mercoledì 29 dicembre 2010

ITALCEMENTI Isola delle Femmine una storia dimenticata.

Fatti di mafia a Isola delle Femmine:

 

  1. ADDIO PIZZO 5. LA MAFIA SI FA IMPRESA

  2. OPERAZIONE ADDIOPIZZO 5. DI BELLA, D’ANNA E BRUNO I CAPIMAFIA DEL NOSTRO COMPRENSORIO  

  3. MAXIRETATA ANTIMAFIA A PALERMO E PROVINCIA. ARRESTI ANCHE A CARINI, MONTELEPRE, TORRETTA, ISOLA DELLE FEMMINE, CINISI E TERRASINI  

  4. Quei beni non sono di Madonia

 

PARTINICO. DISTILLERIA BERTOLINO, 1000 FIRME CONTRO IL CATTIVO ODORE. NUOVA COLLOCAZIONE
28 dicembre 2010 - 15:10
La distilleria Bertolino potrebbe essere delocalizzata fuori dal centro abitato di Partinico. Lo ha annunciato questa mattina il sindaco Salvo Lo Biundo, durante la consegna delle oltre 1000 firme raccolte dalle locali associazioni Legambiente e Patto per la Salute, che nelle scorse settimane hanno avviato una petizione popolare per chiedere al primo cittadino, di intervenire contro il cattivo odore che produce l’impianto. Il comune e l’industria hanno avviato le trattative per arrivare ad un accordo per spostare gli impianti, che potrebbero trovare una nuova collocazione in contrada Sant’Anna, a confine tra i territori di Alcamo e Partinico.
http://www.teleoccidente.it/wp/?p=15402
ITALCEMENTI    Isola delle Femmine  una storia dimenticata.
Per i Cittadini di Isola delle Femmine, purtroppo resta solo il ricordo della  foto di gruppo del  Sindaco, degli Assessori dei Consiglieri  Comunali in carica o aspiranti tali.
Li vediamo, sono lì, sono in posa, tutti insieme appassionatamente durante la campagna elettorale a parlare della  Italcementi e i danni che questa “arrecava” alla salute dei Cittadini. 
TUTTI mostravano un elevato grado di preoccupazione!
TUTTI promettevano che si sarebbe continuato a parlare  di ITALCEMENTI anche dopo le elezioni!
Alla testa di questo esercito di ambientalisti-elettorali, l’attuale nipote  “Assessore” dr. Marcello Cutino che dal solito “balcone elettorale” enuncia:
“…il problema dell’inquinamento della Italcementi è un problema serio, ed essendo essenzialmente un problema di salute dei cittadini, IO mi impegno a……….”
A distanza di circa due anni da questo proclama dobbiamo supporre che   l’impegno a…  del nipote ’”Assessore” geologo dr. Marcello Cutino, era quello di impegnarsi a tacere e compiacersi della delega di “Assessore” all’ambiente.
Molti Cittadini isolani si chiedono che fine abbia fatto il nipote ambientalista-rivoluzionario, l'ambietalista acerrimo nemico della Italcementi. Da voci di popolo sembra che il nostro nipote ambientalista stia studiando approfonditamente il "Nuovo Piano rifiuti del Governo Lombardo" la parte attinente l'utilizzo dei rifiuti come combustibili da parte dei cementifici.
Le coincidenze non sono mai casuali, il nostro nipote ambientalista, già durante le elezioni amministrative scorse ne aveva fatto una sua bandiera
L’ultima nostra speranza era riposta nella Presidente della Commissione Comunale all’ambiente dottoressa RISO. Ahimè anche Lei si è persa in un elenco di buone intenzioni!
Infatti l’11 giugno del 2010
“………I° PUNTO EMERGENZA RIFIUTI
1)Crescita ed ampliamento della raccolta differenziata in tutto il territorio Comunale con un’azione coordinata e costante tesa alla soluzione della problematica rifiuti in collaborazione con l’ATO rifiuti e tutte le forze attive del Comune (Associazioni, scuole, anziani, forze dell’ordine);
2)Piano di raccolta differenziata per lidi bar e ristoranti
3)Attivazione di centri raccolta e degli eco-punti gestiti da Associazioni come liberambiente e dai nostri volontari della protezione civile;
4)Promozione dei sistemi premianti per i cittadini che più si impongono nella raccolta differenziata;
5)Video sorveglianza nelle aree più soggette al conferimento indisciplinato dei rifiuti;
6)Vigilanza costante sul territorio con l’utilizzo, anche se per breve tempo di vigili non del luogo.
II° PUNTO DI ZONIZZAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO COMUNALE
Così come previsto dal programma del Gruppo “Progetto Isola” e in vista dell’inizio della stagione estiva, la Commissione intende investire l’Assessore Cutino e tutta la Giunta a voler attivare il piano di zonizzazione acustica del territorio comunale.
La commissione non intende solo a limitarsi ad analizzare e proporre soluzioni, ma si impegna a collaborare attivamente e fattivamente per una risoluzione mirata  e solerte della problematica.
IL presidente Riso Rosaria dottoressa
Italcementi? Ignorata! e........ Cromo Esavalente VI? Può attendere   e.....                                                                                                    OSSIDO DI CARBONIO ?    e....                                                                                                                     OSSIDO DI AZOTO   ? e........ OSSIDI DI ZOLFO       ?   e.........                                                                                                      Cadmio,Tallio, Mercurio. Antimonio, Arsenico, Piombo, Cromo, Nichel,, Vanadio, Cobalto, Rame, Manganese  ? e.......... Antenna radar Wind Shear? Aspettiamo che ci chiamino
Dottoressa Riso  il Suo BILANCIO a distanza di MESI SEI ?
Il Comitato Cittadino Isola Pulita, coglie  l’occasione per chiedere al Sindaco di Isola delle Femmine di prendere l’iniziativa e di convocare le parti coinvolte (Italcementi, le istituzioni preposte, i sindacati, il Comitato, ecc) in questa vicenda, farle sedere intorno ad un tavolo e, con serenità, trovare una soluzione che permetta a chi lavora di continuare a lavorare e a chi abita sul nostro territorio di vivere tranquillamente liberi da rumori odori e rischi per la propria salute.
Sentenza del TAR Puglia (LE) Sez. I n. 1786 del 7-7-09 contro il Sindaco di Taranto su istanza del Comitato Cittadino  Ai sensi degli art. 216 e 217 T.U.L.S. n. 1265/1934, il Sindaco è titolare di un generale potere di vigilanza sulle industrie insalubri e pericolose che può anche concretarsi nella prescrizione di accorgimenti relativi allo svolgimento dell'attività, volti a prevenire, a tutela dell'igiene e della salute pubblica, situazioni di inquinamento: tale potere è ampiamente discrezionale ed esercitabile in qualsiasi tempo, sia nel momento in cui è richiesta l'attivazione dell'impianto, sia in epoca successiva.
Comitato Cittadino Isola Pulita
  1. Italcementi Ricorso 02592/2008 Procura della repubblica

  2. DELOCALIZZARE LE AZIENDE INSALUBRI

  3. ITALCEMENTI ISOLA DELLE FEMMINE A.I.A. RIFIUTI PETCOKE DIOSSINE

USO  del CDR nei Cementifici e nelle centrali elettriche
Lo Studio della Commissione Europea, Direzione Generale Ambiente,  sull’uso del CDR nelle centrali elettriche e nei cementifici afferma che:
•         Rispetto ai combustibili convenzionali, il CDR presenta maggiori concentrazioni di cloro, cadmio, mercurio, piombo, rame e minori concentrazioni di zolfo e nichel.
•         Le emissioni di mercurio dai cementifici sono il loro punto debole se alimentati con CDR. •         Il punto più critico è l’impatto dei prodotti (cemento) e dei sottoprodotti (ceneri) delle co-combustioni in cui, rispetto all’uso dei combustibili convenzionali, si è riscontrata una maggiore concentrazione di cloruri, piombo, cadmio, rame, zinco.
•          Le sperimentazioni sull’impatto ambientale derivante dalla parziale sostituzione di carbone nella centrale elettrica di Fusina, con CDR
•         Rispetto all’uso di combustibili convenzionali, il CDR presenta maggiori concentrazioni di cloro, cadmio, mercurio, piombo, rame e minori concentrazioni di zolfo e nichel. •         E di conseguenza determina maggiore emissione di ammoniaca, cloro, mercurio, idrocarburi policiclici aromatici totali, diossine e furani.
•         La concentrazione di mercurio, con le sue caratteristiche di bioaccumulo e di non biocompatibilità, aumenta nelle emissioni della centrale, sistematicamente, da due a cinque volte con l’alimentazione a CDR.
•         In definitiva la sperimentazione effettuata nella centrale elettrica di Fusina ha permesso di verificare che la sostituzione di combustili convenzionali, con CDR, peggiora la qualità delle emissioni in modo rilevante per  diversi inquinanti, in particolare diossine e furani.
•         Ogni cementificio produce ed immette nell'atmosfera milioni di metri cubi al giorno di fumi inquinanti e cancerogeni costituiti da:
•          idrocarburi policiclici aromatici (policlorobifenili, diossine, dibenzofurani) e metalli pesanti.
•         Tutte sostanze estremamente pericolose perché persistenti e accumulabili negli organismi viventi,
•         polveri grossolane (PM10) e fini (PM2,5), e nanoparticelle (0,1-0,2 del PM10) costituite essenzialmente da metalli pesanti (non biodegradabili né biocompatibili).
•         "nanoparticelle", che sfuggendo ai filtri del cementificio, non vengono nemmeno rilevate dagli attuali sistemi di monitoraggio delle emissioni•         polveri grossolane (PM10) e fini (PM2,5), e nanoparticelle (0,1-0,2 del PM10) costituite essenzialmente da metalli pesanti (non biodegradabili né biocompatibili). CONTROLLO IN CONTINUO: •         Portata degli effluenti – Umidità – Temperatura – Polveri – O2 – NOx – SO2 – CO CONTROLLO DISCONTINUO o PERIODICO (efettuato 1 o 2 volte all’anno) da autodenuncia per: •         Metalli e loro composti – COV (composti organici volatili) – HCl – HF - IPA (idrocarburi policiclici aromatici) – PCDD/PCDF (diossine/Furani) – PCB (policlorobifenili) •         A proposito dell’emissione di polveri dai camini industriali, il Notiziario FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) del maggio 2006 riferisce:
•         “Gli inceneritori di ultima generazione … contribuiscono grandemente alla immissione nell'ambiente di polveri finissime PM2,5 che costituiscono un rischio sanitario ben più grave delle note polveri PM10. •         Non esiste alcun tipo di filtro industriale capace di bloccare il particolato da 2,5 micron o inferiore ma, in base alle leggi vigenti, questo ha poca importanza. •          Gli impianti industriali producono pochissimo PM10, di cui la legge prescrive il monitoraggio, ed una quantità enorme di  nanoparticelle che purtroppo non rientrano nelle valutazioni. •         Pertanto, a norma di legge, l’aria è pulita!  •         L’impatto sanitario dei cementifici è dovuto al fatto che i processi termochimici, che avvengono in essi, producono miliardi di atomi e molecole molto tossiche e di nanoparticelle che  le trasportano attraverso l’aria e le vie respiratorie,.. fino al DNA… Il Particolato ultrafine, i metalli pesanti, le diossine, i furani ed i composti organici alogenati si formano nei processi di combustione fra 1200 => 600°C, cioè nella fase terminale del processo di combustione •         Zona 2 (fiamma): vaporizzazione e dissociazione molecolare 1500-1200°C dove l’alta temperatura genera grandi quantità di metalli vaporizzati e cloro, elementi molto importanti che reagiscono nella zona successiva. •          Zona 3 (post-fiamma), ricca di componenti altamente reattivi (come radicali e molecole) che generano diossine, furani e particolato metallico (con azione catalitica) che funziona come substrato per le molecole organiche •         Se abbiamo buona memoria ricorderemo i disastrosi effetti ambientali causati da: •         Piombo nelle benzine •         Amianto nei manufatti in “Eternit” •         Mercurio negli impianti cloro-soda •         DDT come antiparassitario Tuttavia, al momento, giudichiamo più saggio non compiere altri errori, ricorrendo all’applicazione del Principio di Precauzione          onde evitare, con la co-combustione del CDR, di peggiorare la qualità dell’aria nelle zone di ricaduta delle emissioni degli impianti di co-combustione con composti e metalli  bioaccumulabili e persistenti quali diossine, furani e mercurio. Adottare il principio di precauzione e quello di responsabilità significa anche: •       accettare il dovere di informare •       impedire l'occultamento di informazioni su possibili rischi per la salute •       evitare che si continui a considerare l'intera specie umana come un insieme di cavie sulle quali saggiare tutto quanto è capace di inventare il progresso tecnologico (L.Tomatis)    

Diossine e Furani  ?

Idrocarbuti Policiclici Aromatici

sabato 25 dicembre 2010

Anche quet'anno è Natale

DAL BLOG DI ELENA

Πόλεμος πάντων πατήρ

“Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.” Antonio Gramsci

Anche quest’anno è natale…

… e siamo tutti più buoni.

. Forse voi. Io no. Io sono la solita vecchiaccia ipercritica e non ne posso più di tutto questo buonismo, di questi inviti al “volemose bene” che tanto non cambiano la vita di alcuno. Di questa corsa al regalo ed alla tavola di prelibatezze dal costo proibitivo. Che poi magari il tuo vicino ti sta pure antipatico, ma è natale e non glielo puoi dire… e questo è proprio il meno.
Sono stanca di un babbo natale che sarà pure rosso, come dice Crozza, ma è anche parziale e fazioso, visto che continua a portare il superfluo a chi non sa che farsene e agli altri, se va bene, nulla.
Data la premessa, non credo vi stupiranno i miei auguri… che cominciano con una “frase storica”: “Caro Gesù Bambino, ti ringrazio per aver esaudito i miei desideri dell’anno scorso. Ti avevo chiesto di eliminare la fame nel mondo, ed infatti quelli che avevano fame sono quasi tutti morti.” (Giobbe Covatta) e adesso, una galleria di immagini. Nemmeno tutte, sono stata attenta a non disturbare troppo la sensibilità di qualcuno…
Infine gli auguri veri e propri: ai diseredati della terra, agli emarginati, ai diversi, agli studenti incupiti, ai lavoratori cassintegrati precarizzati sfruttati disoccupati mobilizzati, alle parti civili dei processi contro aziende criminali, ai profughi, agli immigrati in cerca di futuro e pace, ai preti di strada, a chi combatte mafia e poteri forti, ai poliziotti democratici, ai malati, ai giudici coscienziosi, ai volontari, agli aquilani traditi, ai napoletani presi per i fondelli, ai comunisti in cerca di casa, a chi fa quello che dice, agli anarchici bastonati, agli ultimi ed agli umili ed a tutti gli amici che condividono le mie passioni e le mie lotte va il mio pensiero e l’augurio che l’anno nuovo ci porti una società più equa e solidale e pacifica (senza scordare che ce la dobbiamo conquistare).
A tutti gli altri, gerarchie ecclesiastiche e politiche, ai potenti della terra, ai sepolcri imbiancati di qualsiasi tipo e natura ed ideologia, alle forze dell’ordine dal manganello facile, ai duri con i deboli e servi con i forti, ai carrieristi, ai liberisti, ai ladri, ai collusi, ai dittatori più o meno in atto… auguro che si possano svegliare un giorno con il dio in cui dicono di credere che chiede loro conto del comportamento tenuto, e che li giudichi con giustizia.
Perché per me, o è natale per tutti, o non lo è per alcuno.
Elena
  24 dicembre 2010 fonte:  http://solleviamoci.blogspot.com/2010/12/anche-questanno-e-natale.html  

Culture per il Cambiamento

Un Natale diverso è possibile?

Il Natale è alle porte. Ma com’è e cos’è il Natale per chi cerca di “vivere ecologico”, per chi cerca di “decrescere”, di allontanarsi dalla società mercificata per riscoprire il valore del dono, del tempo libero, della lentezza e dell’ozio?

di Daniel Tarozzi - 24 Dicembre 2010

Il Natale ha ormai perso di senso ed è diventato sinonimo di stress e consumismo... 
Natale. Per molti una festa religiosa in cui si celebra la nascita del figlio di Dio. Per altri una festa legata ai regali, al consumismo, ai pranzi di famiglia più o meno sentiti, più o meno obbligatori.
Per i bambini il giorno più bello dell’anno, quello in cui si aprono i pacchetti sognando i regali tanto desiderati, in cui arriva Babbo Natale, in cui immaginazione e magia per un attimo si confondono e si tramutano in realtà.
Ma cos’è e com’è il Natale per chi cerca di “vivere ecologico”, in equilibrio con persone, animali e natura? Che cos’è e com’è il Natale per chi cerca di “decrescere”, di allontanarsi dalla società mercificata per riscoprire il valore del dono, del tempo libero, della lentezza e dell’ozio?
Ad uno sguardo superficiale può sembrare un Natale noioso, privo di magia, di calore, di allegria. E forse in alcuni casi lo è.
Ma chi vive autenticamente questi valori, forse, è il vero mattatore delle feste natalizie.
Vediamo alcuni casi.
Sapori e odori. Il Natale, si sa, è tempo di tradizioni. E quindi milioni di italiani si affannano a ripetere ossessivamente il medesimo menù, spesso a base di carne. Per i vegetariani diventa difficile accettare l’invito al pranzo di famiglia. Devono destreggiarsi tutto il tempo tra parenti vecchi e “nuovi” che premurosamente lo ossessionano per tutta la durata del pranzo. Le frasi da lui più pronunciate? “No grazie”, “sì, sono vegetariano”, “no, davvero, sto bene così”.
 
Gli altri commensali si avventano con passione sulle pietanze, ma spesso finiscono con il rimanere delusi nella ripetizione sempre più nota di gesti, gusti, sapori.
Il Natale, invece, nelle sue diverse accezioni, è una festa di rinascita e richiederebbe un’evoluzione, una scoperta, un ampliamento.
E qui arriva la riscossa del vegetariano! Quest’anno tocca a lui organizzare il menù. Schiere di parenti arrivano angosciati a casa sua. Cosa gli toccherà mangiare? I più previdenti si sono organizzati nascondendo nella borsetta di lei un agnello, del ragù di cinghiale, e un quarto di bue per i momenti di sconforto.
Arriva il momento in cui vengono servite le portate. Lo stomaco si contrae preventivamente. Fino a quando... “Buono questo pasticcio di... che roba è?” “Mi devi dare la ricetta!” “Ottima questa pasta alle verdure...” “E questa torta rustica...” “Non l’ho mai mangiata”. “È divina!” I palati si risvegliano da anni di routine e cantano gioiosi, l’allegria dilaga e per una volta l’argomento più diffuso non è la finta solidarietà verso il povero vegetariano, ma le ricette da lui utilizzate, il gruppo di acquisto solidale in cui ha comprato questi ingredienti così buoni e genuini, la riscoperta dei sapori che persino la nonna aveva dimenticato e così via.
Finito il Natale i commensali tornano a casa contenti. Certo non sono diventati vegetariani, ma nessuno glielo chiedeva! Però, per una volta, hanno vissuto una festa basata sulla scoperta anziché sulla morte e sul dolore.
Illuminazioni, alberi, presepi e decorazioni. Ma ci sono altri italiani molto preoccupati. Quest’anno, infatti, festeggiano il Natale a casa del cugino pazzo. Quello che si è ritirato in campagna, vive isolato come un’eremita, veste in modi improbabili e parla tutto il tempo di risparmio energetico, inquinamento, decrescita, fine del petrolio, nuovi stili di vita. Anche qui ci si prefigura un Natale triste, senza addobbi, né albero, né presepe, per non parlare delle decorazioni e delle luci intermittenti.
Arrivano a destinazione con un’ora di ritardo perché in quella zona non prende il navigatore satellitare, i cellulari non ne parliamo e nessuno ha più una cartina stradale in macchina.
Esiste la magina del Natale o è un'invenzione cinematografica?
Anche se non né abbiamo voglia. Anche se non sappiamo niente di una certa persona. Anche se quella ha già tutto.
E se questa crisi, vera o presunta che sia, diventasse una straordinaria opportunità? Se molti di noi si fermassero per un attimo a pensare veramente alla persona a cui vogliono fare un regalo? Perché non rinunciare alla corsa folle in qualche centro commerciale, decidendo invece di regalare un po’ di amore? Si potrebbe donare un disegno, una lettera, una foto, fatte e pensate per la persona a cui sono destinate. Si potrebbe regalare del tempo. Ci si potrebbero donare dei “buoni”. Io ti regalo un buono valido per un po’ del mio tempo, quello necessario ad aggiustarti quel tubo che sgocciola da mesi. Io ti regalo un buono valido per un po’ del mio tempo, quello necessario a tenere i tuoi figli quando sei impegnato o a insegnarti la mia ricetta speciale, o ad accompagnare te e tua madre a fare una gita al mare. O qualunque altra cosa io possa fare per te.
Doniamo il nostro tempo, la nostra attenzione, il nostro cuore. Sarà retorico, banale, buonista, ma è anche dannatamente giusto. Se spendessimo meno denaro in cose inutili potremmo avere più tempo libero da dedicare agli altri e a noi stessi. Non sprechiamo quest’occasione. Rinasciamo veramente. Cerchiamo di vivere una festa che non sia basata sulla morte, sullo spreco, sull’inquinamento, sul dolore.
E Buon Natale.
p.s. Scrissi questo articolo nel 2008 per Terranauta. Molte cose sono cambiate dentro e intorno a me, ma mi ritrovo ancora in ogni singola parola di questo pezzo. E ho quindi deciso di reciclarlo!

martedì 21 dicembre 2010

DIETRO LA MASCHERA DI SELEX

DIETRO LA MASCHERA DI SELEX  

Autore: Francesco Vignarca 

La responsabilità sociale d'impresa "certificata" di un'industria che costruisce armi e la cui consociata è implicata in inchieste sulle tangenti
 
"Così Marina Grossi pagava l'Enav. Cola accusa la moglie di Guarguaglini" (la Repubblica). "Finmeccanica, Cola ai pm 
'Vi racconto le tangenti'. Il consulente tira in ballo la moglie del presidente" (Corriere della Sera). "Così Enav e Selex pagavano le tangenti. Cola rivela: fondi neri dietro gli appalti. Il socio di Mokbel: lavori pagati più del dovuto e una quota in nero veniva poi restituita" (il Messaggero).
I titoli dei principali quotidiani italiani nei giorni scorsi si sono occupati della vicenda di presunte tangenti e fondi neri che da mesi sta interessando i vertici di Finmeccanica, e in particolare la Selex Sistemi Integrati guidata da Marina Grossi, moglie del presidente del gruppo Pierfrancesco Guarguaglini. Una questione ancora oscura e difficile da ricostruire, visto che si incrociano sia operazioni di acquisizione ordini tramite corruzione sia procedure societarie per l'evasione fiscale e il reperimento di capitali in nero, ma che di certo s'inserisce in un mercato (quello degli armamenti) che -secondo alcune stime- da solo è responsabile della metà della corruzione mondiale.
Le indagini dovranno dimostrare e stabilire responsabilità di rilevanza anche penale, ma fin da subito si può cogliere invece lo stridore tra i titoli e le notizie cui fanno riferimento e un comunicato stampa divulgato da Selex Communications (altra realtà della stessa galassia) proprio in questi giorni: l'azienda è la prima del gruppo Finmeccanica ad ottenere la certificazione SA 8000 per la responsabilità sociale di impresa. Tale riconoscimento dovrebbe garantire e certificare la gestione aziendale relativamente al "rispetto dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori, la tutela contro lo sfruttamento dei minori, la garanzia di sicurezza e salubrità sul posto di lavoro". Non dubitiamo che queste pratiche esistano all'interno dell'impresa, ma altre frasi del comunicato davvero mal si conciliano con la bufera giudiziaria che sferza Selex e il gruppo nel suo complesso: la certificazione, infatti, dovrebbe "coinvolgere tutta l'azienda richiedendo attenzione e partecipazione da parte della direzione, del top management, dei dipendenti, dei fornitori e dei clienti".
  Attenzione a che cosa? A quali principì? Già il fatto di certificare come "responsabile" un'azienda che ha come business principale quello delle armi (vendute in tutto il mondo, anche nelle zone "calde" e problematiche) potrebbe sollevare diverse perplessità, se poi aggiungiamo il fatto che -in sintonia con quanto scelto strategicamente dalle aziende del comparto- Selex Communications si è dotata pure di un "Codice Etico", si capisce come le logiche e gli obiettivi di operazioni simili stiano su un piano completamente diverso da quello più genuino e diretto.
La certificazione diventa una maschera, che non serve a raggiungere una maggiore trasparenza, rispetto dei diritti ed anche eticità... ma ad aumentare il pedigree reputazionale dell'azienda nei confronti del mercato. Una strategia perseguita con determinazione da Finmeccanica (secondo le parole del comunicato di Selex la capogruppo pone "grande attenzione ai temi della sostenibilità economica, ambientale e sociale", corsivo nostro), che un paio di mesi fa ha presentato il proprio Rapporto di Sostenibilità negli ambienti dell'Università Cattolica di Milano, senza però dar conto davvero dei propri affari più controversi.
Non una reale attenzione ai problemi sociali e dei diritti umani in giro per il mondo, ma un semplice strumento per "farsi belli" e magari spuntare un punteggio migliore nei rating dei fondi etici che, come hanno dimostrato diverse statistiche, godono della migliore salute nel panorama finanziario internazionale. Un sospetto che per la verità è piuttosto un'auto-accusa se si leggono le parole con cui Selex descrive l'obiettivo della SA 8000, una certificazione sicuramente ispirata ai principi Ilo (International Labour Organization), alla Dichiarazione universale dei diritti umani e alle Convenzioni sui diritti dell'infanzia e contro la discriminazione delle donne, ma che per l'azienda serve soprattutto a "migliorare cosi’ la reputazione dell’azienda e contribuendo a generare una percezione positiva in termini di affidabilità e credibilità da parte del mercato, del personale e dei principali fornitori".
Dietro la maschera restano gli affari.
 

Finmeccanica: nessuna azione per bloccare le indagini

 Nessun boicottaggio, nessuna interferenza o depistaggio per depotenziare le indagini della Procura di Roma sugli appalti dell'Enav. Finmeccanica respinge le accuse, apparse ieri sui principali quotidiani nazionali, circa un suo ruolo attivo nella vicenda dei presunti depistaggi su cui ora indaga la Procura di Perugia. Il gruppo, recita una nota di Piazza Montegrappa, «non ha mai promosso o auspicato alcuna azione in tal senso». I magistrati sospettano che alcuni indagati abbiano tentato di fermare l'inchiesta. L'attenzione si sta concentrando sul presidente dell'Enav, Luigi Martini, e sul direttore centrale delle relazioni esterne di Finmeccanica, Lorenzo Borgogni.
«Stai tranquillo – dice Martini a Borgogni in una telefonata, risalente alla scorsa estate, in cui si commentano gli sviluppi dell'indagine – perché ora arriva una "botta" della finanza che gli farà perdere l'inchiesta». Il riferimento sarebbe a Giancarlo Capaldo, il procuratore aggiunto che coordina le indagini. Quanto alla Guardia di Finanza, il Nucleo di polizia tributaria consegnerà solo ai primi di ottobre una informativa sugli affari dell'Enav. Chi informò, si domandano i pm, gli indagati che le Fiamme Gialle stavano conducendo accertamenti sulle vicende che li coinvolgono? E perché nella telefonata si parla di «botta della finanza»? A queste domande dovranno rispondere nelle prossime settimane i magistrati di Perugia. Per ora, in una lettera diffusa ieri, Renato Borzone, legale di Borgogni, evidenzia «il ruolo passivo, come semplice ascoltatore» tenuto dal suo assistito nel corso della telefonate intercettate. Borgogni, scrive l'avvocato, «si è limitato ad ascoltare quanto diceva Martini senza nessun interesse per quanto gli veniva riferito e con la consueta diffidenza nei confronti delle miriadi di notizie in circolazione sull'argomento». Il dirigente di Finmeccanica, prosegue il legale, «non era per nulla interessato alla "botta" che sarebbe dovuta arrivare al dottor Capaldo, costringendolo a lasciare l'indagine, in quanto all'epoca dell'intercettazione Borgogni non era stato neppure convocato come testimone».
Sulla vicenda ha preso posizione anche la Procura di Roma. In una nota il procuratore capo, Giovanni Ferrara, ha ribadito la massima fiducia nell'operato della Guardia di Finanza, spiegando che la decisione di coassegnare le indagini sull'Enav a magistrati del pool «reati contro la pubblica amministrazione» risponde alle regole di assegnazione delle inchieste della Procura. Intanto ieri l'ex consulente esterno di Finmeccanica, Lorenzo Cola, in carcere dalla scorsa estate, è tornato a rispondere alle domande dei pm. Il verbale di interrogatorio è stato secretato. Secondo quanto si apprende, Cola è tornato a parlare del meccanismo delle sovrafatturazioni per gli appalti dell'Enav che sarebbe stato utilizzato per creare fondi da destinare al pagamento di tangenti a manager e politici. Non è escluso che abbia fatto nomi. Quanto all'Arc Trade, società che ha ricevuto in subappalto lavori oggetto dell'indagine, Selex sistemi integrati (gruppo Finmeccanica), precisa che «Arc Trade è stata impiegata in qualità di distributore esclusivo in Italia per i prodotti Vaisala, società finlandese leader mondiale nei sistemi meteo, che ha confermato a Selex Si tale rapporto».
   
  1. Vendita Caserma NATO Isola delle Femmine
  2. Interrogazione Incidente aereo Windjet
  3. Wind Shear Sicurezza
  4. Enav (articolo 5, commi 7-novies e 7-decies). Estendono al 31 dicembre 2010, per la parte rimanente di 2,6 milioni di euro, la disponibilità per il completamento degli interventi in materia di sicurezza degli impianti e sicurezza operativa dell'Enav.
  5.  Demanio (articolo 1, comma 23-bis). Si posticipa dal 31 gennaio 2011 al 31 marzo 2011 il termine entro il quale le amministrazioni dello Stato devono comunicare all'Agenzia del demanio le istruttorie in corso per reperire immobili in locazione. Si stabilisce, poi, che la nullità dei contratti di locazione di immobili non stipulati dall’Agenzia del demanio si verifichi solo a decorrere dal 1 gennaio 2011. Si prevede, inoltre, che l'elenco identificativo dei beni immobili di proprietà dello Stato o delle pubbliche amministrazioni che le pubbliche amministrazioni stesse devono inviare all'Agenzia del demanio sia inviato, a decorrere dal 1 gennaio 2010, semestralmente e non entro il 31 dicembre di ogni anno, come attualmente previsto. Viene introdotta, infine, la nuova previsione in virtù della quale gli stanziamenti alle singole amministrazioni per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, a decorrere dall'esercizio finanziario 2011, non potranno eccedere gli importi spesi e comunicati, sempre, all'Agenzia del demanio.
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