martedì 25 maggio 2010

Donatella Costa Lettera al Presidente regione Sicilia Raffaele Lombardo

*Caro "Sindaco" Prof Gaspare Portobello Mafia o Antimafia?
*Non chiamiamoli più rifiuti!
*ATO IDRICO PA 1 Assemblea 7 8 giugno 2010
*Lavoro, protesta dei precari degli enti locali
*La manovra finanziaria " Lacrime e sangue"
*La Sicilia Le maggioranze Trasversali sul Servizio Idrico ARIA FRITTA
*Isola delle Femmine Distributore di benzina al Porto Pescatori o Diportisti?
*Italcementi, non condanniamo la torre alta 120 metri
*I Beni Comuni nello spezzatino del Federalismo
*Donatella Costa Lettera al Presidente regione Sicilia Raffaele Lombardo
*Libertà di Stampa e Regime
*La munnezza di Isola delle Femmine vale tanto oro quanto pesa
*SiciliaMafiopoli: IL CASO GENCHI PELLERITO termovalorizzatori e........
*TRASFERIMENTO DEFINITIVO ALL’ATO PA1 DI ALCUNI DIPENDENTI Delibera impegno riassunnzione da parte dei Comuni
*Mi Illumino di Incenso
*SINDACO: Punito perchè virtuoso
*Lombardo: "Ecco i nemici del cambiamento"
*Corte dei Conti INDAGINE funzionamento ATO PA 1
*ATO Rifiuti Sentenza Corte Conti Tariffe Competenza Comuni
*ATO Idrico Pa1 Struttura tariffa e agevolazioni
*FEDERALISMO Demaniale
*Piccolo apologo sul paese illegale
*Indagato il sindaco Cammarata per la discarica di Bellolampo
*Sicilia i Termovaloroizzatori "puzzano" di mafia







Non sono IO il PUPO
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Pregiatissimo Presidente della Regione Sicilia


Raffaele Lombardo

Quando ero una ragazzina e le ferrovie erano solo dello Stato, non mi capacitavo del perché avessimo in Sicilia carrozze del periodo postbellico, mentre nelle città del nord, come Bologna o Milano, si poteva viaggiare dentro comodi e modernissimi vagoni. E perché in generale i servizi del nord erano più efficienti e, secondo il linguaggio che si può avere a quell’età, giudicati da me più belli.
La bellezza, signor Presidente, è una componente essenziale del benessere. E se esistono bellezza e benessere, se ne può trarre solo guadagno.
A questa Sicilia va restituita e garantita bellezza e benessere, e occorrono persone disposte a battersi per questi valori.
Faccio parte di un’organizzazione, che vuole essere non soltanto ambientalista, ma che si propone con un progetto e obiettivi molto precisi, Rifiuti Zero.
Rifiuti Zero significa in primis che i rifiuti non sono roba da gettare via o peggio da bruciare, ma da riutilizzare. Significa che con una corretta gestione, raccolta, recupero e riciclo, i rifiuti costituiscono una risorsa per il mondo occupazionale. Siamo in grado di dimostrarle che in Sicilia si creerebbero non meno di 15.000 nuovi posti di lavoro. Ma questo Lei lo sa bene.
Ed è per questo che Le scrivo per la seconda volta. Nella mia prima lettera, facevo leva sul Suo impegno politico autonomista, invitandola a non cedere alle lusinghe di quegli imprenditori del nord, i cui cognomi finiscono per Oni, Ini, Atti, che non a caso sono proprio gli stessi imprenditori che ci vogliono “impaccare” i loro modernissimi, “sicurissimi”, impianti di incenerimento. Loro sponsor e promoter, il sindaco Cammarata, la ministra siciliana Prestigiacomo, e in testa Berlusconi. Dopo la dichiarazione di quest’ultimo di qualche giorno fa, è accaduto qualcosa. Si è palesata la Sua disposizione difensiva.
Sono consapevole in quali brutte acque si trova, e da un punto di vista strettamente umano, non posso che comprendere la Sua ricattabile posizione.
Vede Pregiatissimo Presidente, a nome di tutti i siciliani, anche di quelli meno interessati e consapevoli, non posso che ringraziarla per averci concesso qualche minuto di illusione. Illusione che con un presidente autonomista, questa terra potesse mostrarsi come esempio di alternative ai dictat del Governo centrale. Mi riferisco alla possibilità di lasciare che l’acqua venga ben gestita dai siciliani , che il ciclo dei rifiuti venga gestito in maniera trasparente, funzionale e senza nuocere alla salute dei cittadini, e che mai si costruiranno centrali nucleari e depositi di scorie che graveranno sulle generazioni future.
Attraverso la nuova legge regionale, si intravedeva la prospettiva di un cambiamento che avrebbe potuto dare delle grandi soddisfazioni alla terra di Sicilia, che avrebbe potuto essere apripista per lo sviluppo della strategia Rifiuti Zero a livello nazionale.
Tuttavia, con le sue ambigue dichiarazioni, si è riaperto il fronte. Persino Realacci, che una volta era ambientalista (o diceva di esserlo), oggi afferma che gli inceneritori ci vogliono.
Quelle dichiarazioni del presidente del Consiglio sono state da noi, sensibili alla questione, vissute come una dichiarazione di guerra. E Lei ha ritenuto di rispondere ufficialmente di non essere contrario alla produzione di energia elettrica, con altri metodi tecnologici. Era all’eolico, al solare e al fotovoltaico, al geotermico, tutte possibilità offerte generosamente dalla nostra terra, che si stava riferendo? Mi auguro di si.
Non si stava riferendo al metodo più dannoso, antieconomico e assurdo di produrre energia, costituito dalle varie forme di incenerimento dei rifiuti?
Se Berlusconi intenderà imporre ciò che è accaduto in Campania, troverà un fronte deciso di no. Abbiamo la legge approvata e il buon senso, dalla nostra parte. Anche questo Lei lo sa pure.
Ed io so che se, con un vero colpo di stato, si militarizzerà il territorio siciliano sotto l’egida della protezione civile (che paradosso), io sarò fra quelli che prenderà le manganellate sulla testa. E non le prenderò solo per i miei figli, ma anche per i Suoi, Pregiatissimo Presidente.
La mia delusione consiste nel pensare che dovrò attendere ancora molto prima di vedere questa terra amata e ricca di munificenze, come lo fu ai tempi dello Stupor Mundi, di quel Federico II di Svevia, che ebbe il coraggio di mettersi contro il potere papale.
Sono certa, signor Presidente, che Lei rifletterà e si renderà conto che ha ancora la possibilità di evitare di essere ricordato come uno dei tanti presidenti che questa terra ha dovuto subire.

Donatella Costa, Rifiuti Zero Palermo

Palermo, 25 maggio 2010

Quei termovalorizzatori mai costruiti 'puzzano' di mafia

La "denuncia" di Lombardo e "l'affare più grande che in Sicilia si sia concepito"



La Guardia di finanza, coordinata dalla Procura di Palermo che ha aperto un'inchiesta su presunte infiltrazioni mafiose nell'affare dei termovalorizzatori in Sicilia, ha eseguito ieri alcune perquisizioni nelle sedi di tutte le associazioni temporanee di impresa, delle società consortili e delle agenzie pubbliche interessate alla costruzione degli inceneritori. Le perquisizioni sono state effettuate a Milano, Roma, Palermo, Cagliari, Caltanissetta, Enna e Agrigento. Gli inquirenti avrebbero già riscontrato alcune anomalie nell'ambito degli ingenti flussi finanziari attorno all'operazione dei termovalorizzatori e adesso stanno indagando per verificare non solo l'esistenza di infiltrazioni della mafia ma anche di eventuali episodi di corruzione e altre irregolarità.
La Procura di Palermo sta indagando sul bando di gara per la realizzazione di quattro termovalorizzatori - uno a Bellolampo (Palermo), uno a Casteltermini (Agrigento), Paternò (Catania) e Augusta (Siracusa) - mentre nei giorni scorsi il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo aveva denunciato più volte, attraverso la stampa, che dietro ai termovalorizzatori c'erano anche ingenti interessi delle cosche mafiose e per questo aveva consegnato una memoria alla Procura. "Quello dei termovalorizzatori è l'affare del secolo, il più grande che in Sicilia si sia concepito [...] La mafia si è infilata in un sistema che le avrebbe consentito [...] un affare che avrebbe fruttato, chi dice cinque, chi dice sette miliardi di euro, e una rendita annua di centinaia di milioni di euro per i prossimi 20-30 anni", aveva denunciato Lombardo parlando all'Ars un mese fa della sua vicenda giudiziaria (LEGGI).
Tra le aziende perquisite la Falck, che capeggiava tre dei quattro raggruppamenti di impresa assegnatari dell'appalto, la Daneco Gestione Impianti e l'ente appaltante: l'Arra, l'Agenzia Regionale Rifiuti ed Acque. Perquisita anche la Altacoen, ditta ennese, ammessa alla gara anche se priva di certificato antimafia, della quale il Governatore aveva parlato particolarmente, un'impresa indicata come vicina al boss Nitto Santapaola che avrebbe dovuto realizzare il termovalorizzatore di Paternò.


La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Palermo in un comunicato ha aggiunto che la vicenda dei termovalorizzatori, che ha avuto inizio con le gare d'appalto indette nel 2002 dall'allora commissario straordinario per l'emergenza rifiuti - l'allora presidente della regione Sicilia, Salvatore Cuffaro -, è "già nota alle cronache a motivo dell'annullamento, decretato dall'Alta Corte di Giustizia Europea, poi intervenuto in esito alla mancata attuazione delle procedure europee per il bando di gara". Dopo le dimissioni dell'ex governatore Cuffaro, il nuovo governo di Raffaele Lombardo ha deciso di sospendere il piano dei rifiuti e di annullare le gare per i termovalorizzatori.
Le due imprese che vinsero la gara d'appalto sono Actelios del gruppo Falck, che avrebbe dovuto realizzare tre impianti, e Waste, incaricata per il quarto. Non è ancora stato possibile avere un commento di Waste mentre Actelios ha dichiarato di aver consegnato alla Guardia di Finanza la documentazione richiesta: "Actelios SpA [...] comunica, in merito a un'indagine contro ignoti, di aver consegnato alla Guardia di Finanza tutta la documentazione inerente la partecipazione alla procedura ad evidenza pubblica del 9 agosto 2002, richiesta nell'ambito delle attività di acquisizione dei documenti presenti all'interno delle proprie sedi".

E intanto ieri sera il governatore siciliano Raffaele Lombardo è stato sentito, come "persona informata sui fatti", dai pm di Palermo che indagano proprio sulle presunte infiltrazioni mafiose e irregolarità nella realizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia. Lombardo ha risposto alle domande dei sostituti Nino Di Matteo e Sergio De Montis e dell'aggiunto Leonardo Agueci.
Il presidente, sentito per un paio d’ore dai magistrati, ha chiarito alcuni punti dell’esposto presentato in marzo dall’assessore all’Energia del suo governo, Pier Carmelo Russo, dove si faceva riferimento ai costi esorbitanti della gestione commissariale dei rifiuti nell'Isola (209 milioni di euro, 40 dei quali assorbiti dalla macchina burocratica) e si ricostruiva l'iter, iniziato nel 2002 con il Piano regionale sulla gestione dei rifiuti, che ha condotto al progetto di quattro mega termovalorizzatori.
Dall'interrogatorio reso ieri sera da Lombardo, sarebbero emerse, come apprende l'Adnkronos, "informazioni utili".


L'INCHIESTA - La lunga storia dei termovalorizzatori siciliani, finiti sotto inchiesta prima ancora di essere realizzati, potrebbe essere scritta nell’enorme mole di documenti sequestrati ieri dalla Guardia di Finanza. Centinaia di pagine acquisite dalle Fiamme Gialle negli archivi delle società che si aggiudicarono la gara per la costruzione - poi annullata dalla Corte di Giustizia Europea - che potrebbero rivelare un accordo spartitorio tra imprenditori interessati ad accaparrarsi i lavori, presunte infiltrazioni mafiose e funzionari pubblici compiacenti pronti a chiudere un occhio in cambio di tangenti. Un affare da 4 miliardi di euro stoppato da una sentenza che, nel 2007, bocciò la gara per difetto di publicizzazione. Ma secondo i pm della Dda di Palermo ci sarebbe ben altro che vizi di forma.
La vicenda dei termovalorizzatori emerge in diverse inchieste: quella per concorso esterno in associazione mafiosa a carico dell’ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro; quella sul progetto di realizzazione dell’inceneritore di Bellolampo. Spunti investigativi messi insieme dai pm dopo la presentazione in Procura di un dossier sugli impianti da parte dell’assessore regionale all’Energia Russo, più volte sentito dai magistrati e dopo la denuncia del Governatore. Il dossier del governo regionale, dunque, è l’ultimo campanello d’allarme che induce i pm a disporre un’indagine generale su tutti e quattro gli impianti. E per far luce sul business incompiuto, definito da Lombardo "l’affare del secolo", la Procura ha delegato alla Finanza la perquisizione delle sedi di tutte le associazioni temporanee di impresa vincitrici della gara, delle società consortili e dell’Arra, l’agenzia regionale dei rifiuti e delle acque che fu l’ente appaltante.

L’ipotesi investigativa è quella di un accordo di cartello tra le quattro Ati aggiudicatarie che, con la compiacenza di funzionari pubblici a cui sarebbero andate tangenti, si sarebbero spartite a tavolino i lavori e poi, dopo la bocciatura europea, avrebbero fatto andare deserte le gare successive per indurre la Regione ad abbandonare la strada del bando pubblico. Un’intesa, quella ipotizzata, che risalirebbe a prima del 2002 quando, attraverso l’Arra, la Regione bandì la gara. Della vicenda si occuparono l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, in qualità di commissario straordinario dell’emergenza rifiuti, e il suo vice Felice Crosta. Ad aggiudicarsi l’appalto furono quattro raggruppamenti di imprese: la Pea di cui faceva parte la Safab, poi coinvolta in un’inchiesta di corruzione, la Platani Energia Ambiente, la Tifeo e la Sicil Power. Tre Ati erano capeggiate dal gruppo Falck e uno da Waste Italia. Diversi i punti da chiarire: dalla partecipazione alla gara di un’impresa, la Altecoen, priva di certificazione antimafia – la ditta venne estromessa, ma la gara proseguì -, alla costituzione delle Ati in presenza dello stesso notaio. E ancora i criteri scelti per l’individuazione dei siti sui quali dovevano sorgere i termovalorizzatori: Palermo, Casteltermini, Augusta e Paternò. Aree individuate, su previsione del bando, dalle stesse ditte che avevano presentato le offerte teoricamente al buio senza la minima sovrapposizione territoriale. La gara fu però annullata dalla Corte di Giustizia Europea che contestò il mancato rispetto della procedura di evidenza pubblica imposta dalla direttive europee. Le due successive bandite l’anno scorso sono andate deserte.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, Reuters.it, AGI]

- Termovalorizzatori siciliani: tutto da rifare (Guidasicilia, 23/07/08)


*Caro "Sindaco" Prof Gaspare Portobello Mafia o Antimafia?

*“Possiamo sempre fare qualcosa”. In memoria di Giovanni Falcone?

*DISTRIBUTORE BENZINA AL PORTO DI ISOLA?

*I TURISTI SCAPPANO DA ISOLA DELLE FEMMINE

SICILIA RIFIUTI: ** Rifiuti in Sicilia, un dossier anonimo
*Donatella Costa Lettera al Presidente regione Sicilia Raffaele Lombardo
*Candidato alle elezioni amministrative anche un nipote del boss


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Isola Pulita

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Isola delle Femmine Consiglio Comunale Bilancio Previsione 2010 6 maggio 2010

*“Sono disposta a vendere una delle mie ville per disporre dei fondi necessari a impedire il successo delle liste avversarie da quella di Portobello


Isola delle Femmine: **Isola delle Femmine Consiglio Comunale Bilancio Previsione 2010 6 maggio 2010

Sicilia Mafiopoli: ** IL CASO GENCHI PELLERITO termovalorizzatori e........

*
Consiglio Comunale Isola delle Femmine "infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione"

*
Isola delle Femmine Consiglio Comunale Bilancio Previsione 2010 6 maggio 2010

*Arrestato Il Sindaco è accusato di peculato, falso, abuso d'ufficio, truffa aggravata e violazioni al Testo unico in materia edilizia


*Consiglio Comunale Isola delle Femmine 1 febbraio 2010 Rinascita Isolana: Le Vostre collusioni con i POTERI FORTI

*
Isola delle Femmine 16 Gennaio 2010 Rinascita isolana Denuncia il Segretario dr. Scafidi

*Consiglio Comunale 18/9/09 Interrogazioni. Croce Antonio Ato Idrico Associazione Protezione Civile Maggioli

*
Consiglio Comunale Isola delle Femmine 6 Agosto 2009 Rinascita Isolana: "Assessore" CUTINO dimettiti Revocate l'incarico al geom Impastato

*
Bilancio di previsione 2010 proroga al 30 giugno

*La solidarietà dalle Valle dei Templi


*Morte di un Siciliano

*Isola Ecologica di Isola finanziata dalla C.E., Ditta Zuccarello, AL.TA. Borgetto, ATO/PA1?
Dr. Croce, Bruno, geologo Cutino,Puglisi, Ing. Francavilla Arch Licata, M.A.M. s.n.c., geom Dionisi.........

*SEQUESTRATE LE SCHEDE ELETTORALI

*
CONSULENZE e..............

*I PACCHI DELL'AMBIENTALISTA rosso-verde-arancione

*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche

*M.A.M. s.n.c. Progetto di Variante ed Elezioni Amministrative

*Consiglio Comunale Su ATO rifiuti e Ripubblicizzazione Acqua Bene Comune

*La Sicilia Le maggioranze Trasversali sul Servizio Idrico ARIA FRITTA

*Angela Corica

*LA CRICCA DEGLI APPALTI

*La munnezza di Isola delle Femmine vale tanto oro quanto pesa

*DELIBERE DELLA GIUNTA PORTOBELLO 2010

*DELIBERE CONSIGLIO COMUNALE

*Rapporto ecomafia 2008 - Sicilia, ciclo dei rifiuti, la monnezza è “Cosa Nostra”

*
Controllo su atti Enti Locali Circolari e Legge Regionale 44/1991

*
U.R.P. Isola delle Femmine inadempiente pag 7

*
Ingegnere Francavilla Stefano

*
APPROVATI CANTIERI DI LAVORO

*
Ingegnere Lascari Gioacchino

*
Ingegnere Lascari Gioacchino Scalici

*C.E n.03-2010 - Enea Orazio Ing Lascari

*C
onsulenti Geologi Eletti

*
Dr. Marcello Cutino geologo

*
Cutino dr. Marcello Pet-coke Portobello DIMISSIONI

*Consiglio Comunale Isola delle Femmine 6 Agosto 2009 Rinascita Isolana: "Assessore" CUTINO dimettiti Revocate l'incarico al geom Impastato

*
Minagra dr. Vincenzo Biologo

*Minagra dr. Vincenzo Consulente ambientale del Sindaco Portobello

*
Le acque d’oro di Ambiente e Sicurezza Dr. Minagra

*Vincenzo dr. Minagra Pet-coke Cutino Portobello

*
I COSTI DELLA POLITICA INCARICHI DIRIGENZIALI A LAVORATORI PRECARI

*
Vigilanza e controllo degli enti locali - Ufficio ispettivo


*ISOLA ecologica PIANO Levante CANTIERI lavoro M.A.M. Pizzerie e........

*
APPROVATI CANTIERI DI LAVORO

*
Cantiere Lavoro all’isola ecologica

*Isola ecologica

*
Architetto Licata Geologo Cutino Incaricati di……

*
Architetto Licata

*Restauro Torre

*
Consiglio Comunale 25 giugno 2009 Insediamento "Sindaco" a Isola delle FemmineDichiarazione Rinascita Isolana


*Accesso agli Atti Dichiarazione Redditi Amministratori

*Isola delle Femmine CARTA DEI VALORI "Servire il Paese"

*Interrogazione Parlamentare su infiltrazione mafiosa a Isola delle Femmine

*Esposto Denuncia Corte dei Conti e Assessorato per danni ERARIALI

*Mi si è ristretto il pene! Colpa dell'inquinamento

*Raccolte 350 firme dei pescatori contro il distributore di benzina al porto

*Distributore di benzina al porto. Pescatori o diportisti?

*Gestione Porto Ordinanza Capitaneria 20/08

*LA PESCA IL PORTO A ISOLA DELLE FEMMINE

*Impastato Giovanni Assessore LLPP inaugura il porto di Isola

*Geometra Impastato Giovanni da Assessore LLPP a Consulente del Sindaco

*ISOLA DELLE FEMMINE TRA STORIA E TRADIZIONE

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*La Sicilia Le maggioranze Trasversali sul Servizio Idrico ARIA FRITTA

*Isola delle Femmine Distributore di benzina al Porto Pescatori o Diportisti?

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*C.V. Sig.ra Pirrone Nunzia Responsabile Settore Amministrativo e del Settore Servizi Sociali.

*C.V. Rag. Fontanetta Biagio Responsabile Settore Economico-finanziario e del Settore Personale.

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