lunedì 24 ottobre 2011

IL PROFESSORE HA MENTITO

C'è il 2 aprile 2011 sul calendario del

professore?
C'èra LUI  il 2 aprile 2011 in via Garibaldi

PROFESSORE?
C'èra il 2 aprile 2011 munnezza in Via Garibaldi

professore?
C'era il 2 aprile 2011 il compattatore con il polipo della TRADE ECO SERVICE che raccoglieva munnezza in Via Garibaldi professore?
C'era il 2 aprile 2011 munnezza in Via Garibaldi!

C'era il 2 aprile 2011 LUI in Via Garibaldi!

C'èra il 2 aprile 2011 l'auto di servizio della Polizia Municipale in Via Garibaldi!

C'era il 2 aprile 2011 il compattatore della TRADE che raccoglieva munnezza in Via Garibaldi!

IO il 2 aprile 2011 ero in Via Garibaldi che fotografavo le operazioni di rimozione dei rifiuti

da parte della Trade Eco Service

sotto la direzione di LUI.  
PROFESSORE PERCHE' HA CELATO LA REALTA'? COMMETTENDO COSI' UN REATO? "non dire falsa testimonianza"
Approvazione protocollo d’intesa tra i Comuni dell’Autostrada tendenti a stimolare una coscienza critica sui condizionamenti di “Cosa Nostra”.
Atto numero 13  del 12-05-2011
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO

Allegato: delibera CC n.13.pdf (73 kb)

Il Consigliere Guttadauro ricordata la sua appartenenza alle forze dell’ordine e la sua costante attività nel combattere la malavita chiede come potrebbe egli sedere in questo Consiglio in presenza di infiltrazioni mafiose. Invita, laddove si ritengano sussistenti fonti di prova, a presentare opportune denunzie all’autorità giudiziaria; in assenza invita ad attenersi alle prerogative dell’organo consiliare.
Il Sindaco afferma che ancora una volta il Consigliere Caltanissetta conferma le sue preoccupazioni: come, infatti; in passato ha abbandonato l’aula in presenza di atti volti a contrastare il fenomeno mafioso, ancora una volta non ha la libertà di votare il protocollo non potendo esprimere una coscienza antimafia. Sin dal primo giorno egli si è assunto il ruolo di delegittimare un’Amministrazione libera e trasparente, ed in tal senso ricorda come egli nel fare un escursus sulla mafia dagli anni 1970 al 2009 abbia saltato un lungo periodo di tempo. La sua cattiveria risulterà priva di riscontro laddove all’assessore Cutino non potrà essere mosso alcun rilievo come nessun rilievo può essere mosso al Consigliere Mignano. Ricorda come nel 2004 il Consigliere Caltanissetta ebbe a fare un comizio a fianco dell’assessore Cutino decantandone le lodi; il ruolo affidatogli lo spinge a vivere in una situazione di disagio. Dichiara la propria assoluta disponibilità ad aprire gli uffici ad un’ispezione prefettizia cosciente della propria onestà e di quella delle persone che rivestono un ruolo all’interno dell’amministrazione, anche in qualità di funzionari, e che non soggiacciono ad intercettazioni.
L’assessore Cutino chiede scusa per i toni del proprio intervento ma le accuse che gli vengono mosse lo feriscono in modo personale sia nell’aspetto di amministratore, Consigliere comunale prima, Presidente del Consiglio dell’Unione, ma anche sotto l’aspetto personale avendo fatto della dedizione al dovere una propria ragione di vita personale e professionale. Si dimenticano le attività che egli ha svolto contro la criminalità organizzata in seno all’esercito italiano in cui milita. Le affermazioni e gli accostamenti non possono che suscitare la sua ira e ciò avviene costantemente laddove il suo nome viene accostato al termine mafia. I suoi atti concreti dimostrano come egli abbia messo in gioco la propria vita nella lotta alla criminalità.
Nell’espletamento dell’incarico di Presidente dell’Unione dei comuni insieme ad altri consiglieri elaborò e successivamente si adoperò per l’approvazione di un codice etico contro la mafia, tutt’ora vigente, che ha costituito una novità assoluta ed un fatto importante ben diverso dalla strumentalizzazione. Quest’amministrazione ha avuto, subito appena insediata, da vagliare la destinazione di un bene confiscato alla mafia proprio di proprietà di quella persona che gli causa l’accusa più volte ripetuta che risulta diffamatoria e strumentale. Egli ha avuto il coraggio di mostrare la propria libertà ed il proprio coraggio votando l’assegnazione, massima espressione possibile laddove la minoranza ha preferito defilarsi. Ricorda come si sia aderito al protocollo di legalità con la Camera di Commercio sugli appalti pubblici che è il vero punto di interesse della mafia. Sottolinea, elencandoli, gli atti importanti posti in essere dall’Amministrazione di cui egli fa parte stando sempre in prima fila. Non ha alcun bisogno, quindi, di costituirsi alcuna maschera laddove è in possesso di una coscienza antimafia.
Il Sindaco afferma che ancora una volta gli vengono indirizzate delle accuse ingiuste solo per aver avuto il coraggio di fare il Sindaco nell’interesse della gente che lo ha voluto, ribellandosi a chi lo voleva vincolare.
Il Vice Sindaco chiede espressamente se, a suo giudizio, all’interno dell’Amministrazione ci siano persone che abbiano rapporti con la mafia e chiede che in caso positivo ne vengano fatti nomi.
Lettura ed approvazione verbali delle sedute precedenti.
Atto numero 11  del 12-05-2011
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO

Allegato: delibera di CC n.11.pdf (45 kb)

Il Consigliere Caltanissetta chiede una rettifica della parte del verbale contenuta nella delibera n.10 del 29.4.2011, avente per oggetto “Discussione emergenza rifiuti”, laddove, causa il vivace dibattito, non è stata verbalizzata la domanda da lui fatta all’Assessore Cutino se sono stati realizzati nel corso del 2011 da parte di ditte esterne all’ATO PA1 interventi di raccolta e conferimento di rifiuti solidi urbani nel territorio di Isola delle Femmine in società della società consortile, domanda a cui l’assessore ha risposto che nessuna operazione di conferimento da parte di ditte esterne ha avuto luogo nel 2011. In seguito a tale affermazione il Consigliere Caltanissetta ha chiesto espressamente se fossero stati tuttavia realizzati interventi di raccolta da parte di privati in sostituzione dell’ATO PA1 ottenendo una secca risposta in senso negativo da parte del Sindaco.
L’Assessore Cutino contesta formalmente la variazione chiesta dal Gruppo di minoranza per la parte che lo riguarda espressamente, in quanto le eventuali rettifiche ed integrazioni del verbale possono riguardare solo proprie dichiarazioni e non possono in alcun modo riguardare dichiarazioni rilasciate da persone terze.
Discussione “Emergenza rifiuti”
Atto numero 10  del 29-04-2011
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO

Allegato: delibera n.10.11 C.C..pdf (1085 kb)

Variante al P.R.G. adottato con delibera di C.C. n° 33/2008. Modifica articolo 22 (zone D1) delle norme di attuazione.
Atto numero 3  del 31-01-2011
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO

Allegato: DELIBERA C.C. 03.2011.pdf (347 kb)

Lettura ed approvazione verbali delle sedute precedenti.
Atto numero 1
del 31-01-2011
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO

Allegato: DELIBERA C.C. 01.11.pdf (343 kb)

Lettura ed approvazione verbali delle sedute precedenti.
Atto numero 2  del 01-02-2010
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO

Allegato: DELIBERA C.C. 002.10.pdf (23 kb)

Il Sindaco chiede che qualora il Presidente autorizzi la lettura della dichiarazione da parte del Consigliere Caltanissetta, questa per una corretta informazione del pubblico presente, venga preceduta dalla lettura dei documenti a firma del Sindaco a cui si intende replicare.
L’Assessore Cutino evidenzia come si senta leso e diffamato dalla dichiarazione testè letta dal Consigliere Caltanissetta che ribadisce precedenti accuse avverso le quali comunica di avere già sporto querela e preannunzia che non esiterà ad intraprendere ulteriori azioni querelatorie contro tutti coloro che si faranno portavoce di dette accuse altamente lesive ed infamanti.
Il suo passato, noto a tutti, è documentabile. Tutti sono a conoscenza della sua dirittura morale e dell’attività che Egli ha svolto, sin dal 2004, in qualità di Consigliere Comunale e di Consigliere dell’Unione dei Comuni. Tutti sono a conoscenza che egli si è fatto promotore presso il Consiglio dell’Unione dei Comuni dell’adozione del “Codice Etico contro la mafia”, dei cui dettami era pienamente cosciente e, condividendolo appieno, non solo si è battuto per l’adozione da parte dell’Unione dei Comuni ma si impegnò affinché detto codice fosse approvato da tutti e tre i Consigli Comunali facenti parte dell’Unione e in particolar modo da questo Consiglio che lo ha approvato all’unanimità.
In quell’occasione ebbe ad auspicare che detto Codice venisse esteso anche agli Assessori Comunali. Respinge, quindi, le calunniose e diffamanti accuse formulate nelle dichiarazioni del gruppo consiliare Rinascita Isolana, che risultano assolutamente prive di ogni fondamento. Esiste, infatti, un rapporto di affinità con il Sig. Bruno Pietro ma non sussiste alcun tipo di frequentazione, e di ciò sono perfettamente a conoscenza anche gli stessi consiglieri di Rinascita Isolana che bene conoscono la sua persona visti i rapporti intercorsi nel passato con alcuni di loro, come in particolare il Consigliere Nevoloso Benedetto. Ricorda come lo stesso attuale coordinatore del gruppo Rinascita Isolana Sig. Stefano Bologna, Sindaco uscente nel 2004, non ebbe alcuna remora ad accoglierlo come candidato nella lista civica dal lui stesso capeggiata pur esistendo, già allora, gli stessi rapporti di affinità oggi contestati.
La sua attività di Amministratore è sempre stata volta ad evitare di alimentare campagne di odio e si dichiara stupito e rammaricato per la situazione che si è venuta a creare per le accuse diffamatorie mossegli.
In merito alla richiesta di sue dimissioni avanzata dal Gruppo Rinascita Isolana, evidenzia come non sussistano, secondo la normativa vigente, i presupposti Giuridici - Amministrativi per ravvisare
condizioni di incompatibilità con la carica assessoriale da egli ricoperta, come del resto riconosciuto dal consiglio comunale all’atto della convalida dell’elezione alla carica di Consigliere Comunale. Mancando la frequentazione, mancano anche i presupposti di connivenza previsti dal codice etico. Ricorda come egli sia stato fra i promotori della proposta di assegnazione dell’immobile confiscato al Sig. Bruno Pietro all’Arma dei Carabinieri per la realizzazione della locale Stazione, dimostrando nei fatti la propria libertà d’azione e l’assenza di qualsivoglia condizionamento a causa del rapporto di affinità. In quella occasione, invece, il gruppo Rinascita Isolana non ritenne di dover appoggiare detta proposta ed abbandonò l’aula consiliare sottraendosi, di fatto, ad un atto doveroso ed altamente significativo per manifestare la volontà di combattere la criminalità mafiosa. Pertanto, alla luce di quanto esposto, dovrebbe essere il Cons. Caltanissetta a dimettersi non avendo avuto il coraggio di sostenere tale proposta. Anzi, ne chiede formalmente le dimissioni dalla carica di Consigliere Comunale per avere contravvenuto ai dettami del Codice etico contro la mafia approvato da questo Consiglio. Inoltre, respinge, categoricamente, l’accusa formulata dal Gruppo Rinascita Isolana in una precedente dichiarazione, secondo cui il proprietario del bene confiscato lo abbia sostenuto in campagna elettorale reputandola del tutto falsa e priva di ogni fondamento come, del resto, noto a tutti. Per le attività che hanno contraddistinto la sua azione amministrativa, per le campagne ambientaliste condotte a salvaguardia della salute e dell’ambiente, per il lavoro che svolge e per propria forma mentis, egli si dichiara lontano dalla possibilità di subire alcun condizionamento. Chiede, pertanto, alle forze dell’ordine di attenzionare la sua persona e i suoi comportamenti; del resto, egli è conosciuto da tutta la cittadinanza oltre che dagli stessi Consiglieri di minoranza che pretestuosamente lo accusano.
Lettura ed approvazione verbali della seduta precedente.
Atto numero 4  del 22-02-2010
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO

Allegato: DELIBERA C.C. 004.10.pdf (15 kb)

Il Sindaco, dopo aver chiesto ed ottenuto la parola, ringrazia il Cons. Caltanissetta per la sollecitudine che farebbe seguito ad un incontro tra il gruppo consiliare Rinascita Isolana e i vertici dell’ATO, ma la condivisione di un documento presupporrebbe un ampio dibattito che partisse da una dettagliata relazione, anche per obbligo di informazione del pubblico presente. Afferma che quest’Amministrazione non risulta avere alcuna morosità nei confronti dell’ATO, avendo contestato parte dei crediti dalla stessa vantati. In atto questo Comune è il solo ente facente parte dell’ATO che provvede regolarmente e mensilmente a corrispondere la somma prevista dal piano industriale 2006 pari ad € 75.000 circa. Assume l’impegno a proseguire nel regolare pagamento nella misura indicata, precisando che la maggiore somma richiesta è oggetto di valutazione da parte dell’autorità giudiziaria.
Per una migliore e completa conoscenza della situazione propone che venga convocata una specifica seduta consiliare alla quale invitare anche i rappresentanti di detto Ente.
L’assessore Cutino, chiesta ed ottenuta la parola, ed al fine di dare un contributo, dopo aver ringraziato il gruppo Rinascita isolana per la sensibilità dimostrata precisa che se i lavoratori della temporary hanno potuto percepire a dicembre le spettanze loro dovute ciò è essenzialmente merito di quanto corrisposto da questo Comune. Conferma che quest’Amministrazione ha sempre corrisposto le somme previste dal piano industriale adottato nel 2006 e ciò nonostante che i proventi della TARSU risultino di molto inferiori al costo del servizio. Concorda sulla necessità che la situazione dell’ATO rifiuti venga dibattuta in Consiglio al fine di poter acquisire ogni utile contributo da parte di tutti i gruppi consiliari.
L’assessore Cutino ribadisce che questo Comune deve corrispondere all’ATO le somme nella misura prevista dal contratto e da quanto nello stesso citato e non certamente quanto richiesto e fatturato indipendentemente dagli obblighi assunti. Solo in via successiva si verificherà l’esattezza delle prestazioni inserite in fattura e si procederà al conguaglio delle somme eventualmente dovute. Precisa che od ogni buon conto nelle more di definizione anche in via giudiziaria è stata avanzata alla Regione richiesta di anticipazione di cassa. Ribadisce come questo Ente, rispetto agli altri comuni facenti parte dell’ATO sia in una situazione di maggiore tranquillità.
Il Sindaco afferma che, per quanto a sua conoscenza, qualche fattura del 2007 e tutte quelle del 2009 sono state contestate e forse anche tutte le altre.
Variante al P.R.G. adottato con D.C.C. n° 33/2007 - Rettifica dei confini territoriali rappresentati nella cartografia del PRG.
Atto numero 6  del 22-02-2010
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO

Allegato: DELIBERA C.C. 006.10.pdf (15 kb)

Il Sindaco preliminarmente evidenzia come la proposta di fatto costituisca una presa d’atto di una situazione esistente in quanto si rende necessario regolamentare una zona territoriale non compresa nel Piano Regolatore Generale adottato dal Consiglio con delibera n°33/2007. Rappresenta come detta situazione sia scaturita dal fatto che il redattore del PRG ha lavorato su una cartografia inesatta.
Il Cons. Dionisi evidenzia come detta cartografia inesatta sia scaturita a sua volta da un’aerofotogrammetria fornita dall’Ufficio Tecnico in forma ufficiale al progettista, senza che la stessa prima della consegna fosse stata collaudata. Di detto errore ci si è resi conto solo nel 2007 dopo l’adozione del PRG. A seguito di incontri con funzionari Assessorato Regionale al Territorio si è concordato che per la risoluzione del problema il Consiglio Comunale procedesse ad una rettifica del PRG già adottato, ponendo a base delle proprie valutazioni le mappe catastali.
Discussione in ordine alle richieste del gruppo consiliare “Rinascita Isolana” su asserite “infiltrazioni mafiose”.
Atto numero 8  del 12-03-2010
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO

Allegato: DELIBERA C.C. 008.10.pdf (24 kb)

Il Sindaco chiede di conoscere se l’infiltrazione cui si riferisce il gruppo “rinascita isolana” ha valenza storica ovvero se invece abbia ripercussioni sull’attuale attività amministrativa.
L’Assessore Cutino afferma di aver già chiarito la sua posizione nella seduta consiliare dell’1.2.2010, ma, pare, che le sue affermazioni non siano state comprese appieno. Ritiene grave il comportamento del gruppo “Rinascita Isolana” laddove questo asserisce in maniera categorica la presenza di infiltrazioni mafiose. La loro relazione parte da un’analisi riconducibile all’ultimo ventennio senza evidenziare atti ben circoscritti basati su una disamina di congetture prive di riferimenti certi ed attuali. L’accusa non viene giustificata con atti, per cui la dichiarazione risulta denigratoria e non potrà che dar luogo ad ulteriori querele Dal punto di vista giuridico amministrativo non sussistono situazioni di ineleggibilità ed incandidabilità a suo carico, il legislatore pone dei limiti ben precisi alle possibili cause di incompatibilità, tra queste rientra la parentela o affinità fino al secondo grado con condannati per mafia ed in tale situazione egli non rientra affatto; in ogni caso, tiene a sottolineare che il suo caso afferisce ad una situazione di affinità che dal punto di vista giuridico amministrativo, appare ben diversa; ne consegue che le affermazioni del gruppo risultano essere calunniose e diffamatorie; del resto analoga situazione familiare potrebbe essere rilevata a carico del Cons. Mignano; ma il Cons. Caltanissetta si stupisce di quanto accade nella parte avversa, ma non guarda a quanto accade all’interno del suo gruppo di appartenenza laddove persone rispettabilissime si trovano ad avere anch’essi parenti condannati per mafia. È notorio che gli intrecci di parentela ed affinità in una piccola comunità possono essere molteplici e non è giusto che le colpe di un singolo componente ricadano sull’intero ceppo familiare. Nella relazione vengono citati fatti passati che nulla hanno a che vedere con l’attuale Amministrazione. L’unico atto serio che questo consiglio Comunale è stato chiamato a votare è stato l’assegnazione di un immobile confiscato alla mafia. Il fatto che il gruppo “Rinascita isolana” non abbia partecipato alla discussione dovrebbe comportare le dimissioni del capogruppo, Cons. Caltanissetta.
Riafferma con forza di non aver scheletri nell’armadio e di poter procedere a testa alta sia in funzione della propria storia personale che di quella professionale, confermando di aver sempre operato per il bene della collettività.
Ribadisce la richiesta di dimissioni del Cons. Caltanissetta per essersi costui rifiutato di partecipare ad una decisione di rilevanza politica nella lotta alla mafia. Vero è che la competenza all’assegnazione dell’immobile ricadeva sul Sindaco, ma questi ha voluto dare un segnale forte, dando al Consiglio la possibilità di esprimersi sull’argomento, essendo il Consiglio Comunale l’Organo che maggiormente rappresenta questa collettività.
Nel votare di destinare l’immobile confiscato alla mafia nel nostro territorio, destinandolo a Caserma dei Carabinieri l’Amministrazione e il gruppo consiliare di maggioranza hanno dato dimostrazione della propria libertà e dell’assenza di condizionamenti.
Il gruppo “Rinascita Isolana” si è, invece, defilato violando le previsioni del “Codice etico contro la Mafia”; di conseguenza, in assenza di dimostrate giustificazioni, il capo di detto gruppo ha l’obbligo morale di dimettersi.
Ricorda di essere stato il promotore, unitamente ai Consiglieri Puccio del Comune di Capaci e Caruso del Comune di Torretta, dell’adozione del Codice etico contro la mafia, in un primo momento all’interno dell’Unione dei Comuni e successivamente in questo Consiglio Comunale.
Ricorda, come il surrichiamato Codice Etico preveda che, per muovere accuse di vicinanza alla mafia, siano necessari alcuni presupposti fra i quali la frequentazione con soggetti condannati per reati di mafia, frequentazioni che nel suo caso non esistono.
La richiesta di dimissioni avanzata dal Cons. Caltanissetta risulta, pertanto, inopportuna in assenza di specifiche situazioni in grado di supportarla.
Il Sindaco definisce ridicolo l’excursus sull’intera vita politica di questa collettività, excursus nel quale, tra l’altro, viene saltato un lungo periodo di tempo.
Ritornando, infine, sull’invito al Consiglio a procedere all’assegnazione dell’immobile confiscato ad un cittadino condannato per mafia precisa che egli, nel relazionare sull’argomento, aveva fatto una premessa nella quale sottolineava il significato politico che si intendeva dare alla decisione del Consiglio.
Dà, quindi, lettura di una nota che si allega alla presente per costituirne parte integrante e sostanziale.
Approvazione, ai sensi degli artt. 32, 33 e 41 della L.R. 10.2.2004, n°1, della proposta di legge di iniziativa dei Consigli Comunali e Popolare “Principi per la tutela, Il governo e la gestione pubblica delle acque. Disposizioni per la ripubbli
Atto numero 13  del 08-04-2010
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO

Allegato: DELIBERA C.C. 013.10.pdf (33 kb)

Il Sindaco ricorda come l’avvio alla privatizzazione dell’acqua sia scaturito da una delibera del 12/12/2002 con la quale si procedette alla creazione di una società d’ambito
Giuramento del Sindaco.
Atto numero 35
del 25-06-2009
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO

Allegato: DCC00035.pdf (11 kb)

Il Sindaco prestato giuramento, afferma la sua intenzione di amministrare con assoluta trasparenza, dichiarandosi pronto, comunque, ad affrontare qualunque battaglia politica, come fa immaginare il comportamento testé assunto dal gruppo “Rinascita isolana”, certo di poterla vincere grazie all’aiuto della popolazione.  Ringrazia, infine, la cittadinanza per la fiducia accordatagli, preannuncia il proposito di procedere ad una riorganizzazione della macchina amministrativa, promette di operare con onestà e trasparenza, senza accettare provocazioni.
Destinazione immobile oggetto di confisca ai sensi dell’art.2-ter della Legge 575/65.
Atto numero 42  del 06-08-2009
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO

Allegato: DELIBERA C.C. N.42.pdf (14 kb)

Il Sindaco ribadisce come la migliore dimostrazione della volontà dell’Amministrazione di contrastare il fenomeno mafioso sia costituita dalla scelta di proporre l’assegnazione dell’immobile all’Arma dei Carabinieri affinché venga destinata a Stazione. Detta scelta è stata operata su consiglio dell’assessore Cutino ed è stata condivisa da tutta l’Amministrazione. In tal modo si riconosce l’alto valore morale che l’Arma ha avuto nel combattere la mafia, lotta che ha comportato il sacrificio di tanti uomini delle istituzioni, quali carabinieri, poliziotti e magistrati
Il Sindaco, ottenuta la parola del Presidente, evidenzia come l’allontanamento dall’aula del gruppo Rinascita abbia una valenza politica di contrarietà alla destinazione proposta. Detta scelta, del resto, risulta in linea con l’atteggiamento assunto in passata da un Consigliere, facente parte oggi del gruppo Rinascita, laddove questi, gia nel 1995, ebbe a contestare scelte analoghe.  Dichiara di ritenere pretestuoso l’atteggiamento assunto dal gruppo Rinascita e reputa che al gruppo manchi la libertà mentale di contrastare la mafia, e ciò risulta preoccupante per il futuro, anche se il gruppo politico Progetto Isola andrà comunque avanti per la propria strada.
Approvare i verbali della seduta precedente.
Atto numero 52  del 28-09-2009
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO

Allegato: DELIBERA C.C. N.52.pdf (13 kb)

Il Sindaco al termine della lettura del documento ribatte che l’Amministrazione dà dimostrazione della propria coscienza antimafia con i propri comportamenti e non a parole.  La Giunta Comunale del resto ha dato dimostrazione della propria volontà di combattere la mafia anche proponendo al Consiglio di destinare l’immobile confiscato ad un condannato per mafia a stazione dei Carabinieri. In detta occasione, la minoranza ritenne di dover abbandonare l’aula, manifestando in tal modo un ben preciso intendimento politico. Giova ricordare, peraltro, che il personaggio proprietario del bene confiscato, in occasione delle scorse elezioni politiche sosteneva il candidato della lista “Rinascita Isolana” Rosario Rappa.
La volontà della Giunta, quindi, è assolutamente limpida e dimostrabile, per cui tutti i componenti della stessa possono procedere nei compiti loro assegnati a testa alta
Interrogazioni.  Atto numero 66  del 10-12-2009
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO

Allegato: 66.pdf (13 kb)

Il Presidente, dopo aver ricordato le previsioni regolamentari in ordine alla trattazione delle interrogazioni, invita il Cons. Caltanissetta, capo del gruppo “Rinascita Isolana” a dar lettura dell’interrogazione avente per oggetto “Sit-in dei volontari di Protezione Civile dinanzi al Comune”.
Il Cons. Caltanissetta dà lettura dell’interrogazione citata acquisita al protocollo generale del Comune in data 22/10 c.a. al n. 16369.
Il Sindaco dà, quindi, lettura della risposta scritta che allega al presente verbale per farne parte integrante. Sollecitato dal Cons. Caltanissetta, precisa che il riferimento all’utilizzo del servizio di protezione civile nel passato attiene agli anni 2008, 2007 e precedenti.
Il cons. Caltanissetta da lettura di una replica alle affermazioni del Sindaco che allega al presente verbale.
Il Presidente invita il Cons. Caltanissetta, capo del gruppo “Rinascita Isolana” a dar lettura dell’interrogazione avente per oggetto “Ruolo del geometra Giovanni Impastato in seno all’Amministrazione Comunale di Isola delle Femmine”.
Il Cons. Caltanissetta dà lettura dell’interrogazione citata acquisita al protocollo generale del Comune in data 27/11 c.a. al n. 18775.
Il Sindaco dà, quindi, lettura della risposta scritta che allega al presente verbale per farne parte integrante.
Il cons. Caltanissetta, dopo aver premesso che l’interrogazione è stata presentata prima della pubblicazione della determina e che il gruppo consiliare è tenuto ad utilizzare l’istituto democratico delle interrogazioni consiliari e non può avanzare semplici richieste di copia di documentazione, da lettura di una replica alle affermazioni del Sindaco che allega al presente verbale.
Lettura e approvazione verbali della seduta precedente.
Atto numero 67  del 18-12-2009
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO

Allegato: DELIBERA C.C. N.67.pdf (11 kb)

Il Sindaco, chiesta ed ottenuta la parola, afferma che ancora una volta il gruppo di minoranza dimostra di non avere una cultura dell’antimafia. La reazione del gruppo è la dimostrazione che il loro coordinatore non ha ancora accettato la batosta elettorale. Evidenzia come l’Amministrazione che egli presiede ha fatto una bandiera della legalità ritenendo in tal modo di dare un contributo educativo alla comunità isolana. Sottolinea, quindi, i risultati ottenuti dall’Amministrazione grazie al lavoro svolto, come l’aver ottenuto, dopo otto anni, il VIAVAS positivo del Porto, l’istallazione delle centraline di monitoraggio della qualità dell’aria, l’essere riuscita ad ottenere l’istituzione di una commissione regionale per l’accertamento della pericolosità del radar meteo WIND SHEAR. Afferma, infine, di aver garantito un confronto aperto e democratico e su detta base la gente ha capito e d ha giudicato con il proprio voto alle elezioni amministrative. Ringrazia gli assessori comunali ed i consiglieri per la collaborazione che gli hanno sempre garantita.
Il Cons. Dionisi lamenta la ripetitività e strumentalità delle accuse mosse all’Amministrazione accuse dietro le quali si nasconde il non essere in grado di realizzare un’opposizione costruttiva.
Il Vice Sindaco, invita il Presidente a sollecitare il gruppo consiliare “Rinascita Isolana” a presentare la relazione prevista dal vigente regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, al fine di poter trattare l’argomento richiesto da detto gruppo “ infiltrazioni mafiose”.
2 APRILE 2011,CARABINIERI,CECCHINO,CONSIGLIO COMUNALE,PALmuto,Pappagallo, PENNUTO ROSSO,POLIZIA MUNICIPALE,QUERELA,Trade Eco Service,VEDOVELLO IL PROFESSORE HA MENTITO

domenica 2 ottobre 2011

"Indignados" sul ponte di Brooklyn Più di 700 arresti

"Indignados" sul ponte di Brooklyn
Più di 700 arresti a New York







Le proteste del gruppo Occupy Wall Street contro la disuguaglianza sociale e l'avidità delle corporation . Accuse incrociate tra dimostranti e polizia. La febbre da piazza Tahrir sta contagiando altre anche città. Manifestazioni a Washington e Albuquerque. Tremila persone a Boston davanti alla Bank of America: in manette 24 persone.


Più di 700 dimostranti del gruppo Occupy Wall Street sono stati fermati a New York, dopo aver bloccato il ponte di Brooklyn per varie ore durante la marcia contro l'avidità delle aziende e la diseguaglianza sociale. Gli "indignados" americani sono accampati vicino alla sede della Borsa da almeno due settimane. La maggior parte dei fermati ha ricevuto una citazione per condotta contraria all'ordine pubblico ed è stata rilasciata, ha spiegato la polizia. "Questa non era una protesta contro la polizia di New York. Non siamo anarchici, non siamo hoolingas. Ho 48 anni - ha spiegato un dimostrante alla Bbc - l'1% della popolazione controlla il 50% della ricchezza degli Stati Uniti". Le proteste di sabato hanno costretto le autorità a tenere chiuso per diverse ore il ponte più famoso di New York, dove molti manifestanti cercavano di ostacolare la circolazione, mentre altri erano rimasti sul passaggio pedonale.


LA PROTESTA DILAGA Le forze dell'ordine hanno fatto sapere di aver ordinato ai dimostranti sul ponte di restare sui marciapiede, ma loro si sono riversati nella carreggiata. Alcuni hanno detto invece di esservi stati spinti dagli stessi agenti o di non aver sentito alcun ordine da parte della polizia. Ieri manifestanti si sono riuniti anche ad Albuquerque, Boston e Los Angeles per esprimere solidarietà agli "indignados" americani. Di recente alcune star, tra cui Michael Moore e Susan Sarandon, hanno incoraggiato il gruppo. Contemporaneamente a Boston sono state arrestate 24 persone, mentre una vasta folla (circa 3mila persone, secondo gli organizzatori) si era assiepata dinanzi agli uffici di Bank of America, la più grande banca degli Stati Uniti. A San Francisco centinaia di persone si sono riuniti davanti a una succursale di Chase Bank, a Market Street e la polizia ha arrestato 6 manifestanti. E adesso le proteste minacciano di estendersi anche a Washington. "Chiediamo l'arresto di Ben Bernanke (il presidente della Federal Reserve, ndr) per tutto il denaro dei cittadini usato per salvare le banche", ha detto un anonimo attivista.


WALL STREET E PIAZZA TAHRIR I manifestanti protestano contro l'avidità delle corporation, affermando di difendere il 99% dei cittadini americani contro l'1% dei più ricchi. La protesta è cominciata il 17 settembre, quando "Occupy Wall Street" ha chiamato 20mila persone a "inondare Manhattan" e rimanerci per "alcuni mesi". Dopo una stretta della polizia, diverse centinaia di persone sono ora accampate al Zuccotti Park, un'area di proprietà di Brookfield Office Properties non lontano da Wall Street, diventata la "Piazza Tahrir" dei manifestanti newyorkesi.


02/10/2011






 New York, centinaia di arresti tra i dimostranti anti-Wall Street


I manifestanti protestano da due settimane contro le logiche dell'alta finanza e le politiche adottate dall'amministrazione Obama per fronteggiare la crisi. L'intervento della polizia quando hanno bloccato il traffico sul ponte di Brooklyn







 NEW YORK - Circa 700 persone aderenti alla campagna contro Wall Street sono stati arrestati a New York. Le forze dell'ordine sono intervenute quando i dimostranti hanno bloccato il traffico sul ponte di Brooklyn e hanno cercato di dar vita a un corteo non autorizzato. "Vergogna, vergogna" hanno urlato i manifestanti all'indirizzo degli agenti. Testimoni hanno raccontato di averne visti moltissimi ammanettati, seduti a terra mentre tre pullman arrivavano per portarli via. Un portavoce della polizia ha dichiarato che erano stati ripetutamente avvertiti che se avessero invaso le corsie destinate ai veicoli sarebbero stati arrestati.

La protesta del movimento Occupy Wall Street (Occupare Wall Street) va avanti da due settimane e si sta estendendo ad altre città, a cominciare da Washington e Boston. Nella capitale del Massachusetts oggi sono state fermate 24 persone che partecipavano a un sit-in non autorizzato davanti alla sede di Bank of America, che di recente ha annunciato un piano di tagli per 30.000 impiegati con risparmi stimati in cinque miliardi di dollari fino al 2014.

A New York circa 2.000 dimostranti - disoccupati, reduci di guerra, studenti, insegnanti - hanno installato il loro quartier generale a Zuccotti Park, tra la Broadway e Liberty Street, non lontano dai grattacieli di Wall Street. E hanno intenzione di rimanerci per mesi. Da lì, verso le 15.30 ora locale, si sono mossi in direzione del ponte di Brooklyn, distante circa quattro chilometri. Una marcia con cui hanno voluto, tra l'altro, sostenere  il movimento SlutWalk contro gli abusi sessuali sulle donne.

Il movimento contesta le politiche seguite per fronteggiare la crisi economica. Il collante è la protesta contro le logiche di Wall Street, ma anche la delusione nei confronti del presidente Barack Obama che a loro avviso, come ogni presidente, è "schiavo" di quelle logiche. L'ispirazione viene dagli
"indignados" spagnoli 1, dalle manifestazioni greche 2, dalle rivolte in Egitto e in Tunisia, dalle tende montate dai manifestanti a Tel Aviv 3. "Questa protesta è l'unico modo per rappresentare noi stessi", spiega Norman Koener, un insegnate di Filadelfia venuto a New York per sostenere il movimento anti Wall Street. "Il Congresso non legifera per noi, e Obama è andato contro tutti i suoi propositi iniziali. Non penso che riuscirà ad essere rieletto ma del resto anche i Repubblicani sono un fallimento. A che serve votare per due partiti corrotti? L'unica soluzione è la democrazia che si vede in questa piazza", conclude amaro il professore.

Quello di Zuccotti Park non è un vero e proprio accampamento perché le tende sono proibite. I manifestanti dormono avvolti in teli di plastica. Ma hanno allestito una cucina e una biblioteca e hanno sparso in giro poster in cui sono enunciati chiaramente i loro slogan. Negli ultimi giorni sono andati tra loro il regista Michael Moore e l'attrice Susan Sarandon. Appoggio alla protesta arriva anche dai cittadini di New York: non sono pochi i passanti che offrono donazioni e alcuni
ristoranti hanno donato del cibo.

La rete di comunicazione
grazie alla quale il movimento si sta allargando ad altre città si avvale dei mezzi ormai imprescindibili in questi casi, YouTube, Facebook, Twitter. Da Zuccotti Park vengono trasmessi aggiornamenti in tempo reale in streaming e si fa circolare un quotidiano, The Occupied Wall Street Journal. Il 6 ottobre il movimento si sposterà a Washington, simbolo della politica e delle lobby, in occasione del decimo anniversario della guerra in Afghanistan.
(02 ottobre 2011)

Molti manifestanti hanno affermato che la polizia ha teso loro una trappola
Cresce la protesta contro Wall Street
A New York arrestati 700 indignados
È salito a più di 700 il numero di manifestanti arrestati dalla polizia a New York per aver bloccato il Ponte di Brooklyn. Gli arrestati fanno parte del movimento degli "indignados" americani, che da giorni manifestano davanti a Wall Street per protestare contro i finanzieri e i politici, ritenuti responsabili della crisi economica. La settimana scorsa il primo tentativo di marcia di protesta verso la Quinta strada era finito con la carica da parte della polizia e con decine di arresti
 NEW YORK CITY -Si allarga la protesta degli 'indignados' in Usa contro le banche e Wall Street. A New York la polizia ieri ha arrestato oltre 700 manifestanti che avevano tentato di bloccare il ponte di Brooklyn. Il movimento 'Occupy Wall Street', i cui rappresentanti da due settimane sono accampati anche a Manhattan, protesta contro il salvataggio governativo delle banche e l'influenza della finanza sulla politica Usa, ma anche contro l'alto tasso di disoccupazione e i pignoramenti delle case. E le dimostrazioni segnalano il fermento crescente di tutti i gruppi che sono essenziali per la rielezione del presidente Barack Obama: i giovani, le minoranze, i sindacati, le donne. Le proteste sono pacifiche ma a questo non ha impedito alla polizia di arrestare centinaia di persone per turbativa dell'ordine pubblico.
Gli attivisti hanno iniziato le loro proteste, il 17 settembre, occupando Zuccotti Park, nel cuore del distretto finanziario di Manhattan, a due passi da quello che un tempo era il World Trade Center; e da allora hanno mantenuto presidi anche dinanzi alla sede della borsa di New York. "Siamo la maggioranza, siamo il 99 per cento e non staremo più zitti", ha fatto sapere 'Occupy Wall Street', che si descrive come un movimento di resistenza pacifica ispirato alla primavera araba. Le proteste di sabato hanno costretto le autorità a tenere chiuso per diverse ore il ponte più famoso di New York, dove molti manifestanti cercavano di ostacolare la circolazione, mentre altri erano rimasti sul passaggio pedonale.
Contemporaneamente a Boston sono state arrestate 24 persone, mentre una vasta folla (circa 3mila persone, secondo gli organizzatori) si era assiepata dinanzi agli uffici di Bank of America, la più grande banca degli Stati Uniti. A San Francisco centinaia di persone si sono riuniti davanti a una succursale di Chase Bank, a Market Street e la polizia ha arrestato 6 manifestanti. E adesso le proteste minacciano di estendersi anche a Washington. "Chiediamo l'arresto di Ben Bernanke (il presidente della Federal Reserve) per tutto il denaro dei cittadini usato per salvare le banche", ha detto un animo attivista.
Ultima Modifica: 02 ottobre 2011, 14:00
Ascoltiamo quell'urlo in piazza
 
Una ragazza bionda urla, disperata, mentre due poliziotti la buttano sul ruvido asfalto newyorchese ed un terzo prepara le manette.
Il momento – catturato da un fotografo del Daily News questa settimana – non è una delle solite scene di piccola criminalità che punteggiano la vita quotidiana di New York.
Il «reato» della giovane era quello di aver protestato contro Wall Street – la stradina di Manhattan che per lei e centinaia di altri manifestanti contiene tutti i mali del capitalismo moderno.
L’urlo muto della foto, che ricorda il famoso dipinto di Munch, sta riecheggiando in altre piazze del mondo.
Dagli indignados madrileni che hanno occupato Puerta del Sol alle barricate sanguinose dei disoccupati greci, fino alla violenza cieca e truffaldina dei saccheggiatori di Londra, la crisi economica sta alienando e marginalizzando una parte della popolazione mondiale.
Le proteste europee sono forse meno epocali della «primavera araba» che ha ribaltato i regimi di Tunisia, Egitto e Libia e meno aggressivi dei metodi Gandiani di Anna Hazare – il guru anti-corruzione indiano.
Ma qualcosa in comune tra le varie proteste c’è ed è la sfiducia nella capacità dell’establishment politico ed economico di risolvere i gravi problemi attuali – dal prezzo del pane in Egitto al posto di lavoro in Spagna.
Quando sono andato a Zuccotti Park, il parco a pochi metri dal sito del World Trade Center che è diventato il quartier generale dei dimostranti newyorchesi, non ho trovato una rivoluzione in fieri.
Certo, i ragazzi con cui ho parlato, studenti, attori senza lavoro, camerieri a tempo perso, mi hanno schernito per la mia «uniforme» – venendo dall’ufficio, non ho avuto tempo di togliermi giacca e cravatta – e attaccato le banche e «gli speculatori».
Ma i loro sogni, desideri e preoccupazioni erano molto «capitalisti». Quando gli ho detto che ero un giornalista finanziario, le domande più frequenti sono state: «Ma secondo te, l’economia americana migliorerà? Ed il mercato delle case quando riprende?».
Che, tradotte dal linguaggio delle proteste, vogliono dire: «Ma secondo te, un lavoro lo troverò quando finisco l’università? E ce la farò a guadagnare abbastanza per comprarmi casa?» - due interrogativi che nel «Capitale» di Marx proprio non si trovano.
L’assenza d’impeti rivoluzionari radicali, però, non vuol dire che l’élite politica e finanziaria, sia in America che in Europa, si possa permettere di ignorare il dissenso di porzioni della società civile.
Il problema per i governanti sulle due sponde dell’Atlantico, è che la congiuntura è talmente cupa che le misure da prendere non faranno altro che esacerbare le sperequazioni sociali ed economiche.
Partiamo dall’America. Dopo decenni di vita spericolata – al di sopra dei propri mezzi pagata dalla cocaina del credito pubblico e privato – l’ultima superpotenza sta barcollando sotto il peso dei suoi debiti.
I repubblicani e democratici su questo almeno sono d’accordo: la posizione fiscale attuale è insostenibile. La baruffa è ovviamente sul come risolverla.
I repubblicani – ansiosi di riprendersi la Presidenza nel 2012 e tirati a destra da un Tea Party sempre più fondamentalista – parlano di tagli radicali al Welfare state: la sanità e le pensioni che costano migliaia di miliardi di dollari l’anno. I democratici vogliono tagliare meno e tassare di più, soprattutto i ricchi. Non a caso l’ultima salva del presidente Obama è stata un’imposta sui ricconi ispirata dal fatto che il miliardario Warren Buffett ha detto che lui paga meno tasse della sua segretaria.
Le ricette variano ma il risultato sarà lo stesso. Come mi ha detto un alto funzionario della Federal Reserve questa settimana: «Staremo peggio prima di stare meglio».
Le proposte repubblicane per ridurre il deficit sarebbero senz’altro più efficaci di azioni demagogiche quali la «tassa Buffett», ma hanno il difetto enorme di mettere ancora più pressione sulle classi povere.
In una nazione come gli Stati Uniti, dove l’un per cento della popolazione controlla più di un quinto della ricchezza del Paese e il 15 per cento della gente vive sotto la soglia di povertà, politiche che aumentano la diseguaglianza potrebbero avere gravi conseguenze sociali.
Quando ho chiesto ad un alto funzionario dell’Fbi come mai, secondo lui, la durissima recessione del 2007-2009 non avesse portato a conflitti sociali, la risposta mi ha sorpreso. «Due parole» ha detto: «Barack Obama». A suo avviso, l’elezione storica di un presidente di colore ha placato le minoranze etniche ed le altre classi sociali che hanno sofferto di più durante la contrazione economica.
È una tesi difficile dimostrare – ed impossibile da articolare in un’America che non ha ancora sconfitto il razzismo – ma che vale la pena tenere in mente in questo periodo così turbolento.
In Europa, la situazione è diversa ma non meno grave. Il consenso di economisti e mercati è che il vecchio continente ha bisogno di una dose da cavallo di austerità per uscire dalla crisi. La lista dei rimedi è ben nota: tagli alla spesa pubblica e alle pensioni; allungamento della settimana lavorativa; lotta all’evasione fiscale e così via.
Tutto ottimo in teoria. Molto meno in pratica. I programmi di austerità hanno due, colossali, svantaggi: sono indigesti a politici ed elettori; e soffocano l’economia nel breve termine.
Magari è pure giusto tagliare le pensioni-baby dei dipendenti statali e costringere i dentisti greci a pagare le tasse. Il problema è che nessuno si fa togliere quello che ha avuto per anni senza lottare. (vedi: «barricate greche»). E, visto che, come si dice in America, «i tacchini non sono in favore del pranzo di Natale» è praticamente impossibile per un governo lanciare misure così impopolari a meno che non sia costretto (vedi: «George Papandreou»).
Ma anche se ci fosse la volontà politica, il risultato immediato di misure di austerità è un calo della crescita economica. Il motivo è semplice: se tutti stringono la cinghia allo stesso tempo, non rimane più nessuno a comprare beni e servizi. Un’economia anemica, a sua volta, aumenta il malcontento e le disparità finanziarie.
Se i governi vogliono evitare che la crisi economica inneschi conflagrazioni sociali, dovranno prestare più attenzione alle urla che provengono dalle piazze e dalle strade.
Francesco Guerrera è il caporedattore finanziario del Wall Street Journal a New York.
francesco.guerrera@wsj.com 





LE MIE NOTTI CON GLI INDIGNATI
 DI MICHAEL MOORE
repubblica.it
New York ha otto milioni di persone: e un milione vive in povertà. È una vergogna. Eppure il sistema non si ferma qui.
Non importa quanta vergogna possiamo provare: la macchina va avanti - per fare altri soldi. Per trovare nuovi modi di imbrogliare la gente che lavora. Nuovi modi per accaparrarsi le pensioni: di rubare ancora di più. Ma qualcosa sta succedendo a Liberty Plaza.
Sono stato a Liberty Plaza per un paio di notti. E ci tornerò. Sapete? Stanno facendo un gran lavoro laggiù. E stanno ricevendo sempre più sostegno. L´altra notte il sindacato dei ferrotranvieri - gli autisti di bus, gli autisti della metropolitana - ha votato con entusiasmo per sostenere la protesta. Tre giorni fa 700 piloti di linea - soprattutto United e Continental - hanno marciato su Wall Street.
Non so se avete avuto modo di vedere queste cose nei tg. So bene com´è andata la copertura fin qui: vi hanno mostrato pochi hippy che picchiavano duro sui tamburi - le cose tipiche che cerca la stampa. Per carità: che Dio benedica gli hippy che picchiano sui tamburi! Ma c´è una ragione per cui "loro" vogliono farci vedere solo questo. E allora ve lo dico io che cosa ho visto in quella piazza. Ho visto i giovani. Ho visto gli anziani. Ho visto la gente di tutti i tipi e di tutti i colori e di ogni religione. Ho visto anche la gente che vota per Ron Paul (il candidato presidenziale ultraconservatore che vuole abolire la Banca centrale). Voglio dire: è un gruppo di gente davvero assortita. Ci stanno le infermiere in quella piazza. Ci stanno gli insegnanti in quella piazza. Gente di ogni tipo.
Martedì ci sarà una nuova manifestazione: anche gli autisti di autobus e della metropolitana marceranno su Wall Street. E ho già sentito dire che l´Uaw (il sindacato degli operai dell´automobile) sta pensando a qualcosa del genere. Pensate: il loro incubo peggiore diventa realtà. Gli hippy e gli operai dell´auto che marciano insieme! Ma vedete: la gente ha capito. E tutta questa storia sulle divisioni interne e questo e quell´altro: alla gente non gliene importa più niente. Perché stavolta si tratta dei propri figli: che rischiano di non poter più andare al college. Stavolta si rischia di restare senza un tetto. Questo è quello che è davvero in gioco.
Ma quello che mi sembra più strano e bizzarro, dei ricchi, è come abbiano deciso di strafare fino a tanto. Voglio dire: gli stava andando tutto così bene. No: per loro non era abbastanza. Per i nuovi ricchi non era abbastanza. I nuovi ricchi che hanno fatto quattrini non grazie a buona idea. Non a un´invenzione. Non con il loro sudore. Non con il loro lavoro. I nuovi ricchi che si sono arricchiti con i soldi degli altri: con cui hanno giocato come se fossero al casinò. Soldi su soldi. E adesso ci ritroviamo con una generazione di ragazzi per cui gli eroi da seguire sono quelli dei canali tv di business: quelli che si sono arricchiti facendo soldi su quelli che fanno soldi su quelli che fanno i soldi… Ma quanto bisogno avremmo di giovani che si mettessero al lavoro per salvare questo pianeta? Per trovare le cure a tutti questi mali. Per trovare un modo di portare acqua e servizi igienici ai miliardi di persone su questa Terra che non ne hanno.
Questo è ciò che ci vorrebbe. E invece le 400 persone più ricche di questo paese oggi hanno più ricchezza che 150 milioni di americani messi tutti insieme. Dicevano: oh, sarà uno di quei numeri che Michael Moore butta giù. Beh, è una statistica vera: verificata da Forbes e da PolitiFact. Le 400 persone più ricche di questo paese hanno più ricchezza che 150 milioni di persone messe insieme! Ma questa non si può chiamare democrazia. La democrazia implica una qualche sorta di eguaglianza: una qualche sorta di egalitarismo. Io non dico che ogni pezzo della torta dev´essere della stessa misura: però non siamo andati ormai oltre?
Ma ora c´è questa buona notizia. Perché fino a quando avremo qualcuno che pone delle sfide alla nostra democrazia - fino a che la Costituzione resterà intatta - vorrà dire che ciascuno di noi avrà lo stesso diritto di voto dei signori di Wall Street: una persona vota per una persona. E loro potranno pure comprare tutti i candidati che vogliono: ma la loro mano non guiderà la nostra mano quando saremo in cabina. Questo è il messaggio da gridare forte: da fare arrivare a quei milioni di persone che si sono arresi - o che sono stati convinti e fuorviati per ignoranza. Ecco: se riusciremo a far arrivare il nostro messaggio, beh, per quei 400 sarà il peggiore degli incubi. Perché l´unica cosa che sanno fare bene sono i conti. E sanno che noi siamo un fottìo più di loro. Dipende solo da noi. Basta svegliarsi al mattino e dire ok, adesso basta, fine. Ho deciso di impegnarmi. E ho deciso di coinvolgere 10 persone tra i miei vicini. Questa adesso è la nostra missione: impegnarci. Per questo vi dico: sostenete la protesta di Liberty Plaza.
Micahel Moore
2.10.2011


New York,Indignati,Moore,Liberty Plaza,Wall Street,ponte di Brooklyn,Occupy Wall Street,Bank of America,Washington,Boston,Massachusetts,Zuccotti Park,Broadway,Liberty Street,SlutWalk,Obama,Filadelfia,Norman Koener, 





"Indignados" sul ponte di Brooklyn Più di 700 arresti



http://isolapulita.blogspot.com/2011/10/indignados-sul-ponte-di-brooklyn-piu-di.html



"Indignados" sul ponte di Brooklyn Più di 700 arresti



http://isolapulita.blogspot.com/2011/10/indignados-sul-ponte-di-brooklyn-piu-di.html



http://disertiamoleurneaisoladellefemmine.blogspot.com/2011/10/indignados-sul-ponte-di-brooklyn-piu-di.html