
Aiuto, mi si è ristretto il pene! Colpa dell'inquinamento
in Sotto le lenzuolaGli estrogeni diffusi nei materiali e nell'ambiente hanno provocato negli ultimi 60 anni una riduzione della lunghezza media dell’organo genitale maschile, ma anche alcune modificazioni morfologiche del corpo degli uomini
La ricerca è stata condotta prendendo in considerazione la media di 9,7 cm di lunghezza riportata dal rapporto Kinsey del 1948 e relativa a oltre 2.700 maschi (che va precisato, a onor del vero, erano americani e quindi forse non confrontabili al 100 per cento con quelli italiani) e quella di 8,9 cm rilevata in oltre 2000 diciottenni veneti dall'equipe del Centro regionale di crioconservazione dei gameti di cui è responsabile il patologo Carlo Foresta . «Diossine, pesticidi, metalli pesanti, additivi di plastiche, vernici e detergenti - ha spiegato il professor Foresta, in occasione del convegno in corso ad Abano Terme sulla Medicina della riproduzione - possono agire in due modi: riducendo l'attività degli ormoni maschili androgeni o mimando l'attività degli estrogeni femminili».
Ora: l'inquinamento ambientale inizia a creare danni all'apparato riproduttivo già nell'utero materno proprio perché altera l'equilibrio ormonale, riducendo, per l'appunto, l'attività degli androgeni che determinano la dimensione di pene e testicoli. «Ma il problema è anche un altro - ha spiegato ancora Foresta - perché un alterato equilibrio ormonale... determina anche modificazioni morfologiche del corpo maschile. L'armonia e le proporzioni del corpo, infatti, sono determinate dagli ormoni. I giovani del terzo millennio diventano più alti perché hanno le gambe sempre più lunghe. Questo è un altro effetto dello squilibrio ormonale da inquinamento».
E qui alzi la mano chi non ha mai pensato che le dimensioni del pene non fossero un problema, dal momento che stando a un reportage del magazine americano The Atlantic, le maggiori società produttrici di preservativi hanno smesso di mettere in commercio condom "small": è praticamente impossibile venderli. Segno (o illusione) forse che gli uomini americani siano tutti almeno normo-dotati? A quanto ha evidenziato la ricerca italiano forse le cose non starebbero proprio così, ma di sicuro per "invogliare" all'acquisto non servono le notizie pubblicate dalla rivista scientifica, Sexually Trasmitted Infections, la quale ha evidenziato che il 45% degli uomini utilizza preservativi troppo larghi, col rischio che si rompano o si sfilino durante il rapporto sessuale. No: ci vogliono stratagemmi per aggirare la psicologia maschile. Come per esempio ha fatto la LifeStyle che oggi vende condom "Snugger Fit" (cioè aderente), o la Trojan che furbescamente ha adottato misure simili a quelle dei caffè della famosissima catena americana di caffetterie: Regular, Large e Extra Large.
Forse, come suggerisce l'articolo del The Atlantic, quel 45% del sondaggio (cioè quelli che indosserebbero, se avessero il coraggio, una taglia small di preservativi) dovrebbe smettere di vergognarsi, e «pretendete che l'offerta di preservativi soddisfi davvero le vostre esigenze».
http://donna.libero.it/sotto_le_lenzuola/aiuto-mi-si-e-ristretto-il-pene-colpa-inquinamento-misure-ormoni-ne2693.phtml
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