venerdì 28 maggio 2010

C.S

*Caro "Sindaco" Prof Gaspare Portobello Mafia o Antimafia?
*Non chiamiamoli più rifiuti!
*ATO IDRICO PA 1 Assemblea 7 8 giugno 2010
*Lavoro, protesta dei precari degli enti locali
*La manovra finanziaria " Lacrime e sangue"
*La Sicilia Le maggioranze Trasversali sul Servizio Idrico ARIA FRITTA
*Isola delle Femmine Distributore di benzina al Porto Pescatori o Diportisti?
*Italcementi, non condanniamo la torre alta 120 metri
*I Beni Comuni nello spezzatino del Federalismo
*Donatella Costa Lettera al Presidente regione Sicilia Raffaele Lombardo
*Libertà di Stampa e Regime
*La munnezza di Isola delle Femmine vale tanto oro quanto pesa
*SiciliaMafiopoli: IL CASO GENCHI PELLERITO termovalorizzatori e........
*TRASFERIMENTO DEFINITIVO ALL’ATO PA1 DI ALCUNI DIPENDENTI Delibera impegno riassunnzione da parte dei Comuni
*Mi Illumino di Incenso
*SINDACO: Punito perchè virtuoso
*Lombardo: "Ecco i nemici del cambiamento"
*Corte dei Conti INDAGINE funzionamento ATO PA 1
*ATO Rifiuti Sentenza Corte Conti Tariffe Competenza Comuni
*ATO Idrico Pa1 Struttura tariffa e agevolazioni
*FEDERALISMO Demaniale
*Piccolo apologo sul paese illegale
*Indagato il sindaco Cammarata per la discarica di Bellolampo
*Sicilia i Termovaloroizzatori "puzzano" di mafia





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EMERGENZA RIFIUTI A PALERMO

IL CAPOLAVORO DEGLI INCAPACI

 

Il capolavoro è compiuto. Palermo non riuscirà ad evitare entro l’autunno una emergenza ambientale e sanitaria dovuta a impossibilità di raccogliere e smaltire i rifiuti prodotti: è quanto si deduce dalle dichiarazioni dei commissari oggi in una conferenza stampa. Quindi si riproduce una situazione simile a quella di Napoli. Presumibile che, stando alle dichiarazioni di diversi rappresentanti del Governo, ci sarà un intervento per imporre alla nostra regione l’incenerimento dei rifiuti, che in attesa dei nostri impianti  saranno trasportati altrove per incenerirli (in Germania prima però li selezionano accuratamente).

Non basta: il percolato, un concentrato di sostanze tossiche,  pare che abbia formato un lago sotto la discarica e che, forse, sfiori le centomila tonnellate (!). Solo un miracolo della natura ha evitato probabilmente che un terreno fortemente permeabile non abbia ancora inquinato in modo irreparabile le falde che alimentano le sorgenti del Gabriele e i diversi pozzi della zona. La magistratura intanto indaga e noi aspettiamo.

Tutto questo era facilmente prevedibile e noi lo abbiamo più volte denunciato. Anche oggi ci poniamo domande a cui non sappiamo rispondere.

Perché la raccolta differenziata porta a porta a Palermo è gestita dal Prefetto e dal CONAI, finanziata e progettata dal Ministero dell’Ambiente, mentre l’AMIA presta solo la manodopera? Perché il Piano industriale dell’AMIA firmato dal direttore generale del Comune di Palermo in qualità di Commissario dell’Azienda non ha un programma concreto di estendere la Raccolta differenziata porta a porta a tutta la città? Come pensava l’ing. Lo Cicero di rispettare gli obblighi imposti dalla normativa nazionale e regionale di raggiungere il 50% di R.D. entro il 2015?

Perché bisogna aspettare il 2015 per commissariale ATO e Comuni che non fanno la Raccolta Differenziata? Non si sa già oggi che il traguardo si raggiunge solo se immediatamente le amministrazioni si mettono a lavorare in questa direzione? Gli esempi virtuosi del trapanese, delle Madonie, degli ATO di Caltagirone e Sciacca non insegnano nulla ai nostri amministratori?

Parlare di inceneritori e discariche  e ignorare, come fa il sindaco di Palermo, che il vero cuore del problema è la mancanza di raccolta differenziata fatta bene, non è fare gli interessi dei siciliani.

Noi abbiamo apprezzato la nuova legge sui rifiuti dell’aprile scorso varata all’unanimità dal parlamento siciliano. Ma le parole non bastano, ci vogliono fatti. La potente struttura della ex Agenzia venga utilizzata per fare quello che doveva fin dalla sua nascita: far rispettare dagli ATO e dai Comuni la normativa europea, nazionale e regionale; i rifiuti devono essere raccolti separatamente e riciclati. In quattro anni si può arrivare al 60 % di raccolta e riciclaggio dei rifiuti ed in questo caso è possibile ipotizzare una impiantistica alternativa all’incenerimento di gran lunga meno costosa ed inquinante. Avviare un inceneritore richiede dai quattro anni in su. Allora perché stare a guardare?

Vorremmo risposte alle nostre domande non politiche e inconcludenti, ma manageriali.

 

 

Palermo 26 maggio 2010

 

 


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