mercoledì 24 marzo 2010

Paradosso all’Assemblea Regionale Sic...



 

Paradosso all’Assemblea Regionale Siciliana in dirittura d’arrivo una riforma senza copertura finanziaria, è la legge sulla gestione e lo smaltimento dei rifiuti. I nuovi Consorzi che si andranno a creare mancheranno delle necessarie risorse economiche e i debiti delle società non potranno essere risanati perché ai Comuni mancheranno le anticipazioni che tanto si aspettavano. Mancano all’appello 500 milioni di euro per attivare i mutui degli ATO.

Obiettivi della riforma implementare al massimo la raccolta differenziata con il servizio porta a porta. La riforma prevede degli obiettivi in percentuale che i Comuni devono rispettare se non vogliono essere commissariati (previsto dall’art 14) infatti tra le  sanzioni previste in caso non si rientri nei parametri stabiliti dalla legge è previsto lo scioglimento del Consiglio Comunale. 

L'articolo 14 poi definisce i casi nei quali in presenza di inadempienze delle Srr, per mancata adozione del piano d'ambito o per inadempienze nel bilancio si prevede il commissariamento delle società da parte dell'assessorato alle Autonomie sociali.

Il varo della legge di riforma degli Ato, risulta ancora più urgente  affinché si possano attuare le procedure per il rientro dal deficit per oltre 1,2 miliardi dell'attuale sistema di ambiti territoriali. Già con la legge finanziaria si devono trovare  le risorse per sgravare i Comuni da un costo che rende asfittici i bilanci degli Enti locali a danno di tanti servizi essenziali e del welfare

Gli obiettivi fissati dalla Legge n.. 525-528/A per la raccolta differenziata il 20% entro il 2010, il 40% della raccolta differenziata entro il 2012 ed il 65% entro il 2025.

Crescendo la percentuale di raccolta differenziata diminuisce il numero delle discariche ove conferire che in una fase di transizione si dovrà crearne di nuove.

L’articolo 11 definisce le azioni che la Regione dovrà attivare, anche attraverso convenzioni con soggetti pubblici e privati, per prevenire la produzione dei rifiuti: dalla riduzione degli imballaggi monouso alla minimizzazione dei materiali di scarto. 

La Legge prevede la creazione di aziende per il riutilizzo delle materie raccolte con la differenziata.

L'articolo 12 prevede le azioni per favorire la raccolta differenziata e le forme di recupero finalizzate alla creazione in Sicilia della cosiddetta 'green economy', cioè la produzione di manufatti per uso civile e industriale realizzati con materie provenienti dalla raccolta differenziata.

E’ imposto a tutti gli Enti Pubblici della Sicilia l’obbligo della differenziata.

Gli articoli 15 e 16 riguardano i criteri della definizione delle gare di appalto per l'affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti. L'articolo 17 stabilisce invece i parametri per le procedure di autorizzazione relative alla gestione integrata dei rifiuti.

Restano da varare le parti della legge che riguardano alcuni nodi centrali della riforma come la possibilità di "salvare i cosiddetti Ato virtuosi" cioé quelli che in questi anni hanno raggiunto standard di efficienza e la gestione del personale attualmente in servizio.

 

Tutte le assunzioni fatte dai vecchi Ato senza concorso pubblico dopo il 2007 sono ritenute nulle e le nuove società non potranno assumere nuovo personale per tre anni. Di fronte alle polemiche, anche all'interno della maggioranza, il governatore, in aula assieme all'assessore all'Energia Pier Carmelo Russo, ha ritirato l'emendamento che prevedeva il salvataggio dei cosiddetti Ato virtuosi, individuati tra quelli che aveva raggiunto almeno il 15% di raccolta differenziata.

Domani  l'Assemblea sara' chiamata ad esprimere il voto finale sulla legge nel suo complesso.

 

 

 

 

LA COLPA DEI SINDACI NEL FALIMENTO DEGLI ATO

Assemblea Regionale Siciliana mercoledì  10 marzo 2010 alle ore 16

Apprendi Chiedo di Parlare

Presidente Ne ha facoltà

Apprendi Signor Presidente, onorevoli colleghi

La vicenda degli ATO è una vicenda triste e non capisco come mai alcuni colleghi si ostinino a difendere la gran parte dei sindaci che sono, non solo complici, ma artefici del disastro  gli ATO.

I sindaci che sono stati nei consorzi sono stati essi stessi attori dei disastri degli  ATO; hanno determinato le assunzioni facili; hanno gonfiato gli organici; non hanno messo in riscossione la TRASU. Perché non lo hanno fatto? Solo per clientela: non chieder le tasse dovute ai cittadini doiventa clientela per la prossima elezione.

Adesso, chi pagherà questo danno? Lo faranno i cittadini che sono stati presi in giro da questi stessi sindaci. Adesso i costi sono diventati altissimi, si sono triplicati, e pagheranno i lavoratori di quelle cooperative o i lavoratori assunti dalle agenzie interinali in periodi elettorali, con la promessa di un posto di lavoro. Lavoratori che adesso non possono essere assunti. E voglio vedere questi sindaci ed amministratori che si sono sbracciati, durante le campagne elettorali, per provvedere alle assunzioni di questo personale.

Abbiamo una grande scommessa e, se si chiede qualche giorno di riflessione, credo sia necessario concederlo perché - come ha detto qualche collega - occorre approfondire il disegno di legge e, piuttosto che partorire una legge che può creare qualche difficoltà, perdere qualche giornata in più può aiutarci certamente a renderlo un atto che può essere accolto dalla popolazione anche con grande entusiasmo. Infatti i cittadini vogliono che si tolga l’immondizia dalle strade, davanti alle case, davanti alle scuole, davanti ai negozi. E allora questa grande scommessa, assessore, ci vedrà sì protagonisti perché sappiamo che stiamo toccando interessi, grandi interessi - quello delle discariche gestite in una certa maniera, quello dei noli a caldo, quello delle assunzioni facili - e, quindi, sarà un tragitto pieno di ostacoli. A noi la capacità di dare una risposta seria perché sarà veramente un risultato importante se saremo capaci di rendere partecipi i siciliani in questo sforzo che il nostro Parlamento saprà fare...........

 

RUSSO Pietro Carmelo, assessore per l’energia e i servizi per la pubblica utilità.

Signor Presidente, mi pare che siano emersi spunti interessanti, peraltro, del tutto posti all’attenzione e cioè, in particolare, quello del maggiore coinvolgimento dei comuni e quello della salvaguardia finanziaria che, credetemi, è un incubo, che io ho, delle amministrazioni locali. Il problema però è che l’incubo del disastro finanziario dei comuni si sta trasferendo sulla Regione siciliana.
L’Aula è, ovviamente, sovrana! Io desidero semplicemente dirvi che alla presenza, fra gli altri, dell’onorevole Adamo, dell’onorevole Mineo, dell’onorevole Greco,
alle ore 15.30 di questo pomeriggio, nella Sala Rossa, davanti a me c’erano dodici sindaci che urlavano come ossessi perché nell’ATO Palermo 1 vi è ancora una volta una situazione di grave pericolo per l’igiene e la sanità pubblica. Ancora una volta ho autorizzato la Regione siciliana ad “attingere alla cassa!”
Tutti voi sapete quello che significa. Significa,
mandato allo scoperto. Ripeto, l’Assemblea è sovrana, ma io non potrò più autorizzare, in nessun modo, interventi di sostegno dei comuni rispetto alle esigenze di emergenza ambientale. Dall’assessorato all’economia mi comunicano che la cassa non è più in condizione di reggere ulteriori accessi finanziari.

 

La riforma TOGLIE agli ATO la gestione del ciclo integrato. Si realizza cioè la seperazione tra gestione da un lato ed il controllo, la programmazione e le scelte dall’altro.

Gli ATO non saranno più Società di capitali ( S.p.a) [ ma Consorzi (obbligatori purtroppo) di Comuni di tutta la Provincia] , che decidevano Autonomamente se gestire da sè o affidare in maniera totalmente discrezionale in appalto tutto o in parte la gestione.

Avranno INVECE l’enorme potere di affidare ad un soggetto ESTERNO, tramite gara, la gestione del servizio .

I Comuni dovranno obbligatoriamente sottoscrivere il Contratto con quel gestore. In ciò consiste la sua “responsabilità” !!

In realtà quindi è un obbligo, un dovere.

Gli utenti dovranno pagare TIA o TARSU decisi dal Comune su indicazione dell’ATO. Il Comune può decidere pure se non fare pagare nulla, ma si assume comunque l’onere di pagare prendendo i soldi da un’altra voce di bilancio comunale.

Si parla di “multinazionali” (tre volte). Perchè dare per scontato questo fatto altamente improbabile ? Le ditte saranno “italianissime” anzi “sicilianissime” mascherate in involucri dall’aspetto “nazionale” o anche “multinazionale”.

La mia idea, invece, è che i consorzi debbano nascere su base VOLONTARIA e partendo dalla delimitazione geografica attuale.

Tutti salvi quindi ? NO !

Dovrebbero essere salvati quelli che hanno dimostrato di avere realizzato negli anni 2008, 2009, e, a consuntivo da verificare, nel 2010 obbiettivi di qualità del servizio ( per esempio ANCHE percentuali discrete di raccolta differenziata) e obbiettivi economici (deficit al di sotto di una certa soglia come per esempio si fa nella Unione Europea)

Questo principio era presente nel progetto PD , ma poi il PD ci ha rinunciato nell’arco di tre giorni, visto che ha sottoscritto il nuovo disegno di legge di Giunta.

Ad evitare equivoci, i Comuni del Consorzio dovrebbero comunque essere Direttamente tirati in causa nel pagamento del servizio. “ Ca nisciuno è fesso”.

“La Regione dovrebbe individuare i siti delle discariche”.

La legge quadro nazionale 152/2006 e il disegno di legge in discussione attribuiscono alla Regione (delegandolo all’Assessorato) il compito di individuare i CRITERI in base ai quali si individuano le AREE NON IDONEE e le AREE IDONEE. Le Province poi dovrebbero individuare queste AREE e i SITI IDONEI.

Nulla si dice sulla proprietà e sulla gestione di questi siti.

Ora sappiamo che le discariche sono un terreno di coltura non solo di batteri, virus, materiali velenosissimi e inquinanti, ma anche di interessi MAFIOSI legati al traffico di rifiuti tossici e di rifiuti speciali.

Le discariche, aperte e chiuse, devono essere invece “aperte” al controllo delle comunità presso le quali si trovano, gestite secondo il principio della SICUREZZA PUBBLICA E DELLA SICUREZZA SOCIALE ( cioè del controllo mafioso) a prescindere da quanto costa. E questo lo può garantire MAGGIORMENTE (non al 100% purtroppo) la PROPRIETA’ E LA GESTIONE PUBBLICA della discarica. Chi mi garantisce la bonifica futura ? Il privato che le ha gestite in base al criterio del profitto immediato ?

Per me è la Regione che deve farsi carico di questo. Per tutte le discariche della Regione.

“Siamo convinti che la gestione integrata dei rifiuti debba essere fatta in regime di libera concorrenza tra piccole ditte pubbliche e private locali”

Io sono convinto che l’iniziativa privata possa (non debba) essere consentita ed esercitata comunque NON IN REGIME DI MONOPOLIO. Sono convinto inoltre che nel caso di servizi pubblici, il servizio gestito dal pubblico (Regione, Provincia, Comune, o consorzi vari) DEBBA avere la priorità sul privato( e non, come dice il recentissimo decreto Ronchi, il contrario).

Questo in modo particolare per le discariche e per tutti gli impianti che abbiano un forte impatto sull’ambiente, sulla legalità, e sul sociale.

salvatore.durante@alice.it


Ritengo, innanzi tutto, che noi possiamo dare un giudizio di merito sull’operato dell’attività legislativa della Regione solo se conosciamo bene due cose:


a)i margini di intervento del parlamento regionale, rispetto alla normativa nazionale e a quella comunitaria;
b)quale sistema, nel nostro territorio, può rappresentare l’optimum ed in che cosa consiste questo optimum.
Riguardo il primo punto ci interessa sapere se, in qualche punto del nuovo piano, sarà previsto l’obbligo di passare definitivamente dalla tassa alla tariffa.
La legge 158/99, istitutiva della tariffa, che sarebbe dovuta entrare in vigore dal 1° gennaio 2000 in tutta Italia, nel Mezzogiorno è stata di fatto derogata e ancora oggi il parametro di calcolo prevalente per la determinazione di quanto le famiglie devono pagare, con la TARSU, è costituito dalla superficie dell’abitazione in cui si vive. Con questo autentico atto di sabotaggio della R.D., i Comuni , hanno continuato a coprire la spesa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti con il gettito della TARSU, dell’ICI e dell’IRPEF. L’effetto più pernicioso del reiterato rinvio dell’applicazione della tariffa, tuttavia, è stato quello di scollegare completamente l’importo pagato dai cittadini dall’”efficienza” dei cittadini stessi nel fare la R.D..
In assenza del pur minimo riconoscimento (anche economico) all’utente per l’impegno nel praticare la R.D. ed in assenza del servizio porta a porta, per farla breve, si è arrivati all’emergenza con il commissariamento, delle cui vicende siamo tutti informati. La ciliegina dei commissariamenti e della gestione della maggior parte degli ATO-carrozzoni è consistita nel fatto che nessuno di questi soggetti, nonostante le ingenti somme stanziate ed elargite, era tenuto a garantire dei risultati.
Una cosa che mi piacerebbe leggere nel nuovo piano di rifiuti regionale non è l’applicazione della tariffa ma anche (se la Regione ha la possibilità di farlo) una modifica della 158/99 nel senso di ridurre al minimo i parametri relativi alla superfici delle case ed al numero dei componenti il nucleo familiare, enfatizzando quello del comportamento dei cittadini nei confronti della R.D..
Nel piano rifiuti regionale ci dovrebbe essere una norma correttiva della legge nazionale (che è una libera interpretazione delle direttive europee) che prevede, per i condomini, il conferimento dei rifiuti in cassonetti comuni. Ciò, rendendo impossibile la tracciabilità del sacchetto, vanificherebbe ogni opera di responsabilizzazione dei singoli utenti.
Nel quadro della strategia per la prevenzione della produzione dei rifiuti, di cui si fa un gran parlare ma di cui si fa poco, la Regione dovrebbe prendere esempio dal Comune di Torre Boldone, la cui amministrazione, fattosi bene i conti, ha trovato economicamente conveniente regalare alle mamme con bambini piccoli dei pannolini riusabili, più igienici ed economici di quelli usa-e-getta, ed istituire un servizio di raccolta-lavaggio-riconsegna dei pannolini a domicilio. Il costo dei pannolini e quello del servizio era inferiore al costo di conferimento dei pannolini in discarica e si salvava l’ambiente su cui non gravava il peso di una frazione merceologica praticamente intrattabile.
Per quanto riguarda gli impianti di compostaggio c’è da fare un paio di considerazioni. La prima si riferisce all’attuale legge che, non considerando le nuove tecnologie con cui questi impianti oggi vengono costruiti, li considera impianti industriali e impone di costruirli fuori dai centri abitati.
In realtà, da un punto di vista strettamente tecnico, essi potrebbero essere alloggiati in una costruzione anche in pieno centro città senza tradire la loro presenza, grazie ai filtri biologici di nuova concezione, con qualsivoglia odore molesto.
La scelta del commissario straordinario, che probabilmente non sarà messa in discussione nel nuovo piano, privilegiando discutibili “economie di scala”, prevede pochi grossi impianti a cui i comuni, distanti anche centinaia di chilometri devono conferire il materiale organico.
Questa impostazione non tiene conto di alcune necessarie considerazioni:
a) le economie di scala vengono abbondantemente annullate dai maggiori costi di trasporto. Si verifica pure l’assurdo che molti comuni ad economia agricola, e quindi potenziali utilizzatori del compost, devono trasportare l’organico all’impianto e da quì riportare il compost maturo nelle proprie campagne.
b) Alla fine del processo di compostaggio, il compost maturo e pronto per essere usato o trasportato, pesa poco più della metà della massa di origine. Se invece di trasportare direttamente l’organico questo viene fatto prima compostare in loco, si dimezzano i costi di trasporto. Se poi il compost viene impiegato nel luogo di produzione questi costi vengono quasi azzerati.
L’impianto di compostaggio, che per funzionare ha bisogno anche di reintegrare l’acqua che nel processo di bio-ossidazione si perde sotto forma di vapore, e di una certa quantità di azoto organico per alimentare i batteri responsabili della fermentazione, trova il suo naturale complemento in un impianto di trattamento dei liquami urbani, che produce fanghi ricchi, appunto, di acqua e di azoto.
In conclusione, il nuovo piano dei rifiuti dovrebbe prevedere almeno un impianto di co-compostaggio per ogni comune che, in un colpo solo, risolverebbe vantaggiosamente sotto molteplici aspetti il problema dei rifiuti urbani organici, sia nella loro forma solida che in quella liquida.
Copiando ciò che ha già realizzato il Comune di Milano, dovrebbe imporre la creazione di fontanelle pubbliche dove viene erogata, gratis o a prezzi politici, acqua senza cloro e disinfettata con ozono e raggi UV. Dovrebbe pure prevedere incentivi fiscali per quei negozianti che vendono detersivi e latte alla spina.
Oltre a limitare drasticamente la quantità di contenitori di plastica, si realizzerebbe pure un notevole risparmio energetico.
Per realizzare tutto ciò la forma ATO è, a mio giudizio, inadeguata. La formula vincente sarebbe il ritorno ad una gestione in economia per quei comuni che lo richiedono, offrendo loro l’appoggio logistico dell’ATO di appartenenza unicamente per il trattamento e la destinazione dei rifiuti speciali e della frazione residua della R.D., uniche frazioni per le quali il Comune dovrebbe pagare un corrispettivo per il servizio.
Un piano rifiuti degno di questo nome dovrebbe seriamente considerare l’impiego dei cenciaioli, prevedendo (esattamente il contrario di quanto ha fatto Cammarata), un concreto e consistente appoggio logistico per la loro attività. Non ho fatto bene i conti ma, ad occhio e croce, grazie ai cenciaioli, i comuni e gli ATO si troverebbero nella condizione di realizzare consistenti economie e di poter disporre di personale in esubero da impiegare proficuamente nei nuovi servizi e, soprattutto, nei controlli.
Per quanto riguarda l’idea di chiedere il parere di Angelini sono d’accordo, ma con qualche cautela: il personaggio è molto preparato e conosce la materia come pochi. Non dobbiamo però dimenticare che, ai tempi del governo Capodicasa, è stato l’autore, assieme a Michelon, del P.I.E.R., in cui erano previsti degli inceneritori.. 

 

 

 Seduta n. 153 Martedì 16 marzo 2010

ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA DISEGNO DI LEGGE “GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI E BONIFICA DEI SITI INQUINATI” (NN. 525-528/A)

Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri 525-528/A

PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri 525-528/A

Si passa all’articolo1.

Ne do lettura:

«Titolo I Oggetto finalità e competenze

Articolo 1 Oggetto e finalità

1.  Oggetto della presente legge è la disciplina della gestione integrata dei rifiuti e la messa in

sicurezza, la bonifica, il ripristino ambientale dei siti inquinati, nel rispetto della salvaguardia e tutela della salute pubblica, dei valori naturali, ambientali e paesaggistici, in maniera coordinata con le disposizioni del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni, in attuazione delle direttive comunitarie in materia di rifiuti. Finalità della presente legge sono le

seguenti:

a)  prevenire la produzione di rifiuti e ridurre la pericolosità;

b)  promuovere la progettazione di prodotti ed imballaggi tali da ridurre all’origine la produzione di

rifiuti, soprattutto non riciclabili, adottando anche le necessarie forme di incentivazione;

c)  promuovere l’informazione e la partecipazione dei cittadini, attraverso adeguate forme di

comunicazione, rivolte anche agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado;

d)  promuovere il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero dei rifiuti urbani e speciali;

e)  promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e di quelli assimilati agli urbani,

adottando in via prioritaria il sistema di raccolta porta a porta e definendo sistemi di premialità e

penalizzazione finalizzati ad aumentarne le relative percentuali;

f)   incrementare l’implementazione di tecnologie impiantistiche a basso impatto ambientale, che

consentano un risparmio di risorse naturali;

g)  ridurre la movimentazione dei rifiuti attraverso l’ottimizzazione dello smaltimento in impianti

prossimi al luogo di produzione, con la garanzia di un alto grado di tutela e protezione della salute e

dell’ambiente;

h)  favorire la riduzione dello smaltimento in discarica;

i)   riconoscere il ruolo dei comuni quali responsabili del servizio erogato ai propri cittadini, anche

attraverso soggetti diversi;

l)   valorizzare la partecipazione dei cittadini, con particolare riferimento a forme di premialità

economiche in funzione dei livelli di raccolta differenziata raggiunti;

m) rendere compatibile l’equilibrio economico del servizio di gestione integrata dei rifiuti con le

risorse pubbliche disponibili e con le entrate derivabili dalla riscossione della TARSU o della TIA,

avuto riguardo alla necessità di tutelare con misure di perequazione le fasce sociali più deboli e di

ridurre l’evasione e la elusione fiscale in materia.

2.  Ai fini di quanto previsto dal comma 1 la Regione assicura lo smaltimento dei rifiuti urbani non

pericolosi attraverso una progressiva autosufficienza degli Ambiti Territoriali Ottimali (A.T.O.) di

cui all’articolo 200 del decreto legislativo 152/2006. Per i rifiuti speciali prodotti dalle aziende

commerciali e dalle industrie si applica, per quanto possibile ed ambientalmente conveniente, il

principio della vicinanza del luogo di produzione a quello di smaltimento, tenendo conto del

contesto geografico, delle eventuali condizioni di crisi ambientale o della necessità di impianti

specializzati. Il conferimento dei rifiuti avviene previo decreto emanato dal competente

Dipartimento regionale delle acque e dei rifiuti, che verifichi l’esistenza di tutte le condizioni

necessarie al conferimento stesso.

3.  Per quanto non disciplinato dalla presente legge, si applicano le disposizioni contenute nel

decreto legislativo 152/2006 e nella normativa statale e comunitaria vigente».

Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto.

Pongo, quindi in votazione l’articolo 1, così come risulta emendato.

Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

(E’ approvato)

 

All’articolo 1:

Emendamento 1.14:

Al comma 2 sono soppresse le parole ‘prodotti dalle aziende commerciali e dalle industrie’.

 

«Articolo 2 Competenze della Regione

1.         Alla Regione compete quanto previsto dall’articolo 196 del decreto legislativo 152/2006 ed in

particolare:

a)  la promozione della gestione integrata dei rifiuti, come complesso delle attività volte a ridurre la

quantità dei rifiuti prodotti, nonché ad ottimizzare la raccolta, compresa la raccolta differenziata, il

recupero e lo smaltimento dei rifiuti;

b)  l’approvazione, sentita la Conferenza Regione-Autonomie locali, del piano regionale di

gestione dei rifiuti;

c)  la verifica di conformità al piano regionale di gestione dei rifiuti dei Piani d’ambito di cui

all’articolo 10;

d)  il rilascio dell’autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti

sanitari, nonché l’autorizzazione alle modifiche degli impianti esistenti, secondo le disposizioni

statali e comunitarie e sulla base di quanto stabilito dal piano regionale di gestione dei rifiuti;

e)  la predisposizione, sentita la Conferenza Regione-Autonomie locali, dello schema degli atti

previsti per la costituzione dell’Autorità d’Ambito;

f)   la determinazione, sentita la Conferenza Regione-Autonomie locali, dei criteri per la

determinazione di idonee misure compensative in favore:

1)  dei soggetti proprietari degli impianti di recupero, trattamento e smaltimento da conferire in

disponibilità all’Autorità d’Ambito, rapportandole agli investimenti effettuati per la realizzazione

degli impianti medesimi ed ai relativi ammortamenti, nonché ai costi di gestione in fase postoperativa;

2)  dei comuni interessati dall’impatto ambientale determinato dalla localizzazione degli impianti di

recupero, trattamento e smaltimento;

g)  le funzioni di approvazione dei progetti e di autorizzazione all’esercizio delle attività relative ad

impianti di recupero e smaltimento rifiuti, previste dagli articoli 208, 209, 210 e 211 del decreto

legislativo 152/2006;

h)  la definizione degli standard minimi da inserire nel bando e nel capitolato e l’adozione di uno

schema tipo di contratto del servizio integrato di gestione dei rifiuti;

i)   l’elaborazione, l’approvazione e l’aggiornamento dei piani per la bonifica di aree inquinate;

j)   la determinazione degli interventi finanziari necessari per l’attuazione del piano regionale di

gestione dei rifiuti;

k)  la determinazione degli interventi a favore della realizzazione di impianti di ricerca e di

sperimentazione di cui all’articolo 211 del decreto legislativo 152/2006;

l)   le funzioni di monitoraggio, programmazione e controllo in ausilio all’Osservatorio nazionale

sui rifiuti, di cui all’articolo 206 bis del decreto legislativo n. 152/2006;

m) l’adozione, nei casi previsti, degli interventi di controllo sostitutivo;

n)  l’autorizzazione a smaltire, per un periodo limitato, rifiuti urbani presso impianti ubicati fuori

dal territorio provinciale di produzione degli stessi;

o)  le disposizioni tecniche e le prescrizioni per l’organizzazione della gestione dei rifiuti speciali;

p)  l’attivazione della raccolta differenziata dei rifiuti non pericolosi, ai sensi dell’art. 5 del decreto

del Presidente della Repubblica 15 luglio 2003, n. 254.

2. L’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità definisce con proprio decreto:

 

     a) le forme di concertazione e di consultazione, anche mediante la costituzione di un tavolo

tecnico istituzionale, allo scopo di garantire la massima diffusione e concertazione non vincolante

sulle decisioni in materia di gestione dei rifiuti;

b)  l’approvazione delle linee guida in materia di gestione integrata dei rifiuti necessarie

all’attuazione della presente legge.

3.       Fatta salva ogni diversa previsione espressa, l’Assessorato regionale dell’energia ed i servizi di pubblica utilità adotta con decreto del dirigente generale tutti i provvedimenti applicativi inerenti alle attribuzioni affidate all’Amministrazione regionale in forza della presente legge. In particolare, sono definiti con decreto del dirigente generale:

a)  gli standard minimi e massimi della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani, ai sensi dell’articolo

238 del decreto legislativo 152/2006, rilasciando parere preventivo alle Autorità d’ambito che ne

facciano richiesta. Nel caso in cui un’Autorità d’ambito approvi una tariffa al di fuori dei limiti

minimi e massimi individuati, la Regione attiva d’ufficio la verifica dei costi di gestione dei rifiuti

dell’autorità d’ambito e della loro congruenza con la tariffa determinata;

b)  gli standard minimi e massimi della tariffa per lo smaltimento, il trattamento ed il recupero dei

rifiuti urbani ed assimilati, nonché delle misure compensative sulla base dei criteri di cui al comma

1, lettera f), rilasciando parere preventivo alle Autorità d’ambito che ne facciano richiesta. Nel caso

in cui un’Autorità d’ambito approvi una tariffa al di fuori dei limiti minimi e massimi individuati, la

Regione attiva d’ufficio la verifica dei costi dell’impianto e della loro congruenza con la tariffa

determinata;

c)  gli standard minimi e massimi dei servizi di gestione dei rifiuti urbani, predisponendo altresì

bando, capitolato e contratto di servizio tipo sulla base dei quali hanno luogo le procedure di

evidenza pubblica per l’affidamento dei servizi, nonché la stipula dei relativi contratti d’appalto».

 

All’articolo 2:

Emendamento 2.33:

Al comma 1 sostituire il primo alinea con le seguenti parole ‘Nel rispetto delle linee guida e dei

criteri generali di cui all’articolo 195 del decreto legislativo 152/2006 la Regione esercita le

competenze di cui all’articolo 196 del medesimo decreto legislativo anche provvedendo alla’.

Emendamento 2.7:

Al comma 1, lettera b) sostituire la parola “approvazione” con la parola “adozione”.

Emendamento 2.32 (I parte):

Al comma 1, lettera e) sostituire le parole “dell’Autorità d’ambito” con le parole “società di

regolamentazione del servizio di raccolta rifiuti, di cui al successivo articolo 6”.

Subemendamento 2.8.2 all’emendamento 2.8.1:

Dopo le parole “degli impianti medesimi” aggiungere le parole “al netto delle risorse pubbliche

investite per la realizzazione degli impianti”.

Subemendamento 2.8.1.1 all’emendamento 2.8.1:

Al terzo rigo sostituire la parola ‘prodotti’ con la parola ‘trattati’.

Emendamento 2.8.1 di riscrittura dell’emendamento 2.8:

‘1) dei soggetti proprietari degli impianti di recupero, trattamento e smaltimento, operanti alla

data del 31 dicembre 2009, da conferire in disponibilità totale o parziale alle SRR, rapportandole

all’uso storico dell’impianto ossia alla quantità dei rifiuti prodotti, agli investimenti effettuati per

la realizzazione degli impianti medesimi ed ai relativi ammortamenti nonché ai costi di gestione

in fase post-operativa;’.

Emendamento 2.32 (II parte):

Al comma 1, lettera f), punto 1) sostituire le parole “all’Autorità d’ambito” con “S.R.R.”.

Emendamento 2.10:

Al comma 1, lettera f), punto 2), dopo le parole “dei comuni interessati” aggiungere le parole “ivi

compresi quelli limitrofi alle discariche o la cui area urbana è interessata al transito di mezzi

adibiti al trasporto dei rifiuti,”.

Emendamento 2.19:

Al comma 1, lettera g) sostituire le parole “le funzioni” con le parole “le competenze”.

Emendamento 2.18:

Al comma 1, lettera g), cassare il richiamo all’articolo 209.

Subemendamento 2.2.1:

All’emendamento 2.2 le parole ‘utilizzate solo per ridurre la’ sono sostituite dalle seguenti:

‘finalizzate alla riduzione della’.

Emendamento 2.2:

Al comma 1, lettera j) dopo le parole “piano regionale di gestione dei rifiuti” aggiungere le parole

“che dovranno essere utilizzati solo per ridurre la tariffa sostenuta dai cittadini”.

Emendamento 2.32 (III parte):

Al comma 1, lettera n), dopo le parole “degli stessi” aggiungere le parole “per le ipotesi previste

dall’articolo 191 del decreto legislativo n. 152/2006”.

Emendamento 2.34:

La lettera o) del comma 1 è soppressa.

Emendamento 2.12.1 di riscrittura dell’emendamento 2.12:

Al comma 1 aggiungere la seguente lettera:

‘q) per gli aspetti di propria competenza l’attivazione dei centri di raccolta nazionale individuati ai

sensi dell’articolo 195, comma 1, lettera f)’.

Emendamento 2.3:

Al comma 3 dopo le parole “pubblica utilità” aggiungere le parole “ferme restando le competenze

di cui all’articolo 91 della legge regionale n. 6/2001”.

Subemendamento 2.32.1 all’emendamento 2.32 (IV parte):

Dopo le parole ‘in particolare’ aggiungere le parole ‘sono indicati’.

Emendamento 2.32 (IV parte):

Al comma 3, sostituire le parole “in particolare, sono definiti, con decreto del dirigente

generale”con “in particolare, con decreto del dirigente generale”.

Emendamento 2.32 (V parte):

Al comma 3, sostituire la lettera a) con la seguente:

“a) sono rilevati i livelli impositivi applicati nei singoli ambiti territoriali ottimali, al fine di

accertare e valutare, per ogni ambito, la congruenza fra l’imposizione tributaria applicata ed i

costi del servizio di gestione integrata dei rifiuti”;

Emendamento 2.4:

Al comma 3, lettera a) sostituire le parole “gli standard minimi e massimi della tariffa per la

gestione dei rifiuti urbani” con “i criteri e standard minimi per la definizione della tariffa per

assicurare il complesso della gestione del ciclo integrato dei rifiuti”.

Emendamento 2.32 (VI parte):

Al comma 3, sostituire la lettera b) con la seguente:

“b) sono rilevati i livelli applicati della tariffa per lo smaltimento, il trattamento ed il recupero dei

rifiuti solidi urbani ed assimilati, nonché delle misure compensative, sulla base dei criteri di cui

all’articolo 2, comma 1, lettera f), al fine di accertare la congruenza fra i costi dell’impianto e la

tariffa determinata”.

Emendamento 2.5:

Al comma 3, lettera b) sostituire le parole “gli standard minimi e massimi” con le parole “i criteri

e standard minimi e massimi”.

Emendamento 2.32 (VII parte):

Al comma 3, lettera c) prima delle parole “gli standard minimi” aggiungere le parole “sono

definiti”.

Emendamento 2.6:

Al comma 3, lettera c) sostituire le parole “gli standard minimi e massimi” con le parole “i criteri

e standard minimi e massimi”.

Seduta n. 154

Mercoledì 17 marzo 2010

«Art. 3. Competenze delle province

 

l. Le province esercitano le funzioni di cui all’articolo 197 del decreto legislativo 152/2006 e in

particolare:

a)  il controllo e la verifica degli interventi di bonifica ed il monitoraggio ad essi conseguenti;

b)  il controllo periodico su tutte le attività di gestione, di intermediazione e di commercio dei

rifiuti, ivi compreso l’accertamento delle violazioni delle disposizioni di cui alla parte quarta del

decreto legislativo 152/2006;

c)  la verifica ed il controllo dei requisiti previsti per l’applicazione delle procedure semplificate;

d)  l’individuazione, sulla base delle previsioni del piano territoriale di coordinamento di cui

all’articolo 20, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ove già adottato, e delle

previsioni di cui all’articolo 199, comma 3, lettere d) e h), del decreto legislativo 152/2006, nonché

sentiti l’Autorità d’ambito ed i comuni, delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di

smaltimento dei rifiuti, nonché delle zone non idonee alla localizzazione di impianti di recupero e di

smaltimento dei rifiuti. Le province istituiscono, ai sensi della legge 23 marzo 2001, n. 93,

l’Osservatorio provinciale sui rifiuti, per coadiuvare le funzioni di monitoraggio, programmazione e

controllo dell’Osservatorio regionale sui rifiuti, provvedendo ai relativi adempimenti utilizzando le

risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente;

e)  la tenuta del registro delle imprese e degli enti sottoposti alle procedure semplificate di cui agli

articoli 214, 215 e 216 del decreto legislativo 152/2006, integrando tale registro con i dati relativi

agli impianti comunque autorizzati ed operativi presenti sul proprio territorio, ed inviano i relativi

dati all’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, all’Assessorato regionale dell’energia e

dei servizi di pubblica utilità ed all’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente (A.R.P.A. 

Sicilia);

f)   la stipula, previa approvazione dell’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica

utilità, di accordi interprovinciali per la gestione di determinate tipologie di rifiuti, al fine del

raggiungimento di una maggiore funzionalità ed efficienza della gestione dei rifiuti non perseguibile

all’interno dei confini dell’ATO;

g)  la redazione dell’elenco delle imprese e degli enti sottoposti alle procedure semplificate di cui

all’articolo 214 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni.

2.  II presidente della provincia adotta le ordinanze di cui all’articolo 191 del decreto legislativo

152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, per tutte le tematiche che esulino dal territorio di un singolo comune e che ricadano nell’ambito del territorio provinciale, ove non altrimenti attribuite.

3.  Per le attività di propria competenza la provincia si avvale del supporto tecnico scientifico

dell’ARPA Sicilia, rimborsando i soli costi sostenuti dalla predetta Agenzia e con espresso divieto

del ricorso a soggetti esterni.

4.  La Provincia invia ogni trimestre alla Regione le informazioni e i dati autorizzativi ed ogni

anno redige ed invia alla Regione una relazione sulle attività svolte».

 

All’articolo 3:

Emendamento 3.15:

Al comma 1 il primo alinea è sostituito dal seguente periodo: “La provincia esercita le funzioni di

cui all’articolo 197 del decreto legislativo 152/2006 anche provvedendo nell’ambito della propria

competenza alle seguenti funzioni:”.

Emendamento 3.14:

Al comma 1 lettera d) sostituire le parole “l’Autorità d’ambito” con le parole “la società di

regolamentazione, di cui al successivo articolo 6, territorialmente competente”.

Emendamento 3.18:

Al comma 1 lettera d) la parola “istituiscono” è sostituita con le parole “possono istituire”.

Emendamento 3.2:

Al comma 1 lettera d), ultimo capoverso, dopo le parole “strumentali e finanziarie” aggiungere la

parola “già” e sopprimere le parole “a legislazione vigente.”.

Emendamento 3.16:

Al comma 1 cassare la lettera g).

Emendamento 3.1:

Al comma 2 dopo le parole “modifiche ed integrazioni” aggiungere “nonché”.

Emendamento 3.6:

Al comma 3, alla fine del periodo, dopo le parole “soggetti esterni” aggiungere le parole “salve

apposite convenzioni con altre strutture pubbliche o universitarie che si impegnino a stipulare

accordi economici di consulenza e prestazioni alle medesime condizioni praticate dall’ARPA

Sicilia”.

 

«Articolo 4 Competenze dei comuni

1.  I comuni concorrono alla gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati, secondo quanto

previsto dall’articolo 198 del decreto legislativo 152/2006, in raccordo con le Autorità d’ambito che

esercitano le relative competenze ai sensi dell’articolo 200 del citato decreto legislativo 152/2006. I

comuni approvano, altresì, i progetti di bonifica dei siti inquinati.

2.  Per le finalità di cui al comma 1 i comuni:

a)  stipulano il contratto di appalto per l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti con

i soggetti individuati con le modalità di cui all’articolo 15 dalle Autorità d’ambito, relativamente al

territorio di ogni singolo comune;

b)  assicurano il controllo del pieno adempimento dell’esecuzione del contratto di servizio nel

territorio comunale;

c)  provvedono al pagamento del corrispettivo per l’espletamento del servizio di gestione integrata

dei rifiuti nel territorio comunale, assicurando l’integrale copertura dei relativi costi, congruamente

definendo a tal fine, sino all’emanazione del regolamento ministeriale di cui all’articolo 238 del

decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, la tariffa d’igiene ambientale

(TIA) o la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU), ovvero prevedendo nei propri

bilanci le risorse necessarie e vincolandole a dette finalità, secondo le modalità di cui all’articolo 6,

comma 6;

d)  provvedono, altresì, all’adozione della delibera di cui all’articolo 159, comma 2, lettera c) del

decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, vincolando le somme destinate al servizio di gestione

integrata dei rifiuti e garantendo il permanere del vincolo di impignorabilità, mediante pagamenti in

ordine cronologico;

e)  adottano, ove necessario, la delibera di cui all’articolo 194, comma 1, lettera b) del decreto

legislativo 18 agosto 2000, n. 267, avviando la conseguente azione di responsabilità nei confronti

degli amministratori dell’ Autorità d’ambito;

f)   adottano il regolamento comunale per la raccolta differenziata in conformità alle linee guida

allegate al piano regionale di gestione dei rifiuti di cui all’articolo 9 ed al piano d’ambito di cui

all’articolo 10;

g)  adottano disposizioni per la tutela igienico-sanitaria nella gestione dei rifiuti;

h)  determinano ed approvano la TARSU ed approvano la TIA determinata dall’Autorità d’ambito;

i)   provvedono all’abbattimento delle barriere architettoniche nel conferimento dei rifiuti;

j)   esercitano le funzioni atte a garantire la raccolta delle diverse frazioni di rifiuti urbani e

prescrivono le disposizioni per la corretta gestione dei rifiuti urbani pericolosi e dei rifiuti cimiteriali;

k)  emanano le ordinanze per l’ottimizzazione delle forme di conferimento, raccolta e trasporto dei

rifiuti primari di imballaggio e la relativa fissazione di obiettivi di qualità;

l)   regolamentano, per quantità e qualità, i rifiuti speciali non pericolosi assimilabili ai rifiuti urbani

ai fini della raccolta e dello smaltimento sulla base dei criteri fissati dalle norme vigenti, ove non

disciplinati dalla Regione;

m) prevedono, di concerto con la Regione, le province e le Autorità d’ambito, all’interno degli

strumenti di pianificazione urbanistica, le infrastrutture e la logistica necessaria per la raccolta

differenziata e per lo smaltimento, riciclo e riuso dei rifiuti;

n)  promuovono attività educative, formative e di comunicazione ambientale a sostegno della

raccolta differenziata;

o)  verificano lo stato di attuazione della raccolta differenziata e la qualità del servizio erogato dal

soggetto gestore, attraverso un comitato indipendente costituito da rappresentanti delle associazioni

ambientaliste, dei consumatori e di comitati civici.

3.  I comuni rappresentanti almeno il 20 per cento delle quote di partecipazione all’Autorità

d’ambito possono promuovere la valutazione, da parte dell’Assessorato regionale dell’energia e dei

rifiuti, dei costi stimati nel piano d’ambito per l’espletamento del servizio di gestione integrata dei

rifiuti. L’Assessorato medesimo assume le proprie determinazioni entro sessanta giorni dalla

richiesta, prorogabili per una sola volta per ulteriori sessanta giorni, ove necessario per esigenze istruttorie. Trascorsi i predetti termini, i costi del servizio si intendono definitivamente assentiti, fatta salva la potestà per le singole amministrazioni comunali di impugnazione della relativa delibera o  del silenzio-assenso in sede giurisdizionale o con ricorso straordinario al Presidente della Regione.

4.  II sindaco adotta le ordinanze di cui agli articoli 191 e 192 del decreto legislativo 152/2006 e

successive modifiche ed integrazioni, per tutti gli interventi che ricadano nell’ambito del territorio

comunale.

5.  Nell’ambito del proprio territorio, ciascun comune esercita il controllo sulla qualità e

l’economicità del servizio espletato per la gestione integrata dei rifiuti, attivando, di concerto con

l’Autorità d’ambito e con il gestore del servizio, tutte le misure necessarie ad assicurare l’efficienza

e l’efficacia del servizio e l’equilibrio economico e finanziario della gestione».

 

All’articolo 4:

Emendamento 4.38:

Al comma 1 è soppresso l’ultimo periodo.

Emendamento 4.37:

Al comma 1 il primo alinea è sostituito con il seguente periodo: “I comuni esercitano le funzioni

di cui all’articolo 198 del decreto legislativo 152/2006 anche provvedendo, nell’ambito della

propria competenza, alle finalità di cui al comma 2.

Emendamento 4.35 (II parte):

Al comma 2 lettera a) sostituire le parole “Autorità d’ambito” con le parole “delle società consortili”.

Emendamento 4.35 (III parte):

Al comma 2 lettera e) sostituire le parole “dell’Autorità d’ambito” con le parole “delle società

consortili”.

Emendamento 4.3:

Al comma 2 lettera g) dopo le parole “adottano” aggiungere le parole “per quanto di

competenza”.

Emendamento 4.35 (IV parte):

Al comma 2 lettera h) sostituire le parole “ed approvano la TIA determinata dall’Autorità

d’ambito” con le parole “e la Tariffa di igiene ambientale con le modalità e nei limiti previsti

dall’articolo 238 del decreto legislativo n. 152/2006;”.

Emendamento 4.35 (V parte):

Al comma 2 lettera m) sostituire le parole “Autorità d’ambito” con le parole “società consortili tra

enti locali di cui al successivo articolo 6”.

Emendamento 4.30:

Al comma 2 lettera m) aggiungere dopo le parole “per la raccolta differenziata” le parole “per la

separazione secco umido”.

Emendamento 4.41:

Al comma 2 lettera o) dopo la parola “gestore”, aggiungere la parola “anche”.

Emendamento 4.35 (VI parte):

Al comma 3 sostituire le parole “all’Autorità d’ambito” con le parole “alla società consortile di

regolamentazione d’ambito”

Emendamento 4.35 (VII parte):

Al comma 5 sostituire le parole “con l’Autorità d’ambito” con le parole “con la società consortile

di regolamentazione”.

«Art. 5. Ambiti territoriali ottimali per la gestione integrata dei rifiuti

1.Gli Ambiti territoriali ottimali (ATO) coincidono con il territorio di ciascuna provincia e sono

di seguito individuati:

a)  ATO l – PALERMO;

b)  ATO 2 – CATANIA;

c)  ATO 3 – MESSINA;

d)  ATO 4 – AGRIGENTO;

e)  ATO 5 – CALTANISSETTA;

f)   ATO 6 – ENNA;

g)  ATO 7 – RAGUSA;

h)  ATO 8 – SIRACUSA;

i)   ATO 9 – TRAPANI.

2.         I comuni appartenenti all’ATO possono richiedere il passaggio ad un diverso ATO, secondo

quanto previsto dall’articolo 200, comma 6, del decreto legislativo 152/2006. La richiesta è corredata da delibera favorevole da parte dell’ATO di appartenenza e dell’ATO di destinazione. Il passaggio è disposto mediante decreto dell’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, previa istruttoria da parte del competente Dipartimento ed è adottato entro centottanta giorni dalla presentazione della richiesta, che si intende assentita nel caso di infruttuoso decorso del termine.»

ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA DISEGNO DI LEGGE “GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI E BONIFICA DEI SITI INQUINATI” (NN. 525-528/A)

All’articolo 5:

Emendamento 5.22:

L’art. 5 è così riformulato

«Art. 5.

Ambiti territoriali ottimali per la gestione integrata dei rifiuti

1. Sulla base delle esigenze di efficacia, efficienza ed economicità di cui all’articolo 200, comma

1, lettera f) del decreto legislativo n. 152/2006 ed in attuazione dei principi di coordinamento della

finanza pubblica di cui ai commi 33 e 38 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244,

nonché al fine di consentire il sollecito avvio dell’assetto organizzativo derivante

dall’applicazione della presente legge sono confermati gli Ambiti territoriali ottimali costituiti in

applicazione dell’articolo 45 della legge regionale n. 2/2007, quali identificati nel D.P.R.

n. 127/2007, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana del 6 giugno 2008, n. 25.

Essi sono i seguenti:

ATO 1 – PALERMO;

ATO 2 – CATANIA;

ATO 3 – MESSINA;

ATO 4 – AGRIGENTO;

ATO 5 – CALTANISSETTA;

ATO 6 – ENNA;

ATO 7 – RAGUSA;

ATO 8 – SIRACUSA;

ATO 9 – TRAPANI;

ATO 10 – ISOLE MINORI.

2. Il piano regionale dei rifiuti di cui all’articolo 9 della presente legge, comunicato ai comuni ed

alle province interessate, costituisce, sulla base di un dettagliato studio sul punto, la sede per il

riscontro dell’adeguatezza della nuova delimitazione degli ATO rispetto agli obiettivi generali del

piano stesso. Il numero complessivo degli ATO non può comunque eccedere quello di cui al

precedente comma 1.

3. I singoli comuni appartenenti all’ATO, entro trenta giorni dalla comunicazione di cui al comma

2 possono richiedere il passaggio ad un diverso ATO, secondo quanto previsto dall’articolo 200,

comma 6, del decreto legislativo n. 152/2006. Il passaggio è disposto mediante decreto

dell’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, previa istruttoria da parte del

competente Dipartimento ed è adottato entro centottanta giorni dalla presentazione della richiesta,

che si intende assentita nel caso di infruttuoso decorso del termine.

«Articolo 6 Autorità d’Ambito ed Organi

1.  Per l’esercizio delle funzioni di gestione integrata dei rifiuti, la provincia e i comuni ricompresi

in ciascun ATO formano un consorzio a partecipazione obbligatoria, ai sensi dell’articolo 31 del

decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Il consorzio costituisce l’Autorità d’ambito di cui

all’articolo 201 del decreto legislativo 152/2006 e all’articolo 2, comma 38, lettera a) della legge 24

dicembre 2007, n. 244.

2.  Le quote di partecipazione degli enti locali a ciascuna Autorità d’ambito sono determinate nel

seguente modo:

a)  95 per cento ai comuni sulla base della popolazione residente in ciascun comune, quale risulta

dai dati dell’ultimo censimento generale della popolazione;

b)  5 per cento alla provincia appartenente all’ATO.

3.  Organi del consorzio sono l’assemblea dei sindaci, il presidente dell’assemblea dei sindaci ed il

presidente del consorzio. Il presidente dell’assemblea dei sindaci è il presidente della provincia. La

funzione di presidente e di componente dell’assemblea dei sindaci è esercitata a titolo gratuito.

4.  L’assemblea dei sindaci elegge al suo interno oltre al presidente del consorzio, che ha la

rappresentanza dell’Autorità d’ambito, sei componenti. La funzione di presidente e componente del

consorzio è esercitata a titolo gratuito. L’assemblea dei sindaci si esprime preventivamente su tutti

gli atti relativi a programmazione e organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti,

organizzazione territoriale dei servizi, programmazione e pianificazione impiantistica, modalità

gestionali e personale.

5.  Il presidente del consorzio resta in carica per tre anni e comunque fino alla scadenza del suo

mandato amministrativo.

6.  L’assemblea determina ed approva la tariffa di cui all’articolo 238 del decreto legislativo 3

aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni. Nelle more dell’emanazione del decreto

ministeriale di cui al comma 11 dell’articolo 238 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, l’Autorità d’ambito individua uno standard medio al quale è parametrata la tariffa di igiene ambientale o la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per i comuni  compresi negli Ambiti Territoriali Ottimali, come introdotti dalla presente legge. I comuni possono  adeguare la TIA o la TARSU allo standard, fermo restando che, ove necessario, sono comunque  tenuti a individuare nel proprio bilancio le risorse finanziarie, ulteriori rispetto a quelle provenienti  dalla tariffa o dalla tassa, vincolandole alla copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione  integrata dei rifiuti.

7.  Nelle votazioni dell’assemblea dei sindaci ogni comune ha diritto ad un voto ogni diecimila     

abitanti e per frazioni oltre cinquemila, fino a un massimo di voti pari al 30 per cento dei voti totali,

calcolati sulla base della popolazione residente nell’ambito territoriale ottimale al 31 dicembre 2007, secondo i dati ufficiali dell’ultimo censimento generale della popolazione. I comuni con popolazione inferiore a diecimila abitanti hanno in ogni caso diritto a un voto. Per il funzionamento del consorzio si applicano le norme dell’Ordinamento autonomie enti locali (O.A.EE.LL.) vigente nella Regione ed il relativo regolamento di esecuzione.

8.      Gli atti adottati dal consorzio sono pubblicati per intero sul sito web dello stesso».

 

All’articolo 6:

Subemendamento 6.31.1.17 all’emendamento 6.31.1 GOV:

Al comma 2 le parole da “Per gli ambiti territoriali” a “su base provinciale” sono soppresse.

Subemendamento 6.31.1.20 all’emendamento 6.31.1 GOV:

Al comma 4 dopo le parole “codice civile” cassare le parole “il Presidente della provincia ne

assume la presidenza”.

Subemendamento 6.31.1.13 all’emendamento 6.31.1 GOV:

Il comma 5 è soppresso.

Subemendamento 6.31.1.19 all’emendamento 6.31.1 GOV:

Dopo il comma 7 aggiungere: “L’Amministrazione ed il controllo sulle società sono disciplinati

altresì dai rispettivi atti costitutivi e statuti che si conformano alle indicazioni di cui alla presente

legge.”.

Subemendamento 6.31.1.14 all’emendamento 6.31.1 GOV:

Al comma 6 sopprimere le parole da “I comuni” sino a “rifiuti”.

Emendamento 6.31.1 GOV:

L’articolo 6 è sostituito dal seguente:

«Art. 6 Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti ed Organi

1. In attuazione di quanto disposto dall'art. 45 della l.r. n. 2/2007, per l'esercizio delle funzioni di

gestione integrata dei rifiuti la provincia ed i comuni ricompresi in ciascun Ambito territoriale

ottimale costituiscono, per ogni ATO, una società consortile di capitali per l'esercizio delle

funzioni affidate alla società stessa con la presente legge. Le società sono denominate “Società per

la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti”, con acronimo S.R.R.. Alla società consortile

non possono partecipare altri soggetti pubblici o privati.

2. Per gli ambiti territoriali ottimali la cui popolazione superi il milione di residenti o per quelli la

cui città capoluogo abbia un numero di residenti superiore ad un terzo di quello complessivo della

provincia, possono essere costituite, mediante adesione volontaria, due SRR, fermo restando che

le stesse società non possono essere costituite da un solo comune. Qualora l'adesione interessi un

numero di comuni che rappresenti almeno il 75% della popolazione residente nella Provincia, la

SRR è costituita obbligatoriamente su base provinciale.

Tutti gli oneri per la costituzione ed il funzionamento delle SRR sono posti a carico dei comuni

consorziati.

3. Le quote di partecipazione degli enti locali a ciascuna Società consortile sono determinate nel

seguente modo:

a) 95 per cento ai comuni sulla base della popolazione residente in ciascun comune, quale risulta

dai dati dell’ultimo censimento generale della popolazione;

b) 5 per cento alla provincia appartenente all'ATO.

4. Gli Organi della Società consortile sono individuati ed eletti secondo la disciplina prevista al

riguardo per le società stesse dal codice civile il Presidente della Provincia ne assume la

presidenza. Le relative funzioni sono svolte a titolo gratuito.

5. Il presidente del consorzio resta in carica per tre esercizi e comunque per la durata del suo

mandato amministrativo.

6. La SRR, nelle more dell'emanazione del decreto ministeriale di cui al comma 11 dell'articolo

238 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, individua uno

standard medio al quale è parametrata la tariffa di igiene ambientale o la tassa per lo smaltimento

dei rifiuti solidi urbani per i comuni compresi negli Ambiti Territoriali Ottimali, come introdotti

dalla presente legge. I comuni possono adeguare la TIA o la TARSU allo standard, fermo

restando che, ove necessario, sono comunque tenuti a individuare nel proprio bilancio le risorse

finanziarie, ulteriori rispetto a quelle provenienti dalla tariffa o dalla tassa, vincolandole alla

copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione integrata dei rifiuti.

7. Nelle votazioni dell'assemblea dei sindaci ogni comune ha diritto ad un voto ogni diecimila

abitanti e per frazioni oltre cinquemila, fino a un massimo di voti pari al 30 per cento dei voti

totali, calcolati sulla base della popolazione residente nell'ambito territoriale ottimale al 31

dicembre 2007, secondo i dati ufficiali dell'ultimo censimento generale della popolazione. I

comuni con popolazione inferiore a diecimila abitanti hanno in ogni caso diritto a un voto. Per il

funzionamento del consorzio si applicano le norme del codice civile.

8. Gli atti adottati dal consorzio sono pubblicati per intero sul sito web dello stesso.».

 

Si passa all’articolo 6 bis del Governo, l’ultimo articolo rimasto.

L’articolo 6 bis è stato riscritto totalmente. Adesso è numerato 6.31.1.18.6.

A questo è stato presentato solo un sub emendamento: il 6.31.1.18.6.1, a firma dell’onorevole

Cracolici.

Si tratta del seguente emendamento:

«Al comma 2, sostituire ‘la lettera b)’ con la seguente TARSU o TIA domestica inferiore a cento

 

EMENDAMENTO AGGIUNTIVO:

Emendamento 6.31.1.18.6:

Dopo l’articolo 6 è aggiunto il seguente:

“Art. 6 bis

1 I contratti di appalto con i soggetti affidatari del servizio di gestione integrata dei rifiuti sono

soggetti alle disposizioni di cui all’art. 2 della l.r. n. 15/2008.

2. Il capitolato generale di cui all’art. 16 della presente legge deve prevedere idonea fideiussione

bancaria rilasciata ai sensi dell’art. 75 del D. Lgs. n. 163/2006 e s.m.i., a garanzia dell’eventuale

riscossione dell’intero gettito stimato della tariffa di igiene ambientale e della tariffa integrata

ambientale.

3. Le spese per la realizzazione degli impianti necessari alla gestione integrata dei rifiuti, nonché

le spese connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione degli impianti sono opere di

pubblica utilità, indifferibili ed urgenti. Esse possono essere ubicate anche in zone classificate

agricole dai vigenti strumenti urbanistici comunali, purché distino almeno 5 chilometri dal centro abitato.

«Articolo 7 Avvio operativo dell’Autorità d’Ambito

1.  L’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, sentite le associazioni di

province e di comuni, adotta con proprio decreto gli schemi di convenzione e di statuto del

consorzio, trasmettendoli alla provincia per l’ulteriore invio ai comuni interessati.

2.  Gli enti locali appartenenti all’ATO sono convocati dalla provincia entro i successivi sessanta

giorni per l’assemblea di insediamento e per l’approvazione della convenzione e dello statuto.

3.  Entro quarantacinque giorni dall’approvazione degli atti di cui al comma 1 il consorzio elegge i

propri organi. Con l’elezione degli organi il consorzio è costituito.

4.  L’Autorità d’ambito ha un patrimonio costituito dal fondo di dotazione, nonché dagli eventuali

conferimenti effettuati dagli enti locali consorziati e dalle acquisizioni già realizzate o da realizzare

dagli enti consorziati e dall’Autorità d’ambito con fondi nazionali, regionali o comunitari.

5.  Il fondo di dotazione è sottoscritto da ogni comune in proporzione alla popolazione servita,

secondo le modalità fissate nello statuto e nella convenzione, che determinano altresì la ripartizione

fra i comuni delle quote di finanziamento dell’Autorità d’ambito.

6.  Il patrimonio di beni mobili ed immobili degli enti locali appartenenti all’ATO, utilizzato per la

gestione dei servizi di gestione integrata dei rifiuti, il cui esercizio è di competenza dell’Autorità

d’ambito, è conferito in disponibilità alla stessa Autorità.

7.  Nei trasferimenti di beni ed impianti di cui al comma 4 dell’articolo 204 del decreto legislativo

152/2006, si tiene in considerazione anche il valore di eventuali contributi pubblici erogati a favore

degli stessi.

8.  L’Autorità d’ambito conferisce in comodato eventuali beni propri o dei propri soci ai soggetti

affidatari del servizio integrato di gestione dei rifiuti, che ne assumono i relativi oneri nei termini e

per la durata prevista dal contratto di servizio.

9.  La dotazione organica dell’Autorità d’ambito è adottata dagli organi della stessa Autorità ed

approvata con decreto dell’Assessore regionale per l’energia e dei servizi di pubblica utilità, con le

modalità di cui all’articolo 4, quarto comma, del decreto presidenziale 28 febbraio 1979, n. 70. La

mancata definizione del procedimento di approvazione impedisce il ricorso, da parte dell’Autorità

d’ambito, a qualsiasi assunzione ed, altresì, all’instaurazione di qualsiasi rapporto di consulenza,

collaborazione o incarico esterni, nonché all’acquisizione di forme di lavoro disciplinate dal decreto

legislativo 24 ottobre 2003, n. 276. In fase di prima applicazione, la dotazione organica è

determinata, in via provvisoria, con le modalità di cui all’articolo 18.

10.       Con il decreto di cui al comma 9 sono altresì disciplinate le modalità attraverso cui la Autorità

d’ambito provvedono al fabbisogno del personale occorrente alle loro funzioni, ricorrendo in via

prioritaria alle procedure di mobilità interna all’ATO e successivamente alle procedure di mobilità

esterna. Nel caso in cui l’attivazione delle predette procedure non sia sufficiente a coprire il

fabbisogno necessario, è consentito il ricorso all’assunzione mediante pubblico concorso ai sensi

dell’art. 49 della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15.

 

All’articolo 7:

Subemendamento 7.30.9 all’emendamento 7.30 GOV:

Al comma 4 dopo la parola “rifiuti” sono aggiunte le seguenti parole: “Sono esclusi dal fondo di

dotazione i beni già trasferiti ai Consorzi ed alle Società d’Ambito, esistenti alla data di entrata in

vigore della presente legge, che accedono alla gestione liquidatoria di cui al successivo art. 18,

comma 2”.

Emendamento 7.30:

Sostituire l’articolo 7 con il seguente:

«Art. 7 Avvio operativo della Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti - SRR

1. L'Assessore regionale per l'energia ed i servizi di pubblica utilità, sentite le associazioni di

province e comuni, adotta con proprio decreto lo schema-tipo di atto costitutivo e di statuto della

SRR, predisposti dall'Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana che si avvale a tal fine del

supporto tecnico del Dipartimento regionale per le acque ed i rifiuti, trasmettendoli alla provincia

per l'ulteriore invio ai comuni interessati.

2. Gli enti locali appartenenti all'ATO sono convocati dalla provincia entro i successivi sessanta

giorni per l'assemblea di insediamento e per l'approvazione della convenzione e dello statuto.

3. Entro quarantacinque giorni dall'approvazione degli atti di cui al comma 1 il consorzio elegge i

propri organi. Con l’elezione degli organi il consorzio è costituito.

4. Il patrimonio delle SRR comprende un fondo di dotazione, nonché gli eventuali conferimenti

effettuati dagli enti locali consorziati e dalle acquisizioni già realizzate o da realizzare dagli enti

consorziati con fondi nazionali, regionali o comunitari, relative al servizio di gestione integrata

dei rifiuti.

5. Il fondo di dotazione è sottoscritto da ogni comune in proporzione alla popolazione servita,

secondo le modalità fissate nello statuto e nella convenzione, che determinano altresì la

ripartizione fra i comuni delle quote di finanziamento delle Società consortili.

6. Il patrimonio di beni mobili ed immobili degli enti locali appartenenti all'ATO, utilizzato per la

gestione dei servizi di gestione integrata dei rifiuti, il cui esercizio è di competenza della SRR, è

conferito in disponibilità alla stessa società.

7. Nei trasferimenti di beni ed impianti di cui al comma 4 dell'articolo 204 del decreto legislativo

152/2006, si tiene in considerazione anche il valore di eventuali contributi pubblici erogati a

favore degli stessi.

8. La SRR conferisce in comodato eventuali beni propri o dei propri soci ai soggetti affidatari del

servizio integrato di gestione dei rifiuti, che ne assumono i relativi oneri nei termini e per la durata

prevista dal contratto di servizio.

9. La dotazione organica della SRR è adottata dagli organi della stessa società ed approvata con

decreto dell'Assessore regionale per l'energia e dei servizi di pubblica utilità, con le modalità di

cui all'articolo 4, quarto comma, del decreto presidenziale 28 febbraio 1979, n. 70. La mancata

definizione del procedimento di approvazione impedisce il ricorso, da parte della Società

consortile, a qualsiasi assunzione ed, altresì, all'instaurazione di qualsiasi rapporto di consulenza,

collaborazione o incarico esterni, nonché all'acquisizione di forme di lavoro disciplinate dal

decreto legislativo 24 ottobre 2003, n. 276.

10. Con il decreto di cui al comma 9 sono altresì disciplinate le modalità attraverso cui le società

consortili provvedono al fabbisogno del personale occorrente alle loro funzioni, ricorrendo in via

prioritaria alle procedure di mobilità interna all’ATO e successivamente alle procedure di mobilità

esterna fra personale assegnato ad altri ATO. Nel caso in cui l’attivazione delle predette procedure

non sia sufficiente a coprire il fabbisogno necessario, è consentito il ricorso all’assunzione

mediante pubblico concorso ai sensi dell’art. 49 della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15,

nonché dell'art. 45 della l.r. n. 2/2007 e dell'art. 61 della l.r. n. 6/2009

11. Tutti i termini di cui al presente articolo hanno natura perentoria e danno luogo ad intervento

sostituivo dell'Assessorato regionale per l'Energia ed i servizi di pubblica utilità. In specie, nel

caso di infruttuoso decorso del termine assegnato per la costituzione dei consorzi, l'Assessorato regionale per l'Energia ed i servizi di pubblica utilità che provvede:

a) alla costituzione delle SRR di cui all'art. 6, comma 1 della presente legge, nel caso in cui non

siano stati costituiti i consorzi volontari,

b)alla costituzione in consorzio dei comuni che non abbiano aderito alle SRR a partecipazione

volontaria, disciplinati nel precedente art. 6, comma 2.».

«Articolo 8 Funzioni dell’Autorità d’ambito

l. L’Autorità d’ambito esercita le funzioni previste dagli articoli 200, 201, 202, 203 del decreto

legislativo 152/2006. Provvede all’espletamento delle procedure per l’individuazione del gestore del

servizio integrato di gestione dei rifiuti, con le modalità di cui all’articolo 15.

2.  L’Autorità d’ambito esercita attività di controllo finalizzata alla verifica del raggiungimento

degli obiettivi qualitativi e quantitativi determinati nei contratti a risultato di affidamento del servizio con i gestori. La verifica comprende l’accertamento della realizzazione degli investimenti e  dell’utilizzo di tutta l’impiantistica indicata nel contratto e nel piano d’ambito, intervenendo in caso  di qualsiasi evento che ne impedisca l’utilizzo, verificando altresì il rispetto dei diritti degli utenti,  per i quali è istituito un apposito call-center.

3.  L’Autorità d’ambito è tenuta alla trasmissione dei dati relativi alla gestione dei rifiuti con le

modalità indicate dalla Regione nonché a fornire alla Regione ed alla provincia tutte le informazioni

richieste sulla gestione dei rifiuti urbani.

4.  L’Autorità d’ambito attua attività di informazione e sensibilizzazione degli utenti funzionali ai

tipi di raccolta attivati, in relazione alle modalità di gestione dei rifiuti ed agli impianti di recupero e

smaltimento in esercizio nel proprio territorio.

5.  Qualora nel piano regionale di gestione dei rifiuti siano previsti attività ed impianti commisurati

a bacini di utenza che coinvolgono più ATO, le relative Autorità d’ambito concludono accordi per la programmazione, l’organizzazione, la realizzazione e la gestione degli stessi».

All’articolo 8:

Emendamento 8.9 (I parte):

La rubrica dell’articolo è così sostituita: “Funzioni della Società di regolamentazione del servizio

di gestione rifiuti”.

Il comma 1 è così sostituto: “La SRR esercita le funzioni previste dagli articoli 200, 202, 203 del

decreto legislativo 152/2006. Provvede inoltre all’espletamento delle procedure per

l’individuazione del gestore del servizio integrato di gestione dei rifiuti, con le modalità di cui al

successivo art. 15.”.

Emendamento 8.9 (II parte):

Al comma 2 le parole “L'Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “La Società”; prima

della parola “intervenendo” è aggiunta la parola “eventualmente”; le parole “verificando altresì”

sono sostituite con la parola “ed” e le parole “per i quali è istituito ” sono sostituite con le parole

“deve comunque essere”.

Subemendamento 8.1.1:

Al comma 2, dopo le parole “per i quali deve comunque essere istituito un apposito call-center”

aggiungere le parole “senza oneri aggiuntivi per la SSR”.

Emendamento 8.9 (III parte):

Al comma 3 le parole “L'Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “La S.R.R.” e dopo le

parole “le informazioni” sono aggiunte le parole “da esse” e le parole “sulla gestione dei rifiuti

urbani”sono soppresse.

Emendamento 8.9 (IV parte):

Al comma 4 le parole “L'Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “La società”.

Emendamento 8.9 (V parte):

Al comma 5 le parole “le relative Autorità d’ambito concludono accordi” sono sostituite con le

parole “le relative Società consortili possono concludere”.

 

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto. Non ci sono più emendamenti aggiuntivi.

Rimangono l’articolo 6 bis e l’articolo 18 e abbiamo terminato. Il 20 lo votiamo domani.

Onorevoli colleghi, vi invito, come sempre, alla massima puntualità per quanto riguarda la seduta

di domani.

La seduta è rinviata a domani, mercoledì 24 marzo 2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine

del giorno:

I - Comunicazioni

II - Discussione dei disegni di legge:

1) - «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati» (numeri 525-528/A) (Seguito)

Relatore: on. Mancuso

 

ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA DISEGNO DI LEGGE “GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI E BONIFICA DEI SITI INQUINATI” (NN. 525-528/A)

 

«Articolo 9

Piano regionale di gestione dei rifiuti e relativi adeguamenti

l. Il piano regionale di gestione dei rifiuti, le modifiche e gli aggiornamenti sono approvati, sentite le province, i comuni e le autorità d’ambito con decreto del Presidente della Regione, su proposta dell’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, secondo il procedimento di cui all’articolo 12, comma 4, dello Statuto regionale e previo esame da parte della competente commissione dell’ Assemblea regionale siciliana. Il piano può essere approvato anche per stralci funzionali e tematici e acquista efficacia dalla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana. Il piano è redatto in conformità a quanto previsto all’articolo 199 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche e integrazioni.

2.  Il piano di cui al comma 1 fissa gli obiettivi inerenti ai livelli di raccolta differenziata, indicando altresì le categorie merceologiche dei rifiuti prodotti. Costituiscono parte integrante del piano, il programma regionale per la riduzione dei rifiuti biodegradabili (RUB) di cui al decret legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 (Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti), il programma per la gestione degli apparecchi contenenti PCB di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 209 e successive modifiche e integrazioni (Attuazione della direttiva 96/59/CE relativa allo smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili), nonché i piani per la bonifica delle aree inquinate di cui all’articolo 199, comma 5, del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche e integrazioni, ed altresì, il piano per la bonifica ed il ripristino delle aree inquinate.

3.  Il piano regionale di gestione dei rifiuti:

a)  definisce le modalità per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata e di recupero di materia, al netto degli scarti dei processi di riciclaggio, per ognuno degli ambiti territoriali ottimali, attraverso l’elaborazione di un documento di indirizzo denominato ‘Linee-guida operative sulla raccolta differenziata’ in grado di supportare e guidare gli enti attuatori nella progettazione di dettaglio ed ottimizzazione dei sistemi di raccolta differenziata, privilegiando la raccolta domiciliare integrata, per il raggiungimento dei livelli minimi così fissati:

1)  anno 2010: R.d. 55 per cento, recupero materia 40 per cento;

2)  anno 2011: R.d. 60 per cento, recupero materia 45 per cento;

3)  anno 2012: R.d. 65 per cento, recupero materia 50 per cento;

b)  definisce le modalità per l’accertamento, da parte di ogni Autorità d’ambito, della tipologia,

delle quantità e dell’origine dei rifiuti da recuperare o da smaltire, all’interno dell’ATO di riferimento, anche mediante un sistema che consenta di rilevare gli effetti progressivi della implementazione dei sistemi di raccolta differenziata, mediante analisi del rifiuto urbano residuo (RUR) che diano informazioni sulla composizione dello stesso;

c)  fissa i criteri per la classificazione dei materiali presenti nel RUR, non riciclabili né altrimenti recuperabili, in ordine di importanza (ponderale e di pericolosità) al fine di impostare politiche e pratiche locali per la riduzione della immissione al consumo di tali materiali;

d)  definisce le modalità attraverso cui assicurare la gestione integrata dei rifiuti urbani non pericolosi all’interno degli ATO;

e)  fissa i criteri attraverso i quali assicurare il recupero e lo smaltimento dei rifiuti speciali in luoghi prossimi a quelli di produzione, tenuto conto delle zone di crisi ambientale, al fine di ridurre la movimentazione degli stessi;

f)   fissa i criteri per l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti e i criteri per l’individuazione dei luoghi o impianti idonei allo smaltimento, nonché le condizioni ed i criteri tecnici per la localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti, escluse le discariche, in aree destinate ad insediamenti produttivi;

g)  definisce i criteri per la localizzazione degli impianti operativi di selezione della frazione secca a valle della raccolta differenziata, correlandone la potenzialità, la funzionalità e la possibilità di conversione, parziale o totale, alle strategie di raccolta differenziata e di trattamento del RUR;

h)  fissa le modalità per la verifica degli impianti di compostaggio e/o di digestione anaerobica

esistenti, della loro coerenza e compatibilità, anche solo parziale, con le strategie di trattamento della revisione del piano, anche in relazione ai fabbisogni di trattamento del rifiuto organico prodotto;

i)   individua le modalità attraverso cui verificare, in ciascun piano d’ambito, sulla scorta del numero e della distribuzione territoriale delle piattaforme CONAI per il ritiro dei rifiuti differenziati già esistenti, la capacità di assorbimento dei rifiuti provenienti da raccolta differenziata integrata, allo scopo di consentirne l’accesso con spostamenti contenuti da parte del soggetto incaricato del servizio di gestione dei rifiuti;

l)   determina, nel rispetto delle norme tecniche statali in materia, disposizioni speciali per rifiuti di tipo particolare, compresi i rifiuti da imballaggio;

m) fissa i criteri per la stima dei costi delle operazioni di recupero e di smaltimento dei rifiuti urbani, nonché per la stima dei costi di investimento per la realizzazione del sistema impiantistico regionale;

n)  individua le iniziative dirette a limitare la produzione dei rifiuti ed a favorire il riutilizzo, il

riciclaggio ed il recupero dei rifiuti, anche mediante la realizzazione di campagne conoscitive mirate per richiamare l’attenzione su comportamenti di differenziazione non ancora ottimizzati;

o)  descrive le azioni finalizzate alla promozione della gestione integrata dei rifiuti;

p)  pone i requisiti tecnici generali relativi alle attività di gestione dei rifiuti, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria;

q)  prevede l’esclusione di trattamenti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani che non facciano ricorso a tecnologie atte a garantire i requisiti di efficienza energetica fissati dalla Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio. I trattamenti di incenerimento devono essere classificati come operazioni di recupero e non come operazioni di smaltimento;

r)  definisce l’adeguamento della capacità di discarica dei rifiuti urbani residui, mediante l’ampliamento di discariche esistenti e/o la realizzazione di nuove discariche, sufficienti a soddisfare il fabbisogno stimato per tutto il periodo transitorio di entrata a regime del nuovo sistema di gestione integrata dei rifiuti e comunque almeno per tutto il triennio 2010-2012;

s)  prevede il fabbisogno di nuove discariche fino al 2020, sulla base degli obiettivi di raccolta differenziata previsti a regime nella presente legge;

t)   individua le modalità specifiche per la gestione integrata dei rifiuti nelle isole minori;

u)  fissa l’individuazione dei sistemi di trattamento e smaltimento dei rifiuti e le relative tipologie impiantistiche, con particolare riferimento ai sistemi di pretrattamento di tipo meccanico-biologico o termico preliminari al conferimento in discarica e comunque conformi alle migliori tecnologie disponibili (BAT);

v)  determina l”individuazione dei sistemi di pretrattamento del rifiuto urbano residuo (RUR) da predisporre immediatamente in conformità a quanto previsto dal decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 (Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti), privilegiando la realizzazione immediata di sistemi di trattamento meccanico-biologico con ulteriore recupero di materia dalle frazioni di sopravaglio e corredati da centri di analisi del RUR, allo scopo di coordinare l’ottimizzazione progressiva delle raccolte differenziate e dei piani di prevenzione nei rispettivi bacini di competenza.

4.  Il piano regionale di gestione dei rifiuti è redatto in sostituzione di quello vigente, ai sensi dell’articolo 199 del decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche, in recepimento della Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio».

 

All’articolo 9:

Emendamento 9.32 (I parte):

Al comma 1 le parole “le Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “le Società di regolamentazione di cui al precedente art. 6”.

Emendamento 9.33:

Al comma 1 è soppresso l’ultimo periodo.

Emendamento 9.10:

Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

“1 bis. La pianificazione regionale definisce i criteri e le modalità per promuovere la programmazione e l’esercizio della gestione integrata dei rifiuti, favorendone la riduzione, le forme di raccolta aggregate dei materiali post consumo, indirizzando le raccolte di materiali singoli o aggregati da destinare al riciclaggio e al recupero in modo omogeneo nel territorio regionale, al fine di generare una filiera industriale del riciclo e del recupero che possa contare su di un flusso certo di materia per qualità e quantità.”.

Emendamento 9.13:

Al comma 3, lettera a), i punti 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:

“1) anno 2010: R.d. 20 per cento, recupero materia 15 per cento;

2)  anno 2012: R.d. 40 per cento, recupero materia 30 per cento;

3)  anno 2015: R.d. 65 per cento, recupero materia 50 per cento.”.

Emendamento 9.32 (II parte):

Alla lettera b del comma 3 le parole “ogni Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “ogni SRR”.

Subemendamento 9.15.2 all’emendamento 9.15:

Sopprimere le parole da “Il piano deve ...” fino alle parole “legislativa dell’ARS”.

Emendamento 9.15:

Al comma 3 sostituire la lettera r) con la seguente: “r) definisce un piano per l’ampliamento di discariche pubbliche esistenti e/o nuove discariche pubbliche, sufficienti per soddisfare il fabbisogno del conferimento di rifiuti degli ATO per almeno tre anni. Il piano deve prevedere anche le modalità per pervenire a una tariffa unitaria per il conferimento in discarica ed è, entro centoventi giorni, sottoposto al parere della competente commissione legislativa dell’ARS”.

Emendamento 9.4:

Al comma 3 sostituire la lettera u) con le seguenti:

“u) fissa l’individuazione dei sistemi per incrementare l’intercettazione dei rifiuti fin dalle fasi della raccolta e ciò al fine di ridurre il relativo conferimento in discarica; u1) fissa i criteri per il trattamento preventivo dei rifiuti ammessi allo smaltimento in discarica comunque conformi alle migliori tecnologie disponibile (BAT).

Emendamento 9.5:

Al comma 3 sostituire la lettera v) con la seguente:

“v) determina l’individuazione dei sistemi di pretrattamento del rifiuto residuo (RUR) da predisporre immediatamente in ossequio a quanto previsto dal decreto legislativo n. 36/03 in recepimento della Dir. 99/31, privilegiando livelli di trattamento che comportino il minor costo a carico della tariffa ed il maggior vantaggio ambientale”.

Emendamento 9.18:

Al comma 3 aggiunger la lettera w):

“w) stabilisce i criteri e le modalità da adottarsi in tutto il territorio della regione, per la determinazione delle tariffe di conferimento in discarica”;

«Articolo 10 Piano d’ambito

1.  Il piano d’ambito definisce il complesso delle attività necessarie a garantire la gestione integrata dei rifiuti urbani nell’ATO di riferimento.

2.  Il piano d’ambito è redatto sulla base delle indicazioni del piano regionale di gestione dei rifiuti e nel rispetto dei relativi criteri contenuti.

3.  Il piano d’ambito cura altresì:

a)  l’analisi dei piani comunali di raccolta differenziata, qualora i comuni appartenenti all’ambito li abbiano già predisposti ovvero la redazione dei piani comunali di raccolta (PCR) ed i piani comunali della raccolta differenziata (PCRD), ivi comprese le modalità di gestione dei centri di raccolta nei comuni (CR);

b)  le modalità di gestione, alla scala dell’ATO, dei servizi e degli impianti relativi allo smaltimento, al riciclo ed al riuso dei rifiuti;

c)  la descrizione del modello gestionale che si vuole adottare per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata;

d)  la descrizione delle fasi temporali in cui il piano si articola, partendo dalla situazione attuale fino alla situazione a regime, dopo il superamento dell’emergenza;

e)  la descrizione delle singole fasi in termini di:

1) investimenti (attrezzature, mezzi, impianti);

2) costi gestionali (personale, materiali di consumo);

3) obiettivi di raccolta differenziata;

4) enti coinvolti;

5) popolazione coinvolta in termini di tipologia e di territorio;

6) impianti che si prevedono di utilizzare;

                   7) trattamento del rifiuto;

8) sbocco del materiale trattato (riutilizzo);

9) destinazione dei sovvalli;

f)   la descrizione delle fasi economiche correlate alle fasi temporali;

g)  l’analisi dei costi, ai fini della loro totale copertura;

h)  l’individuazione delle fonti di finanziamento, nonché delle modalità di copertura dei costi non finanziabili o non finanziati;

i)   la descrizione della procedura di controllo del raggiungimento degli obiettivi intermedi e finali del ‘piano’, con la specifica degli indicatori e dei relativi valori di riferimento;

l)   l’impostazione del contratto di servizio, evidenziando lo standard minimo ed i servizi aggiuntivi, comprensivi dei relativi costi, volti a migliorare lo standard;

m) gli interventi finalizzati all’autosufficienza impiantistica dell’ATO, inclusa la programmazione e la localizzazione degli impianti previsti.

4.  L’Autorità d’ambito adotta il piano d’ambito ed il relativo piano economico-finanziario di supporto entro sessanta giorni dalla pubblicazione del piano regionale di gestione dei rifiuti,

trasmettendolo entro dieci giorni all’Assessorato regionale dell’energia e di servizi di pubblica utilità.

L’Assessorato medesimo, entro i successivi novanta giorni, verifica la conformità del piano d’ambito al piano regionale di gestione dei rifiuti. Il termine può essere sospeso soltanto per una volta, ove siano necessarie richieste istruttorie e riprende a decorrere dal ricevimento delle informazioni richieste. Trascorso il termine di novanta giorni, calcolato al netto del lasso di tempo necessario per l’acquisizione delle informazioni supplementari, il piano d’ambito acquisisce piena efficacia.

5.  Il piano d’ambito è sottoposto a verifiche ed aggiornamenti. Le variazioni strettamente necessarie all’adeguamento a nuove disposizioni o indirizzi di livello europeo, statale o regionale sono comunicate alla Regione e sono sottoposte alla verifica di conformità.

6.  Le previsioni contenute nel piano d’ambito sono vincolanti per gli enti soci, nonché per i soggetti che abbiano ottenuto l’affidamento dei servizi di gestione integrata dei rifiuti.

7.  La mancata adozione del piano d’ambito preclude la concessione di eventuali contributi europei, statali e regionali per la realizzazione del sistema di gestione integrata dei rifiuti».

 

All’articolo 10:

Emendamento 10.1:

Al comma 3, lettera e), punto 6) dopo le parole “prevedono di utilizzare” aggiungere le parole “ad integrazione di quelli già esistenti”.

Emendamento 10.11:

Al comma 4 dell’articolo 10 le parole “L’Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “la SRR”.

«Articolo 11 Azioni per la prevenzione della produzione dei rifiuti

1.  La Regione, gli enti locali e l’Autorità d’ambito, ai fini di cui all’articolo l, comma l, lettera a), favoriscono e sostengono, attuando quanto previsto nel Piano di Azione del P.O. FESR 2007-2013:

a)  azioni e strumenti incentivanti o penalizzanti finalizzati a contenere e ridurre la quantità di rifiuti prodotti o la loro pericolosità da parte di soggetti pubblici o privati;

b)  iniziative per la diffusione degli acquisti verdi;

c)  campagne informative e di sensibilizzazione rivolte a soggetti pubblici e privati per l’adozione di comportamenti tali da favorire la prevenzione e la riduzione dei rifiuti.

2.  La Regione promuove con soggetti pubblici e privati accordi che definiscono specifiche linee di azione per favorire la riduzione della quantità e pericolosità dei rifiuti prodotti, attuando quanto previsto nel Piano di Azione del P.O. FESR 2007-2013.

3.  L’Assessore regionale per l’energia e dei servizi di pubblica utilità predispone ulteriori linee guida per indirizzare tutti i soggetti interessati verso le migliori pratiche di prevenzione e riduzione dei rifiuti.

4.  La Regione definisce iniziative per l’attivazione degli accordi e dei contratti di programma previsti dall’articolo 206 del decreto legislativo 152/06 e successive modifiche ed integrazioni, nonché per l’introduzione nel territorio dei criteri di fiscalità ecologica di riduzione, prevenzione e minimizzazione dei rifiuti oltre che per stimolare la creazione di nuove imprese nel campo delle nuove tecnologie ambientali, del riciclo e riuso dei rifiuti e dello sviluppo sostenibile e promuovere la realizzazione completa delle filiere produttive per il riciclaggio delle materie da rifiuto.

 

All’articolo 11:

Emendamento 11.6:

Al comma 1 le parole “l’Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “le Società consortili di cui al precedente art. 6 (SRR)”.

«Art. 12.

Azioni per favorire la raccolta differenziata e le forme di recupero

1.  La Regione, ai fini del raggiungimento degli obiettivi statali e comunitari in materia, promuove lo sviluppo della raccolta differenziata e del recupero di materia tramite strumenti che riguardano in particolare:

a)  azioni e strumenti incentivanti finalizzati a favorire la riorganizzazione del sistema di raccolta differenziata in grado di assicurare alte percentuali di intercettazione, in particolare mediante il sistema di raccolta porta a porta;

b)  iniziative incentivanti volte ad assicurare un elevato recupero delle frazioni di rifiuto raccolte in maniera differenziata ed il collocamento sul mercato del materiale riciclato;

c)  l’attivazione di forme di comunicazione e sensibilizzazione;

d)  la stipulazione di accordi e intese con soggetti pubblici e privati, tra i quali i consorzi nazionali di filiera di cui al decreto legislativo 152/2006.

2.  La Regione, indica nel piano di bonifica delle aree inquinate e, più in generale, in tutti gli strumenti di pianificazione interessati al ripristino di particolari aree, gli interventi per i quali può essere impiegata nelle operazioni di ripristino la frazione organica stabilizzata (FOS) proveniente dai sistemi di trattamento prima del conferimento in discarica e le caratteristiche della stessa in rapporto ai livelli di contaminazione stabiliti per i vari siti».

 

All’articolo 12:

Emendamento 12.3:

Il comma 1 è sostituito dai seguenti:

1.  In conformità a quanto previsto dall’art. 11 della Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, al fine di attivare idonei strumenti economici finalizzati all’incremento della raccolta differenziata anche attraverso la creazione di nuove opportunità di sviluppo, trovano applicazione:

a)  le misure contenute nel D.M. 8 maggio 2003, n. 203, affinché gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico operanti nel territorio della regione coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti dal riuso e riciclo di materie derivanti dalla raccolta differenziata, nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo;

b)  le misure contenute nel Piano Nazionale di Azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione, Green Public Procurement (G.P.P.), di cui alla Strategia di Lisbona, approvato con Decreto del Ministero dell’Ambiente dell’11 aprile 2008.

2.  Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge il Presidente della Regione, sentite le competenti Commissioni legislative dell’Assemblea regionale siciliana, emana con proprio decreto le disposizioni attuative del precedente comma 1 e quelle necessarie a promuovere le produzioni di beni materiali mediante l’impiego di materie derivanti dalla raccolta differenziata, rispondenti alle operazioni di cui alle lettere b) e c) dell’articolo 4 della Direttiva 2008/98/CE, incluso l’accesso prioritario ad agevolazioni e finanziamenti pubblici, purché tali produzioni utilizzino una quota non inferiore al 30% di rifiuti che devono provenire da raccolta effettuata nella Regione.

3.  La Regione promuove, con le reti della media e grande distribuzione di vendita, protocolli d’intesa finalizzati alla riduzione degli imballaggi e dei contenitori monouso, al maggiore impiego di imballaggi riutilizzabili ed alla diffusione di prodotti sfusi con erogatori alla spina, nonché ad ogni altra idonea iniziativa indirizzata alla riduzione, prevenzione e minimizzazione della produzione di rifiuti.

 

 

«Art. 13 Riduzione della produzione dei rifiuti da parte delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti assimilati.

 

Condizioni per il rilascio delle autorizzazioni per le medie e le grandi strutture di vendita.

1.  Entro i tre anni successivi alla data di entrata in vigore della presente legge e fatti salvi i contratti di fornitura di beni e servizi eventualmente in corso, la Regione, le province, i comuni e gli altri enti, istituti, società ed aziende soggette alla vigilanza degli stessi, impiegano, per le proprie necessità, carta e cartoni prodotti utilizzando, integralmente o prevalentemente, residui recuperabili, in misura non inferiore al quaranta per cento del fabbisogno. I soggetti di cui al presente comma sono altresì tenuti, entro il medesimo periodo e per la stessa percentuale, ad utilizzare manufatti di plastica riciclata.

2.  Ai soggetti di cui al comma 1 è fatto divieto di utilizzare nelle proprie mense, per la somministrazione degli alimenti o delle bevande, contenitori e stoviglie a perdere. I medesimi

soggetti hanno altresì l’obbligo di provvedere alla raccolta differenziata di carta e cartone, cartucce di inchiostro e toner per fotocopiatrici e stampanti, o nastri per macchine da scrivere.

3.  L’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità promuove intese e convenzioni con le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici nazionali per incentivare l’uso di carta e cartoni prodotti integralmente o prevalentemente con materie prime secondarie, per promuovere la raccolta differenziata di carta e cartone, cartucce d’inchiostro per fotocopiatrice e stampanti, nastri per macchine da scrivere o quant’altro stabilito dal piano regionale nonché per disincentivare l’utilizzo di contenitori e stoviglie a perdere.

4.  Ai fini del rilascio dell’autorizzazione prevista dalla legislazione vigente per le medie e le grandi strutture di vendita, è richiesta la presentazione del bilancio dei rifiuti prodotti e auto smaltiti da parte delle strutture da insediare. Il bilancio è elemento indispensabile ai fini della valutazione del raggiungimento degli standard minimi stabiliti dal piano regionale di gestione dei rifiuti. La priorità fra domande concorrenti in regola con gli standard urbanistici e commerciali, è data, a parità delle altre condizioni, al richiedente che presenta comparativamente, in termini di quantità, il miglior bilancio rifiuti.

5.  Nei capitolati per appalti pubblici di opere, di forniture e di servizi sono inserite specifiche condizioni per favorire l’uso di residui recuperabili, secondo le modalità indicate nel piano regionale di gestione dei rifiuti.»

«Art. 14 Potere sostitutivo

 

l. A far data dalla pubblicazione del piano regionale di gestione dei rifiuti, qualora gli enti di cui alla presente legge non ottemperino alle funzioni e ai compiti assegnati, l’Assessore regionale per la funzione pubblica e le autonomie locali, su segnalazione dell’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, dispone, previa diffida, la nomina di commissari straordinari, nei seguenti casi:

a)  mancata istituzione delle Autorità d’ambito o mancata elezione degli organi delle stesse Autorità, nei termini previsti dalla presente legge;

b)  mancata adozione del piano d’ambito;

c)  mancata approvazione dei bilanci delle Autorità d’ambito nei termini previsti;

d)  mancato espletamento delle procedure per l’affidamento del servizio e degli adempimenti di cui all’articolo 6, comma 5.

2.  Nei casi di cui al comma 1, la nomina del commissario straordinario dà luogo alla decadenza degli organi dell’Autorità d’ambito commissariata e all’avvio delle consequenziali azioni di responsabilità amministrativa ed erariale.

3.  Costituisce grave violazione di legge da parte degli enti locali interessati:

a)  l’approvazione dei bilanci di previsione in assenza dell’allegato di cui all’articolo 172, comma l), lettera b) del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, con riferimento ai bilanci delle Autorità d’ambito;

b)  la violazione degli adempimenti di cui all’articolo 4, comma 2.

4.  In presenza delle condizioni di cui al comma 3, l’Assessore regionale per la funzione pubblica e le autonomie locali dispone, previa diffida, la nomina di commissari straordinari e contestualmente dispone la decadenza degli organi delle amministrazioni interessate ai quali debba ascriversi la violazione.

 

5.  Per le finalità di cui all’articolo 4, comma 2, lettera c) i commissari straordinari sono autorizzati a disporre variazioni di bilancio, nonché rettifiche delle aliquote TARSU o dei valori della TIA, in coerenza allo standard di cui all’articolo 15, comma 3.

6.  A far data dall’entrata in vigore della presente legge, ove a causa delle violazioni di cui al comma 4 o dalla mancata adozione delle ordinanze di cui agli articoli 191 e 192 del decreto legislativo n. 152/2006, derivino situazioni di rischio per l’igiene e la sanità pubblica accertate da parte dell’autorità sanitaria competente per territorio o per materia, l’intervento sostitutivo può essere disposto con decreto del Presidente della Regione, adottato anche in assenza di previa diffida, su proposta dell’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, di concerto con l’Assessore regionale per la funzione pubblica e le autonomie locali. In questo caso, l’eventuale adeguamento della TARSU o della TIA ha luogo con riferimento alla media delle aliquote applicate dalle amministrazioni comunali comprese negli ambiti territoriali ottimali attualmente costituiti. Il commissariamento comporta la decadenza degli organi degli enti ai quali sia da ascriversi l’omissione, nonché l’avvio della consequenziale azione di responsabilità amministrativa ed erariale.

7.  Gli oneri conseguenti all’attività del commissario straordinario sono posti a carico dell’ente interessato.»

 

All’articolo 14:

Emendamento 14.21:

Al comma 1, lettera a) sostituire le parole “mancata istituzione dell’Autorità d’ambito” con le parole “mancato espletamento degli adempimenti di cui al comma 2 dell’articolo 7”.

Emendamento 14.20 (I parte):

·        Al comma 1 lettera a) sostituire le parole “Autorità d’ambito” con “SRR” e la parola “Autorità” con “Società”;

·        Al comma 1 lettera c) sostituire le parole “Autorità d’ambito” con “SRR”;

·        Al comma 1 lettera d) sostituire le parole “comma 5” con “comma 6”;

Subemendamento 14.20.1 bis all’emendamento 14.20:

Il comma 2 è sostituito dal seguente:

“2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, lettere b), c) e d) laddove i sindaci ed i presidenti della provincia non diano corso, previa diffida, agli adempimenti necessari, si fa luogo alla nomina di un commissario straordinario che li sostituisce nelle funzioni societarie. Il commissario straordinario provvede, nell’esercizio dei relativi poteri, all’adozione della delibera di decadenza dei rappresentanti degli Enti locali negli organi della società commissariata ed all’avvio delle consequenziali azioni di responsabilità. Il commissario straordinario assume, altresì, le funzioni rivestite dai sindaci e dal Presidente della Provincia nella società di cui all’articolo 6. I commissari straordinari durano in carica dodici mesi e possono essere rinnovati, per una sola volta, per un corrispondente periodo di tempo. Il rinnovo dell’incarico è disposto con decreto dell’Assessore regionale per la Funzione pubblica e per le Autonomie locali, adottato almeno novanta giorni prima della scadenza del mandato commissariale. Nei due mesi antecedenti alla conclusione dell’incarico, il commissario straordinario provvede agli adempimenti funzionali alla ricostituzione degli organi della Società”.

Subemendamento 14.20.2 all’emendamento 14.20:

Al comma 3, lettera b), aggiungere dopo il comma 2 le parole “lettere da a) ad h)”.

Emendamento 14.20 (II parte):

Sostituire il comma 2 con il seguente:

“2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, lett. b, c, d, la nomina del commissario straordinario dà luogo alla decadenza degli organi della Società consortile commissariata e all’avvio delle consequenziali azioni di responsabilità amministrativa ed erariale. Il commissario straordinario assume altresì la titolarità delle funzioni degli organi della società di scopo di cui all’art. 6. I commissari straordinari durano in carica dodici mesi e possono essere rinnovati, per una sola volta, per un corrispondente periodo di tempo. Il rinnovo dell’incarico è disposto con decreto dell’Assessore regionale per La Funzione pubblica e l’Autonomie locali, adottato almeno novanta giorni prima della scadenza del mandato commissariale. Nei due mesi antecedenti alla conclusione dell’incarico, il commissario straordinario provvede agli adempimenti funzionali alla ricostituzione degli organi della Società.”.

Emendamento 14.20 (III parte):

Al comma 3 lettera a) sostituire le parole “Autorità d’ambito” con le parole “Società consortili di cui all’articolo 6”;

Emendamento 14.20 (IV parte):

Il comma 4 è sostituito dal seguente: “4. In presenza delle condizioni di cui al comma 3, l’Assessore regionale per la funzione pubblica e le autonomie locali dispone, previa diffida, la nomina di commissari straordinari e contestualmente dispone la decadenza degli organi delle amministrazioni interessate ai quali debba ascriversi la violazione. I commissari straordinari durano in carica dodici mesi e possono essere rinnovati, per una sola volta, per un corrispondente periodo di tempo. Il rinnovo dell’incarico è disposto con decreto dell’Assessore regionale per la funzione pubblica e le autonomie locali, adottato almeno novanta giorni prima della scadenza del mandato commissariale. Nei due mesi antecedenti alla conclusione dell’incarico, il commissario straordinario provvede agli adempimenti funzionali alla ricostituzione degli organi decaduti.”.

Subemendamenti 14.20.1 bis. 2 e 14.20.5 all’emendamento 14.20:

Dopo la parola “diffida” aggiungere le parole “non inferiore a 90 giorni”; dopo le parole “in carica” sostituire le parole “dodici mesi” con le parole “sei mesi”.

Emendamento 14.20 (V parte):

Al comma 5 sostituire le parole “comma 3” con “comma 4”;

Emendamento 14.20 (VI parte):

Al comma 6 sostituire le parole “comma 4” con “comma 3”;

«Art. 15. Disciplina dell’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti

1 Fatta salva la disciplina transitoria di cui all’articolo 18, il servizio di gestione integrata dei

rifiuti è affidato dalle Autorità d’ambito, per la durata e secondo quanto previsto dagli articoli 201 e

202 del decreto legislativo n. 152/2006. Le stesse Autorità provvedono ad individuare, sulla base del piano d’ambito e nel rispetto dell’articolo 23 bis del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modifiche dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, il soggetto incaricato di svolgere la gestione del servizio per tutto l’Ambito Territoriale Ottimale, stipulando e sottoscrivendo con lo stesso un contratto normativo che disciplina le modalità di affidamento, di sospensione e di risoluzione ad opera dei singoli comuni della parte di servizio relativa al territorio dei comuni stessi. La stipula e la sottoscrizione del contratto d’appalto relativo ai singoli comuni compresi nell’A.T.O. hanno luogo fra l’appaltatore e la singola amministrazione comunale, che provvede direttamente al pagamento delle prestazioni ricevute e verifica l’esatto adempimento del contratto.

2.  Al completamento del primo triennio di affidamento, e successivamente con cadenza triennale,

l’Autorità d’ambito procede alla verifica della congruità dei prezzi rispetto alle condizioni di mercato applicate a parità di prestazioni. Nel caso sia accertato che, a livello nazionale, il costo medio applicato a parità di prestazioni, sia inferiore per non meno del 5 per cento rispetto a quello praticato dal gestore, i comuni possono recedere dal contratto di appalto e provvedere ad un’autonoma organizzazione del servizio sul proprio territorio, salvo che l’affidatario dell’appalto non dichiari la propria disponibilità ad adeguare il corrispettivo alle sopravvenute condizioni finanziarie.

3.  Nei casi di cui al comma 2, l’affìdamento da parte del singolo comune è effettuato a condizione che:

a)  garantisca il raggiungimento dei medesimi risultati del servizio e livelli di raccolta differenziata, in quantità e qualità, previsti nel piano d’ambito;

b)  riassuma a proprio carico il personale a qualsiasi titolo trasferito alle Società ed ai consorzi

d’ambito esistenti alla data di approvazione della presente legge, o corrisponda alla Autorità d’ambito i relativi oneri;

c)  assuma a proprio carico la quota parte dei costi generali gravanti sull’Autorità d’ambito per la gestione del medesimo servizio nell’intero ATO.

4.  Fino all’approvazione della tariffa integrata ambientale, di cui all’articolo 238, comma 11, del decreto legislativo n. 152/2006, al fine di assicurare l’appropriata copertura dei costi del servizio di gestione integrata dei rifiuti, l’Autorità d’ambito individua uno standard medio al quale è parametrata la tariffa di igiene ambientale o la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per i comuni compresi negli Ambiti Territoriali Ottimali. Nella definizione dello standard si tiene conto del livello di effettiva riscossione dell’ultimo triennio solare. I comuni possono adeguare la TIA o la TARSU allo standard, fermo restando che, nel caso in cui si determini uno scostamento rispetto a quanto necessario a garantire la corretta gestione del servizio, sono comunque tenuti a individuare nel proprio bilancio le risorse finanziarie ulteriori rispetto a quelle provenienti dalla tariffa o dalla tassa, vincolandole alla copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione integrata dei rifiuti.

5.  Successivamente alla definitiva determinazione della TIA, con le modalità di cui all’articolo 6, comma 6, laddove il livello dell’imposizione tributaria non sia sufficiente alla copertura dei costi del servizio di gestione integrata nel territorio comunale, i singoli comuni ne dispongono l’incremento ovvero individuano nel proprio bilancio le risorse finanziarie ulteriori, vincolandole alla copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione integrata dei rifiut».

 

All’articolo 15:

Subemendamento 15.17.2 all’emendamento 15.17:

Al comma 1 le parole “per la durata e secondo quanto previsto” sono sostituite dalle parole “secondo le modalità previste”.

Subemendamento 15.17.3 all’emendamento 15.17:

Dopo le parole “Le stesse società” sono aggiunte le parole “avvalendosi degli UREGA”.

Emendamento 15.17 (I parte):

Al comma 1 sostituire le parole:

·        “dalle Autorità d’ambito, per la durata e secondo quanto previsto dagli articoli 201 e 202 del decreto legislativo n. 152/2006. Le stesse Autorità” con “dalle Società consortili di cui al precedente articolo 6 in nome e per conto dei comuni consorziati, per la durata prevista dall’art.  202 del decreto legislativo n. 152/2006. Le stesse Società”;

·        “per tutto l’Ambito Territoriale Ottimale” con “per i comuni consorziati”;

·        “nell’ATO” con “ nella Società consortile”.

Emendamento 15.17 (II parte):

Al comma 2 sostituire le parole “l’Autorità d’ambito” con “Società consortile, anche su segnalazione di singoli comuni”;

·        aggiungere dopo le parole “a livello nazionale” le parole “o regionale” e dopo le parole “i comuni” le parole “fino all’affidamento del nuovo appalto con le modalità di cui al precedente comma 1”.

Emendamento 15.17 (III parte):

Alla lettera b) del comma 3 sostituire:

·        le parole “riassume a proprio carico” con “utilizzi”;

·        le parole “o corrisponda all’Autorità d’ambito” con “corrispondendo alla Società consortile”;

Alla lettera c) sostituire:

·        la parola “assuma” con “mantenga”;

·        le parole “sull’Autorità d’ambito” con “sulla Società consortile”.

Emendamento 15.17 (IV parte):

Al comma 4 sostituire le parole “l’Autorità d’ambito“con “la Società consortile”.

Emendamento 15.18:

Al comma 4 le parole “individua e definizione” sono sostituite dalle parole “indica e indicazione”.

Emendamento 15.19:

Il comma 5 è soppresso.

 

«Articolo 17 Accelerazione delle procedure autorizzative

1.  Ai fini della più celere attivazione degli impianti necessari alla gestione integrata dei rifiuti, incluse le discariche, il Dipartimento competente dell’Assessorato regionale per l’energia ed i servizi pubblici adotta le procedure di cui all’articolo 208 del decreto legislativo 152/06 e individua, per ciascuna istanza di approvazione o autorizzazione, un responsabile unico del procedimento.2.  Entro quindici giorni dall’acquisizione dell’istanza, il responsabile del procedimento richiede a tutti i soggetti competenti il proprio parere motivato, da esprimere entro e non oltre tre mesi dalla richiesta. Trascorso infruttuosamente il predetto termine, il parere si intende favorevolmente reso.3.  Il responsabile del procedimento convoca la conferenza di servizi che deve concluderel’istruttoria entro centocinquanta giorni dalla presentazione della relativa istanza con un parere unico motivato, di assenso o diniego.4 Le conclusioni della conferenza di servizi sono valide se adottate a maggioranza dei componenti.5.  Il provvedimento finale è rilasciato dal competente Dipartimento dell’Assessorato regionaledell’energia e dei servizi di pubblica utilità e sostituisce ogni altra approvazione e/o autorizzazione di legge, fatte salve quelle di competenza statale».(E’ approvato)

Comunico che l’articolo 18 momentaneamente non verrà trattato perché è un po’ complesso.

Si passa all’articolo 19. Ne do lettura:
 

Titolo V

Disposizioni finali e transitorie

«Art. 18. Norme finali e transitorie

1. Immediatamente dopo la costituzione dell’Autorità d'ambito, sono conferite alle stesse il

patrimonio, le attrezzature, i mezzi, gli impianti di proprietà delle attuali società e consorzi d'ambito, nonché tutte le competenze di indirizzo, controllo e programmazione del servizio integrato dei rifiuti in capo alle stesse. La situazione debitoria o creditizia di ciascuna società o consorzio d'ambito, alla data della loro acquisizione da parte della nuova Autorità d'ambito, è quantificata ai sensi di quanto previsto dall’articolo 61 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, e sono altresì quantificate le quote che ogni comune ha corrisposto e le quote che gli utenti hanno versato come TIA o TARSU. Gli oneri conseguenti all’attività del commissario di cui all’articolo 61 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, sono posti a carico dell’ente interessato.

2. Le società d’ambito ed i consorzi d'ambito esistenti alla data di entrata in vigore della presente

legge, che gestiscono il servizio di raccolta, in tutto o in parte, anche in economia, continuano a

gestirlo fino all'affidamento della gestione integrata dei rifiuti da parte della stessa Autorità

d’ambito, da effettuarsi entro nove mesi dall'entrata in vigore della presente legge, ai sensi di quanto

disposto dall’articolo 204, commi 1 e 2, del decreto legislativo 152/06.

3. Le società d’ambito ed i consorzi d'ambito esistenti alla data di entrata in vigore della presente

legge, che gestiscono impianti a servizio della raccolta, possono continuarne la gestione quali società di scopo dell'Autorità d'ambito

4. Le società d'ambito ed i consorzi d'ambito esistenti alla data di entrata in vigore della presente

legge, che hanno affidato il servizio di gestione integrata dei rifiuti, sono poste in liquidazione ed il

controllo dei contratti in essere con i soggetti affidatari viene acquisito dalla relativa Autorità

d'ambito. Gli oneri conseguenti all’attività dei liquidatori sono posti a carico dell’ente interessato.

5. Nel caso in cui, per effetto dell'accorpamento dei pregressi Ambiti Territoriali Ottimali sub provinciali nell'Ambito Territoriale Ottimale provinciale di cui all’articolo 5, il servizio di gestione

integrata dei rifiuti si svolga per una parte del territorio mediante affidamento esterno a soggetti

imprenditoriali e per la rimanente parte mediante gestione diretta, la durata della gestione diretta non può eccedere la durata dell'appalto esterno. Resta ferma la facoltà dell'Autorità d'ambito di avviare, anche prima di tale scadenza, le procedure per l'affidamento all'esterno del servizio già gestito in forma diretta, la cui scadenza coincide con quella dell'appalto esterno già esistente.

6. Nel caso in cui, per effetto dell'accorpamento degli Ambiti Territoriali Ottimali subprovinciali

pregressi nell'Ambito Territoriale Ottimale provinciale di cui all’articolo 5, il servizio di gestione

integrata dei rifiuti si svolga mediante affidamento esterno a soggetti imprenditoriali diversi, la

durata dei contratti è uniformata a quello che abbia scadenza più remota, sempre che il soggetto

titolare del contratto la cui durata venga prolungata accordi, a parità di condizioni, una riduzione

dell' originario corrispettivo non inferiore al 5 per cento, se la prosecuzione è disposta per non oltre

tre anni, e non inferiore all'8 per cento se la prosecuzione è disposta per un periodo di tempo

maggiore.

7. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'Assessorato

regionale dell'energia e dei servizi di pubblica utilità definisce la dotazione organica provvisoria che

viene applicata dalle Autorità d'ambito al momento della loro costituzione.

8. Sulla base dei criteri concertati fra l'Amministrazione regionale e le organizzazioni sindacali, i

commissari straordinari provvedono alla individuazione del personale da trasferire alle Autorità

d'ambito, nell'osservanza delle procedure di informazione e di consultazione con le rappresentanze

sindacali dei lavoratori dipendenti. I dipendenti da trasferire sono individuati fra quelli in servizio

presso le società o presso i consorzi d'ambito esistenti alla data di approvazione della presente legge, mantenendo il trattamento giuridico ed economico applicato a tale data e per mansioni coerenti al profilo di inquadramento, con espresso divieto di adibizione a mansioni superiori. Il trasferimento ha luogo a condizione che l'originario rapporto di lavoro dipendente o le progressioni di carriera siano state realizzati nel rispetto della normativa di riferimento o in forza di pronuncia giurisdizionale che abbia acquisito efficacia di cosa giudicata.

9. Fermo restando il trattamento giuridico ed economico, nonché il rapporto di dipendenza dalle

Autorità d'ambito, il personale, già inquadrato nei consorzi e nelle società d'ambito in profili

operativi destinati ai servizi di gestione dei rifiuti, è utilizzato dai soggetti affidatari dell'appalto di

cui all’articolo 15 per lo svolgimento del servizio integrato di gestione dei rifiuti. L'appaltatore

assume la responsabilità gestionale, operativa e disciplinare del personale utilizzato anche per quanto concerne l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, nonché per l'erogazione delle retribuzioni.

10. Fermo restando il trattamento giuridico ed economico, nonché il rapporto di dipendenza dalle

autorità d’ambito, il personale eventualmente in esubero rispetto ai limiti massimi determinati dagli

standard concertati dalla Regione e le organizzazioni sindacali è utilizzato per servizi aggiuntivi che

gli enti locali assicurano a proprio carico, quali ad esempio:

a) servizi di scerbamento;

b) servizi di sterramento;

c) servizi di consulenza in materia ambientale;

d) servizi di manutenzione;

e) servizi di custodia;

f) servizi di pulizia di edifici pubblici.

11. Le norme amministrative e tecniche che disciplinano la gestione integrata dei rifiuti alla data

di entrata in vigore della presente legge conservano validità sino all'adozione dei corrispondenti atti

adottati in attuazione della presente legge.

12. Fino all'effettivo esercizio delle funzioni conferite dalla presente legge, e comunque fino al

definitivo avvio del servizio di gestione integrata dei rifiuti con le modalità previste dalla presente

legge, i soggetti già deputati alla gestione integrata del ciclo dei rifiuti, o comunque nella stessa

coinvolti, continuano a svolgere le competenze loro attualmente attribuite».

 

All’articolo 18:

Subemendamento 18.36.17.1.2 all’emendamento 18.36.17.1:

Al comma 1, dopo le parole “quantificazione della massa attiva” aggiungere le parole “e passiva

degli stessi consorzi e società d’ambito accertate alla data del 31 dicembre 2009”.

Subemendamento 18.36.17.1. all’emendamento 18.36.17:

Il comma 1 è così sostituito:

“1. Alla data di entrata in vigore della presente legge, i consorzi e le società d’ambito costituiti ai

sensi dell’articolo 201 del decreto legislativo n. 152/2006 sono posti in liquidazione. Agli stessi,

ove venga adottata ordinanza del Presidente della Regione ai sensi dell’art. 191 del

D. Lgs. n. 152/2006, sono preposti commissari liquidatori nominati dall’Assessore regionale per

l’Energia ed i servizi di pubblica utilità fra dirigenti dell’Assessorato stesso o dell’Assessorato per

l’Economia, che interviene in via sostitutiva nel caso i cui i Comuni soci non provvedano al

riguardo entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. I liquidatori o i

soggetti in atto preposti all’amministrazione, per le finalità di cui all’art. 61 della l.r. 6/2009,

provvedono alla quantificazione della massa attiva e all’accertamento delle percentuali di

copertura dei costi di gestione del servizio delle precedenti Autorità d’ambito, sostenute dagli Enti

locali, ai sensi dell’art. 21, comma 17 della l.r. n. 19/2005 e delle quote che gli utenti hanno

versato come TIA o TARSU. Il compenso previsto per i commissari liquidatori non può essere

superiore a quello previsto per i commissari nominati ai sensi dell’art. 24 della l.r. n. 44/1991 ed è

a carico degli enti interessati.”.

Subemendamento 18.36.17.2 all’emendamento 18.36.17:

Al comma 6 sostituire la cifra “80%” con “90%”.

Subemendamento 18.36.17.7 all’emendamento 18.36.17:

Aggiungere il seguente comma:

“5 bis. Nel caso in cui per effetto della modifica degli Ambiti territoriali ottimali e della

costituzione delle SRR, il servizio di gestione integrata dei rifiuti si svolga mediante affidamento

esterno a soggetti imprenditoriali diversi, il subentro del gestore individuato ai sensi del

precedente articolo 15 ha luogo alla scadenza dei singoli contratti la cui durata può essere

prolungata solo nei casi consentiti dal D. Lgs n. 163/2006 e successive modifiche e integrazioni”

Subemendamento 18.36.17.6 all’emendamento 18.36.17:

Al comma 6 dopo le parole “l’assunzione ha luogo” inserire le parole “in ogni SRR”;

dopo le parole “i rimanenti dipendenti sono inquadrati assicurando che” sostituire le parole

“a livello complessivo” con le parole “in ogni singola SRR”.

Subemendamento 18.36.17.8 all’emendamento 18.36.17:

Al comma 6, ultimo periodo, dopo la parola “l’assunzione” aggiungere le parole “e/o gli

inquadramenti hanno”.

Subemendamento 18.36.17.3 all’emendamento 18.36.17:

Alla fine del comma 6 dopo le parole “cosa giudicata” aggiungere le parole “o a seguito di

conciliazione giudiziale o extragiudiziale purché sottoscritto entro il 31 dicembre 2009”.

Subemendamento 18.36.17.5 all’emendamento 18.36.17:

Dopo il comma 7 aggiungere il seguente comma:

“7 ter. Fermo restando l’obbligo del ricorso alle procedure di evidenza pubblica dell’art. 45 della

l.r. n. 2/2007, le società consortili non possono procedere per un triennio, a decorrere dalla data di

entrata in vigore della presente legge, ad alcuna assunzione”.

Subemendamento 18.36.12 all’emendamento 18.36.17:

Dopo il comma 12 aggiungere il seguente comma:

“13. Il personale in servizio presso i comuni, presente nelle dotazioni organiche, transitato negli

ATO nella fase di prima applicazione della presente legge, può a richiesta tornare ai comuni di

appartenenza”.

Emendamento 18.36.17:

L’articolo 18 è sostituito dal seguente:

“Art. 18 Norme finali e transitorie

1. Alla data di entrata in vigore della presente legge, i consorzi e le società d'ambito costituiti ai

sensi dell'articolo 201 del decreto legislativo n. 152/2006 sono posti in liquidazione, ed agli stessi

sono preposti commissari liquidatori nominati dall’Assessore regionale per l’Energia ed i servizi

di pubblica utilità fra dirigenti dell’Assessorato stesso o dell’Assessorato per l’Economia, ove a

ciò non provvedano entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i

Comuni soci. I commissari, per le finalità di cui all’art. 61 della legge regionale n. 6/2009,

provvedono alla quantificazione della massa attiva e all’accertamento delle percentuali di

copertura dei costi di gestione del servizio delle precedenti Autorità d’ambito, sostenute dagli Enti

locali, ai sensi dell’art. 21, comma 17 della legge regionale n. 19/2005 e delle quote che gli utenti

hanno versato come TIA o TARSU. Il compenso previsto per i commissari liquidatori non può essere superiore a quello previsto per i

commissari nominati ai sensi dell’art. 24 della legge regionale n. 44/1991 ed è a carico degli enti

interessati.

2. Fatta salva la speciale disciplina di cui ai successivi commi, alla data di costituzione dei SRR i

rapporti giuridici dei consorzi e delle società d’ambito in corso confluiscono in un’apposita

gestione liquidatoria, che può essere articolata in sottogestioni costituite per materia o per

territorio.

3. In ragione dell’estinzione delle società e dei consorzi d’ambito il regime transitorio per le

diverse tipologie di affidamento in essere, è disciplinato in conformità con quanto previsto dal

comma 8 dell’at. 23 bis del D.L. n. 112/2008, come modificato dall’art. 15 del D.L. n. 135/2009,

e dall’art. 2, comma 38, della legge 244/2007.

4. Nel caso in cui, per effetto della modifica degli Ambiti territoriali ottimali e della costituzione

delle SRR, il servizio di gestione integrata dei rifiuti si svolga per una parte del territorio mediante

affidamento esterno a soggetti imprenditoriali e per la rimanente parte mediante gestione diretta,

la durata di quest’ultima non può eccedere la durata dell’appalto esterno. Resta ferma la facoltà

della SSR di affidare, anche prima di tale scadenza, la gestione del servizio all'appaltatore

individuato ai sensi del precedente art. 15.

5. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’Assessorato per

l’energia ed i Servizi di pubblica utilità, con la partecipazione delle organizzazioni associative dei

comuni e delle province individua il personale addetto fra quello già in servizio presso le società o

i consorzi d’ambito e proveniente dai comuni, dalle province o dalla regione.

6. Sulla base dei criteri concertati fra l’Amministrazione regionale, le Associazioni di

rappresentanza degli Enti locali e le organizzazioni sindacali, le SRR integrano le previsioni di cui

al precedente comma 7 individuando il rimanente personale fra i dipendenti già in servizio al

31 dicembre 2009:

- presso le società d’ambito;

- presso i consorzi d’ambito;

- presso le società utilizzate per la gestione del servizio ed al cui capitale sociale partecipino gli enti locali o le società o dai consorzi d’ambito per una percentuale non inferiore all’80%.

Per i dipendenti già inquadrati nei profili operativi destinati al servizio di gestione integrata dei

rifiuti, l’assunzione ha luogo, previa risoluzione del precedente rapporto di lavoro, a parità di

condizioni giuridiche ed economiche, applicata a tale data e per mansioni coerenti al profilo di

inquadramento, con espresso divieto di adibizione a mansioni superiori. I rimanenti dipendenti

sono inquadrati assicurando che, a livello complessivo, il rapporto fra profili operativi destinati al

servizio di gestione integrata dei rifiuti e rimanenti profili professionali non sia inferiore al 80%.

L’assunzione ha luogo a condizione che l’originario rapporto di lavoro dipendente o le

progressioni di carriera siano stati costituiti o realizzate nel rispetto della normativa di riferimento,

ed in particolare, dell’art. 45 della legge regionale n. 2/2007 e dell’art. 61 della legge regionale

n. 6/2009, o in forza di pronuncia giurisdizionale che abbia acquisito efficacia di cosa giudicata.

7. Il personale di cui ai commi 5 e 6 del presente articolo è assunto all’esito delle procedure volte

a garantire il definitivo avvio del servizio di gestione, affidato con le modalità di cui al precedente

art. 15. Tale personale è utilizzato dai soggetti affidatari dell’appalto che ne assumono la

responsabilità gestionale, operativa e disciplinare, anche per quanto concerne l’assicurazione

obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, nonché per l’erogazione delle retribuzioni. 8. In deroga alle previsioni delle dotazioni organiche degli enti locali, nel rispetto dei limiti

derivanti dal patto di stabilità, il personale delle società consortili può altresì essere utilizzato per

servizi aggiuntivi svolti direttamente dagli Enti locali.

9. Le norme amministrative e tecniche che disciplinano la gestione integrata dei rifiuti alla data di

entrata in vigore della presente legge conservano validità sino all'adozione dei corrispondenti atti

adottati in attuazione della presente legge.

10. Fino all'effettivo esercizio delle funzioni conferite dalla presente legge, e comunque fino al

definitivo avvio del servizio di gestione integrata dei rifiuti con le modalità previste dalla presente

legge ovvero fino alla soppressione delle autorità d'ambito, i soggetti già deputati alla gestione

integrata del ciclo dei rifiuti, o comunque nella stessa coinvolti, continuano a svolgere le

competenze loro attualmente attribuite. Tale gestione non può eccedere la durata di un anno,

decorrente dalla data di entrata in vigore della presente legge.”

 

«Articolo 19 Rinvio dinamico

1. I rinvii operati dalla presente legge alla legislazione statale si intendono effettuati in senso

dinamico».

(E’ approvato)

 

L’articolo 20, l’entrata in vigore la votiamo all’ultimo per pudore.

 

Comunico che rimangono gli articoli 18, il 20 riguardante l’entrata in vigore, l’articolo 6 bis e gli

articoli aggiuntivi che saranno esaminati domani.

Onorevoli colleghi, abbiamo fatto un buon lavoro, vi ricordo che domani, sempre alle 16, ovviamente, è convocata l’Aula.

Onorevoli colleghi, se siete d’accordo, esaminerei gli articoli aggiuntivi. Grazie onorevoli colleghi

 

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto. Non ci sono più emendamenti aggiuntivi.

Rimangono l’articolo 6 bis e l’articolo 18 e abbiamo terminato. Il 20 lo votiamo domani.  Onorevoli colleghi, vi invito, come sempre, alla massima puntualità per quanto riguarda la seduta di domani.

La seduta è rinviata a domani, mercoledì 24 marzo 2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

I - Comunicazioni

II - Discussione dei disegni di legge:

1)  - «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati» (numeri 525-528/A) (Seguito)

 

Pongo in votazione l’articolo 20.

 

Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

(E’ approvato)

 

LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che noi come Parlamento e come Governo dobbiamo essere responsabili. Mi era stata assicurata, da parte dell’Assessore, la norma che affrontava il problema dell’emergenza rifiuti.

Non so se è stato presentato o meno l’emendamento da parte del Governo ma mi era stato assicurato che veniva presentato un emendamento che affrontava anche il problema dell’emergenza di questi giorni.

Credo che questa legge, senza la norma dell’emergenza, non ha nessun significato perché diventa una norma manifesto. E allora, Assessore, delle due l’una: o lei quando ha detto che presentava la norma dell’emergenza… scusatemi, c’era una norma scritta che non aveva bisogno di copertura finanziaria; in questo momento noi andiamo a presentare una norma che è da venire perché l’applicazione può avvenire fra un anno, ma nel periodo che resta da oggi, laddove c’è la spazzatura per strada, laddove ci sono problemi igienico-sanitario, laddove c’è una emergenza che incalza, non vediamo come possiamo risolvere questo problema.

Pertanto, ancora una volta, rivolgo un appello al Governo, al Presidente dell’Assemblea perché si risolva questo problema che è vitale.

PRESIDENTE. Assessore Russo risponde lei o rispondo io?

RUSSO, Assessore per l’energia e i servizi di pubblica utilità. Signor Presidente onorevoli deputati, è la seconda volta in una sera - e devo dire che non mi era mai capitato in 48 anni - di sentire cose sgradevoli sul piano personale, ampiamente compensate dal vostro affetto.

Onorevole Laccoto, dire che questa è una legge manifesto - non guardi me guardi l’Aula che la circonda, del mio lavoro abbia solo pietà, non rispetto - per quanto riguarda la questione della norma ‘salva emergenze’ devo dirle che è quanto meno esigenza anche mia che propongo le ordinanze di emergenza-urgenza, avere una norma di copertura come certamente intuirà e tuttavia il Presidente dell’Assemblea mi ha correttamente evidenziato che norme che, comunque, comportano spesa, seppure a bilancio invariato, richiedono due cose: 1) che il bilancio invariato ci sia e non c’è; 2) che siano apprezzate dalla Commissione Bilancio.

La norma è scritta ed è a disposizione di tutti i deputati.

 


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