domenica 17 ottobre 2010

IL nuovo piano Rifiuti Regione Sicilia


L’ULTIMO atto scellerato per fronteggiare l’emergenza rifiuti arriva dalla Sicilia :
Si attende solo l’ok del governo!
Così anche i CEMENTIFICI diventeranno dei grandi inceneritori!
L'utilizzo  dei rifiuti come combustibili nei cementifici è ormai cosa fatta anche per gli stabilimenti che producono cemento.
Il vantaggio economico che ne deriva per le aziende fa diventare questa pratica appetibile ed interessante per loro anche a scapito della QUALITA' DEL CEMENTO e della QUALITA' DELLA VITA degli abitanti che vivono nelle immediatissime vicinanze degli impianti.
Credo che la scelta politica di consentire "a destra e a manca" lo smaltimento dei rifiuti in parecchi impianti industriali (centrali termoelettriche, cementifici...) oltre che agli impianti costruiti esclusivamente a questo scopo sia una scelta sbagliata, spesso gli impianti pre-esistenti vengono riadattati allo scopo e non offrono le stesse garanzie di un impianto costruito con lo scopo di incenerire i rifiuti.
Non ultimo, nello specifico dei cementifici  (esempio lo stabilimentoItalcementi di Isola delle Femmine), il fatto che LA QUALITA' DEL PRODOTTO PEGGIORA e ciascuno di noi che utilizza quel cemento per la propria casa si porta a casa propria una "piccola discarica" con le scorie tossiche derivanti dall'incenerimento rimaste nel clinker.

Purtroppo degli effetti di queste scorie potremmo accorgerci troppo tardi!!!

Diamoci una mano! Impediamo tutto questo!

E' in gioco la nostra salute e quella dei nostri figli!
Ecco il piano rifiuti tra differenziata e nuove discariche
Lillo Miceli
Sabato 16 Ottobre 2010 Il Fatto Pagina 2
Palermo.E' stato completato alle ore 3 e 5 minuti di ieri mattina, il nuovo piano regionale dei rifiuti. E immediatamente trasmesso alla presidenza del Consiglio dei ministri e alla Protezione civile. Una corsa contro il tempo per rispettare la scadenza prevista e non offrire il fianco ad eventuali contestazioni. Si tratta di un dossier di 120 pagine e un centinaio di allegati. Un piano piuttosto ponderoso che dovrà consentire di risolvere alla radice l'annosa questione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti che potrà diventare operativo dopo che avrà ricevuto il via libera dal governo e dal dipartimento della Protezione civile e la valutazione definitiva del ministero dell'Ambiente. Insomma, il tempo necessario per l'esame tecnico. Il nuovo piano regionale dei rifiuti, verosimilmente, potrà essere operativo dall'inizio del prossimo anno quando entrerà in vigore la riforma con cui l'Ars ha ridotto da 27 a 9 gli Ato rifiuti.Colonna portante del «piano» è la raccolta differenziata, ferma al 10%. Nella prima fase di attuazione, dunque, i rifiuti continueranno ad essere smaltiti in discarica. Oltre le 18 già esistenti potrebbero esserne realizzate un'altra decina. Ma ciò sarà valutato, «in progress», mano a mano che saranno effettuati gli interventi. La commissione che ha redatto il piano ha evidenziato le «difficoltà di monitoraggio della consistenza e condizione dell'impiantistica presente, dato il breve lasso di tempo dal subentro del Dipartimento Acqua e rifiuti all'Arra, reso esecutivo dall'1 gennaio 2010». Inoltre, bisogna fare i conti con le «gravi difficoltà finanziarie di gran parte degli Ato dovute ad un aumento dei costi del servizio e ad una parziale riscossione della tariffa nonché agli oneri del personale, sovradimensionato rispetto alle esigenze del servizio». In pratica, le due cause principali che hanno, sia pure a macchia di leopardo, creato l'emergenza rifiuti in Sicilia negli ultimi mesi. Il nuovo modello prevede, la riduzione della produzione dei rifiuti; il contenimento massimo dei costi nel rispetto dell'ambiente; semplicità gestionale. «Nell'immediatezza - si legge nel piano - e in regime emergenziale deve essere predisposto un piano di dettaglio degli interventi infrastrutturali indispensabili». Che sono: piani comunali di raccolta e la raccolta differenziata sua scala comunale; promuovere e organizzare forme di raccolta e gestione di frazioni di rifiuti differenziati anche con l'intervento di soggetti privati. Cioè le piattaforme necessarie per la selezione della differenziata. Si punta anche alla realizzazione di impianti di trattamento meccanico presso tutte le discariche in esercizio e di prossima realizzazione. Ciò nell'ottica della necessaria evoluzione delle attuali discariche a piattaforme integrate di trattamento dei rifiuti. Per quanto riguarda, invece, i rifiuti organici, la cosiddetta parte umida, che è quella che dà i maggiori problemi. Meglio, quella che se non trattata e riutilizzata manda le discariche in tilt. «La scelta delle modalità dello smaltimento del Rur (rifiuto urbano residuo) - si legge ancora nel piano - definita "fase a regime", dovrà avvenire tramite valorizzazione energetica dello stesso e dovrà essere definita adeguatamente». Ciò potrà avvenire mediante: a) produzione di Cdr (combustibile da rifiuti) da utilizzare tramite la valorizzazione degli esistenti cicli di combustione ad elevate temperature che caratterizzano la produzione di diversi siti produttivi in Sicilia», come cementifici, raffinerie e centrali termoelettriche; oppure, con «la realizzazione di impianti dedicati a tecnologia complessa ed avanzata». Il Cdr eventualmente prodotto sarà messo sul mercato e venduto al costo più vantaggioso. Potranno essere costruiti piccoli termovalorizzatori ad alta tecnologia, ma potrebbero essere scelte soluzioni diverse. «In ogni caso - ha commentato l'assessore all'Energia e ai Servizi di pubblica utilità, Giosuè Marino - bisognerà creare una fitta rete di impianti sul territorio, per evitare lunghi trasferimenti dei rifiuti, siano essi differenziato o organici».

USO  del CDR nei Cementifici e nelle centrali elettriche
Lo Studio della Commissione Europea, Direzione Generale Ambiente,  sull’uso del CDR nelle centrali elettriche e nei cementifici afferma che:

•         Rispetto ai combustibili convenzionali, il CDR presenta maggiori concentrazioni di cloro, cadmio, mercurio, piombo, rame e minori concentrazioni di zolfo e nichel.

•         Le emissioni di mercurio dai cementifici sono il loro punto debole se alimentati con CDR.

•         Il punto più critico è l’impatto dei prodotti (cemento) e dei sottoprodotti (ceneri) delle co-combustioni in cui, rispetto all’uso dei combustibili convenzionali, si è riscontrata una maggiore concentrazione di cloruri, piombo, cadmio, rame, zinco.

•          Le sperimentazioni sull’impatto ambientale derivante dalla parziale sostituzione di carbone nella centrale elettrica di Fusina, con CDR

•         Rispetto all’uso di combustibili convenzionali, il CDR presenta maggiori concentrazioni di cloro, cadmio, mercurio, piombo, rame e minori concentrazioni di zolfo e nichel.

•         E di conseguenza determina maggiore emissione di ammoniaca, cloro, mercurio, idrocarburi policiclici aromatici totali, diossine e furani.

•         La concentrazione di mercurio, con le sue caratteristiche di bioaccumulo e di non biocompatibilità, aumenta nelle emissioni della centrale, sistematicamente, da due a cinque volte con l’alimentazione a CDR.

•         In definitiva la sperimentazione effettuata nella centrale elettrica di Fusina ha permesso di verificare che la sostituzione di combustili convenzionali, con CDR, peggiora la qualità delle emissioni in modo rilevante per  diversi inquinanti, in particolare diossine e furani.
•         Ogni cementificio produce ed immette nell'atmosfera milioni di metri cubi al giorno di fumi inquinanti e cancerogeni costituiti da:

•          idrocarburi policiclici aromatici (policlorobifenili, diossine, dibenzofurani) e metalli pesanti.
•         Tutte sostanze estremamente pericolose perché persistenti e accumulabili negli organismi viventi,
•         polveri grossolane (PM10) e fini (PM2,5), e nanoparticelle (0,1-0,2 del PM10) costituite essenzialmente da metalli pesanti (non biodegradabili né biocompatibili).

•         "nanoparticelle", che sfuggendo ai filtri del cementificio, non vengono nemmeno rilevate dagli attuali sistemi di monitoraggio delle emissioni•         polveri grossolane (PM10) e fini (PM2,5), e nanoparticelle (0,1-0,2 del PM10) costituite essenzialmente da metalli pesanti (non biodegradabili né biocompatibili).

CONTROLLO IN CONTINUO:
•         Portata degli effluenti – Umidità – Temperatura – Polveri – O2 – NOx – SO2 – CO

CONTROLLO DISCONTINUO o PERIODICO
(efettuato 1 o 2 volte all’anno) da autodenuncia per:

•         Metalli e loro composti – COV (composti organici volatili) – HCl – HF - IPA (idrocarburi policiclici aromatici) – PCDD/PCDF (diossine/Furani) – PCB (policlorobifenili)

•         A proposito dell’emissione di polveri dai camini industriali, il Notiziario FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) del maggio 2006 riferisce:

•         “Gli inceneritori di ultima generazione …
contribuiscono grandemente alla immissione nell'ambiente di polveri finissime PM2,5
che costituiscono un rischio sanitario ben più grave delle note polveri PM10.

•         Non esiste alcun tipo di filtro industriale capace di bloccare il particolato da 2,5 micron o inferiore ma, in base alle leggi vigenti, questo ha poca importanza.

•          Gli impianti industriali producono pochissimo PM10, di cui la legge prescrive il monitoraggio, ed una quantità enorme di  nanoparticelle
che purtroppo non rientrano nelle valutazioni.

•         Pertanto, a norma di legge, l’aria è pulita! 

•         L’impatto sanitario dei cementifici è dovuto al fatto che i processi termochimici, che avvengono in essi, producono miliardi di atomi e molecole molto tossiche e di nanoparticelle che  le trasportano attraverso l’aria e le vie respiratorie,.. fino al DNA…

Il Particolato ultrafine, i metalli pesanti, le diossine, i furani ed i composti organici alogenati si formano nei processi di combustione fra 1200 => 600°C, cioè nella fase terminale del processo di combustione

•         Zona 2 (fiamma): vaporizzazione e dissociazione molecolare 1500-1200°C dove l’alta temperatura genera grandi quantità di metalli vaporizzati e cloro, elementi molto importanti che reagiscono nella zona successiva.
•          Zona 3 (post-fiamma), ricca di componenti altamente reattivi
(come radicali e molecole) che generano diossine, furani e particolato metallico (con azione catalitica) che funziona come substrato per le molecole organiche

•         Se abbiamo buona memoria ricorderemo i disastrosi effetti ambientali causati da:
•         Piombo nelle benzine
•         Amianto nei manufatti in “Eternit”
•         Mercurio negli impianti cloro-soda
•         DDT come antiparassitario
Tuttavia, al momento, giudichiamo più saggio non compiere altri errori, ricorrendo all’applicazione del
Principio di Precauzione
         onde evitare, con la co-combustione del CDR, di peggiorare la qualità dell’aria nelle zone di ricaduta delle emissioni degli impianti di co-combustione con composti e metalli  bioaccumulabili e persistenti quali diossine, furani e mercurio.

Adottare il principio di precauzione e quello di responsabilità significa anche:
•       accettare il dovere di informare
•       impedire l'occultamento di informazioni su possibili rischi per la salute
•       evitare che si continui a considerare l'intera specie umana come un insieme di cavie sulle quali saggiare tutto quanto è capace di inventare il progresso tecnologico (L.Tomatis)

Sentenza del TAR Puglia (LE) Sez. I n. 1786 del 7-7-09 contro  il Sindaco di Taranto su istanza del Comitato Cittadino 

Ai sensi degli art. 216 e 217 T.U.L.S. n. 1265/1934, il Sindaco è titolare di un generale potere di vigilanza sulle industrie insalubri e pericolose che può anche concretarsi nella prescrizione di accorgimenti relativi allo svolgimento dell'attività, volti a prevenire, a tutela dell'igiene e della salute pubblica, situazioni di inquinamento: tale potere è ampiamente discrezionale ed esercitabile in qualsiasi tempo, sia nel momento in cui è richiesta l'attivazione dell'impianto, sia in epoca successiva.

Prof Luigi Solarino


Due ispettori dell'assessorato Territorio Ambiente Regione Sicilia, in mattinata hanno fatto VISITA all'Ufficio Tecnico Comunale di Isola delle Femmine



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