giovedì 25 marzo 2010

quattro

 

«Art. 5. Ambiti territoriali ottimali per la gestione integrata dei rifiuti

1.Gli Ambiti territoriali ottimali (ATO) coincidono con il territorio di ciascuna provincia e sono

di seguito individuati:

a) ATO l – PALERMO;

b) ATO 2 – CATANIA;

c) ATO 3 – MESSINA;

d) ATO 4 – AGRIGENTO;

e) ATO 5 – CALTANISSETTA;

f) ATO 6 – ENNA;

g) ATO 7 – RAGUSA;

h) ATO 8 – SIRACUSA;

i)  ATO 9 – TRAPANI.

2.      I comuni appartenenti all’ATO possono richiedere il passaggio ad un diverso ATO, secondo

quanto previsto dall’articolo 200, comma 6, del decreto legislativo 152/2006. La richiesta è corredata da delibera favorevole da parte dell’ATO di appartenenza e dell’ATO di destinazione. Il passaggio è disposto mediante decreto dell’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, previa istruttoria da parte del competente Dipartimento ed è adottato entro centottanta giorni dalla presentazione della richiesta, che si intende assentita nel caso di infruttuoso decorso del termine.»

ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA DISEGNO DI LEGGE “GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI E BONIFICA DEI SITI INQUINATI” (NN. 525-528/A)

All’articolo 5:

Emendamento 5.22:

L’art. 5 è così riformulato

«Art. 5. Ambiti territoriali ottimali per la gestione integrata dei rifiuti

1. Sulla base delle esigenze di efficacia, efficienza ed economicità di cui all’articolo 200, comma

1, lettera f) del decreto legislativo n. 152/2006 ed in attuazione dei principi di coordinamento della finanza pubblica di cui ai commi 33 e 38 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, nonché al fine di consentire il sollecito avvio dell’assetto organizzativo derivante dall’applicazione della presente legge sono confermati gli Ambiti territoriali ottimali costituiti in applicazione dell’articolo 45 della legge regionale n. 2/2007, quali identificati nel D.P.R. n. 127/2007, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana del 6 giugno 2008, n. 25.

Essi sono i seguenti:

ATO 1 – PALERMO;

ATO 2 – CATANIA;

ATO 3 – MESSINA;

ATO 4 – AGRIGENTO;

ATO 5 – CALTANISSETTA;

ATO 6 – ENNA;

ATO 7 – RAGUSA;

ATO 8 – SIRACUSA;

ATO 9 – TRAPANI;

ATO 10 – ISOLE MINORI.

2. Il piano regionale dei rifiuti di cui all’articolo 9 della presente legge, comunicato ai comuni ed alle province interessate, costituisce, sulla base di un dettagliato studio sul punto, la sede per il riscontro dell’adeguatezza della nuova delimitazione degli ATO rispetto agli obiettivi generali del piano stesso. Il numero complessivo degli ATO non può comunque eccedere quello di cui al precedente comma 1.

3. I singoli comuni appartenenti all’ATO, entro trenta giorni dalla comunicazione di cui al comma

2 possono richiedere il passaggio ad un diverso ATO, secondo quanto previsto dall’articolo 200, comma 6, del decreto legislativo n. 152/2006. Il passaggio è disposto mediante decreto dell’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, previa istruttoria da parte del competente Dipartimento ed è adottato entro centottanta giorni dalla presentazione della richiesta, che si intende assentita nel caso di infruttuoso decorso del termine.

«Articolo 6 Autorità d’Ambito ed Organi

1. Per l’esercizio delle funzioni di gestione integrata dei rifiuti, la provincia e i comuni ricompresi  in ciascun ATO formano un consorzio a partecipazione obbligatoria, ai sensi dell’articolo 31 del  decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Il consorzio costituisce l’Autorità d’ambito di cui  all’articolo 201 del decreto legislativo 152/2006 e all’articolo 2, comma 38, lettera a) della legge 24  dicembre 2007, n. 244.

2. Le quote di partecipazione degli enti locali a ciascuna Autorità d’ambito sono determinate nel  seguente modo:

a) 95 per cento ai comuni sulla base della popolazione residente in ciascun comune, quale risulta  dai dati dell’ultimo censimento generale della popolazione;

b) 5 per cento alla provincia appartenente all’ATO.

3. Organi del consorzio sono l’assemblea dei sindaci, il presidente dell’assemblea dei sindaci ed il  presidente del consorzio. Il presidente dell’assemblea dei sindaci è il presidente della provincia. La  funzione di presidente e di componente dell’assemblea dei sindaci è esercitata a titolo gratuito.

4. L’assemblea dei sindaci elegge al suo interno oltre al presidente del consorzio, che ha la  rappresentanza dell’Autorità d’ambito, sei componenti. La funzione di presidente e componente del consorzio è esercitata a titolo gratuito. L’assemblea dei sindaci si esprime preventivamente su tutti gli atti relativi a programmazione e organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti, organizzazione territoriale dei servizi, programmazione e pianificazione impiantistica, modalità gestionali e personale.

5. Il presidente del consorzio resta in carica per tre anni e comunque fino alla scadenza del suo mandato amministrativo.

6. L’assemblea determina ed approva la tariffa di cui all’articolo 238 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni. Nelle more dell’emanazione del decreto ministeriale di cui al comma 11 dell’articolo 238 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, l’Autorità d’ambito individua uno standard medio al quale è parametrata la tariffa di igiene ambientale o la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per i comuni  compresi negli Ambiti Territoriali Ottimali, come introdotti dalla presente legge. I comuni possono  adeguare la TIA o la TARSU allo standard, fermo restando che, ove necessario, sono comunque  tenuti a individuare nel proprio bilancio le risorse finanziarie, ulteriori rispetto a quelle provenienti  dalla tariffa o dalla tassa, vincolandole alla copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione  integrata dei rifiuti.

7. Nelle votazioni dell’assemblea dei sindaci ogni comune ha diritto ad un voto ogni diecimila      abitanti e per frazioni oltre cinquemila, fino a un massimo di voti pari al 30 per cento dei voti totali, calcolati sulla base della popolazione residente nell’ambito territoriale ottimale al 31 dicembre 2007, secondo i dati ufficiali dell’ultimo censimento generale della popolazione. I comuni con popolazione inferiore a diecimila abitanti hanno in ogni caso diritto a un voto. Per il funzionamento del consorzio si applicano le norme dell’Ordinamento autonomie enti locali (O.A.EE.LL.) vigente nella Regione ed il relativo regolamento di esecuzione.

8.     Gli atti adottati dal consorzio sono pubblicati per intero sul sito web dello stesso».

 

All’articolo 6:

Subemendamento 6.31.1.17 all’emendamento 6.31.1 GOV:

Al comma 2 le parole da “Per gli ambiti territoriali” a “su base provinciale” sono soppresse.

Subemendamento 6.31.1.20 all’emendamento 6.31.1 GOV:

Al comma 4 dopo le parole “codice civile” cassare le parole “il Presidente della provincia neassume la presidenza”.

Subemendamento 6.31.1.13 all’emendamento 6.31.1 GOV:

Il comma 5 è soppresso.

Subemendamento 6.31.1.19 all’emendamento 6.31.1 GOV:

Dopo il comma 7 aggiungere: “L’Amministrazione ed il controllo sulle società sono disciplinati altresì dai rispettivi atti costitutivi e statuti che si conformano alle indicazioni di cui alla presente legge.”.

Subemendamento 6.31.1.14 all’emendamento 6.31.1 GOV:

Al comma 6 sopprimere le parole da “I comuni” sino a “rifiuti”.

Emendamento 6.31.1 GOV:

L’articolo 6 è sostituito dal seguente:

«Art. 6 Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti ed Organi

1. In attuazione di quanto disposto dall'art. 45 della l.r. n. 2/2007, per l'esercizio delle funzioni di gestione integrata dei rifiuti la provincia ed i comuni ricompresi in ciascun Ambito territoriale ottimale costituiscono, per ogni ATO, una società consortile di capitali per l'esercizio delle funzioni affidate alla società stessa con la presente legge. Le società sono denominate “Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti”, con acronimo S.R.R.. Alla società consortile non possono partecipare altri soggetti pubblici o privati.

2. Per gli ambiti territoriali ottimali la cui popolazione superi il milione di residenti o per quelli la cui città capoluogo abbia un numero di residenti superiore ad un terzo di quello complessivo della provincia, possono essere costituite, mediante adesione volontaria, due SRR, fermo restando che le stesse società non possono essere costituite da un solo comune. Qualora l'adesione interessi un numero di comuni che rappresenti almeno il 75% della popolazione residente nella Provincia, la SRR è costituita obbligatoriamente su base provinciale. Tutti gli oneri per la costituzione ed il funzionamento delle SRR sono posti a carico dei comuni consorziati.

3. Le quote di partecipazione degli enti locali a ciascuna Società consortile sono determinate nel seguente modo:

a) 95 per cento ai comuni sulla base della popolazione residente in ciascun comune, quale risulta dai dati dell’ultimo censimento generale della popolazione;

b) 5 per cento alla provincia appartenente all'ATO.

4. Gli Organi della Società consortile sono individuati ed eletti secondo la disciplina prevista al riguardo per le società stesse dal codice civile il Presidente della Provincia ne assume la presidenza. Le relative funzioni sono svolte a titolo gratuito.

5. Il presidente del consorzio resta in carica per tre esercizi e comunque per la durata del suo mandato amministrativo.

6. La SRR, nelle more dell'emanazione del decreto ministeriale di cui al comma 11 dell'articolo 238 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, individua uno

standard medio al quale è parametrata la tariffa di igiene ambientale o la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per i comuni compresi negli Ambiti Territoriali Ottimali, come introdotti dalla presente legge. I comuni possono adeguare la TIA o la TARSU allo standard, fermo restando che, ove necessario, sono comunque tenuti a individuare nel proprio bilancio le risorse finanziarie, ulteriori rispetto a quelle provenienti dalla tariffa o dalla tassa, vincolandole alla copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione integrata dei rifiuti.

7. Nelle votazioni dell'assemblea dei sindaci ogni comune ha diritto ad un voto ogni diecimila abitanti e per frazioni oltre cinquemila, fino a un massimo di voti pari al 30 per cento dei voti totali, calcolati sulla base della popolazione residente nell'ambito territoriale ottimale al 31 dicembre 2007, secondo i dati ufficiali dell'ultimo censimento generale della popolazione. I comuni con popolazione inferiore a diecimila abitanti hanno in ogni caso diritto a un voto. Per il funzionamento del consorzio si applicano le norme del codice civile.

8. Gli atti adottati dal consorzio sono pubblicati per intero sul sito web dello stesso.».

 

Si passa all’articolo 6 bis del Governo, l’ultimo articolo rimasto.

L’articolo 6 bis è stato riscritto totalmente. Adesso è numerato 6.31.1.18.6.

A questo è stato presentato solo un sub emendamento: il 6.31.1.18.6.1, a firma dell’onorevole Cracolici.

Si tratta del seguente emendamento:

«Al comma 2, sostituire ‘la lettera b)’ con la seguente TARSU o TIA domestica inferiore a cento

 

EMENDAMENTO AGGIUNTIVO:

Emendamento 6.31.1.18.6:

Dopo l’articolo 6 è aggiunto il seguente:

“Art. 6 bis

1 I contratti di appalto con i soggetti affidatari del servizio di gestione integrata dei rifiuti sono soggetti alle disposizioni di cui all’art. 2 della l.r. n. 15/2008.

2. Il capitolato generale di cui all’art. 16 della presente legge deve prevedere idonea fideiussione bancaria rilasciata ai sensi dell’art. 75 del D. Lgs. n. 163/2006 e s.m.i., a garanzia dell’eventuale riscossione dell’intero gettito stimato della tariffa di igiene ambientale e della tariffa integrata ambientale.

3. Le spese per la realizzazione degli impianti necessari alla gestione integrata dei rifiuti, nonché le spese connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione degli impianti sono opere di pubblica utilità, indifferibili ed urgenti. Esse possono essere ubicate anche in zone classificate agricole dai vigenti strumenti urbanistici comunali, purché distino almeno 5 chilometri dal centro abitato.

«Articolo 7 Avvio operativo dell’Autorità d’Ambito

1. L’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, sentite le associazioni di  province e di comuni, adotta con proprio decreto gli schemi di convenzione e di statuto del  consorzio, trasmettendoli alla provincia per l’ulteriore invio ai comuni interessati.

2. Gli enti locali appartenenti all’ATO sono convocati dalla provincia entro i successivi sessanta  giorni per l’assemblea di insediamento e per l’approvazione della convenzione e dello statuto.

3. Entro quarantacinque giorni dall’approvazione degli atti di cui al comma 1 il consorzio elegge i  propri organi. Con l’elezione degli organi il consorzio è costituito.

4. L’Autorità d’ambito ha un patrimonio costituito dal fondo di dotazione, nonché dagli eventuali  conferimenti effettuati dagli enti locali consorziati e dalle acquisizioni già realizzate o da realizzare  dagli enti consorziati e dall’Autorità d’ambito con fondi nazionali, regionali o comunitari.

5. Il fondo di dotazione è sottoscritto da ogni comune in proporzione alla popolazione servita,  secondo le modalità fissate nello statuto e nella convenzione, che determinano altresì la ripartizione  fra i comuni delle quote di finanziamento dell’Autorità d’ambito.

6. Il patrimonio di beni mobili ed immobili degli enti locali appartenenti all’ATO, utilizzato per la  gestione dei servizi di gestione integrata dei rifiuti, il cui esercizio è di competenza dell’Autorità

d’ambito, è conferito in disponibilità alla stessa Autorità.

7. Nei trasferimenti di beni ed impianti di cui al comma 4 dell’articolo 204 del decreto legislativo  152/2006, si tiene in considerazione anche il valore di eventuali contributi pubblici erogati a favore  degli stessi.

8. L’Autorità d’ambito conferisce in comodato eventuali beni propri o dei propri soci ai soggetti  affidatari del servizio integrato di gestione dei rifiuti, che ne assumono i relativi oneri nei termini e  per la durata prevista dal contratto di servizio.

9. La dotazione organica dell’Autorità d’ambito è adottata dagli organi della stessa Autorità ed  approvata con decreto dell’Assessore regionale per l’energia e dei servizi di pubblica utilità, con le  modalità di cui all’articolo 4, quarto comma, del decreto presidenziale 28 febbraio 1979, n. 70. La  mancata definizione del procedimento di approvazione impedisce il ricorso, da parte dell’Autorità  d’ambito, a qualsiasi assunzione ed, altresì, all’instaurazione di qualsiasi rapporto di consulenza,  collaborazione o incarico esterni, nonché all’acquisizione di forme di lavoro disciplinate dal decreto  legislativo 24 ottobre 2003, n. 276. In fase di prima applicazione, la dotazione organica è  determinata, in via provvisoria, con le modalità di cui all’articolo 18.

10.    Con il decreto di cui al comma 9 sono altresì disciplinate le modalità attraverso cui la Autorità  d’ambito provvedono al fabbisogno del personale occorrente alle loro funzioni, ricorrendo in via  prioritaria alle procedure di mobilità interna all’ATO e successivamente alle procedure di mobilità  esterna. Nel caso in cui l’attivazione delle predette procedure non sia sufficiente a coprire il  fabbisogno necessario, è consentito il ricorso all’assunzione mediante pubblico concorso ai sensi  dell’art. 49 della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15.

 

All’articolo 7:

Subemendamento 7.30.9 all’emendamento 7.30 GOV:

Al comma 4 dopo la parola “rifiuti” sono aggiunte le seguenti parole: “Sono esclusi dal fondo di dotazione i beni già trasferiti ai Consorzi ed alle Società d’Ambito, esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, che accedono alla gestione liquidatoria di cui al successivo art. 18,

comma 2”.

Emendamento 7.30:

Sostituire l’articolo 7 con il seguente:

«Art. 7 Avvio operativo della Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti - SRR

1. L'Assessore regionale per l'energia ed i servizi di pubblica utilità, sentite le associazioni di province e comuni, adotta con proprio decreto lo schema-tipo di atto costitutivo e di statuto della SRR, predisposti dall'Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana che si avvale a tal fine del supporto tecnico del Dipartimento regionale per le acque ed i rifiuti, trasmettendoli alla provincia per l'ulteriore invio ai comuni interessati.

2. Gli enti locali appartenenti all'ATO sono convocati dalla provincia entro i successivi sessanta giorni per l'assemblea di insediamento e per l'approvazione della convenzione e dello statuto.

3. Entro quarantacinque giorni dall'approvazione degli atti di cui al comma 1 il consorzio elegge i propri organi. Con l’elezione degli organi il consorzio è costituito.

4. Il patrimonio delle SRR comprende un fondo di dotazione, nonché gli eventuali conferimenti effettuati dagli enti locali consorziati e dalle acquisizioni già realizzate o da realizzare dagli enti consorziati con fondi nazionali, regionali o comunitari, relative al servizio di gestione integrata dei rifiuti.

5. Il fondo di dotazione è sottoscritto da ogni comune in proporzione alla popolazione servita,

secondo le modalità fissate nello statuto e nella convenzione, che determinano altresì la

ripartizione fra i comuni delle quote di finanziamento delle Società consortili.

6. Il patrimonio di beni mobili ed immobili degli enti locali appartenenti all'ATO, utilizzato per la gestione dei servizi di gestione integrata dei rifiuti, il cui esercizio è di competenza della SRR, è conferito in disponibilità alla stessa società.

7. Nei trasferimenti di beni ed impianti di cui al comma 4 dell'articolo 204 del decreto legislativo 152/2006, si tiene in considerazione anche il valore di eventuali contributi pubblici erogati a favore degli stessi.

8. La SRR conferisce in comodato eventuali beni propri o dei propri soci ai soggetti affidatari del servizio integrato di gestione dei rifiuti, che ne assumono i relativi oneri nei termini e per la durata prevista dal contratto di servizio.

9. La dotazione organica della SRR è adottata dagli organi della stessa società ed approvata con decreto dell'Assessore regionale per l'energia e dei servizi di pubblica utilità, con le modalità di cui all'articolo 4, quarto comma, del decreto presidenziale 28 febbraio 1979, n. 70. La mancata definizione del procedimento di approvazione impedisce il ricorso, da parte della Società consortile, a qualsiasi assunzione ed, altresì, all'instaurazione di qualsiasi rapporto di consulenza, collaborazione o incarico esterni, nonché all'acquisizione di forme di lavoro disciplinate dal

decreto legislativo 24 ottobre 2003, n. 276.

10. Con il decreto di cui al comma 9 sono altresì disciplinate le modalità attraverso cui le società consortili provvedono al fabbisogno del personale occorrente alle loro funzioni, ricorrendo in via prioritaria alle procedure di mobilità interna all’ATO e successivamente alle procedure di mobilità esterna fra personale assegnato ad altri ATO. Nel caso in cui l’attivazione delle predette procedure non sia sufficiente a coprire il fabbisogno necessario, è consentito il ricorso all’assunzione mediante pubblico concorso ai sensi dell’art. 49 della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15, nonché dell'art. 45 della l.r. n. 2/2007 e dell'art. 61 della l.r. n. 6/2009

11. Tutti i termini di cui al presente articolo hanno natura perentoria e danno luogo ad intervento sostituivo dell'Assessorato regionale per l'Energia ed i servizi di pubblica utilità. In specie, nel caso di infruttuoso decorso del termine assegnato per la costituzione dei consorzi, l'Assessorato regionale per l'Energia ed i servizi di pubblica utilità che provvede:

a) alla costituzione delle SRR di cui all'art. 6, comma 1 della presente legge, nel caso in cui non siano stati costituiti i consorzi volontari,

b)alla costituzione in consorzio dei comuni che non abbiano aderito alle SRR a partecipazione volontaria, disciplinati nel precedente art. 6, comma 2.».

«Articolo 8 Funzioni dell’Autorità d’ambito

l. L’Autorità d’ambito esercita le funzioni previste dagli articoli 200, 201, 202, 203 del decreto  legislativo 152/2006. Provvede all’espletamento delle procedure per l’individuazione del gestore del  servizio integrato di gestione dei rifiuti, con le modalità di cui all’articolo 15.

2. L’Autorità d’ambito esercita attività di controllo finalizzata alla verifica del raggiungimento degli obiettivi qualitativi e quantitativi determinati nei contratti a risultato di affidamento del servizio con i gestori. La verifica comprende l’accertamento della realizzazione degli investimenti e  dell’utilizzo di tutta l’impiantistica indicata nel contratto e nel piano d’ambito, intervenendo in caso  di qualsiasi evento che ne impedisca l’utilizzo, verificando altresì il rispetto dei diritti degli utenti,  per i quali è istituito un apposito call-center.

3. L’Autorità d’ambito è tenuta alla trasmissione dei dati relativi alla gestione dei rifiuti con le  modalità indicate dalla Regione nonché a fornire alla Regione ed alla provincia tutte le informazioni  richieste sulla gestione dei rifiuti urbani.

4. L’Autorità d’ambito attua attività di informazione e sensibilizzazione degli utenti funzionali ai  tipi di raccolta attivati, in relazione alle modalità di gestione dei rifiuti ed agli impianti di recupero e  smaltimento in esercizio nel proprio territorio.

5. Qualora nel piano regionale di gestione dei rifiuti siano previsti attività ed impianti commisurati a bacini di utenza che coinvolgono più ATO, le relative Autorità d’ambito concludono accordi per la programmazione, l’organizzazione, la realizzazione e la gestione degli stessi».

All’articolo 8:

Emendamento 8.9 (I parte):

La rubrica dell’articolo è così sostituita: “Funzioni della Società di regolamentazione del servizio di gestione rifiuti”.

Il comma 1 è così sostituto: “La SRR esercita le funzioni previste dagli articoli 200, 202, 203 del decreto legislativo 152/2006. Provvede inoltre all’espletamento delle procedure per l’individuazione del gestore del servizio integrato di gestione dei rifiuti, con le modalità di cui al successivo art. 15.”.

Emendamento 8.9 (II parte):

Al comma 2 le parole “L'Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “La Società”; prima della parola “intervenendo” è aggiunta la parola “eventualmente”; le parole “verificando altresì” sono sostituite con la parola “ed” e le parole “per i quali è istituito ” sono sostituite con le parole “deve comunque essere”.

Subemendamento 8.1.1:

Al comma 2, dopo le parole “per i quali deve comunque essere istituito un apposito call-center” aggiungere le parole “senza oneri aggiuntivi per la SSR”.

Emendamento 8.9 (III parte):

Al comma 3 le parole “L'Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “La S.R.R.” e dopo le parole “le informazioni” sono aggiunte le parole “da esse” e le parole “sulla gestione dei rifiuti urbani”sono soppresse.

Emendamento 8.9 (IV parte):

Al comma 4 le parole “L'Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “La società”.

Emendamento 8.9 (V parte):

Al comma 5 le parole “le relative Autorità d’ambito concludono accordi” sono sostituite con le parole “le relative Società consortili possono concludere”.

 

 

 


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