Sicilia, Lombardo: «Aggressione mediatica congegnata da menti raffinate». Fava (Sel): «Prenda atto della crisi istituzionale e si vada a nuove elezioni»

Il presidente della Regione Sicilia è intervenuto nell’Aula dell’Ars per difendersi in merito all’inchiesta della Procura di Catania che lo vede coinvolto per concorso esterno in associazione mafiosa. Lombardo ha sottolineato di non aver ricevuto nessun avviso di garanzia e che la fuga di notizie riguardo l’inchiesta è «un’aggressione mediatica congegnata da menti raffinate». Il governatore ha negato qualsiasi coinvolgimento con la mafia e ha riferito invece di aver consegnato alla Procura di Palermo una relazione contente «i nomi e i cognomi e i nomi dei prestanomi» coinvolti nel progetto del termovalorizzatore di Paternò (Catania). Per Claudio Fava, coordinatore nazionale della segreteria di Sinistra Ecologia e Libertà, si è di fronte ad «atti di isteria politica». «Il Pd– ha detto Fava in conferenza stampa – ritiri i suoi assessori, ritiri l’appoggio a questa giunta, Lombardo prenda atto della crisi istituzionale e si vada a nuove elezioni».

Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, si è definito vittima di «un’aggressione mediata congegnata da menti raffinate». Sono queste le parole che il governatore ha usato nel suo intervento all’Ars in merito alla fuga di notizie circa l’inchiesta della Procura di Catania che lo vede indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. «L’obiettivo finale di questa fuga di notizie è ripristinare un passato, che i siciliani pensano vada archiviato». Lombardo ha sottolineato «di non avere ricevuto a tutt’oggi neppure un avviso di garanzia», specificando di non avere mai incontrato i boss della cosca Santapaola.

Lombardo: «Questo governo ha assestato a Cosa Nostra i colpi più micidiali»
Il governatore della Sicilia ha negato di aver avuto rapporti con la mafia e di aver invece scritto «i nomi e i cognomi e i nomi dei prestanomi» in una relazione presentata nei giorni scorsi alla Procura della Repubblica di Palermo, in merito al progetto di un termovalorizzatore a Paternò (Catania) «dove doveva nascere la società Altecoen che faceva capo al capomafia della Sicilia orientale», Nitto Santapaola. «Basterà - ha aggiunto Lombardo - accertare proprietà, passaggi proprietari e valori di vendita, con nomi e cognomi che sono scritti sulle carte, dove ci sono anche le contrade e le discariche più o meno abusive. Lì si costruivano mattoni confezionati da argille contaminate». Il presidente della Regione Sicilia ha quindi ancora una volta sostenuto che l’attuale governo da lui guidato «ha assestato a Cosa Nostra i colpi più micidiali». In un’intervista pubblicata oggi dal «Corriere della Sera» aveva già puntato il dito contro il Senatore Pdl Firrarello e il Senatore Pd Bianco.

Marcia indietro sugli ispettori del ministero alla Procura di Catania
Sull’attacco al Ministro della Giustizia Alfano di qualche giorno, il governatore fa però un parziale marcia indietro, negando di aver sollecitato l’invio degli ispettori del ministero alla Procura di Catania e di aver semplicemente «lamentato una disparità di trattamento rispetto a quanto avvenuto nella procura di Trani dove si è verificata una fuga di notizie ad opera degli stessi giornalisti».

Nei giorni scorsi a href=”http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2008/11/05/il-ddl-alfano-esclude-il-traffico-illecito-di-rifiuti-e-l%e2%80%99incendio-boschivo-doloso-presentato-emendamento-bipartisan-anti-ecomafia/” target=”_blank”>Angelino Alfano aveva preferito non commentare le parole rivoltegli dal governatore, definendole «le dichiarazioni di un uomo in difficoltà». Lombardo, nel corso del suo intervento all’Ars ha però precisato di non essere «in difficolta’ dal 29 marzo» (data in cui ha saputo dell’inchiesta), ma che anzi dal 29 marzo si sente «più libero e forte e determinato a continuare ad andare avanti. Le altre difficoltà le supero con la forza della verità». Il presidente della Regione Sicilia ha infatti ribadito che l’attuale legislatura andrà avanti «nonostante le pressioni, le previsioni sinistre riportate in alcune conversazioni e pronunciate dai suoi riferimenti politici». Per i mafiosi e la gente dedita la malaffare «un governo autonomista è una minaccia mortale e lo combattono con tutti i mezzi», ha affermato Lombardo precisando che quella che sta portando avanti «è una vera rivoluzione che fa paura a molti: stiamo sovvertendo secoli di saccheggi».

Fava (Sel): «Atti di isteria politica. Si vada a nuove elezioni»
Mentre il leader dell’Mpa era impegnato nel suo intervento all’Ars, a Catania Claudio Fava, coordinatore nazionale della segreteria di Sinistra Ecologia e Libertà, ha tenuto una conferenza stampa insieme a Luigi De Magistris per chiedere nuove elezioni. «Il Partito democratico – ha detto Fava – ritiri i suoi assessori, ritiri l’appoggio a questa giunta, Lombardo prenda atto della crisi istituzionale, che riguarda l’assenza di una sua maggioranza d’aula, e si vada a nuove elezioni». Fava non ha fatto sconti circa l’intervento di Lombardo all’Ars, definendolo «una balla colossale». Secondo il coordinatore di Sel si è di fronte ad «atti di isteria politica, quando si annuncia la rivelazione di nomi di politici collusi con la mafia e poi si scopre che l’accusa si riferisce a fenomeni di consociativismo locale». (Antonino Marsala, Agenzia Multimediale Italiana)

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