martedì 18 maggio 2010

Rifiuti in Sicilia, un dossier anonimo

*Denunciato il Sindaco per deturpamento delle bellezze naturali
*Basta MUNNEZZA per le strade di Isola delle Femmine
*Munnezza a Isola delle Femmine Costi e Ricavi?

*Caro "Sindaco" Prof Gaspare Portobello Mafia o Antimafia?
*Non chiamiamoli più rifiuti!
*Basta MUNNEZZA per le strade di Isola delle Femmine
*Munnezza a Isola delle Femmine Costi e Ricavi?
*ATO IDRICO PA 1 Assemblea 7 8 giugno 2010
*Lavoro, protesta dei precari degli enti locali
*La manovra finanziaria " Lacrime e sangue"
*La Sicilia Le maggioranze Trasversali sul Servizio Idrico ARIA FRITTA
*Isola delle Femmine Distributore di benzina al Porto Pescatori o Diportisti?
*Italcementi, non condanniamo la torre alta 120 metri
*I Beni Comuni nello spezzatino del Federalismo
*Donatella Costa Lettera al Presidente regione Sicilia Raffaele Lombardo
*Libertà di Stampa e Regime
*La munnezza di Isola delle Femmine vale tanto oro quanto pesa
*SiciliaMafiopoli: IL CASO GENCHI PELLERITO termovalorizzatori e........
*TRASFERIMENTO DEFINITIVO ALL’ATO PA1 DI ALCUNI DIPENDENTI Delibera impegno riassunnzione da parte dei Comuni
*Mi Illumino di Incenso
*SINDACO: Punito perchè virtuoso
*Lombardo: "Ecco i nemici del cambiamento"
*Corte dei Conti INDAGINE funzionamento ATO PA 1
*ATO Rifiuti Sentenza Corte Conti Tariffe Competenza Comuni
*ATO Idrico Pa1 Struttura tariffa e agevolazioni
*FEDERALISMO Demaniale
*Piccolo apologo sul paese illegale
*Indagato il sindaco Cammarata per la discarica di Bellolampo
*Sicilia i Termovaloroizzatori "puzzano" di mafia




Isola delle Femmine: **Isola delle Femmine Consiglio Comunale Bilancio Previsione 2010 6 maggio 2010

Sicilia Mafiopoli: ** IL CASO GENCHI PELLERITO termovalorizzatori e........



Non sono IO il PUPO
Caricato da isolapulita. - Video notizie dal mondo.

SICILIA RIFIUTI: ** Rifiuti in Sicilia, un dossier anonimo


Rifiuti in Sicilia, un dossier anonimo consegnato alla Procura di Palermo denunciava l'esistenza di un tavolo di spartizione politico-affaristico-mafi

Ecco l'altra puntata dell'inchiesta sui rifiuti in Sicilia pubbllicata l'1 novembre 2008 dal Sole-24 Ore e, a seguire, l'intervista all'allora presidente dell'Agenzia regionale siciliana per i rifiuti e l'acqua, Felice Crosta, che parla dei ... Con questo sistema, è l'accusa contenuta nel dossier, «sono stati pagati, sotto forma di lavoro straordinario o di consulenze, una pletora sconfinata di persone, erogati fiumi di denaro pubblico e garantiti scambi di commesse».
"Non è il fine quello che distingue i barbari dagli uomini civili, i santi dai delinquenti, ma i mezzi che si adoperano per raggiungere questo fine... Dimmi i mezzi che adoperi e ti dirò chi sei!". Vitaliano Brancati (da "Sogno di un valzer",1938)

Ecco l'altra puntata dell'inchiesta sui rifiuti in Sicilia pubbllicata l'1 novembre 2008 dal Sole-24 Ore e, a seguire, l'intervista all'allora presidente dell'Agenzia regionale siciliana per i rifiuti e l'acqua, Felice Crosta, che parla dei bandi di gara per i termovalorizzatori.

RIFIUTI E SPRECHI PIANI FARAONICI

L'inceneritore non c'è ma brucia soldi
In Sicilia l'appalto pubblico per i quattro impianti previsti non riesce a decollare - RACCOLTA DIFFERENZIATA AL PALO L'obiettivo del 60% richiesto dal decreto Ronchi per il 2011 resta inavvicinabile: al momento, solo l'8% viene recuperato


di Roberto Galullo
e Giuseppe Oddo
Un dossier anonimo al vaglio della Procura di Palermo, di cui Il Sole 24 Ore è in possesso, svela i retroscena della gara per l'inceneritore palermitano di Bellolampo, uno dei quattro che dovranno essere costruiti in Sicilia. E denuncia la speculazione sull'emergenza rifiuti nell'Isola: «Una trovata inventata ad hoc - la definisce l'estensore del documento - per poter attribuire gli appalti in deroga alle leggi esistenti».
Con questo sistema, è l'accusa contenuta nel dossier, «sono stati pagati, sotto forma di lavoro straordinario o di consulenze, una pletora sconfinata di persone, erogati fiumi di denaro pubblico e garantiti scambi di commesse». Senza parlare degli interessi mafiosi, su cui ha lanciato l'allarme la Corte dei conti.
Le denunce dell'anonimo, sulla cui fondatezza dovrà pronunciarsi la magistratura, si sommano a quelle espresse in modo esplicito da un dirigente dell'assessorato regionale per il Territorio e l'ambiente, Gioacchino Genchi, responsabile del servizio per la tutela e l'inquinamento atmosferico.
Genchi è stato rimosso e poi reintegrato nell'incarico per non avere concesso le autorizzazioni alle emissioni dei termovalorizzatori. Ha subito ogni forma di mobbing. È stato aggredito fisicamente dal suo diretto superiore (il filmato è su YouTube). Ed è stato attaccato verbalmente, durante un'audizione alla Commissione bicamerale sui rifiuti, dall'ex governatore Totò Cuffaro. Adesso l'ufficio legislativo e legale della Regione, cui s'era appellato, ha giudicato illegittimi i provvedimenti che erano stati emessi contro di lui. Resta il danno alla persona.
Quella di Bellolampo è una delle quattro gare annullate dalla Commissione europea, che avrebbero dovuto portare alla realizzazione di quattro termovalorizzatori: a Palermo, Augusta, Casteltermini-Campofranco e Paternò. Le gare sono state ritenute nulle dall'Unione per la mancata pubblicazione dei bandi sulla Gazzetta europea proprio mentre a Bellolampo erano in corso i lavori di sbancamento.
Il ben documentato anonimo riferisce espisodi gravi e non smentiti. Per esempio, sostiene che due dei tre «componenti della commissione che si era pronunciata sui progetti erano incompatibili perché avevano avuto rapporti di lavoro-consulenze con alcune ditte che si erano aggiudicate l'appalto». Stranamente, di questo conflitto d'interessi nessuno sa o ricorda niente: né Felice Crosta, presidente dell'Arra (Agenzia Regionale Rifiuti e Acque), né il direttore dell'Osservatorio sui rifiuti, Salvatore Raciti. L'anomino, inoltre, denuncia che le imprese aggiudicatarie non avevano ancora, al momento della presentazione dell'offerta, la disponibilità fisica dell'area su cui edificare l'impianto. Tra queste spiccano l'Actelios, della famiglia Falck, e l'Amia, del Comune di Palermo.
La vera emergenza siciliana non sono tanto i rifiuti, che pure nessuno sa più dove mettere, quanto le gare per i quattro inceneritori che avrebbero dovuto garantire la quadratura del cerchio. Il nuovo bando, allo studio dell'Arra, dovrebbe essere presentato entro novembre. Ma la questione che scotta è il risarcimento che dovrà essere riconosciuto alle società aggiudicatarie della gara annullata. Per aggirare l'ostacolo, nel nuovo bando è stata inserita una clausola che obbligherà l'aggiudicatario subentrante a rilevare i progetti di quello uscente. Ma essa suscita perplessità e rischia di mandare deserta la nuova gara. In tal caso, dice Crosta, «i lavori potrebbero ritornare nelle mani dei vecchi aggiudicatari oppure i progetti potrebbero essere rilevati dal pubblico».
Nel frattempo è scoppiata la grana del Cip 6, gli aiuti di Stato che consentono a chi produce elettricità da fonti rinnovabili o "assimilate" di vendere l'energia al gestore della rete elettrica nazionale a prezzi particolarmente remunerativi. Per gli impianti di incenerimento, la norma era stata soppressa dal Governo Prodi a causa di una procedura d'infrazione dell'Unione Europea. La Ue ha ritenuto che l'elettricità generata da un termovalorizzatore, che brucia plastica e carta, non possa essere assimilata a quella di un impianto eolico o a gas.
Il problema è che, per un inceneritore, la produzione e vendita di energia rappresentano la fetta più consistente dell'utile. Senza questa norma, dunque, il piano siciliano sui rifiuti rischia di saltare. Chi può essere interessato a un'impresa che non consenta una remunerazione adeguata del capitale investito? Nessuno. Tant'è vero che il Governo regionale, ora presieduto da Raffaele Lombardo, preme su quello nazionale perché il Cip 6, uscita dalla porta, rientri dalla finestra. Su questa contropartita occulta si gioca la gestione dei rifiuti in Sicilia: si drammatizza l'emergenza, che pure c'è, per offrire al Governo un appiglio per reintrodurre la vecchia norma.
Spiega Angelo Palmieri, presidente del Wwf Sicilia: «I termovalorizzatori siciliani potranno bruciare circa il 65% dei rifiuti, a cui va sommato il 20% di frazione organica stabilizzata che dovrà essere portato in discarica. In totale si arriverà all'85%, un piano che non ha confronti in altre parti del mondo. In Danimarca, dove si bruciano più rifiuti, la quota di incenerimento è del 38%, in Germania del 22%, in Austria del 10 per cento. È assurdo: l'impianto di Bellolampo avrà una capacità di 546mila tonnellate, mentre Vienna, una città che è il doppio di Palermo, ha un impianto da 250mila tonnellate e una raccolta differenziata del 60%, contro il 3,4% di Palermo».
Questo piano faraonico senza eguali nel mondo rischia di vanificare gli sforzi dei Comuni più virtuosi, come quelli del Calatino (tra cui San Cono, Mazzarone, Mineo, Caltagirone), che prevedono di raggiungere il 50% di raccolta differenziata nel 2009.
Come se non bastasse, è appena scaduta la proroga concessa da Lombardo ai 27 Ambiti territoriali ottimali per la gestione dei rifiuti. Nel decreto, firmato da Cuffaro e confermato dal suo successore, è prevista a partire da oggi, la riduzione a 10 del numero degli Ato, in attesa dello loro trasformazione in Consorzi a partire da gennaio. Senonché la Giunta regionale ha approvato un disegno di legge che salva gli Ato «che hanno raggiunto i risultati previsti» e mette a capo dei Consorzi i sindaci.
Ma che risultati hanno ottenuto gli Ato, fino ad oggi? Costituiti in società per azioni, con quote ripartite tra i Comuni, essi sono carrozzoni clientelari in perdita e il loro ridimensionamento in termini di poltrone desta allarme tra tutti i partiti e i sindaci-azionisti. I quali, come sindaci, dovrebbero riscuotere tasse e tariffe sui rifiuti e, come azionisti, dovrebbero trasferirli nelle casse degli stessi Ato. In realtà, per non subire le conseguenze politiche degli aumenti tariffari, i sindaci ne evitano la riscossione e spesso ne tollerano l'evasione, lasciando vuote le casse degli Ato.
Come denuncia Domenico Fontana, presidente di Legambiente Sicilia, «la tassa sui rifiuti ha registrato aumenti tra il 60 e il 200 per cento. Una famiglia siciliana paga in media tra 300 e 500 euro l'anno, mentre nei Comuni più virtuosi, in cui la raccolta differenziata raggiunge il 50%, la spesa oscilla tra 150 e 180 euro l'anno. Cittadini, commercianti e artigiani si oppongono ai rincari in tutte le Province».
Ciononostante gli Ato siciliani hanno accumulato 430 milioni di debiti, a cui vanno aggiunti i costi per la stabilizzazione dei precari (lavoratori di pubblica utilità e socialmente utili) assunti dai Comuni e trasferiti agli Ato.
La verità è che neppure l'Arra conosce l'entità del debito e del personale dipendente degli Ato. Al punto che il cuffariano Crosta ha dovuto avviare un'indagine a cui hanno risposto, finora, in pochi. L'esposizione è comunque stimata per difetto, ammette il lombardiano Raciti. Il quale aggiunge, senza fare nomi, che «un solo Ato in provincia di Catania è indebitato per 100 milioni».
C'è da chiedersi perché le banche continuino a foraggiare società per la maggior parte fallite, che non godono di alcuna garanzia se non di quella dei Comuni azionisti, che dovrebbero abbatterne e ricostituirne il capitale. Ma con quali soldi? Si illudono i Comuni se pensano che a garantire o a ripianare i buchi degli Ato sarà mamma-Regione (intervista in basso). Ma se s'illudono è perché a quest'andazzo sono abituati e perché c'è chi continua a illuderli. Tra questi, denuncia la Cgil siciliana, l'onorevole Francesco Scoma, figlio dell'ex sindaco di Palermo, assessore regionale alla Famiglia, quello che ha preso alla lettera l'oggetto del suo assessorato piazzando sorella, cugino e cognata nel suo gabinetto e in altri staff.
I nodi verranno comunque al pettine con la trasformazione degli Ato in consorzi, che dovrebbe obbligare i Comuni a ricapitalizzare i primi, pena il commissariamento. Il condizionale è d'obbligo perché il 25 ottobre il Consiglio di giustizia amministrativa (Cga), accogliendo il ricorso del sindaco di Caltavuturo (Palermo), Domenico Giannopolo, ha stabilito che gli Ato non possono imporre ai Comuni la ricapitalizzazione «perché la materia riguarda questioni privatistiche». Ma il Cga è andato oltre, affermando che né la Regione né l'Arra possono commissariare un Comune che non ricapitalizza.
Fuori controllo non sono solo i debiti, ma anche le assunzioni degli Ato. «Tipico il caso di Enna - afferma Donatella Massa, responsabile delle politiche ambientali di Cgil Sicilia - con 101 assunzioni facili su cui indagano Digos e Guardia di Finanza o il Coinres della provincia di Palermo, che ha fatto contratti di lavoro a tempo determinato accumulando 2 milioni di debito con l'agenzia Temporary».
Lo sfascio è sotto gli occhi di tutti: come ha registrato la Comissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, la raccolta differenziata rappresenta appena l'8% dei rifiuti prodotti in Sicilia nel 2007: una percentuale lontana anni luce dal 60% che il decreto Ronchi fissa come obiettivo per il 2011. Il resto dell'immondizia finisce nelle discariche, per le quali tra il 1999 e il 2005 sono stati spesi 60 milioni, un terzo delle risorse complessivamente spese nell'Isola (fonte Corte dei conti).


INTERVISTA - Felice Crosta - Presidente Agenzia regionale per l'ambiente
«Vigilo sulla correttezza delle gare»
«Gli Ambiti territoriali ottimali sono allo sfascio e negli anni sono stati gestiti da incapaci e portaborse. Tutti sotto esame»


Un volo Palermo-Milano può aiutare a trovare una soluzione alla gara per l'inceneritore di Palermo-Bellolampo annullata perché il bando non era stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea. Una tappa a Milano - non è la prima e non sarà l'ultima - che Felice Crosta, presidente dell'Arra (Agenzia Regionale Rifiuti e Acque) ha compiuto il 10 ottobre per incontrare gli advisor incaricati di stimare i lavori finora eseguiti. E sì, perché nel frattempo i cantieri sono stati aperti e l'Associazione temporanea di imprese (Ati) che s'è aggiudicata l'appalto ha diritto a non subire ulteriori danni. Per questo, nei suoi voli nel capoluogo lombardo, Crosta, avvocato da una vita nella macchina amministrativa regionale, incontra anche le imprese aggiudicatarie della gara dichiarata illegittima dalla Ue. Ed è durante questa tappa che ha spiegato al Sole-24 Ore i prossimi passi nella gestione dei rifiuti in Sicilia.

Avvocato, tutto da rifare dunque?

Non proprio. Il nuovo bando che stiamo predisponendo obbligherà il consorzio vincitore a cedere al futuro aggiudicatario i progetti, i siti, le autorizzazioni e i lavori finora svolti. Un gruppo di advisor sta quantificando esattamente quanto è stato finora speso e quanto è stato investito in risorse non solo finanziarie.

Rovesciando l'ottica, questo vuol dire un obbligo del subentrante a pagare. A essere maliziosi si potrebbe pensare che è una clausola in calce per rendere possibile un copione già scritto: chi ha vinto vincerà ancora?

Non ho idea se l'Ati vincitrice parteciperà ancora. Di certo sta collaborando per definire tempi e modalità di un percorso che eviti ogni contenzioso.
Anche perché lei potrebbe essere chiamato direttamente in causa per risarcire il danno.
In teoria sì, ma io mi preoccupo della correttezza della gara.

Quanto tempo ci vorrà per vedere il taglio del nastro ai quattro termovalorizzatori?

Dal momento dell'aggiudicazione tre anni.

È vero che nella commissione che ha valutato i predenti progetti sedevano alcuni rappresentanti che avevano svolto consulenze per le imprese riunite nell'associazione temporanee?

Ne ho sentite dire tante, ma non ricordo. Sono però certo che agli atti avrò fatto mettere anche le dichiarazioni da parte dei membri di commissione di non avere o aver avuto conflitti d'interesse.

Veniamo agli Ato: non ne conoscete debiti e personale, eppure tocca alla sua Agenzia il ruolo i programmazione e pianificazione.

Il loro sfascio è evidente e per questo ci siamo attivati per conoscerli meglio. Negli anni sono stati riempiti da persone incapaci, portaborse e trombati dalla politica. La tassa copre a malapena il 50% del costo del servizio, ma dovranno adeguarsi entro gennaio.

Sì, ma i sindaci non vogliono passare per gabellieri quando, oltretutto, il servizio resta lo stesso se non peggiore.

E come no! Ma lo sa che l'Arra ha fatto un avviso pubblico invitando le banche a fare offerte per erogare mutui ai sindaci e metterli in grado di coprire i buchi di bilancio da mancata riscossione della tassa? Ebbene, due banche avevano offerto le seguenti condizioni: avrebbero anticipato il 60% dei ruoli emessi, il 30% lo avrebbero erogato quando i Comuni avrebbero incassato i ruoli e il 10% a chiusura delle operazioni. Il cittadino avrebbe potuto rateizzare in 5 o 6 anni. Sa quanti sindaci hanno aderito?

Io no, lei sì.

Nessuno.

Perché tanto sanno che i buchi li ripiana mamma-Regione.

Lo scriva forte e chiaro: i debiti se li pagano loro. Regione e Arra si chiamano definitivamente fuori.

Roberto Galullo e Giuseppe Oddo su Il Sole 24 ore - 21 aprile 2010



L’ecomafia non va in crisi: Italia in testa nel “G5 della criminalità”

L’ecomafia non va in crisi

Italia in testa nel “G5 della criminalità”

http://ecoalfabeta.blogosfere.it/images/settebre2008/bud25d.jpg

Presentato il Rapporto Legambiente. Nel 2009 le organizzazioni criminali hanno incassato 20,5 miliardi di euro. Fra i “traffici” più vistosi: le cosche e i rifiuti in Campania, il racket sugli animali, l’abusivismo edilizio. Napolitano: “Prevenzione e azione di contrasto più incisiva”

di ANTONIO CIANCIULLO


L'ecomafia non va in crisi Italia in testa nel "G5 della  criminalità"

Le mani delle cosche sui rifiuti. E’ emergenza in Campania

ROMA - Nell’Italia indebolita dalla crisi c’è un’organizzazione in buona salute. E’ l’ecomafia che non manca di liquidità perché nessuno si può rifiutare di pagare. Non ha bilanci in sofferenza perché nel 2009 è rimasta stabile incassando 20,5 miliardi di euro. Non ha il problema dei mercati che si chiudono perché guadagna spazio rafforzandosi soprattutto nel Lazio che ha conquistato il secondo posto dopo la Campania. Così nel “G5 della criminalità” l’Italia figura in testa. Perdiamo competitività come paese, ma abbiamo la mafia più potente. La ricerca e le industrie più innovative risentono delle incertezze del governo, ma siamo il secondo mercato illegale del pianeta, dopo gli Usa e prima del Giappone e della Cina. E’ il ritratto che emerge da “Ecomafia 2010″, il rapporto curato da Legambiente 1, con la prefazione di Roberto Saviano e l’introduzione del procuratore antimafia Pietro Grasso, per i tipi di Edizioni Ambiente.

Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, auspica una “più incisiva” azione di contrasto e una “costante opera di prevenzione” a tutela dell’ambiente. “Il Rapporto – osserva il capo dello Stato – rappresenta anche quest’anno un importante contributo per la conoscenza dei comportamenti criminali che compromettono il nostro patrimonio naturale e per un’approfondita riflessione sugli interventi più idonei”. Servono, dice Napolitano, “nuove metodologie di rilevazione e l’adeguamento del quadro normativo al rapido evolversi di un fenomeno criminale in forme sempre più sofisticate e aggressive”. E poi, la prevenzione, “incentrata su iniziative volte a promuovere, soprattutto tra le nuove generazioni, la cultura del rispetto e della tutela dell’ambiente”.

Campania, cosche e rifiuti. Mentre l’emergenza rifiuti in Campania veniva ufficialmente cancellata dal primo gennaio 2009, come se il problema fosse stato risolto, i numeri mostrano una straordinaria attività delle cosche proprio in questo campo: le infrazioni accertate nel ciclo dei rifiuti segnano un più 33 per cento (da 3.911 nel 2008 a 5.217 nel 2009). Un quadro ancora più preciso potrebbe essere tracciato se nel “Rapporto rifiuti 2010″ dell’Ispra non mancasse un dato chiave: quello sui rifiuti speciali, categoria molto delicata in cui passa buona parte del traffico illegale.

Animali e racket. Tra le altre novità del 2009, anno del pressing per la deregulation sulla caccia, ci sono la crescita dei reati contro la fauna (+58% ) e la buona tenuta del racket degli animali che, stando alla stima della Lega antivivisezione 2 (Lav), tra corse clandestine di cavalli, combattimenti tra cani, traffici di fauna viva esotica o protetta, macellazione clandestina si conferma un business da 3 miliardi di euro.

L’abusivismo edilizio. Alle cosche altri 2 miliardi arrivano dall’abusivismo edilizio e la mafia ha scoperto un nuovo modo per fare ottimi guadagni nel ramo del commercio: aprire direttamente negozi, supermarket e grandi centri. Così si riciclano i soldi accumulati illecitamente e si esercita il controllo sociale attraverso la gestione degli appalti, delle forniture e dei posti di lavoro.

Calcestruzzo, infrastrutture a rischio. Infine cresce l’allarme per il calcestruzzo depotenziato: a rischio strade, ponti, viadotti, ferrovie, gallerie, case, centri commerciali, scuole, ospedali e commissariati. Un business molto redditizio per i clan che si aggiudicano appalti nazionali e locali per costruire opere pubbliche e private. Nell’elenco delle opere taroccate con calcestruzzo di pessima qualità ci sono gli aeroporti di Palermo e Trapani, il porto turistico di Balestrate, il lungomare di Mazara del Vallo, l’ormai famoso Ospedale San Giovanni di Dio ad Agrigento e perfino per il Commissariato di Polizia di Catelvetrano (Tp); per il Palazzo di giustizia e la diga foranea di Gela, la piattaforma di emergenza dell’ospedale di Caltanissetta e lo svincolo di Castelbuono dell’autostrada Palermo-Messina.

L’offensiva contro le ecomafie. A fronte di questo assalto dell’ecomafia c’è comunque un rafforzamento della capacità di risposta. Aumentano gli arresti (+ 43%, da 221 nel 2008 agli attuali 316) e gli illeciti accertati (28.576 oggi, 25.776 lo scorso anno) pari a 78 reati al giorno, cioè più di 3 l’ora. Aumentano del 33,4% le persone denunciate (da 21.336 a 28.472) e dell’11% i sequestri effettuati (da 9.676 a 10.737).

Le richieste al governo. Ma – fa notare il vicepresidente di Legambiente Sebastiano Venneri – l’offensiva contro l’ecomafia dovrebbe essere sostenuta dal governo con una serie di misure concrete: introduzione dei delitti contro l’ambiente nel codice penale; uso delle intercettazioni telefoniche e ambientali nelle indagini; bonifica delle aree più inquinate e delle opere pubbliche realizzate con calcestruzzo povero.

04 giugno 2010

fonte: http://www.repubblica.it/ambiente/2010/06/04/news/ecomafia_cianciullo-4567230/?rss




Quei termovalorizzatori mai costruiti 'puzzano' di mafia

La "denuncia" di Lombardo e "l'affare più grande che in Sicilia si sia concepito"



La Guardia di finanza, coordinata dalla Procura di Palermo che ha aperto un'inchiesta su presunte infiltrazioni mafiose nell'affare dei termovalorizzatori in Sicilia, ha eseguito ieri alcune perquisizioni nelle sedi di tutte le associazioni temporanee di impresa, delle società consortili e delle agenzie pubbliche interessate alla costruzione degli inceneritori. Le perquisizioni sono state effettuate a Milano, Roma, Palermo, Cagliari, Caltanissetta, Enna e Agrigento. Gli inquirenti avrebbero già riscontrato alcune anomalie nell'ambito degli ingenti flussi finanziari attorno all'operazione dei termovalorizzatori e adesso stanno indagando per verificare non solo l'esistenza di infiltrazioni della mafia ma anche di eventuali episodi di corruzione e altre irregolarità.
La Procura di Palermo sta indagando sul bando di gara per la realizzazione di quattro termovalorizzatori - uno a Bellolampo (Palermo), uno a Casteltermini (Agrigento), Paternò (Catania) e Augusta (Siracusa) - mentre nei giorni scorsi il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo aveva denunciato più volte, attraverso la stampa, che dietro ai termovalorizzatori c'erano anche ingenti interessi delle cosche mafiose e per questo aveva consegnato una memoria alla Procura. "Quello dei termovalorizzatori è l'affare del secolo, il più grande che in Sicilia si sia concepito [...] La mafia si è infilata in un sistema che le avrebbe consentito [...] un affare che avrebbe fruttato, chi dice cinque, chi dice sette miliardi di euro, e una rendita annua di centinaia di milioni di euro per i prossimi 20-30 anni", aveva denunciato Lombardo parlando all'Ars un mese fa della sua vicenda giudiziaria (LEGGI).
Tra le aziende perquisite la Falck, che capeggiava tre dei quattro raggruppamenti di impresa assegnatari dell'appalto, la Daneco Gestione Impianti e l'ente appaltante: l'Arra, l'Agenzia Regionale Rifiuti ed Acque. Perquisita anche la Altacoen, ditta ennese, ammessa alla gara anche se priva di certificato antimafia, della quale il Governatore aveva parlato particolarmente, un'impresa indicata come vicina al boss Nitto Santapaola che avrebbe dovuto realizzare il termovalorizzatore di Paternò.


La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Palermo in un comunicato ha aggiunto che la vicenda dei termovalorizzatori, che ha avuto inizio con le gare d'appalto indette nel 2002 dall'allora commissario straordinario per l'emergenza rifiuti - l'allora presidente della regione Sicilia, Salvatore Cuffaro -, è "già nota alle cronache a motivo dell'annullamento, decretato dall'Alta Corte di Giustizia Europea, poi intervenuto in esito alla mancata attuazione delle procedure europee per il bando di gara". Dopo le dimissioni dell'ex governatore Cuffaro, il nuovo governo di Raffaele Lombardo ha deciso di sospendere il piano dei rifiuti e di annullare le gare per i termovalorizzatori.
Le due imprese che vinsero la gara d'appalto sono Actelios del gruppo Falck, che avrebbe dovuto realizzare tre impianti, e Waste, incaricata per il quarto. Non è ancora stato possibile avere un commento di Waste mentre Actelios ha dichiarato di aver consegnato alla Guardia di Finanza la documentazione richiesta: "Actelios SpA [...] comunica, in merito a un'indagine contro ignoti, di aver consegnato alla Guardia di Finanza tutta la documentazione inerente la partecipazione alla procedura ad evidenza pubblica del 9 agosto 2002, richiesta nell'ambito delle attività di acquisizione dei documenti presenti all'interno delle proprie sedi".

E intanto ieri sera il governatore siciliano Raffaele Lombardo è stato sentito, come "persona informata sui fatti", dai pm di Palermo che indagano proprio sulle presunte infiltrazioni mafiose e irregolarità nella realizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia. Lombardo ha risposto alle domande dei sostituti Nino Di Matteo e Sergio De Montis e dell'aggiunto Leonardo Agueci.
Il presidente, sentito per un paio d’ore dai magistrati, ha chiarito alcuni punti dell’esposto presentato in marzo dall’assessore all’Energia del suo governo, Pier Carmelo Russo, dove si faceva riferimento ai costi esorbitanti della gestione commissariale dei rifiuti nell'Isola (209 milioni di euro, 40 dei quali assorbiti dalla macchina burocratica) e si ricostruiva l'iter, iniziato nel 2002 con il Piano regionale sulla gestione dei rifiuti, che ha condotto al progetto di quattro mega termovalorizzatori.
Dall'interrogatorio reso ieri sera da Lombardo, sarebbero emerse, come apprende l'Adnkronos, "informazioni utili".


L'INCHIESTA - La lunga storia dei termovalorizzatori siciliani, finiti sotto inchiesta prima ancora di essere realizzati, potrebbe essere scritta nell’enorme mole di documenti sequestrati ieri dalla Guardia di Finanza. Centinaia di pagine acquisite dalle Fiamme Gialle negli archivi delle società che si aggiudicarono la gara per la costruzione - poi annullata dalla Corte di Giustizia Europea - che potrebbero rivelare un accordo spartitorio tra imprenditori interessati ad accaparrarsi i lavori, presunte infiltrazioni mafiose e funzionari pubblici compiacenti pronti a chiudere un occhio in cambio di tangenti. Un affare da 4 miliardi di euro stoppato da una sentenza che, nel 2007, bocciò la gara per difetto di publicizzazione. Ma secondo i pm della Dda di Palermo ci sarebbe ben altro che vizi di forma.
La vicenda dei termovalorizzatori emerge in diverse inchieste: quella per concorso esterno in associazione mafiosa a carico dell’ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro; quella sul progetto di realizzazione dell’inceneritore di Bellolampo. Spunti investigativi messi insieme dai pm dopo la presentazione in Procura di un dossier sugli impianti da parte dell’assessore regionale all’Energia Russo, più volte sentito dai magistrati e dopo la denuncia del Governatore. Il dossier del governo regionale, dunque, è l’ultimo campanello d’allarme che induce i pm a disporre un’indagine generale su tutti e quattro gli impianti. E per far luce sul business incompiuto, definito da Lombardo "l’affare del secolo", la Procura ha delegato alla Finanza la perquisizione delle sedi di tutte le associazioni temporanee di impresa vincitrici della gara, delle società consortili e dell’Arra, l’agenzia regionale dei rifiuti e delle acque che fu l’ente appaltante.

L’ipotesi investigativa è quella di un accordo di cartello tra le quattro Ati aggiudicatarie che, con la compiacenza di funzionari pubblici a cui sarebbero andate tangenti, si sarebbero spartite a tavolino i lavori e poi, dopo la bocciatura europea, avrebbero fatto andare deserte le gare successive per indurre la Regione ad abbandonare la strada del bando pubblico. Un’intesa, quella ipotizzata, che risalirebbe a prima del 2002 quando, attraverso l’Arra, la Regione bandì la gara. Della vicenda si occuparono l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, in qualità di commissario straordinario dell’emergenza rifiuti, e il suo vice Felice Crosta. Ad aggiudicarsi l’appalto furono quattro raggruppamenti di imprese: la Pea di cui faceva parte la Safab, poi coinvolta in un’inchiesta di corruzione, la Platani Energia Ambiente, la Tifeo e la Sicil Power. Tre Ati erano capeggiate dal gruppo Falck e uno da Waste Italia. Diversi i punti da chiarire: dalla partecipazione alla gara di un’impresa, la Altecoen, priva di certificazione antimafia – la ditta venne estromessa, ma la gara proseguì -, alla costituzione delle Ati in presenza dello stesso notaio. E ancora i criteri scelti per l’individuazione dei siti sui quali dovevano sorgere i termovalorizzatori: Palermo, Casteltermini, Augusta e Paternò. Aree individuate, su previsione del bando, dalle stesse ditte che avevano presentato le offerte teoricamente al buio senza la minima sovrapposizione territoriale. La gara fu però annullata dalla Corte di Giustizia Europea che contestò il mancato rispetto della procedura di evidenza pubblica imposta dalla direttive europee. Le due successive bandite l’anno scorso sono andate deserte.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, Reuters.it, AGI]

- Termovalorizzatori siciliani: tutto da rifare (Guidasicilia, 23/07/08)





*Candidato alle elezioni amministrative anche un nipote del boss


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Isola Pulita

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Isola delle Femmine Consiglio Comunale Bilancio Previsione 2010 6 maggio 2010

*“Sono disposta a vendere una delle mie ville per disporre dei fondi necessari a impedire il successo delle liste avversarie da quella di Portobello


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Consiglio Comunale Isola delle Femmine "infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione"

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Consiglio Comunale Isola delle Femmine 1 febbraio 2010 Rinascita Isolana: Le Vostre collusioni con i POTERI FORTI

*
Isola delle Femmine 16 Gennaio 2010 Rinascita isolana Denuncia il Segretario dr. Scafidi

*Consiglio Comunale 18/9/09 Interrogazioni. Croce Antonio Ato Idrico Associazione Protezione Civile Maggioli

*
Consiglio Comunale Isola delle Femmine 6 Agosto 2009 Rinascita Isolana: "Assessore" CUTINO dimettiti Revocate l'incarico al geom Impastato

*
Bilancio di previsione 2010 proroga al 30 giugno

*La solidarietà dalle Valle dei Templi


*Morte di un Siciliano

*Isola Ecologica di Isola finanziata dalla C.E., Ditta Zuccarello, AL.TA. Borgetto, ATO/PA1?
Dr. Croce, Bruno, geologo Cutino,Puglisi, Ing. Francavilla Arch Licata, M.A.M. s.n.c., geom Dionisi.........

*SEQUESTRATE LE SCHEDE ELETTORALI

*
CONSULENZE e..............

*I PACCHI DELL'AMBIENTALISTA rosso-verde-arancione

*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche

*M.A.M. s.n.c. Progetto di Variante ed Elezioni Amministrative

*Consiglio Comunale Su ATO rifiuti e Ripubblicizzazione Acqua Bene Comune

*Angela Corica

*LA CRICCA DEGLI APPALTI

*La munnezza di Isola delle Femmine vale tanto oro quanto pesa

*DELIBERE DELLA GIUNTA PORTOBELLO 2010

*DELIBERE CONSIGLIO COMUNALE

*Rapporto ecomafia 2008 - Sicilia, ciclo dei rifiuti, la monnezza è “Cosa Nostra”

*
Controllo su atti Enti Locali Circolari e Legge Regionale 44/1991

*
U.R.P. Isola delle Femmine inadempiente pag 7

*
Ingegnere Francavilla Stefano

*
APPROVATI CANTIERI DI LAVORO

*
Ingegnere Lascari Gioacchino

*
Ingegnere Lascari Gioacchino Scalici

*C.E n.03-2010 - Enea Orazio Ing Lascari

*C
onsulenti Geologi Eletti

*
Dr. Marcello Cutino geologo

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Cutino dr. Marcello Pet-coke Portobello DIMISSIONI

*Consiglio Comunale Isola delle Femmine 6 Agosto 2009 Rinascita Isolana: "Assessore" CUTINO dimettiti Revocate l'incarico al geom Impastato

*
Minagra dr. Vincenzo Biologo

*Minagra dr. Vincenzo Consulente ambientale del Sindaco Portobello

*
Le acque d’oro di Ambiente e Sicurezza Dr. Minagra

*Vincenzo dr. Minagra Pet-coke Cutino Portobello

*
I COSTI DELLA POLITICA INCARICHI DIRIGENZIALI A LAVORATORI PRECARI

*
Vigilanza e controllo degli enti locali - Ufficio ispettivo


*ISOLA ecologica PIANO Levante CANTIERI lavoro M.A.M. Pizzerie e........

*
APPROVATI CANTIERI DI LAVORO

*
Cantiere Lavoro all’isola ecologica

*Isola ecologica

*
Architetto Licata Geologo Cutino Incaricati di……

*
Architetto Licata

*Restauro Torre

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Consiglio Comunale 25 giugno 2009 Insediamento "Sindaco" a Isola delle FemmineDichiarazione Rinascita Isolana


*Accesso agli Atti Dichiarazione Redditi Amministratori

*Isola delle Femmine CARTA DEI VALORI "Servire il Paese"

*Interrogazione Parlamentare su infiltrazione mafiosa a Isola delle Femmine

*Mi si è ristretto il pene! Colpa dell'inquinamento

» Posizione Economica Capi di Settore

Vai a → Retribuzione Direttore Generale - Anno 2008

Vai a → Retribuzione Segretario - Anno 2009

Vai a → Trattamento economico annuo lordo dei Titolari di posizione organizzativa

» Curricula Dirigenti e Capi di Settore

*C.V. Dott. Scafidi Manlio Segretario Generale.

*C.V. Sig.ra Pirrone Nunzia Responsabile Settore Amministrativo e del Settore Servizi Sociali.

*C.V. Rag. Fontanetta Biagio Responsabile Settore Economico-finanziario e del Settore Personale.

*C.V. Arch. D'Arpa Sandro Responsabile Settore Urbanistica e del Settore Lavori Pubblici.

*C.V. Dott. Croce Antonio Responsabile Settore Vigilanza (Polizia Municipale).

*C.V. Sig. Tricoli Antonino Responsabile Settore Attività Produttive, Tributi ed Acquedotto




A.T.O. PA1 A.P.S.

Nel tempo abbiamo parlato di: Raccolta Rifiuti, ambiente, Italcementi, Aria irrespirabile, Privatizzazione dei Servizi, Gestione Acque e Qualità delle nostre acque, Inquinamento delle falde acquifere Raffo Rosso, Siti di Importanza della Comunità Europea SIC, Autorizzazione Integrata Ambientale, Piano Regolatore Generale, Cementificazione della fascia costiera, Alga Rossa,Tariffe, Parentopoli, Voto di Scambio, Rappresentanza negli Ambiti territoriali, Raccolta differenziata, Amministratori ciechi, La vita in diretta, Isola Pulita, Isola ecologica, SICAR, Incendio alla SICAR, Assessori all'ambiente Portobello, Wind Shear, Inquinamento da cromo esavalente, Tumori, Malattie collegate all'ambiente, leggi, disposizioni, querele, ricorsi, denunce, esposti..............
Promemoria per il “Sindaco” Professore Gaspare Portobello

Il giorno 20 del mese di novembre dell’anno 2007, presso il Palazzo dei Carmelitani di Partinico, Lei Signor “Sindaco” professore Gaspare Portobello partecipa all’assemblea straordinaria della “Servizi Comunali Integrati R.S.U. S.p.a.”, la Sua partecipazione in quanto facente parte del CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE titolare di una quota pari al 4,726 (quattro virgola settecentoventisei per cento) del CAPITALE SOCIALE. Signor “Sindaco” Lei a partire da quella data risulta essere AZIONISTA (comproprietario) dell’azienda in questione. Naturalmente in qualità di “Sindaco” legale rappresentante del “Comune di Isola delle Femmine” Piazza Duca degli Abruzzi (così come risulta a pagina 8 dell’atto che LEI ha firmato). Quindi faccia un attimo più di attenzione quando addossa la responsabilità del disservizio all'A.T.O. (per favore non si dia la zappa sui piedi)
*Ambiente e politica ad Isola delle Femmine
*Consiglio Comunale Su ATO rifiuti e Ripubblicizzazione Acqua Bene Comune
*Angela Corica
*LA CRICCA DEGLI APPALTI
Dossier sull'acqua ai privati: Scarica il pdf
Dossier Munnizzopoli: scarica il pdf

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