giovedì 18 marzo 2010

“RETE RIFIUTI ZERO SICILIA” e “COMITA...

*Caro "Sindaco" Prof Gaspare Portobello Mafia o Antimafia?
*Non chiamiamoli più rifiuti!
*Lavoro, protesta dei precari degli enti locali
*La manovra finanziaria " Lacrime e sangue"
*La Sicilia Le maggioranze Trasversali sul Servizio Idrico ARIA FRITTA
*Isola delle Femmine Distributore di benzina al Porto Pescatori o Diportisti?
*Italcementi, non condanniamo la torre alta 120 metri
*I Beni Comuni nello spezzatino del Federalismo
*Donatella Costa Lettera al Presidente regione Sicilia Raffaele Lombardo
*Libertà di Stampa e Regime
*SiciliaMafiopoli: IL CASO GENCHI PELLERITO termovalorizzatori e........
*TRASFERIMENTO DEFINITIVO ALL’ATO PA1 DI ALCUNI DIPENDENTI Delibera impegno riassunnzione da parte dei Comuni
*Mi Illumino di Incenso
*SINDACO: Punito perchè virtuoso
*Lombardo: "Ecco i nemici del cambiamento"
*Corte dei Conti INDAGINE funzionamento ATO PA 1


Non sono IO il PUPO
Caricato da isolapulita. - Video notizie dal mondo.

Allucinante!!!

Dopo lo stipendio di pubblico dipendente più alto d'Italia, ora anche una pensione da record: MEZZO MILIONE DI € l'anno!!!
Per l'avv. Felice Crosta è un premio per il suo operato, dato che è stato prima Vice Commissario per l'Emergenza Rifiuti e poi capo dell'Agenzia Regionale Rifiuti e Acque.
La Sicilia è sotto i rifiuti, gli ATO hanno accumulato più di 1 miliardo di € di debiti, degli impianti che dovevano essere costruiti ce ne sono ben pochi,... e d'ora in poi pageremo pure mezzo milione a Crosta ogni anno!!!

La riforma TOGLIE agli ATO la gestione del ciclo integrato. Si realizza cioè la seperazione tra gestione da un lato ed il controllo, la programmazione e le scelte dall'altro.

Gli ATO non saranno più Società di capitali ( S.p.a) [ ma Consorzi (obbligatori purtroppo) di Comuni di tutta la Provincia] , che decidevano Autonomamente se gestire da sè o affidare in maniera totalmente discrezionale in appalto tutto o in parte la gestione.

Avranno INVECE l'enorme potere di affidare ad un soggetto ESTERNO, tramite gara, la gestione del servizio .

I Comuni dovranno obbligatoriamente sottoscrivere il Contratto con quel gestore. In ciò consiste la sua "responsabilità" !!

In realtà quindi è un obbligo, un dovere.

Gli utenti dovranno pagare TIA o TARSU decisi dal Comune su indicazione dell'ATO. Il Comune può decidere pure se non fare pagare nulla, ma si assume comunque l'onere di pagare prendendo i soldi da un'altra voce di bilancio comunale.

Si parla di "multinazionali" (tre volte). Perchè dare per scontato questo fatto altamente improbabile ? Le ditte saranno "italianissime" anzi "sicilianissime" mascherate in involucri dall'aspetto "nazionale" o anche "multinazionale".

La mia idea, invece, è che i consorzi debbano nascere su base VOLONTARIA e partendo dalla delimitazione geografica attuale.

Tutti salvi quindi ? NO !

Dovrebbero essere salvati quelli che hanno dimostrato di avere realizzato negli anni 2008, 2009, e, a consuntivo da verificare, nel 2010 obbiettivi di qualità del servizio ( per esempio ANCHE percentuali discrete di raccolta differenziata) e obbiettivi economici (deficit al di sotto di una certa soglia come per esempio si fa nella Unione Europea)

Questo principio era presente nel progetto PD , ma poi il PD ci ha rinunciato nell'arco di tre giorni, visto che ha sottoscritto il nuovo disegno di legge di Giunta.

Ad evitare equivoci, i Comuni del Consorzio dovrebbero comunque essere Direttamente tirati in causa nel pagamento del servizio. " Ca nisciuno è fesso".

"La Regione dovrebbe individuare i siti delle discariche".

La legge quadro nazionale 152/2006 e il disegno di legge in discussione attribuiscono alla Regione (delegandolo all’Assessorato) il compito di individuare i CRITERI in base ai quali si individuano le AREE NON IDONEE e le AREE IDONEE. Le Province poi dovrebbero individuare queste AREE e i SITI IDONEI.

Nulla si dice sulla proprietà e sulla gestione di questi siti.

Ora sappiamo che le discariche sono un terreno di coltura non solo di batteri, virus, materiali velenosissimi e inquinanti, ma anche di interessi MAFIOSI legati al traffico di rifiuti tossici e di rifiuti speciali.

Le discariche, aperte e chiuse, devono essere invece “aperte” al controllo delle comunità presso le quali si trovano, gestite secondo il principio della SICUREZZA PUBBLICA E DELLA SICUREZZA SOCIALE ( cioè del controllo mafioso) a prescindere da quanto costa. E questo lo può garantire MAGGIORMENTE (non al 100% purtroppo) la PROPRIETA’ E LA GESTIONE PUBBLICA della discarica. Chi mi garantisce la bonifica futura ? Il privato che le ha gestite in base al criterio del profitto immediato ?

Per me è la Regione che deve farsi carico di questo. Per tutte le discariche della Regione.

“Siamo convinti che la gestione integrata dei rifiuti debba essere fatta in regime di libera concorrenza tra piccole ditte pubbliche e private locali”

Io sono convinto che l’iniziativa privata possa (non debba) essere consentita ed esercitata comunque NON IN REGIME DI MONOPOLIO. Sono convinto inoltre che nel caso di servizi pubblici, il servizio gestito dal pubblico (Regione, Provincia, Comune, o consorzi vari) DEBBA avere la priorità sul privato( e non, come dice il recentissimo decreto Ronchi, il contrario).

Questo in modo particolare per le discariche e per tutti gli impianti che abbiano un forte impatto sull’ambiente, sulla legalità, e sul sociale.

salvatore.durante@alice.it


Ritengo, innanzi tutto, che noi possiamo dare un giudizio di merito sull'operato dell'attività legislativa della Regione solo se conosciamo bene due cose:

a)i margini di intervento del parlamento regionale, rispetto alla normativa nazionale e a quella comunitaria;
b)quale sistema, nel nostro territorio, può rappresentare l'optimum ed in che cosa consiste questo optimum.
Riguardo il primo punto ci interessa sapere se, in qualche punto del nuovo piano, sarà previsto l'obbligo di passare definitivamente dalla tassa alla tariffa.
La legge 158/99, istitutiva della tariffa, che sarebbe dovuta entrare in vigore dal 1° gennaio 2000 in tutta Italia, nel Mezzogiorno è stata di fatto derogata e ancora oggi il parametro di calcolo prevalente per la determinazione di quanto le famiglie devono pagare, con la TARSU, è costituito dalla superficie dell'abitazione in cui si vive. Con questo autentico atto di sabotaggio della R.D., i Comuni , hanno continuato a coprire la spesa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti con il gettito della TARSU, dell'ICI e dell'IRPEF. L'effetto più pernicioso del reiterato rinvio dell'applicazione della tariffa, tuttavia, è stato quello di scollegare completamente l'importo pagato dai cittadini dall'”efficienza” dei cittadini stessi nel fare la R.D..
In assenza del pur minimo riconoscimento (anche economico) all'utente per l'impegno nel praticare la R.D. ed in assenza del servizio porta a porta, per farla breve, si è arrivati all'emergenza con il commissariamento, delle cui vicende siamo tutti informati. La ciliegina dei commissariamenti e della gestione della maggior parte degli ATO-carrozzoni è consistita nel fatto che nessuno di questi soggetti, nonostante le ingenti somme stanziate ed elargite, era tenuto a garantire dei risultati.
Una cosa che mi piacerebbe leggere nel nuovo piano di rifiuti regionale non è l'applicazione della tariffa ma anche (se la Regione ha la possibilità di farlo) una modifica della 158/99 nel senso di ridurre al minimo i parametri relativi alla superfici delle case ed al numero dei componenti il nucleo familiare, enfatizzando quello del comportamento dei cittadini nei confronti della R.D..
Nel piano rifiuti regionale ci dovrebbe essere una norma correttiva della legge nazionale (che è una libera interpretazione delle direttive europee) che prevede, per i condomini, il conferimento dei rifiuti in cassonetti comuni. Ciò, rendendo impossibile la tracciabilità del sacchetto, vanificherebbe ogni opera di responsabilizzazione dei singoli utenti.
Nel quadro della strategia per la prevenzione della produzione dei rifiuti, di cui si fa un gran parlare ma di cui si fa poco, la Regione dovrebbe prendere esempio dal Comune di Torre Boldone, la cui amministrazione, fattosi bene i conti, ha trovato economicamente conveniente regalare alle mamme con bambini piccoli dei pannolini riusabili, più igienici ed economici di quelli usa-e-getta, ed istituire un servizio di raccolta-lavaggio-riconsegna dei pannolini a domicilio. Il costo dei pannolini e quello del servizio era inferiore al costo di conferimento dei pannolini in discarica e si salvava l'ambiente su cui non gravava il peso di una frazione merceologica praticamente intrattabile.
Per quanto riguarda gli impianti di compostaggio c'è da fare un paio di considerazioni. La prima si riferisce all'attuale legge che, non considerando le nuove tecnologie con cui questi impianti oggi vengono costruiti, li considera impianti industriali e impone di costruirli fuori dai centri abitati.
In realtà, da un punto di vista strettamente tecnico, essi potrebbero essere alloggiati in una costruzione anche in pieno centro città senza tradire la loro presenza, grazie ai filtri biologici di nuova concezione, con qualsivoglia odore molesto.
La scelta del commissario straordinario, che probabilmente non sarà messa in discussione nel nuovo piano, privilegiando discutibili “economie di scala”, prevede pochi grossi impianti a cui i comuni, distanti anche centinaia di chilometri devono conferire il materiale organico.
Questa impostazione non tiene conto di alcune necessarie considerazioni:
a) le economie di scala vengono abbondantemente annullate dai maggiori costi di trasporto. Si verifica pure l'assurdo che molti comuni ad economia agricola, e quindi potenziali utilizzatori del compost, devono trasportare l'organico all'impianto e da quì riportare il compost maturo nelle proprie campagne.
b) Alla fine del processo di compostaggio, il compost maturo e pronto per essere usato o trasportato, pesa poco più della metà della massa di origine. Se invece di trasportare direttamente l'organico questo viene fatto prima compostare in loco, si dimezzano i costi di trasporto. Se poi il compost viene impiegato nel luogo di produzione questi costi vengono quasi azzerati.
L'impianto di compostaggio, che per funzionare ha bisogno anche di reintegrare l'acqua che nel processo di bio-ossidazione si perde sotto forma di vapore, e di una certa quantità di azoto organico per alimentare i batteri responsabili della fermentazione, trova il suo naturale complemento in un impianto di trattamento dei liquami urbani, che produce fanghi ricchi, appunto, di acqua e di azoto.
In conclusione, il nuovo piano dei rifiuti dovrebbe prevedere almeno un impianto di co-compostaggio per ogni comune che, in un colpo solo, risolverebbe vantaggiosamente sotto molteplici aspetti il problema dei rifiuti urbani organici, sia nella loro forma solida che in quella liquida.
Copiando ciò che ha già realizzato il Comune di Milano, dovrebbe imporre la creazione di fontanelle pubbliche dove viene erogata, gratis o a prezzi politici, acqua senza cloro e disinfettata con ozono e raggi UV. Dovrebbe pure prevedere incentivi fiscali per quei negozianti che vendono detersivi e latte alla spina.
Oltre a limitare drasticamente la quantità di contenitori di plastica, si realizzerebbe pure un notevole risparmio energetico.
Per realizzare tutto ciò la forma ATO è, a mio giudizio, inadeguata. La formula vincente sarebbe il ritorno ad una gestione in economia per quei comuni che lo richiedono, offrendo loro l'appoggio logistico dell'ATO di appartenenza unicamente per il trattamento e la destinazione dei rifiuti speciali e della frazione residua della R.D., uniche frazioni per le quali il Comune dovrebbe pagare un corrispettivo per il servizio.
Un piano rifiuti degno di questo nome dovrebbe seriamente considerare l'impiego dei cenciaioli, prevedendo (esattamente il contrario di quanto ha fatto Cammarata), un concreto e consistente appoggio logistico per la loro attività. Non ho fatto bene i conti ma, ad occhio e croce, grazie ai cenciaioli, i comuni e gli ATO si troverebbero nella condizione di realizzare consistenti economie e di poter disporre di personale in esubero da impiegare proficuamente nei nuovi servizi e, soprattutto, nei controlli.
Per quanto riguarda l'idea di chiedere il parere di Angelini sono d'accordo, ma con qualche cautela: il personaggio è molto preparato e conosce la materia come pochi. Non dobbiamo però dimenticare che, ai tempi del governo Capodicasa, è stato l'autore, assieme a Michelon, del P.I.E.R., in cui erano previsti degli inceneritori...
vitilardo@inwind.it



“RETE RIFIUTI ZERO SICILIA” e “COMITATI SICILIANI”

COMUNICATO STAMPA


La riforma degli ATO in discussione all’ARS, a nostro giudizio, rischia di cambiare poco o nulla rispetto al passato e probabilmente di peggiorare lo stato delle cose.
La riforma così come è stata congegnata conferisce le responsabilità ai Comuni, gli oneri economici agli utenti e la gestione ai nuovi ATO. Tali ATO in nome della gestione integrata dei rifiuti dovranno consegnare la completa gestione dei rifiuti del proprio ambito in mano a grosse ditte private che agiranno in assoluto monopolio.
In questo modo la responsabilità di come le ditte private gestiranno il ciclo integrato dei rifiuti ricadrebbe sui comuni.
Sarebbe opportuno, invece, instaurare tre livelli di competenze suddivisi tra Comuni, ATO e Regione.
I comuni dovrebbero avere l’onere del servizio di raccolta differenziata ed indifferenziata dei rifiuti e dello spazzamento in totale autonomia e sotto la propria responsabilità. I Centri Comunali di Raccolta dei rifiuti dovrebbero essere gestiti o dai comuni o in affidamento a ditte pubbliche o private, prevalentemente locali, in regime di libera concorrenza.
Gli ATO dovrebbero avere il compito di coordinare e supervisionare sulla realizzazione ed il funzionamento dei centri di selezione e di recupero delle materie prime (per la componente secca), dei centri di compostaggio/digestione-anaerobica (per la componente umida) e delle discariche. Ciascuno di essi dovrebbe essere gestito in maniera indipendente dagli altri da ditte pubbliche o private, prevalentemente locali, in regime di libera concorrenza.
La Regione dovrebbe individuare i siti delle discariche.
Frazionando la gestione dei rifiuti si renderebbe la vita più difficile ai comitati d’affari ed inoltre ciascun Ente locale sarebbe costretto ad assumersi le proprie responsabilità.
Nella nuova proposta di legge non appare chiaro come avverrà il passaggio dai vecchi ai nuovi ATO. Invece si evince che i Comuni saranno chiamati a pagare i debiti delle vecchie ATO, attraverso anticipazioni della Regione da restituire in 10 anni, in tal caso sarà molto probabile che i Comuni per pagare i debiti degli ATO o andranno in dissesto o non potranno garantire alcun minimo servizio.
Affinché la raccolta differenziata raggiunga le percentuali imposte per legge è necessario responsabilizzare ed incentivare economicamente i cittadini attraverso la commisurazione della tariffa di ciascun utente ai rifiuti differenziati ed indifferenziati conferiti.
Ancora per quanto riguarda le tariffe, la proposta di legge individua degli standard minimi e massimi fissati dal piano regionale a cui i Comuni dovranno attenersi senza poter tener conto delle loro diverse realtà.
E’ importante fare tesoro delle precedenti esperienze degli ATO che hanno causato dissesti economici e sperperi.
In ultimo reputiamo necessario un sistema di controllo della spesa degli ATO e della specificazione delle norme di premialità e/o penalizzazione rispetto agli obiettivi prefissati dal nuovo pianto regionale dei rifiuti.


Rete Rifiuti Zero Sicilia


rifiutizerosicilia@gmail.com

Comitati Siciliani
Carlo Garofalo




Seduta n. 153

Martedì 16 marzo 2010

ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

DISEGNO DI LEGGE “GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI E BONIFICA DEI SITI

INQUINATI” (NN. 525-528/A)

All’articolo 1:

Emendamento 1.14:

Al comma 2 sono soppresse le parole ‘prodotti dalle aziende commerciali e dalle industrie’.

All’articolo 2:

Emendamento 2.33:

Al comma 1 sostituire il primo alinea con le seguenti parole ‘Nel rispetto delle linee guida e dei criteri generali di cui all’articolo 195 del decreto legislativo 152/2006 la Regione esercita le competenze di cui all’articolo 196 del medesimo decreto legislativo anche provvedendo alla’.

Emendamento 2.7:

Al comma 1, lettera b) sostituire la parola “approvazione” con la parola “adozione”.

Emendamento 2.32 (I parte):

Al comma 1, lettera e) sostituire le parole “dell’Autorità d’ambito” con le parole “società di regolamentazione del servizio di raccolta rifiuti, di cui al successivo articolo 6”.

Subemendamento 2.8.2 all’emendamento 2.8.1:

Dopo le parole “degli impianti medesimi” aggiungere le parole “al netto delle risorse pubbliche investite per la realizzazione degli impianti”.

Subemendamento 2.8.1.1 all’emendamento 2.8.1:

Al terzo rigo sostituire la parola ‘prodotti’ con la parola ‘trattati’.

Emendamento 2.8.1 di riscrittura dell’emendamento 2.8:

‘1) dei soggetti proprietari degli impianti di recupero, trattamento e smaltimento, operanti alla data del 31 dicembre 2009, da conferire in disponibilità totale o parziale alle SRR, rapportandole all’uso storico dell’impianto ossia alla quantità dei rifiuti prodotti, agli investimenti effettuati per

la realizzazione degli impianti medesimi ed ai relativi ammortamenti nonché ai costi di gestione in fase post-operativa;’.

Emendamento 2.32 (II parte):

Al comma 1, lettera f), punto 1) sostituire le parole “all’Autorità d’ambito” con “S.R.R.”.

Emendamento 2.10:

Al comma 1, lettera f), punto 2), dopo le parole “dei comuni interessati” aggiungere le parole “ivi compresi quelli limitrofi alle discariche o la cui area urbana è interessata al transito di mezzi adibiti al trasporto dei rifiuti,”.

Emendamento 2.19:

Al comma 1, lettera g) sostituire le parole “le funzioni” con le parole “le competenze”.

Emendamento 2.18:

Al comma 1, lettera g), cassare il richiamo all’articolo 209.

Subemendamento 2.2.1:

All’emendamento 2.2 le parole ‘utilizzate solo per ridurre la’ sono sostituite dalle seguenti: ‘finalizzate alla riduzione della’.

Emendamento 2.2:

Al comma 1, lettera j) dopo le parole “piano regionale di gestione dei rifiuti” aggiungere le parole “che dovranno essere utilizzati solo per ridurre la tariffa sostenuta dai cittadini”.

Emendamento 2.32 (III parte):

Al comma 1, lettera n), dopo le parole “degli stessi” aggiungere le parole “per le ipotesi previste dall’articolo 191 del decreto legislativo n. 152/2006”.

Emendamento 2.34:

La lettera o) del comma 1 è soppressa.

Emendamento 2.12.1 di riscrittura dell’emendamento 2.12:

Al comma 1 aggiungere la seguente lettera: ‘q) per gli aspetti di propria competenza l’attivazione dei centri di raccolta nazionale individuati ai

sensi dell’articolo 195, comma 1, lettera f)’.

Emendamento 2.3:

Al comma 3 dopo le parole “pubblica utilità” aggiungere le parole “ferme restando le competenze di cui all’articolo 91 della legge regionale n. 6/2001”.

Subemendamento 2.32.1 all’emendamento 2.32 (IV parte):

Dopo le parole ‘in particolare’ aggiungere le parole ‘sono indicati’.

Emendamento 2.32 (IV parte):

Al comma 3, sostituire le parole “in particolare, sono definiti, con decreto del dirigente generale”con “in particolare, con decreto del dirigente generale”.

Emendamento 2.32 (V parte):

Al comma 3, sostituire la lettera a) con la seguente:

“a) sono rilevati i livelli impositivi applicati nei singoli ambiti territoriali ottimali, al fine di accertare e valutare, per ogni ambito, la congruenza fra l’imposizione tributaria applicata ed i costi del servizio di gestione integrata dei rifiuti”;

Emendamento 2.4:

Al comma 3, lettera a) sostituire le parole “gli standard minimi e massimi della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani” con “i criteri e standard minimi per la definizione della tariffa per assicurare il complesso della gestione del ciclo integrato dei rifiuti”.

Emendamento 2.32 (VI parte):

Al comma 3, sostituire la lettera b) con la seguente:

“b) sono rilevati i livelli applicati della tariffa per lo smaltimento, il trattamento ed il recupero dei rifiuti solidi urbani ed assimilati, nonché delle misure compensative, sulla base dei criteri di cui all’articolo 2, comma 1, lettera f), al fine di accertare la congruenza fra i costi dell’impianto e la tariffa determinata”.

Emendamento 2.5:

Al comma 3, lettera b) sostituire le parole “gli standard minimi e massimi” con le parole “i criteri e standard minimi e massimi”.

Emendamento 2.32 (VII parte):

Al comma 3, lettera c) prima delle parole “gli standard minimi” aggiungere le parole “sono definiti”.

Emendamento 2.6:

Al comma 3, lettera c) sostituire le parole “gli standard minimi e massimi” con le parole “i criteri e standard minimi e massimi”.

Seduta n. 154

Mercoledì 17 marzo 2010

ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

DISEGNO DI LEGGE “GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI E BONIFICA DEI SITI

INQUINATI” (NN. 525-528/A)

All’articolo 3:

Emendamento 3.15:

Al comma 1 il primo alinea è sostituito dal seguente periodo: “La provincia esercita le funzioni di cui all’articolo 197 del decreto legislativo 152/2006 anche provvedendo nell’ambito della propria competenza alle seguenti funzioni:”.

Emendamento 3.14:

Al comma 1 lettera d) sostituire le parole “l’Autorità d’ambito” con le parole “la società di regolamentazione, di cui al successivo articolo 6, territorialmente competente”.

Emendamento 3.18:

Al comma 1 lettera d) la parola “istituiscono” è sostituita con le parole “possono istituire”.

Emendamento 3.2:

Al comma 1 lettera d), ultimo capoverso, dopo le parole “strumentali e finanziarie” aggiungere la parola “già” e sopprimere le parole “a legislazione vigente.”.

Emendamento 3.16:

Al comma 1 cassare la lettera g).

Emendamento 3.1:

Al comma 2 dopo le parole “modifiche ed integrazioni” aggiungere “nonché”.

Emendamento 3.6:

Al comma 3, alla fine del periodo, dopo le parole “soggetti esterni” aggiungere le parole “salve apposite convenzioni con altre strutture pubbliche o universitarie che si impegnino a stipulare accordi economici di consulenza e prestazioni alle medesime condizioni praticate dall’ARPA Sicilia”.

All’articolo 4:

Emendamento 4.38:

Al comma 1 è soppresso l’ultimo periodo.

Emendamento 4.37:

Al comma 1 il primo alinea è sostituito con il seguente periodo: “I comuni esercitano le funzioni di cui all’articolo 198 del decreto legislativo 152/2006 anche provvedendo, nell’ambito della propria competenza, alle finalità di cui al comma 2.

Emendamento 4.35 (II parte):

Al comma 2 lettera a) sostituire le parole “Autorità d’ambito” con le parole “delle società consortili”.

Emendamento 4.35 (III parte):

Al comma 2 lettera e) sostituire le parole “dell’Autorità d’ambito” con le parole “delle società consortili”.

Emendamento 4.3:

Al comma 2 lettera g) dopo le parole “adottano” aggiungere le parole “per quanto di

competenza”.

Emendamento 4.35 (IV parte):

Al comma 2 lettera h) sostituire le parole “ed approvano la TIA determinata dall’Autorità d’ambito” con le parole “e la Tariffa di igiene ambientale con le modalità e nei limiti previsti dall’articolo 238 del decreto legislativo n. 152/2006;”.

Emendamento 4.35 (V parte):

Al comma 2 lettera m) sostituire le parole “Autorità d’ambito” con le parole “società consortili tra enti locali di cui al successivo articolo 6”.

Emendamento 4.30:

Al comma 2 lettera m) aggiungere dopo le parole “per la raccolta differenziata” le parole “per la separazione secco umido”.

Emendamento 4.41:

Al comma 2 lettera o) dopo la parola “gestore”, aggiungere la parola “anche”.

Emendamento 4.35 (VI parte):

Al comma 3 sostituire le parole “all’Autorità d’ambito” con le parole “alla società consortile di regolamentazione d’ambito”

Emendamento 4.35 (VII parte):

Al comma 5 sostituire le parole “con l’Autorità d’ambito” con le parole “con la società consortile di regolamentazione”.

ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

DISEGNO DI LEGGE “GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI E BONIFICA DEI SITI

INQUINATI” (NN. 525-528/A)

All’articolo 5:

Emendamento 5.22:

L’art. 5 è così riformulato

«Art. 5.

Ambiti territoriali ottimali per la gestione integrata dei rifiuti

1. Sulla base delle esigenze di efficacia, efficienza ed economicità di cui all’articolo 200, comma

1, lettera f) del decreto legislativo n. 152/2006 ed in attuazione dei principi di coordinamento della finanza pubblica di cui ai commi 33 e 38 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, nonché al fine di consentire il sollecito avvio dell’assetto organizzativo derivante dall’applicazione della presente legge sono confermati gli Ambiti territoriali ottimali costituiti in applicazione dell’articolo 45 della legge regionale n. 2/2007, quali identificati nel D.P.R. n. 127/2007, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana del 6 giugno 2008, n. 25.

Essi sono i seguenti:

ATO 1 – PALERMO;

ATO 2 – CATANIA;

ATO 3 – MESSINA;

ATO 4 – AGRIGENTO;

ATO 5 – CALTANISSETTA;

ATO 6 – ENNA;

ATO 7 – RAGUSA;

ATO 8 – SIRACUSA;

ATO 9 – TRAPANI;

ATO 10 – ISOLE MINORI.

2. Il piano regionale dei rifiuti di cui all’articolo 9 della presente legge, comunicato ai comuni ed alle province interessate, costituisce, sulla base di un dettagliato studio sul punto, la sede per il riscontro dell’adeguatezza della nuova delimitazione degli ATO rispetto agli obiettivi generali del piano stesso. Il numero complessivo degli ATO non può comunque eccedere quello di cui al precedente comma 1.

3. I singoli comuni appartenenti all’ATO, entro trenta giorni dalla comunicazione di cui al comma

2 possono richiedere il passaggio ad un diverso ATO, secondo quanto previsto dall’articolo 200, comma 6, del decreto legislativo n. 152/2006. Il passaggio è disposto mediante decreto dell’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, previa istruttoria da parte del competente Dipartimento ed è adottato entro centottanta giorni dalla presentazione della richiesta, che si intende assentita nel caso di infruttuoso decorso del termine.

All’articolo 6:

Subemendamento 6.31.1.17 all’emendamento 6.31.1 GOV:

Al comma 2 le parole da “Per gli ambiti territoriali” a “su base provinciale” sono soppresse.

Subemendamento 6.31.1.20 all’emendamento 6.31.1 GOV:

Al comma 4 dopo le parole “codice civile” cassare le parole “il Presidente della provincia ne assume la presidenza”.

Subemendamento 6.31.1.13 all’emendamento 6.31.1 GOV:

Il comma 5 è soppresso.

Subemendamento 6.31.1.19 all’emendamento 6.31.1 GOV:

Dopo il comma 7 aggiungere: “L’Amministrazione ed il controllo sulle società sono disciplinati altresì dai rispettivi atti costitutivi e statuti che si conformano alle indicazioni di cui alla presente legge.”.

Subemendamento 6.31.1.14 all’emendamento 6.31.1 GOV:

Al comma 6 sopprimere le parole da “I comuni” sino a “rifiuti”.

Emendamento 6.31.1 GOV:

L’articolo 6 è sostituito dal seguente:

«Art. 6

Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti ed Organi

1. In attuazione di quanto disposto dall'art. 45 della l.r. n. 2/2007, per l'esercizio delle funzioni di gestione integrata dei rifiuti la provincia ed i comuni ricompresi in ciascun Ambito territoriale ottimale costituiscono, per ogni ATO, una società consortile di capitali per l'esercizio delle funzioni affidate alla società stessa con la presente legge. Le società sono denominate “Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti”, con acronimo S.R.R.. Alla società consortile non possono partecipare altri soggetti pubblici o privati.

2. Per gli ambiti territoriali ottimali la cui popolazione superi il milione di residenti o per quelli la cui città capoluogo abbia un numero di residenti superiore ad un terzo di quello complessivo della provincia, possono essere costituite, mediante adesione volontaria, due SRR, fermo restando che le stesse società non possono essere costituite da un solo comune. Qualora l'adesione interessi un numero di comuni che rappresenti almeno il 75% della popolazione residente nella Provincia, la SRR è costituita obbligatoriamente su base provinciale.

Tutti gli oneri per la costituzione ed il funzionamento delle SRR sono posti a carico dei comuni consorziati.

3. Le quote di partecipazione degli enti locali a ciascuna Società consortile sono determinate nel seguente modo:

a) 95 per cento ai comuni sulla base della popolazione residente in ciascun comune, quale risulta dai dati dell’ultimo censimento generale della popolazione;

b) 5 per cento alla provincia appartenente all'ATO.

4. Gli Organi della Società consortile sono individuati ed eletti secondo la disciplina prevista al riguardo per le società stesse dal codice civile il Presidente della Provincia ne assume la presidenza. Le relative funzioni sono svolte a titolo gratuito.

5. Il presidente del consorzio resta in carica per tre esercizi e comunque per la durata del suo mandato amministrativo.

6. La SRR, nelle more dell'emanazione del decreto ministeriale di cui al comma 11 dell'articolo 238 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, individua uno standard medio al quale è parametrata la tariffa di igiene ambientale o la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per i comuni compresi negli Ambiti Territoriali Ottimali, come introdotti dalla presente legge. I comuni possono adeguare la TIA o la TARSU allo standard, fermo restando che, ove necessario, sono comunque tenuti a individuare nel proprio bilancio le risorse finanziarie, ulteriori rispetto a quelle provenienti dalla tariffa o dalla tassa, vincolandole alla copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione integrata dei rifiuti.

7. Nelle votazioni dell'assemblea dei sindaci ogni comune ha diritto ad un voto ogni diecimila abitanti e per frazioni oltre cinquemila, fino a un massimo di voti pari al 30 per cento dei voti totali, calcolati sulla base della popolazione residente nell'ambito territoriale ottimale al 31 dicembre 2007, secondo i dati ufficiali dell'ultimo censimento generale della popolazione. I comuni con popolazione inferiore a diecimila abitanti hanno in ogni caso diritto a un voto. Per il funzionamento del consorzio si applicano le norme del codice civile.

8. Gli atti adottati dal consorzio sono pubblicati per intero sul sito web dello stesso.».

All’articolo 7:

Subemendamento 7.30.9 all’emendamento 7.30 GOV:

Al comma 4 dopo la parola “rifiuti” sono aggiunte le seguenti parole: “Sono esclusi dal fondo di dotazione i beni già trasferiti ai Consorzi ed alle Società d’Ambito, esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, che accedono alla gestione liquidatoria di cui al successivo art. 18,

comma 2”.

Emendamento 7.30:

Sostituire l’articolo 7 con il seguente:

«Art. 7

Avvio operativo della Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti – SRR 1. L'Assessore regionale per l'energia ed i servizi di pubblica utilità, sentite le associazioni di province e comuni, adotta con proprio decreto lo schema-tipo di atto costitutivo e di statuto della SRR, predisposti dall'Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana che si avvale a tal fine del supporto tecnico del Dipartimento regionale per le acque ed i rifiuti, trasmettendoli alla provincia per l'ulteriore invio ai comuni interessati.

2. Gli enti locali appartenenti all'ATO sono convocati dalla provincia entro i successivi sessanta giorni per l'assemblea di insediamento e per l'approvazione della convenzione e dello statuto.

3. Entro quarantacinque giorni dall'approvazione degli atti di cui al comma 1 il consorzio elegge i propri organi. Con l’elezione degli organi il consorzio è costituito.

4. Il patrimonio delle SRR comprende un fondo di dotazione, nonché gli eventuali conferimenti effettuati dagli enti locali consorziati e dalle acquisizioni già realizzate o da realizzare dagli enti consorziati con fondi nazionali, regionali o comunitari, relative al servizio di gestione integrata dei rifiuti.

5. Il fondo di dotazione è sottoscritto da ogni comune in proporzione alla popolazione servita, secondo le modalità fissate nello statuto e nella convenzione, che determinano altresì la ripartizione fra i comuni delle quote di finanziamento delle Società consortili.

6. Il patrimonio di beni mobili ed immobili degli enti locali appartenenti all'ATO, utilizzato per la gestione dei servizi di gestione integrata dei rifiuti, il cui esercizio è di competenza della SRR, è conferito in disponibilità alla stessa società.

7. Nei trasferimenti di beni ed impianti di cui al comma 4 dell'articolo 204 del decreto legislativo 152/2006, si tiene in considerazione anche il valore di eventuali contributi pubblici erogati a favore degli stessi.

8. La SRR conferisce in comodato eventuali beni propri o dei propri soci ai soggetti affidatari del servizio integrato di gestione dei rifiuti, che ne assumono i relativi oneri nei termini e per la durata prevista dal contratto di servizio.

9. La dotazione organica della SRR è adottata dagli organi della stessa società ed approvata con decreto dell'Assessore regionale per l'energia e dei servizi di pubblica utilità, con le modalità di cui all'articolo 4, quarto comma, del decreto presidenziale 28 febbraio 1979, n. 70. La mancata definizione del procedimento di approvazione impedisce il ricorso, da parte della Società consortile, a qualsiasi assunzione ed, altresì, all'instaurazione di qualsiasi rapporto di consulenza, collaborazione o incarico esterni, nonché all'acquisizione di forme di lavoro disciplinate dal decreto legislativo 24 ottobre 2003, n. 276.

10. Con il decreto di cui al comma 9 sono altresì disciplinate le modalità attraverso cui le società consortili provvedono al fabbisogno del personale occorrente alle loro funzioni, ricorrendo in via prioritaria alle procedure di mobilità interna all’ATO e successivamente alle procedure di mobilità esterna fra personale assegnato ad altri ATO. Nel caso in cui l’attivazione delle predette procedure non sia sufficiente a coprire il fabbisogno necessario, è consentito il ricorso all’assunzione mediante pubblico concorso ai sensi dell’art. 49 della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15, nonché dell'art. 45 della l.r. n. 2/2007 e dell'art. 61 della l.r. n. 6/2009

11. Tutti i termini di cui al presente articolo hanno natura perentoria e danno luogo ad intervento sostituivo dell'Assessorato regionale per l'Energia ed i servizi di pubblica utilità. In specie, nel caso di infruttuoso decorso del termine assegnato per la costituzione dei consorzi, l'Assessorato regionale per l'Energia ed i servizi di pubblica utilità che provvede:

a) alla costituzione delle SRR di cui all'art. 6, comma 1 della presente legge, nel caso in cui non siano stati costituiti i consorzi volontari,

b)alla costituzione in consorzio dei comuni che non abbiano aderito alle SRR a partecipazione volontaria, disciplinati nel precedente art. 6, comma 2.».

All’articolo 8:

Emendamento 8.9 (I parte):

La rubrica dell’articolo è così sostituita: “Funzioni della Società di regolamentazione del servizio di gestione rifiuti”.

Il comma 1 è così sostituto: “La SRR esercita le funzioni previste dagli articoli 200, 202, 203 del decreto legislativo 152/2006. Provvede inoltre all’espletamento delle procedure per l’individuazione del gestore del servizio integrato di gestione dei rifiuti, con le modalità di cui al

successivo art. 15.”.

Emendamento 8.9 (II parte):

Al comma 2 le parole “L'Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “La Società”; prima della parola “intervenendo” è aggiunta la parola “eventualmente”; le parole “verificando altresì” sono sostituite con la parola “ed” e le parole “per i quali è istituito ” sono sostituite con le parole “deve comunque essere”.

Subemendamento 8.1.1:

Al comma 2, dopo le parole “per i quali deve comunque essere istituito un apposito call-center” aggiungere le parole “senza oneri aggiuntivi per la SSR”.

Emendamento 8.9 (III parte):

Al comma 3 le parole “L'Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “La S.R.R.” e dopo le parole “le informazioni” sono aggiunte le parole “da esse” e le parole “sulla gestione dei rifiuti urbani”sono soppresse.

Emendamento 8.9 (IV parte):

Al comma 4 le parole “L'Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “La società”.

Emendamento 8.9 (V parte):

Al comma 5 le parole “le relative Autorità d’ambito concludono accordi” sono sostituite con le parole “le relative Società consortili possono concludere”.




PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto. Non ci sono più emendamenti aggiuntivi.

Rimangono l’articolo 6 bis e l’articolo 18 e abbiamo terminato. Il 20 lo votiamo domani.

Onorevoli colleghi, vi invito, come sempre, alla massima puntualità per quanto riguarda la seduta

di domani.

La seduta è rinviata a domani, mercoledì 24 marzo 2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine

del giorno:

I - Comunicazioni

II - Discussione dei disegni di legge:

1) - «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati» (numeri 525-528/A) (Seguito)

Relatore: on. Mancuso

ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA DISEGNO DI LEGGE “GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI E BONIFICA DEI SITI INQUINATI” (NN. 525-528/A)

«Articolo 9

Piano regionale di gestione dei rifiuti e relativi adeguamenti

l. Il piano regionale di gestione dei rifiuti, le modifiche e gli aggiornamenti sono approvati, sentite le province, i comuni e le autorità d’ambito con decreto del Presidente della Regione, su proposta dell’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, secondo il procedimento di cui all’articolo 12, comma 4, dello Statuto regionale e previo esame da parte della competente commissione dell’ Assemblea regionale siciliana. Il piano può essere approvato anche per stralci funzionali e tematici e acquista efficacia dalla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana. Il piano è redatto in conformità a quanto previsto all’articolo 199 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche e integrazioni.

2. Il piano di cui al comma 1 fissa gli obiettivi inerenti ai livelli di raccolta differenziata, indicando altresì le categorie merceologiche dei rifiuti prodotti. Costituiscono parte integrante del piano, il programma regionale per la riduzione dei rifiuti biodegradabili (RUB) di cui al decret legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 (Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti), il programma per la gestione degli apparecchi contenenti PCB di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 209 e successive modifiche e integrazioni (Attuazione della direttiva 96/59/CE relativa allo smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili), nonché i piani per la bonifica delle aree inquinate di cui all’articolo 199, comma 5, del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche e integrazioni, ed altresì, il piano per la bonifica ed il ripristino delle aree inquinate.

3. Il piano regionale di gestione dei rifiuti:

a) definisce le modalità per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata e di recupero di materia, al netto degli scarti dei processi di riciclaggio, per ognuno degli ambiti territoriali ottimali, attraverso l’elaborazione di un documento di indirizzo denominato ‘Linee-guida operative sulla raccolta differenziata’ in grado di supportare e guidare gli enti attuatori nella progettazione di dettaglio ed ottimizzazione dei sistemi di raccolta differenziata, privilegiando la raccolta domiciliare integrata, per il raggiungimento dei livelli minimi così fissati:

1) anno 2010: R.d. 55 per cento, recupero materia 40 per cento;

2) anno 2011: R.d. 60 per cento, recupero materia 45 per cento;

3) anno 2012: R.d. 65 per cento, recupero materia 50 per cento;

b) definisce le modalità per l’accertamento, da parte di ogni Autorità d’ambito, della tipologia,

delle quantità e dell’origine dei rifiuti da recuperare o da smaltire, all’interno dell’ATO di riferimento, anche mediante un sistema che consenta di rilevare gli effetti progressivi della implementazione dei sistemi di raccolta differenziata, mediante analisi del rifiuto urbano residuo (RUR) che diano informazioni sulla composizione dello stesso;

c) fissa i criteri per la classificazione dei materiali presenti nel RUR, non riciclabili né altrimenti recuperabili, in ordine di importanza (ponderale e di pericolosità) al fine di impostare politiche e pratiche locali per la riduzione della immissione al consumo di tali materiali;

d) definisce le modalità attraverso cui assicurare la gestione integrata dei rifiuti urbani non pericolosi all’interno degli ATO;

e) fissa i criteri attraverso i quali assicurare il recupero e lo smaltimento dei rifiuti speciali in luoghi prossimi a quelli di produzione, tenuto conto delle zone di crisi ambientale, al fine di ridurre la movimentazione degli stessi;

f) fissa i criteri per l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti e i criteri per l’individuazione dei luoghi o impianti idonei allo smaltimento, nonché le condizioni ed i criteri tecnici per la localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti, escluse le discariche, in aree destinate ad insediamenti produttivi;

g) definisce i criteri per la localizzazione degli impianti operativi di selezione della frazione secca a valle della raccolta differenziata, correlandone la potenzialità, la funzionalità e la possibilità di conversione, parziale o totale, alle strategie di raccolta differenziata e di trattamento del RUR;

h) fissa le modalità per la verifica degli impianti di compostaggio e/o di digestione anaerobica

esistenti, della loro coerenza e compatibilità, anche solo parziale, con le strategie di trattamento della revisione del piano, anche in relazione ai fabbisogni di trattamento del rifiuto organico prodotto;

i) individua le modalità attraverso cui verificare, in ciascun piano d’ambito, sulla scorta del numero e della distribuzione territoriale delle piattaforme CONAI per il ritiro dei rifiuti differenziati già esistenti, la capacità di assorbimento dei rifiuti provenienti da raccolta differenziata integrata, allo scopo di consentirne l’accesso con spostamenti contenuti da parte del soggetto incaricato del servizio di gestione dei rifiuti;

l) determina, nel rispetto delle norme tecniche statali in materia, disposizioni speciali per rifiuti di tipo particolare, compresi i rifiuti da imballaggio;

m) fissa i criteri per la stima dei costi delle operazioni di recupero e di smaltimento dei rifiuti urbani, nonché per la stima dei costi di investimento per la realizzazione del sistema impiantistico regionale;

n) individua le iniziative dirette a limitare la produzione dei rifiuti ed a favorire il riutilizzo, il

riciclaggio ed il recupero dei rifiuti, anche mediante la realizzazione di campagne conoscitive mirate per richiamare l’attenzione su comportamenti di differenziazione non ancora ottimizzati;

o) descrive le azioni finalizzate alla promozione della gestione integrata dei rifiuti;

p) pone i requisiti tecnici generali relativi alle attività di gestione dei rifiuti, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria;

q) prevede l’esclusione di trattamenti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani che non facciano ricorso a tecnologie atte a garantire i requisiti di efficienza energetica fissati dalla Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio. I trattamenti di incenerimento devono essere classificati come operazioni di recupero e non come operazioni di smaltimento;

r) definisce l’adeguamento della capacità di discarica dei rifiuti urbani residui, mediante l’ampliamento di discariche esistenti e/o la realizzazione di nuove discariche, sufficienti a soddisfare il fabbisogno stimato per tutto il periodo transitorio di entrata a regime del nuovo sistema di gestione integrata dei rifiuti e comunque almeno per tutto il triennio 2010-2012;

s) prevede il fabbisogno di nuove discariche fino al 2020, sulla base degli obiettivi di raccolta differenziata previsti a regime nella presente legge;

t) individua le modalità specifiche per la gestione integrata dei rifiuti nelle isole minori;

u) fissa l’individuazione dei sistemi di trattamento e smaltimento dei rifiuti e le relative tipologie impiantistiche, con particolare riferimento ai sistemi di pretrattamento di tipo meccanico-biologico o termico preliminari al conferimento in discarica e comunque conformi alle migliori tecnologie disponibili (BAT);

v) determina l”individuazione dei sistemi di pretrattamento del rifiuto urbano residuo (RUR) da predisporre immediatamente in conformità a quanto previsto dal decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 (Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti), privilegiando la realizzazione immediata di sistemi di trattamento meccanico-biologico con ulteriore recupero di materia dalle frazioni di sopravaglio e corredati da centri di analisi del RUR, allo scopo di coordinare l’ottimizzazione progressiva delle raccolte differenziate e dei piani di prevenzione nei rispettivi bacini di competenza.

4. Il piano regionale di gestione dei rifiuti è redatto in sostituzione di quello vigente, ai sensi dell’articolo 199 del decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche, in recepimento della Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio».

All’articolo 9:

Emendamento 9.32 (I parte):

Al comma 1 le parole “le Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “le Società di regolamentazione di cui al precedente art. 6”.

Emendamento 9.33:

Al comma 1 è soppresso l’ultimo periodo.

Emendamento 9.10:

Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

“1 bis. La pianificazione regionale definisce i criteri e le modalità per promuovere la programmazione e l’esercizio della gestione integrata dei rifiuti, favorendone la riduzione, le forme di raccolta aggregate dei materiali post consumo, indirizzando le raccolte di materiali singoli o aggregati da destinare al riciclaggio e al recupero in modo omogeneo nel territorio regionale, al fine di generare una filiera industriale del riciclo e del recupero che possa contare su di un flusso certo di materia per qualità e quantità.”.

Emendamento 9.13:

Al comma 3, lettera a), i punti 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:

“1) anno 2010: R.d. 20 per cento, recupero materia 15 per cento;

2) anno 2012: R.d. 40 per cento, recupero materia 30 per cento;

3) anno 2015: R.d. 65 per cento, recupero materia 50 per cento.”.

Emendamento 9.32 (II parte):

Alla lettera b del comma 3 le parole “ogni Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “ogni SRR”.

Subemendamento 9.15.2 all’emendamento 9.15:

Sopprimere le parole da “Il piano deve ...” fino alle parole “legislativa dell’ARS”.

Emendamento 9.15:

Al comma 3 sostituire la lettera r) con la seguente: “r) definisce un piano per l’ampliamento di discariche pubbliche esistenti e/o nuove discariche pubbliche, sufficienti per soddisfare il fabbisogno del conferimento di rifiuti degli ATO per almeno tre anni. Il piano deve prevedere anche le modalità per pervenire a una tariffa unitaria per il conferimento in discarica ed è, entro centoventi giorni, sottoposto al parere della competente commissione legislativa dell’ARS”.

Emendamento 9.4:

Al comma 3 sostituire la lettera u) con le seguenti:

“u) fissa l’individuazione dei sistemi per incrementare l’intercettazione dei rifiuti fin dalle fasi della raccolta e ciò al fine di ridurre il relativo conferimento in discarica; u1) fissa i criteri per il trattamento preventivo dei rifiuti ammessi allo smaltimento in discarica comunque conformi alle migliori tecnologie disponibile (BAT).

Emendamento 9.5:

Al comma 3 sostituire la lettera v) con la seguente:

“v) determina l’individuazione dei sistemi di pretrattamento del rifiuto residuo (RUR) da predisporre immediatamente in ossequio a quanto previsto dal decreto legislativo n. 36/03 in recepimento della Dir. 99/31, privilegiando livelli di trattamento che comportino il minor costo a carico della tariffa ed il maggior vantaggio ambientale”.

Emendamento 9.18:

Al comma 3 aggiunger la lettera w):

“w) stabilisce i criteri e le modalità da adottarsi in tutto il territorio della regione, per la determinazione delle tariffe di conferimento in discarica”;

«Articolo 10 Piano d’ambito

1. Il piano d’ambito definisce il complesso delle attività necessarie a garantire la gestione integrata dei rifiuti urbani nell’ATO di riferimento.

2. Il piano d’ambito è redatto sulla base delle indicazioni del piano regionale di gestione dei rifiuti e nel rispetto dei relativi criteri contenuti.

3. Il piano d’ambito cura altresì:

a) l’analisi dei piani comunali di raccolta differenziata, qualora i comuni appartenenti all’ambito li abbiano già predisposti ovvero la redazione dei piani comunali di raccolta (PCR) ed i piani comunali della raccolta differenziata (PCRD), ivi comprese le modalità di gestione dei centri di raccolta nei comuni (CR);

b) le modalità di gestione, alla scala dell’ATO, dei servizi e degli impianti relativi allo smaltimento, al riciclo ed al riuso dei rifiuti;

c) la descrizione del modello gestionale che si vuole adottare per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata;

d) la descrizione delle fasi temporali in cui il piano si articola, partendo dalla situazione attuale fino alla situazione a regime, dopo il superamento dell’emergenza;

e) la descrizione delle singole fasi in termini di:

1) investimenti (attrezzature, mezzi, impianti);

2) costi gestionali (personale, materiali di consumo);

3) obiettivi di raccolta differenziata;

4) enti coinvolti;

5) popolazione coinvolta in termini di tipologia e di territorio;

6) impianti che si prevedono di utilizzare;

7) trattamento del rifiuto;

8) sbocco del materiale trattato (riutilizzo);

9) destinazione dei sovvalli;

f) la descrizione delle fasi economiche correlate alle fasi temporali;

g) l’analisi dei costi, ai fini della loro totale copertura;

h) l’individuazione delle fonti di finanziamento, nonché delle modalità di copertura dei costi non finanziabili o non finanziati;

i) la descrizione della procedura di controllo del raggiungimento degli obiettivi intermedi e finali del ‘piano’, con la specifica degli indicatori e dei relativi valori di riferimento;

l) l’impostazione del contratto di servizio, evidenziando lo standard minimo ed i servizi aggiuntivi, comprensivi dei relativi costi, volti a migliorare lo standard;

m) gli interventi finalizzati all’autosufficienza impiantistica dell’ATO, inclusa la programmazione e la localizzazione degli impianti previsti.

4. L’Autorità d’ambito adotta il piano d’ambito ed il relativo piano economico-finanziario di supporto entro sessanta giorni dalla pubblicazione del piano regionale di gestione dei rifiuti,

trasmettendolo entro dieci giorni all’Assessorato regionale dell’energia e di servizi di pubblica utilità.

L’Assessorato medesimo, entro i successivi novanta giorni, verifica la conformità del piano d’ambito al piano regionale di gestione dei rifiuti. Il termine può essere sospeso soltanto per una volta, ove siano necessarie richieste istruttorie e riprende a decorrere dal ricevimento delle informazioni richieste. Trascorso il termine di novanta giorni, calcolato al netto del lasso di tempo necessario per l’acquisizione delle informazioni supplementari, il piano d’ambito acquisisce piena efficacia.

5. Il piano d’ambito è sottoposto a verifiche ed aggiornamenti. Le variazioni strettamente necessarie all’adeguamento a nuove disposizioni o indirizzi di livello europeo, statale o regionale sono comunicate alla Regione e sono sottoposte alla verifica di conformità.

6. Le previsioni contenute nel piano d’ambito sono vincolanti per gli enti soci, nonché per i soggetti che abbiano ottenuto l’affidamento dei servizi di gestione integrata dei rifiuti.

7. La mancata adozione del piano d’ambito preclude la concessione di eventuali contributi europei, statali e regionali per la realizzazione del sistema di gestione integrata dei rifiuti».

All’articolo 10:

Emendamento 10.1:

Al comma 3, lettera e), punto 6) dopo le parole “prevedono di utilizzare” aggiungere le parole “ad integrazione di quelli già esistenti”.

Emendamento 10.11:

Al comma 4 dell’articolo 10 le parole “L’Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “la SRR”.

«Articolo 11 Azioni per la prevenzione della produzione dei rifiuti

1. La Regione, gli enti locali e l’Autorità d’ambito, ai fini di cui all’articolo l, comma l, lettera a), favoriscono e sostengono, attuando quanto previsto nel Piano di Azione del P.O. FESR 2007-2013:

a) azioni e strumenti incentivanti o penalizzanti finalizzati a contenere e ridurre la quantità di rifiuti prodotti o la loro pericolosità da parte di soggetti pubblici o privati;

b) iniziative per la diffusione degli acquisti verdi;

c) campagne informative e di sensibilizzazione rivolte a soggetti pubblici e privati per l’adozione di comportamenti tali da favorire la prevenzione e la riduzione dei rifiuti.

2. La Regione promuove con soggetti pubblici e privati accordi che definiscono specifiche linee di azione per favorire la riduzione della quantità e pericolosità dei rifiuti prodotti, attuando quanto previsto nel Piano di Azione del P.O. FESR 2007-2013.

3. L’Assessore regionale per l’energia e dei servizi di pubblica utilità predispone ulteriori linee guida per indirizzare tutti i soggetti interessati verso le migliori pratiche di prevenzione e riduzione dei rifiuti.

4. La Regione definisce iniziative per l’attivazione degli accordi e dei contratti di programma previsti dall’articolo 206 del decreto legislativo 152/06 e successive modifiche ed integrazioni, nonché per l’introduzione nel territorio dei criteri di fiscalità ecologica di riduzione, prevenzione e minimizzazione dei rifiuti oltre che per stimolare la creazione di nuove imprese nel campo delle nuove tecnologie ambientali, del riciclo e riuso dei rifiuti e dello sviluppo sostenibile e promuovere la realizzazione completa delle filiere produttive per il riciclaggio delle materie da rifiuto.

All’articolo 11:

Emendamento 11.6:

Al comma 1 le parole “l’Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “le Società consortili di cui al precedente art. 6 (SRR)”.

«Art. 12.

Azioni per favorire la raccolta differenziata e le forme di recupero

1. La Regione, ai fini del raggiungimento degli obiettivi statali e comunitari in materia, promuove lo sviluppo della raccolta differenziata e del recupero di materia tramite strumenti che riguardano in particolare:

a) azioni e strumenti incentivanti finalizzati a favorire la riorganizzazione del sistema di raccolta differenziata in grado di assicurare alte percentuali di intercettazione, in particolare mediante il sistema di raccolta porta a porta;

b) iniziative incentivanti volte ad assicurare un elevato recupero delle frazioni di rifiuto raccolte in maniera differenziata ed il collocamento sul mercato del materiale riciclato;

c) l’attivazione di forme di comunicazione e sensibilizzazione;

d) la stipulazione di accordi e intese con soggetti pubblici e privati, tra i quali i consorzi nazionali di filiera di cui al decreto legislativo 152/2006.

2. La Regione, indica nel piano di bonifica delle aree inquinate e, più in generale, in tutti gli strumenti di pianificazione interessati al ripristino di particolari aree, gli interventi per i quali può essere impiegata nelle operazioni di ripristino la frazione organica stabilizzata (FOS) proveniente dai sistemi di trattamento prima del conferimento in discarica e le caratteristiche della stessa in rapporto ai livelli di contaminazione stabiliti per i vari siti».

All’articolo 12:

Emendamento 12.3:

Il comma 1 è sostituito dai seguenti:

1. In conformità a quanto previsto dall’art. 11 della Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, al fine di attivare idonei strumenti economici finalizzati all’incremento della raccolta differenziata anche attraverso la creazione di nuove opportunità di sviluppo, trovano applicazione:

a) le misure contenute nel D.M. 8 maggio 2003, n. 203, affinché gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico operanti nel territorio della regione coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti dal riuso e riciclo di materie derivanti dalla raccolta differenziata, nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo;

b) le misure contenute nel Piano Nazionale di Azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione, Green Public Procurement (G.P.P.), di cui alla Strategia di Lisbona, approvato con Decreto del Ministero dell’Ambiente dell’11 aprile 2008.

2. Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge il Presidente della Regione, sentite le competenti Commissioni legislative dell’Assemblea regionale siciliana, emana con proprio decreto le disposizioni attuative del precedente comma 1 e quelle necessarie a promuovere le produzioni di beni materiali mediante l’impiego di materie derivanti dalla raccolta differenziata, rispondenti alle operazioni di cui alle lettere b) e c) dell’articolo 4 della Direttiva 2008/98/CE, incluso l’accesso prioritario ad agevolazioni e finanziamenti pubblici, purché tali produzioni utilizzino una quota non inferiore al 30% di rifiuti che devono provenire da raccolta effettuata nella Regione.

3. La Regione promuove, con le reti della media e grande distribuzione di vendita, protocolli d’intesa finalizzati alla riduzione degli imballaggi e dei contenitori monouso, al maggiore impiego di imballaggi riutilizzabili ed alla diffusione di prodotti sfusi con erogatori alla spina, nonché ad ogni altra idonea iniziativa indirizzata alla riduzione, prevenzione e minimizzazione della produzione di rifiuti.

«Art. 13 Riduzione della produzione dei rifiuti da parte delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti assimilati.

Condizioni per il rilascio delle autorizzazioni per le medie e le grandi strutture di vendita.

1. Entro i tre anni successivi alla data di entrata in vigore della presente legge e fatti salvi i contratti di fornitura di beni e servizi eventualmente in corso, la Regione, le province, i comuni e gli altri enti, istituti, società ed aziende soggette alla vigilanza degli stessi, impiegano, per le proprie necessità, carta e cartoni prodotti utilizzando, integralmente o prevalentemente, residui recuperabili, in misura non inferiore al quaranta per cento del fabbisogno. I soggetti di cui al presente comma sono altresì tenuti, entro il medesimo periodo e per la stessa percentuale, ad utilizzare manufatti di plastica riciclata.

2. Ai soggetti di cui al comma 1 è fatto divieto di utilizzare nelle proprie mense, per la somministrazione degli alimenti o delle bevande, contenitori e stoviglie a perdere. I medesimi

soggetti hanno altresì l’obbligo di provvedere alla raccolta differenziata di carta e cartone, cartucce di inchiostro e toner per fotocopiatrici e stampanti, o nastri per macchine da scrivere.

3. L’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità promuove intese e convenzioni con le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici nazionali per incentivare l’uso di carta e cartoni prodotti integralmente o prevalentemente con materie prime secondarie, per promuovere la raccolta differenziata di carta e cartone, cartucce d’inchiostro per fotocopiatrice e stampanti, nastri per macchine da scrivere o quant’altro stabilito dal piano regionale nonché per disincentivare l’utilizzo di contenitori e stoviglie a perdere.

4. Ai fini del rilascio dell’autorizzazione prevista dalla legislazione vigente per le medie e le grandi strutture di vendita, è richiesta la presentazione del bilancio dei rifiuti prodotti e auto smaltiti da parte delle strutture da insediare. Il bilancio è elemento indispensabile ai fini della valutazione del raggiungimento degli standard minimi stabiliti dal piano regionale di gestione dei rifiuti. La priorità fra domande concorrenti in regola con gli standard urbanistici e commerciali, è data, a parità delle altre condizioni, al richiedente che presenta comparativamente, in termini di quantità, il miglior bilancio rifiuti.

5. Nei capitolati per appalti pubblici di opere, di forniture e di servizi sono inserite specifiche condizioni per favorire l’uso di residui recuperabili, secondo le modalità indicate nel piano regionale di gestione dei rifiuti.»

«Art. 14 Potere sostitutivo

l. A far data dalla pubblicazione del piano regionale di gestione dei rifiuti, qualora gli enti di cui alla presente legge non ottemperino alle funzioni e ai compiti assegnati, l’Assessore regionale per la funzione pubblica e le autonomie locali, su segnalazione dell’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, dispone, previa diffida, la nomina di commissari straordinari, nei seguenti casi:

a) mancata istituzione delle Autorità d’ambito o mancata elezione degli organi delle stesse Autorità, nei termini previsti dalla presente legge;

b) mancata adozione del piano d’ambito;

c) mancata approvazione dei bilanci delle Autorità d’ambito nei termini previsti;

d) mancato espletamento delle procedure per l’affidamento del servizio e degli adempimenti di cui all’articolo 6, comma 5.

2. Nei casi di cui al comma 1, la nomina del commissario straordinario dà luogo alla decadenza degli organi dell’Autorità d’ambito commissariata e all’avvio delle consequenziali azioni di responsabilità amministrativa ed erariale.

3. Costituisce grave violazione di legge da parte degli enti locali interessati:

a) l’approvazione dei bilanci di previsione in assenza dell’allegato di cui all’articolo 172, comma l), lettera b) del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, con riferimento ai bilanci delle Autorità d’ambito;

b) la violazione degli adempimenti di cui all’articolo 4, comma 2.

4. In presenza delle condizioni di cui al comma 3, l’Assessore regionale per la funzione pubblica e le autonomie locali dispone, previa diffida, la nomina di commissari straordinari e contestualmente dispone la decadenza degli organi delle amministrazioni interessate ai quali debba ascriversi la violazione.

5. Per le finalità di cui all’articolo 4, comma 2, lettera c) i commissari straordinari sono autorizzati a disporre variazioni di bilancio, nonché rettifiche delle aliquote TARSU o dei valori della TIA, in coerenza allo standard di cui all’articolo 15, comma 3.

6. A far data dall’entrata in vigore della presente legge, ove a causa delle violazioni di cui al comma 4 o dalla mancata adozione delle ordinanze di cui agli articoli 191 e 192 del decreto legislativo n. 152/2006, derivino situazioni di rischio per l’igiene e la sanità pubblica accertate da parte dell’autorità sanitaria competente per territorio o per materia, l’intervento sostitutivo può essere disposto con decreto del Presidente della Regione, adottato anche in assenza di previa diffida, su proposta dell’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, di concerto con l’Assessore regionale per la funzione pubblica e le autonomie locali. In questo caso, l’eventuale adeguamento della TARSU o della TIA ha luogo con riferimento alla media delle aliquote applicate dalle amministrazioni comunali comprese negli ambiti territoriali ottimali attualmente costituiti. Il commissariamento comporta la decadenza degli organi degli enti ai quali sia da ascriversi l’omissione, nonché l’avvio della consequenziale azione di responsabilità amministrativa ed erariale.

7. Gli oneri conseguenti all’attività del commissario straordinario sono posti a carico dell’ente interessato.»

All’articolo 14:

Emendamento 14.21:

Al comma 1, lettera a) sostituire le parole “mancata istituzione dell’Autorità d’ambito” con le parole “mancato espletamento degli adempimenti di cui al comma 2 dell’articolo 7”.

Emendamento 14.20 (I parte):

· Al comma 1 lettera a) sostituire le parole “Autorità d’ambito” con “SRR” e la parola “Autorità” con “Società”;

· Al comma 1 lettera c) sostituire le parole “Autorità d’ambito” con “SRR”;

· Al comma 1 lettera d) sostituire le parole “comma 5” con “comma 6”;

Subemendamento 14.20.1 bis all’emendamento 14.20:

Il comma 2 è sostituito dal seguente:

“2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, lettere b), c) e d) laddove i sindaci ed i presidenti della provincia non diano corso, previa diffida, agli adempimenti necessari, si fa luogo alla nomina di un commissario straordinario che li sostituisce nelle funzioni societarie. Il commissario straordinario provvede, nell’esercizio dei relativi poteri, all’adozione della delibera di decadenza dei rappresentanti degli Enti locali negli organi della società commissariata ed all’avvio delle consequenziali azioni di responsabilità. Il commissario straordinario assume, altresì, le funzioni rivestite dai sindaci e dal Presidente della Provincia nella società di cui all’articolo 6. I commissari straordinari durano in carica dodici mesi e possono essere rinnovati, per una sola volta, per un corrispondente periodo di tempo. Il rinnovo dell’incarico è disposto con decreto dell’Assessore regionale per la Funzione pubblica e per le Autonomie locali, adottato almeno novanta giorni prima della scadenza del mandato commissariale. Nei due mesi antecedenti alla conclusione dell’incarico, il commissario straordinario provvede agli adempimenti funzionali alla ricostituzione degli organi della Società”.

Subemendamento 14.20.2 all’emendamento 14.20:

Al comma 3, lettera b), aggiungere dopo il comma 2 le parole “lettere da a) ad h)”.

Emendamento 14.20 (II parte):

Sostituire il comma 2 con il seguente:

“2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, lett. b, c, d, la nomina del commissario straordinario dà luogo alla decadenza degli organi della Società consortile commissariata e all’avvio delle consequenziali azioni di responsabilità amministrativa ed erariale. Il commissario straordinario assume altresì la titolarità delle funzioni degli organi della società di scopo di cui all’art. 6. I commissari straordinari durano in carica dodici mesi e possono essere rinnovati, per una sola volta, per un corrispondente periodo di tempo. Il rinnovo dell’incarico è disposto con decreto dell’Assessore regionale per La Funzione pubblica e l’Autonomie locali, adottato almeno novanta giorni prima della scadenza del mandato commissariale. Nei due mesi antecedenti alla conclusione dell’incarico, il commissario straordinario provvede agli adempimenti funzionali alla ricostituzione degli organi della Società.”.

Emendamento 14.20 (III parte):

Al comma 3 lettera a) sostituire le parole “Autorità d’ambito” con le parole “Società consortili di cui all’articolo 6”;

Emendamento 14.20 (IV parte):

Il comma 4 è sostituito dal seguente: “4. In presenza delle condizioni di cui al comma 3, l’Assessore regionale per la funzione pubblica e le autonomie locali dispone, previa diffida, la nomina di commissari straordinari e contestualmente dispone la decadenza degli organi delle amministrazioni interessate ai quali debba ascriversi la violazione. I commissari straordinari durano in carica dodici mesi e possono essere rinnovati, per una sola volta, per un corrispondente periodo di tempo. Il rinnovo dell’incarico è disposto con decreto dell’Assessore regionale per la funzione pubblica e le autonomie locali, adottato almeno novanta giorni prima della scadenza del mandato commissariale. Nei due mesi antecedenti alla conclusione dell’incarico, il commissario straordinario provvede agli adempimenti funzionali alla ricostituzione degli organi decaduti.”.

Subemendamenti 14.20.1 bis. 2 e 14.20.5 all’emendamento 14.20:

Dopo la parola “diffida” aggiungere le parole “non inferiore a 90 giorni”; dopo le parole “in carica” sostituire le parole “dodici mesi” con le parole “sei mesi”.

Emendamento 14.20 (V parte):

Al comma 5 sostituire le parole “comma 3” con “comma 4”;

Emendamento 14.20 (VI parte):

Al comma 6 sostituire le parole “comma 4” con “comma 3”;

«Art. 15. Disciplina dell’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti

1 Fatta salva la disciplina transitoria di cui all’articolo 18, il servizio di gestione integrata dei

rifiuti è affidato dalle Autorità d’ambito, per la durata e secondo quanto previsto dagli articoli 201 e

202 del decreto legislativo n. 152/2006. Le stesse Autorità provvedono ad individuare, sulla base del piano d’ambito e nel rispetto dell’articolo 23 bis del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modifiche dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, il soggetto incaricato di svolgere la gestione del servizio per tutto l’Ambito Territoriale Ottimale, stipulando e sottoscrivendo con lo stesso un contratto normativo che disciplina le modalità di affidamento, di sospensione e di risoluzione ad opera dei singoli comuni della parte di servizio relativa al territorio dei comuni stessi. La stipula e la sottoscrizione del contratto d’appalto relativo ai singoli comuni compresi nell’A.T.O. hanno luogo fra l’appaltatore e la singola amministrazione comunale, che provvede direttamente al pagamento delle prestazioni ricevute e verifica l’esatto adempimento del contratto.

2. Al completamento del primo triennio di affidamento, e successivamente con cadenza triennale,

l’Autorità d’ambito procede alla verifica della congruità dei prezzi rispetto alle condizioni di mercato applicate a parità di prestazioni. Nel caso sia accertato che, a livello nazionale, il costo medio applicato a parità di prestazioni, sia inferiore per non meno del 5 per cento rispetto a quello praticato dal gestore, i comuni possono recedere dal contratto di appalto e provvedere ad un’autonoma organizzazione del servizio sul proprio territorio, salvo che l’affidatario dell’appalto non dichiari la propria disponibilità ad adeguare il corrispettivo alle sopravvenute condizioni finanziarie.

3. Nei casi di cui al comma 2, l’affìdamento da parte del singolo comune è effettuato a condizione che:

a) garantisca il raggiungimento dei medesimi risultati del servizio e livelli di raccolta differenziata, in quantità e qualità, previsti nel piano d’ambito;

b) riassuma a proprio carico il personale a qualsiasi titolo trasferito alle Società ed ai consorzi

d’ambito esistenti alla data di approvazione della presente legge, o corrisponda alla Autorità d’ambito i relativi oneri;

c) assuma a proprio carico la quota parte dei costi generali gravanti sull’Autorità d’ambito per la gestione del medesimo servizio nell’intero ATO.

4. Fino all’approvazione della tariffa integrata ambientale, di cui all’articolo 238, comma 11, del decreto legislativo n. 152/2006, al fine di assicurare l’appropriata copertura dei costi del servizio di gestione integrata dei rifiuti, l’Autorità d’ambito individua uno standard medio al quale è parametrata la tariffa di igiene ambientale o la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per i comuni compresi negli Ambiti Territoriali Ottimali. Nella definizione dello standard si tiene conto del livello di effettiva riscossione dell’ultimo triennio solare. I comuni possono adeguare la TIA o la TARSU allo standard, fermo restando che, nel caso in cui si determini uno scostamento rispetto a quanto necessario a garantire la corretta gestione del servizio, sono comunque tenuti a individuare nel proprio bilancio le risorse finanziarie ulteriori rispetto a quelle provenienti dalla tariffa o dalla tassa, vincolandole alla copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione integrata dei rifiuti.

5. Successivamente alla definitiva determinazione della TIA, con le modalità di cui all’articolo 6, comma 6, laddove il livello dell’imposizione tributaria non sia sufficiente alla copertura dei costi del servizio di gestione integrata nel territorio comunale, i singoli comuni ne dispongono l’incremento ovvero individuano nel proprio bilancio le risorse finanziarie ulteriori, vincolandole alla copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione integrata dei rifiut».

All’articolo 15:

Subemendamento 15.17.2 all’emendamento 15.17:

Al comma 1 le parole “per la durata e secondo quanto previsto” sono sostituite dalle parole “secondo le modalità previste”.

Subemendamento 15.17.3 all’emendamento 15.17:

Dopo le parole “Le stesse società” sono aggiunte le parole “avvalendosi degli UREGA”.

Emendamento 15.17 (I parte):

Al comma 1 sostituire le parole:

· “dalle Autorità d’ambito, per la durata e secondo quanto previsto dagli articoli 201 e 202 del decreto legislativo n. 152/2006. Le stesse Autorità” con “dalle Società consortili di cui al precedente articolo 6 in nome e per conto dei comuni consorziati, per la durata prevista dall’art. 202 del decreto legislativo n. 152/2006. Le stesse Società”;

· “per tutto l’Ambito Territoriale Ottimale” con “per i comuni consorziati”;

· “nell’ATO” con “ nella Società consortile”.

Emendamento 15.17 (II parte):

Al comma 2 sostituire le parole “l’Autorità d’ambito” con “Società consortile, anche su segnalazione di singoli comuni”;

· aggiungere dopo le parole “a livello nazionale” le parole “o regionale” e dopo le parole “i comuni” le parole “fino all’affidamento del nuovo appalto con le modalità di cui al precedente comma 1”.

Emendamento 15.17 (III parte):

Alla lettera b) del comma 3 sostituire:

· le parole “riassume a proprio carico” con “utilizzi”;

· le parole “o corrisponda all’Autorità d’ambito” con “corrispondendo alla Società consortile”;

Alla lettera c) sostituire:

· la parola “assuma” con “mantenga”;

· le parole “sull’Autorità d’ambito” con “sulla Società consortile”.

Emendamento 15.17 (IV parte):

Al comma 4 sostituire le parole “l’Autorità d’ambito“con “la Società consortile”.

Emendamento 15.18:

Al comma 4 le parole “individua e definizione” sono sostituite dalle parole “indica e indicazione”.

Emendamento 15.19:

Il comma 5 è soppresso.

«Articolo 16

Capitolato generale della gestione integrata dei rifiuti

1. Al fine di uniformare nel territorio della Regione il servizio di gestione integrata dei rifiuti, sia relativamente agli affidamenti, alle gestioni dirette ed alle concessioni esistenti oltreché in ordine a quelli futuri, il Presidente della Regione entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio decreto emana un capitolato generale della gestione integrata dei rifiuti in Sicilia e lo schema di un contratto a risultato per il conseguimento delle percentuali di raccolta differenziata stabilite dall'articolo 9, comma 3. Entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto sono adeguati, anche in variante al contratto principale, i capitolati speciali di appalto e i contratti di servizio in essere tra le società, i consorzi d'ambito e i comuni.

2. Ai fini dell'affidamento della gestione di cui all'articolo 15, l’Autorità d'ambito definisce altresì un capitolato speciale d'appalto in ragione delle specificità del territorio interessato c delle caratteristiche previste per la gestione stessa».

Comunico che all’articolo 16 sono stati presentati i seguenti emendamenti:

- dagli onorevoli Caronia, Ruggirello e De Luca: 16.1, 16.2, 16.4;

- dagli onorevoli Gucciardi, Ferrara, Vitrano e Picciolo: 16.3.

Comunico che gli emendamenti 16.1, 16.2, 16.4 e16.3, sono stati ritirati. L’Assemblea ne prende atto.

Pongo in votazione l’articolo 16, nel testo risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

(E’ approvato)

Si passa all’articolo 17. Ne do lettura:

«Articolo 17 Accelerazione delle procedure autorizzative

1. Ai fini della più celere attivazione degli impianti necessari alla gestione integrata dei rifiuti, incluse le discariche, il Dipartimento competente dell’Assessorato regionale per l’energia ed i servizi pubblici adotta le procedure di cui all’articolo 208 del decreto legislativo 152/06 e individua, per ciascuna istanza di approvazione o autorizzazione, un responsabile unico del procedimento.

2. Entro quindici giorni dall’acquisizione dell’istanza, il responsabile del procedimento richiede a tutti i soggetti competenti il proprio parere motivato, da esprimere entro e non oltre tre mesi dalla richiesta. Trascorso infruttuosamente il predetto termine, il parere si intende favorevolmente reso.

3. Il responsabile del procedimento convoca la conferenza di servizi che deve concludere

l’istruttoria entro centocinquanta giorni dalla presentazione della relativa istanza con un parere unico motivato, di assenso o diniego.4 Le conclusioni della conferenza di servizi sono valide se adottate a maggioranza dei componenti.

5. Il provvedimento finale è rilasciato dal competente Dipartimento dell’Assessorato regionale

dell’energia e dei servizi di pubblica utilità e sostituisce ogni altra approvazione e/o autorizzazione di legge, fatte salve quelle di competenza statale».

(E’ approvato)

Comunico che l’articolo 18 momentaneamente non verrà trattato perché è un po’ complesso.

Si passa all’articolo 19. Ne do lettura:

«Articolo 19 Rinvio dinamico

1. I rinvii operati dalla presente legge alla legislazione statale si intendono effettuati in senso

dinamico».

(E’ approvato)

L’articolo 20, l’entrata in vigore la votiamo all’ultimo per pudore.

Comunico che rimangono gli articoli 18, il 20 riguardante l’entrata in vigore, l’articolo 6 bis e gli articoli aggiuntivi che saranno esaminati domani.

Onorevoli colleghi, abbiamo fatto un buon lavoro, vi ricordo che domani, sempre alle 16, ovviamente, è convocata l’Aula.

Onorevoli colleghi, se siete d’accordo, esaminerei gli articoli aggiuntivi. Grazie onorevoli colleghi

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto. Non ci sono più emendamenti aggiuntivi.

Rimangono l’articolo 6 bis e l’articolo 18 e abbiamo terminato. Il 20 lo votiamo domani. Onorevoli colleghi, vi invito, come sempre, alla massima puntualità per quanto riguarda la seduta di domani.

La seduta è rinviata a domani, mercoledì 24 marzo 2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

I - Comunicazioni

II - Discussione dei disegni di legge:

1) - «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati» (numeri 525-528/A) (Seguito)



DISEGNO DI LEGGE N. 525-528/A
DISEGNO DI LEGGE DELLA IV COMMISSIONE
LEGISLATIVA PERMANENTE DISEGNO DI LEGGE DELLA IV COMMISSIONE (*)
Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati Titolo I
Oggetto finalità e competenze
Art. 1.Oggetto e finalità
1. Oggetto della presente legge è la disciplina della gestione integrata dei rifiuti e la messa in sicurezza, la bonifica, il ripristino ambientale dei siti inquinati, nel rispetto della salvaguardia e tutela della salute pubblica, dei valori naturali, ambientali e paesaggistici, in maniera coordinata con le disposizioni del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni, in attuazione delle direttive comunitarie in materia di rifiuti. Finalità della presente legge sono le seguenti:
a) prevenire la produzione di rifiuti e ridurre la pericolosità;
b) promuovere la progettazione di prodotti ed imballaggi tali da ridurre all’origine la produzione di rifiuti, soprattutto non riciclabili, adottando anche le necessarie forme di incentivazione;
c) promuovere l’informazione e la partecipazione dei cittadini, attraverso adeguate forme di comunicazione, rivolte anche agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado;
d) promuovere il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero dei rifiuti urbani e speciali;
e) promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e di quelli assimilati agli urbani, adottando in via prioritaria il sistema di raccolta porta a porta e definendo sistemi di premialità e penalizzazione finalizzati ad aumentarne le relative percentuali;
f) incrementare l’implementazione di tecnologie impiantistiche a basso impatto ambientale, che consentano un risparmio di risorse naturali;
g) ridurre la movimentazione dei rifiuti attraverso l’ottimizzazione dello smaltimento in impianti prossimi al luogo di produzione, con la garanzia di un alto grado di tutela e protezione della salute e dell’ambiente;
h) favorire la riduzione dello smaltimento in discarica;
i) riconoscere il ruolo dei comuni quali responsabili del servizio erogato ai propri cittadini, anche attraverso soggetti diversi;
l) valorizzare la partecipazione dei cittadini, con particolare riferimento a forme di premialità economiche in funzione dei livelli di raccolta differenziata raggiunti;
m) rendere compatibile l’equilibrio economico del servizio di gestione integrata dei rifiuti con le risorse pubbliche disponibili e con le entrate derivabili dalla riscossione della TARSU o della TIA, avuto riguardo alla necessità di tutelare con misure di perequazione le fasce sociali più deboli e di ridurre l’evasione e la elusione fiscale in materia.
2. Ai fini di quanto previsto dal comma 1 la Regione assicura lo smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi attraverso una progressiva autosufficienza degli Ambiti Territoriali Ottimali (A.T.O.) di cui all’articolo 200 del decreto legislativo 152/2006. Per i rifiuti speciali prodotti dalle aziende commerciali e dalle industrie si applica, per quanto possibile ed ambientalmente conveniente, il principio della vicinanza del luogo di produzione a quello di smaltimento, tenendo conto del contesto geografico, delle eventuali condizioni di crisi ambientale o della necessità di impianti specializzati. Il conferimento dei rifiuti avviene previo decreto emanato dal competente Dipartimento regionale delle acque e dei rifiuti, che verifichi l’esistenza di tutte le condizioni necessarie al conferimento stesso.
3. Per quanto non disciplinato dalla presente legge, si applicano le disposizioni contenute nel decreto legislativo 152/2006 e nella normativa statale e comunitaria vigente.
Art. 2.Competenze della Regione
1. Alla Regione compete quanto previsto dall’articolo 196 del decreto legislativo 152/2006 ed in particolare:
a) la promozione della gestione integrata dei rifiuti, come complesso delle attività volte a ridurre la quantità dei rifiuti prodotti, nonché ad ottimizzare la raccolta, compresa la raccolta differenziata, il recupero e lo smaltimento deirifiuti;
b) l’approvazione, sentita la Conferenza Regione-Autonomie locali, del piano regionale di gestione dei rifiuti;
c) la verifica di conformità al piano regionale di gestione dei rifiuti dei Piani d’ambito di cui all’articolo 10;
d) il rilascio dell’autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti sanitari, nonché l’autorizzazione alle modifiche degli impianti esistenti, secondo le disposizioni statali e comunitarie e sulla base di quanto stabilito dal piano regionale di gestione dei rifiuti;
e) la predisposizione, sentita la Conferenza Regione-Autonomie locali, dello schema degli atti previsti per la costituzione dell’Autorità d’Ambito;
f) la determinazione, sentita la Conferenza Regione- Autonomie locali, dei criteri per la determinazione di idonee misure compensative in favore:
1) dei soggetti proprietari degli impianti di recupero, trattamento e smaltimento da conferire in disponibilità all’Autorità d’Ambito, rapportandole agli investimenti effettuati per la realizzazione degli impianti medesimi ed ai relativi ammortamenti, nonché ai costi di gestione in fase post-operativa;2) dei comuni interessati dall’impatto ambientale determinato dalla localizzazione degli impianti di recupero, trattamento e smaltimento;
g) le funzioni di approvazione dei progetti e di autorizzazione all’esercizio delle attività relative ad impianti di recupero e smaltimento rifiuti, previste dagli articoli 208, 209, 210 e 211 del decreto legislativo 152/2006;
h) la definizione degli standard minimi da inserire nel bando e nel capitolato e l’adozione di uno schema tipo di contratto del servizio integrato di gestione dei rifiuti;
i) l’elaborazione, l’approvazione e l’aggiornamento dei piani per la bonifica di aree inquinate;
j) la determinazione degli interventi finanziari necessari per l’attuazione del piano regionale di gestione dei rifiuti;
k) la determinazione degli interventi a favore della realizzazione di impianti di ricerca e di sperimentazione di cui all’articolo 211 del decreto legislativo 152/2006;l) le funzioni di monitoraggio, programmazione e controllo in ausilio all’Osservatorio nazionale sui rifiuti, di cui all’articolo 206 bis del decretolegislativo n. 152/2006;
m) l’adozione, nei casi previsti, degli interventi di controllo sostitutivo;
n) l’autorizzazione a smaltire, per un periodo limitato, rifiuti urbani presso impianti ubicati fuori dal territorio provinciale di produzione degli stessi;
o) le disposizioni tecniche e le prescrizioni per l’organizzazione della gestione dei rifiuti speciali;
p) l’attivazione della raccolta differenziata dei rifiuti non pericolosi, ai sensi dell’art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 2003, n. 254.2. L’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità definisce con proprio decreto:
a) le forme di concertazione e di consultazione, anche mediante la costituzione di un tavolo tecnico istituzionale, allo scopo di garantire la massima diffusione e concertazione non vincolante sulle decisioni in materia di gestione dei rifiuti;
b) l’approvazione delle linee guida in materia di gestione integrata dei rifiuti necessarie all’attuazione della presente legge.
3. Fatta salva ogni diversa previsione espressa, l’Assessorato regionale dell’energia ed i servizi di pubblica utilità adotta con decreto del dirigente generale tutti i provvedimenti applicativi inerenti alle attribuzioni affidate all’Amministrazione regionale in forza della presente legge. In particolare, sono definiti con decreto del dirigente generale:
a) gli standard minimi e massimi della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani, ai sensi dell’articolo 238 del decreto legislativo 152/2006, rilasciando parere preventivo alle Autorità d’ambito che ne facciano richiesta. Nel caso in cui un’Autorità d’ambito approvi una tariffa al di fuori dei limiti minimi e massimi individuati, la Regione attiva d’ufficio la verifica dei costi di gestione dei rifiuti dell’autorità d’ambito e della loro congruenza con la tariffa determinata;
b) gli standard minimi e massimi della tariffa per lo smaltimento, il trattamento ed il recupero dei rifiuti urbani ed assimilati, nonché delle misure compensative sulla base dei criteri di cui al comma 1, lettera f), rilasciando parere preventivo alle Autorità d’ambito che ne facciano richiesta. Nel casoin cui un’Autorità d’ambito approvi una tariffa al di fuori dei limiti minimi e massimi individuati, la Regione attiva d’ufficio la verifica dei costi dell’impianto e della loro congruenza con la tariffa determinata;
c) gli standard minimi e massimi dei servizi di gestione dei rifiuti urbani, predisponendo altresì bando, capitolato e contratto di servizio tipo sulla base dei quali hanno luogo le procedure di evidenza pubblica per l’affidamento dei servizi, nonché la stipula dei relativi contratti d’appalto.
Art. 3.Competenze delle province
l. Le province esercitano le funzioni di cui all’articolo 197 del decreto legislativo 152/2006 e in particolare:
a) il controllo e la verifica degli interventi di bonifica ed il monitoraggio ad essi conseguenti;
b) il controllo periodico su tutte le attività di gestione, di intermediazione e di commercio dei rifiuti, ivi compreso l’accertamento delle violazioni delle disposizioni di cui alla parte quarta del decreto legislativo 152/2006;
c) la verifica ed il controllo dei requisiti previsti per l’applicazione delle procedure semplificate;
d) l’individuazione, sulla base delle previsioni del piano territoriale di coordinamento di cui all’articolo 20, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ove già adottato, e delle previsioni di cui all’articolo 199, comma 3, lettere d) e h), del decreto legislativo 152/2006, nonché sentiti l’Autorità d’ambito ed i comuni, delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, nonché delle zone non idonee alla localizzazione di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti. Le province istituiscono, ai sensi della legge 23 marzo 2001, n. 93, l’Osservatorio provinciale sui rifiuti, per coadiuvare le funzioni di monitoraggio, programmazione e controllo dell’Osservatorio regionale sui rifiuti, provvedendo ai relativi adempimenti utilizzando le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente;
e) la tenuta del registro delle imprese e degli enti sottoposti alle procedure semplificate di cui agli articoli 214, 215 e 216 del decreto legislativo 152/2006, integrando tale registro con i dati relativi agli impianti comunque autorizzati ed operativi presenti sul proprio territorio, ed inviano i relativi dati all’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, all’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità ed all’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente (A.R.P.A. Sicilia);
f) la stipula, previa approvazione dell’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, di accordi interprovinciali per la gestione di determinate tipologie di rifiuti, al fine del raggiungimento di una maggiore funzionalità ed efficienza della gestione dei rifiuti non perseguibile all’interno dei confini dell’ATO;
g) la redazione dell’elenco delle imprese e degli enti sottoposti alle procedure semplificate di cui all’articolo 214 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni.
2. II presidente della provincia adotta le ordinanze di cui all’articolo 191 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, per tutte le tematiche che esulino dal territorio di un singolo comune e che ricadano nell’ambito del territorio provinciale, ove non altrimenti attribuite.
3. Per le attività di propria competenza la provincia si avvale del supporto tecnico scientifico dell’ARPA Sicilia, rimborsando i soli costi sostenuti dalla predetta Agenzia e con espresso divieto del ricorso a soggetti esterni.
4. La Provincia invia ogni trimestre alla Regione le informazioni e i dati autorizzativi ed ogni anno redige ed invia alla Regione una relazione sulle attività svolte.
Art. 4.Competenze dei comuni
1. I comuni concorrono alla gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati, secondo quanto previsto dall’articolo 198 del decreto legislativo 152/2006, in raccordo con le Autorità d’ambito che esercitano le relative competenze ai sensi dell’articolo 200 del citato decreto legislativo 152/2006. I comuni approvano, altresì, i progetti di bonifica dei siti inquinati.
2. Per le finalità di cui al comma 1 i comuni:
a) stipulano il contratto di appalto per l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti con i soggetti individuati con le modalità di cui all’articolo 15 dalle Autorità d’ambito, relativamente al territorio di ogni singolo comune;
b) assicurano il controllo del pieno adempimentodell’esecuzione del contratto di servizio nel territorio comunale;
c) provvedono al pagamento del corrispettivo per l’espletamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti nel territorio comunale, assicurando l’integrale copertura dei relativi costi, congruamente definendo a tal fine, sino all’emanazione del regolamento ministeriale di cui all’articolo 238 del decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, la tariffa d’igiene ambientale (TIA)• la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU), ovvero prevedendo nei propri bilanci le risorse necessarie e vincolandole a dette finalità, secondo le modalità di cui all’articolo 6, comma 6;
d) provvedono, altresì, all’adozione della delibera di cui all’articolo 159, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, vincolando le somme destinate al servizio di gestione integrata dei rifiuti e garantendo il permanere del vincolo di impignorabilità, mediante pagamenti in ordine cronologico;
e) adottano, ove necessario, la delibera di cui all’articolo 194, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, avviando la conseguente azione di responsabilità nei confronti degli amministratori dell’ Autorità d’ambito;
f) adottano il regolamento comunale per la raccolta differenziata in conformità alle linee guida allegate al piano regionale di gestione dei rifiuti di cui all’articolo 9 ed al piano d’ambito di cui all’articolo 10;
g) adottano disposizioni per la tutela igienico-sanitaria nella gestione dei rifiuti;
h) determinano ed approvano la TARSU ed approvano la TIA determinata dall’Autorità d’ambito;
i) provvedono all’abbattimento delle barriere architettoniche nel conferimento dei rifiuti;
j) esercitano le funzioni atte a garantire la raccolta delle diverse frazioni di rifiuti urbani e prescrivono le disposizioni per la corretta gestione dei rifiuti urbani pericolosi e dei rifiuti cimiteriali;
k) emanano le ordinanze per l’ottimizzazione delle forme di conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti primari di imballaggio e la relativafissazione di obiettivi di qualità;
l) regolamentano, per quantità e qualità, i rifiuti speciali non pericolosi assimilabili ai rifiuti urbani ai fini della raccolta e dello smaltimento sulla base dei criteri fissati dalle norme vigenti, ove non disciplinati dalla Regione;
m) prevedono, di concerto con la Regione, le province e le Autorità d’ambito, all’interno degli strumenti di pianificazione urbanistica, le infrastrutture e la logistica necessaria per la raccolta differenziata e per lo smaltimento, riciclo e riuso dei rifiuti;
n) promuovono attività educative, formative e di comunicazione ambientale a sostegno della raccolta differenziata;
o) verificano lo stato di attuazione della raccolta differenziata e la qualità del servizio erogato dal soggetto gestore, attraverso un comitato indipendente costituito da rappresentanti delle associazioni ambientaliste, dei consumatori e di comitati civici.
3. I comuni rappresentanti almeno il 20 per cento delle quote di partecipazione all’Autorità d’ambito possono promuovere la valutazione, da parte dell’Assessorato regionale dell’energia e dei rifiuti, dei costi stimati nel piano d’ambito per l’espletamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti. L’Assessorato medesimo assume le proprie determinazioni entro sessanta giorni dalla richiesta, prorogabili per una sola volta per ulteriori sessanta giorni, ove necessario per esigenze istruttorie.Trascorsi i predetti termini, i costi del servizio si intendono definitivamente assentiti, fatta salva la potestà per le singole amministrazioni comunali di impugnazione della relativa delibera o del silenzio-assenso in sede giurisdizionale o con ricorso straordinario al Presidente della Regione.
4. II sindaco adotta le ordinanze di cui agli articoli 191 e 192 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, per tutti gli interventi che ricadano nell’ambito del territorio comunale.
5. Nell’ambito del proprio territorio, ciascun comune esercita il controllo sulla qualità e l’economicità del servizio espletato per la gestione integrata dei rifiuti, attivando, di concerto con l’Autorità d’ambito e con il gestore del servizio, tutte le misure necessarie ad assicurare l’efficienza e l’efficacia del servizio e l’equilibrio economico e finanziario della gestione.



A.T.O. PA1 A.P.S.



Nel tempo abbiamo parlato di: Raccolta Rifiuti, ambiente, Italcementi, Aria irrespirabile, Privatizzazione dei Servizi, Gestione Acque e Qualità delle nostre acque, Inquinamento delle falde acquifere Raffo Rosso, Siti di Importanza della Comunità Europea SIC, Autorizzazione Integrata Ambientale, Piano Regolatore Generale, Cementificazione della fascia costiera, Alga Rossa,Tariffe, Parentopoli, Voto di Scambio, Rappresentanza negli Ambiti territoriali, Raccolta differenziata, Amministratori ciechi, La vita in diretta, Isola Pulita, Isola ecologica, SICAR, Incendio alla SICAR, Assessori all'ambiente Portobello, Wind Shear, Inquinamento da cromo esavalente, Tumori, Malattie collegate all'ambiente, leggi, disposizioni, querele, ricorsi, denunce, esposti..............
Promemoria per il “Sindaco” Professore Gaspare Portobello


Il giorno 20 del mese di novembre dell’anno 2007, presso il Palazzo dei Carmelitani di Partinico, Lei Signor “Sindaco” professore Gaspare Portobello partecipa all’assemblea straordinaria della “Servizi Comunali Integrati R.S.U. S.p.a.”, la Sua partecipazione in quanto facente parte del CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE titolare di una quota pari al 4,726 (quattro virgola settecentoventisei per cento) del CAPITALE SOCIALE. Signor “Sindaco” Lei a partire da quella data risulta essere AZIONISTA (comproprietario) dell’azienda in questione. Naturalmente in qualità di “Sindaco” legale rappresentante del “Comune di Isola delle Femmine” Piazza Duca degli Abruzzi (così come risulta a pagina 8 dell’atto che LEI ha firmato). Quindi faccia un attimo più di attenzione quando addossa la responsabilità del disservizio all'A.T.O. (per favore non si dia la zappa sui piedi)
*Ambiente e politica ad Isola delle Femmine





Comitato Cittadino Isola Pulita

COMUNICATO STAMPA

Cia putemu fari !!

STOP AGLI STIPENDIFICI DEGLI A.T.O (raccolta rifiuti e gestione acque)

Clamoroso: la Camera abolisce gli ATO Rifiuti ed Idrici
Articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, dopo il comma 186 è inserito il seguente:«186-bis. A decorrere da un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono soppresse le Autorità d'ambito territoriale di cui agli articoli 148 e 201 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni. Decorso lo stesso termine, ogni atto compiuto dalle Autorità d'ambito territoriale è da considerarsi nullo. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni attribuiscono con legge le funzioni già esercitate dalle Autorità, nel rispetto dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. Sono abrogati gli articoli 148 e 201 del decreto legislativo n. 152 del 2006

Per quanto riguarda la gestione delle acque, verranno eliminati i nove Ato idrici siciliani, la “Acque Potabili Siciliane” di Palermo come ……, Dunque, da oggi, saranno le regioni a decidere, con legge propria, le forme e le modalità organizzative del servizio di erogazione dell’acqua e di raccolta e smaltimento rifiuti.



Il Comitato Cittadino Isola Pulita propone a tutte le rappresentanze politiche sindacali associazioni imprenditoriali artigianali commerciali turistiche e a tutte le associazioni di volontariato la costituzione di un “Comitato Cittadino per la difesa dei BENI COMUNI” con l’obiettivo immediato di:



Proposta all’intero Consiglio Comunale affinchè si determini in merito:

- Revoca da parte del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine della delibera 48 del 2.11.01 con la quale il Comune di Isola delle Femmine rinunciando alla gestione della propria rete idrica di fatto aderiva alle ACQUE POTABILI SICILIANE.



Inoltre si sancisca l’inserimento nello Statuto Comunale la volontà dell’intera Cittadinanza:

- Acqua BENE COMUNE COLLETTIVO inalienabile, la gestione deve essere nel segno della economicità e della efficienza, del SERVIZIO.

- Raccolta Rifiuti il Comune di Isola delle Femmine promuove favorisce implementa la raccolta differenziata nella gestione dei rifiuti. Supporta tutte le iniziative atte a promuovere il RICICLO attraverso la creazione di una filiera nelle varie fasi di vita dei rifiuti, nel rispetto dell’ ambiente e della qualità della vita dei cittadini.
La nostra munnezza come occasione di sviluppo di Isola delle Femmine.

Il Comitato Cittadino Isola Pulita

Isola delle Femmine

Informazione:

La Lega Nord con un emendamento approva la soppressione degli ATO

Isola delle Femmine 7 marzo 2010



AMBIENTE. L’argomento ambiente a Isola delle Femmine è alla base della “carriera” politica dei nostri attuali amministratori oltre che di qualche funzionario comunale. Ne sanno qualcosa il nostro attuale “Sindaco” professore Gaspare Portobello l’attuale Assessore all’ambiente geologo dr. Marcello Cutino, il funzionario passato ad altri incarichi. Qualcuno deve poi DIRE ai cittadini dell'isola ecologica: I sondi Spesi, se ha mai avuto un collaudo e come mai non è funzionante. Mi rendo conto che le domande non sono nuove: le aveva già poste il suocero dell'"Assessore" geologo Cutino. Forse conviene non parlarne visto il progetto pizzerie della M.A.M. snc di cui è progettista l'attuale ex oppositore Vice Pres Del C.C. geom Vincenzo Dionisi.
Per Noi Cittadini l’ambiente l’abbiamo e continuiamo a subirlo in termini di salute, di livello della qualità della vita, della vivibilità e fruibilità delle bellezze naturali del nostro territorio. Questi Signori sono stati in grado di “avvelenarci” le nostre case, le nostre vite, le nostre amicizie le nostre istituzioni democratiche. Per avere delle risposte in tema di prevenzione e tutela della SALUTE siamo stati costretti a rivolgerci ad un Tribunale Amministrativo. Questi signori si sono fatti beffa dei cittadini celando la realtà, nascondendo i dati, stravolgendo i FATTI, denigrando le persone. Persino un’autorità come il dr. Vito Riggio ha dovuto constatare: “….su un tema così delicato come la sicurezza và condannata un’amministrazione che cambia idea continuamente”. Come Cittadini ci chiediamo : Ma il geologo "Assessore" Cutini Marcello come mai non parla più di Italcementi?
I temi da noi trattati nel tempo:
* Ambiente e qualita' della vita
*Il Vespro
* T.A.R.

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