mercoledì 9 marzo 2011

NON BRUCIAMO IL NOSTRO FUTURO

Lettera aperta di AugustAmbiente, Decontaminazione Sicilia,
Costituente Ecologista e Comitato Cittadino Isola Pulita
all’On. Presidente della Regione Raffaele Lombardo
Egregio On. Presidente Lombardo, avevamo apprezzato la Sua responsabile presa di posizione sul Piano Rifiuti che, di fatto, azzerava i 4 inceneritori di Cuffaro, ma rimaniamo delusi dalla decisione di utilizzare il CDR come co-combustibile nei cementifici per i seguenti motivi:
1. si tratta sempre di ricorso alla combustione, con l’aggravante che i cementifici risultano più inquinanti degli inceneritori in quanto non dotati di specifici sistemi di abbattimento delle polveri e tanto meno dei microinquinanti, ed autorizzati con limiti di emissioni più alti (il limite per le diossine passa da 0,1 nanogrammi/mc negli inceneritori a 10 ng/mc nei cementifici, cioè 100 volte di più!). Inoltre, essendo le temperature di esercizio dei cementifici più elevate di quelle degli inceneritori, le emissioni, ed in particolare il nanoparticolato (costituito essenzialmente da metalli pesanti), sono ancora maggiori; inoltre l’americana EPA (Environmental Protection Agency) ha rilevato incrementi significativi di mercurio, uno dei maggiori composti tossici per l’uomo, nelle emissioni di cementifici alimentati con CDR. Negli USA i cementieri sono obbligati ad indicare, sui contenitori di cemento ottenuto con l’impiego di CDR, la scritta “cemento ottenuto con co-combustibile Cdr”, in quanto tale cemento diventa pericoloso per la salute a causa del rilascio di metalli pesanti da parte dei manufatti con esso realizzati;
2. disincentivazione della raccolta differenziata e, di fatto, apertura all’importazione di CDR, come dimostrato dalla politica dei termovalorizzatori. Inoltre, con l’utilizzo del CDR quale co-combustibile, si registra una sostanziale riduzione del riciclo di materiali pregiati quali carta, cartone e plastiche, e dei posti di lavoro;
3. peggiorerebbe di fatto il piano Cuffaro, passando da 4 a 6 inceneritori (quanti sono i cementifici in Sicilia): a Modica e Ragusa, entrambe zone vocate alla zootecnia ed alla serricoltura, con conseguenti irreparabili danni economici, a Catania, allocato in pieno centro urbano che determinerebbe l’aumento di traffico pesante e di conseguenza dell’inquinamento acustico e da polveri, a Priolo, in piena area industriale, già fortemente compromessa, ad Isola delle Femmine (PA) ed a Porto Empedocle (AG), questi due ultimi in aree urbane a forte vocazione turistica.
Signor Presidente, questi tre motivi ci preoccupano particolarmente, e La invitiamo a riprendere la strada che tutto il mondo civile ha ormai da tempo intrapreso e cioè “l’Obiettivo Rifiuti Zero” che privilegia il riciclaggio e considera e sfrutta i rifiuti come una risorsa.
è mai possibile che, con le conoscenze scientifiche sui devastanti danni all’ambiente e alla salute, arrecati dalle emissioni degli impianti di incenerimento, si possa ancora oggi continuare sulla vecchia strada degli inceneritori che “termo-svalorizzano” l’ambiente, la salute ed i rifiuti?
è così complicato costruire almeno un impianto di compostaggio per provincia, obbligare i Comuni ad attivare i centri di raccolta e costruire quegli impianti, assolutamente non inquinanti, che trasformano la frazione dei RSU non riciclabile in sabbia artificiale ottima per l’edilizia, come sia fa a “Vedelago”?
Il tutto, se si vuole, è realizzabile in tempi brevi, con costi inferiori rispetto agli impianti di CDR e con la creazione di più posti di lavoro puliti.
Augusta, 7 marzo 20010
f.to Giacinto Franco per “AugustAmbiente”
f.to Luigi Solarino per “Decontaminazione Sicilia”  luigi.solarino@alice.it
f.to Pino Ciampolillo per “Movimento Cittadino Isola Pulita” isolapulita@gmail.com
f.to Paolo Pantano per “Costituente Ecologista” paolopantano@simail.it

COMUNICATO STAMPA

Piano rifiuti, critiche le associazioni ambientaliste

8 marzo 2011 - 14:50
Quattro associazioni ambientaliste scrivono al Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo per esprimere la loro delusione sul nuovo piano rifiuti presentato ieri dal governatore. “Avevamo apprezzato –si legge nella nota a firma di AugustAmbiente, Decontaminazione Sicilia, Costituente Ecologista e Comitato Cittadino Isola Pulita– la sua responsabile iniziativa di azzerare i 4 termovalorizzatori pianificati da Cuffaro ma ma rimaniamo delusi dalla decisione di utilizzare il CDR, ovvero il combustibile derivato dai rifiuti, nei cementifici, in quanto questi risultano più inquinanti degli inceneritori poichè non dotati di specifici sistemi di abbattimento delle polveri ed autorizzati con limiti di emissioni più alti.” Per le associazioni ambientaliste verrebbe disincentivata la raccolta differenziata e inoltre verrebbe addirittura peggiorato il Piano rifiuti Cuffaro, passando da 4 a 6 inceneritori (quanti sono i cementifici in Sicilia): Modica, Ragusa, Catania, Priolo, Porto Empodocle e Isola delle Femmine questi ultimi due in aree urbane a forte vocazione turistica. Per gli ecologisti l’unica soluzione possibile è  “l’Obiettivo Rifiuti Zero” che privilegia il riciclaggio e considera e sfrutta la spazzatura come una risorsa, costituendo almeno un impianto di compostaggio per provincia, obbligando i Comuni ad attivare i centri di raccolta e costruire quegli impianti, assolutamente non inquinanti, che trasformano la frazione dei RSU non riciclabile in sabbia artificiale ottima per l’edilizia. Il tutto- conclude la nota – , è realizzabile in tempi brevi, con costi inferiori rispetto agli impianti di CDR e con la creazione di più posti di lavoro puliti.
http://www.teleoccidente.it/wp/17071/piano-rifiuti-critiche-le-associazioni-ambientaliste.html
I Cementifi e gli impianti in cui avviene
incenerimento di rifiuti rientrano fra
le industrie insalubri di prima classe in
base all’articolo 216 del testo unico
delle Leggi sanitarie (di cui all’elenco
pubblicato in G.U. n. 220 del 20/09/1994).
Ai  sensi dell’articolo 1 della Costituzione della
Repubblica Italiana, i cittadini hanno sicuramente
il diritto di esprimersi in merito alla presenza
sul territorio di industrie che la legge
classifica come grave fonte di insalubrità.
Sostanze estremamente tossiche, persistenti,
bioaccumulabili, pericolosi particolarmente
per gli organismi in accrescimento, i feti
e i neonati..: Arsenico, Berillio, Cadmio, Cromo,
Nichel, Benzene, Piombo, Diossine,
Dibenzofurani, Policlorobifenili, Idrocarburi
Policiclici Aromatici (IPA).
Oltre alla Diossina, l’Arsenico,
il Berillio, il Cadmio, il Cromo
e il Nickel, sono cancerogeni certi
(classe 1 secondo l’Agenzia
Internazionale di Ricerca sul Cancro - IARC)
per polmone, vescica, rene, colon, prostata
I cementifici non sono  in grado
di rispettare le normative vigenti
qualora riconvertiti all’attività di
incenerimento di rifiuti, che risulta
di per sé problematica anche in
impianti appositamente progettati
per tale esclusivo scopo.
NON  tutte le sostanze prodotte
dalla combustione
dei rifiuti sono filtrabili nemmeno
con il ricorso alle più moderne
tecnologie disponibili
LA combustione di rifiuti produce si ha
la formazione di ingenti quantità di
particolato ultrafine, che ha
dimostrato di avere effetti
gravissimi sulla salute umana e
di possedere anche azione
mutagena e genotossica.
Nelle popolazioni esposte alle
emissioni di inquinanti provenienti
da inceneritori sono stati segnalati
numerosi effetti avversi sulla salute
sia neoplastici che di altro tipo.
GLI  studi riportano aumenti di
cancro a: fegato, laringe, stomaco,
colon-retto, vescica, rene, mammella.
Incremento dei nati femmine e
parti gemellari, incremento di
malformazioni
congenite, ipofunzione
tiroidea, diabete, ischemie,
problemi comportamentali,
patologie polmonari croniche
aspecifiche, bronchiti, allergie,
disturbi nell’infanzia
Il paesaggio, tutelato dall'articolo 9 della
Costituzione, DEVE ESSERE
AL     centro delle NOSTRE valutazioni.
Chiediamo la immediata 
DELOCALIZZAZIONE DELLA ITALCEMENTI 
ITALCEMENTI,Pantano,CUTINO,39,Ecopunto Falletta,Isola delle Femmine,Franco,Solarino,Piombino,PORTOBELLO,Raccolta differenziata,TAR VENEZIA 2462/2009,ARPA,Cementirossi,decreto 693 2008,Fumane

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