giovedì 17 giugno 2010

Bellolampo Discarica e la Stagione Balneare


Bellolampo Discarica e la Stagione Balneare
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Golfo di Carini inquinato?
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Bellolampo, procura indaga sullo smaltimento del percolato


Il “lago” di percolato che si era formato nel sottosuolo della discarica di Bellolampo sarebbe stato prosciugato. Nel giorno in cui l’Amia annuncia il completamento della bonifica si scopre che, per il passato, attorno alla più grave emergenza ambientale di Palermo era stato organizzato un articolato sistema truffaldino. Due i filoni di indagine seguiti dalla Procura della Repubblica. Il primo riguarda un metodo di “smaltimento” che riversava direttamente in mare una grande quantità di sostanze tossiche. E per questo sono state sequestrate due aziende. L’altro filone ipotizza la fatturazione di una quantità “gonfiata” di percolato smaltito negli impianti di trattamento in Sicilia e in Calabria. Il sospetto nasce da una relazione dell’assessorato regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità che ha analizzato i dati forniti dalla precedente gestione dell’Amia, secondo la quale sarebbero stati smaltiti in poco tempo 45 mila tonnellate di percolato formatosi sotto la quarta vasca di Bellolampo. Ma si tratta, secondo i tecnici dell’assessorato, di un calcolo irreale e comunque manipolato per eccesso. Considerato che la capacità di ciascuna autobotte è di 30 tonnellate, sarebbe stato necessario utilizzarne dodici al giorno per trasportare la quantità di percolato dichiarata dalle ditte incaricate. Il dato quantitativo viene ritenuto incompatibile con la frequenza dei prelievi e con i tempi di trasporto: il materiale inquinante era conferito per un terzo in Sicilia e per due terzi in un impianto di Gioia Tauro. I casi, dunque, erano due: o la quantità smaltita era molto più ridotta oppure il percolato veniva portato illecitamente in altri siti. Anche questo sarebbe accaduto. Lo hanno accertato le indagini dell’Arpa e dei carabinieri del Noe che hanno indotto i pm Gigi Ferrara e Claudia Bevilacqua a ordinare il sequestro preventivo della Vipro srl, un’azienda specializzata nel trattamento del percolato e delle acque di sentina delle navi. Un’elevata concentrazione di cattivi odori, che aveva anche provocato la protesta dei dipendenti, ha fatto scoprire che le sostanze nocive venivano riversate direttamente nelle acque del golfo di Carini. Nello stesso tratto di mare venivano scaricati i residui inquinanti della lavorazione alimentare della ditta Dolce Carollo. Gli amministratori delle due società sono indagati come pure il presidente del consorzio Asi Alessandro Albanese che avrebbe dovuto esercitare i controlli per impedire gli abusi. L’indagine continua anche per verificare la regolarità dell’ attività delle altre ditte interessate allo smaltimento del percolato. Negli ultimi tempi, secondo dati della Prefettura, nella discarica palermitana si sarebbe formato un “giacimento” di circa 300 mila tonnellate di sostanze venefiche. L’emergenza, intanto, stando a quanto assicura l’Amia, sarebbe stata fronteggiata. Nelle viscere di Bellolampo resta solo una ridotta quantità di “liquido contenuto in sicurezza all’interno di una delle due vasche di raccolta, che si sta provvedendo a rimuovere”. L’operazione dovrebbe essere completata entro pochi giorni.

fonte: http://www.livesicilia.it/2010/06/17/bellolampo-procura-indaga-sullo-smaltimento-del-percolato/


In mare i residui del percolato sequestrata un'azienda

Sigilli alla Vipro di Carini. Lo stesso provvedimento, per scarichi irregolari, scatta per l'impresa dolciaria Dolce Carollo

di SALVO PALAZZOLO
17 giugno 2010


Invece di essere smaltiti, i residui del percolato sarebbero finiti in mare. La Procura accusa una delle società incaricate dall'Amia di trattare i residui dei rifiuti di Bellolampo, la "Vipro srl" di Carini, di avere realizzato uno scarico abusivo, collegato col canale delle acque piovane e con il torrente Ciachea. I residui della lavorazione del percolato, ma anche quelli provenienti da rifiuti petroliferi e dalla lavorazione delle navi, avrebbero inquinato il mare. Questo emerge dalle indagini dell'Arpa e dei carabinieri del Noe: tanto è bastato ai sostituti procuratori Geri Ferrara e Claudia Bevilacqua per disporre il sequestro preventivo d'urgenza dell'azienda che nella zona industriale di Carini si occupa dello smaltimento di rifiuti industriali. I vertici societari sono adesso indagati per scarico abusivo di sostanze pericolose, danneggiamento aggravato ed emissione molesta.

Il sequestro è scattato anche per un'altra nota azienda di Carini, impegnata nella produzione dolciaria e nell'importazione di cassate e cannoli in Italia e all'estero. È la "Dolce Carollo srl": la Procura contesta ai vertici della società di avere realizzato uno scarico abusivo per i residui della lavorazione. Le sostanze sarebbero finite nel pozzo delle acque bianche e poi in mare.

Adesso le due società saranno gestite da amministratori nominati dalla Procura. I vertici aziendali finiti nel ciclone delle indagini annunciano già battaglia legale contro i provvedimenti dell'autorità giudiziaria. Una battaglia che partirà subito davanti al giudice delle indagini preliminari, che dovrà pronunciarsi sulla convalida dei sequestri d'urgenza disposti dai magistrati inquirenti.


Nella discarica palermitana di Bellolampo anche animali morti e rifiuti tossici. Indagato il sindaco Cammarata


pubblicato: giovedì 10 giugno 2010 da Peppe Croce



Nella discarica palermitana di Bellolampo anche animali morti e rifiuti tossici. Indagato il sindaco Cammarata


Della settimana scorsa la notizia dell’indagine a carico del sindaco di Palermo, Diego Cammarata, per presunti illeciti nella gestione della discarica di Bellolampo. Di oggi, invece, la diffusione dei dettagli dell’inchiesta della magistratura e, soprattutto, dei capi d’accusa.

Tutti pesantissimi: disastro doloso, inquinamento delle acque e del sottosuolo, truffa, gestione abusiva della discarica, abbandono dei rifiuti speciali e abuso d’ufficio. Secondo quanto riporta il sempre informatissimo giornale on line Sicilia Informazioni, infatti, a Bellolampo gli illeciti sarebbero stati nel corso dei mesi moltissimi:

Nella qualità di sindaco di Palermo, socio unico dell’Amia - si legge nel capo di imputazione - Cammarata dava direttive specifiche agli amministratori della società sulle modalità di gestione della discarica di Bellolampo, tra l’altro autorizzando il conferimento dei rifiuti in violazione delle norme sul preventivo trattamento e consentendo lo stoccaggio dei rifiuti in discarica in attesa della triturazione

Inoltre, sempre secondo il giornale on line che, a sua volta, riporta i contenuti dell’avviso di garanzia di cui è in possesso, Cammarata avrebbe emanato numerose ordinanze al di fuori delle proprie competenze: essendoci a Palermo lo stato di emergenza rifiuti, infatti, la competenza era attribuita al commissario delegato per l’emergenza, cioè il prefetto di Palermo, e non al sindaco.

Dal punto di vista tecnico, poi, infinite sarebbero le irregolarità riscontrate dai giudici a Bellolampo:

La mancata copertura dei rifiuti, la presenza di animali vivi e morti, il conferimento di rifiuti speciali ingombranti, mobili e suppellettili in legno e ferro, l’omessa adozione delle procedure di stratificazione e compattazione dei rifiuti in modo da favorire il recupero immediato e progressivo della discarica, l’omessa raccolta e smaltimento del percolato prodotto in discarica

L’impianto per il trattamento dei rifiuti, inoltre, sarebbe entrato in funzione il 5 gennaio 2010, 9 giorni prima del rilascio dell’autorizzazione. Peggio ancora: in merito all’ipotesi di reato di truffa sembrerebbe che Cammarata abbia dato disposizioni al fine di conseguire un ingiusto profitto costituito nel risparmio dei costi di smaltimento del percolato e commetteva fatti diretti a cagionare un disastro da cui derivava un pericolo per la pubblica incolumità.

Inoltre, scrivono i giudici e riporta Sicilia informazioni

Con artifici e raggiri in ordine al corretto smaltimento dei rifiuti solidi urbani presso la discarica, tra cui quelli derivanti dalla raccolta differenziata o ingombranti che non potevano essere conferiti, si procurava l’ingiusto profitto derivante dai contributi ricevuti per tale forma di smaltimento

L’ipotesi di abuso d’ufficio, infine, deriva dalla rimozione dall’incarico di Giovanni Gucciardo , responsabile della direzione Dipartimento Impianti dell’Amia da ottobre 2009 a gennaio 2010. Gucciardo, a quanto pare, avrebbe tentato di imporre al sindaco una corretta gestione dei rifiuti, come legge prevede.

Insieme a Cammarata, conclude il quotidiano on line siciliano, ci sono numerosi altri indagati:

Vincenzo Galioto (presidente dell’Amia fino al dicembre 2008), Marcello Caruso (presidente dal dicembre 2008 al giugno 2009), Gaetano Lo Cicero (presidente dal giugno 2009 al dicembre 2009 e successivamente liquidatore dal dicembre 2009 all’aprile 2010), Orazio Colimberti (direttore Generale dell’Amia fino al giugno 2009), Nicolò Gervasi (direttore generale dall’ottobre al dicembre 2009), Pasquale Fradella (direttore generale dal dicembre 2009), Antonino Putrone (direttore del Dipartimento Impianti fino al luglio 2007), Fabrizio Leone (responsabile della Direzione Dipartimento Impianti dal luglio 2007 all’ottobre 2009), Giovanni Gucciardo (responsabile della Direzione Dipartimento Impianti dal ottobre 2009 al gennaio 2010), Aldo Serraino (direttore generale dell’Amia dal giugno all’ottobre 2009 e responsabile della direzione Dipartimento Impianti dal gennaio 2010), Luigi Graffagnino (coordinatore delle operazioni di gestione della discarica di Bellolampo), Mario Palazzo (responsabile tecnico Settore Impianti Amia)

Via Sicilia Informazioni



PALERMO. La discarica al collasso

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Topi, scarafaggi e zanzare invadono Palermo. Alla perpetua emergenza rifiuti, con lo scoppio del caldo torrido, si affianca l’emergenza igienico-sanitaria. È in vorticoso aumento, infatti, la presenza di insetti e ratti per le strade del capoluogo siciliano dove i cittadini convivono con contenitori stracolmi di rifiuti e l’odore nauseabondo che diventa insopportabile alla sera, quando in giro ci sono anche gli autocompattatori.
L’Amia, la ex municipalizzata per l’igiene ambientale commissariata dal tribunale di Palermo, sostiene di aver “predisposto e avviato la campagna stagionale di disinfestazione”. Ma è crisi in città anche per i ristoratori che, come di consueto, piazzano tavolini e sedie per strada a pochi passi da cumuli di rifiuti. Bellolampo, la discarica cittadina, è al collasso e ne avrà per un altro paio di mesi. Si torna a parlare di costruire un termovalorizzatore. Ma prima, ovviamente, si deve dichiarare l’emergenza.

(Andrea Cottone)

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Via Salemi a Palermo (FOTO VALERIA LO IACONO)

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Via Ruggero Marturano a Palermo (VALERIA LO IACONO)

Intervista. Messina (Legambiente) a Polisblog: “Rifiuti a Palermo? Serve chiarezza su Bellolampo”
pubblicato: giovedì 10 giugno 2010 da Ulisse Spinnato Vega

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I numeri contano. E quando i numeri ballano, la storia si fa complicata, il mistero si infittisce. L’emergenza rifiuti a Palermo è storia di numeri che non tornano. Quelli del bilancio Amia innanzitutto: la municipalizzata che dovrebbe tenere pulita la città ha un buco da 80milioni di euro (l’anno scorso erano 180milioni), è stata dichiarata insolvente in febbraio e commissariata in aprile.

Il governo Berlusconi ci aveva messo 230milioni, ma non è bastato per tappare la falla di una gestione a dir poco allegra da parte della vecchia dirigenza della società, guidata dall’attuale senatore Pdl Enzo Galioto. Cene di lusso e viaggi a Dubai per ‘missioni d’oro’ mentre i dipendenti non ricevevano gli stipendi e scarseggiavano i mezzi di pulizia delle strade.

Poi ci sono i numeri, poco chiari, della collina di Bellolampo, la discarica dell’orrore, la bomba ecologica sulla testa dei palermitani che in passato ha persino alimentato leggende metropolitane sull’occultamento dei cadaveri di mafia tra le scorie della città. Cinque vasche di sversamento, la quarta che non arriverà a fine giugno e un velo di mistero sulla reale capienza della quinta che sta per entrare in funzione. Senza dimenticare l’allarme percolato, mille tonnellate di rifiuti al giorno da smaltire e la prospettiva di un termovalorizzatore che forse pochi in città accetterebbero.

All’inizio sembrava che la quinta vasca potesse contenere 700mila tonnellate – dice a Polisblog.it Giuseppe Messina, portavoce di Legambiente Palermo – E questo ci avrebbe dato respiro per un lungo periodo. Poi sono intervenuti i commissari Amia con lo studio del professore Vagliasindi, dell’Università di Catania, e la capienza si è ridotta a 147mila tonnellate”. Una stima che vuol dire solo una cosa: a metà agosto la città sarà di nuovo in piena emergenza.

Lunedì c’è una riunione con il prefetto, che è commissario straordinario, e speriamo di avere un chiarimento sulla reale capienza della quinta vasca di Bellolampo”, sospira Messina. Poi aggiunge: “La relazione di Vagliasindi è a tinte forti: si pensava inizialmente che ci fossero 10mila tonnellate di percolato sotto i rifiuti della discarica, ora invece si parla di quasi 200mila tonnellate da trattare”. In pratica uno smisurato lago di veleni nelle viscere della collina, un lago che cresce giorno dopo giorno malgrado se ne estraggano quotidianamente 35mila tonnellate.

L’esponente di Legambiente precisa che ad oggi non c’è pericolo per le falde acquifere, però “di fatto, il torrente Celona ha fatto registrare presenze di percolato. E il Celona alimenta il canale Passo di Rigano che poi va a sfociare nel mare dell’Acquasanta, al bacino 5, dentro i cantieri navali”. La situazione è “molto pericolosa” e si faranno “dei pozzi sonda, delle trivellazioni per capire esattamente cosa c’è sotto”, spiega Messina. I risultati dovrebbero arrivare entro una decina di giorni, ma intanto la procura della Repubblica indaga.

In ogni caso, “Palermo avrà altri problemi gestionali, visto che il ciclo dei rifiuti è totalmente inefficiente – rileva il portavoce dell’associazione ambientalista – In discarica arriva di tutto e con il commissariamento non si fa il lavoro di separazione. L’abbancamento è in ritardo e la raccolta viene effettuata a rilento. La differenziata, poi, è solo all’inizio: i risultati sono eccezionali ma assolutamente limitati. Amia ha già difficoltà a gestire questa prima fase, tuttavia i cittadini rispondono bene perché hanno capito che è la soluzione ai loro problemi. Inoltre – chiude Messina – l’ipotesi di un termovalorizzatore sulla testa non fa stare tranquillo nessuno”.

Dunque la quinta vasca darà meno respiro di quanto si sperasse. E c’è chi inizia a parlare di una sesta vasca a Bellolampo. Nel frattempo la città è illuminata dai falò notturni di rifiuti che mandano in fumo pure i cassonetti. Gli interventi dei vigili del fuoco si moltiplicano giorno dopo giorno sia in centro che in periferia. Il sindaco Diego Cammarata è indagato, tra l’altro, per truffa e gestione abusiva della discarica. Ma l’emergenza riguarda tutta la provincia, da Termini Imerese e Altavilla Milicia fino a Balestrate. E’ il fallimento dei 27 Ato (Ambiti territoriali ottimali) voluti da Totò ‘vasa vasa’ Cuffaro quand’era governatore. L’illegalità regna sovrana: basti considerare che dalla data in cui è stata dichiarata l’emergenza rifiuti, il 16 gennaio 2009, a Palermo sono state arrestate 56 persone, 106 in tutta la provincia.

ISPEZIONE DELLA QUARTA COMMISSIONE A BELLOLAMPO.
Percolato e rischio saturazione quarta e quinta vasca: pessima gestione dei progetti esistenti.

Monastra: interrogazione al Sindaco

Su mia proposta la quarta Commissione Consiliare Igiene e Sanità ha effettuato stamane (14 giugno) un sopralluogo alla discarica di Bellolampo; un’esperienza ‘istruttiva’ che ci ricorda come la società dei consumi produca letteralmente montagne di rifiuti che se ben gestite potrebbero essere risorse economiche nel rispetto dell’ambiente invece di rappresentare una minaccia.

Così il percolato prodotto a Bellolampo, liquame residuale derivante dalla miscellanea di spazzatura organica e inorganica, oggi viene smaltito in modo insensato, con costi elevatissimi e operazioni che lo portano letteralmente fuori dalla Sicilia;

ma il paradosso è che esistono già diversi progetti messi a punto da Amap:

se fossero attuati da Acque Potabili Siciliane, come dovrebbe, consentirebbero la realizzazione di un adeguato impianto di smaltimento del percolato prodotto a Palermo ogni giorno, cioè cinquecento tonnellate.

La struttura dovrebbe essere realizzata ad Acqua dei Corsari, dove già è operativo un depuratore di acque fognarie.

Poi si pongono alcuni inquietanti interrogativi: cosa succederà dopo la saturazione della quinta vasca, a prescindere dalla querelle sui tempi di saturazione?

Al momento non sembra che vi siano le idee molto chiare;

se la quinta vasca, come sembra, verrà addossata alla quarta ci chiediamo se si stiano predisponendo i sistemi di raccolta e canalizzazione del percolato; senza tale attenzione si verrebbe a produrre un percolato ingestibile poichè si raccoglierebbe al di sotto di tonnellate di spazzatura, infiltrandosi nel sottosuolo con le drammatiche immaginabili conseguenze.

Inoltre alla luce del ‘giro di ispezione’ di stamattina è evidente che le dimensioni della quinta vasca sono molto più ridotte rispetto al progetto iniziale: quest’ultimo correttamente prevedeva l’uso di un’area molto più vasta, preservata invece in modo incomprensibile per la realizzazione di un mega inceneritore: quest’ultimo, sappiamo oggi, non sarà più realizzato in quell’area e di quelle dimensioni;

per altro la zona interessata è di Palermo Energia Ambiente, che avrebbe dovuto costruire il suddetto megainceneritore insieme ad altre società di cui alcune indagate per i rapporti poco chiari con soggetti ritenuti mafiosi dalla magistratura;

secondo il mio giudizio politico, Pea, costola di Amia, è nata dalla ‘dissennata’ gestione di Amia negli anni 2001-2008, e per di più è misteriosamente’ ancora in vita, a quanto pare, sotto la presidenza dell’ing. Lo Cicero.

Tutto ciò sarà oggetto di un‘apposita interrogazione al Sindaco.

Palermo, 14 giugno 2010 Antonella Monastra – gruppo Un’Altra Storia : Uff. stampa: Danila Giardina –
ANTONELLA MONASTRA
Commissione Ecomafie a Trapani per l’affare termovalorizzatori
di Maria Loi – 9 giugno 2010
Trapani.
Sono iniziati i lavori della commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Il presidente Gaetano Pecorella all’apertura delle attività ha spiegato il nuovo piano di smaltimento dei rifiuti che non prevede, ad esempio, la realizzazione di termovalorizzatori a differenza del passato.

La commissione ha già sentito i prefetti di Palermo e Trapani e i commissari dell'Amia, l'azienda per l'igiene ambientale del capoluogo siciliano. Questa mattina invece ci sono state le audizioni dei magistrati della Dda di Palermo che grazie alle carte consegnate prima da Pier Carmelo Russo (ascoltato due volte dai magistrati di Palermo) e poi dal governatore siciliano Raffaele Lombardo (presentatosi a palazzo di giustizia spontaneamente) hanno consentito di dare risposte più esaustive ai commissari.
In particolare, il procuratore di Palermo Francesco Messineo e gli aggiunti Teresi e Agueci hanno illustrato la situazione generale spiegando che “molte inchieste sono in corso, il punto è riuscire ad individuare responsabilità specifiche”. Messineo ha detto ai membri della commissione che “l’attuale normativa in materia è avanzata, bene articolata e tutto sommato aderente alle esigenze. Il punto è se poi gli organismi amministrativi non adempiono alla prescrizione di legge si verificano ipotesi devianti come il fenomeno del percolato a Bellolampo, che in questo momento rappresenta un aspetto particolarmente critico”.
Sempre in mattinata c’è stata l’audizione tecnica dell’assessore all’Energia Pier Carmelo Russo. Quest’ultimo ha parlato di una "situazione di crisi evidente" che è stata “generata dalla nuova legge regionale sui rifiuti, che ha fatto saltare un sistema che ha garantito cospicui profitti a tasso di liceità variabile”. Al suo intervento hanno fatto seguito quello dei vertici dell’Arpa, della Protezione civile e del Dipartimento acque e rifiuti della Regione.
Era programmato per la giornata odierna anche il sorvolo dei siti di Casteltermini e Paternò, dove era prevista la realizzazione dei termovalorizzatori, e della discarica di Gela.
Domani invece la commissione si sposta negli uffici della prefettura di Catania per le audizioni dei procuratori di Messina e Bacellona Pozzo di Gotto, dell’aggiunto di Catania e del presidente della Regione Lombardo.
Come ha evidenziato l’ultimo rapporto “Ecomafie 2010” le infrazioni legate al ciclo dei rifiuti hanno registrato un decisivo aumento e la Sicilia si è collocata al terzo posto per illeciti ambientali accertati confermando di essere una delle regioni a più alto tasso di illegalità.


http://www.antimafiaduemila.com/content/view/28838/78/

Inquinamento acquifero e l’alga killer:
*Alga Rossa Agosto 2006
*contro la 'ostropsis ovata', l'alga tossica che ha rovinato l ...
*Isola Pulita petizione/interrogazione su inquinamento alga rossa
*Divieto balneazione pericolo alghe
*Isola e Capaci, torna l' allarme alga sedici intossicati alla ..
*APAT: IdeAmbiente
*ARPA Sicilia - ALGA INVISIBILE E QUALITÁ DELLE ACQUE MARINO- COSTIERE



*Commissariamento dei Comuni per inadempienze per gestione rifiuti?
A.T.O. PA1 A.P.S.

Nel tempo abbiamo parlato di: Raccolta Rifiuti, ambiente, Italcementi, Aria irrespirabile, Privatizzazione dei Servizi, Gestione Acque e Qualità delle nostre acque, Inquinamento delle falde acquifere Raffo Rosso, Siti di Importanza della Comunità Europea SIC, Autorizzazione Integrata Ambientale, Piano Regolatore Generale, Cementificazione della fascia costiera, Alga Rossa,Tariffe, Parentopoli, Voto di Scambio, Rappresentanza negli Ambiti territoriali, Raccolta differenziata, Amministratori ciechi, La vita in diretta, Isola Pulita, Isola ecologica, SICAR, Incendio alla SICAR, Assessori all'ambiente Portobello, Wind Shear, Inquinamento da cromo esavalente, Tumori, Malattie collegate all'ambiente, leggi, disposizioni, querele, ricorsi, denunce, esposti..............
Promemoria per il “Sindaco” Professore Gaspare Portobello

Il giorno 20 del mese di novembre dell’anno 2007, presso il Palazzo dei Carmelitani di Partinico, Lei Signor “Sindaco” professore Gaspare Portobello partecipa all’assemblea straordinaria della “Servizi Comunali Integrati R.S.U. S.p.a.”, la Sua partecipazione in quanto facente parte del CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE titolare di una quota pari al 4,726 (quattro virgola settecentoventisei per cento) del CAPITALE SOCIALE. Signor “Sindaco” Lei a partire da quella data risulta essere AZIONISTA (comproprietario) dell’azienda in questione. Naturalmente in qualità di “Sindaco” legale rappresentante del “Comune di Isola delle Femmine” Piazza Duca degli Abruzzi (così come risulta a pagina 8 dell’atto che LEI ha firmato). Quindi faccia un attimo più di attenzione quando addossa la responsabilità del disservizio all'A.T.O. (per favore non si dia la zappa sui piedi)
*La Lega Nord con un emendamento approva la soppressione degli ATO
*Il Vespro Mese di Giugno: Isola delle Femmine fare chiarezza in consiglio pag.10.11.12 e la rubrica Caro “Sindaco” Portobello Professore Gaspare pag 40 e 41
*Bellolampo Discarica e la Stagione Balneare
*Munnezza a Isola : Costi Determine Ordinanze Impegni di Spesa
*Tutti all’Harry’s Bar per discutere l’appalto

*La ricchezza o la povertà la misuri dai rifiuti prodotti
*Caro "Sindaco" Prof Gaspare Portobello Mafia o Antimafia?
*Commissariamento dei Comuni per inadempienze per gestione rifiuti?
*Isola delle Femmine: Chi è lo sciacallo?
*Berlusconi: “..magari gli viene in mente di sparargli un colpo in testa”
*L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA APPROVA LA LEGGE SUI RIFIUTI
*A.T.O. A.P.S. SERVIZI PRIVATIZZAZIONI ONERI E COSTI
*Ambiente e politica ad Isola delle Femmine *Modalità di gestione dei Rifiuti
*ATO Rifiuti Sentenza Corte Conti Tariffe Competenza Comuni
*Corte dei Conti INDAGINE funzionamento ATO PA 1
*ATO Idrico Pa1 Struttura tariffa e agevolazioni
*Consiglio Comunale Su ATO rifiuti e Ripubblicizzazione Acqua Bene Comune
*Angela Corica
*LA CRICCA DEGLI APPALTI
Dossier sull'acqua ai privati: Scarica il pdf
Dossier Munnizzopoli: scarica il pdf
*"Sindaco" Gaspare Portobello Mafia o Antimafia
*Sindaco Portobello: Chi è lo sciacallo?
*Rapporto sulle tecniche di trattamento dei rifiuti

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