni. Nel caso sia accertato che, a livello

nazionale o regionale, il costo medio applicato a

parità di prestazioni, sia inferiore per non meno del

5 per cento rispetto a quello praticato dal gestore, i

comuni fino all'affidamento del nuovo appalto con le

modalità di cui al comma 1 possono recedere dal

contratto di appalto e provvedere ad un'autonoma

organizzazione del servizio sul proprio territorio,

salvo che l'affidatario dell'appalto non dichiari la

propria disponibilità ad adeguare il corrispettivo

alle sopravvenute condizioni finanziarie.

3. Nei casi di cui al comma 2, l'affìdamento da

parte dei singoli comuni è effettuato a condizione

che:

a) garantiscano il raggiungimento dei medesimi

risultati del servizio e livelli di raccolta

differenziata, in quantità e qualità, previsti nel

piano d'ambito;

b) utilizzino il personale a qualsiasi titolo

trasferito alle società ed ai consorzi d'ambito

esistenti alla data di approvazione della presente

legge, corrispondendo alla S.R.R. i relativi oneri;

c) mantengano a proprio carico la quota parte dei

costi generali gravanti sulla S.R.R. per la gestione

del medesimo servizio nell'intero ATO.

4. Fino all'approvazione della tariffa integrata

ambientale, di cui all'articolo 238 del decreto

legislativo 152/2006, al fine di assicurare

l'appropriata copertura dei costi del servizio di

gestione integrata dei rifiuti, la S.R.R. indica uno

standard medio di riferimento per la tariffa di igiene

ambientale o per la tassa per lo smaltimento dei

rifiuti solidi urbani per i comuni compresi negli

Ambiti Territoriali Ottimali. Nella indicazione dello

standard si tiene conto del livello di effettiva

riscossione dell'ultimo triennio solare. I comuni

possono adeguare la TIA o la TARSU allo standard,

fermo restando che, nel caso in cui si determini uno

scostamento rispetto a quanto necessario a garantire

la corretta gestione del servizio, sono comunque

tenuti a individuare nel proprio bilancio le risorse

finanziarie ulteriori rispetto a quelle provenienti

dalla tariffa o dalla tassa, vincolandole alla

copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione

integrata dei rifiuti.

Art. 16.

Capitolato generale della gestione integrata dei

rifiuti

1. Nel rispetto delle linee guida di cui

all'articolo 195 del decreto legislativo 3 aprile

2006, n. 152, al fine di uniformare nel territorio

della Regione il servizio di gestione integrata dei

rifiuti, sia relativamente agli affidamenti, alle

gestioni dirette ed alle concessioni esistenti

oltreché in ordine a quelli futuri, il Presidente

della Regione entro centottanta giorni dalla data di

entrata in vigore della presente legge, con proprio

decreto emana un capitolato generale della gestione

integrata dei rifiuti in Sicilia e lo schema di un

contratto a risultato per il conseguimento delle

percentuali di raccolta differenziata stabilite

dall'articolo 9, comma 4, lettera a). Entro trenta

giorni dalla pubblicazione del decreto sono adeguati,

anche in variante al contratto principale, i

capitolati speciali di appalto e i contratti di

servizio in essere tra le società, i consorzi d'ambito

e i comuni.

2. Ai fini dell'affidamento della gestione di cui

all'articolo 15, la S.R.R. definisce altresì un

capitolato speciale d'appalto in ragione delle

specificità del territorio interessato e delle

caratteristiche previste per la gestione stessa.

Art. 17.

Disposizioni relative all'affidamento del servizio e al

capitolato generale

1. I contratti di appalto con i soggetti affidatari

del servizio di gestione integrata dei rifiuti sono

soggetti alle disposizioni di cui all'articolo 2 della

legge regionale 20 novembre 2008, n. 15 e successive

modifiche ed integrazioni.

2. Il capitolato generale di cui all'articolo 16

prevede idonea fidejussione rilasciata ai sensi

dell'articolo 75 del decreto legislativo 12 aprile

2006, n. 163 e successive modifiche ed integrazioni, a

garanzia dell'eventuale riscossione dell'intero

gettito stimato della tariffa integrata ambientale.

3. Le opere per la realizzazione degli impianti

necessari alla gestione integrata dei rifiuti nonché

le opere connesse e le infrastrutture indispensabili

alla costruzione degli impianti, sono di pubblica

utilità, indifferibili ed urgenti. Le predette opere

possono essere ubicate anche in zone classificate

agricole dai vigenti strumenti urbanistici comunali,

purché distino almeno 5 chilometri dal perimetro del

centro abitato.

Art. 18.

Accelerazione delle procedure autorizzative

1. Ai fini della più celere attivazione degli

impianti necessari alla gestione integrata dei

rifiuti, incluse le discariche, il dipartimento

competente dell'assessorato regionale dell'energia e

dei servizi di pubblica utilità adotta le procedure di

cui all'articolo 208 del decreto legislativo 3 aprile

2006, n. 152, e individua, per ciascuna istanza di

approvazione o autorizzazione, un responsabile unico

del procedimento.

2. Entro quindici giorni dall'acquisizione

dell'istanza, il responsabile del procedimento

richiede a tutti i soggetti competenti il proprio

parere motivato, da esprimere entro e non oltre tre

mesi dalla richiesta. Trascorso infruttuosamente il

predetto termine, il parere si intende favorevolmente

reso.

3. Il responsabile del procedimento convoca la

conferenza di servizi che deve concludere

l'istruttoria entro centocinquanta giorni dalla

presentazione della relativa istanza con un parere

unico motivato, di assenso o diniego.

4. Le conclusioni della conferenza di servizi sono

valide se adottate a maggioranza dei componenti.

5. Il provvedimento finale è rilasciato dal

competente dipartimento dell'assessorato regionale

dell'energia e dei servizi di pubblica utilità e

sostituisce ogni altra approvazione e/o autorizzazione

di legge, fatte salve quelle di competenza statale.

Titolo V

Disposizioni finali e transitorie

Art. 19.

Norme transitorie

1. Alla data di entrata in vigore della presente

legge, i consorzi e le società d'ambito costituiti ai

sensi dell'articolo 201 del decreto legislativo 3

aprile 2006, n. 152, sono posti in liquidazione. Agli

stessi, ove venga adottata ordinanza del Presidente

della Regione ai sensi dell'articolo 191 del decreto

legislativo 152/2006, sono preposti commissari

liquidatori nominati dall'assessore regionale per

l'energia ed i servizi di pubblica utilità fra

dirigenti dell'assessorato stesso o dell'assessorato

regionale dell'economia, che interviene in via

sostitutiva nel caso in cui i comuni soci non

provvedano al riguardo entro trenta giorni dalla data

di entrata in vigore della presente legge. I

liquidatori o i soggetti in atto preposti

all'amministrazione, per le finalità di cui

all'articolo 61 della legge regionale 14 maggio 2009,

n. 6, provvedono alla quantificazione della massa

attiva e passiva degli stessi consorzi e società

d'ambito accertate alla data del 31 dicembre 2009 e

all'accertamento delle percentuali di copertura dei

costi di gestione del servizio delle precedenti

Autorità d'ambito, sostenuti dagli enti locali, ai

sensi dell'articolo 21, comma 17, della legge

regionale 22 dicembre 2005, n. 19, e delle quote che

gli utenti hanno versato come TIA o TARSU. Il compenso

previsto per i commissari liquidatori non può essere

superiore a quello previsto per i commissari nominati

ai sensi dell'articolo 24 della legge regionale 3

dicembre 1991, n. 44 ed è a carico degli enti

interessati.

2. Fatta salva la speciale disciplina di cui ai

successivi commi, alla data di costituzione delle

S.R.R. i rapporti giuridici dei consorzi e delle

società d'ambito in corso confluiscono in un'apposita

gestione liquidatoria, che può essere articolata in

sottogestioni costituite per materia o per territorio.

3. In ragione dell'estinzione delle società e dei

consorzi d'ambito il regime transitorio per le diverse

tipologie di affidamento in essere è disciplinato in

conformità con quanto previsto dall'articolo 2, comma

38, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e dal comma

8 dell'articolo 23 bis del decreto legge 25 giugno

2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge

6 agosto 2008, n. 133, modificato da ultimo

dall'articolo 15, comma 1, del decreto legge 25

settembre 2009, n. 135, convertito con modificazioni

dalla legge 20 novembre 2009, n. 166.

4. Nel caso in cui, per effetto della modifica degli

Ambiti territoriali ottimali e della costituzione

delle S.R.R., il servizio di gestione integrata dei

rifiuti si svolga per una parte del territorio

mediante affidamento esterno a soggetti

imprenditoriali e per la rimanente parte mediante

gestione diretta, la durata di quest'ultima non può

eccedere la durata dell'appalto esterno. Resta ferma

la facoltà della S.R.R. di affidare, anche prima di

tale scadenza, la gestione del servizio

all'appaltatore individuato ai sensi dell'articolo 15.

5. Nel caso in cui per effetto della modifica degli

ambiti territoriali ottimali e della costituzione

delle S.R.R., il servizio di gestione integrata dei

rifiuti si svolga mediante affidamento esterno a

soggetti imprenditoriali diversi, il subentro del

gestore individuato ai sensi dell'articolo 15, ha

luogo alla scadenza dei singoli contratti la cui

durata può essere prolungata solo nei casi consentiti

dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e

successive modifiche e integrazioni.

6. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in

vigore della presente legge, l'assessorato regionale

dell'energia e dei servizi di pubblica utilità, con la

partecipazione delle organizzazioni associative dei

comuni e delle province, individua il personale

addetto fra quello già in servizio presso le società o

i consorzi d'ambito e proveniente dai comuni, dalle

province o dalla regione.

7. Sulla base dei criteri concertati fra

l'amministrazione regionale, le associazioni di

rappresentanza degli enti locali e le organizzazioni

sindacali, le S.R.R. integrano le previsioni di cui al

comma 6 individuando il rimanente personale fra i

dipendenti già in servizio al 31 dicembre 2009 presso:

a) le società d'ambito; b) i consorzi d'ambito; c) le

società utilizzate per la gestione del servizio ed al

cui capitale sociale partecipino gli enti locali o le

società o i consorzi d'ambito per una percentuale non

inferiore al novanta per cento. Per i dipendenti già

inquadrati nei profili operativi destinati al servizio

di gestione integrata dei rifiuti, l'assunzione ha

luogo, in ogni S.R.R., previa risoluzione del

precedente rapporto di lavoro, a parità di condizioni

giuridiche ed economiche applicate a tale data e per

mansioni coerenti al profilo di inquadramento, con

espresso divieto di adibizione a mansioni superiori. I

rimanenti dipendenti sono inquadrati, previa

risoluzione del precedente rapporto di lavoro,

assicurando che, in ogni singola S.R.R., il rapporto

fra profili operativi destinati al servizio di

gestione integrata dei rifiuti e rimanenti profili

professionali non sia inferiore al novanta per cento.

L'assunzione e/o gli inquadramenti hanno luogo a

condizione che l'originario rapporto di lavoro

dipendente o le progressioni di carriera siano stati

costituiti o realizzate nel rispetto della normativa

di riferimento, ed in particolare, dell'articolo 45

della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2, e

dell'articolo 61 della legge regionale 14 maggio 2009,

n. 6, o in forza di pronuncia giurisdizionale che

abbia acquisito efficacia di cosa giudicata o a

seguito di conciliazione giudiziale o extragiudiziale

purché sottoscritta entro il 31 dicembre 2009.

8. Il personale di cui ai commi 6 e 7 è assunto

all'esito delle procedure volte a garantire il

definitivo avvio del servizio di gestione, affidato

con le modalità di cui all'articolo 15. Tale personale

è utilizzato dai soggetti affidatari dell'appalto che

ne assumono la responsabilità gestionale, operativa e

disciplinare, anche per quanto concerne

l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul

lavoro, nonché per l'erogazione delle retribuzioni.

9. Fermo restando l'obbligo del ricorso alle

procedure di evidenza pubblica di cui all'articolo 45

della legge regionale 2/2007, le S.R.R. non possono

procedere per un triennio, a decorrere dalla data di

entrata in vigore della presente legge, ad alcuna

assunzione.

10. In deroga alle previsioni delle dotazioni

organiche degli enti locali, nel rispetto dei limiti

derivanti dal patto di stabilità, il personale delle

S.R.R. può altresì essere utilizzato per servizi

aggiuntivi svolti direttamente dagli enti locali.

11. Le norme amministrative e tecniche che

disciplinano la gestione integrata dei rifiuti alla

data di entrata in vigore della presente legge

conservano validità sino all'adozione dei

corrispondenti atti adottati in attuazione della

presente legge.

12. Fino all'effettivo esercizio delle funzioni

conferite dalla presente legge, e comunque fino al

definitivo avvio del servizio di gestione integrata

dei rifiuti con le modalità previste dalla presente

legge ovvero fino alla soppressione delle autorità

d'ambito, i soggetti già deputati alla gestione

integrata del ciclo dei rifiuti, o comunque nella

stessa coinvolti, continuano a svolgere le competenze

loro attualmente attribuite. Tale gestione non può

eccedere la durata di un anno, decorrente dalla data

di entrata in vigore della presente legge.

13. Il personale già in servizio presso i comuni,

presente nella dotazione organica, transitato negli

ATO, nella fase di prima applicazione della presente

legge può a richiesta tornare ai comuni di

appartenenza.

Art. 20.

Rinvio dinamico

1. I rinvii operati dalla presente legge alla

legislazione statale si intendono effettuati in senso

dinamico.

Art. 21.

Norma finale

1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta

ufficiale della Regione siciliana.

2. È fatta obbligo a chiunque spetti di osservarla e

di farla osservare come legge della Regione.

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