mercoledì 22 settembre 2010

Dall'inchiesta 'Illegal Bets'

Il clan delle scommesse clandestine
Repubblica — 22 settembre 2010   pagina 11   sezione: PALERMO


IL CAPOMAFIA di Villabate, Giovanni D' Agati, diceva un gran bene dell' imprenditore Enrico Splendore, una vera celebrità a Palermo nel settore dei centri scommesse. «È una persona intelligente - ribadiva il padrino ai suoi picciotti, e non sospettava di essere intercettato - da una custurera si è fatto un nome». La custurera è una piccola sartoria, oggi diventata la «Splendore atelier» di Villabate. Ma l' impero economico del quarantatreenne Enrico Splendore è ormai da tempo in una catena di centri scommesse, tutti apparentemente leciti, dove in realtà il mercato clandestino del gioco vale 120 mila euro a settimana. Questo hanno scoperto le indagini dei carabinieri della Compagnia di Misilmeri.E la notte scorsa, Splendore è finito in manette assieme ad altre quindici persone che reggevano la sua rete d' affari. Lui faceva di tutto per sembrare un insospettabile. Aveva sponsorizzato la squadra del Villabate calcio e si faceva fotografare soddisfatto a ogni maxi vincita nel suo frequentatissimo bar di via Amedeo D' Aosta o in uno dei suoi centri scommesse. Il pentito Andrea Bonaccorso, uno dei fedelissimi di Salvatore Lo Piccolo, ha fugato ogni dubbio: «Da sempre Splendore gestisce il banco del totonero ed è inserito a pieno titolo nel settore. Ha vinto una gara per aprire tre punti Snai, due a Palermo e uno a Villabate. E ha rapporti di affari con la famiglia Tagliavia in quanto aveva fatto con loro da prestanome e socio nel bar Splendore di Palermo». Le intercettazioni che hanno poi portato D' Agati in manette, qualche mese fa, hanno confermato le frequentazioni pericolose di Enrico Splendore con il clan di Villabate: fra i suoi più fidati collaboratori, anche loro finiti in carcere la notte scorsa, c' erano Davide e Maurizio Di Peri, che in famiglia hanno avuto due lutti per la guerra di mafia di Villabate, il padre e il fratello. Un' altra indagine, dei carabinieri del nucleo Investigativo, ha appurato che i Di Peri erano i prestanome del boss D' Agati: per suo conto gestivano il punto Snai di via Giulio Cesare, a Villabate. Le indagini, coordinate dai sostituti Claudia Ferrari e Salvatore Leopardi nonché dal procuratore aggiunto Antonino Gatto, hanno tenuto a lungo sotto controllo Splendore attraverso le intercettazioni telefoniche. Il manager delle scommesse vicino ai boss poteva contare su due informatici d' eccezione, Leonardo Siciliano e Fabrizio Spoto: «Avevano creato un sistema quasi perfetto - spiega il colonnello Teo Luzi, comandante provinciale dei carabinieri - era fatto per restare parallelo a quello legale». Per incitare gli scommettitori a scegliere il circuito clandestino l' organizzazione offriva la possibilità di giocare anche cifre elevate, fino a 15 mila euro. Ma c' era tanto spazio anche per i meno abbienti: Splendore accettava anche scommesse da 1 o 2 euro; la cifra minima di accesso al sistema legale è invece di 3 euro. Il gruppo era così rodato che prendeva puntate anche dalla provincia di Firenze, dove poteva contare su un altro fidatissimo, Giuseppe Vassallo, un palermitano trapiantato a Rignano sull' Arno. «Nulla era lasciato al caso - spiega il tenente colonnello Giuseppe De Riggi, che comanda il Gruppo di Palermo - nel caso in cui la puntata si presentava particolarmente rischiosa per il banco clandestino l' organizzazione si assicurava la copertura finanziaria giocando la medesima scommessa con l' agenzia legale. Così, venivano limitate le perdite per il banco nel caso in cui lo scommettitore avesse vinto». L' indagine ha portato al sequestro di tre centri scommesse gestiti da alcuni degli arrestati: "Jackpot" (via Castellana), di Giuseppe Di Piazza (in manette anche un suo dipendente, Alfonso Lo Bianco); Mister Winner (corso Italia, Isola delle femmine), di Mario Di Martino; Betting (corso Butera, Bagheria) di Salvatore Bruno.

- SALVO PALAZZOLO

Le scommesse clandestine dei boss

Sgominata a Villabate un'organizzazione con struttura piramidale: l'attività veniva svolta grazie alla copertura di tre agenzie. L'incasso era di 120 mila euro a settimana, 16 provvedimenti cautelari emessi. Tutti i nomi dei fermati

PALERMO - Il nuovo presunto capomafia di Villabate, Giovanni D'Agati, aveva deciso di mettersi in affari con le scommesse sportive. E avrebbe individuato in Enrico Splendore l'uomo cui affidare la gestione del gioco clandestino.
È uno dei particolari che emerge dall'inchiesta 'Illegal Bets', del Comando provinciale dei carabinieri di Palermo. L'11 novembre 2007, Giovanni D'Agati, parlando con un fedelissimo, gli racconta di avere convocato una persona per comunicargli che "abbiamo deciso di puntare sopra di te..., perchè hai tutte le carte in...come gli altri, però, rispetto agli altri riteniamo che tu sei una persona intelligente. Tu hai questa cosa, tua personale, una custurera (piccola sartoria, ndr), che ha saputo creare un nome...".
Secondo i carabinieri, D'Agati avrebbe fatto riferimento ad Enrico Splendore, titolare di un atelier di moda a Villabate e gestore di un bar a Brancaccio, all'interno del quale opera un centro scommesse. Che fosse Splendore a gestire le scommesse, in collaborazione con Leonardo Siciliano, emergerebbe da una serie di intercettazioni telefoniche. Il 29 luglio del 2007, Siciliano chiama Splendore per riferirgli di avere ricevuto una proposta di scommessa. Secondo l'accusa, Splendore avrebbe preteso di essere informato su tutte le operazioni.
"Mi ha telefonato Filippo. Per questa sera l'Over", spiegava Siciliano. "Di chi?", gli chiedeva Splendore. Risposta: "Del Napoli". E Splendore avrebbe dato il via libera alla giocata ("Va bene"). Lo scommettitore era pronto a puntare "o 5 o 10. (mila euro, ndr)".
L'operazione denominata "Illegal Bets" conclude una complessa attività investigativa sviluppata, a partire dal 2008, dai carabinieri della Compagnia di Misilmeri sotto la direzione della Procura di Palermo. Le indagini, che hanno interessato una vasta area della provincia estendendosi fino alla Toscana, hanno accertato l'esistenza di un'organizzazione, con una struttura piramidale, il cui scopo era quello di procacciare scommettitori invogliati ad effettuare "puntate clandestine" su incontri di calcio della Serie A e dei principali campionati esteri.
Il giro di scommesse, con la promessa di vincite superiori a quelle delle società ufficiali, era gestito attraverso l'utilizzo di un software opportunamente studiato per tenere sotto controllo tutta la contabilità delle puntate ricevute.
L'attività illecita veniva svolta mediante la "copertura" offerta da tre agenzie di scommesse delle quali gli organizzatori del giro "clandestino" erano titolari, gestori o impiegati. L'incasso dell'organizzazione, quantificato in circa 120 mila euro a settimana, ha consentito all'organizzazione di lucrare centinaia di migliaia di euro, tutti esentasse.
I carabinieri del Comando provinciale di Palermo stanno analizzando un piccolo tesoro accumulato dall'organizzazione di scommesse clandestine sgominata nel corso dell'inchiesta Illegal Bets. "Sono stati trovati assegni bancari e cambiali per un valore di 300 mila euro - spiega il colonnello Teo Luzi, comandante dei carabinieri di Palermo. Adesso cercheremo di ricostruire il percorso di questi titoli per scoprire eventuali nuove complicità".
Il riferimento è al ruolo di alcuni personaggi legati ad ambienti mafiosi che starebbero dietro al giro di scommesse. "Al momento abbiamo riscontrato la contiguità con Cosa nostra di alcuni personaggi indagati - conferma il procuratore aggiunto di Palermo, Antonino Gatto -. Si tratta di un tema che svilupperemo. Il sistema garantiva grandi guadagni ed è ipotizzabile che ci sia dietro un interessamento dei boss". Gli inquirenti non escludono che gli assegni e le cambiali per trecento mila euro siano solo una parte dei titoli accumulati dall'organizzazione.
Gli arrestati sono: Enrico Spendore, 44 anni, di Villabate ma residente a Palermo, commerciante; Leonardo Siciliano, 46, originario di Bagheria, ma residente a Palermo, bracciante agricolo, già denunciato in altre occasioni sempre per scommesse clandestine; Vito Stecca, 48, palermitano, impiegato del bar 'Splendorè di Palermo.
Mario Di Martino, 52, residente a Isola Delle Femmine, titolare della 'Mister Winner- Centro servizi telematicì, a Isola Delle Femmine (Pa); Giuseppe Di Piazza, 37, palermitano, gestore dell'agenzia di scommesse intestata a sua moglie, 'Jackpot, di Landolina Maria Rosarià, a Palermo; Alfonso Lo Bianco, 30, palermitano, dipendente dell'agenzia di scommesse 'Jackpot di Landolina Maria Rosarià; Fabio Ribera, 33, residente a Villabate; Davide Di Peri, 32, di Villabate.
Maurizio Di Peri, 34, di Villabate; Fabrizio Spoto, 41, di Carini, perito informatico; Francesco Paolo Costanzo, 37, originario di Palermo e residente a Milano, perito informatico; Giuseppe Vassallo, 45, originario di Palermo, commerciante di auto residente ad Empoli (Fi) e domiciliato a Rignano sull'Arno (Fi); Salvatore Giuseppe Bruno, 33, di Bagheria, già dipendente dell'agenzia di scommesse 'Betting-2000', a Bagheria (Pa).
Giuseppe Cavallaro, 33, di Misilmeri, già raggiunto da numerose denunce per gioco e scommesse clandestine; Enrico Riggi, 49, di Misilmeri, anche lui già denunciato per scommesse clandestine; Biagio Scianò, 37, di Palermo, commerciante.
21/09/2010


Oltre 100 Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo conducono dalle prime ore del mattino una vasta operazione per l’esecuzione di 16 provvedimenti cautelari emessi dal Gip del Tribunale di Palermo a carico di altrettanti soggetti responsabili di associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo di ricezione di scommesse. L’operazione – denominata “illegal bets” – conclude una complessa attività investigativa sviluppata, a partire dal 2008, dai Carabinieri della Compagnia di Misilmeri sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo (Procuratore aggiunto Antonino Gatto, Sostituti procuratori Claudia Ferrari e Salvatore Leopardi). Le indagini hanno interessato una vasta area della provincia di Palermo: dall’hinterland orientale (Villabate, Ficarazzi e Bagheria), sino a giungere alle località dell’immediato entroterra (Misilmeri), a quelle occidentali (Isola delle Femmine, Carini, Capaci e Partinico), estendendosi sino in Toscana, nei comuni dell’hinterland fiorentino (Empoli, Figline Valdarno e Rignano sull’Arno). I riscontri investigativi sono scaturiti da una prolungata attività di osservazione e dall’accurato esame delle transazioni di denaro riferite ai soggetti d’interesse e hanno trovato piena conferma dalle intercettazioni telefoniche attivate successivamente, permettendo la ricostruzione dell’articolata catena criminale. Si trattava di procacciare scommettitori che venivano invogliati ad effettuare “puntate clandestine” su incontri di calcio della massima serie italiana e dei principali campionati esteri (Bundesliga, Premier league, Liga spagnola, ecc. ) attraverso allettanti prospettive di riscossione di vincite superiori a quelle offerte dalle società ufficiali, titolari di concessione. Tra i principali tratti distintivi dell’attività illecita sono emersi: una struttura verticistica facente capo a  Enrico Splendore, 43 anni, a sua volta coadiuvato da altri sodali tra i quali spicca Leonardo Rosario Siciliano 46 anni; la circostanza che alcuni dei soggetti destinatari del provvedimento, già affiliati alla “famiglia mafiosa” di Villabate, sono stati recentemente arrestati e condannati per fittizia intestazione di beni. Si tratta dei fratelli Davide e Maurizio Di Peri, catturati nel corso dell’operazione “Senza frontiere” condotta dal Reparto operativo carabinieri di Palermo e recentemente condannati dal Gup di Palermo per avere  intestato a terzi prestanome la sala scommesse “Punto Snai” di Villabate, di fatto riconducibile a  Giovanni D’agati, “capo famiglia” di Villabate. In particolare, i carabinieri di Misilmeri hanno accertato che proprio presso l’agenzia i fratelli Di Peri gestivano prevalentemente l’attività di ricezione e pagamento delle scommesse clandestine, seguendo le direttive di Leonardo Rosario Siciliano che a sua volta riceveva indicazioni da Enrico Splendore; le attività di ricezione delle scommesse e pagamento delle vincite venivano svolte mediante la “copertura” offerta da 3 agenzie di scommesse (Palermo, Bagheria e Isola delle Femmine) delle quali gli organizzatori del “giro di scommesse clandestine” erano titolari, gestori o impiegati;   i membri del gruppo criminale si avvalevano di un sistema informatico proprio per la gestione delle “puntate” in nero e il pagamento delle vincite, sostituendo la loro organizzazione a quella legale delle agenzie concessionarie presso le quali lavoravano, che – in sostanza – servivano da copertura; gli scommettitori erano attirati dalla possibilità di giocare cifre elevate (fino a 15 mila euro per una sola scommessa) e di incassare conseguentemente cifre esorbitanti in caso di vincita: praticamente senza limite di posta e d’incasso. I sodali inoltre, al fine di invogliare le scommesse anche da parte dei meno abbienti, hanno programmato un sistema telematico che permetteva di “bancare” puntate anche per importi pari a 1 o 2 euro, contrariamente alla cifra minima stabilita per legge che è di 3 euro per ciascuna scommessa; l’incasso quotidiano dell’organizzazione - quantificato complessivamente in 120.000€ a settimana – ha consentito ai sodali di lucrare centinaia di migliaia di euro, tutti  esentasse. Le investigazioni hanno posto in evidenza la centralità di Enrico Splendore che - avvalendosi della collaborazione di Leonardo Rosario Siciliano e Vito Stecca - gestiva di fatto l’apparato delle scommesse, impartendo disposizioni ben precise. Tali relazioni sono emerse in maniera inequivocabile, in particolare, nel corso delle telefonate tra il Siciliano e lo Splendore il quale, grazie ad un software opportunamente studiato da Fabrizio Spoto e Francesco Paolo Costanzo, riusciva a tenere sotto controllo tutta la contabilità delle scommesse ricevute. Dunque, Siciliano - seguendo le direttive impartite da Splendore - “bancava” le scommesse che venivano raccolte e comunicate, telefonicamente o a mezzo fax, dai numerosi “agenti” sparsi nel territorio della provincia di Palermo e addirittura della provincia di Firenze. In alcuni casi - e in particolar modo per quelle scommesse la cui posta era altissima o che erano considerate rischiose per l’organizzazione clandestina - prima di accettare la puntata, Siciliano contattava Splendore chiedendo l’autorizzazione a poter accettare la “puntata” dallo scommettitore. Nei casi in cui la scommessa era particolarmente rischiosa per il “banco clandestino”, Splendore si assicurava la “copertura finanziaria” giocando la medesima scommessa con l’agenzia legale. Tale sistema consentiva grossi introiti nel caso in cui la scommessa veniva persa dal giocatore e, al tempo stesso, limitava le perdite per il “banco”, nel caso in cui lo scommettitore avesse vinto. Dunque, l’organizzazione accettava tutte le scommesse, ma per quelle ritenute rischiose si garantiva una copertura economica effettuando il cosiddetto “scarico”, cioè effettuando una scommessa con sistema legale dell’agenzia concessionaria del servizio. In sostanza, i membri dell’organizzazione sono coscienti che il “banco” vince sempre, ma intendono limitare le perdite in caso di scommesse considerate molto probabili: in questi casi, la scommessa viene giocata regolarmente.  Tra i soggetti che sono risultati inseriti nella rete di scommesse clandestine facente capo a  Enrico Splendore, vi sono anche i titolari, i gestori o gli impiegati delle seguenti agenzie di scommesse: “Jackpot” sita in via Castellana di Palermo, intestata a Landolina Maria Rosaria  e gestita dal marito Di Piazza Giuseppe unitamente a Lo Bianco Alfonso; “Mister winner - centro servizi telematici” sita a Isola Delle Femmine, corso Italia intestata e gestita da Di Martino Mario;  “Betting 2000” sita a Bagheria Corso Butera gestita da Bruno Salvatore Giuseppe, attività ad oggi cessata. I gestori delle agenzie di scommesse contattavano il Siciliano al fine di evidenziargli alcuni problemi inerenti gli aggiornamenti da effettuare al sistema informatico, segnalandogli di volta in volta le variazioni da apportare alle quote “scommessa/percentuale della vincita”, nonché problemi verificatisi durante l’inserimento di scommesse nel programma informatico illegale. Dopo aver ricevuto le segnalazioni, Siciliano, a sua volta le girava subito a Fabrizio Spoto, sollecitandone l’intervento tecnico, in quanto senza la dovuta assistenza le agenzie non sarebbero state in grado di “bancare” le scommesse per le quali emettevano una ricevuta di carta del tutto simile a quelle originali e legali.Altro elemento emerso nel corso delle attività e che non lascia dubbi circa l’affiliazione delle predette agenzie al “sistema” gestito da Splendore, è dato dal fatto che Siciliano si recava periodicamente presso le citate agenzie per effettuare i conteggi e incassare o versare danaro a seconda dell’esito delle scommesse “bancate” dall’organizzazione. La “Mister winner - centro servizi telematici” veniva usata dall’organizzazione anche per effettuare puntate in Toscana, gestite da Giuseppe Vassallo, che aveva il compito di raccogliere, sempre per conto dell’organizzazione, le scommesse nei comuni limitrofi al suo comune di residenza Rignano sull’Arno e nella zona di Firenze.  Le somme di danaro inviate da Palermo al Vassallo - mediante Western Union -  servivano per i pagamenti delle scommesse vincenti.  L’indagine dei Carabinieri ha praticamente decapitato in un solo colpo una fitta rete di soggetti che gestivano il settore delle scommesse clandestine nei centri della provincia interessati dal fenomeno, lucrando cifre consistenti che – con ogni probabilità – sarebbero servite a finanziare altre attività illecite riconducibili ad esponenti della criminalità organizzata.  Di seguito i soggetti interessati dal provvedimento: Enrico Splendore, classe 1967, originario di Villabate e residente a Palermo, commerciante, incensurato; Leonardo Rosario Siciliano, classe 1964, originario di Bagheria e residente a Palermo, bracciante agricolo, incensurato, già gravato da altre denunce per scommesse clandestine; Vito Stecca, classe 1962, palermitano, incensurato gravato da denunce all’A.G., impiegato presso il bar - corner scommesse “Splendore” di Palermo; Mario Di Martino, classe 1958, residente a Isola Delle Femmine, incensurato, titolare della “Mister winner - centro servizi telematici” sita a Isola Delle Femmine in corso Italia; Giuseppe Di Piazza, classe 1973, palermitano, incensurato, gestore dell’agenzia di scommesse intestata a sua moglie “Jackpot di Landolina Maria Rosaria” di Palermo;Alfonso Lo Bianco, classe 1980, palermitano, incensurato, dipendente dell’agenzia di scommesse “Jackpot di Landolina Maria Rosaria”; Fabio Ribera, classe 1977, residente a Villabate, già gravato da denunce all’A.G.; Davide Di Peri, classe 1978, di Villabate, pregiudicato; Maurizio Di Peri, classe 1976 di Villabate, pregiudicato; Fabrizio Spoto, classe 1969, di Carini, perito informatico; Francesco Paolo Costanzo, classe 1973, originario di Palermo e residente a Milano, perito informatico; Giuseppe Vassallo, classe 1965, originario di Palermo, gravato da precedenti denunce all’A.G., commerciante di auto, residente a Empoli (FI) e domiciliato a Rignano sull’Arno (FI) – in località Poggiofrancoli n. 54; Salvatore Giuseppe Bruno, classe1977, di Bagheria, incensurato, già dipendente dell’agenzia di scommesse “Betting-2000”, sita a Bagheria in Corso Butera, ad oggi cessata; Giuseppe Cavallaro, classe 1977 di  Misilmeri – frazione Portella di Mare, disoccupato, gravato da numerose denunce per esercizio di attività di gioco e scommesse clandestine; Enrico Riggi, classe 1961 di Misilmeri, gravato da denunce per esercizio di attività di gioco e scommesse clandestine; Biagio Scianò, classe 1973 di Palermo, incensurato, commerciante. Sono state inoltre sottoposte a sequestro preventivo del Gip e affidate ad amministratore giudiziario le agenzie: “Jackpot” e “Mister winner - centro servizi telematici” sita a Isola Delle Femmine. A seguito delle perquisizioni eseguite nella mattinata odierna i Carabinieri hanno rinvenuto presso le abitazioni di alcuni arrestati assegni e cambiali per un importo complessivo di circa 350.000 euro.

Fonti:




*BENVENUTI IN PARADISO oggi domani ieri e……
*Formato il quarto governo LOMBARDO in Sicilia

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