venerdì 9 novembre 2012

ISOLAISOLA DELLE FEMMINE IL MINISTRO SCIOGLIE IL CONSIGLIO COMUNALE LA KUPOLA DELLA POLITIKA A ISOLA DELLE FEMMINE





ISOLA
DELLE FEMMINE IL MINISTRO SCIOGLIE IL CONSIGLIO COMUNALE


Consiglio dei Ministri
n.53

Su
proposta del Ministro dell’interno, il Consiglio dei Ministri ha sciolto

Il
Consiglio Comunale di Isola delle Femmine, dopo l’insediamento  della Commissione governativa per l’accesso
agli atti del 26 aprile scorso, viene sciolto per le infiltrazioni della
criminalità organizzata.
Nei
prossimi giorni il decreto sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.







Mafia, il governo
scioglie il comune di Isola delle Femmine

Dopo Salemi e Racalmuto il municipio palermitano è il terzo
in Sicilia a finire davanti al Consiglio dei ministri per infiltrazioni della
criminalità organizzata. Diversi gli episodi che hanno portato la decisione del
Viminale a proporre il commissariamento

Anna Maria Cancellieri






Il governo, su proposta del ministro dell’interno Anna Maria
Cancellieri, ha sciolto il Consiglio comunale di Isola delle
Femmine (Palermo) per le infiltrazioni della criminalità
organizzata. Nel comunicato, diffuso al termine del Consiglio
dei Ministri, si annuncia anche la proroga di sei mesi dello
scioglimento del Consiglio comunale di Marina di Gioiosa Jonica
(Reggio Calabria) “per completare il risanamento dell’istituzione locale e della
realtà sociale, ancora segnate dalla malavita organizzata”.

Il comune siciliano è guidato dal 2004 dall’ormai ex sindaco Gaspare
Portobello, a guida di una lista civica. Le attenzioni sul comune si
sono accese nel 2009, quando a pochi giorni dalla rielezione son state date due
concessioni edilizie. Una di queste riguarda una società di Giuseppe Pomiero,
zio del vicesindaco Salvatore Palazzotto, nonché socio di una società confiscata
per mafia negli anni ’80 al noto boss mafioso Gaetano
Badalamenti. Caso che non rimane isolato. Infatti ci sono altre due
episodi che hanno motivato l’invio degli ispettori nel comune
marinaro. Sempre nel 2009 venne approvata una sanatoria edilizia per un
capannone, rilasciata  dal tecnico comunale nominato in via pro tempore
proprio dal sindaco Portobello. Peccato che quel locale fu sequestrato dai
carabinieri del Ros in una operazione antimafia contro il
clan Madonia-Di Trapani di Resuttana.

Infine c’è un pizzino trovato nel covo del boss mafioso Salvatore Lo
Piccolo che faceva riferimento ad alcuni lavori edilizi in corso nel
comune di Isola delle Femmine e poi confermati dal pentito Gaspare Pulizzi. Le
concessioni per eseguire i lavori secondo l’opposizione sono state date
nonostante la zona fosse a rischio idrogeologico. Il comune siciliano è il terzo
ad a essere sciolto dopo Salemi e Racalmuto.











IL PROFESSORE NELLA  SEDUTA
DEL CONSIGLIO COMUNALE DICHIARA:
  “…Giova ricordare, peraltro,
che il personaggio proprietario del bene confiscato, in occasione delle scorse
elezioni politiche sosteneva il candidato della lista “Rinascita Isolana”
Rosario Rappa
.” DELIBERA C.C. N.52.pdf (13 kb)  Consiglio
Comunale 28 settembre 2009


Quindi il
PROFESSORE ammette esplicitamente ed in modo INEQUIVOCABILE che le elezioni
amministrative del 2009 sono state INQUINATE.




PROFESSORE non può trovare in questa 
Sua dichiarazione una motivazione della NOMINA della Commissione
Governativa di accesso agli atti?




Professore a cosa si riferisce quando parla di invidia nei Suoi
confronti, ma soprattutto chi è invidioso di Lei? 
E poi
perché questa invidia?




Lei PROFESSORE pensa veramente che una Commissione Governativa
Ispettiva possa muoversi soltanto per sentito dire?
O per
“beghe di paese” ?
Oppure
per   soddisfare la sete di vendetta di
qualcuno che vuole fare il Sindaco per tutta la vita?


Caro Signor Sindaco PROFESSORE 
Gaspare Portobello un consiglio!
Almeno
Lei, nel ruolo imparziale di SINDACO, mostri  
nei confronti dei componenti della Commissione Ispettiva del
Governo  RISPETTO.




RISPETTO per la responsabilità l’impegno e
l’abnegazione di chi è deputato a svolgere un ruolo di GARANZIA  e di TUTORE DELLA LEGALITA’.




RISPETTO verso   chi e’ stato delegato ad esercitare un
diritto-dovere di controllo, e di tutela della trasparenza e della
legalità 



PROFESSORE Portobello per favore, non si fermi
a guardare il dito che indica la luna (ovvero la persona che secondo Lei è
invidiosa)



Guardi invece la  LUNA
indicata dal dito (ove  i fumi della
Italcementi  glielo permettono)
PROFESSORE!  GUARDI   al 
grande  degrado morale ambientale
sociale economico in cui siamo  costretti
a vivere noi  Cittadini di Isola delle
Femmine. La nostra  sfiducia   verso l’istituzione Pubblica, il paese di
Isola delle Femmine che ha perso ormai la PROPRIA 
identità e noi  Cittadini che
abbiamo perso  ogni speranza di FUTURO)



PROFESSORE da ultimo una domanda prima che presenti le sue
dimissioni: Perché gli amministratori sospettati di collusione con la mafia
possono concorrere alle elezioni?




Isola delle Femmine  Comune sciolto per
mafia

Venerdì 09 Novembre 2012 - 18:13

Azzerati il Consiglio e la giunta del centro marinaro in provincia di
Palermo. Delibere e concessioni dietro i sospetti di infiltrazioni mafiose.
Ricostruiamo gli intrecci che hanno portato allo scioglimento
.




Il municipio di Isola delle Femmine


Il municipio di Isola delle
Femmine




ROMA - Il Comune di Isola delle Femmine è stato
sciolto per infiltrazioni mafiose. Lo ha deciso il Consiglio dei
ministri su proposta del responsabile del dicastero dell'Interno, Anna Maria
Cancellieri. Decade, dunque, il consiglio comunale del centro marinaro in
provincia di Palermo e la giunta guidata dal sindaco Gaspare Portobello. Stessa
sorte recentemente era toccata ai comuni di Salemi e
Racalmuto.

Gli ispettori inviati dalla
Prefettura per mesi hanno spulciato deliberi e atti
dell'amministrazione comunale di Isola. L'obiettivo era rispondere alla domanda
delle domande: la mafia si è davvero infiltrata in Comune? La riposta, stando
alla decisione di Roma, è sì. Il sindaco, ormai ex, Gaspare Portobello e la
maggioranza che lo sosteneva avevano accolto con favore l'ispezione. Erano certi
che sarebbe servita a fare chiarezza. Non è andata così.

Cosa ha
scatenato il terremoto nel centro marinaro a pochi chilometri da
Palermo? Tutto inizia nell'agosto del 2009, quando i consiglieri di Rinascita
Isolana - la minoranza in Consiglio guidata dall'ex sindaco Stefano Bologna - si
appellano al codice etico contro la mafia, approvato tre anni prima, per
chiedere le dimissioni dell'assessore Marcello Cutino e la revoca dell'incarico
di consulente al geometra Giovanni Impastato. Cutino ha acquisito una parentela
scomoda. La moglie, infatti, è nipote di Pietro Bruno, personaggio noto alle
cronache giudiziarie. Già condannato per mafia, di lui si è tornato a parlare
nel 2010. Il suo nome era nell'elenco degli arrestati dell'operazione Addio
Pizzo 5. L'ipotesi, suffragata dal racconto di tre pentiti, è che sia il capo
del clan mafioso locale.

Bruno, dunque, secondo gli
investigatori, sarebbe tornato in gioco dopo che in passato era stato
legato al vecchio padrino Gaetano Badalamenti. Riavvolgendo il nastro del tempo
fino agli anni Ottanta si scopre che sulle ceneri di un'impresa dei Badalamenti
era nata la Copacabana spa. Una società, poi confiscata, di cui faceva parte lo
stesso Bruno, e creata ad hoc per lottizzare un grosso terreno a Capaci. Tra i
soci c'era pure Giuseppe Pomiero, un cognome da tenere bene in mente. In paese
c'è chi è convinto, infatti, che la famiglia Pomiero abbia sostenuto, nel giugno
2009, la campagna elettorale di Portobello e del nipote di Pomiero, Salvatore
Palazzotto, poi nominato vice sindaco. Lo stesso giorno del sequestro della
Copacabana i sigilli furono apposti anche ad alcuni beni di proprietà di
Giuseppe Vassallo, figlio di Vincenzo, indicato come il capomafia di Capaci.
Altro cognome da sottolineare.

Le famiglie Vassallo e
Pomiero sono le beneficiarie di due concessioni edilizie rilasciate dal
Comune il 14 maggio 2009. L'opposizione tuona: “Legalità e trasparenza avrebbero
dovuto consigliare di rinviare l'atto amministrativo caduto sotto elezioni”. Non
casualmente, sostengono quelli di Rinascita Isolana. La concessione edilizia
rilasciata in favore della “Sorelle Pomiero snc di Pomiero Maria Grazia” dà il
via libera alla costruzione di tre ville su un terreno di 2.000 metri quadrati.
Il progettista dei lavori è Giovanni Impastato, ex assessore e nominato nel
luglio 2009 consulente del sindaco Portobello in materia di “Vivibilità urbana e
piani strategici territoriali”. Nel febbraio 2011 il dipartimento regionale
dell'Urbanistica stabilisce che  “la concessione edilizia risulta essere stata
rilasciata illegittimamente”.

Altra vicenda. Nel novembre
2009 i carabinieri del Ros sequestrano una sfilza di beni
riconducibili, secondo l'accusa, al clan mafioso Madonia-Di Trapani di
Resuttana. Tra i beni ci sono case e capannoni in via Passaggio del Coniglio a
Isola. Una circostanza che obbliga ad andare di nuovo indietro nel tempo. Il 9
maggio 2008 all'ufficio tecnico comunale arriva una richiesta di sanatoria
edilizia per un capannone. Non uno qualunque, ma quello che ricade al civico 6
di Passaggio del Coniglio. Alla domanda viene allegata un'autocertificazione in
cui Massimiliano, Pietro e Mario D'Arpa e Vincenza Collura dichiarano di avere
ricevuto il bene in eredità da Vincenzo D'Arpa. Uno degli eredi è parente di
Sandro D'Arpa, responsabile dell'ufficio tecnico comunale. Il conflitto di
interessi è evidente tanto che alla fine è un responsabile pro tempore
dell'ufficio nominato dal sindaco a rilasciare la concessione per
l'ampliamento.

L'opposizione dà battaglia in Consiglio e
chiede chiarimenti al primo cittadino. Il 16 aprile 2010 sempre i D'Arpa di
ottengono una nuova concessione edilizia. Un mese dopo, però, il Comune scopre
che in realtà l'erede legittimo è un altro e che il capannone è fra i beni
sequestrati dal Ros. Da qui l'annullamento di tutti gli atti
amministrativi.

Infine c'è il capitolo Elauto. In un
pizzino di quelli trovati al boss di San Lorenzo, Salvatore Lo Piccolo, nel covo
di Giardinello, si faceva riferimento ad alcuni lavori in corso a Isola delle
Femmine. Il pentito Gaspare Pulizzi spiegò che si trattava dell'impresa Almeyda
che stava costruendo i capannoni della Bmw. Aggiunse che i lavori di scavo erano
affidati “ai mezzi di Nino Pipitone e Giuseppe Di Maggio, figlio di Lorenzo Di
Maggio di Torretta, e che si erano messi a posto con la famiglia mafiosa di
Torretta”. Gli interessi del clan mafioso hanno facilitato il rilascio della
concessione edilizia? Una concessione che, secondo l'opposizione, non ha tenuto
conto che il capannone ricade in una zona a rischio
idrogeologico
.



"S" lo
aveva anticipato: tutte le carte dello scontro




Gaspare Portobello al contrattacco  "Mafia? Sono vittima di poteri forti"


Venerdì 09 Novembre 2012 - 19:51 

L'ex sindaco di Isola delle Femmine si difende. Farà ricorso contro quello che definisce un "attacco politico. Io la mafia l'ho sempre combattuta".

L'ex sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello

L'ex sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello




PALERMO - Gaspare Portobello ha appena ricevuto la notizia. Da oggi il suo nome sarà legato ad un'amministrazione sciolta per infiltrazioni mafiose. Un fardello pesante che non intende accollarsi. Annuncia che farà ricorso contro quello che ha sempre definito un "attacco politico". Oggi aggiunge carne al fuoco. Ipotizza, infatti, che contro di lui si siano mossi "i poteri forti".



Sindaco, o meglio ex sindaco...?Era prevedibile.



Qual è il suo stato d'animo?

Sono amareggiato e preoccupato.



Preoccupato?

Non vorrei ritrovarmi un'antenna radar per il controllo del wind share piazzata vicino casa. Ci siamo battuti per non farla piazzare.



Scusi, ma che c'entrano l'antenna e il pericoloso vento dell'aeroporto di Palermo?

Glielo ripeto. Ci siamo battuti contro i rischi per la salute dei cittadini e ho il sospetto che i poteri forti che volevano l'antenna abbiano contribuiti a farmi cadere. Ci sono grandi nomi in ballo. Sono sospetti, però, e non posso aggiungere altro.



La mafia allora non c'entra?

Ho sempre agito contro la criminalità. Non c'è un solo atto da cui emerga il contrario. Quando sono arrivati gli ispettori ho deciso di restare al mio posto per potermi difendere.



E ora?

Ora aspetto il provvedimento e lo impugnerò. Non mi interessa essere reintegrato, anche perché il mio secondo mandato stava per scadere. Voglio difendere la mia immagine e quella dell'amministrazione che ho guidato.



Tra gli intrecci venuti a galla ci sarebbe la parentela tra un assessore della sua giunta, Marcello Cutino, e il mafioso Pietro Bruno. Anche in questo caso la mafia non c'entra? 

Le ripeto quello che le ho già detto alcuni mesi fa (il riferimento è all'inchiesta pubblicata dal mensile S sul caso Isola delle Femmine ndr). Sono parenti di terzo grado. Non si salutano nemmeno.



E la vicenda della concessione alle sorelle Pomiero?

“Il lotto ricadeva nel parco urbano ed è stato il gruppo di Bologna a cambiare la destinazione d'uso. Noi in Consiglio abbiamo votato contro”.



E la questione Elauto?

“Siamo stati noi a fare abbattere una cisterna che ricadeva in una zona vincolata a verde pubblico. Glielo ripeto: non ho mai fatto favori a nessuno. Figuriamoci alla mafia che ho sempre combattuto. Scusi, sono stato io a volere che il Comune di costituisse parte civile nel processo Addio Pizzo contro i mafiosi della zona. Ci hanno riconosciuto un risarcimento danni di 50 mila euro. Lei ha mai visto uno che fa favori alla mafia e poi gli chiede i danni?
Ultima modifica: 09 Novembre ore 20:26





Sciolto il Comune di Isola delle Femmine per mafia

La decisione del Consiglio dei Ministri su
richiesta del Min. Cancellieri

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato nella seduta di oggi, lo
scioglimento del comune palermitano di Isola delle Femmine per infiltrazioni
mafiose. La richiesta del Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri è stata
dunque accolta, e ora la delibera attende solo la conferma da parte del
presidente della Repubblica per l’archiviazione.




Cancellato, dunque, consiglio e amministrazione di Gaspare Portobello,
eletto tra le polemiche nel giugno del 2009 e che da allora ha dovuto rispondere
a diverse voci poi tradotte in atti giudiziari che ne hanno delineato rapporti
con personaggi di dubbia fama. Si è conclusa l’opera degli ispettori della
Prefettura che mesi fa erano entrati in possesso della documentazione
amministrativa legata all’amministrazione del professore isolano, sempre
dichiaratosi certo dell’assoluta estraneità ai fatti che gli venivano
imputati.




La miccia, che poi ha portato alla deflagrazione del consiglio comunale
isolano, era partita nell’estate del 2009, con l’opposizione composta dal
partito di Rinascita Isolana che si era appellata al codice etico contro la
mafia e che aveva richiesto per questo le dimissioni di Marcello Cutino,
Assessore all'Igiene Ambientale, Arredo Urbano e Politiche Giovanili della
giunta Portobello. 




Richiesta formalizzata in seguito ad alcune concessioni edilizie
rilasciate nel maggio dello stesso anno alle famiglie Vassallo e Pomiero, i
primi parenti di Giuseppe Vassallo considerato capomafia di Capaci e i secondi
soci nella Copacabana spa, impresa creata con lo scopo di lottizzare terreni a
Capaci e detenuta da Pietro Bruno, condannato per mafia nell’operazione Addio
Pizzo 5, imparentato proprio con la moglie dell’assessore Cutino.




Tra le altre cose, quella campagna elettorale che portò alla rielezione
di Gaspare Portobello pare fosse stata sostenuta attivamente proprio da Giuseppe
Pomiero, socio della Cocabana, società nata dalla costola di un’altra impresa di
proprietà di Gaetano Badalamenti. Il nipote di Pomiero, Salvatore Palazzotto,
poi fu eletto e divenne vicesindaco accanto a Portobello. La concessione
edilizia da 2000 metri quadri su cui nascevano tre ville di cui usufruì la snc
Sorelle Pomiero venne però poi revocata dal dipartimento regionale
dell'Urbanistica che la definì “rilasciata illegittimamente”.




Seguirono altre concessioni edilizie da parte dell’ufficio tecnico
comunale nell’aprile 2010 in favore della famiglia D’Arpa, che già nel 2008 le
aveva ricevute dall’allora responsabile dell’Ufficio tecnico imparentato proprio
con i D’Arpa. Da qui arrivarono sequestri su sequestri da parte dei carabinieri.
Ultima in ordine di tempo la vicenda Elauto, menzionata in uno dei pizzini
trovati nel covo del boss di San Lorenzo, Salvatore Lo Piccolo, poi confermate
da Gaspare Pulizzi, pentito che chiarì come quei lavori in corso a Isola fossero
riconducibili alla famiglia mafiosa di Torrett
a.
Visualizzazioni 28 di Lorenzo Anfuso

http://www.ctsnotizie.it/news/27706/sciolto-il-comune-di-isola-delle-femmine-per-mafia 





Mafia: Caputo (Pdl), allarmante scioglimento Consiglio comunale Isola delle
Femmine



Palermo, 9 nov. -
(Adnkronos) - ''La decisione del Consiglio dei Ministri di sciogliere il
Consiglio comunale di Isola delle Femmine e' un fatto che allarma e preoccupa
perche' evidenza il pericolo della recrudescenza del fenomeno mafioso in
Sicilia. Si tratta di un provvedimento che segue quello di altri comuni
siciliani come Misilmeri per non parlare di quanto sta accadendo a Polizzi
Generosa o a Cerda''. A dichiararlo e' Salvino Caputo (Pdl), commentando la
decisione del CdM che oggi ha decretato lo scioglimento del Consiglio comunale
del comune del palermitano per infiltrazioni della criminalita' organizzata.
''E' una situazione che preoccupa - continua - perche' vi e' il timore che Cosa
Nostra possa riorganizzarsi e cercare di controllare non solo l'economia del
territorio ma anche le Pubbliche Amministrazioni - conclude Caputo - utilizzando
propri uomini o fiancheggiatori per coltivare interessi illeciti''.




(09 novembre 2012 ore 21.32)

http://palermo.repubblica.it/dettaglio-news/21:21-21:21/4254013



Isola delle Femmine, l'EX Sindaco Portobello annuncia ricorso 



Sciolto per infiltrazioni mafiose il Comune di Isola delle Femmine. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri su proposta del responsabile del dicastero dell’Interno, Anna Maria Cancellieri. 

Decade, dunque, il consiglio comunale della cittadina marinara e la giunta guidata dal sindaco Gaspare Portobello. Gli ispettori inviati dalla Prefettura per mesi hanno passato a setaccio delibere e atti dell’amministrazione comunale di Isola. 

Mentre all’indomani dell’accesso ispettivo l’opposizione consiliare si dimise in toto, l’ormai ex sindaco Gaspare Portobello e la maggioranza che lo sosteneva, avevano accolto con favore l’ispezione. Erano certi che sarebbe servita a fare chiarezza. 

Ma non è andata così. Adesso, Portobello annuncia ricorso contro quello che ha sempre definito un vile attacco politico, poiché non intende accollarsi una zavorra così pesante. 

“Sono amareggiato e deluso – afferma Portobello, evidentemente l’essermi opposto a far piazzare un’antenna radar per il controllo del wind share nel mio paese, ha avuto un prezzo”. E’ questa la chiave di lettura sulla decisione del Consiglio dei Ministri che Portobello esprime a caldo: “ ho il sospetto – dice – che i poteri forti che volevano l’impianto abbiano contribuito a questo esito. So di certo – prosegue Portobello – di avere sempre agito contro la criminalità. 

Non c’è un solo atto da cui emerga il contrario. Da quando sono sindaco – dice – non abbiamo approvato una sola lottizzazione, né votato cambi di destinazioni d’uso. Abbiamo detto no a tutte le cooperative che si sono presentate con progetti di edilizia agevolata. 

Quando sono arrivati gli ispettori – continua l’ex primo cittadino di Isola delle Femmine – ho deciso di restare al mio posto per potermi difendere. Ora aspetto il provvedimento del Consiglio dei Ministri e lo impugnerò. Non mi interessa essere reintegrato, anche perché il mio secondo mandato stava per scadere. Voglio difendere la mia immagine e quella dell’amministrazione che ho guidato. 

La scadenza naturale del mandato elettorale di Gaspare Portobello doveva essere nel 2014. Con il provvedimento di scioglimento, ad Isola non si potrà tornare alle urne, almeno per i prossimi 18 mesi; adesso si attende la nomina dei Commissari prefettizi che guideranno il paese, fino al 2015, se non di più, nel caso in cui il Consiglio dei Ministri possa decidere di prorogare ulteriormente il periodo di commissariamento. Si prevedono tempi ancora più duri per il sindaco rimosso e per la sua maggioranza, poiché da oggi i loro nomi verranno associati allo scioglimento degli organi amministrativi locali per infiltrazioni mafiose. Non sarà semplice scrollarsi di dosso questo pesante fardello, ma è un loro diritto cercare di dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati, principalmente per una questione morale. “Non ho mai fatto favori a nessuno incalza Gaspare Portobello – figuriamoci alla mafia che ho sempre combattuto. Sono stato io a volere che il Comune di costituisse parte civile nel processo Addio Pizzo contro i mafiosi della zona. Ci hanno riconosciuto un risarcimento danni di 50 mila euro. Avete mai visto uno che fa favori alla mafia e poi gli chiede i danni”? 

Tutto ha avuto inizio nell’agosto del 2009, quando i consiglieri di Rinascita Isolana – la minoranza in Consiglio coordinata dall’ex sindaco Stefano Bologna – si appellano al codice etico contro la mafia, approvato tre anni prima, per chiedere le dimissioni dell’assessore Marcello Cutino e la revoca dell’incarico di consulente al geometra Giovanni Impastato. 

Cutino ha acquisito una parentela scomoda. La moglie, infatti, è nipote di Pietro Bruno, personaggio noto alle cronache giudiziarie. A riguardo Portobello ha sempre dichiarato che Bruno e Cutino sono parenti di terzo grado e che non si salutano nemmeno. Bruno, secondo gli investigatori, negli anni Ottanta, sulle ceneri di un’impresa dell’allora boss di Cinisi Gaetano Badalamenti a cui era legato, fondò la Copacabana spa, una società, poi confiscata, creata ad hoc per lottizzare un grosso terreno a Capaci. 

Tra i soci c’era pure Giuseppe Pomiero. In paese c’è chi è convinto, infatti, che la famiglia Pomiero abbia sostenuto, nel giugno 2009, la campagna elettorale di Portobello e del nipote di Pomiero, Salvatore Palazzotto, poi nominato vice sindaco. 

La famiglia Pomiero sarebbe stata beneficiaria di una concessione edilizia rilasciata dal Comune il 14 maggio 2009 per dare il via libera alla costruzione di tre ville su un terreno di 2.000 metri quadrati. Il progettista dei lavori è Giovanni Impastato, ex assessore e nominato nel luglio 2009 consulente del sindaco Portobello in materia di “Vivibilità urbana e piani strategici territoriali”. 

Nel febbraio 2011 il dipartimento regionale dell’Urbanistica stabilisce che “la concessione edilizia risulta essere stata rilasciata illegittimamente”. In merito, per Gaspare Portobello, il lotto ricadeva nel parco urbano e sarebbe stato il gruppo di Stefano Bologna – ha dichiarato – a cambiare la destinazione d’uso, noi – aggiunge – in Consiglio Comunale abbiamo votato contro e le carte parlano chiaro”. 

Ufficiosamente – conclude Gaspare Portobello – i fatti contestati, anche se ancora non ho in mano le motivazioni del provvedimento che intendo impugnare, riguarderebbero periodi precedenti alla mia carica di sindaco. 

Che nessuno pensi di avermi distrutto, ho la coscienza a posto e posso continuare a camminare a testa alta nel mio paese. La verità verrà presto a galla. Una cosa è certa, per tutelare la mia famiglia e il futuro dei miei figli, non tornerò mai più in politica. Spendersi per la propria collettività non sempre paga.


Allora Professore ci sono questi poteri forti a Isola delle Femmine, perchè lo ha sempre negato?

A proposito dell'antenna Wind Shear si legga bene le inchieste sulla Finmeccanica da dove si evince che in realtà NESSUNO ma proprio NESSUNO aveva intenzione di mettere l'antenna Wind Shear a Isola delle Femmine.
Tutti noi del Comitato NO RADAR ci siamo prestati inconsapevolmente al gioco della Select ed abbiamo costruito un movimento che "ostacolasse" una NON installazione.
Signor Portobello, ora che ha del tempo libero si legga bene le carte dell'inchiesta Finmecanica.
Comunque i Cittadini di Isola delle Femmine non hanno comunque dimenticato la sua missiva del gennaio del 2006 dove dava la sua autorizzazione all'utilizzo dell'area (ex caserma NATO) fda parte dell'ENAV.
Da non dimenticare comunque il Suo incontro avvenuto il  28 dicembre 2008 negli Uffici della Presidenza della regione Sicilia con l'allora Presidente Cuffaro dove ancora una volta si è dichiarato disponibile alla installazione dell'antenna radar. 
Lo so! Erano tempi duri la disoccupazione era alle stelle e vi era la possibilità di tre posti di lavoro! Nevvero? 
Mi permetta un'ultima annotazione a proposito della sua adesione alla causa del NO RADAR a Isola delle Femmine,
Ricorda! Noi del Comitato Cittadino Isola Pulita abbiamo dovuto tirarvi dentro TUTTI TUTTI ma dico proprio TUTTI per i capelli, per partecipare alle iniziative del Comitato No Radar! 
Per il resto Le conviene EFFETTIVAMENTE attendere il decreto ministeriale che in maniera precisa e circostanziata la metterà a conoscenza di fatti avvenimenti persone causa della decisione del Ministro Cancellieri.
Qundi Signor Portobello cerchi di avere un pò più di rispetto verso le ISTITUZIONI, non vi è stato ad Isola delle Femmine alcun colpo di Stato contro di LEI.
Con rispetto
Pino Ciampolillo


LA DENUNCIA DEL MERCIMONIO ELETTORALE 



Isola delle Femmine 26 aprile 2012



Forze dell’ordine e prefettura hanno chiesto l’accesso agli atti del Comune
di Isola delle Femmine rischio scioglimento per infiltrazioni mafiose



ISOLA DELLE FEMMINE, Carabinieri e Finanzieri
ieri in municipio per visionare atti




L'accesso disposto dalla Prefettura. Si
rischia lo scioglimento




Carabinieri
della compagnia di Carini, Finanzieri del comando provinciale e funzionari
della prefettura di Palermo ieri pomeriggio hanno effettuato un accesso agli
atti al comune di Isola delle Femmine. L'attività è stata disposta dalla
Prefettura di Palermo su imput del ministero degli Interni. Sui documenti
passati al setaccio dalle forze dell'ordine al momento vige il massimo riserbo.
Le operazioni di verifica sono scattate dopo le 14. Una lunga visita che ha
ufficialmente aperto l'accesso, il primo passo che potrebbe portare allo
scioglimento del Comune. C'è il sospetto di infiltrazioni mafiose, funzionari e
investigatori hanno tre mesi di tempo, poi dovranno redigere una relazione che
sarà inviata al ministero degli Interni. Poi la decisione spetterà al consiglio
dei ministri. Ma cosa cercavano le forze dell'ordine ieri in municipio ?
Sicuramente sono stati esaminati gli atti amministrativi compresi quelli
dell'ufficio tecnico e, a quanto pare, proprio in questo settore gli
investigatori cercano qualcosa. Siamo tranquilli ma anche arrabbiati – ha detto
il sindaco Gaspare Portobello al Giornale di Sicilia – da anni lottiamo per la
legalità e contro il malaffare non mi sarei mai aspettato un provvedimento simile.
Speriamo che si faccia chiarezza al più presto”.

IN UN ARTICOLO PUBBLICATO NEL MESE DI APRILE DEL 2010 SI DENUNCIAVA
I POSSIBILI RISCHI DI INFILTRAZIONI MAFIOSE 











LA QUERELA COME RISPOSTA ALLA LEGITTIMA CIVICA E RESPONSABILE DIFESA DAI PERICOLI   DI INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA NELLA MACCHINA AMMINISTRATIVA 









Isola delle Femmine, consiglio comunale sciolto per mafia







isoladellefemmine
9 novembre 2012 -  Il
Consiglio dei ministri ha sciolto il consiglio comunale di Isola delle Femmine
(Palermo) per le infiltrazioni della criminalità organizzata. Lo scorso
16 aprile, l’arrivo nella cittadina del Palermitano della Commissione
prefettizia di accesso agli atti amministrativi aveva lasciato paventare che ciò
accadesse.


Adesso è arrivata la conferma definitiva. 



Gaspare
Portobello, il primo cittadino, si dice “amareggiato e sbigottito” ed
annuncia battaglia: “Aspetto di leggere la relazione del Consiglio dei
Ministri, e subito dopo farò ricorso al Tar. In questi mesi non mi sono
dimesso perché è giusto che io continui a lottare per dimostrare che Isola non
ha niente a che fare con la mafia”. 




Portobello prosegue poi nell’analisi di quanto accaduto: “Tutte le mie azioni da
sindaco sono state improntate alla legalità. Ma ho pagato per aver detto
troppi ‘no’, come nel caso dell’antenna per il controllo wind-shear
all’aeroporto Falcone-Borsellino“.








Il riferimento è alla ‘disputa’ relativa al progetto dell’Enav che
prevederebbe l’installazione nella ex base militare dismessa fuori Isola, di un
antenna per il controllo della velocità e della direzione del vento, fenomeno
che caratterizza fortemente lo scalo palermitano, situato tra il mare e la
montagna. Portobello si è negli anni fortemente opposto al progetto adesso
bloccato, denunciando, insieme ai cittadini di Isola delle Femmine, la
possibilità del verificarsi di rischi per la salute degli abitanti del
circondario, oltre al grave impatto ambientale che l’impianto avrebbe
determinato.





Il clima che negli ultimi mesi si è respirato in seno al Consiglio
comunale di Isola non è stato dei migliori. Come se non bastasse, a
metà ottobre, Vincenzo Dionisi, vicepresidente del Consiglio comunale ha scritto
all’assessorato regionale Enti locali, al prefetto di Palermo e alla Procura
della Repubblica di Palermo per porre denunciare “l’ennesimo caso di
superficialità di poco rispetto delle regole di trasparenza perpetrato dalla
Giunta Portobello”. Nella missiva di parlava di “provvedimenti illeggittimi”
relativi alla Commissione elettorale comunale.





Gaspare Portobello puntualizza ancora in merito “ad un clima di odio
ed ostilità” del quale sarebbe vittima. Nella primavera dello scorso
anno, Portobello era stato violentemente aggredito a colpi di spranga da due
uomini mentre faceva ritorno alla propria abitazione. “Quello – conclude – è
stato il segno tangibile che le mie battaglie contro la criminalità organizzata
e per la trasparenza e la legalità hanno dato fastidio a molte
persone”.




http://palermo.blogsicilia.it/mafia-sciolto-il-consiglio-comunale-di-isola-delle-femmine/108854/ 





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