lunedì 17 maggio 2010

IL CASO GENCHI PELLERITO termovalorizzatori e........


Tolomeo Anzà Genchi Assessorato Territorio Sicilia
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AGGRESSIONE ALL'ASSESSORATO REGIONE SICILIA
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Archiviato procedimento contro genchi
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Assessorato regionale territorio per caso Ino Genchi

l’assessore al territorio e ambiente Di Mauro ha posto in essere l’ennesimo atto di protervia ed arroganza, in perfetta linea con il suo predecessore Sorbello, rifiutandosi di ricevere il segretario generale regionale della FP CGIL, peraltro dopo avere confermato un incontro richiesto formalmente dalla FP CGIL sulla vicenda del compagno Ino Genchi, motivando il rifiuto per la presenza di Ino Genchi.

La FP CGIL è determinata a porre fine a questa vicenda che vede un dirigente regionale, reo solo di avere svolto bene il suo dovere di dipendente pubblico, per le note vicende che conosciamo, ed ha indetto per mercoledì 19 Maggio alle ore 10 un sit-in di protesta davanti all’assessorato regionale al territorio e ambiente in via Ugo La Malfa.

E’ necessario assicurare la massima partecipazione all’iniziativa. I compagni del comparto dei regionali componenti gli organismi statutari possono utilizzare, per partecipare all’iniziativa, i permessi sindacali da richiedere preventivamente alla FP Palermo.

E’ superfluo sottolineare l’importanza dell’iniziativa che deve essere pubblicizzata e partecipata nel miglior modo possibile.

Franco Campagna




Il caso Genchi - Pellerito

  • La Giunta di Governo, con deliberazioni n. 116 e n. 117 del 03/04/2009, rimaste tuttavia prive dei successivi atti di esternalizzazione, ai sensi dellart. 10, comma 4, l.r. 10/2000, inibiva i dirigenti chim. dott.ri Gioacchino Genchi e Alessandro Pellerito, dal ricoprire, rispettivamente per anni 4 ed anni 2 a far data dal 08/06/2007, incarichi dirigenziali equivalenti a quelli ricoperti in precedenza, in applicazione dellart. 10, comma 4, l.r. 10/2000;

  • Le deliberazioni venivano adottate sulla base della relazione presentata dallAssessore pro tempore al Territorio e Ambiente Giuseppe Sorbello, n. 1405 del 02/04/2009; al riguardo si evidenzia che la relazione era pervenuta alla Giunta nella stessa mattina della seduta e non risultava neppure inserita tra gli argomenti allordine del giorno;

  • LAssessore Sorbello supportava la sua relazione con la nota n. 75 del 31/01/2008 a firma del DG pro tempore del Dipartimento Territorio e Ambiente arch. Pietro Tolomeo, la quale, in larga parte, altro non era che il condensato di due denunce presentate il 02/02/2007 e 03/05/2007 dal DG alla Procura della Repubblica di Palermo contro il dott. Genchi;

  • LAssessore Sorbello, pur a conoscenza da mesi degli esiti giudiziari delle denunce, non riferiva alla Giunta che le accuse dellarch. Tolomeo in realtà erano già state definite dalla Procura della Repubblica fatti infondati, attività in concreto non verificatesi ed erano state archiviate il 16/12/2008 dal GIP del Tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini, in quanto accuse inadeguate, incerte e contraddittorie. Anzi, lAssessore Sorbello rappresentava le accuse, da lui già sapute false, come sussistenti, e che esse integravano i presupposti stabiliti dal comma 4 dellart. 10 della L.R. 10/2000;

  • LAssessore Sorbello riferiva alla Giunta, falsamente, che i dott.ri Genchi e Pellerito avevano riportato una valutazione negativa per lattività svolta nel corso dellanno 2006, motivo per cui chiedeva lapplicazione delle sanzioni di cui allart. 10, comma 4, l.r. 10/2000. In realtà, i punteggi di 58.01 e 66.97 (peraltro fasulli, come si vedrà appresso) assegnati ai due dirigenti corrispondono nei Criteri di valutazione della dirigenza regionale per gli esercizi2004-2006 (pag. 13) a valutazione senza demerito, ma quel che più rileva in termini di gravità per i provvedimenti erroneamente adottati è che, sempre per i citati Criteri, solo al di sotto del su cennato punteggio di 50 punti lattività del dirigente va attentamente analizzata con riferimento a quanto previsto dallart. 10 della L.R. 10/2000. Ne consegue che la Giunta, se correttamente informata, non avrebbe disposto alcuna misura inibitoria nei confronti dei dott.ri Genchi e Pellerito poichè mancava ogni presupposto per lapplicazione dellart. 10;

  • LAssessore Sorbello, pur consapevole della palese incompatibilità dellarch. Tolomeo a trattare il procedimento nei confronti dei due dirigenti, per via delle reciproche denunce presentate alla Procura della Repubblica di Palermo, ne negava lobbligo di astensione previsto per la conduzione del giusto procedimento e per il principio di imparzialità, anzi, riferiva in maniera non veritiera alla Giunta che larch. Tolomeo non si era occupato del procedimento;

  • LAssessore Sorbello non riferiva alla Giunta che la valutazione dei due dirigenti era avvenuta in violazione dellart. 34, comma 5, del CCRL area della dirigenza, di cui al D.P.Reg. 22/06/2001 n. 10, e degli stessi Criteri generali di valutazione dei dirigenti del Dipartimento Territorio e Ambiente per gli esercizi 2004-2006, paragrafo 3.1, punto 5. Agli stessi non era stata fornita alcuna informazione sulla loro valutazione, con essi non era avvenuto alcun contraddittorio e le schede, che riportavano peraltro pesature di obiettivi mai concordate e sconosciute ai due dirigenti, risultavano ovviamente prive della loro firma.

  • LAssessore Sorbello non aveva verificato e quindi non aveva riferito alla Giunta che nel merito della valutazione i dott.ri Genchi e Pellerito erano stati destinatari di contestazioni ed addebiti privi di qualsiasi fondamento e di veridicità, come sarebbe stato facile accertare con la semplice lettura delle norme di riferimento presuntivamente violate, dalla documentazione reperibile finanche sullo stesso sito web dellAssessorato, nonchè su quello del Servizio di Documentazione Economica e Tributaria del Ministero delle Finanze;

  • A conferma dellinfondatezza e del travisamento della realtà dei fatti descritti nella citata nota n. 75 del 31/01/2008 a firma dellarch. Tolomeo e fatta propria dallAssessore Sorbello, la Procura della Repubblica di Palermo, rinviava a giudizio larch. Tolomeo, il 16/06/2009 proc. pen. n. 253/08 ed il 06/08/2009 proc. pen. n. 348, per il reato di cui allart. 594 commi 1 e 4 c.p. nei confronti dei dott.ri Genchi e Pellerito; i processi, con i due dirigenti parte offesa e costituitisi parte civile, hanno avuto inizio a novembre e dicembre 2009 e sono in corso;

  • Il Presidente della Regione, a distanza di quasi 4 mesi dalle Delibere di Giunta, rimaste, come già detto, prive dei successivi atti di esternalizzazione, accoglieva i ricorsi straordinari dei dott.ri Genchi e Pellerito, con i D.P.Reg. n. 280 e n. 281 del 26/07/2009, ed annullava i decreti con cui larch. Tolomeo aveva revocato i loro incarichi dirigenziali, conferendo contestuale, esplicito mandato al Dipartimento Territorio e Ambiente per lesecuzione dei provvedimenti. In ordine allesito dei D.P.Reg. venivano superati di fatto gli effetti delle Delibere di Giunta. Si rileva che a tuttoggi il Dipartimento Territorio e Ambiente ha omissivamente disatteso di eseguire il dettato dei due D.P.Reg.;

  • A seguito delle numerose istanze corredate da dettagliata documentazione, inviate dal dott. Genchi al DG del Dipartimento Territorio e Ambiente, allAssessore pro tempore del Territorio e Ambiente, agli Assessori pro tempore succedutisi allAssessorato alla Presidenza ed al DG del Dipartimento del Personale dellAssessorato alla Presidenza, e probabilmente anche in relazione allintervento informativo di questultimo Dipartimento con la nota n. 75/Ris del 05/11/2009, il DG del Dipartimento Territorio e Ambiente nominava, con disposizione DTA n. 85141 del 17/11/2009, una Commissione dindagine interna per laccertamento della regolarità del procedimento di valutazione, anno 2006, del dott. Genchi;

  • La Commissione dindagine, con relazioni n. 89747 del 04/12/2009 e n. 1607 del 13/01/2010, riferiva di avere accertato le irregolarità segnalate dai dott.ri Genchi e Pellerito e dalla dott.ssa Candido Conclusivamente il procedimento di valutazione anno 2006 non si era completato perché mancante della notifica allinteressato della valutazione contenente le esplicite motivazioni e del confronto con lo stesso ai fini della sua partecipazione al percorso di valutazionePer quanto sopra riportato, questa Commisione ha chiarezza circa i mancati adempimenti nella regolarità della procedura di valutazione dellanno 2006 come sopra evidenziato e riportato nella nota riservata prot. n. 89747 del 04/12/2009 ;

  • Il subentrato DG del Dipartimento Territorio e Ambiente, dott. Sergio Gelardi, con nota D.R.A. n. 89 del 03/02/2010, sovvertendo ogni acclarata evidenza e le stesse risultanze della Commissione dindagine, nonché stravolgendo persino loperato del precedente DG, avv. Rossana Interlandi, definito irrituale e inopportuno riguardo lavvio dellindagine interna (!), comunicava al dott. Genchi di non volere dare corso ad una rinnovazione del giudizio di valutazione come da sua originaria richiesta ai sensi della l.r. 10/91. Per stigmatizzare la consistenza delle affermazioni del dott. Gelardi basterebbe solo rilevare la tesi, a dir poco singolare, secondo la quale il contraddittorio sulla valutazione del dott. Genchi si sarebbe svolto circa 3 mesi prima della presentazione della sua relazione sulle attività 2006 (!).

Alla luce dei fatti esposti (accuse false e montate ad arte, dichiarazioni mendaci, valutazioni illegittime e fasulle, negazione di accertamenti d’indagini, ecc.), la cui gravità dovrebbe quantomeno suscitare riflessione ed interrogativi sui perché, sui fini e sugli autori della vicenda, non sarebbe un preciso compito dell’Amministrazione l’attivazione di ogni opportuna iniziativa per l’accertamento delle responsabilità ed il ripristino delle condizioni di trasparenza e legalità così impunemente violate e calpestate (iniziando, magari, dal ritiro delle citate Delibere di Giunta per mancanza assoluta dei presupposti di legge) ? Sarebbe un segnale ed una dimostrazione di coerenza e di discontinuità rispetto a tristi metodi di passata e recente memoria.

P.S. : Ad ulteriore conferma dei fatti sopra riferiti, con Ordinanza del 26/02/2010 il GIP del Tribunale di Palermo, Donatella Consiglio, in accoglimento della richiesta della Procura della Repubblica di Palermo, ha disposto l’archiviazione delle accuse formulate dall’arch. Tolomeo nei confronti dei dott.ri Genchi e Pellerito per il reato di cui all’art. 595 c.p. “giacchè le esaurienti e complete indagini preliminari portano alla esclusione della sussistenza della prova univoca del reato”. E’ l’ennesima riprova dell’attività calunniosa posta in essere in questi anni dall’arch. Tolomeo ai danni dei dott.ri Genchi e Pellerito.



  CGIL         image

FUNZIONE PUBBLICA SICILIA

Prot. n. 8739 Palermo, 18 febbraio 2010

All. 2

Dott.ssa Caterina Chinnici

Assessore regionale delle

Autonomie Locali e della

Funzione Pubblica

Avv. Giovanni Bologna

Dirigente Generale

Dipartimento regionale

Della Funzione Pubblica

E del Personale

LORO SEDI

OGGETTO: Irregolarità verificatesi nel processo di valutazione, anno 2006, di n. 3 dirigenti del Dipartimento Territorio Ambiente.

La scrivente FP CGIL chiede un incontro per conoscere quali iniziative di pertinenza dell’Assessore regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica possono essere intraprese per pervenire a una risoluzione definitiva delle irregolarità verificatesi nella gestione della valutazione, per l’anno 2006, di n. 3 dirigenti del Dipartimento Regionale Territorio Ambiente.

A tale fine la scrivente Organizzazione Sindacale ricorda che il Dipartimento del Personale si è già interessato della problematica in oggetto con nota prot. n. 81/Ris del 20/11/2009 (all. 1).

Successivamente, malgrado una apposita Commissione di indagine abbia accertato che si sono verificate delle irregolarità nel procedimento in oggetto, il Dipartimento Regionale dell’ Ambiente ha comunicato agli interessati di non volerne tenere conto e di ritenere di non dare corso ad una rinnovazione del giudizio di valutazione (all. 2: nota D.R.A. prot. n. 89 del 3/2/2010).

Ci si trova innanzi una conclusione palesemente inaccettabile che impone una immediata riconsiderazione anche al fine di evitare ulteriori contenziosi tra i dipendenti e l’Amministrazione regionale.

Distinti saluti. firmato l’originale

IL SEGRETARIO REGIONALE

Enzo Abbinanti

90145 Palermo – Via A. Casella, 7 – tel. 091.6810719 – fax 091.6813152 – E-mail: fp@sicilia.cgil.it

Sito internet: www.fpcgilsicilia.org



CGIL

FUNZIONE PUBBLICA SICILIA

Ordine del Giorno Direttivo Regionale 21/04/2010

Le dichiarazioni all’ARS del Presidente Lombardo, nei passaggi riguardanti l’illecita gestione dei rifiuti in Sicilia, con riferimento all’affare della costruzione dei 4 mega inceneritori, a quello dello smaltimento dei fanghi di risulta industriale operato da aziende tramite l’inglobamento in materiali laterizi, a quello degli impianti eolici, non possono che confermare e rafforzare le denunce presentate da tempo dalla CGIL FP e strettamente connesse alla situazione dei 3 dirigenti dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, Gioacchino Genchi, Alessandro Pellerito ed Assunta Candido, i quali da oltre 3 anni sono stati e sono ancora oggetto di gravissimi abusi e di discriminazioni sul posto di lavoro, proprio per le stesse questioni sollevate soltanto ora dal Presidente della Regione.

Ciò che Lombardo denuncia nel 2010 è da anni il terreno di scontro che ha visto protagonisti i 3 dirigenti come vittime-bersaglio di ostracismi e vessazioni di ogni tipo in episodi assurti anche alla cronaca della stampa nazionale televisiva e della rete.

Genchi e Pellerito (entrambi chimici) e Candido (biologa) dal 2007 sono privati dei loro incarichi dirigenziali e tenuti senza alcun carico di lavoro in una sorta di tentativo di annientamento del loro bagaglio professionale e della dignità personale, sottoposti ad accuse tanto fantasiose quanto fasulle, tali rivelatesi sia in sede giudiziaria che amministrativa, come da ultimo confermato persino da una Commissione d’indagine interna da loro stessi ripetutamente richiesta ed infine ottenuta.

In realtà, i 3 dirigenti pagano per la loro non malleabilità nel lavoro quotidiano d’ufficio e per avere assunto, giusto su rilevanti pratiche da loro trattate (Distilleria Bertolino, inceneritori, impianti ad energia eolica), valutazioni di ordine tecnico di non asservimento alle posizioni dominanti della politica governativa e dei vertici burocratici dell’Amministrazione.

Basta solo ricordare che per alcune di tali questioni gli affari in gioco riguardavano e riguardano una movimentazione di denaro stimabile in svariati miliardi di euro, con i tutti i risvolti e gli appetiti di carattere politico-burocratico-affaristico-mafioso che un vorticoso giro di interessi di questa consistenza può comportare nella nostra Regione, come adesso è costretto tardivamente ad ammettere lo stesso Presidente Lombardo.

Allora, se Lombardo vuole dare un segnale ritiri con effetto immediato le Delibere di Giunta, architettate e fondate persino su attestazioni e documenti falsi e travisati, con le quali sono state irrogate le ingiuste ed illegittime sanzioni nei confronti dei dirigenti Genchi e Pellerito.

Lombardo faccia applicare i suoi stessi Decreti con i quali ha accolto i ricorsi di Genchi e Pellerito contro la revoca dei loro contratti d’incarico, che da oltre 9 mesi sono omissivamente ed inspiegabilmente disattesi dai vertici del Dipartimento Territorio e Ambiente.

Per la CGIL FP si tratta di fatti gravi e non più tollerabili, addirittura paradossali se si considera che un Ufficio dell’Amministrazione si permette di non ottemperare impunemente ad un giudicato del Presidente della Regione.

La CGIL FP chiede la risoluzione definitiva delle irregolarità operate a danno dei 3 dirigenti, un danno che per qualcuno di loro ha assunto anche caratteri fisici ed ha comportato l’insorgenza di una grave patologia invalidante.

La CGIL FP chiede l’immediato reintegro dei dirigenti Genchi, Pellerito e Candido nei loro incarichi, nonchè l’accertamento delle responsabilità e dei responsabili coinvolti a tutti i livelli nella vicenda.

Approvato all’unanimità

90145 Palermo – Via A. Casella, 7 – tel. 091.6810719 – fax 091.6813152 – E-mail: fp.sicilia@mail.cgil.it

Sito internet: www.fpcgilsicilia.it



Quei termovalorizzatori mai costruiti 'puzzano' di mafia

La "denuncia" di Lombardo e "l'affare più grande che in Sicilia si sia concepito"



La Guardia di finanza, coordinata dalla Procura di Palermo che ha aperto un'inchiesta su presunte infiltrazioni mafiose nell'affare dei termovalorizzatori in Sicilia, ha eseguito ieri alcune perquisizioni nelle sedi di tutte le associazioni temporanee di impresa, delle società consortili e delle agenzie pubbliche interessate alla costruzione degli inceneritori. Le perquisizioni sono state effettuate a Milano, Roma, Palermo, Cagliari, Caltanissetta, Enna e Agrigento. Gli inquirenti avrebbero già riscontrato alcune anomalie nell'ambito degli ingenti flussi finanziari attorno all'operazione dei termovalorizzatori e adesso stanno indagando per verificare non solo l'esistenza di infiltrazioni della mafia ma anche di eventuali episodi di corruzione e altre irregolarità.
La Procura di Palermo sta indagando sul bando di gara per la realizzazione di quattro termovalorizzatori - uno a Bellolampo (Palermo), uno a Casteltermini (Agrigento), Paternò (Catania) e Augusta (Siracusa) - mentre nei giorni scorsi il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo aveva denunciato più volte, attraverso la stampa, che dietro ai termovalorizzatori c'erano anche ingenti interessi delle cosche mafiose e per questo aveva consegnato una memoria alla Procura. "Quello dei termovalorizzatori è l'affare del secolo, il più grande che in Sicilia si sia concepito [...] La mafia si è infilata in un sistema che le avrebbe consentito [...] un affare che avrebbe fruttato, chi dice cinque, chi dice sette miliardi di euro, e una rendita annua di centinaia di milioni di euro per i prossimi 20-30 anni", aveva denunciato Lombardo parlando all'Ars un mese fa della sua vicenda giudiziaria (LEGGI).
Tra le aziende perquisite la Falck, che capeggiava tre dei quattro raggruppamenti di impresa assegnatari dell'appalto, la Daneco Gestione Impianti e l'ente appaltante: l'Arra, l'Agenzia Regionale Rifiuti ed Acque. Perquisita anche la Altacoen, ditta ennese, ammessa alla gara anche se priva di certificato antimafia, della quale il Governatore aveva parlato particolarmente, un'impresa indicata come vicina al boss Nitto Santapaola che avrebbe dovuto realizzare il termovalorizzatore di Paternò.


La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Palermo in un comunicato ha aggiunto che la vicenda dei termovalorizzatori, che ha avuto inizio con le gare d'appalto indette nel 2002 dall'allora commissario straordinario per l'emergenza rifiuti - l'allora presidente della regione Sicilia, Salvatore Cuffaro -, è "già nota alle cronache a motivo dell'annullamento, decretato dall'Alta Corte di Giustizia Europea, poi intervenuto in esito alla mancata attuazione delle procedure europee per il bando di gara". Dopo le dimissioni dell'ex governatore Cuffaro, il nuovo governo di Raffaele Lombardo ha deciso di sospendere il piano dei rifiuti e di annullare le gare per i termovalorizzatori.
Le due imprese che vinsero la gara d'appalto sono Actelios del gruppo Falck, che avrebbe dovuto realizzare tre impianti, e Waste, incaricata per il quarto. Non è ancora stato possibile avere un commento di Waste mentre Actelios ha dichiarato di aver consegnato alla Guardia di Finanza la documentazione richiesta: "Actelios SpA [...] comunica, in merito a un'indagine contro ignoti, di aver consegnato alla Guardia di Finanza tutta la documentazione inerente la partecipazione alla procedura ad evidenza pubblica del 9 agosto 2002, richiesta nell'ambito delle attività di acquisizione dei documenti presenti all'interno delle proprie sedi".

E intanto ieri sera il governatore siciliano Raffaele Lombardo è stato sentito, come "persona informata sui fatti", dai pm di Palermo che indagano proprio sulle presunte infiltrazioni mafiose e irregolarità nella realizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia. Lombardo ha risposto alle domande dei sostituti Nino Di Matteo e Sergio De Montis e dell'aggiunto Leonardo Agueci.
Il presidente, sentito per un paio d’ore dai magistrati, ha chiarito alcuni punti dell’esposto presentato in marzo dall’assessore all’Energia del suo governo, Pier Carmelo Russo, dove si faceva riferimento ai costi esorbitanti della gestione commissariale dei rifiuti nell'Isola (209 milioni di euro, 40 dei quali assorbiti dalla macchina burocratica) e si ricostruiva l'iter, iniziato nel 2002 con il Piano regionale sulla gestione dei rifiuti, che ha condotto al progetto di quattro mega termovalorizzatori.
Dall'interrogatorio reso ieri sera da Lombardo, sarebbero emerse, come apprende l'Adnkronos, "informazioni utili".


L'INCHIESTA - La lunga storia dei termovalorizzatori siciliani, finiti sotto inchiesta prima ancora di essere realizzati, potrebbe essere scritta nell’enorme mole di documenti sequestrati ieri dalla Guardia di Finanza. Centinaia di pagine acquisite dalle Fiamme Gialle negli archivi delle società che si aggiudicarono la gara per la costruzione - poi annullata dalla Corte di Giustizia Europea - che potrebbero rivelare un accordo spartitorio tra imprenditori interessati ad accaparrarsi i lavori, presunte infiltrazioni mafiose e funzionari pubblici compiacenti pronti a chiudere un occhio in cambio di tangenti. Un affare da 4 miliardi di euro stoppato da una sentenza che, nel 2007, bocciò la gara per difetto di publicizzazione. Ma secondo i pm della Dda di Palermo ci sarebbe ben altro che vizi di forma.
La vicenda dei termovalorizzatori emerge in diverse inchieste: quella per concorso esterno in associazione mafiosa a carico dell’ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro; quella sul progetto di realizzazione dell’inceneritore di Bellolampo. Spunti investigativi messi insieme dai pm dopo la presentazione in Procura di un dossier sugli impianti da parte dell’assessore regionale all’Energia Russo, più volte sentito dai magistrati e dopo la denuncia del Governatore. Il dossier del governo regionale, dunque, è l’ultimo campanello d’allarme che induce i pm a disporre un’indagine generale su tutti e quattro gli impianti. E per far luce sul business incompiuto, definito da Lombardo "l’affare del secolo", la Procura ha delegato alla Finanza la perquisizione delle sedi di tutte le associazioni temporanee di impresa vincitrici della gara, delle società consortili e dell’Arra, l’agenzia regionale dei rifiuti e delle acque che fu l’ente appaltante.

L’ipotesi investigativa è quella di un accordo di cartello tra le quattro Ati aggiudicatarie che, con la compiacenza di funzionari pubblici a cui sarebbero andate tangenti, si sarebbero spartite a tavolino i lavori e poi, dopo la bocciatura europea, avrebbero fatto andare deserte le gare successive per indurre la Regione ad abbandonare la strada del bando pubblico. Un’intesa, quella ipotizzata, che risalirebbe a prima del 2002 quando, attraverso l’Arra, la Regione bandì la gara. Della vicenda si occuparono l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, in qualità di commissario straordinario dell’emergenza rifiuti, e il suo vice Felice Crosta. Ad aggiudicarsi l’appalto furono quattro raggruppamenti di imprese: la Pea di cui faceva parte la Safab, poi coinvolta in un’inchiesta di corruzione, la Platani Energia Ambiente, la Tifeo e la Sicil Power. Tre Ati erano capeggiate dal gruppo Falck e uno da Waste Italia. Diversi i punti da chiarire: dalla partecipazione alla gara di un’impresa, la Altecoen, priva di certificazione antimafia – la ditta venne estromessa, ma la gara proseguì -, alla costituzione delle Ati in presenza dello stesso notaio. E ancora i criteri scelti per l’individuazione dei siti sui quali dovevano sorgere i termovalorizzatori: Palermo, Casteltermini, Augusta e Paternò. Aree individuate, su previsione del bando, dalle stesse ditte che avevano presentato le offerte teoricamente al buio senza la minima sovrapposizione territoriale. La gara fu però annullata dalla Corte di Giustizia Europea che contestò il mancato rispetto della procedura di evidenza pubblica imposta dalla direttive europee. Le due successive bandite l’anno scorso sono andate deserte.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, Reuters.it, AGI]

- Termovalorizzatori siciliani: tutto da rifare (Guidasicilia, 23/07/08)

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