domenica 12 aprile 2015

Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: IN SICILIA FRANANO LE AUTOSTRADE E LE STRADE TRA P...

IN SICILIA FRANANO LE AUTOSTRADE E LE STRADE TRA PIOGGE E INCURIA DI STATO E REGIONE

GIULIO AMBROSETTI
[11 APR 2015 |




IERI È TOCCATO A UN TRATTO DELLA PALERMO-CATANIA. LE STRADE E LE AUTOSTRADE DELLA SICILIA SI SBRICIOLANO IN PARTE PER MANCANZA DI MANUTENZIONE (CIOÈ MANCANZA DI SOLDI) E, IN PARTE, PERCHÉ, IN ASSENZA DI RIMBOSCHIMENTO, FRANANO COLLINE E MONTAGNE. LA FINE INGLORIOSA DELL’AZIENDA FORESTE DEMANIALI    

FRANANO LE STRADE PROVINCIALI ABBANDONATE DALLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI SENZA SOLDI E INZUPPATE DALLE PIOGGE CHE IN SICILIA NON DANNO TREGUA ANCHE AD APRILE. FRANANO LE STRADE A SCORRIMENTO VELOCE E, ADESSO, COMINCIANO A CADERE A PEZZI ANCHE LE AUTOSTRADE DELL’ISOLA. E’ SUCCESSO IERI LUNGO L’AUTOSTRADA PALERMO-CATANIA, TRA SCILLATO E TREMONZELLI. GIÀ QUESTO TRATTO AUTOSTRADALE È FUNESTATO DAI MISTERI DELLA GALLERIA DI TREMONZELLI, DOVE I MOTORI DELLE AUTOMOBILI SI SPENGONO IMPROVVISAMENTE CAUSANDO INCIDENTI E PROBLEMI ENORMI A TANTI CITTADINI (L’ELETTROMAGNETISMO, IN SICILIA, TRA ESERCITAZIONI MILITARI, MUOS E QUANT’ALTRO ORMAI IMPERVERSA). ORA IN QUESTO TRATTO DI AUTOSTRADA GIÀ PROBLEMATICO È VENUTO GIÙ ANCHE UN PILONE AL CHILOMETRO 61.

IMMAGINATE UN PO’ CHE COSA SUCCEDE DA IERI, LUNGO QUEST’AUTOSTRADA FREQUENTATA OGNI GIORNO DA MIGLIAIA DI AUTOMOBILISTI. AUTOSTRADA CHIUSA PER CONSENTIRE AI TECNICI DELL'ANAS - CHE SI OCCUPANO DELLA MANUTENZIONE - DI ESEGUIRE I SOPRALLUOGHI. IL TRATTO DI AUTOSTRADA È STATO CHIUSO IN ENTRAMBE LE DIREZIONI. CON GLI AUTOMOBILISTI COSTRETTI A DEVIAZIONI. CON RITARDI QUANTIFICATI OTTIMISTICAMENTE IN UN’ORA. IN REALTÀ, SE SI FORMANO LE FILE I TEMPI SI ALLUNGANO. IL CAOS.

A PROVOCARE IL CEDIMENTO DEL PILONE DEL VIADOTTO HIMERA È STATA UNA FRANA CHE HA TRABALLARE IL VIADOTTO IN ENTRAMBE LE CARREGGIATE. PER FORTUNA, QUANDO IL PILONE HA CEDUTO, NON TRANSITAVANO MEZZI. INSOMMA, IL FATO, QUESTA VOLTA, HA RISPARMIATO GLI INCIDENTI. ANCHE SE TANTI AUTOMOBILISTI SONO RIMASTI BLOCCATI NEL TRATTO DI AUTOSTRADA COLPITO DALLA FRANA.
A QUANTO PARE, LA FRANA HA COINVOLTO ALMENO TRE PILE DEL VIADOTTO. I TECNICI DELL’ANAS, COME GIÀ RICORDATO, SONO SUL POSTO. IN QUESTE ORE È IN CORSO IL MONITORAGGIO. PERCHÉ GLI EFFETTI DELLA FRANA POTREBBERO NON ESSERSI ESAURITI.
LA PARTE DEI TERRENI INTERESSATI DALLA FRANA ANDATA IN SCENA IERI ERA SOTTO MONITORAGGIO DA ALMENO DIECI ANNI. FINO A DUE ANNI FA ERA TENUTA SOTTO CONTROLLO DAI TECNICI DELLA PROVINCIA DI PALERMO. DUE ANNI FA IL PARLAMENTO SICILIANO HA PROVATO AD ABOLIRE LE NOVE PROVINCE SICILIANE, COMMISSARIANDOLE E LASCIANDOLE SENZA SOLDI. COSÌ LE NOVE AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI DELL’ISOLA, PRIVATE DELLE RISORSE ECONOMICHE, HANNO ABBANDONATO LE STRADE PROVINCIALI (CHE DA DUE ANNI CADONO A PEZZI NEL SILENZI GENERALE). TRA LE AREE ABBANDONATE GIOCOFORZA DALLE PROVINCE (IN QUESTO CASO DALLA PROVINCIA DI PALERMO)  C’È ANCHE QUESTO TRATTO DI COLLINA CHE IERI, COMPLICE LE PIOGGE DEGLI ULTIMI TEMPI, SI È SBRICIOLATA ED È VENUTA GIÙ, TRASCINANDOSI NELLA FRANA UN PAIO DI PILONI DI QUESTO TRATTO DI AUTOSTRADA.

LE CRONACHE REGISTRANO UNA DICHIARAZIONE AL GIORNALE DI SICILIA DELL’ASSESSORE REGIONALE ALLE INFRASTRUTTURE, GIOVANNI PIZZO. “ABBIAMO CHIESTO AL GOVERNO NAZIONALE LO STATO D'EMERGENZA. LA SITUAZIONE È VERAMENTE GRAVE. NON SONO LE STRADE A CEDERE: SONO LE NOSTRE MONTAGNE CHE STANNO CROLLANDO A POCO A POCO. OGGI UN FRONTE FRANOSO DI UN CHILOMETRO È SCESO A VALLE, COLPENDO UN PILONE DELL'AUTOSTRADA PALERMO-CATANIA. QUELLO CHE STA ACCADENDO IN SICILIA È DRAMMATICO. SONO GLI EFFETTI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO: LA MONTAGNA D'ACQUA CHE QUEST'INVERNO SI È ABBATTUTA SULLA NOSTRA REGIONE È PROBABILMENTE LA CAUSA DEI DISSESTI CHE SI STANNO VERIFICANDO. NON SI TRATTA DI ASSOLVERE QUALCUNO, E TOCCHERÀ AI TECNICI STABILIRE LE CAUSE E - SE CI DOVESSERO ESSERE - LE EVENTUALI RESPONSABILITÀ. MA È CHIARO CHE SIAMO DI FRONTE A UN'EMERGENZA DA AFFRONTARE CON ESTREMA SERIETÀ”.

PIZZO RACCONTA LA CLASSICA MEZZA VERITÀ. CORRETTO IL RICHIAMO AL CAMBIAMENTO CLIMATICO. IN SICILIA, NEGLI ULTIMI DIECI ANNI, IL CLIMA, DA SUB-TROPICALE ARIDO È DIVENTATO SUB-TROPICALE UMIDO. NON È UNA NOVITÀ: ERA COSÌ ANCHE TRA LA FINE DELL’800 E I PRIMI DEL ‘900, QUANDO IN SICILIA SI COLTIVAVA IL RISO PROPRIO COME AVVIENE NELLA ‘MARCITE LOMBARDE’ (NON È UN CASO CHE, IN ALCUNE AREE DELL’ENNESE, GRAZIE ALLE ABBONDANTI PIOGGE, SI STA PROVANDO A COLTIVARE IL RISO). IL PROBLEMA È CHE IL CAMBIAMENTO DEL CLIMA, IN SICILIA, STA COINCIDENDO CON ALCUNE SCELTE AMMINISTRATIVE SBAGLIATE E CON UNA CRISI ECONOMICA E FINANZIARIA CHE IMPEDISCE ALLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DI OCCUPARSI DELLA VIABILITÀ.

NELLE SCORSE SETTIMANE DECINE DI SINDACI DI PICCOLI COMUNI SICILIANI HANNO DENUNCIATO L’ABBANDONO DELLE STRADE PROVINCIALI. NESSUNO NE PARLA, MA CENTINAIA - AVETE LETTO BENE: CENTINAIA! - DI STRADE PROVINCIALI CADONO A PEZZI. BUCHE PICCOLE E GRANDI, STERPAGLIE CHE INVADONO LA CARREGGIATA, FRANE, SMOTTAMENTI DI TERRENO. TUTTO QUESTO AVVIENE DA DUE ANNI. IL PARLAMENTO SICILIANO, OLTRE DUE ANNI FA, SU PROPOSTA DEL GOVERNO REGIONALE DI ROSARIO CROCETTA (E SU INPUT DEL GOVERNO NAZIONALE CHE HA ABOLITO LE PROVINCE PER RISPARMIARE) HA COMMISSARIATO LE NOVE PROVINCE REGIONALI. LA RIFORMA, PERÒ, NON È STATA COMPLETATA. ANZI, APPENA QUALCHE GIORNO FA, IL COMPLETAMENTO DELLA RIFORMA, PERALTRO MOLTO DISCUTIBILE, È STATO ‘BOCCIATO’ DALLO STESSO PARLAMENTO DELL’ISOLA.

IL RISULTATO DI QUESTO IMMOBILISMO È CHE, DA DUE ANNI, I DIPENDENTI DELLE NOVE PROVINCE REGIONALI NON RIESCONO PIÙ A LAVORARE. PRENDONO LO STIPENDIO (MA NON SI SA FINO A QUANDO), MA NON SVOLGONO ALCUNA ATTIVITÀ. IN QUESTA FOLLIA TUTTA SICILIANA NE STANNO FACENDO LE SPESE LE GIÀ CITATE STRADE PROVINCIALI, TOTALMENTE ABBANDONATE, E NATURALMENTE I CITTADINI.

ALL’ABBANDONO DELLE STRADE PROVINCIALI SI SOMMA L’ABBANDONO DI INTERI VERSANTI COLLINARI DELL’ISOLA. LA SICILIA È UNA REGIONE DOVE PREVALGONO LE COLLINE E LE MONTAGNE. E DOVE IL DISSESTO DI INTERI VERSANTI (E DI INTERI CENTRI ABITATI) È SEMPRE STATO UN PROBLEMA. EFFETTI DEVASTANTI DEL DISBOSCAMENTO (O DIBOSCAMENTO) CHE HA CARATTERIZZATO LA SICILIA NEL CORSO DEI SECOLI. PROPRIO PER INVERTIRE QUESTA TENDENZA, NEGLI ANNI ’50 DEL SECOLO PASSATO, LA REGIONE SICILIANA AUTONOMA APPENA NATA SI DIEDE UN PROGRAMMA DI TUTELA DEL PROPRIO TERRITORIO. ANCHE PER QUESTO - ANZI, SOPRATTUTTO PER QUESTO - È STATA ISTITUITA L’AZIENDA FORESTE DEMANIALI DELLA REGIONE SICILIANA. TRA I COMPITI DI TALE AZIENDA C’ERA LA DEMANIALIZZAZIONE DEI TERRENI - SOPRATTUTTO DI QUELLI COLLINARI E MONTANI - E IL RIMBOSCHIMENTO. PERCHÉ LA PRESENZA DI ALBERI IMPEDISCE AI TERRENI DI FRANARE.

FACCIAMO UN ESEMPIO PRATICO: SE LA COLLINA CHE È FRANATA IERI, COINVOLGENDO UN PEZZO DI AUTOSTRADA PALERMO-CATANIA, FOSSE STATA RIMBOSCHITA, OGGI NON SAREMMO QUI A PARLARE DELLA FRANA. INVECE, OGGI, PARLIAMO DELLA FRANA, ANZI DELLE FRANE CHE STANNO SBRICIOLANDO STRADE E CONTRADE DELLA SICILIA, TRA PIOGGE DI CERTO ABBONDANTI, AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI SENZA SOLDI E AZIENDA FORESTE MASSACRATA DA SCELTE AMMINISTRATIVE DEMENZIALI, ADOTTATE SOLO PER ‘RISPARMIARE’.  

COS’È SUCCESSO NEGLI ULTIMI ANNI ALL’AMBIENTE SICILIANO? SEMPLICE. L’AZIENDA FORESTE DEMANIALI DELLA REGIONE SICILIANA, CHE NEGLI ANNI ’60, ’70, ’80 E ’90 HA SVOLTO NELL’ISOLA UN RUOLO STRATEGICO, È STATA, DI FATTO, SBARACCATA. LA RESPONSABILITÀ È DEI DUE ULTIMI GOVERNI REGIONALI: QUELLO DI RAFFAELE LOMBARDO E L’ATTUALE GOVERNO DI ROSARIO CROCETTA. DUE GOVERNI CHE, SENZA NEMMENO CAPIRE L’ARGOMENTO DEL QUALE SI SONO OCCUPATI, HANNO FATTO - COME SI USA DIRE DALLE NOSTRE PARTI - “CARNE DI PORCO” (CIOÈ SALSICCIA) DI UN’AZIENDA FORESTE DEMANIALI CHE, INVECE, AVREBBE DOVUTO ESSERE RAFFORZATA, PROPRIO PER FRONTEGGIARE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO IN CORSO.

COSÌ, IN SICILIA, ASSISTIAMO AI SOLITI PARADOSSI ITALIANI. PROPRIO MENTRE SERVIREBBE GLI INTERVENTI DELLE PROVINCE E DELL’AZIENDA FORESTE DEMANIALI PER FRONTEGGIARE GLI EFFETTI DEVASTANTI DEGLI EVENTI CLIMATICI, LA REGIONE SMANTELLA LE PROVINCE E L’AZIENDA FORESTE DEMANIALI! I RISULTATI NON POSSONO CHE ESSERE QUELLI CHE OGGI SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI: INTERE COLLINE E, TRA UN PO’ ANCHE I COSTONI DI MONTAGNA, CHE VENGONO GIÙ TRASCINANDO NEL DISSESTO STRADE PROVINCIALI, STRADE STATALI (LA FRANA AVVENUTA LUNGO LA CASTELVETRANO-AGRIGENTO, TRA SCIACCA E RIBERA, IN PROVINCIA DI AGRIGENTO) E, ADESSO, ANCHE LE AUTOSTRADE.

IERI È TOCCATO ALLA PALERMO-CATANIA, AUTOSTRADA GESTITA DALL’ANAS. MA TRA UN PO’ SENTIREMO PARLARE ANCHE DELLE AUTOSTRADE GESTITE DALLA REGIONE SICILIANA ATTRAVERSO IL CAS, IL CONSORZIO AUTOSTRADE SICILIANE, UN ‘CARROZZONE’ REGIONALE CHE GESTISCE LE AUTOSTRADE PALERMO-MESSINA, LA MESSINA-CATANIA E CHE STA REALIZZANDO (O QUASI) L’AUTOSTRADA SIRACUSA-GELA. CHI SCRIVE, QUALCHE ANNO FA, HA FIRMATO UN’INCHIESTA PER IL MENSILE I QUADERNI DE L’ORA PROPRIO SULLA GESTIONE DEL CAS, SCOPRENDO COSE INENARRABILI: MANUTENZIONE BLOCCATA DA UN DECENNIO, ILLUMINAZIONE NELLE GALLERIE CARENTE, MILIONI DI EURO SCOMPARI DALLE BANCHE, COLLAUDI MILIONARI A MAN BASSA PER ALIMENTARE LA ‘POLITICA’, PERSINO - UNICO CASO IN EUROPA - UN’AGENZIA DI ASSICURAZIONI NAZIONALE CHE HA DISDETTATO IL CONTRATTO PER VIA DELL’ALTO NUMERO DI INCIDENTI CHE SI VERIFICAVANO SULLA PALERMO-MESSINA. INSOMMA IMBROGLI DI TUTTI I GENERI E DI TUTTE LE SPECIE. OVVIAMENTE, NON È CAMBIATO NIENTE. OVVIAMENTE.
FOTO TRATTA DA PAESE 24.IT  


PER LA SICILIA È PRONTO UN BEL BILANCIO REGIONALE 2015 'FANTASIOSO' CON LA ‘BENEDIZIONE’ DI RENZI E PADOAN

GIULIO AMBROSETTI
[10 APR 2015

IL PARLAMENTO DELL’ISOLA SI APPRESTA AD APPROVARE UN BILANCIO REGIONALE 2015 'FANTASIOSO', PIENO DI ENTRATE FITTIZIE. RENZI E PADOAN DEBBONO TROVARE 20 MILIARDI PER LA NUOVA MANOVRA. RESTITUIRANNO L’IVA E L’IRPEF CHE HANNO SCIPPATO AI SICILIANI? QUALCHE DUBBIO C'È...  

MENTRE A ROMA, TRA IL DIRE E IL NON DIRE, IL CAPO DEL GOVERNO RENZI E IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, PADOAN, SI APPRESTANO A METTERE GIÙ UNA NUOVA MANOVRA PER TOGLIERE DALLE TASCHE DEGLI ITALIANI ALTRI 20 MILIARDI DI EURO CIRCA (LA MANOVRA AVREBBE DOVUTO ESSERE DI 15 MILIARDI, MA È ‘LIEVITATA’ A 20 E NON SI ESCLUDONO ALTRI AUMENTI), LA SICILIA CERCA DI FAR QUADRARE I PROPRI CONTI CHE, PERÒ, SONO SEMPRE PIÙ BALLERINI. ALLA FINE DI UN TIRA E MOLLA DURATO, GROSSO MODO, UN PAIO DI SETTIMANE, EMERGONO DUE DATI POLITICI. IL PRIMO DATO POLITICO È CHE ROMA, CHE NEGLI ULTIMI DUE ANNI HA STRAPPATO ALLA REGIONE SICILIANA CIRCA 5 MILIARDI DI EURO, NON DARÀ NULLA. AL MASSIMO - MA ANCHE QUESTO È DA VEDERE - RESTITUIRÀ AI SICILIANI UNA PARTE DELL’IVA E DELL’IRPEF CHE DA QUALCHE TEMPO INCASSA AL POSTO DELLA REGIONE. IL SECONDO DATO POLITICO È CHE IL BILANCIO DELLA REGIONE SICILIANA 2015 SARÀ, ALMENO IN BUONA PARTE, FATTO DA ENTRATE FITTIZIE, CIOÈ FALSE. MA PASSERÀ CON L’AVALLO DI ROMA.

PROVIAMO, ADESSO, PER GRANDI LINEE, A CAPIRE QUELLO CHE STA SUCCEDENDO. PARTENDO DALLO SCENARIO NAZIONALE. PERCHÉ È A ROMA CHE SI GIOCA LA PARTITA. DA ALCUNE SETTIMANE, IN ITALIA, SI DISCETTA DI UNA RIPRESA ECONOMICA. IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, PADOAN, IN UN’INTERVISTA A BLOOMBERG TV, HA DETTO CHE LA CRESCITA ECONOMICA DEL NOSTRO PAESE SI ATTESTERÀ SUL 2 PER CENTO. RESTA DA CAPIRE COME QUESTA PREVENTIVATA CRESCITA SI CONIUGHERÀ CON UNA NUOVA MANOVRA DA 20 MILIARDI DI EURO DA PRENDERE DALLE TASCHE DEGLI ITALIANI ENTRO LA FINE DI QUEST’ANNO. CIOÈ NUOVE TASSE OLTRE A IMU, IRPEF, IRAP, TASSE E IMPOSTE LOCALI E VIA CONTINUANDO.

PER ORA LA RIPRESA ECONOMICA NON C’È E, NONOSTANTE GLI INCENTIVI ALLE IMPRESE (I 5 MILIARDI DI EURO SCIPPATI AL SUD, UTILIZZATI PER PAGARE GLI SGRAVI CONTRIBUTIVI ALLE IMPRESE CHE, IN MAGGIORANZA, HANNO SEDE DEL CENTRO NORD ITALIA), LA DISOCCUPAZIONE, NEL BELPAESE, NON È DIMINUITA. ANZI. SECONDO QUALI MAGIE L’ECONOMIA ITALIANA DOVREBBE TORNARE A CRESCERE CON UNA NUOVA MANOVRA DA 20 MILIARDI DI EURO ALLE PORTE NON È FACILE COMPRENDERLO. MA RENZI E SOPRATTUTTO PADOAN HANNO UNA CONOSCENZA DELL’ECONOMIA ITALIANA CHE ALTRI COMUNI MORTALI EVIDENTEMENTE NON HANNO.

INSOMMA, ROMA È DI NUOVO A ‘CACCIA’ DI SOLDI DEGLI ITALIANI. E, COME GIÀ ACCENNATO, IL GOVERNO NAZIONALE NON AIUTERÀ CERTO LA REGIONE SICILIANA. DEL RESTO, LA REGIONE SICILIANA NON È LA REGIONE PIEMONTE. NELL'ISOLA, IN GENERE, CI SI ARRANGIA. IL GOVERNO SICILIANO DI CENTROSINISTRA RETTO DA ROSARIO CROCETTA HA STABILITO CHE IL ‘BUCO’ DEI CONTI REGIONALI È PARI A 3 MILIARDI DI EURO. A NOI, CHE SEGUIAMO I CONTI DELLA REGIONE DA ANNI, IL ‘BUCO’ RISULTA ESSERE SUPERIORE A 5 MILIARDI DI EURO, CIFRA PARI AI SOLDI CHE ROMA HA TOLTO ALLA SICILIA, COME GIÀ RICORDATO, NEGLI ULTIMI DUE ANNI.

DANDO PER BUONI I 3 MILIARDI DI ‘BUCO’, NON CI RESTA CHE RACCONTARE IL RESTO. IERI IL GOVERNO CROCETTA HA FATTO SAPERE DI AVER TROVATO I SOLDI PER CHIUDERE LA MANOVRA ECONOMICA E FINANZIARIA 2015. DA DOVE ARRIVEREBBERO ‘STI SOLDI? QUASI UN MILIARDO DI EURO DOVREBBE ARRIVARE DAL NUOVO PAC, SIGLA CHE STA PER PIANO DI AZIONE E COESIONE. SI TRATTA DI RISORSE CHE SONO GIÀ STATE ASSEGNATE ALLA SICILIA DA BRUXELLES E DALLO STATO. SOLDI CHE LA REGIONE NON HA ANCORA SPESO E CHE AVREBBERO DOVUTO ESSERE UTILIZZATI PER INVESTIMENTI (TECNICAMENTE SI CHIAMANO SPESE IN CONTO CAPITALE). INVECE QUESTO MILIARDO DI EURO CHE SAREBBE SERVITO PER INVESTIMENTI (E QUINDI PER NUOVA OCCUPAZIONE) VERRÀ UTILIZZATO PER PAGARE GLI STIPENDI (TECNICAMENTE SI CHIAMANO SPESE CORRENTI).

INSOMMA, ROMA E BRUXELLES, INVECE DI SPINGERE LA SICILIA A INVESTIRE DI PIÙ IN INFRASTRUTTURE (LA SICILIA VIENE CONSIDERATA DALL’UNIONE EUROPEA UNA REGIONE AD OBIETTIVO CONVERGENZA: QUESTO PERCHÉ IL REDDITO MEDIO DELL’ISOLA È INFERIORE ALLA MEDIA EUROPEA: DA QUI LA NECESSITÀ DI INVESTIMENTI, MAGARI IN INFRASTRUTTURE CHE ANCORA OGGI MANCANO), VIENE SPINTA A BRUCIARE I FONDI CHE DOVREBEBRO SERVIRE PER NUOVI INVESTIMENTI (INFRASTRUTTURE) IN SPESE CORRENTI!

PROSEGUENDO CON L’ANALISI TEORICA DELLA MANOVRA APPRONTATA DAL GOVERNO RAGIONALE DI CROCETTA E DALL’ASSESSORE ALL’ECONOMIA, ALESSANDRO BACCEI, SCOPRIAMO CHE LO STATO SI È TRATTENUTO DA 500 A 600 MILIONI DI EURO DI IVA. LA REGIONE SICILIANA - LO RIPETIAMO SPESSO AI LETTORI AMERICANI - È UNA DELLE CINQUE REGIONI A STATUTO SPECIALE D’ITALIA. DOVREBBE TRATTENERE BUONA PARTE DELLE IMPOSTE CHE PAGANO I SICILIANI. SOLO CHE LA REGIONE, DOPO QUASI SETTANT’ANNI DI AUTONOMIA, NON HA ANCORA UNA PROPRIA AGENZIA DELLE ENTRATE. CHE SIGNIFICA QUESTO? SEMPLICE. CHE LA REGIONE SICILIANA, INVECE DI RISCUOTERE LE IMPOSTE E DARE ALLO STATO QUANTO SPETTA ALLO STATO, SUBISCE LA RISCOSSIONE DELLE PROPRIE IMPOSTE DA PARTE DELLO STATO CHE ‘GIRA’ ALLA SICILIA QUANTO SPETTA ALLA SICILIA. IL PASSAGGIO NON È DI POCO CONTO. PERCHÉ SE ALLO STATO SERVONO SOLDI, SE LI PRENDE E NON LI ‘GIRA’ ALLA REGIONE. PROPRIO COME HA FATTO CON QUESTI 500-600 MILIONI DI EURO DI IVA.

ORA, BONTÀ SUA, LO STATO DOVREBBE RESTITUIRE ALLA SICILIA QUESTI 500-600 MILIONI DI EURO DI IVA CHE HA STRAPPATO DAI CONTI REGIONALI (QUESTO SCIPPO, PER LA CRONACA, SI SOMMA AI 5 MILIARDI PRELEVATI NEGLI ULTIMI DUE ANNI). SORGE SPONTANEA UNA DOMANDA: LA RESTITUZIONE DI QUESTI 500-600 MILIONI DI IVA PAGATA DAI SICILIANI AVVERRÀ O È SOLO UNA PRESA IN GIRO INSERITA PER FAR QUADRARE I CONTI DEL BILANCIO REGIONALE? LA DOMANDA È LEGITTIMA PERCHÉ, LO RICORDIAMO, IL GOVERNO NAZIONALE DEVE APPRONTARE UNA MANOVRA DA 20 MILIARDI DI EURO ENTRO IL DICEMBRE DI QUEST’ANNO. E NON È DA ESCLUDERE CHE, PER FAR QUADRARE I CONTI, RENZI E PADOAN SI TENGANO QUESTI SOLDI. NOI ORMAI CI ASPETTIAMO DI TUTTO.

ALTRI 500 MILIONI DI EURO DOVREBBERO ARRIVARE DALLA RESTITUZIONE DELLA QUOTA IRPEF CHE SPETTA ALLA REGIONE SICILIANA, MA CHE IL GOVERNO NAZIONALE SI È TRATTENUTA. ANCHE IN QUESTO CASO, LA MUSICA È SEMPRE LA STESSA: SI TRATTA DI SOLDI - IN QUESTO CASO I CEDOLINI DELLE BUSTE PAGA DEI DOCENTI DELLE SCUOLE SICILIANE E DI ALTRI SOGGETTI CHE LAVORANO IN SICILIA - CHE LO STATO ITALIANO, NON SI CAPISCE IN BASE A QUALE PRINCIPIO, HA TRATTENUTO NEGLI ULTIMI ANNI. PUÒ SEMBRARE INCREDIBILE CHE LO STATO CENTRALE, CON ARTIFIZI E RAGGIRI, DERUBI LE LEGITTIME ENTRATE DI UNA REGIONE NEL SILENZIO GENERALE. MA È QUELLO CHE STA AVVENENDO. NON SAPENDO DOVE TROVARE I SOLDI E TROVANDOSI A INCASSARE TRATTENUTE CHE SONO DELLA REGIONE SICILIANA, IL GOVERNO RENZI HA PENSATO BENE DI TRATTENERLE. ORA DOVREBBE RESTITUIRLE. C’È DA CREDERCI? VEDREMO.

MA C’È DI PIÙ. QUESTI 500 MILIONI DI EURO DI IRPEF SICILIANA SONO SOLDI CHE LO STATO TRATTIENE DA QUATTRO CINQUE ANNI. AMMESSO CHE LI RESTITUISCA, SERVIRANNO PER QUEST’ANNO. E I PROSSIMI DUE ANNI, VISTO CHE IL BILANCIO REGIONALE HA UNA PROIEZIONE DI TRE ANNI? MISTERO.

PER ORA, FATTI QUATTRO CONTI, DOVREMMO ESSERE INTORNO A 2,1 MILIARDI DI EURO. ALL’APPELLO, PER CHIUDERE IL BILANCIO REGIONALE 2015, MANCANO ANCORA 900 MILIONI DI EURO. DI QUESTI, COSÌ HA FATTO SAPERE IL GOVERNO CROCETTA, 350 MILIONI DI EURO ARRIVERANNO DA TAGLI LINEARI. CHE COSA CI SIA DA TAGLIARE ANCORA IN SICILIA NON L’ABBIAMO CAPITO. E, SOPRATTUTTO, APPARE INVEROSIMILE TROVARE, NEL 2015, ALTRI 350 MILIONI DI EURO TRA STIPENDI E PENSIONI DEI SICILIANI. PERCHÉ ORMAI IL BILANCIO REGIONALE È RIDOTTO ALL’OSSO. OGNI TAGLIO, OGGI, CORRISPONDE A UNA RIDUZIONE DI STIPENDI E DI PENSIONI. TRA LE FOLLIE DELLA REGIONE SICILIANA C’È L’ASSENZA DI UN FONDO PENSIONI AUTONOMO, RICOSTITUITO NEL 2009 E ANCORA NON IN GRADO DI PAGARE LE PENSIONI. MORALE: LE PENSIONI SI PAGANO CON IL BILANCIO REGIONALE. DUNQUE AI TAGLI AL BILANCIO CORRISPONDONO TAGLI ALLE PENSIONI.

LO STESSO DISCORSO VALE PER I DIPENDENTI DELLA REGIONE E DEGLI ENTI E DELLE SOCIETÀ COLLEGATE ALLA STESSA REGIONE. QUESTI 350 MILIONI DI TAGLI LINEARI RIGUARDERANNO ANCHE LORO. CON MOLTA PROBABILITÀ, RIDURRANNO IL NUMERO DEI DIRIGENTI REGIONALI E RIDURRANNO LORO LE RETRIBUZIONI (MAGARI LI CHIAMERANNO ANCORA SPAGNOLESCAMENTE ‘DIRIGENTI’, MA GLI TOGLIERANNO I SOLDI). E FARANNO SPARIRE UN BEL PO’ DI SOCIETÀ E ENTI REGIONALI, IN BUONA PARTE INUTILI. POI PROVERANNO A RIDURRE GLI OPERAI DELLA FORESTALE. LA COSA TRAGI-COMICA È CHE NELLA MANOVRA È GIÀ SCRITTO CHE TALI TAGLI CI SARANNO, MENTRE, FORMALMENTE, TALI TAGLI DEBBONO ANCORA ESSERE DISCUSSI CON CHI LI DOVRÀ SUBIRE, CIOÈ CON DIPENDENTI E PENSIONATI REGIONALI, OPERAI FORESTALI. INSOMMA…

RESTA SEMPRE LA DOMANDA: È PENSABILE CHE LA REGIONE RIESCA A TAGLIARE ENTRO QUEST’ANNO 350 MILIONI DI EURO DI STIPENDI E PENSIONI? A NOI QUESTA SEMBRA UNA GRANDE BUFALA. CON MOLTA PROBABILITÀ, QUESTI 350 MILIONI DI EURO COSTITUISCONO UN’ALTRA DELLE ENTRATE GONFIATE - E QUINDI UN’ENTRATA DEL BILANCIO REGIONALE 2015 RIGOROSAMENTE FALSA - CHE IL PARLAMENTO SICILIANO SI ACCINGE AD APPROVARE CON LA ‘BENEDIZIONE’ DI RENZI E DEL MINISTRO DELL’ECONOMIA, PADOAN.

SIAMO ARRIVATI A CIRCA 2 MILIARDI E MEZZO DI EURO (TEORICI). MANCANO ALTRI 500 MILIONI DI EURO PER CONCLUDERE QUELLA CHE SI ANNUNCIA COME UNA GRANDE SCENEGGIATA FINANZIARIA. A QUANTO PARE - E QUESTO, FORSE, È IL NUMERO PIÙ SICURO DEL BILANCIO REGIONALE 2015 - LA REGIONE, PER DUE ANNI, NON PAGHERÀ LE RATE DEI MUTUI ALLA CASSA DEPOSITI E PRESTITI. CONSIDERATO CHE LA REGIONE SICILIANA PAGA 80 MILIONI DI EURO DI RATE DI MUTUI ALL’ANNO, DOVREBBE AVERE A DISPOSIZIONE 160 MILIONI DI EURO IN DUE ANNI.

MANCANO ALTRI 350-400 MILIONI DI EURO. UNA PARTE DI QUESTI SOLDI ARRIVERÀ CON UN NUOVO MUTUO DA CIRCA 150 MILIONI DI EURO (CHE ANDRÀ A SOMMARSI ALL’INDEBITAMENTO FINANZIARIO DELLA REGIONE CHE ‘VIAGGIA’ SU OLTRE 8 MILIARDI DI EURO!). E UN’ALTRA PARTE CON UN IRRIGIDIMENTO DEI VINCOLI FINANZIARI IN CAMBIO DI UN'IMPROBABILE LIQUIDITÀ.

A CONTI FATTI, LO RIBADIAMO, LA REGIONE SI APPRESTA A VARARE UN BILANCIO 2015 PIENO DI ENTRATE FITTIZIE. CIOÈ UN BILANCIO 2015 RIGOROSAMENTE FALSO. SI TRATTA DI UNA SORTA DI FALLIMENTO DELLA SICILIA ‘PILOTATO’ DALLO STATO CENTRALE. PERCHÉ, ALLA FINE, GIÀ A PARTIRE DALL’AUTUNNO DI QUEST’ANNO, OLTRE ALLE TANTE PENALIZZAZIONI CHE CI SARANNO (RIDUZIONE DEGLI STIPENDI E DELLE PENSIONI, CHIUSURA DI DECINE DI SOCIETÀ E DI ENTI REGIONALI, LICENZIAMENTI DI OPERAI DELLA FORESTALE CHE VERRANNO LASCIATI A CASA CON LA PROSPETTIVA DI UN’IMPROBABILE PENSIONE E VIA CONTINUANDO), CI SARANNO SOGGETTI CHE NON POTRANNO ESSERE PAGATI PERCHÉ ALCUNE DELLE ENTRATE CHE VERRANNO ISCRITTE IN BILANCIO NON SI MATERIALIZZERANNO.

IN TUTTO QUESTO C’È ANCHE UN ALTRO PROBLEMA: IL DISAVANZO DI UN MILIARDO E 700 MILIONI DI EURO RELATIVO AL 2014. ANCHE QUESTO DISAVANZO DOVRÀ ESSERE ISCRITTO IN BILANCIO, MAGARI IN TRE RATE DA 600 MILIONI DI EURO CIRCA CADAUNA. MORALE: BISOGNERÀ TROVARE ALTRI 600 MILIONI DI EURO PER QUEST’ANNO. NON È UN PASSAGGIO SECONDARIO. PERCHÉ, A VALERE SUL BILANCIO REGIONALE 2014, CI SONO SOGGETTI CHE NON SONO STATI PAGATI E CHE RECLAMANO I SOLDI.

PIETRO ANCONA: “LA REGIONE SICILIANA? OGGI È UN BUCO NERO CHE DIVORA TUTTO”

GIULIO AMBROSETTI
[9 APR 2015 

INTERVISTA A PIETRO ANCONA, STORICO DIRIGENTE DELLA CGIL SICILIANA NEGLI ANNI ’60 E '70 DEL SECOLO PASSATO. UN ATTENTO E ACUTO OSSERVATORE DI FATTI, PERSONAGGI E COSE DELL’ISOLA RACCONTA QUELLO CHE HA VISSUTO. E SPIEGA CHE LA REGIONE SICILIANA, OGGI, VA PROFONDAMENTE RIFORMATA 

PIETRO ANCONA È STATO UNO DEI PROTAGONISTI DELLA CGIL SICILIANA, DELLA QUALE, NEGLI ANNI ’70 DEL SECOLO PASSATO, È STATO SEGRETARIO GENERALE. UOMO DI SINISTRA, SU CERTI TEMI POLITICI E SOCIALI HA SEMPRE MANTENUTO FERMA LA ‘BARRA DEL TIMONE’. QUANDO LUCIANO LAMA - STORICO DIRIGENTE DELLA CGIL ITALIANA - VENIVA IN SICILIA, SUL PALCO ACCANTO AL LEADER NAZIONALE C’ERA SEMPRE LUI.

OGGI PIETRO ANCONA È UN OSSERVATORE ATTENTO E ACUTO DELLA VITA POLITICA E SOCIALE DEL NOSTRO PAESE. E DELLA SICILIA. MOLTO ATTIVO SU FACEBOOK, INTERVIENE CON POST SU FATTI CHE RIGUARDANO LA POLITICA INTERNAZIONALE, NAZIONALE E SICILIANA. AD ANCONA ABBIAMO CHIESTO DI RACCONTARCI UN PO’ DEL SUO VISSUTO.   

“NEL 1946 CON REGIO DECRETO - CI DICE ANCONA - VENIVA APPROVATO LO STATUTO DELLA REGIONE SICILIANA, UN DOCUMENTO DI FONDAMENTALE IMPORTANZA CHE CONCEDEVA UN’AMPIA AUTONOMIA, UN QUASI AUTOGOVERNO PER LA PIÙ IMPORTANTE ISOLA DEL MEDITERRANEO. LO STATUTO FU UN AVVEDUTO E LUNGIMIRANTE ATTO DEL RINASCENTE STATO CHE DAVA UNA RISPOSTA POSITIVA, MA ALTERNATIVA ALLE MAGGIORI PULSIONI POPOLARI CHE DIEDERO VITA AL SEPARATISMO, UNA STAGIONE PER MOLTI VERSI OSCURA IN CUI LA CONVERGENZA DI INTERESSI PLANETARI DEGLI STATI UNITI CON QUELLI DELLA CLASSE AGRARIA MINACCIATA DALLE RIVENDICAZIONI DEI CONTADINI CHE OCCUPAVANO LE TERRE MINAVA L'UNITÀ NAZIONALE E STRUMENTALIZZAVA UN DIFFUSO RISENTIMENTO DELLE MASSE POPOLARI CONTRO LA NAZIONE”.

“LO STATUTO IN SOSTANZA - PROSEGUE L’EX SEGRETARIO DELLA CGIL SICILIANA - SANCIVA E TUTELAVA IL DIRITTO ALL'AUTOGOVERNO RICONOSCENDO ALL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA LA POSSIBILITÀ DI LEGIFERARE IN MATERIE FONDAMENTALI PER LA GESTIONE DELL'ECONOMIA REGIONALE. RECENTEMENTE QUESTO STATUTO, SICURAMENTE INVECCHIATO IN ALCUNE PARTI, MA DOMINATO DA UN IMPIANTO MOLTO DEMOCRATICO ED AUTONOMISTICO, È STATO SFREGIATO DA UNA RIFORMA DISGRAZIATAMENTE APPROVATA DA QUASI TUTTA L'ASSEMBLEA DI STAMPO POPULISTICO PRESIDENZIALISTICO ISPIRATA AI PEGGIORI PRINCIPI D’AUTORITARISMO ‘DEMOCRATICO’ CHE DANNO RISPOSTE VERTICISTICHE E REAZIONARIE ALLE GRANDI NOVITÀ DEL NOSTRO SECOLO”.

“LE PRIME ELEZIONI REGIONALI, NEL 1947 - RACCONTA - ASSICURARONO UN SUCCESSO STREPITOSO AL BLOCCO DEL POPOLO, L'UNIONE DELLE SINISTRE. UNA VITTORIA CHE APRÌ IL CUORE ALLA SPERANZA DI MILIONI DI CONTADINI POVERI CHE ASPIRAVANO DA MOLTO TEMPO AL MIGLIORAMENTO DELLA LORO TRISTE CONDIZIONE E CHE CINQUANTA ANNI PRIMA AVEVANO DATO VITA AL MOVIMENTO DEI FASCI DEI LAVORATORI DURAMENTE REPRESSO CON ANNI DI CARCERE INFLITTI AL SUO GRUPPO DIRIGENTE ED A TANTI CONTADINI. LA RISPOSTA DELLA DESTRA NON SI FECE ATTENDERE: UNA DESTRA CONTRARIA ALLA RIFORMA AGRARIA APPOGGIATA DAGLI AMERICANI CHE CONTINUAVANO A TENERE SOTTO OSSERVAZIONE QUANTO AVVENIVA IN SICILIA PER VIA DI UNA POSSIBILE VITTORIA DELLE SINISTRE IN ITALIA CHE AVREBBE ALTERATO PROFONDAMENTE GLI ACCORDI DI YALTA. NEL CASO DI VITTORIA DEI  SOCIALCOMUNISTI, LA SICILIA ERA CONSIDERATA REGIONE DI FONDAMENTALE IMPORTANZA STRATEGICA PER IL CONTROLLO DEL MEDITERRANEO E DELLA STESSA ITALIA”.

“IL MOVIMENTO PER L'OCCUPAZIONE DELLE TERRE, PER RISCATTARE I MINATORI DELLO ZOLFO DALLE LORO TERRIBILI CONDIZIONI, LA PROTESTA NELLE GRANDI CITTÀ PER IL PREZZO DEL PANE, UN GRAN SUBBUGLIO DI TUTTI I CETI POVERI DELLA CITTÀ E DELLE CAMPAGNE - RICORDA OGGI ANCONA - DETERMINAVANO UNO STATO D’INSTABILITÀ PERMANENTE CHE DESTAVA NON POCHE PREOCCUPAZIONI IN CHI GESTIVA LE ISTITUZIONI APPENA SORTE O RINATE. IN QUESTO SCENARIO AGITATO E OSCURO MATURANO LE CONDIZIONI PER LA STRAGE DI PORTELLA DELLE GINESTRE NELLA QUALE, IL PRIMO MAGGIO DEL 1947, PERIVANO UNDICI CONTADINI ED ALTRI RESTAVANO FERITI, MENTRE SI ACCINGEVANO A FESTEGGIARE ACCAMPATI ATTORNO AL SASSO DI NICOLA BARBATO”.

“L'ECCIDIO DI PORTELLA - PROSEGUE ANCONA - SI CONGIUNGEVA ALL’UCCISIONE DI NUMEROSI SINDACALISTI IN GRAN PARTE SOCIALISTI, DELITTI RIMASTI IMPUNITI, MA CON IL VISIBILE MARCHIO DELLA MAFIA PROTETTA DA CONNIVENZE D’ALTISSIMO LIVELLO. PORTELLA DELLE GINESTRE E L'ECATOMBE DI SINDACALISTI EBBERO L'EFFETTO DI BLOCCARE IL PROCESSO DI CRESCITA DELLA SINISTRA ED ASSICURARONO AL BLOCCO "MODERATO" DI CENTRO-DESTRA UN CONTROLLO DELL'ASSEMBLEA CHE SI È PROTRATTO FINO AI NOSTRI GIORNI, TRANNE LA PARENTESI MILAZZIANA”.

“NON SI PUÒ DIRE CHE I GOVERNI DI CENTROSINISTRA ABBIANO SEGNATO CON MISURE E PROGRAMMI APPREZZATI DALLA POPOLAZIONE IN MODO DIVERSO, ALTERNATIVO, LA GESTIONE DELL'AUTONOMIA SICILIANA - DICE SEMPRE ANCONA -. QUESTI SESSANTA ANNI SONO STATI DOMINATI DA ALCUNI ESSENZIALI PROCESSI ECONOMICI CHE HANNO INCISO A FONDO SULLA STRUTTURA SOCIALE DELL'ISOLA. LA RIFORMA AGRARIA LIBERÒ LA SICILIA DAL FEUDO, MA FU UN CLAMOROSO FALLIMENTO NON RIUSCENDO AD AVVIARE NÉ LA PICCOLA PROPRIETÀ COLTIVATRICE CHE FANFANI RIUSCÌ A FAR DECOLLARE IN VASTE ZONE DELL'ITALIA, NÉ GRANDI AZIENDE DI TIPO COOPERATIVISTICO. IL FALLIMENTO DELLA RIFORMA AGRARIA SICILIANA GENERÒ UN MOVIMENTO EMIGRATORIO VERSO L'EUROPA ED IL RESTO DEL MONDO CHE FU CERTAMENTE UNA TRAGICA LACERAZIONE DEL TESSUTO FAMILIARE DELLE NOSTRE COMUNITÀ, MA ANCHE UNA GRANDE POMPA PER ATTINGERE DALL'ESTERO RISORSE FINANZIARIE PURTROPPO IN GRAN PARTE UTILIZZATE SOLTANTO PER CONSUMI FAMILIARI O PER L'ACQUISTO O LA COSTRUZIONE DI MODESTE ABITAZIONI”.

“LA VERA RIVOLUZIONE SOCIALE - DICE ANCORA IL DIRIGENTE STORICO DELLA CGIL SICILIANA - NON FU LA RIFORMA AGRARIA, MA L'EMIGRAZIONE CHE PORTÒ LA SICILIA A CONTATTO CON LA MODERNITÀ, A COMINCIARE DALLE PRIME RADIOLINE A TRANSISTOR E DALL'ESORDIO DELLA MOTORIZZAZIONE. INTANTO, LA GRANDE INDUSTRIA CHIMICA E PETROLCHIMICA, BISOGNOSA DI SPAZI E DI CONDIZIONI ESTERNE DI GRANDE FAVORE A COMINCIARE DA UNA DEBOLISSIMA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE RICATTATA DAL BISOGNO DI LAVORO DELLE POPOLAZIONI, S’INSTALLAVA NEI LUOGHI  MITICI DELLA SICILIA GRECA, IN BELLISSIME CONTRADE SUL MARE RICCHE DI STORIA MILLENARIA ED INCONTAMINATE, PRODUCENDO UN DRAMMATICO IMPATTO AMBIENTALE, MA ANCHE UNA PROFONDA TRASFORMAZIONE DELLA SITUAZIONE SOCIOECONOMICA CHE PASSA VELOCEMENTE DAL PAESAGGIO PASTORALE DI TEOCRITO ALLA PIÙ MODERNA CONCENTRAZIONE INDUSTRIALE DEL MEZZOGIORNO. LA PROVINCIA DI SIRACUSA E GELA SONO COLONIZZATE DA INDUSTRIE CHIMICHE CHE ASSICURANO MIGLIAIA DI SALARI INDUSTRIALI DESTINATI A MUTARE PROFONDAMENTE IL VOLTO DELLA SICILIA".

"NESSUNO - DICE OGGI L'EX SEGRETARIO DELLA CGIL SICILIANA - SI CURÒ DELLE TERRIBILI CONSEGUENZE SULLA SALUTE E SULL'AMBIENTE DI TALI ENORMI INSEDIAMENTI DI RAFFINERIE ED ALTRO. SE QUALCUNO SOLLEVAVA LA QUESTIONE VENIVA O RESTAVA ISOLATO. GLI STESSI SINDACATI NON FECERO QUASI NIENTE PER CONTRASTARE LA SUBORDINAZIONE DI TUTTE LE RISORSE AMBIENTALI ED UMANE AL BENE DELLE IMPRESE PRESENTI. IN EFFETTI, UNA CONDIZIONE D’IGNORANZA GENERALE FAVORIVA UN’INDUSTRIALIZZAZIONE CHE AVREBBE PORTATO DANNI IMMENSI ALLE POPOLAZIONI ED ALL'AMBIENTE”.

“A CHI TIMIDAMENTE FACEVA OSSERVARE CHE FORSE LA SICILIA DOVEVA UTILIZZARE QUEI TERRITORI PER IL TURISMO E L'AGRICOLTURA - RICORDA SEMPRE ANCONA - SI RISPONDEVA CHE NON VOLEVANO UN'ISOLA DI CAMERIERI, MA LA MODERNA CULTURA INDUSTRIALE. I RISULTATI SONO DRAMMATICI: MIGLIAIA DI BAMBINI MALFORMATI, CENTINAIA DI MORTI PER TUMORI DI VARIO TIPO, INQUINAMENTO PERENNE DEL SUOLO, DELLE ACQUE, DEL MARE. UNA CONDIZIONE GRAVISSIMA IN CUI QUALCHE VOLTA INTERVIENE LA MAGISTRATURA SUBITO SCORAGGIATA DAL FATTO CHE SI PREFERISCE MORIRE DI TUMORE PIUTTOSTO CHE DI FAME. LA STORIA DELL'INDUSTRIA CHIMICA IN SICILIA È ORAMAI UNA STORIA DI DEINDUSTRIALIZZAZIONE. ABBIAMO I RESTI DI QUELLO CHE FU UN POLO DI CIRCA CENTOMILA ADDETTI, RESTI PERICOLOSI PERCHÉ GLI IMPIANTI SONO ORAMAI FATISCENTI E OGNI TANTO SFUGGONO DI MANO A CHI LI CONTROLLA. ALTRI FONDAMENTALI INSEDIAMENTI INDUSTRIALI NON FURONO MAI REALIZZATI”.

“DURANTE IL GOVERNO DELL'ON.LE EMILIO COLOMBO, NEGLI ANNI SETTANTA DEL SECOLO PASSATO - PROSEGUE ANCONA - VENNE FUORI UN PACCHETTO DI PROVVEDIMENTI CHE INCLUDEVANO UN CENTRO ELETTROMETALLURGICO DA REALIZZARE A CAPO GRANITOLA, ALTRA BELLISSIMA ZONA COSTIERA DELLA PROVINCIA DI TRAPANI, E SI SVILUPPÒ LA CONTESA SUL QUINTO CENTRO SIDERURGICO, UNA CONTESA CHE RISCHIÒ DI METTERE CONTRO LA SICILIA E LA CALABRIA, MA CHE ALLA FINE SVANÌ IN UNA BOLLA DI SAPONE. I SINDACATI SICILIANI DIEDERO VITA ALLA COSIDDETTA ‘VERTENZA SICILIA’ CHE MOBILITÒ NEL PROFONDO I LAVORATORI. L'ESITO NON È STATO POSITIVO, ESSENDO L'IMPIANTO DELLE RIVENDICAZIONI PREVALENTEMENTE RIVOLTO VERSO LE PARTECIPAZIONI STATALI ED IL GOVERNO, QUANDO GIÀ ALTRE PROBLEMATICHE RELATIVE ALLA PRIVATIZZAZIONE BUSSAVANO ALLA PORTA E LO STATO IMPRENDITORE CEDEVA LE SUE AZIENDE. L'INSEDIAMENTO CHE HA RETTO MEGLIO NEL TEMPO È STATO QUELLO DELLA FIAT DI TERMINI IMERESE, RECENTEMENTE COINVOLTA DA UNA PROFONDA CRISI DALLA QUALE STENTA AD USCIRE”.

“PRIMA DELLA FINE INGLORIOSA DEI CAVALIERI DEL LAVORO DI CATANIA, COINVOLTI IN GRAVI FATTI DI MAFIA - RICORDA SEMPRE IL DIRIGENTE DELLA CGIL SICILIANA - SI CREÒ E DURÒ PER QUALCHE TEMPO IL MITO DELLA MILANO DEL SUD. IN VERITÀ NON È MAI ESISTITA, IN SICILIA, ALCUNA MILANO NEL SUD. SOLTANTO DI RECENTE SI È CREATO UNO STABILIMENTO DI ALTISSIMA TECNOLOGIA ELETTRONICA CHE IMPIEGA MANODOPERA SUPERSPECIALIZZATA FATTA D’INGEGNERI E TECNICI. MA È SOLTANTO UN PUNTO DI ECCELLENZA IN UN DESERTO. IN QUESTO QUADRO IN CUI SONO PIÙ LE MACERIE DALL’INDUSTRIALIZZAZIONE DEGLI ANNI SESSANTA CHE LE NOVITÀ DI NUOVI INSEDIAMENTI IN SETTORI TRAINANTI DELL'ECONOMIA, BRILLA L'UNICO GRANDE SUCCESSO OTTENUTO DALLA SICILIA CON LA PROPRIA CAPARBIA VOLONTÀ: MI RIFERISCO AL METANODOTTO CON L'ALGERIA VOLUTO DALL'ENTE MINERARIO SICILIANO (EMS) DIRETTO DA GRAZIANO VERZOTTO CONTRO LA VOLONTÀ E L'OSTRUZIONISMO DELL'ENI CHE, NEL 1972, COSTITUÌ CON LA SONATRAK ALGERINA UNA SOCIETÀ DENOMINATA SONENS. QUESTA INCARICÒ LA BECTEL DI UNO STUDIO DI FATTIBILITÀ PER LA POSA SOTTOMARINA DEI TUBI E POI DIEDE LUOGO ALLA REALIZZAZIONE DI UNA GRANDE OPERA DI INGEGNERIA E DI PACE CHE DA DECENNI ASSICURA L'APPROVVIGIONAMENTO DI METANO PER IL 26% DEL FABBISOGNO NAZIONALE”.

“A SUO TEMPO - PROSEGUE ANCONA - FU DETTO CHE BRUCIARE IL METANO SOLTANTO PER USI DOMESTICI SAREBBE STATO COME ALIMENTARE UN CAMINO CON LEGNA PREGIATA. DAL METANO SI PUÒ PARTIRE PER LA CREAZIONE DI INDUSTRIE AD ALTO CONTENUTO TECNOLOGICO. NIENTE DI TUTTO CIÒ HA VISTO LA LUCE. NATURALMENTE LA REGIONE È STATA COMPLETAMENTE ESTROMESSA. L'ENTE MINERARIO SICILIANO È STATO PROPONENTE DELL'UNICO PROGRAMMA DI SVILUPPO INDUSTRIALE CHE ABBIA MAI AVUTO LA SICILIA DOPO QUELLO PRESENTATO DALLA CONFINDUSTRIA NEGLI ANNI CINQUANTA E CHE PROVOCÒ LA RIVOLTA DI DOMENICO LA CAVERA. UN PROGRAMMA CHE RIGUARDAVA ANCHE I SALI POTASSICI E LE SABBIE SILICEE DI CUI È RICCO IL PALERMITANO. SONO DELL'OPINIONE CHE BISOGNEREBBE RIFLETTERE SULLA PRIMAZIA DEL PRIVATO E DELLE PRIVATIZZAZIONI. IL METANODOTTO NON SAREBBE MAI STATO POSSIBILE SE L'ENTE REGIONE NON AVESSE RISCHIATO ED IMPOSTATO IL PROGETTO. PENSO CHE SI DOVREBBE RIESAMINARE TUTTA LA SITUAZIONE DELLE RISORSE MINERARIE DELLA SICILIA E RIPROPORRE UN ENTE, UN’AGENZIA IN GRADO DI LAVORARE E PREDISPORRE PIANI, PROGRAMMI, PROGETTI. IN SOSTANZA, LO SVILUPPO NON PUÒ ESSERE LA VARIABILE DIPENDENTE DI INVESTIMENTI PRIVATI CHE, O NON CI SONO, O HANNO INTERESSI NON COINCIDENTI CON QUELLI DELLA REGIONE”.

“A TRACCIARE UN BILANCIO ASSAI SOMMARIO - DICE SEMPRE IL SINDACALISTA - SI PUÒ AFFERMARE CHE ABBIAMO REALIZZATO ASSAI MENO DI QUANTO SIAMO RIUSCITI A REALIZZARE NEGLI ANNI CINQUANTA E SESSANTA, A PARTE LE NOVITÀ VERAMENTE INTERESSANTI DEL CAMPO AGRICOLO CON SUCCESSI PARTICOLARI NELLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI VINI E NELLA SPECIALIZZAZIONE DEI VIGNETI CHE CI HANNO COLLOCATO IN UN POSTO PIÙ CHE ONOREVOLE NEI MERCATI INTERNAZIONALI. CERTO, LA REGIONE DOVREBBE POTENZIARE L'APPARATO DI STUDI E RICERCHE CHE STA ALLE SPALLE DEL SETTORE, PROTEGGENDOLO DALLE VARIAZIONI CHE IL MERCATO PRESENTA E CONSOLIDANDONE I DATI DI QUALITÀ DURATURA NEL TEMPO. LA SPIETATA CONCORRENZA CUI È SOTTOPOSTA TUTTA LA NOSTRA PRODUZIONE AGRICOLA, A COMINCIARE DALL'AGRUMICOLTURA, DOVREBBE INDURRE LA REGIONE AD INCENTIVARE IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DEI PRODOTTI. UN SOSTEGNO CHE NON PRIVILEGI IL PARASSITISMO, MA CHE AIUTI I NOSTRI PRODOTTI A STARE NELLE NICCHIE ALTE DEL MERCATO”.

“TUTTA L'ECONOMIA REGIONALE - DICE ANCONA - SUBISCE CONTRACCOLPI NEGATIVI DALLA PRESENZA DELLA REGIONE. LA REGIONE, OGGI, È DIVENTATA UN BUCO NERO CHE ASSORBE LE RISORSE FINANZIARIE E LE USA PER MANTENERE UNA STRUTTURA ELEFANTIACA E GROTTESCA ESTREMAMENTE COSTOSA E VIZIATA, PER FORAGGIARE CON VARI ASSISTENZIALISMI CLIENTELE ELETTORALI, PER DISSIPARE CON VARI SISTEMI DI CONSULENZA O DI ESTERNALIZZAZIONE DEI SERVIZI RISORSE PREZIOSE. ALLO STATO DELLE COSE, PIUTTOSTO CHE DARE PIÙ RISORSE A QUESTA TERRIBILE IDROVORA, SAREBBE MEGLIO CHIUDERE TUTTO E RICOMINCIARE DA QUALCHE ALTRA PARTE. MA QUESTO PURTROPPO NON È POSSIBILE. LA DOMANDA CHE MI PONGO È LA SEGUENTE: È RIFORMABILE LA REGIONE DALL'INTERNO? UN CAMBIAMENTO DI GESTIONE POLITICA DAL CENTRODESTRA AL CENTROSINISTRA POTRÀ AIUTARCI A RITROVARE LA STRADA GIUSTA? FORSE NON BASTERÀ. BISOGNERÀ, A MIO PARERE, IMPARARE AD USARE I REFERENDUM, COINVOLGERE I SICILIANI NELLA FORMAZIONE DELLE LEGGI ED AVERE UN PROGRAMMA RADICALE DI RISANAMENTO FINANZIARIO, A PARTIRE DAL FONDO REGIONALE PENSIONI CHE NON PUÒ ESSERE UN'OASI PRIVILEGIATA NEL REGIME PENSIONISTICO NAZIONALE”.

“OCCORRE  UN PROGETTO DI RAZIONALIZZAZIONE DEGLI APPARATI BUROCRATICI - DICE SEMPRE ANCONA - RICAVANDONE QUANTO SERVE PER UN BUON FUNZIONAMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE, BLOCCANDO LE ASSUNZIONI FINO A QUANDO NON SI STARÀ ATTORNO AD UN RAGIONEVOLE ORGANICO. OCCORRE ABOLIRE TUTTE LE CONSULENZE E TUTTE LE ESTERNALIZZAZIONI E LE FARAONICHE SPESE DI RAPPRESENTANZA DELLA REGIONE NEL MONDO; RIFORMARE LA POLITICA NEL SENSO DI RIDURRE A RETRIBUZIONI ACCETTABILI GLI EMOLUMENTI DI TUTTO IL PERSONALE POLITICO ED IL COSTO COMPLESSIVO DELLO STESSO CHE SI È MOLTIPLICATO NEGLI ULTIMI ANNI. NON SI PUÒ GUARDARE AL FUTURO CON SPERANZA A BORDO DI UNA FARAONICA E COSTOSA IMBARCAZIONE CON MIGLIAIA DI ADDETTI CHE NE DIVORANO LE SOSTANZE. QUANTO TUTTE LE RISORSE VENGONO USATE PER LE SPESE CORRENTI NON C'È SPAZIO PER PROGETTI NUOVI ED INVESTIMENTI A LUNGO TERMINE NELLA RICERCA E NEL SOSTEGNO ESTERNO AL SISTEMA ECONOMICO”.

“SUGGERISCO, COME PRIMI PROVVEDIMENTI - SOTTOLINEA ANCONA - LA REVOCA DELLE RIFORME APPORTATE ALLO STATUTO, L'ABROGAZIONE DELLA LEGGE ELETTORALE, L'ABROGAZIONE DELLE LEGGI PER I GABINETTI POLITICI DEGLI ASSESSORI, UNA DRASTICA RIDUZIONE DEGLI STIPENDI DEI DEPUTATI, LA REVOCA DEI PRIVILEGI A LORO ACCORDATI, INSOMMA SEGNALI CHE I SICILIANI POSSONO RICONOSCERE COME MANIFESTAZIONE DI UNA VOLONTÀ DI GUARIRE DALLA MEGALOMANIA DI UN APPARATO BAROCCO, COSTOSO ED OFFENSIVO PER LA CONDIZIONE MEDIA DELLE NOSTRE POPOLAZIONI. HO CREDUTO MOLTO NELL'AUTONOMIA SICILIANA E NE SONO MOLTO DELUSO. NON SI TRATTA SOLTANTO DEL CATTIVO USO CHE NE ABBIAMO FATTO, MA DI UN SOSTANZIALE ERRORE NELLA STRUTTURA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CHE NON PUÒ ESSERE UNA CONTINUA CLONAZIONE DELL'APPARATO CENTRALE DELLO STATO E MAGARI MENTRE QUESTO DIMAGRISCE E DIVENTA PIÙ AGILE LA REGIONE DIVENTA OBESA”.

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IL PARAFULMINE  CROCETTA  E  IL GENOCIDIO DELLA SICILIA: SIAMO  IN  GUERRA,  COME  RISPONDERE?


MASSIMO COSTA
[6 APR 2015

OGGI IL VERO PROBLEMA SUL GENOCIDIO DELLA SICILIA È LA DISINFORMAZIONE. SEMBRA INCREDIBILE, MA PER SAPERE LA VERITÀ SUI CONTI DELLA REGIONE I SICILIANI DEBBONO LEGGERE ‘LA VOCE DI NEW YORK’, O ASCOLTARE QUALCHE INTERVISTA CLANDESTINA NELLE TV LOCALI. CROCETTA HA LE SUE RESPONSABILITÀ. MA IL PROBLEMA NON È SOLO LUI

SUL SUPPLIZIO DELLA SICILIA, CIOÈ CONCRETAMENTE DI CENTINAIA DI MIGLIAIA DI SICILIANI!, SULLO SPORCO GIOCO AL MASSACRO DEL GOVERNO RENZI, SULLA COMPLICITÀ DI UN GIORNALISMO COMPIACENTE CHE ACCREDITERÀ, CHE STA ACCREDITANDO, LA FAVOLETTA DELLA SICILIA “SPENDACCIONA” IL MIO AMICO GIULIO AMBROSETTI HA GIÀ DETTO TUTTO O QUASI, RUBANDOMI IL MESTIERE ANCHE SUI CONTI DELLA REGIONE. SU QUESTO C’È POCO DA AGGIUNGERE. FORSE QUALCHE DETTAGLIO, CHE NON SPOSTA IL PROBLEMA.

AD ESEMPIO, IL FATTO CHE I 2 MILIARDI CHE SFORANO SECONDO BACCEI NON SONO IN CONTRASTO CON I 5 CHE LO STATO HA RUBATO ALLA SICILIA SECONDO IL CORRETTO CALCOLO DI AMBROSETTI: SEMPLICEMENTE QUEI 2 RIGUARDANO I SOLI TAGLI INCOMPRIMIBILI SENZA DEVASTAZIONI SOCIALI, MENTRE GLI ALTRI 3 BACCEI LI DÀ TALMENTE TANTO PER ACQUISITI (AD ESEMPIO QUELLO SANITARIO DAL 2009) DA NON FARCI PIÙ CASO. POI CI SONO, A PARTE, QUELLI DA SEMPRE RUBATI PER EFFETTO DELLA MANCATA ATTUAZIONE DELLO STATUTO. NON DUE CIRCA (10 CHE LO STATO DEVE DARE MENO 8 CHE LA REGIONE DOVREBBE SPENDERE), MA CIRCA 7, COME ALTRE VOLTE HO DIMOSTRATO. E A QUESTI SETTE MILIARDI NON HO MAI AGGIUNTO IL CONTO DELLA MANCATA ATTUAZIONE DELL’ART. 37 DELLO STATUTO SICILIANO (LA TERRITORIALIZZAZIONE DELLE IMPOSTE SUL REDDITO) PER MANCANZA ASSOLUTA DI DATI: SI VA A SPANNE DA UN MINIMO DI 2 A UN MASSIMO DI 4 O 5 MILIARDI DI EURO. QUINDI, RIEPILOGANDO, LA SICILIA PAGA LA SUA APPARTENENZA ALL’ITALIA CON UNA BOLLETTA COMPLESSIVA DI 15 MILIARDI DI EURO L’ANNO, TRA FURTI VECCHI E NUOVI, IN SÉ DEL TUTTO INSOSTENIBILI, UN VERO GENOCIDIO ALLA LUCE DEL SOLE, PERPETRATO NELLA TOTALE IGNORANZA DELLA QUASI TOTALITÀ DEGLI ITALIANI, CHE PENSANO CHE LA SICILIA SIA UNA PALLA AL PIEDE, MA PURTROPPO ANCHE DELLA MAGGIORANZA DEI SICILIANI, INGANNATI DALLA MAGGIOR PARTE DEI LORO STESSI GIORNALI, CHE RICEVONO APPOGGI E FINANZIAMENTI DA UN SISTEMA ITALIANO, TANTO DA POTERLI INFORMARE SOLO CON LA “VOCE DI NEW YORK”, SENZA ALCUN FILTRO NÉ CENSURA. O CON QUALCHE INTERVISTA SEMICLANDESTINA CHE GIRA NELLE TV LOCALI.

VERO, VERISSIMO ANCHE CHE L’ITALIA, ORMAI BEN PIÙ FALLITA DELLA SICILIA, STA RAZZOLANDO 15 MILIARDI CON UNA MANOVRA RECESSIVA CHE NEANCHE MONTI E LA FORNERO AVREBBERO AVUTO IL CORAGGIO DI FARE, PER NON FAR AUMENTARE L’IVA. INSOMMA I NODI DELL’EURO VENGONO AL PETTINE E NON SE NE ESCE. SECONDO RENZI & CO., QUINDI, IL GENOCIDIO DEL SUD, E DELLA SICILIA IN PARTICOLARE, MERITA SOLO UN PAIO DI SPALLUCCE. CHE FARE DEL RESTO? O FALLISCE LA SICILIA O FALLISCE L’ITALIA E, SE TANTO MI DÀ TANTO, MEGLIO LA PRIMA CHE LA SECONDA. PAZIENZA SE LA SICILIA NON STA FALLENDO PER COLPA PROPRIA, MA PER COLPA DI TERZI. PAZIENZA. DEL RESTO I SICILIANI ALLA CORTE DELLO STATO GENOCIDA NON MANCANO, DA RAMPANTI REGISTI AD ALTRETTANTO RAMPANTI POLITICI.

MA FORSE È IL MOMENTO DI SPOSTARE IL FOCUS DELLA QUESTIONE DAL FATTO FINANZIARIO A QUELLO POLITICO. BASTA SCORRERE LA “DISINFORMATIJA” ITALICA PER CAPIRE CHE GIÀ SI TENTA DI TROVARE UN CAPRO ESPIATORIO, UN PARAFULMINE. E LO SI È TROVATO. CHI MEGLIO DI CROCETTA, PLATEALMENTE “UNFIT TO RULE SICILY”, PER MANIFESTA INCAPACITÀ CARATTERIALE, INCOMPETENZA ECONOMICA, FRAGILITÀ POLITICA? TROPPO BELLO, ANZI TROPPO COMODO!

CHE SUCCEDERÀ INFATTI SE I TANTI APPELLI ALLE DIMISSIONI DI CROCETTA AVRANNO SUCCESSO?
SI ANDRÀ A NUOVE ELEZIONI. E SE INVECE SAREMO COMMISSARIATI, A PARTE LO SCORNO? SI ANDRÀ COMUNQUE A NUOVE ELEZIONI. INSOMMA LE ELEZIONI SONO L’ESITO FINALE E SICURO DI TUTTO CIÒ?
IN TEORIA, C’È IL FAMOSO “PIANO B” DI CROCETTA: FARE DA SOLO I MASSACRI SOCIALI CHE DOVREBBERO FARE I COMMISSARI, MA ANCHE IN QUESTO CASO, INSOMMA, LO STESSO SCENARIO. LA SICILIA SARÀ IMPICCATA, PERÒ POSSIAMO ANCORA SCEGLIERE DA CHI FARLA IMPICCARE, PERÒ!

E QUINDI?
SE SALE UN FARAONE QUALUNQUE, O UN MUSUMECI QUALUNQUE COSA CAMBIERÀ?
FORSE LA SICILIA VEDRÀ RISPETTATO IL PROPRIO STATUTO?
FORSE L’ITALIA SMETTERÀ DI DISTRARRE TUTTE LE NOSTRE RISORSE FISCALI, LASCIANDO QUA SOLO CUMULI DI MACERIE E RIFIUTI? 
NO, NON CAMBIERÀ NIENTE, PROPRIO NIENTE.
E ALLORA PERCHÉ OGGI DOVREI PRENDERMELA CON CROCETTA? 
PER FARE CONTENTO RENZI? 
NON È CHE CI STANNO, POCO POCO, STRUMENTALIZZANDO?

SE POI VOGLIAMO PARLARE CONCRETAMENTE DI ALTERNATIVE, ALLORA IL DISCORSO POTREBBE ESSERE DIVERSO. È POSSIBILE UNA SICILIA DIVERSA DALLA MISERABILE COLONIA D’ITALIA CHE OGGI CONOSCIAMO? QUESTO È IL VERO TEMA. E SE SÌ, CHI DOVREBBE GUIDARLA? IL MOVIMENTO 5 STELLE? HANNO AVVISTATO CON CHIAREZZA LA QUESTIONE SICILIANA OLTRE ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA, LE PISTE CICLABILI, GLI STIPENDI DEI DEPUTATI O LE AUTO BLU? LASCIATEMI QUANTO MENO IL BENEFICIO DEL DUBBIO. LA LEGA? PROPRIO IN SICILIA? NO COMMENT. I SINDACI? QUALI? QUELLI “À LA ORLANDO” O “À LA AMENTA”? SONO DUE CATEGORIE DEL TUTTO DIVERSE, PRATICAMENTE CON OBIETTIVI DI FONDO DIVERSI. CE LO VEDETE ORLANDO CHE DICHIARA GUERRA ALL’ITALIA? IO NO, PERCHÉ DI QUESTO C’È OGGI BISOGNO. C’È, INFINE, QUALCOSA CHE SI MUOVE SUL FRONTE DEL NAZIONALISMO SICILIANO. SAREBBE DA ‘ATTENZIONARE’ CON MOLTO INTERESSE, MA SE NON SI SALDERANNO CON LE PARTI SOCIALI E ALMENO CON “ALCUNI” SINDACI, C’È OGGETTIVAMENTE IL RISCHIO DELLA MARGINALITÀ. MA NON È CHE L’UNICA ALTERNATIVA, L’UNICA VERA POSTA IN GIOCO OGGI SIA PROPRIO QUESTA? E CIOÈ LA COSTRUZIONE, PER QUANTO DIFFICILE, DI UNA RAPPRESENTANZA POLITICA CHE SIA ESPRESSIONE DELLA SICILIA E NON PIÙ DEI PARTITI ITALIANI?

PERCHÉ SE IL PROBLEMA LO RIDUCIAMO ANCORA UNA VOLTA ALL’ALTERNATIVA DESTRA-SINISTRA, ANCHE CON LE VARIANTI “ANTISISTEMA” DATE DAI PARTITI “ITALIANI”, NON CI SIAMO, NON CI SIAMO PROPRIO. SE TUTTO IL PROBLEMA SONO LE DIMISSIONI DI CROCETTA PER FARE UN PIACERE A FARAONE O A CHICCHESSIA, MI DISPIACE, NON SONO INTERESSATO. E NON MI FACCIO PRENDERE IN GIRO CERTO DAI VARI “ISTITUTI LUCE”.
E, PER INCISO, NON MI ASPETTO NIENTE DI BUONO NEANCHE DAL SICILIANO CHE STA AL QUIRINALE. PER CARITÀ, VORREI SBAGLIARMI E CHIEDERGLI PUBBLICAMENTE SCUSA, NON SI SA MAI. MA HA AVUTO DECENNI PER AIUTARE LA PROPRIA TERRA. ORA SI DOVREBBE SVEGLIARE? BENE, MANDI UN MESSAGGIO ALLE CAMERE, FACENDO SEGUITO A QUELLO DI GRONCHI DEL 1957, CON IL QUALE IL SUO PREDECESSORE CHIESE DI “RINVIARE” LA NOMINA DEI GIUDICI MANCANTI IN ATTESA DI UN COORDINAMENTO TRA LE FUNZIONI DELLA CORTE COSTITUZIONALE E QUELLE DELL’ALTA CORTE PER LA REGIONE SICILIANA. UN MESSAGGINO SEMPLICE SEMPLICE, CON CUI DICA CHE “VISTO CHE IN 60 ANNI NON AVETE FATTO ANCORA NULLA, PER FAVORE, PROCEDETE ALLA NOMINA DEI GIUDICI, PER IL COORDINAMENTO CI SARÀ TEMPO”. LO FARÀ? NO! E ALLORA, DI CHE STIAMO PARLANDO? NON CI SERVONO I SICILIANI CHE FANNO CARRIERA A ROMA, CI SERVONO I SICILIANI CHE STANNO AL FRONTE IN SICILIA. CI SERVONO I SICILIANI CHE SI ACCONTENTANO DI STIPENDI PIÙ BASSI, MA CHE NON PIEGANO LA TESTA.

QUI O CI RIBELLIAMO NOI, CON UN NUOVO VESPRO, O FACCIAMO UNA BRUTTA FINE. L’ITALIA HA DICHIARATO GUERRA ALLA SICILIA, NOI CHE FACCIAMO? CE LA PRENDIAMO CON CROCETTA? MA ALLORA NON “CI FACCIAMO”; “CI SIAMO” PROPRIO.


BACCEI, CATANZARO, CROCETTA.FONDI FAS, FARAONE, LUMIA, MONTANTE, RENZI,PADOAN, RISCHIO NATURALE, TEGOLA SULLA REGIONE IL FALLIMENTO DELLA REGIONE SICILIA,DISSESTO IDROGEOLOGICO 

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