venerdì 30 agosto 2013

ISOLA DELLE FEMMINE LA MERDA IN MARE

ISOLA DELLE FEMMINE LA MERDA IN MARE

SCOPPIANO LE FOGNATURE INVIALE MARINO E PROVOCA LA FUORIUSCITA DI LIQUAMI E………. CHE SI RIVERSANO A MARE       

 

Ancora criticità sono presenti nelle procedure per le assegnazioni dei lavori di manutenzione delle fognature cittadine, ( affidate ad una ditta risultata collegata a Domenico Caravello, condannato nel 2002 dalla Corte d’Appello di Palermo per Associazione di tipo mafioso ad anni 4 e mesi otto di reclusione), nonché ala manutenzione della pubblica illuminazione per gli anni 2010 e 2011, affidate a due ditte differenti ditte i cui titolari hanno entrambi avuto documentate frequentazioni con elementi malavitosi.

Nel senso della  evidenziata  continuita'  amministrativa  si  e' rivelato anche l'esame della procedura per l'appalto di  manutenzione delle fognature e caditoie, servizio che, a seguito della rinuncia da parte della ditta che si era aggiudicata la gara, e'  stato  affidato ad una societa' che presenta gravi forme di controindicazione.

    Detto aspetto e' connesso alla circostanza che la stessa societa' risulta collegata ad altra  azienda  operante  nello  stesso  settore d'attivita' e che  i  proprietari  e  gli  amministratori  delle  due societa' presentano stretti legami parentali con esponenti di rilievo della locale criminalita' organizzata. Questi  ultimi,  nel  passato, hanno favorito la  latitanza  di  soggetti  criminali  di  primissimo rilievo ed inoltre uno di detti esponenti  e'  stato  condannato  per reati associativi.

    Il gruppo familiare in argomento,  peraltro,  ha  partecipato  ad iniziative  di  costruzioni  edili  unitamente  ad   altri   soggetti controindicati.

    L'organo ispettivo ha posto in rilievo come il  comune  di  Isola delle Femmine, nel corso degli anni,  abbia  frequentemente  affidato alla predetta societa' una ripetuta serie di lavori pubblici  facendo ricorso a ordinanze sindacali di intervento straordinario  o  a  gare informali a trattativa privata. Gli evidenziati, ripetuti affidamenti portano a ritenere fondatamente che la societa' in questione sia  una vera e propria «fiduciaria» del comune di Isola delle Femmine.

    In tale contesto le iniziative per la diffusione della  legalita' intraprese dall'amministrazione comunale sono apparse piu' che  altro come mere «operazione di  facciata»  atteso  che,  come  evidenziato, diversi settori del comune si sono rivelati soggetti a gravi forme di condizionamento e solamente il 27 febbraio 2012 l'ente ha aderito  al protocollo di legalita' Carlo Alberto Dalla Chiesa.

TRATTO DALLA GAZZETTA UFFICIALE 279 29 NOVEMBRE 2012
Comitato Cittadino Isola Pulita
Pino Ciampolillo

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/11/relazione-prefettizia-dellacommissione.html

ISOLA DELLE FEMMINE LA MERDA IN MARE

ISOLA DELLE FEMMINE LA MERDA IN MARE

SCOPPIANO LE FOGNATURE INVIALE MARINO E PROVOCA LA FUORIUSCITA DI LIQUAMI E………. CHE SI RIVERSANO A MARE       

 

Ancora criticità sono presenti nelle procedure per le assegnazioni dei lavori di manutenzione delle fognature cittadine, ( affidate ad una ditta risultata collegata a Domenico Caravello, condannato nel 2002 dalla Corte d’Appello di Palermo per Associazione di tipo mafioso ad anni 4 e mesi otto di reclusione), nonché ala manutenzione della pubblica illuminazione per gli anni 2010 e 2011, affidate a due ditte differenti ditte i cui titolari hanno entrambi avuto documentate frequentazioni con elementi malavitosi.

Nel senso della  evidenziata  continuita'  amministrativa  si  e' rivelato anche l'esame della procedura per l'appalto di  manutenzione delle fognature e caditoie, servizio che, a seguito della rinuncia da parte della ditta che si era aggiudicata la gara, e'  stato  affidato ad una societa' che presenta gravi forme di controindicazione.

    Detto aspetto e' connesso alla circostanza che la stessa societa' risulta collegata ad altra  azienda  operante  nello  stesso  settore d'attivita' e che  i  proprietari  e  gli  amministratori  delle  due societa' presentano stretti legami parentali con esponenti di rilievo della locale criminalita' organizzata. Questi  ultimi,  nel  passato, hanno favorito la  latitanza  di  soggetti  criminali  di  primissimo rilievo ed inoltre uno di detti esponenti  e'  stato  condannato  per reati associativi.

    Il gruppo familiare in argomento,  peraltro,  ha  partecipato  ad iniziative  di  costruzioni  edili  unitamente  ad   altri   soggetti controindicati.

    L'organo ispettivo ha posto in rilievo come il  comune  di  Isola delle Femmine, nel corso degli anni,  abbia  frequentemente  affidato alla predetta societa' una ripetuta serie di lavori pubblici  facendo ricorso a ordinanze sindacali di intervento straordinario  o  a  gare informali a trattativa privata. Gli evidenziati, ripetuti affidamenti portano a ritenere fondatamente che la societa' in questione sia  una vera e propria «fiduciaria» del comune di Isola delle Femmine.

    In tale contesto le iniziative per la diffusione della  legalita' intraprese dall'amministrazione comunale sono apparse piu' che  altro come mere «operazione di  facciata»  atteso  che,  come  evidenziato, diversi settori del comune si sono rivelati soggetti a gravi forme di condizionamento e solamente il 27 febbraio 2012 l'ente ha aderito  al protocollo di legalita' Carlo Alberto Dalla Chiesa.

TRATTO DALLA GAZZETTA UFFICIALE 279 29 NOVEMBRE 2012
Comitato Cittadino Isola Pulita
Pino Ciampolillo

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/11/relazione-prefettizia-dellacommissione.html

venerdì 23 agosto 2013

Chi non paga le tasse a Isola delle Femmine? 23 agosto 2013





CHI non paga le tasse a Isola delle Femmine?

 

Una visita a Isola delle Femmine della Guardia di Finanza potrebbe iniziare da:   

 

  “…. Ulteriori criticita' che contribuiscono a definire la  situazione di precarieta'  dell'ente  locale  e  la  diffusa  illegalita'  hanno interessato il settore finanziario contabile.

    E' stata  posta  in  rilievo  la  sussistenza  di  una  rilevante evasione tributaria  nei  confronti  della  quale  l'amministrazione, negli anni, non ha posto in essere un'efficace  azione  di  contrasto ne' una decisa attivita' per il recupero dei tributi.

    Il verificarsi di tali criticita' sono anche da  ascriversi  alla cattiva gestione, con condotte di rilevanza penale, posta  in  essere dalla  societa'  alla  quale  era  stato  affidato  il  servizio   di riscossione dei ruoli di competenza comunale…”

 

 

“…..  Come emerso nel corso dell'accesso ispettivo  tale  societa'  non solo ha omesso di riversare  quanto  aveva  riscosso  ma,  nonostante l'avvenuta rescissione  del  contratto,  si  e'  anche  rifiutata  di restituire al comune la relativa documentazione.

    Le accertate anomalie in materia  di  imposizione  e  riscossione tributaria sono un segnale evidente dell'incapacita' o della mancanza di  volonta'  dell'amministrazione  eletta  di  dettare  indirizzi  e attuare adeguate strategie di vigilanza e controllo in un settore  di vitale importanza per la sana gestione dell'ente locale, settore  nel quale invece la commissione d'indagine ha accertato il sussistere  di atteggiamenti omissivi,  se  non  addirittura  compiacenti,  a  tutto vantaggio di interessi riconducibili ad ambienti controindicati.

   

 Emblematiche in tal senso  sono  le  verifiche  effettuate  dalla commissione d'indagine su un  progetto,  approvato  con  delibera  di giunta del 2010, che si proponeva di accertare e recuperare i tributi locali evasi negli ultimi cinque anni.

  In effetti la preannunciata  azione  di  recupero  non  e'  stata intrapresa. L'organo ispettivo ha infatti svolto un  accertamento  su un campione di contribuenti appartenenti a nuclei familiari legati  o riconducibili alla criminalita' organizzata e l'esito dell'analisi ha evidenziato, con riferimento a tale campione, che la  percentuale  di tributi non versata, rispetto a quanto accertato ed iscritto a ruolo, e' pari all'89%.

    L'amministrazione pertanto non solo non ha  posto  in  essere  le opportune verifiche e iniziative  per  una  corretta  gestione  delleentrate ma  con  la  propria  condotta  ha,  di  fatto,  favorito  il concretizzarsi di una situazione in cui il tasso di evasione  fiscale risulta piu' elevato con  riferimento  ai  soggetti  riconducibili  o appartenenti a famiglie mafiose.

    Tale stato di cose ha prodotto una grave  criticita'  finanziaria dell'ente  locale  ed  inoltre  il  mancato  recupero  delle  entrate tributarie ha precluso l'utilizzo di dette risorse per  iniziative  e servizi in favore della collettivita'…..”

                           

Art. 1

  Il consiglio comunale di Isola delle Femmine (Palermo)  e'  sciolto per la durata di diciotto mesi.


http://cupoladellapolitikaaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/11/relazione-prefettizia-dellacommissione.html

 

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giovedì 22 agosto 2013

ISOLA DELLE FEMMINE E ORA ?????

“… Illegittimita' hanno caratterizzato anche la complessa procedura, protrattasi per anni,concernente il rilascio di una concessione  per l'ampliamento di un esercizio commerciale  il  cui  titolare  e'  uno stretto congiunto del locale capo mafia….”

“….La relazione prefettizia ha messo in rilievo che  il  complessivo quadro delle evidenziate anomalie e irregolarita' poste in essere nel corso delle due ultime  consiliature  guidate,  sempre  dallo  stesso primo  cittadino,  e'  la  dimostrazione  di   come   l'infiltrazione criminale abbia condizionato l'azione dell'amministrazione comunale….”

“Le ingerenze della criminalita' nelle funzioni e nelle  attivita' svolte dal comune si  sono  tradotte  in  molteplici  illegittimita', abusi, anomalie e sviamenti  dell'attivita'  amministrativa  volti  a favorire economicamente o sotto forma di  altre  utilita'  persone  o societa' direttamente o indirettamente collegati ad  esponenti  della locale consorteria mafiosa.”

“……… tre degli attuali componenti della giunta ed il presidente del  consiglio comunale  hanno  rivestito   cariche   politiche   nella   precedente consiliatura….”

Le ingerenze della criminalita' nelle funzioni e nelle  attivita' svolte dal comune si  sono  tradotte  in  molteplici  illegittimita', abusi, anomalie e sviamenti  dell'attivita'  amministrativa  volti  a favorire economicamente o sotto forma di  altre  utilita'  persone  o societa' direttamente o indirettamente collegati ad  esponenti  della locale consorteria mafiosa.

“…..i lavori  di  collegamento del  sistema  fognario  comunale  ad  un  depuratore  consortile.  In particolare e' stato verificato che sulle buste pervenute al comune e contenenti le  offerte  delle  ditte  interessate  non  veniva  posto l'orario di arrivo, non consentendo  in  tal  modo  di'  adottare  il criterio secondo  cui  le  varie  offerte  dovevano  essere  ordinate progressivamente.  La  societa'  vincitrice  doveva  inoltre   essere esclusa atteso che  la  documentazione  dalla  stessa  depositata  e' risultata insufficiente rispetto a quanto previsto  dal  disciplinare di gara, non avendo prodotto  la  stessa  societa'  ne'  la  cauzione provvisoria  ne'  idonea  documentazione  comprovante  il  prescritto versamento all'autorita' per la vigilanza sui lavori pubblici.

    Le  diverse  irregolarita'  riscontrate,  sia  sotto  il  profilo sostanziale  sia  sotto  il  profilo  formale,  attestano  l'avvenuta penetrazione della criminalita' nell'ente per il fatto che la gara in esame si e' conclusa proprio con l'aggiudicazione dei lavori  ad  una societa'   che   presenta   forti   elementi   di   controindicazione

L'amministratore unico della stessa e' uno stretto  congiunto  di  un soggetto tratto in arresto per il reato di associazione mafiosa e  la medesima societa', nell'ambito delle relative  indagini  giudiziarie, e' stata sottoposta a perquisizione.

    Ulteriori anomalie hanno contraddistinto la  fase  di  esecuzione dei lavori ed in particolare l'affidamento  in  subappalto  di  parte degli stessi ad una ditta riconducibile alla locale famiglia mafiosa.

La commissione d'indagine  ha  posto  in  rilievo  che  in  occasione dell'autorizzazione del sub appalto in  questione  la  prefettura  di Palermo aveva rappresentato al comune  di  Isola  delle  Femmine  gli aspetti di controindicazione del subappalto in argomento, atteso  che in occasione dell'istruttoria svolta per un'altra procedura  di  gara nei confronti  della  stessa  ditta  era  stata  emessa  interdittiva antimafia.

    Inoltre, da parte della  prefettura,  era  stato  fatto  presente all'ente locale che se avesse aderito al protocollo di legalita',  la procedura di subappalto in esame sarebbe rientrata in quelle per  cui sarebbe stato obbligatorio effettuare la verifica antimafia,  con  il conseguente effetto che la societa' in questione non  avrebbe  potuto essere affidataria del sub appalto.

    La mancanza  di  controlli  da  parte  dell'ente  nella  fase  di esecuzione delle  opere  ha  tra  l'altro  favorito  un  ripetuto  ed illegittimo ricorso alla stipula di subappalti,  affidati  a  diverse societa', per un importo complessivamente superiore al limite del 30% del valore dell'appalto,  in  contrasto  con  quanto  previsto  dalla normativa di settore….”

“…. Piu' in particolare, la commissione d'indagine ha constatato come l'amministrazione   comunale,   nel   tempo,   abbia    costantemente disapplicato i rigorosi dettami stabiliti  per  l'espletamento  delle gare pubbliche, facendo ricorso a procedure ristrette per  la  scelta del contraente, procedure negoziate o a  trattativa  privata  di  cui all'art. 57 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 o mediante cottimo fiduciario ai sensi dell'art.  125  del  citato  decreto.  Il ricorso a tali procedure non era giustificato dai necessari caratteri di urgenza ed indifferibilita' per gli specifici casi  e  tanto  piu' conciliabile  con  le  dovute  precauzioni   che   devono   connotare l'attivita' di un comune che si trova ad  operare  in  un  territorio notoriamente contraddistinto da interferenze illecite….”   

Gravi e persistenti anomalie hanno interessato  le  procedure  di affidamento di lavori mediante appalto pubblico. E' risultato infatti che in alcuni casi l'amministrazione ha frazionato  gli  importi  dei lavori; con tali modalita' operative e' stato  possibile  eludere  le puntuali disposizioni in materia.

    In  altre  procedure  e'  stata  applicata  la  normativa   sulla fornitura  di  beni,  mentre  si  sarebbe  dovuto  applicare   quella concernente la prestazione di opere.”

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mercoledì 21 agosto 2013

50 TONNELLATE DI MUNNEZZA Sulle STRADE DI ISOLA DELLE FEMMINE 2013-08-21

50 TONNELLATE DI MUNNEZZA  Sulle STRADE DI ISOLA DELLE FEMMINE
E noi Cittadini di Isola delle Femmine?
NIENTE SUBIAMO E BASTA , al massimo la solita discussione da bar,il tempo di sorseggiare un caffè e poi, come tanti coglioni, torniamo a rinchiuderci nelle nostre case e tutto finisce.
Poveri illusi non finisce proprio nulla!!!!
Le cataste di munnezza che ci ritroviamo in ogni angolo di   Strada  del paese emana un fetore che impregna anche i nostri vestiti,  il percolato formatosi dal permanere per giorni e giorni della munnezza    penetra il manto stradale  Per finire nelle falde acquifere,   conseguenze e rischi per la nostra salute alle stelle.
I falò, che periodicamente bruciano le montagne di munnezza oltre a creare una coltre di fumo nero (si approfitta per bruciare anche materiale risparmiando    così i  costi per il conferimento in discarica)  emanano una puzza che invade l’intero paese di Isola delle Femmine, con   l’emissione in aria di  inquinanti (metalli pesanti, diossina…) dannosissimi alla salute umana.
Tacendo e chiudendosi in casa, VI ILLUDETTE che tutto sia rimasto Fuori dalle vostre case.
NO!!! NO!!!! NO!!!!!
Lo  squallore rappresentato da queste montagne di munnezza in giro per il paese è  causa di   fuga dei POCHISSIMI malcapitati turisti (vi sono state delle anticipate partenze).
Aggravando  ulteriormente   notevolmente la  già disastrata economia di Isola delle Femmine
Forse è giunta l’ora di uscire dalle nostre case e gridare la nostra rabbia per questo stato di cose che sta portando Isola delle Femmine in un precipizio da cui difficilmente saremo in grado di risalire
Agli ex amministratori Consiglieri Sindaci Assessore, che un provvedimento del Ministero degli Interni VI ha dichiarato “decaduti”
“.…….comprovata l’esistenza di comportamenti sintomatici nell’azione amministrativa che permettono, con ragionevole certezza, di supporre un collegamento tra l’attività operativa della Giunta e del Consiglio e la criminalità organizzata, risulta che i suddetti siano indubbiamente da considerarsi responsabili dell‘avvenuta risoluzione del Consiglio Comunale ……..”
“…vi sono state infatti una serie di attività ampiamente censurabili o quantomeno opache – e di cui la relazione prefettizia offre i puntuali riscontri – che lasciano intuire pesanti zone d’ombra nella gestione della cosa pubblica comunale …”
Riflettete su quanto sopra e poi pensate al danno economico e di immagine che avete causato ai Cittadini di Isola delle Femmine, invece di occuparvi degli interventi “meno” urlati di Ciampolillo.
Come ben sapete Ciampolillo   NON 
“apparteneva a quella fascia di popolazione che è vicina o appartiene organicamente alla criminalità organizzata e che invece appare in qualche modo favorita dall’azione amministrativa…”
Mi piacerebbe sentire invece il VOSTRO URLO DI INDIGNAZIONE!!!!!!!
Oppure siete quelli che si rinchiudono in casa sbarrando porte e finestre,   pensando soltanto al proprio tornaconto personale come sempre avete fatto!
Pino Ciampolillo
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martedì 20 agosto 2013

ISOLA DELLE FEMMINE CHE FARE? 20 agosto 2013

Isola delle Femmine: Che fare?

È la domanda che da ormai troppo tempo si pone il Cittadino di Isola delle Femmine.
Si badi bene, chi si pone questa domanda, non è un Cittadino asociale, qualunquista,  polemista, menefreghista, delinquente, mafioso o politico di professione.

E’ un Cittadino rispettoso dell’ambiente, della pulizia, della cosa pubblica, del decoro. 

E’ un Cittadino ligio al dovere al rispetto delle leggi e delle regole del vivere civile, difensore della legalità e  della solidarietà.

E’ un Cittadino che pensa alla politica come un servizio ai Cittadini per la gestione della Cosa Pubblica. 

Che fare?

Per impedire tutto questo scempio ambientale.
In questi giorni sulle strade, sui marciapiedi, per le vie viuzze piazze
in centro e in periferia lungo il litorale marino di Isola delle Femmine
sono ammuchiate in tante discariche a cielo aperto oltre 50 tonnellate di munnezza.

Che fare?

Per impedire che giornalmente il cittadino di Isola delle Femmine
debba  mettere a dura prova il suo stato di salute messo a rischio da ogni genere di inquinante

Che fare?

Per salvare e salvaguardare il pochissimo territorio ancora libero del nostro paese, aggredito quasi completamente dalla cementificazione di costruttori affaristi e mafiosi di ogni risma.

Che fare?

Per salvare, requisire e recuperare tutti i fabbricati vecchi e fatiscenti che oltre ad essere fonte di pericoli, deturpano l’ambiente e  il decoro del paese, offrendo ai visitatori un’immagine di squallore e di poco rispetto del proprio patrimonio.

Che fare?

per salvare requisire e trasformare le tante aree “ abbandonate” diventate ricettacolo di topi ed animali di ogni specie, in aree di verde attrezzato per la pubblica fruizione, sottraendole così a  sicuri appetiti speculativi.

Che fare?

Per non vedere più dispersi  i tanti metri cubi di acqua che in ogni angolo del paese fuoriescono dalle condutture pubbliche ormai obsolete.

Che fare?

Per passeggiare sui marciapiedi di Isola delle Femmine senza correre il rischio di inciamparsi per le tante buche e  i dislivelli della pavimentazione causati dalle radici degli alberi

Che fare?

affinché i nostri bambini possano usare la villa (pista di pattinaggio) come luogo di giochi e di socializzazione, senza inciamparsi nella munnezza,merde di cani, insetti di ogni genere topi e………

Che fare?

Perché TUTTI paghino la tassa sui rifiuti e nessuno continui, nonostante lo scioglimento del Consiglio Comunale, a fare il furbo

Che fare?

Per recuperare l’evasione tributaria, certificata dalla Commissione Governativa di Accesso agli atti al Comune di Isola delle Femmine,  di amici e parenti degli AMMINISTRATORI  fatti “decadere” dal Ministro degli Interni

Che fare ?

Per vedere allontanare dai posti di responsabilità quei funzionari e dirigenti del Comune di Isola delle Femmine che la relazione della Commissione di Accesso agli Atti governativa, “attenzionava”
“ si sottopone all’attenzione la figura, responsabile …….”

Che fare?

Per dare seguito a quanto stabilito dall’Assessorato TTAA Urbanistica che dichiarava: “la concessione in argomento sarebbe da ritenere illegittima”.
“Una Concessione edilizia in assenza dei presupposti di legge ed ha consentitocce la società non rispettasse la tempistica relativa ai versamenti da effettuare per gli oneri di urbanizzazione”

Che fare?

Per non vedere più   la piazza principale di Isola delle Femmine Piazza Umberto 1° caotica incolore incivile piena di tavoli e di macchine di schiamazzi munnezza vasi con dentro steppaglia, insomma un gran CASINO!!!!

Che fare?

Per dare seguito alle ordinanze emesse dal Comune di Isola delle Femmine sul ripristino dello stato dei luoghi per opere edilizie eseguiti senza le regolari autorizzazioni

Che fare? Che fare?  Che fare? Che fare?
…ma ci sono le leggi ci sono i regolamenti ci siamo dati delle regole

E allora?
………………….
Pino Ciampolillo

giovedì 1 agosto 2013

Caro Signor "Sindaco" Prof Gaspare Portobello: Sentenza Mediaset, Berlusconi condannato a 4 anni....

Caro Signor "Sindaco" Prof Gaspare Portobello: Sentenza Mediaset, Berlusconi condannato a 4 anni....: Berlusconi condannato a 4 anni, interdizione da ridefinire Sentenza Mediaset, Berlusconi condannato a 4 anni. Annullata l’interdizione...



Berlusconi
condannato

a 4 anni, interdizione da ridefinire


Sentenza Mediaset, Berlusconi condannato a 4 anni. Annullata l’interdizione

Diventa definitiva la pena per il leader del Pdl, colpevole di frode fiscale, ma la Cassazione rinvia in Corte d'appello a Milano la rideterminazione della pena accessoria. Per il Cavaliere la prospettiva degli arresti domiciliari o dell'affidamento ai servizi sociali per l'anno non coperto da indulto. Bruti Liberati: "Pena subito eseguibile"


Silvio Berlusconi è condannato in via definitiva a quattro anni di reclusione per frode fiscalenel processo sui diritti Mediaset. Annullata la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici, che dovrà essere rideterminata dalla Corte d’appello di Milano. Lo hanno deciso i giudici della sezione feriale della Cassazione dopo sette ore di camera di consiglio. Confermate anche le condanne di tutti i coimputati: Daniele Lorenzano, Gabriella Galetto e Frank Agrama.
E’ la prima volta che Silvio Berlusconi subisce una condanna definitiva e irrevocabile. Dei quattro anni, tre sono coperti da indulto e l’ex premier – che comunque non andrà in carcere perché ultrasettantenne – potrà scontare la pena agli arresti domiciliari o chiedere l’affidamento ai servizi sociali. Prima di qualunque iniziativa, la sentenza deve essere trasmessa alla Procura di Milano, dove è originato il procedimento sulla frode fiscale nella compravendita dei diritti tv. Il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati si è limitato al momento a spiegare che “la pena principale è definitiva ed è eseguibile, si seguiranno i tempi consueti”. La definitività della sentenza fa cadere automaticamente ogni privilegio parlamentare, perciò il Senato non avrà alcune voce in capitolo sulle sorti di Berlusconi.
L’annullamento con rinvio dei cinque anni di interdizione dai pubblici uffici – come da richiesta del procuratore generale – disinnesca però un problema politico immediato per il Cavaliere, perché per avviare un’eventuale procedura di decadenza da senatore sarà necessario attendere il nuovo verdetto d’appello. La conferma della pena definitiva fa cadere comunque il rischio di prescrizione del reato.
Bruti Liberati ha spiegato che, secondo la procedura, una volta arrivata la sentenza il pm dovrà emettere il cosiddetto ordine di esecuzione con contestuale sospensione perché la pena effettiva da scontare è di un anno. Dal momento della notifica dell’atto il Cavaliere, entro il tempo massimo di 30 giorni, potrebbe andare ai domiciliari o chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali. Ma il termine, vista la pausa feriale, decorre dal 16 settembre. La richiesta verrà valutata dal Tribunale di sorveglianza in tempi lunghi. Se non verrà presentata alcuna istanza di misura alternativa, toccherà ad un magistrato di sorveglianza decidere nell’arco di pochi giorni e, in base anche alla legge ‘Svuota-carceri’: la misura per Berlusconi sarebbe comunque quella dei domiciliari.
L’annullamento con rinvio dei cinque anni di interdizione dai pubblici uffici – come da richiesta del procuratore generale – disinnesca però un problema politico immediato per il Cavaliere, perché per avviare un’eventuale procedura di decadenza da senatore sarà necessario attendere il nuovo verdetto d’appello. La conferma della pena definitiva fa cadere comunque il rischio di prescrizione del reato.
“La pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici, per Silvio Berlusconi, potrebbe ridursi fino a un anno di interdizione, perché le norme alle quali ha fatto riferimento il dispositivo del verdetto prevedono un’interdizione da un anno a un massimo di tre. La misura dunque la rideterminerà la corte di Milano”, ha affermato l’avvocato Filippo Dinacci, che nel processo Mediaset in Cassazione ha difeso Gabriella Galetto, e che difende l’ex premier in altri procedimenti. 
Il pg della Cassazione Antonello Mura aveva chiesto la conferma della pena principale – 4 anni di reclusione – e una riduzione della pena accessoria da 5 anni a 3 anni. Secondo la pubblica accusa l’ex premier è stato ”l’ideatore del meccanismo delle frodi fiscali” e “perdurante il controllo di Berlusconi su Mediaset”. La difesa, sostenuta dagli avvocati Niccolò Ghedini e Franco Coppi,avevano chiesto l’annullamento del verdetto sostenendo l’assenza della prova nei confronti del Cavaliere. “Al massimo possiamo dire che questa è una gigantesca evasione fiscale ma qui non c’è in alcun modo un profilo penale” aveva detto il professore.
I legali dell’ex premier non hanno ascoltato dal vivo la lettura della sentenza. Ghedini e Coppi sono Palazzo Grazioli con Berlusconi e hanno seguito il verdetto in diretta tv. Con il Cavaliere, nel palazzo blindato, i figli Marina e Pier Silvio, Gianni Letta e Angelino Alfano. Fuori Palazzo Grazioli ressa di giornalisti e telecamere. Le strade limitrofe, infatti, per motivi di sicurezza sono state chiuse.
IL DISPOSITIVO DELLA SENTENZA
La Cassazione ha “annullato la sentenza impugnata limitatamente alle statuizioni relative alla condanna della pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per violazione dell’art. 12 dlgs. 10 marzo 2000 e dispone trasmettersi gli atti ad altra sezione per rideterminare la pena accessoria nei limiti temporali citati dall’art. 12. Valutazione -precisa piazza Cavour- non consentita alla Corte di Cassazione”. Per il resto nel dispositivo piazza Cavour ha rigettato il ricorso, confermando quindi la condanna per frode fiscale a 4 anni nei confronti di Berlusconi “nei cui confronti dichiara irrevocabili tutte le altre parti della sentenza impugnata”. Respinti anche i ricorsi degli ex tre manager Mediaset: il produttore cinematografico egiziano Frank Agrama (3 anni), Gabriella Galetto (1 anno e 2 mesi) e Daniele Lorenzano (3 anni e 8 mesi). Per effetto del rigetto del ricorso tutti e quattro gli imputati sono stati condannati a rifondere l’Agenzia delle Entrate, costituitasi parte civile, con 5.000 euro ciascuno.