mercoledì 26 maggio 2010

Lavoro, protesta dei precari degli enti locali

*Caro "Sindaco" Prof Gaspare Portobello Mafia o Antimafia?
*Non chiamiamoli più rifiuti!
*ATO IDRICO PA 1 Assemblea 7 8 giugno 2010
*Lavoro, protesta dei precari degli enti locali
*La manovra finanziaria " Lacrime e sangue"
*La Sicilia Le maggioranze Trasversali sul Servizio Idrico ARIA FRITTA
*Isola delle Femmine Distributore di benzina al Porto Pescatori o Diportisti?
*Italcementi, non condanniamo la torre alta 120 metri
*I Beni Comuni nello spezzatino del Federalismo
*Donatella Costa Lettera al Presidente regione Sicilia Raffaele Lombardo
*Libertà di Stampa e Regime
*La munnezza di Isola delle Femmine vale tanto oro quanto pesa
*SiciliaMafiopoli: IL CASO GENCHI PELLERITO termovalorizzatori e........
*TRASFERIMENTO DEFINITIVO ALL’ATO PA1 DI ALCUNI DIPENDENTI Delibera impegno riassunnzione da parte dei Comuni
*Mi Illumino di Incenso
*SINDACO: Punito perchè virtuoso
*Lombardo: "Ecco i nemici del cambiamento"
*Corte dei Conti INDAGINE funzionamento ATO PA 1
*ATO Rifiuti Sentenza Corte Conti Tariffe Competenza Comuni
*ATO Idrico Pa1 Struttura tariffa e agevolazioni
*FEDERALISMO Demaniale
*Piccolo apologo sul paese illegale
*Indagato il sindaco Cammarata per la discarica di Bellolampo
*Sicilia i Termovaloroizzatori "puzzano" di mafia



“Tutta una vita senza lavoro”

I giovani e il vuoto incolmabile

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Tante le testimonianze, arrivate alla nostra redazione, degli under 35 alle prese con il tempo negato della disoccupazione. Diplomati, laureati “brevi” e dottori di ricerca specializzati

di FEDERICO PACE


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Un vuoto incolmabile. Un’esperienza che manda in tilt anche la persona più razionale. Un’equazione crudele e irrisolvibile. Il tempo della disoccupazione, il tempo senza alcun impiego, per i giovani che stanno scrivendo a Repubblica.it, è un deserto difficilissimo da attraversare. Una specie di impresa a cui nessuno li ha preparati. Un test spietato in cui non è previsto alcun tipo di aiuto.

Protagonisti di questa sorta di dolente Spoon River da quell’al di là che è il mondo di chi viene privato del lavoro, e in cui moltissimi rischiano di precipitare, sono i giovanissimi della laurea breve, i diplomati e quelli delle scuole specialistiche. Ragazzi che, sui banchi delle università, hanno studiato come gestire i rischi ambientali e a cui ora non viene dato alcun ruolo nella società attiva. Giovani che hanno appreso il mestiere e sono diventi tecnici di logistica ma che al primo scossone sono stati espulsi dal mercato e nessuno li rivuole più. Commesse e ingegneri. Tutti condividono lo stesso destino. Qualcuno non ha mai trovato un impiego e qualcun altro è passato per 32 mestieri e ora fa il dog-sitter. E c’è anche chi è riuscito a lavorare, in tutta la sua vita, per soli due giorni. E chi, molti, neppure quelli.

Dalla provincia di Roma, una giovane laureata con 110 e lode e conoscenza certificata di quattro lingue, racconta di tirocini non retribuiti, di tante ricerche a vuoto e del suo progetto di vita lontano dall’Italia. “Decine di curriculum inviati, nessuna risposta. A settembre mi trasferirò in UK per un master di ricerca grazie ad una borsa di studio del governo inglese, che non solo mi paga le tasse universitarie ma anche una borsa di studio di 6000 sterline annue.”


Neppure il rimborso benzina. Da Torino ci scrive Simone che ha meno di 24 anni. “Dopo la terza media ho frequentato una suola professionale. Ho lavorato in alcune aziende per due anni. Poi con la crisi non sono più
riuscito a trovare lavoro. Ho frequentato dei corsi di specializzazione con stage nelle aziende. In queste imprese invece di seguire il programma di studio e quindi svolgere un’attività lavorativa inerente all’argomento mi hanno sempre fatto fare produzione di parti per circa 3 o 4 settimane. Ma alla fine, un’altra persona prendeva il mio posto come stagista….. Non mi hanno nemmeno dato 50€ di rimborso benzina.”
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La madre commessa senza supermercato. E’ diplomata la giovane che scrive da Brescia. ” Da oltre un anno sto cercando un impiego come cassiera nei supermercati, il lavoro l’ho perso l’anno scorso in quanto il mio supermercato ha ridotto gli addetti a causa della chiusura di alcuni punti vendita. Ho un figlio e per questo vengo sempre scavalcata da chi non ha figli o è single. Sono disperata, non penso che riuscirò ad uscire da questa situazione nel breve periodo”.

Ingegnere non basta. Cerca lavoro da più di sei mesi il trentenne che ci scrive dalla provincia di Verona. Come molti di quelli che stanno lasciando la propria testimonianza, comincia la sua storia come se si trattasse di un
curriculum: “Ho conseguito la laurea in ingegneria delle telecomunicazioni presso l’ateneo di Bologna dopo aver svolto una tesi di laurea presso un’università olandese”. E poi racconta della sua assunzione a tempo determinato: “Purtroppo non mi è più stato rinnovato il contratto e da gennaio sono alla ricerca di una nuova occupazione. Ho continuato a studiare il tedesco, trascorrendo un mese a Berlino per perfezionare la
lingua. Il mio obbiettivo è quello di lasciare definitivamente il Bel Paese”.

Con il master da commesso in prova. La transizione dallo studio all’occupazione è sempre più impervia e segue traiettorie quasi incomprensibili. Dalla provincia di Napoli, ci scrive un giovane con “laurea massimi voti, master internazionale, docente precario della formazione, senza stipendio da un anno, quindi ora costretto a scrivere da un McDonald’s durante una pausa di lavoro come commesso in un negozio di telefonia dalle 9 alle 20, in prova, senza sapere neanche quanto mi daranno”.

La ricerca, i dati sensibili e le competenze. Da Salerno una giovane laureata in ingegneria chimica mette il dito nella ferita aperta della ricerca italiana: “Ho un dottorato di ricerca, ho lavorato nei laboratori della mia università per più di cinque anni, lavoravo dalle 9 di mattina alle 9 di sera, lo facevo per passione mentre venivo solo sfruttata, il mio lavoro non è riconosciuto dallo Stato perché i dottori di ricerca, se si parla di doveri, lavorano a tutti gli effetti, se si parla di diritti sono studenti. Ho lasciato un’università senza futuro e sto cercando lavoro da più di un anno. Ho fatto tre colloqui, su migliaia di CV inviati, non ho ricevuto alcun feedback pur avendo ricevuto numerosi complimenti per il mio curriculum”. E solleva anche una questione: “I selezionatori ricercano profili specifici solo nel senso dell’età, del sesso e della provenienza, dati sensibili che con una legge ad hoc potrebbero essere omessi, le competenze non hanno alcun valore in sede di valutazione”.
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“Ho vinto un concorso, ma non serve”. Ha una laurea breve l’autrice della testimonianza che arriva da Padova e che se la prende con la scarsa lungimiranza della classe politica che ci governa. “L’anno scorso (dopo averne fatti non so quanti, anche con 10.000 partecipanti) – questo il suo racconto – ho vinto un concorso in un ente locale e sono entrata in una graduatoria per assunzioni a tempo determinato. A distanza di circa 7 mesi
sono stata chiamata per un tempo determinato di neanche tre mesi (non anni, mesi!) che mi ha aiutato a mantenermi agli studi . Dall’anno prossimo però, sebbene abbia vinto il concorso, non lavorerò: devo ringraziare il governo che ha tagliato le possibilità di spesa per assunzioni a tempo determinato negli enti locali. Ma perché invece di tagliare la mia possibilità di lavoro non andate a cercare gli evasori fiscali miliardari?”.
02 giugno 2010



Istat, disoccupazione record: Quasi il 30% dei giovani è senza lavoro


Istat, disoccupazione record
Quasi il 30% dei giovani è senza lavoro

L’istituto di statistica evidenzia che il livello di senza lavoro è il più alto dal quarto trimestre del 2001. Calano di 307mila unità gli occupati di aprile rispetto allo stesso mese del 2009. Cresce la disoccupazione anche nell’Eurozona

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Istat, disoccupazione record  Quasi il 30% dei giovani è senza  lavoro

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ROMA – Il tasso di disoccupazione ad aprile è fissato all’8,9%, dall’8,8% di marzo. Lo rileva l’Istat, precisando che si tratta del dato peggiore dal quarto trimestre del 2001. In un anno, ovvero da aprile 2009 allo stesso mese del 2010, il numero di occupati in Italia è diminuito di 307 mila unità. L’Istat sottolinea che ad aprile 2010 il numero di occupati è pari a 22 milioni 831 mila unità (dati destagionalizzati), in aumento dello 0,2% rispetto a marzo, ma inferiore all’1,3% rispetto ad aprile 2009. Il tasso di occupazione è quindi pari al 56,9%, in aumento rispetto a marzo di 0,1 punti percentuali, ma inferiore di 0,9 punti percentuali rispetto ad aprile dell’anno precedente.
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Disoccupazione giovanile.
Preoccupante il dato che riguarda i giovani. Il tasso di disoccupazione nella popolazione tra 15 e 24 anni è pari ad aprile al 29,5%, con un aumento di 1,4 punti percentuali rispetto a marzo e di 4,5 punti percentuali rispetto ad aprile 2009.
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I dati per l’occupazione maschile. Ad aprile 2010 l’occupazione maschile è pari a 13 milioni 613 mila, invariata rispetto al mese precedente e in riduzione dell’1,9 per cento (-263 mila unità) rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente. Il tasso di occupazione maschile risulta pari al 67,6 per cento, invariato nell’ultimo mese e in calo di 1,4 punti percentuali negli ultimi dodici mesi.
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La disoccupazione femminile.
L’occupazione femminile è pari a 9 milioni 218 mila unità, in aumento dello 0,7 per cento (+61 mila unità) rispetto a marzo ma in calo dello 0,5 per cento (-44 mila unità) rispetto ad aprile 2009. Il tasso di occupazione femminile ad aprile è pari a 46,1 per cento, con un aumento di 0,3 punti percentuali rispetto a marzo ma in calo di 0,4 punti percentuali rispetto ad aprile 2009 .

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Eurozona. Sempre ad aprile, il tasso di disoccupazione nell’Eurozona è stato del 10,1%, in aumento rispetto al 10% in marzo (9,2% nell’aprile 2009), mentre nella Ue il dato rilevato segna 9,7%, stabile rispetto a marzo (8,7% nell’aprile 2009). Le rilevazioni, effettuate da Eurostat, rivelano anche che i disoccupati in aprile sono 15,86 milioni nell’Eurozona e 23,311 nella Ue. Rispetto a marzo i disoccupati sono aumentati di 25mila unità sia nell’Eurozona che nella Ue. Rispetto a marzo i disoccupati sono aumentati di 25mila unità sia nell’Eurozona che nella Ue. Questi i dati relativi alle donne, agli uomini e ai giovani: tra aprile 2009 e aprile 2010 la disoccupazione tra maschi è aumentata dal 9% al 10% nell’Eurozona e dall’8,7% al 9,8% nella Ue; il tasso femminile da 9,5% a 10,2% e da 8,7% a 9,5% rispettivamente. La disoccupazione giovanile (sotto i 25 anni) era al 20% e al 20,6% (nell’aprile 2009 era al 19,3% e al 19,2%).
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Nel mondo. In aprile negli Usa la disoccupazione era al 9,9%, in Giappone, al 5% in marzo.
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01 giugno 2010
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"Persi nel labirinto della disoccupazione"

Uno su due alla ricerca da oltre un anno

Tra speranze e umiliazioni. Dalle agenzie interinali ai cacciatori di teste. Dalle folle dei concorsi alle offerte che illudono e tradiscono. La concorrenza tra generazioni e il mercato del low cost del personale. Le storie degli italiani alla ricerca di un impiego nella nostra iniziativa di FEDERICO PACE


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LE PROVANO tutte. Dalle agenzie interinali ai centri dell'impiego. Dai cacciatori di teste agli annunci sui siti di offerte di lavoro. Si ritrovano in fila all'Inps e nelle folle oceaniche dei concorsi pubblici. Con la volontà e la voglia di fare che però, pian piano, si trasformano in umiliazione e spaesamento. C'è buona parte della vita dei nostri giorni, e della nostra società, nelle storie che stanno arrivando a Repubblica.it. Donne e uomini che raccontano il destino incerto di chi sta cercando un impiego in questi mesi così difficili e si trovano a misurarsi con qualcosa di più grande di loro. Perché quando manca il lavoro, tra le cose più intime ed essenziali dell'uomo, è logico che venga a mancare il terreno.

Da Milano arriva la storia di un laureato in ingegneria: "Sto cercando lavoro nel campo IT da circa 5 mesi e pur avendo esperienza non trovo niente, neanche accettando contratti a progetto o simili. La situazione è penosa per me come per tanti altri." Stessa sorte a Bologna per una laureata in lingue e culture dell'Asia e dell'Africa a marzo 2009 che ha accettato una collaborazione occasionale in portineria per 120 euro al mese (prestazione occasionale): "I colloqui, cercati in qualsiasi maniera e sia per posizioni retribuite, di qualsiasi tipo, sia per stage, sono stati pochi e ovunque, pur avendo scritto un cv molto chiaro, cercavano sempre qualcuno con qualcosa in più".

Tra i racconti che stanno arrivano, molti, moltissimi, sono di coloro che sono alle prese con la ricerca di un impiego da più di un anno (sono il 46,7 per cento). Un altro 21 per cento le sta provando di tutte da più di sei mesi. Quasi sei su dieci passa per i siti di offerte di lavoro, un altro 11 per cento lo fa dando un'occhiata quotidiana alle "vetrine" delle job opportunities delle aziende, un altro 8 per cento chiede aiuto alle società di lavoro interinale e il 3 per cento si è rivolto ai centri per l'impiego. Quasi uno su dieci confessa di fare ricorso alle conoscenze dirette. Solo poco più del 2 per cento va in edicola per comprare i giornali o le riviste specializzate. C'è tutta l'Italia segnata sulla mappa della crisi. C'è Milano, Matera, Cuneo e Caserta. Udine, Genova, Roma e Pavia.


Il mercato del low cost. Dalla provincia di Firenze una storia emblematica: "Per quel che mi riguarda sono nuovamente in cerca di lavoro dallo scorso febbraio. Ad oggi ho fatto circa un colloquio a settimana. La maggior parte dei problemi sorge dal fatto di essere una trentenne, donna, per inciso. Le prospettive già esigue, sono ancora più limitate da vari pregiudizi. Ma più spesso le proposte erano per me inaccettabili nei termini e condizioni. La scusa citata più spesso è la perenne crisi che ci assale. Altre volte sono stati più diretti, specificando che semplicemente ci sono migliaia di altre persone che accetterebbero condizioni mortificanti pur di lavorare".

La concorrenza tra generazioni. Da Roma, un quarantenne alla ricerca di lavoro da più di un anno, racconta: "è capitato anche a me di avere come concorrenti pensionati con un'esperienza ovviamente di gran lunga superiore alla mia, che hanno praticamente spiazzato la mia candidatura" che poi si chiede "perché i giornali, i sindacati non evidenzino tale fenomeno, che sottrae opportunità e posti di lavoro a noi giovani, che in Italia sempre più deindustrializzata e meno meritocratica, non abbiamo alcuna opportunità di crescere professionalmente?".

L'annuncio che cambia forma. Da Treviso un laureato trentacinquenne racconta: "da quasi due anni mi sono affidato alle agenzie interinali per trovare un lavoro, più che affidato sono stato obbligato a rivolgervi ad esse dato che ormai hanno in mano il potere di darti o meno un lavoro. Mi sono scontrato con una realtà ridicola dove annunci in cui si cercano commesse quando chiami l'agenzia diventano annunci dove in realtà si cercano dirigenti di azienda. E se chiedi, giustificano l'annuncio dicendo che non possono scriverci tutto".

La giungla delle agenzie interinali. "Anno 2009, disfatta di Caporetto". Così inizia la testimonianza di un cinquantasettenne da Macerata che è senza impiego anche lui da più di un anno. "Dopo anni di lavoro come responsabile di produzione, mi sono trovato nel contenitore dei disoccupati. Un immenso mare di lacrime e dolore. Certo che mi sono attivato a cercare nuova opportunità. Nella giungla delle agenzie interinali. Ma non ho trovato nulla."

Porta a porta. Una donna di quarant'anni racconta da Roma come è giunta alla decisione di pratica di fatto una sorta di candidatura porta a porta: "il 9 dicembre 2009 vengo licenziata per contenimento dei costi ed assunta in "nero" part-time dalla stessa società, sottopagata ad € 500 al mese, in attesa che passi la crisi, in questo periodo ho cercato lavoro attraverso agenzie interinali, internet, centri per l'impiego, per conoscenze, ed infine recandomi personalmente presso le società a presentarmi e lasciare il mio curriculum".

I centri per l'impiego. Da Bologna un quarantottenne confessa di avere utilizzato, senza successo, i siti di offerte . Per lui qualcosa ha funzionato: "Il centro per l'impiego stranamente è l'unico che funziona: mi mandano a quattro o cinque colloqui, da alcuni vengo scartato perché troppo qualificato, poi mi offrono un posto a tempo determinato, alla metà di quel che prendevo prima e tornando indietro di categoria, ma accetto, pur di avere un orizzonte temporale di un anno di nuovo con un lavoro, e poi si vedrà".

I cacciatori di teste e il cv perduto. S., 46enne da Firenze, dirigente licenziato cinque mesi fa confessa: "Questi mesi mi hanno insegnato che gli annunci che si trovano sui portali e sui siti delle società di ricerca sono sostanzialmente una perdita di tempo. Dopo tanta fatica sono riuscito a contattare alcuni responsabili di headhunting che mi hanno "confessato" di aver perso il cv che avevo mandato secondo tutte le procedure previste nei loro siti."

La raccomandazione per il colloquio di lavoro. Un ingegnere civile scrive da Reggio Calabria. "in 4 anni ho inviato un migliaio di curriculum senza essere mai contattato. Pensavo sbagliassi a compilarlo, ma diversi enti di orientamento a cui mi sono rivolto mi hanno detto che è perfetto. Ho dovuto raccomandarmi per sostenere gli unici due colloqui della mia vita (ripeto: raccomandarmi per sostenere i colloqui), che non hanno avuto esito. Ho sostenuto molti concorsi pubblici, superando brillantemente le varie prove ma venendo scartato da psicologi o alle prove orali".

In coda all'Inps. Scrive da Verona invece un laureato in Graphic Design negli Stati Uniti alla ricerca di un posto da più di sei mesi. Racconta, con sincerità, di quel che gli è accaduto qualche giorno dopo avere ricevuto la lettera di licenziamento al termine della giornata lavorativa senza nessun preavviso. "Una mattina - queste le sue parole - mi sono ritrovato anche io in coda fuori dall'Inps per fare richiesta del sussidio di disoccupazione, lo ammetto, mi vergognavo, credevo vi fossero poche persone ridotte come me, mi sentivo un fallito, un pezzo difettoso, ma quando ho visto quanta gente c'era in coda, scambiato opinioni con loro durante le ore di attesa, ho scoperto quanta gente era nella stessa situazione, se non peggio, le stesse facce le avevo già viste al centro dell'impiego, dopo svariate code di attesa anche lì. Cristo, sembrava che tutta la città avesse improvvisamente perso il posto di lavoro."

Migliaia nell'inferno dei concorsi. E poi c'è il grande mare in cui navigano moltissimi senza mai riuscire ad ancorare in alcun porto. Dove la sproporzione tra i candidati e il numero di posti sempre farsi sempre più grande. Da Cosenza un giovane laureato racconta la sua esperienza: "Ho partecipato ad un concorso pubblico per 40 assistenti nella Banca di Italia. Le domande erano 170.000. Hanno prima fatto una selezione interna basata sul voto delle medie e del diploma. Risultato: possono partecipare alla prova selettiva solo 17.000 persone, cioé quelli che hanno ottenuto 5,5 come punteggio, vale a dire quelli che hanno conseguito la licenzia media con ottimo e il diploma con 60/60 o 100/100."

L'esperienza, l'età e l'equazione irrisolvibile. C'è poi la richiesta impossibile, contro cui molti si ritrovano a sbattere il muso, come studenti a cui un professore propone un problema irrisolvibile solo per tenerli occupati in qualcosa per un po' di tempo. Per distrarli da quello che sta davvero accadendo altrove. Da Palermo arriva la testimonianza di un trentasettenne che sta cercando lavoro da quasi un anno. Inizia il suo racconto con il testo di un annuncio: "'Cercasi, personale amministrativo con esperienza almeno quinquennale, laurea in economia e commercio per impiego stabile'. Bello dico io, mi candido, mi chiamano, mi dicono "sì", ma lei è troppo qualificato, e poi noi le possiamo offrire un contratto di 3° livello. Allora se dovete offrire un terzo livello non cercate un laureato esperto, ma un contabile alle prime armi!". Da Padova un lavoratore che ha superato i 55 anni trova le parole per dire, infine, ancora meglio, e con amarezza, quel che si deve dire: "Sembra essere diventati invisibili. Quando qualcuno ti trova perché sei la figura professionale che cercava, ci si accorge che sei troppo vecchio".

28 maggio 2010

fonte: http://www.repubblica.it/economia/2010/05/28/news/persi_nel_labirinto_della_disoccupazione_uno_su_due_alla_ricerca_da_oltre_un_anno-4407243/?rss




Lavoro, protesta dei precari degli enti locali siciliani





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La primavera dei precari siciliani si fa caldissima. Un bacino complessivo di 22.500 persone da due decenni in servizio negli enti locali e che rischia di saltare sotto i colpi della crisi, in assenza di una deroga al patto di stabilita’. A fine maggio scadranno i primi contratti e questa mattina sono migliaia i lavoratori giunti con una sessantina di pullman e in treno da tutta l’Isola. Tappa iniziale di una mobilitazione che si annuncia durissima.

Appuntamento a piazza Marina, poi un corteo che attraversa corso Vittorio Emanuele per puntare dritto su Palazzo d’Orleans, sede della presidenza regionale. Oggi a la manifestazione porta la firma del Movimento giovani lavoratori, guidato da Massimo Bontempo: “Chiediamo il coinvolgimento anche degli amministratori locali perche’ a fine maggio scadranno i primi contratti e non c’e’ possibilita’ di rinnovarli se non la Regione non ottiene dallo Stato una deroga al patto di stabilita’ per se’ e per gli enti locali”. Due giorni fa l’assessore al Lavoro Lino Leanza, fedelissimo di Raffaele Lombardo, si era detto pronto alle dimissioni se non si trovera’ una soluzione con la necessaria concertazione del governo nazionale. Leanza spera nella convocazione di un Tremonti concentrato sui conti: “Deve essere il ministero dell’Economia a darci le dovute rassicurazioni, occorre un via libera tecnico al piano di stabilita’”. Una grossa grana, anche in considerazione della determinazione dei precari, pronti a proteste eclatanti. Il fronte sindacale, nel frattempo, resta diviso. Cgil, Cisl e Uil guardano altrove e intepretano la manifestazione di stamane come un assist al governo regionale che sta spostando le responsabilita’ su Roma.

Sebbene l’Mgl rimproveri a Palazzo d’Orleans di avere creato il problema, non avendo rinnovato entro il 31 marzo 2009 la deroga del patto con lo Stato che scadeva a fine 2008. Da parte loro, i confederali hanno siglato il documento unitario che indice una manifestazione pubblica per il 4 giugno, alle 10, a piazza Indipendenza, sottolineando la specificita’ siciliana con gli oltre 22.500 precari impiegati negli enti locali da oltre 20 anni. Per questo chiedono che l’esecutivo regionale ponga con forza al governo nazionale la questione della non computabilita’, ai fini del patto di stabilita’, delle risorse destinate ai processi di stabilizzazione dei precari. E domani scenderanno in piazza, alle 9.30, davanti all’assessorato ai Beni culturali di via delle Croci, i lavoratori della Beni culturali spa, mentre il 9 giugno tocchera’ al comparto della formazione.

(AGI) Mrg

Difesa del posto di lavoro, a Palermo anche rappresentanti messinesi

Si è mosso da Piazza Marina a Palermo il corteo di amministratori locali e di lavoratori in servizio con contratto a tempo determinato e LSU e fino a Piazza Indipendenza, il giorno 26 maggio per difendere il posto di lavoro.

Nella piazza antistante la sede dell’Assemblea Regionale Siciliana i sindaci presenti e i rappresentanti degli enti locali siciliani sono stati ricevuti dall’Assessore al Lavoro On.le Lino Leanza e dal Presidente della Commissione V – Cultura, Formazione e Lavoro all’ARS, On.le Fausto Maria Fagone.

Erano presenti il Consigliere Provinciale Rosario Sidoti in rappresentanza della Provincia Regionale di Messina, il vicesindaco Francesco Gullo, l’assessore Rosolino Sidoti ed il consigliere Alessio Arlotta per il Comune di Patti.

L’Assessore Lino Leanza si è impegnato ad inoltrare una richiesta di incontro con tutti i Sindaci dell’Isola, i Presidenti di Provincia, i deputati regionali e nazionali nonché le organizzazioni sindacali per il prossimo 3 giugno al fine di prendere in considerazione la presentazione di una mozione, sottoscritta da tutti, da inviare al governo nazionale affinchè si proceda alla deroga a quanto previsto dal patto di stabilità.

L’on.le Fagone ha confermato che sarà discussa in aula la legge che ne regola la materia.

Fonte: CS – Ufficio Stampa Rosario Sidoti

Caterina se ne va?

Caterina se ne va?

giovedì 27 maggio 2010 10:58

L’assessore Chinnici nicchia, tentenna e dichiara, infine: “Non so cosa farei in caso di rimpasto. Dovrei valutare se restare in giunta. Oggi non saprei cosa rispondere”. E’ lo sfogo di una intima sofferenza riportata dal “Giornale di Sicilia”. Le difficoltà non mancano. L’assessore lo ammette: “Le ripercussioni di queste difficoltà si sono viste nel lavoro quotidiano. Ci sono un sacco di iniziative avviate che sono andate disperse per problemi politici. Questo mi dispiace molto. In questo anno non ho potuto fare tutto quello che avrei voluto soprattutto in campo sociale”. Insomma, il conteggio parziale non è buono. No, i conti non tornano.
Ancora l’assessore Chinnici: “Ogni esperienza ha in sé un valore proprio in quanto esperienza. La mia motivazione, che è quella di lavorare allo sviluppo di questa terra, è l’unica cosa che supporta il mio attuale impegno. Ma non immaginavo di trovare una situazione così complicata e che si è complicata ancora di più negli ultimi mesi. Da quando sono entrata in giunta a oggi tutto si è complicato. E i toni accesi, frutto della situazione politica, contribuiscono ad aumentare i problemi”.


http://www.livesicilia.it/2010/05/27/caterina-se-ne-va/

2010.27.05 - Caracausi sulle dichiarazioni dell'assessore Chinnici di oggi

pubblicato il 27 Maggio 2010 da pluparello

Ricevo da Gigi Caracausi e pubblico:

Avevamo sperato in una nuova stagione nei rapporti sindacali!
Non abbiamo avuto fortuna.
L'Assessora Chinnici preferisce parlare al popolo attraverso dichiarazioni che sono disastrose e richiamano attenzione e preoccupazioni.
Per essere chiari:
Non condividiamo la soluzione per i lavoratori a contratto a tempo determinato illustrata ai giornali
Non rinunciamo a nessun contratto solo perche' si dichiara necessario
Per questo motivo partendo dalla richiesta fatta unitariamente dalle sigle sindacali, in data 10 maggio 2010, si ribadisce l'esigenza oramai improcrastinabile di avere da subito le direttive sul rinnovo contrattuale.
Leggiamo sugli organi di stampa, ormai unico luogo deputato alla esternazione del pensiero governativo, non solo della volontà di bloccare i rinnovi contrattuali, ma i prevedere una selezione per la copertura dei posti in A e B, in contrasto con la norma votata in finanziaria ed in
contrasto con le dichiarazioni dello stesso Presidente.
La CISL invita l'assessorato alla Funzione Pubblica ad avviare quanto previsto dalla norma approvata in Finanziaria sulla stabilizzazione dei nostri contrattualizzati, e ad attivarsi urgentemente per il pagamento del 70% delle risorse F.A.M.P. 2010 a titolo di acconto cosi' come gia' operato in anni precedenti in considerazione del ritardo accumulato nell’approvazione del bilancio.
Il Governo dica adesso con chiarezza, e nelle sedi deputate, quale idea ha sull’amministrazione regionale e sul personale.

Gigi Caracausi

http://blog.libero.it/Fedro/8874568.html


giovedì 27 maggio 2010

I precari piazzesi si mobilitano

Comunicato Stampa

PRECARI ENTI LOCALI DI PIAZZA ARMERINA:
“A RISCHIO IL POSTO DI LAVORO”

L’impugnativa da parte del Commissario dello Stato della norma sulla deroga al patto di stabilità, inserita nella finanziaria regionale e il conseguente esito negativo dell’incontro tra l’Assessore Regionale al Lavoro e i Ministri del Lavoro e dell’Economia, mette a rischio il rinnovo dei contratti del personale precario e vanifica la fantomatica “stabilizzazione” del precariato storico della Regione Siciliana attesa da oltre un ventennio.
Al Comune di Piazza Armerina sono impegnate 103 unità lavorative, utilizzate in servizi essenziali, il cui mancato rinnovo contrattuale porterebbe alla paralisi della macchina amministrativa comunale. Tale evenienza causerebbe notevoli disservizi la cui ricaduta si ripercuoterebbe su tutta la cittadinanza.
Al fine di porre all’attenzione dell’opinione pubblica le problematiche della categoria, è stata simbolicamente occupata l’Aula Consiliare e indetta un’assemblea alla quale hanno preso parte alcuni componenti dell’Amministrazione Comunale.
Solidarietà ai manifestanti è stata espressa dalla Giunta municipale che intende farsi portavoce, attraverso la deputazione regionale, nazionale, le associazioni dei Comuni e quelle delle Province siciliane, delle istanze dei lavoratori assicurando la propria partecipazione alla manifestazione regionale che si terrà il 4 giugno 2010 a Palermo.
In attesa di soluzioni positive della vertenza in corso, i 103 lavoratori Contrattisti ed ASU, proclamano lo
STATO DI AGITAZIONE e si riservano di intraprendere tutte quelle azioni utili alla salvaguardia del proprio posto di lavoro.

I Contrattisti ed ASU del Comune di Piazza Armerina




A Palermo manifestazione di Mgl da Piazza Marina a Palazzo D'Orleans
Lavoro, protesta dei precari degli enti locali siciliani


Cascio: «La colpa della politica siciliana è di aver sempre alimentato il miraggio del posto fisso»

Circa 22mila precari degli enti locali siciliani rischiano di non veder rinnovati i loro contratti, pur lavorando presso comuni e province anche da vent'anni. Migliaia di lavoratori hanno quindi deciso di aderire alla manifestazione indetta per oggi a Palermo dagli autonomi del Movimento giovani lavoratori (Mgl) per chiedere una deroga al patto di stabilità necessaria per procedere alla stabilizzazione dei precari. Cgil, Cisl e Uil hanno però deciso di non partecipare alla mobilitazione, indicendo invece una propria manifestazione per il 4 giugno. Per il segretario di Fp-Cgil Sicilia, Michele Palazzotto, il governo Lombardo deve sollevare a livello nazionale la questione della «specificità siciliana». Sulla vertenza dei precari è intervenuto anche il Presidente dell'Ars, Francesco Cascio, secondo il quale la principale colpa della politica sicilia è di aver sempre alimentato «il miraggio del posto fisso» senza aver cercato una reale soluzione al problema.

Protesta dei precari degli enti locali, circa 22.500 persone, domani a Palermo. Migliaia di lavoratori si sono dati appuntamento oggi per un corteo da Piazza Marina a Palazzo D’Orleans, sede della presidenza della Regione siciliana. La manifestazione, organizzata dagli autonomi del Movimento giovani lavoratori (Mgl), ha l’obiettivo di ottenere una deroga al patto di stabilità senza la quale le amministrazioni pubbliche non possono rinnovare i contratti in scadenza per i lavoratori, alcuni in servizio da vent'anni. Tutto è nato quando nei giorni scorsi il commissario dello Stato ha impugnato una norma finanziaria regionale, approvata il primo maggio, che avviava il percorso di stabilizzazione dei precari degli enti locali.


Cgil, Cisl e Uil indicono una manifestazione separata per il 4 giugno
A sostegno dei lavoratori si sono schierati l’Anci (Associazione nazionale dei comuni), l’Upi (Unione delle province) e Cgil, Cisl e Uil. I sindacati confederali, però, pur dichiarandosi dalla parte dei precari, hanno preso le distanze dalla mobilitazione indetta per oggi. Il segretario generale della Fp-Cgil Sicilia, Michele Palazzotto, ha dichiarato che i tre sindacati confederali hanno firmato un documento unitario che indice una manifestazione pubblica per il 4 giugno alle 10 a Piazza Indipendenza. Palazzotto ha sottolineato che il governo Lombardo dovrebbe sollevare a livello nazionale la questione della «specificità siciliana» per ottenere la «non computabilità, ai fini del patto di stabilità, delle risorse destinate ai processi di stabilizzazione dei precari».


Previste altre mobilitazioni
Tuttavia non si tratta delle uniche iniziative di mobilitazione. Il 27 maggio alle 9:30, davanti all’Assessorato dei Beni Culturali in Via delle Croci, è infatti prevista un’altra protesta da parte dei lavoratori della Beni Culturali S.p.A. «Anche in questo caso – ha dichiarato Enzo Abbinanti della segreteria Fp Cgil Sicilia – si tratta di una battaglia unitaria. Oltre a Cgil, Cisl e Uil parteciperanno al sit in anche il Cobas- Codir e il Sadirs. Chiediamo –ha ribadito Abbinati – il rispetto degli accordi siglati ad aprile ed il rilancio del comparto. Un settore strategico nello sviluppo della Regione Sicilia che non può prescindere dalla valorizzazione delle risorse umane».


Cascio:«La colpa della politica siciliana è di aver alimentato il miraggio del posto fisso»
Anche il presidente dell’Assemblea regionale siciliana (Ars), Francesco Cascio, ha commentato la vertenza dei 22mila precari degli Enti locali siciliani, dichiarando che «la materia è diventata molto impegnativa anche da un punto di vista economico-finanziario» e auspicando un «accordo forte con il governo centrale». Per Cascio, tuttavia, in materia di precariato la colpa della politica siciliana è «non averla mai affrontata in maniera prospettica, alimentando sempre il miraggio del posto fisso. Negli anni – ha sottolineato Cascio – non è stato mai messo un punto al problema, ma al contrario è stato sempre rinviato ad una soluzione che doveva venire. Oggi è arrivato il tempo di decidere».

(antonino marsala)2010-05-26 09:10:38








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