martedì 1 aprile 2014

Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: Emergenza rifiuti fra Capaci e Partinico “Maxi-eva...

Emergenza rifiuti fra Capaci e Partinico “Maxi-evasione, mancano i soldi per pulire”

GIOIA SGARLATA



Il litorale e la zona industriale sono sommersi da oltre 200 chili di immondizia. A Capaci dopo una settimana d’inferno, in alcune contrade di periferia come Zercate sono nate discariche a cielo aperto. A Montelepre per liberare le strade invase dai rifiuti, la gente ha appiccato roghi. Così come sul lungomare tra Capaci e Carini. Ma l’ultima settimana è stata un bollettino di guerra un po’ per tutti i 12 Comuni dell’Ato Palermo 1, tra Balestrate e Isola delle Femmine. «La raccolta è lenta. Ma il problema vero — dicono i sindaci — È che non c’è liquidità, l’emergenza è continua e la riforma dei rifiuti stenda a decollare ».
Il servizio di raccolta ha subito battute d’arresto in tutto il comprensorio. I comuni sono insolventi coi pagamenti all’Ato da mesi e in strada i cumuli di rifiuti aumentano. Solo per ripulire Carini servirebbero almeno 20 autocompattatori ma l’azienda di raccolta, in crisi di liquidità, ne ha messi in funzione solo otto.
Così domani mattina per rilanciare l’allarme, il sindaco di Carini Giuseppe Agrusa ha chiamato a raccolta tutti gli amministratori ll’Ato 1.

Si vedranno nell’aula consiliare del suo Comune. Con una seduta aperta ai cittadini. «È giusto che tutti sappiano come stanno le cose», dice Agrusa, a capo del centro più grosso del comprensorio con circa 35 mila abitanti. «Noi — continua — abbiamo le mani legate. Senza soldi non si fanno miracoli. Siamo in ritardo con i versamenti all’Ato, è vero. Ma scontiamo il fatto che a pagare la tassa rifiuti sono in pochi. Nel mio comune, ad esempio, solo il 45 per cento». Tra i morosi, tante famiglie ma anche «molte imprese della zona industriale », dice rispondendo alle accuse di Confindustria che proprio qualche giorno fa aveva alzato il tiro contro l’inefficienza dei servizi.
Ed è proprio nell’area industriale di Carini che l’emergenza ancora
oggi resta più forte. Montagne di rifiuti che si accavallano accanto ai capannoni. «Nel 2013 — fa i conti Agrusa — abbiamo incassato solo tre milioni di euro sui sette dovuti. E tra gli evasori ci sono pure quegli imprenditori che oggi protestano: alcuni di loro non hanno versato i soldi della Tarsu, dell’Ici e dell’Imu. E patiamo i buchi lasciati anche da imprese che ormai hanno chiuso i battenti».

Carini deve all’Ato il pagamento di due mesi: un milione e 200 mila euro. Ma la situazione è difficile in tutti i Comuni dell’Ato Palermo 1, appesantito da un buco di 60 milioni di euro, costretto a noleggiare gli autocompattatori e a conferire i rifiuti nella discarica di Catania con un costo di 600 mila euro al mese. «La raccolta non è mai a regime e la
situazione è drammatica», dice Giovanni Geloso, sindaco di Giardinello. «Sistema integrato significa che i conti e il servizio è unico. Lì dove i cittadini pagano e lì dove invece sono tutti morosi», dice. Con 2
mila e 350 abitanti, Giardinello è uno dei comuni dove c’è il livello più alto di riscossione della tassa rifiuti: il 70 per cento. Ma anche quello dove si vedono di più gli effetti della crisi: «In un anno la percentuale è calata del 15 per cento perché le
non riescono più a pagare », dice. Anche di questo vogliono parlare i sindaci domani a Carini: «perché — fa i conti ancora Agrusa — con la Tari si avrà un’altra stangata per i cittadini con aumenti di almeno il 100 per cento».
A Montelepre, il comune del bandito Giuliano di circa 7 mila abitanti a un tiro di schioppo da Giardinello dove da qualche giorno si è insediato il commissario dopo lo scioglimento del Consiglio per infiltrazioni mafiose, l’emergenza è stata più pressante: strade invase dai rifiuti e roghi appiccati da più parti. A Capaci, invece, il sindaco Sebastiano Napoli, arrivato appena 10 mesi fa, ha trovato il Comune pieno di debiti. Così ha acceso un mutuo con la cassa Depositi e Prestiti.
«Dei 2 milioni e 400 mila euro del prestito, due milioni sono serviti per pagare gli arretrati dovuti all’Ato e assicurare il servizio di raccolta rifiuti», dice. Qui la situazione più grave si vive in alcune contrade decentrate. Come a Zercate dove è nata una discarica a cielo aperto anche di rifiuti ingombranti. A pagare la tassa sui rifiuti è appena il 50 per cento dei residenti. Migliore, anche se di poco, la situazione del Comune di Partinico, 32 mila abitanti, dove il 65 per cento dei residenti è in regola con la tassa dei rifiuti. «Anche noi siamo insolventi da due mesi per circa 800 mila euro 
— dice il sindaco Salvatore Lo Biundo — A differenza di tanti altri, non abbiamo però arretrati in sospeso. Alcuni comuni, invece, hanno pagato le ultime rate ma si portano dietro debiti che risalgono alla gestione pre-commissariale ». Intanto, l’emergenza continua.



VIA DELLE INDUSTRIE ISOLA DELLE FEMMINE  ACCANTO ALLA TRATTORIA CASERECCIA  ED AL SUPERMERCATO 



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VIA DELLE INDUSTRIE SULLO SFONDO LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE 



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